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CAPITOLO 23: LE ANGIOSPERME.

Hanno un ciclo vitale digenetico.


L'enorme successo delle angiosperme dipende dal fiore, organo che assicura loro la riproduzione
sessuata. Il fiore è formato da: androceo, gineceo e strutture sterili che coniugano gameti sessuali.
Al suo interno si sviluppano:

 stami: portano sacche polliniche da cui si


genera il polline (microsporofilli)
 carpelli: formano l’ovario, cioè ovulo (che
si era presentato già nelle gimnosperme)
dove c’è la cellula uovo (macrosporofillo).
Con la fecondazione, l’ovulo si
trasformerà in seme e l’ovario in frutto.
  

Le angiosperme si dividono in due classi:

 monocotiledoni (1 cotiledone)
 dicotiledoni (2 cotiledoni)

A seconda che dall' embrione si sviluppino uno o


due cotiledoni: le prime foglioline della pianta.
I carpelli possono essere uno o più, sono
particolari foglie fiorali che formeranno un ingrossamento dove sono protetti gli ovuli.

Parti del fiore.

 corolla: insieme di petali.


 calice: insieme di sepali (verdi).

Corolla e calici sono sterili.

 gineceo: insieme di pistilli, formati da: stilo, stimma, ovulo e ovario


 androceo: insieme di stami, formati da: antera, filamento, polline e microsporangio.

Gineceo e androceo sono fertili.

 petali: sono foglioline modificate vivacemente colorate per attirare animali o insetti
responsabili dell’impollinazione zoofila. Insieme di petali forma la corolla.

Calice + corolla = perianzio -> è una parte sterile che protegge stami e pistilli ai quali è affidata la
riproduzione.
Non tutto il polline riesce a fare la fecondazione: solo se avviene il corretto riconoscimento
(polline-stigma) il tubo pollinico (stilo) permetterà il passaggio.
Caratteri distintivi di questo raggruppamento sono:

 fiori: con sporofilli specializzati (stami e carpelli)


 produzione di semi in una struttura (frutto) con funzioni protettive e di facilitazione della
diffusione
 legno con trachee
 doppia fecondazione ed estrema riduzione dei gametofiti: quelli maschili virgola contenuti
nel granulo pollinico a maturità sono
costituiti da tre cellule mentre quelli
femminili, contenuti nell’ovulo, a
maturità sono costituiti da 8 nuclei

I fiori sono gli organi che assicurano la


riproduzione, caratteristici perché possiedono
uno o più carpelli (particolari foglie fiorali)
che formano un ingrossamento entro cui
sono protetti gli ovuli.  

PARTI DEL FIORE RIASSUNTO.

 petalo (=corolla)
 antera
 filamento

Antera e filamento formano lo stame, un organo maschile. L’insieme degli stami forma androceto.

 peduncolo
 sepalo (calice): sta alla base del fiore e serve per sostenerlo durante la sua fase di apertura.
 stimma
 stilo
 ovulo
 ovario

Stimma, stilo, ovulo e ovario formano il pistillo, un organo femminile. Insieme dei pistilli forma il
gineceto.
Il pistillo si forma nel seguente modo: sulla foglia ci sono i gametofiti, successivamente si formano
gli ovuli e poi il pistillo.

 ricettacolo.
 i fiori hanno sporofilli specializzati (stami e carpelli).
 frutto: luogo dove vengono prodotti e protetti i semi e poi viene facilitata la diffusione.
 legno con trachee

Nelle gimnosperme avviene una doppia fecondazione e c’è la riduzione dei gametofiti:

 quelli dei maschi (in granulo pollinico) a maturità sono formati da 3 cellule
 quelli femminili (nell’ovulo) a maturità hanno 8 nuclei.
Si formano così due nuclei spermatici. Con doppia fecondazione si intende che un nucleo
spermatico si fonderà con la cellula uovo (quindi con il gamete femminile) mentre l’altro si
fonderà con le due cellule polari, formando un tessuto (3n), che è l’endosperma secondario.

