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IL RISCHIO BIOLOGICO

Il rischio biologico è legato alla possibilità che


ha l’agente biologico di penetrare
nell’organismo e di provocare danni più o meno
gravi sia nei confronti della salute dei
lavoratori che della popolazione in generale.
IL RISCHIO BIOLOGICO

Agente biologico è “qualsiasi


microrganismo (anche geneticamente
modificato), coltura cellulare,
endoparassita che potrebbe dar luogo ad
infezioni, allergie, intossicazioni”.

Secondo tale definizione, agenti


biologici possono essere considerati
virus, batteri, funghi, protozoi o elminti
parassiti. In un’accezione più ampia di
valutazione del rischio biologico,
andrebbero considerati anche
mammiferi (per es. ratti), ecc.
IL“BioRisk”, “l’agente biologico”,
è presente in tutti gli ambienti di
vita e di lavoro; ciò che cambia è
la concentrazione e la tipologia
che può includere anche
eventuali patogeni o patogeni
opportunisti per l’uomo
Il concetto di Rischio biologico non va correlato solo con la capacità di un m.o.
di produrre una patologia più o meno grave. È legato ad una serie di caratteri
che rendono l’agente biologico realmente una fonte di pericolo.

Caratteristiche :

•Infettività
•Trasmissibilità
•Patogenicità
•Neutralizzabilità
•Fonte

La patogenicità (ovvero la capacità generica di causare una malattia


infettiva) è definita da due fattori:

•virulenza, che indica la maggiore o minore capacità di generare malattia;


•invasività, ossia la capacità di invadere i tessuti dell'ospite e moltiplicarsi
all'interno.
L'infettività è la capacità degli organismi patogeni e non patogeni di
colonizzare un organismo ospite recettivo e riprodursi al suo interno.
L'infettività è un attributo che misura con quanta facilità un virus o
altro agente eziologico è in grado di dare inizio ad una infezione.

La trasmissibilità è la caratteristica di un m.o. di essere trasmesso da un


soggetto infetto ad un soggetto sano.
La trasmissione può avvenire per diverse vie: Contatto diretto; Droplet;
Aerosol; Materiale biologico; Oggettistica; Vettori.

La neutralizzabilità dipende dalla disponibilità, o meno, di efficaci misure


profilattiche (per prevenire la malattia) o pratiche terapeutiche (per la sua
cura).

La fonte è il luogo dal quale ha origine l’infezione.


I microrganismi patogeni (detti anche semplicemente agenti patogeni) sono
agenti biologici responsabili dell'insorgenza della condizione di malattia
nell'organismo ospite.

Si distinguono in:
•Virus
•Procarioti: batteri
•Eucarioti: miceti e 
protozoi

Gli agenti biologici NON vengono identificati per le loro specifiche


caratteristiche ma per gli effetti patogeni di tipo infettivo, allergico e
tossico che sono in grado di determinare.
Gli agenti biologici

Virus: organismo privo di struttura cellulare, a forma di


icosaedro, allungata o sferica , contenente acido nucleico (DNA
o RNA) racchiuso in un involucro proteico (capside). Capace di
moltiplicarsi soltanto mediante infezione di un organismo
ospite,sono parassiti obbligati. Si distinguono virus veri e
propri, che parassitano cellule eucariote (animali e piante), e
batteriofagi (o fagi), che infettano cellule procariote (batteri).

Batteri: organismi piccolissimi, lunghi da 1 a 10 micrometri,


costituiti da una sola cellula. Si trovano in tutti gli ambienti di
vita e di lavoro ed hanno bisogno di diversi fattori per potersi
sviluppare e diffondere (temperatura, umidità, sostanze
nutritive).

Funghi: quelli che interessano l’uomo da un punto di vita


infettivo, allergico o tossico negli ambienti di lavoro, si
suddividono genericamente in lieviti (unicellulari) e muffe
(pluricellulari).

Tossina: denominazione generica di sostanze tossiche di


origine animale, vegetale e batterica, che hanno potere
antigene. Molto importanti, per le infezioni cui danno origine, le
tossine batteriche (esempi tossina botulinica, tossina difterica,
tossina tetanica ecc.).
La differenza tra gli agenti biologici e le sostanze pericolose è la loro
capacità di riprodursi in quanto, in circostanze favorevoli, una piccola
quantità di microrganismi può crescere considerevolmente in un arco
di tempo brevissimo.

