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Al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

Oggetto : Richiesta di apertura del fascicolo contro il governo in carica per abuso di potere e reati

penalmente e civilmente rilevanti nonché di natura Costituzionale per aver svilito la natura ed il

prestigio del Governo e delle Istituzioni parlamentari, adottando una prassi interna dominata dalla

corruzione usata ad ampio raggio. Alto tradimento dei Principi Costituzionali sui quali il Governo

ed il Presidente del Consiglio, avevano giurato fedeltà e lealtà.

Stimato Presidente della Repubblica ,

rivolgiamo a lei questa richiesta ufficiale perché pensiamo

che sia in gioco non solo il prestigio della Repubblica e del Governo, ma anche la credibilità della

democrazia effettiva che incide sulla vita civile e sociale di ogni cittadino attraverso la errata

applicazione dei Princìpi Costituzionali da parte di personaggi ormai al potere da troppo tempo,

in modo incontrollato ed incontrollabile (anche per le opposizioni istituzionali e civili). Come lei

ha avuto modo di monitorare non si può discutere in Parlamento la miriade di Leggi Incostituzionali

e soprattutto fermare il fenomeno della delegittimazione da parte dell’esecutivo del ruolo

importante di tutte le forme istituzionali e dei poteri interni allo Stato di controllo ed equilibrio,

verso l’appiattimento sull’esecutivo della vita pubblica e politica dell’intero sistema.

Illegalmente dominano la scena politica, attraverso due leggi elettorali incostituzionali (quella del

2006 e l’ultima utilizzata per le elezioni europee 2009), forzando i meccanismi costituzionali e la

prassi parlamentare attraverso lo sconvolgimento delle regole democratiche della Repubblica incise

nella Costituente. (Esempio, quella strana Commissione parlamentare, Biggeri del 2004).

Questi aspetti vengono da anni analizzati da prestigiosi Costituzionalisti e scienziati della Politica.

In Germania, ad esempio, dopo le stragi di Stato avvenute in Sicilia nel 1992, non sarebbe potuto

nascere un partito dal nulla, o meglio dalle ceneri di quella Strage.

Noi le chiediamo, in qualità di cittadini attivi, Presidente Napolitano, di chiedere le dimissioni del
capo del governo italiano per incompatibilità con i ruoli istituzionali. Ricordo quando due giorni

dopo l’attentato a Nassyria, dove sono stati trucidati giovanissimi carabinieri,

stilarono il testo del D.L. n. 314, controfirmato dall’attuale Presidente del Consiglio, che sanciva

l’ennesimo decreto frettoloso a danno della collettività, sfruttando un momento di grave lacerazione

istituzionale e di dolore collettivo, nascondendovi interessi delle cosche per il ghiotto progetto

intriso di calcestruzzo a peso d’oro, dove si ordinava la costruzione del sito nucleare a Scanzano

Ionico in Basilicata ( a 3.000 metri di profondità nell’area tra le più sismiche d’Europa).

Sedarono le popolazioni locali, come stanno cercando di fare in Abruzzo, con le buone o i cattivi

metodi, facendoli scontrare con la polizia, nonostante le pacifiche iniziative dei cittadini lucani,

riprendendo poi i loro progetti eversivi tra Italia e Mosca, dove ormai da tempo si era rifugiato

Massimo Ciancimino, che faceva affari internazionali con l’ENI , ( che aveva ceduto al suo

Consorzio, ben 40 miliardi di metri cubi di gas metano che secondo contratto poi avrebbero

rivenduto a prezzi maggiori in altri Paesi ). Oggi, Ciancimino è stato assicurato alla Giustizia

italiana ma quello che preoccupa come le inchieste della magistratura abbiano toccato i vertici dello

Stato e dell’Eni e nessuno di queste personalità sia stata rimossa dal proprio incarico.

La Corte dei Conti ha condannato la Sogin (costola Enel a risarcire lo Stato) insieme a chi l’aveva

mal gestita, occultando anche fondi all’estero e sino ad ora le maglie della corruzione ai vertici

dello Stato non sono state bloccate ma addirittura si sono infittite e proliferano a dismisura.

Basta passeggiare in tranquillità nei pressi del Parlamento , sia Camera che Senato, per rendersi

conto che le trattative da parte delle organizzazioni criminali attraverso i colletti bianchi ed i

Sottosegretari in carica, avvengono direttamente, in questi ultimi mesi ed anni (di sicuro anche in

queste ore). Spartiscono “ Affari per la Sanità semi- privata “ ed in ogni altro settore nevralgico.

Noi diciamo basta a questo scempio per il futuro di un Paese moderno e civile e per i figli a cui

daremo in eredità non solo un alto debito pubblico ma una società fragile democraticamente,

destrutturata attraverso scandali e fenomeni irreversibili di corruzione e di deriva delle forme di

governo anomale ed Incostituzionali oltre che una strana forma di Stato a tutt’oggi non inquadrabile
nelle geometrie Costituzionali dei Costituenti, tra cui firmarono poche Donne Costituenti.

Le abbiamo anche chiesto e mi scusi se lo ricordiamo, un tavolo Istituzionale al Quirinale per

l’emergenza Abruzzo che gestisca la ricostruzione con il coordinameto diretto, attraverso gli enti

locali ed un’Agenzia da studiare ad hoc, allontanando il capo della Protezione Civile, che non dovrà

avere alcun monopolio decisionale, come abbiamo evidenziato nei numerosi fax di questi giorni.