L’ovario può essere di due tipi:

 semplice: se l’ovulo è attaccata alla parete ovaria


 composto: se ci sono diverse zone separate e in ogni sottocamera ci sono due ovuli

I fiori, invece, possono essere.

 perfetti: quando sono provvisti sia di stami (organi maschili) che di pistilli (organi femminili)
 imperfetti: quando sono provvisti o di stami o di
pistilli

I fiori imperfetti possono stare: su una pianta dioica o su


una pianta monoica.

 pianta dioica: se i fiori imperfetti femminili e


maschili sono su piante diverse (per esempio salice
e pioppo);
 pianta monoica: se porta fiori imperfetti sia
maschili che femminili (per esempio la quercia).
 

Ciclo vitale digenetico angiosperme.

Il ciclo delle angiosperme è digenetico, quindi prevale la fase 2n.


Nell’ovulo ci sono 3 nuclei nel micropilo: solo uno è un gamete femminile (cellula uovo).
Dall’altra parte ci sono due
nuclei della cellula polare, nel
polo opposto le cellule
antipodali.
Nel fiore ci sono tanti stami,
composti da un filamento e da
una parte terminale, antera.
L’antera è composta da 4 cavità
come se fossero 4 sporangi e
all’interno di ogni cavità ci sono
tante cellule madri delle
microspore (microspoociti).
Ogni cellula madre subisce
meiosi e in ogni cavità si
formano tante microspore che
poi vengono liberate. Da ogni
cellula madre microspora si
formano 4 microspore a tetradi,
che sono tenute insieme dal callosio il quale, per mezzo dell’enzima callasi, si rompe la parete e le
microspore vengono liberate sotto forma di granulo pollinico.
Il granulo pollinico è formato da 2 cellule:

 cellule del tubetto pollinico


 cellule generative

Il granulo pollinico è coperto da un doppio strato sterno (esina) e interno (intina).


Esina, a volte, presenta dei pori. Successivamente ci sarà il tubo pollinico.
Il polline viene rilasciato dall’antera.

 deiscenza= rottura epidermide e rilascio dei granuli pollinici all’esterno.


 

Gametogenesi femminile.

È composta da una serie di eventi che portano alla formazione del gametofito femminile (ovulo
maturo o sacco embrionale) entro il quale vi è il gamete femminile (cellula uovo).
Avviene nell’ovulo, nell’ovario, dove il numero di gametofiti è già ridotto. Nell’ovulo c’è la cellula
madre delle megaspore che subisce meiosi e forma 4 megaspore (n): 3 degenerano e una va
incontro a divisioni mitotiche;
Successivamente si forma una struttura (ovulo o sacco embrionale) all’interno della quale sono
individuabili sei cellule aploidi o semplicemente 8 nuclei aploidi che hanno nomi e posizioni
diverse:

 una cellula uovo, il vero e proprio gamete femminile, affiancata da due sinergidi, si colloca
vicino al micropilo e al foro micropilare, posto alla base dell’ovulo, dal quale entrano i due
nuclei spermatici portati dal tubetto pollinico;
 3 cellule antipodali, situati alla parte opposta dell’ovulo
 una cellula polare (2 nuclei polari), destinate a fondersi per formare una cellula 2n, situata
al centro, che rappresenta il ‘nucleo secondario dell’endosperma’.

Ovulo (2n): formato da tegumenti + parte centrale (dove sta il megasporofito).

Ricapitolazione:

 Sacco embrionale è l’ultimo stadio del gametofito: una fase in cui il gametofito ha 7 cellule
e 8 nuclei. Ovulo è formato da tegumenti (2n) verdi e dal residuo dello sporofito (2n) rosso
+ gametofito giallo + cellula centrale 2n (nuclei polari).
 C’è la massima riduzione della generazione gametofitica.

 Nel sacco pollinico si formano microspore quando la cellula subisce meiosi; le microspore
all’inizio sono unite da callosio e l’enzima callosio scinde la parete del callosio. Le cavità
sono protette dal tappetto.

 Tutto il corpo si riempie di polline.


 Gli impollinatori sono: ape (che usa il polline per nutrirsi), farfalle, mosca, uccello,
pipistrello.

 Si usano matrici per aumentare la biodiversità.

