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Storia Contemporanea

Lezione 3 (03/11/10)

In Munch, è fondamentale la sacralità della persona: nell'uomo c'è qualcosa che va oltre la
fisicità, il suo essere materiale.

Prima Guerra Mondiale

Immaginiamoci la situazione che ha portato allo scoppio della «Grande Guerra» (così era
chiamata dai contemporanei dell'epoca).
Nell'Europa Occidentale, troviamo forti nazionalismi per quanto riguarda Germania,
Francia e Inghilterra: la Germania, con l'ascesa al potere del kaiser Guglielmo II, distrugge
tutta l'opera diplomatica compiuta dal cancelliere Otto Von Bismarck negli anni passati, e
inizia una grande operazione di riarmo navale e di annessione di Alsazia e Lorena, cosa
che non va assolutamente giù ai Francesi, che rivogliono quei territori. Parte inoltre, anche
con il Regno Unito, una forte corsa alle colonie, che vede aumentare ancora di più le
rivalità tra i Paesi.

Nell'Europa Orientale, la situazione non è certo migliore: l'Impero Austro-Ungarico ha


delle forti volontà espansionistiche verso i Balcani (tra le cui nazioni ricordiamo la Serbia)
e la Russia stessa vorrebbe espandersi verso ovest. La Serbia, per esempio, si ritrova
schiacciata su due fronti.
Per riassumere, abbiamo un quadro piuttosto chiaro: praticamente ovunque si hanno
sentimenti nazionalisti, che portano a un'accesa rivalità politica, militare e sociale tra i
paesi, e aumentano quindi fortemente le tensioni tra di essi.

Gran Bretagna e Francia siglano l'«Entente Cordiale», che, con l'aggiunta della Russia,
prenderà il nome di Triplice Intesa. Sull'altro fronte, Germania, Austria-Ungheria e Italia
siglano la Triplice Alleanza, un trattato difensivo che prevedeva l'aiuto delle due nazioni
alla terza solo in caso di attacco esterno.

Il sentimento nazionalista è sicuramente quello che di più si diffonde, contrapponendosi


sia all'ideale borghese sia al socialismo in diffusione proprio in quegli anni.
LO SCOPPIO

La causa scatenante della Prima Guerra Mondiale è l'assassinio di Francesco Ferdinando,


arciduca dell'Impero Austro-Ungarico, da parte di un irredentista serbo appartenente al
gruppo terroristico della Mano Nera. L'Impero Austro-Ungarico invia un ultimatum alla
Serbia, che non lo accoglie, e scoppia così la guerra.

Inizialmente, l'Italia si schiera come nazione neutrale, in quanto la Triplice Alleanza non
costringeva all'aiuto militare in caso di attacco da parte di una delle tre nazioni.
Successivamente, si schiererà con la Triplice Intesa, sia per motivi militari (era in
vantaggio), sia per motivi geopolitici (in caso di vittoria, la Triplice Intesa avrebbe più
facilmente concesso all'Italia i territori che chiedeva, molto di più che in caso di vittoria
della Triplice Alleanza).