Confermiamo la richiesta di aprire un fascicolo per accertare le responsabilità politiche ed

istituzionali del governo sulla presunta strage di Stato in merito all’evento sismico verificatosi in

Abruzzo e sottovalutato non solo dallo stesso livello istituzionale che aveva da tempo

burocratizzato la Protezione Civile in una miriade di altri impegni, come i giochi del Mediterraneo,

ma aveva sottratto Guido Bertolaso dai processi che lo vedono imputato per reati penali a Napoli

nelle inchieste sui rifiuti in Campania. Il gioco scellerato della irresponsabilità

causata da una eccessiva smania ed accentramento di poteri, anche oltre la legittimità

Costituzionale, si è tramutato in grave tragedia dolosa e strage di Stato.

In Abruzzo è avvenuta una vera e strana strage di Stato. Le personalità Istituzionali che negano tale

affermazione ne dovrebbero provare il contrario: quanto tempo del lavoro Istituzionale hanno

impiegato per capire quanto intenso era l’evento sismico che si ripeteva da mesi in Abruzzo?

Avevano visionato le foto del satellite del CNR del febbraio 2009, in cui si scorgeva la faglia già in

fase di scorrimento e l’accavallarsi delle scosse sismiche nell’area ben delineata dove poi avverrà

la tragedia ? Perché il Prof. Evangelista di Pisa che faceva parte della Commissione Grandi Rischi,

ha dichiarato che ci sono forti incongruenze nel comportamento di chi decise di esautorare quella

commissione ed annullarne il valore specifico di competenze tecniche di cui era dotata in materie

così delicate. Questo aspetto mette ancor più in luce che il nostro Paese era dotato sia di

professionalità che di tecnologie all’avanguardia per evitare situazioni gravi come quella accaduta

in Abruzzo.
Rivolgiamo un vero appello al Capo dello Stato per salvare la Ricerca italiana affinché si firmi

il ritorno al nucleare di vecchia generazione come vorrebbero in molti tra cui i faccendieri e le aree

grigie e deviate dello Stato. Si sono già divisi le tangenti con la società francese ed i vertici Enel

corrotti , come si evince anche in altri capitolati d’appalto quando nel 2005 fu arrestato il Dott.

Vignali del Ministero dell’Ambiente, per delle inchieste in merito a centrali Enel – ENI Power.

I grandi affari che si stanno abbattendo sulla collettività ed a danno degli interessi generali del Paese

sono in queste materie energetiche , da parte della Marcegallia S.p.A dei suoi inceneritori

mal funzionanti (quello già costruito in Puglia a Massafra) e che vorrebbero spargerli a macchia

d’olio in tutto il territorio, speculando a danno dell’ambiente e della salute dei cittadini.

L’appello è blocchiamo gli affari d’oro per destinari i fondi in modo mirato a chi realmente ed in

modo serio fa ricerca in Italia, l’esempio della Dott.ssa Elena Cattaneo dell’Università di Milano,

Scienziata che si occupa di neuroscienze e malattie neurodegenerative , SLA ed altre tipologie.

Il gruppo di lavoro della Senatrice Rita Levi Montalcini, che brancola nel buio a causa della

mancanza adeguata di fondi nonostante l’alto livello di risultati raggiunti.

Notiamo al Congresso mondiale tenutosi a fine Maggio al CNR in cui era presente la stessa

Montalcini, a cui la stampa non ha dato eco, la totale assenza delle Istituzioni se non per un saluto

frettoloso e dotato di un intervento a supporto dei tagli nel settore nevralgico Ricerca.

Vi chiediamo, caro Presidente Napoletano un tavolo che si occupi anche del futuro della Ricerca.

Un tavolo che si occupi della corruzione di Rango Istituzionale con strumenti d’ intervento efficaci.

Tutto questo ragionamento è valido se si crea un Gruppo di lavoro Costituzionalmente rilevante

all’interno del Quirinale che verifichi il livello di alto tradimento contro le Istituzioni democratiche

e l’azione posta in essere dal capo del governo con altri uomini delle istituzioni per raggiungere

l’obbiettivo di danneggiare il paese, impedirne lo sviluppo per accaparrarsi altre fette di business

con la scusa di privatizzare oppure innovare, utilizzando il ruolo istituzionale per finalità di

incremento della già notevole lobbies personale rappresentata.

Questo atteggiamento di deriva democratica e sociale con finalità di lucro, è sotto gli occhi di tutti
ed è iniziato anche in altri governi guidati dallo stesso soggetto.

Chiediamo i danni civili e penali, in un’azione collettiva contro questo ed altri governi dallo stesso

soggetto presieduti, chiedendo all’Avvocatura di Stato e della Presidenza del Consiglio oltre che

agli Studi Legali del Quirinale di COSTITUIRSI PARTE CIVILE per la credibilità delle Istituzioni,

la tenuta della democrazia e della Repubblica Italiana.

Roma, 22/06/09.

Con stima e Cordiali Saluti , Rocco Carlomagno

(Coordinamento nazionale “Progetto solidarietà per l’ Abruzzo” e

Portavoce del Movimento pacifista Donne di Basilicata contro il nucleare e coordinameto

nazionale di cittadini contro il nucleare nonché autore dell’esposto alla magistratura contro la Sogin

e contro il Governo che siglò il D.L.314 nel 2003 poi trasformato in Legge 368 il 24/12/03).