 Apoidei sono insetti con l’apparato boccale succhiante e la speciale conformazione dei tarsi
e delle tibie hanno permesso la raccolta del polline. Hanno ghiandole ceripare (che
costituiscono un vantaggio reciproco per diffondersi).

Gametogenesi maschile.  

La gametogenesi maschile è una serie di


eventi che portano alla formazione del
gametofito maschile (granulo pollinico
bi- o tri-nucleato) entro il quale in
seguito ad una prima mitosi, si formano
2 nuclei:

 nucleo vegetativo
 nucleo che, per mitosi, si divide
nuovamente generando due
nuclei generativi o spermatici.
Uno di questi è il gamete
maschile (che si unirà con la
cellula uovo)

Il granulo pollinico germinato con il suo


tubetto + 2 nuclei spermatici formano il
gametofito maschile maturo.
La pianta evita l’autofecondazione e fa
la doppia fecondazione:

 1 nucleo spermatico + 2 cellule


polari (forma tessuto 3n). I tessuti di riserva hanno una capacità massima che sere a far
crescere l’embrione;
 1 nucleo spermatico + 1 cellula uovo (forma uno zigote 2n) che poi si sviluppa in seme.
Strutture riproduttive delle piante a fiore.

Dopo che il polline si è trasferito su un altro fiore avviene la fecondazione e le parti femminili del
fiore fecondato si sviluppano in frutti e semi che saranno dispersi.
Nella zoofila, dal momento che il polline è trasportato dagli animali su un altro fiore, non è più
necessaria una grande produzione di polline in quanto l’impollinazione è garantita anche in luoghi
come il sottobosco, dove non c’è molto vento.  
 
Impollinazione.

È un meccanismo che permette al granulo di polline prodotto dalle antere di raggiungere lo


stimma di un altro fiore.
È il processo in cui viene liberato polline dall’antera, raggiunge il … o carpello.
Il granulo pollinico viene veicolato in
prossimità dello stigma e, quando arriva,
si mettono in atto i processi di
compatibilità solo se il polline è
compatibile con il carpello (la
compatibilità è effettuata da cellule che
stanno sullo stigma).
Il nucleo della cellula generativa subisce
mitosi e si formano 2 gameti. La cellula
del tubetto forma il tubetto pollinico che
passa nello stilo (corsia dove ci sono 2
gameti maschili) e finiscono nel micropilo
dove rilascia i 2 gameti maschili:

 1 gamete feconda la cellula uovo


e si formerà lo zigote
 1 gamete si fonderà con i 2 nuclei
polari (2n) per formare il tessuto
triploide 3n. Il gamete è ricco di
sostanze di riserva

Si forma un embrione che presenta


l’asse embrionale con: la parte apicale,
la radice e le foglie embrionali che
daranno sostegno al seme quando si
troverà nella terra per permettere lo sviluppo della nuova pianta.
A questo punto lo zigote è diventato embrione e quindi l’ovulo si trasforma in seme e l’ovario
diventa il frutto. Esso protegge il seme tenendo lontano qualsiasi essere vivente.
Quando l’embrione si sviluppa e matura completamente il frutto, questo cambierà colore e
attirerà degli esseri attorno per far avvenire la disseminazione.
Nelle spermatofite la forma di impollinazione più primitiva è quella che avviene ad opera del
vento. In questo caso la pianta produce elevate quantità di polline che viene in parte perduto
perché trasportato qua e là senza una direzione precisa. Il polline affidato al vento è leggero e di
piccolissime dimensioni affinché possa alzarsi in volo al più piccolo movimento dell'aria. Questo
tipo di impollinazione casuale è favorito in stazioni aperte e ventose.
 
Trasporto del polline.

Il trasporto del polline può essere


mediato da:

 Insetti (entomogamia)
 uccelli (ornitogamia
 pipistrelli (zoterogamia)
 vento (anemogamia,
gimnosperme)
 acqua (idrogamia)
 uomo (artificiale)  

I nettari si trovano alla base del


gineceo (ovario) e secernono nettare
che, attraverso le sostanze zuccherine,
attira gli insetti. Questi si alimentano di
nettare ma, passando per la zona in cu
si produce il polline (=stami), si ricoprono di questo e andranno a prelevare nettare di fiore in
fiore. Così si effettua l’impollinazione e si garantisce la biodiversità della specie.
Nelle spermatofite la forma d’impollinazione più primitiva è quella ad opera del vento: la pianta
produce una quantità di polline che, in parte, viene perduto (impollinazione è casuale).
L’impollinazione può essere di due tipi:

 anemofila (vento)
 entonofila (insetti)

Insetti pronubi.