VIRUS
Esempi di rischio biologico

Legionellosi
La malattia del legionario, più comunemente
definita legionellosi, è un’infezione polmonare
causata dal batterio Legionella pneumophila, il
cui nome significa appunto “Legionella amante
dei polmoni”. 

La legionellosi è causata nel 90 per cento dei


casi dal batterio Legionella, che prolifera
soprattutto in ambienti acquatici caldi, tra i
32 e i 45 °C.

L’infezione da Legionella non si trasmette da persona a persona, ma piuttosto viene


trasmessa da flussi di aerosol e di acqua contaminata, come nel caso di ambienti
condizionati o con l’uso di umidificatori. Il batterio, infatti, si riproduce soprattutto in
ambienti umidi e tiepidi o riscaldati.

Sintomi e trattamento: Normalmente la legionellosi si manifesta con febbre, brividi,


tosse secca o grassa. In qualche caso può dare anche dolori muscolari, mal di testa,
stanchezza, perdita di appetito e, occasionalmente, diarrea. Un’analisi diagnostica più
accurata in laboratorio evidenzia un malfunzionamento renale nelle persone malate e le
radiografie polmonari frequentemente mostrano segni di polmonite.
Le tossinfezioni alimentari possono derivare dall’infezione con
microorganismi patogeni che colonizzano le mucose intestinali oppure
dall’ingestione di alimenti contaminati da questi microorganismi o anche
dalla presenza nei cibi di tossine di origine microbica, che causano malattia
anche quando il microrganismo produttore non c’è più.
La contaminazione dei cibi può avvenire in molti modi.

Alcuni microrganismi sono presenti negli intestini di animali


sani e vengono in contatto con le loro carni durante la
macellazione. Frutta e verdura possono contaminarsi se lavate
o irrigate con acqua contaminata da feci animali o umane. Fra
gli altri, la Salmonella può contaminare le uova dopo aver
infettato il sistema ovarico delle galline. I batteri del
genere Vibrio, normalmente presenti nelle acque, vengono
filtrati e concentrati dai frutti di mare e quindi possono
causare infezioni se gli alimenti vengono ingeriti crudi.

Sintomi e diagnosi: Normalmente, il sistema interessato dalle tossinfezioni alimentari


è quello gastrointestinale con manifestazione di nausea, vomito, crampi addominali e
diarrea, e con una insorgenza dei sintomi in un arco di tempo relativamente breve (da
ore a giorni).

Staphylococcus aureus che produce tossine in


grado di causare vomito violento. A questa
categoria appartiene anche il temutissimo
batterio Clostridium botulinum che produce
una tossina in grado di causare una paralisi
mortale nel giro di 24-36 ore.
IL RISCHIO BIOLOGICO A SCUOLA

FONTI DI PERICOLO BIOLOGICO

•Cattivo stato di manutenzione e igiene dell’edificio;


•inadeguate ventilazione degli ambienti e
manutenzione di apparecchiature e impianti
(ad es. impianti di condizionamento e impianti idrici);
•arredi e tendaggi;

Per il tipo di attività svolta, in ambienti promiscui e densamente occupati, il rischio biologico
nelle scuole è legato anche alla presenza di coloro che vi studiano o lavorano (insegnanti,
studenti, operatori e collaboratori scolastici) ed è principalmente di natura infettiva (da batteri
e virus). A ciò si aggiunge il rischio di contrarre parassitosi, quali pediculosi e scabbia e il rischio
allergico (da pollini, acari della polvere, muffe, ecc.). Fonti di pericolo specifiche per alcuni
istituti (ad indirizzo microbiologico o agrario) possono essere le colture microbiologiche, le
sostanze o i prodotti vegetali e animali, ecc.

