Sei sulla pagina 1di 6

Inquinamento Elettromagnetico

Introduzione:

L'interesse verso i campi elettromagnetici ha assunto negli ultimi anni


un'importanza crescente legata al contemporaneo frenetico sviluppo di nuovi
sistemi di telecomunicazione, i cui impianti si sono diffusi in maniera capillare
in ambito urbano destando dubbi e preoccupazioni circa la loro pericolosità.
Anche l'intensificazione della rete di trasmissione elettrica, conseguente
all'aumento della richiesta di energia elettrica, nonché l'urbanizzazione di
territori precedentemente disabitati e caratterizzati dalla presenza di
elettrodotti o di emittenti radiotelevisive, hanno contribuito a destare
perplessità circa i possibili effetti sulla salute derivanti dalla permanenza
prolungata in prossimità di tali installazioni.
Il fenomeno comunemente definito "inquinamento elettromagnetico" o
“elettrosmog”è legato alla generazione di campi elettrici, magnetici ed
elettromagnetici artificiali, cioè non attribuibili al naturale fondo terrestre o ad
eventi naturali, ma prodotti da impianti realizzati per trasmettere informazioni
attraverso la propagazione di onde elettromagnetiche (impianti radio-televisivi
e per telefonia mobile), da impianti utilizzati per il trasporto e la trasformazione
dell'energia elettrica dalle centrali di produzione fino all'utilizzatore in ambiente
urbano (elettrodotti), da apparati per applicazioni biomedicali, da impianti per
lavorazioni industriali, nonché da tutti quei dispositivi il cui funzionamento è
subordinato a un'alimentazione di rete elettrica.
Dunque tutti i dispositivi che utilizzano come fonte di alimentazione primaria
corrente elettrica alternata (alimentazione domestica, non quella proveniente
da batterie/accumulatori), sono possibili veicoli di questo tipo di inquinamento,
poiché la corrente alternata (o le onde elettromagnetiche) genera un campo
elettrico ovvero uno spazio in cui è presente una carica elettrica, se in quello
spazio viene inserita un'altra carica elettrica questa subirà una spinta attrattiva
o repulsiva.
Analogamente una corrente elettrica, che è generata da cariche in movimento,
produce una modificazione dello spazio circostante: il campo magnetico.
Quest'ultimo ha caratteristiche sostanzialmente diverse da quelle del campo
elettrico. L'unità di misura del campo elettrico nel Sistema internazionale è il
Volt su metro (V/m), mentre quella del campo magnetico è l'Ampere su metro
(A/m).
I campi elettromagnetici si propagano sotto forma di onde elettromagnetiche,
per le quali viene definito un parametro, detto frequenza, che indica il numero
di oscillazioni che l'onda elettromagnetica compie in un secondo. L'unità di
misura della frequenza è l'Hertz (1 Hz equivale a una oscillazione al secondo).
Sulla base della frequenza viene effettuata una distinzione tra:

1. inquinamento elettromagnetico generato da campi a bassa frequenza (0


Hz - 10 kHz), nel quale rientrano i campi generati dagli elettrodotti che
emettono campi elettromagnetici a 50 Hz;