Si definiscono insetti pronubi tutti quegli insetti che trasportano il polline.


Questi insetti hanno caratteri morfologici adatti alla loro specializzazione: i più comuni sono il
corpo rivestito fittamente da setole e l'apparato boccale succhiante o lmbente-succhiante -> Il
primo carattere e fa si che il polline resti imbrigliato fra le setole e possa essere così trasportato di
fiore in fiore, il secondo è un adattamento alla dieta di questi insetti, basata su liquidi zuccherini,
rappresentanti in particolare dal nettare dei fiori.
Le api sono gli insetti pronubi più importanti: vedono il fiore con raggio ultravioletto e vedono le
zone più ricche di nettare (vie del miele).
La via del miele identifica il percorso per l’ape ma, prima di farla amicare (?) al nettare, la farà
passare per farla impregnare di polline e permettere delle successive impollinazioni.

Fiori impollinati dal vento.

Le grandi antere gialle penzolano poiché stanno per spargere del polline nel vento.
Più tardi questi fiori diventeranno pistillati, con lunghi stigmi adatti ad intrappolare il polline
trasportato dal vento.
Un esempio di fiori impollinati dal vento è rappresentato dalle graminacee, che sono dicotomiche.
Piante carnivore.

Le piante carnivore attirano, intrappolano e consumano protozoi ed animali, specialmente insetti


ed altri artropodi, per ricavarne i nutrienti essenziali per il loro sviluppo.
Sfruttano molta energia e sfruttano anche la struttura del fiore per sopravvivenza.
Sono 600 specie.
Le foglie si sono specializzate diventando trappole le quali, con il calore e con la forma, attirano gli
insetti per potersi nutrire, NON per fare l’impollinazione. Esse si nutrono degli impollinatori che
sono ingannati dal calore.
Darwin afferma che la loro caratteristica è il risultato di adattamento ad ambienti poveri di
nutrienti che invece vengono assunti attraverso gli insetti che mangiano.
Le trappole possono essere:

 adesive
 a scatto
 aspirante
 a urna

Le foglie hanno subito modificazioni e diventano organi di cattura. Esse possono essere:

 a baldacchino: in cui il baldacchino protegge e chiude il calice da essere inondato da acqua


piovana + parete scivolosa che impedisce alla preda di fuggire ed è sommersa da liquidi
digestivi;
 a scatto: in cui la preda tocca i peli e si chiude la trappola (dionea). Un esempio è la venere
acchiappamosche;
 daofera: è una trappola a cala, i peli sono appiccicosi così da mantenere le prede.

VEDERE DIFFERENZE OVARIO-OVULO-CARPELLO E DIFFERENZE SEME – SPORA (POSSIBILI


DOMANDE).

 
 
FELCE ACQUATICA AZOLLA+CIANOBATTERIO.
- La felce galleggia ed ha molte foglioline che hanno una superficie dorsale in cui c’è la cavità
delle foglioline, che si forma dal ripiegamento della foglia.
- Nella cavità delle foglioline c’è una camera con dentro il cianobatterio che vive appunto
nella cavità; sono presenti anche dei peli che fungono da scambio tra felce e cianobatterio.
Il cianobatterio aumenta la frequenza degli eterocisti per aumentare la capacità di fare
azotofissazione.
- C’è molto ammonio organico, riversato dal cianobatterio, che poi sarà usato dalla zolla per
concimazione naturale (sopravvivenza).
- Avviene anche la regolazione dell’O2 grazie ad un batterio che ne diminuisce la quantità
affinchè l’enzima nitroginasi funzioni efficacemente (massima attività).
- Nella parte basale della cavità avviene la rottura che rilascia ammonio organico nell’acqua
che fa galleggiare la pianta.