VIE DI ESPOSIZIONE: Trasmissione aerea o per contatto con superfici e


oggetti contaminati.
“Sicurezza e Benessere nelle scuole. Indagine
sulla qualità dell’aria e sull’ergonomia ”
Consulenza Tecnica Accertamento Rischi e
Prevenzione (CONTARP) dell’Inail
PREVENZIONE E PROTEZIONE
A scuola

• Manutenzione periodica dell’edificio scolastico, degli impianti idrici e di


condizionamento
• Idoneo dimensionamento delle aule in relazione al numero di studenti
(evitare sovraffollamento)
• Benessere microclimatico (temperatura, umidità relativa, ventilazione
idonee)
• Adeguate e corrette procedure di pulizia degli ambienti e dei servizi
igienici con utilizzo di guanti e indumenti protettivi; mascherine in caso di
soggetti allergici
• Vaccinoprofilassi per insegnanti e studenti
• Sorveglianza sanitaria dei soggetti esposti
• Controlli periodici delle condizioni igienico-sanitarie dei locali, inclusi
controlli della qualità dell’aria indoor e delle superfici
• Formazione e sensibilizzazione del personale docente e non docente, degli
allievi e delle famiglie in materia di rischio biologico
Alcune “misure preventive particolari da adottare per la tutela della salute di
tutta la popolazione scolastica, con particolare riguardo a quella giovanile e
infantile”:

-“gli studenti non devono condividere oggetti che potrebbero trasmettere


malattie (oggetti che sono stati introdotti in bocca, bicchieri, cannucce,
lattine, posate, matite, penne, salviette, rossetti, burro di cacao);
 - gli studenti devono imparare a gestire le loro necessità personali in caso di
pronto soccorso;
 - gli studenti devono imparare a manipolare in sicurezza gli oggetti taglienti, i
rifiuti prodotti da altri ed eliminare correttamente i rifiuti personali
(salviette facciali, asciugamani sporchi, utensili per mangiare, assorbenti);
 - la trasmissione della pediculosi può essere limitata tenendo gli oggetti
personali in comparti individuali, evitando di condividere cappelli, pettini ecc.;
 - gli insegnanti devono sempre mettere in pratica comportamenti corretti per
la prevenzione del contagio, essere addestrati al primo soccorso e
all’emergenza e conoscere le ‘precauzioni universali’. “
PREVENZIONE IN LABORATORIO
Le attività che comportano il pericolo di esposizione ad agenti biologici debbono essere
svolte attuando tutte le misure tecniche, organizzative e procedurali per eliminare o
ridurre al minimo il rischio di esposizione. Le norme impongono:

 
•di evitare l’utilizzo di agenti biologici nocivi se il tipo di attività lo consente;
• di ridurre per quanto possibile il numero di addetti esposti al pericolo;
• adottare le misure per prevenire o ridurre al minimo la propagazione
accidentale all’esterno dell’area di lavoro;
• esporre in modo chiaro e visibile il segnale di rischio biologico;
• definire le procedure di emergenza in caso di incidente;
•evitare l’utilizzo di contenitori non idonei e/o sprovvisti di indicazione del contenuto
•adottare idonee misure igieniche.
• I dispositivi di protezione individuale debbono essere controllati, puliti e disinfettati
al termine di ogni ciclo lavorativo.
•Deve essere tassativamente vietato fumare, ed assumere cibi e bevande nei luoghi di
utilizzo degli agenti biologici.
•Nel caso si verifichino incidenti che possono provocare dispersione nell’ambiente di
agenti biologici, gli addetti debbono abbandonare immediatamente l‘area e la ASL
competente territorialmente deve essere informata nel più breve tempo possibile.
Nella protezione da agenti
biologici i DPI comunemente
usati sono:

Guanti - di materiali diversi a cui


corrispondono sempre diverse indicazioni
d’uso: quelli monouso in lattice o vinile
devono sempre essere indossati quando vi
è o vi può essere contatto con liquidi
biologici. Devono essere della giusta misura
ma soprattutto devono essere usati solo
per il tempo strettamente necessario.
 
Abbigliamento (camici, casacche, manicotti
ecc..) - devono essere indossati per
procedure assistenziali che possono
causare imbrattamento esteso;
 
Protezione per gli occhi - possono essere
mascherina con visiera, schemi facciali,
occhiali;
 
Mascherine – le più diffuse sono quelle
chirurgiche monouso, nate per la tutela del
paziente e che hanno scarsa efficacia per
la protezione degli operatori da agenti
biologici a trasmissione aerea (ad esempio
Tubercolosi).