2. inquinamento elettromagnetico generato da campi ad alta frequenza (10


kHz - 300 GHz) nel quale rientrano i campi generati dagli impianti radio-
TV e di telefonia mobile.
Questa distinzione è necessaria in quanto le caratteristiche dei campi in
prossimità delle sorgenti variano al variare della frequenza di emissione, così
come variano i meccanismi di interazione di tali campi con i tessuti biologici e
quindi le possibili conseguenze correlabili all'esposizione umana.
Effetti sulla salute:
L'opinione pubblica ha recentemente concentrato la sua attenzione su questo
tema a causa delle campagne di sensibilizzazione promosse da comitati di
cittadini, associazioni e partiti di ispirazione ambientalista, che hanno espresso
preoccupazione per la salute dei cittadini.
L'esistenza di un rischio rilevante per la salute è però a tutt'oggi controversa, al
punto che da alcuni l'intera questione viene considerata il frutto di un
allarmismo ingiustificato.
Al fine di verificare la eventuale pericolosità per la salute di questo tipo di
inquinamento sono stati condotti diversi studi epidemiologici da diverse
società/associazioni, ma la validità, che viene assegnata a questo tipo di studi
è direttamente proporzionale alla quantità di tempo in cui sono stati svolti,
poiché i processi che si studiano necessitano di molto tempo per manifestare
gli effetti e nell'immediato, comportano variazioni difficilmente misurabili,
inoltre è necessario un campione di popolazione scelto con attenzione, al fine
di non falsare i risultati dello studio, e di ingenti capitali per finanziare le
ricerche, quest'ultimo motivo comporta che i governi non investano nella
ricerca, lasciando che siano società private, più o meno legate alle lobby della
comunicazione globale ad effettuare questi studi, le quali non hanno alcun
interesse nel “pestare i piedi” con uno studio “scomodo” alle società che le
finanziano.
Queste sono le motivazioni che hanno smentito gli studi che sostengono di
aver trovato correlazioni significative tra l'esposizione a radiazione
elettromagnetica a bassa frequenza e l'insorgenza di effetti a lungo termine
(quali leucemia e vari tipi tumore).
Esistono studi che documentano effetti certi dei campi elettromagnetici sulla
salute umana:

• l'innalzamento della temperatura dei tessuti biologici attraversati,


soprattutto quelli più ricchi di acqua. Nel caso dei telefoni cellulari, la
potenza irradiata è bassa (solitamente minore di 1 watt) così che il
riscaldamento prodotto è dell'ordine di poche frazioni di grado, quasi
interamente localizzato nella testa dell'utente, inferiore comunque
all'effetto di una esposizione di pari durata alla radiazione solare.

• Shock termico delle proteine: Quando avviene il surriscaldamento di


punti nei tessuti umani, il corpo produce proteine per far fronte allo shock
termico nel tentativo di proteggere e riparare le cellule surriscaldate.
Queste proteine proteggono anche le cellule cancerose rendendole
resistenti alle terapie. In molti tumori il numero di queste proteine risulta
altissimo.

• Formazione di micronuclei: I micronuclei sono filamenti spezzati del


DNA ed indicano che le cellule non sono più in grado di ripararsi
correttamente. Gli studi condotti dall'industria delle telecomunicazioni
confermano che le radiazioni dei cellulari producono micronuclei nelle
cellule ematiche umane a livelli ben più bassi rispetto a quelli previsti
dalle normative in materia di esposizione del governo statunitense . Tutti
i tumori sono causati da un danno genetico e la presenza di micronuclei
nelle cellule è il primo segnale d'allarme del cancro. I medici che
curavano le vittime del disastro nucleare di Chernobyl del 1986 usavano
l'esame dei micronuclei per determinare l'estensione del danno causato
dalle radiazioni. A proposito, David de Pomerai, tossicologo molecolare
britannico, ha confermato che le cellule con danni genetici non risanati
possono diventare cancerogene in maniera molto più aggressiva . Il
ricercatore britannico Alisdair Phillips ha effettuato un'analisi più
quantitativa che dà un'idea di questo aumento di aggressività delle
cellule cancerogene con danni genetici, ed ha scoperto che pochi minuti
di esposizione a radiazioni simili a quelle emesse dei cellulari possono
trasformare un cancro attivo al 5% in uno attivo al 95%, il tutto durante
l'esposizione e per un po' di tempo dopo . Sommando i risultati di questi
studi, alcune ore di esposizione a microonde molto basse rispetto ai limiti
di legge attuali causerebbero un forte aumento dell'attività delle cellule
tumorali, e danni genetici a queste non più sanabili, e trasmessi alle
generazioni di cellule successive. Infatti, nel 2004, una serie di studi
commissionati dall'Unione Europea ha confermato che i danni causati
dalle onde emesse dai cellulari vengono trasmessi alla generazione
successiva di cellule.

• Effetti sulla tiroide: le radiazioni di microonde producono sul cervello


effetti quali il rallentamento o l'arresto della produzione da parte della
ghiandola pituitaria, detta anche ipofisi, dell'ormone stimolante tiroideo
(TSH), determinando così una drastica riduzione degli ormoni tiroidei T4 e
T3.

• Effetti maggiori nei bambini. Gli effetti delle radiazioni


elettromagnetiche sono più gravi se si accumulano nel tempo, ma
esistono delle età più sensibili di altre. In altre parole, avere
un'esposizione dai 30 ai 40 anni, ha un effetto minore di una subita dai
20 ai 30 anni, sebbene la durata sia la stessa. I bambini assorbono molte
più radiazioni degli adulti.

La distruzione fin dalla giovane età di cellule neuronali annulla una "riserva
cerebrale" che nella vecchiaia potrebbe compensare la morte di neuroni
causata da Alzheimer o da altre malattie degenerative. Se il cervello ha un
eccesso di neuroni utilizzati poco o nulla, questi possono tornare utili per
sostituire quelli morti a causa di malattia della tarda età. I ricercatori
dell'Università dello Utah hanno scoperto che il cervello di un bambino di 5 anni
assorbe una quantità di radiazioni quattro volte maggiore rispetto al cervello di
un adulto, ed il fluido oculare di un bambino di 5 anni assorbe una quantità di
radiazioni oltre 10 volte maggiore rispetto all'occhio di un adulto.

Legislazione:
E' indubbia la necessità delle apparecchiature sopracitate e i governi globali,
nonostante la scarsa affidabilità degli studi condotti si sono attivati, stabilendo
leggi che regolano in maniera molto severa l'utilizzo e la costruzione di tali
apparecchiature, ciò nonostante la loro azione è limitata, soprattutto in Italia
poiché, essendo il controllo dell'elettrosmog affidato agli enti locali le cui scelte
spesso sono dettate più dal parere degli abitanti-elettori del luogo che
dall'interesse generale, e non essendoci in Italia, ad esempio, un' unica
compagnia telefonica mobile, si viene a generare un enorme conflitto tra gli
interessi delle varie Lobby della telefonia e soprattutto tra gli intessi dei
cittadini che, lamentano a gran voce la mancanza o la scarsa funzionalità del
servizio ma pretendono che le apparecchiature, necessarie a quel servizio, non
vengano installate nelle loro vicinanze; è possibile per i motivi sopracitati e per
la grande passività, pigrizia ed ignoranza delle amministrazioni locali che in
Italia siano presenti innumerevoli società di telefonia mobile e che nessuna
riesca a coprire interamente il territorio nazionale, nonostante quest'ultimo sia
disseminato di antenne, ripetitori e amplificatori che non fanno altro che
disturbare tra di loro la trasmissione del proprio segnale poiché segnali
provenienti da impianti di eguale potenza e frequenza e ravvicinati nel
territorio rischiano di creare interferenze, oscurarsi a vicenda, inondando
inutulmente le zone circostanti di onde elettromagnetiche potenzialmente
pericolose per l'uomo.
Inoltre non va sottovalutato il problema dell'inquinamento a basse frequenze,
ad esempio quello prodotto dagli elettrodotti (alla frequenza di 50 Hz) che a
tutt'oggi non è sufficientemente regolamentato, è indubbio che, essendo i cavi
necessari al trasporto dell'energia sospesi a mezz'aria, essi siano
maggiormente pericolosi per l'uomo di quanto lo sarebbero se essi fossero
interrati come in altri paesi europei e non (Svizzera, ad esempio) inoltre
mediante l'interramento dei cavi si contribuirebbe a migliorare sicuramente
l'aspetto del paesaggio che è una delle poche fonti di reddito rimaste al nostro
“bel paese”.
Conclusione:
L'energia è oggi indispensabile per l'uomo, come lo sono tutti i mezzi di
comunicazione attuali, è necessario però che i governi globali finanzino studi
approfonditi e che questi siano curati da associazioni di indubbia affidabilità e
non coinvolte in alcun modo con le compagnie che offrono il servizio, è
necessaria inoltre una legislazione più chiara, riguardo tutti i possibili aspetti
del fenomeno dell'elettrosmog, un maggiore controllo e almeno il tentativo di
ridurre le fonti emettitrici.

A cura di:
Giancarmine Salucci

Bibliografia:

Wikipedia, l'enciclopedia libera (http://it.wikipedia.org/wiki/Elettrosmog)


Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale
(http://www.apat.gov.it/site/it-
IT/Temi/Inquinamento_acustico_ed_elettromagnetico/Campi_elettromagnetici/)
Giramondo.com (http://www.giramondo.com/ambiente/onde/)
Conoscenze e riflessioni personali