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5 settembre 2021 - 10:02 > Versione online

I corpi sinuosi e il barocco obliquo di


Giuseppe Diamantini in mostra a
Fossombrone - Pesaro - CentroPagina
AttualitàPesaro
Oltre 60 opere tra dipinti e incisioni a San Filippo e in pinacoteca per celebrare il pittore
che ha avuto fama anche a Venezia
Di Luigi Benelli
-
5 Settembre 2021

Le opere di Diamantini in mostra


PESARO – Corpi sinuosi, torsioni esasperate, visi scorciati. E’ il barocco “obliquo” di
Giuseppe Diamantini, pittore e incisore di Fossombrone che ha avuto fortuna anche a
Venezia.
E proprio Fossombrone dedica all’artista una mostra che proseguirà sino al 17 ottobre
nelle due sedi espositive di Chiesa di San Filippo e Pinacoteca Civica.
La mostra, curata da Annamaria Ambrosini Massari (docente dell'Università di Urbino)
e Marco Luzi ( Direttore dei Musei della Città di Fossombrone), ha visto la preziosa
collaborazione di numerosi studiosi.
Giuseppe Diamantini nacque a Fossombrone il 7 ottobre 1623: la data è stata scoperta
in occasione degli studi e delle ricerche propedeutiche alla organizzazione della mostra.
Prima si riteneva che fosse nato nel 1621, tant’è che la mostra è stata inserita dalla
Regione Marche tra le celebrazioni culturali 2021 ed ha il Patrocinio del Ministero della
Cultura. L’artista a Fossombrone vi morì l’11 novembre 1705, sette anni dopo il suo
rientro da Venezia dove divenne pittore e incisore famosissimo.
Il periodo compreso tra il 1680 e il 1689 rappresentò per Diamantini l’apoteosi: ormai
vero e proprio pittore “alla moda”, con una bottega tutta sua, realizzò numerose opere,
come sempre per la grande committenza veneziana, affiancando però alla produzione

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pittorica una intensa attività di incisore , tale da farlo ritenere una delle più felici
espressioni del Seicento veneto in campo incisorio. Acqueforti leggere, con tematiche
mitologiche, caratterizzate da un segno veloce e fresco.

Davide e Golia
“Eccellente in dipingere persone nude”: così le fonti sintetizzavano le qualità che
assicurarono il successo a questo artista multiforme. Colori terrosi, a volte liquidi, fondi
scuri alternati a una pittura materica e colorata di panneggi e cappelli piumati.
Sciabolate di colore e tinte drammatiche.
«Chi visiterà la mostra (aperta dal martedì alla domenica orari 10-13/ 15-18) che
Fossombrone gli dedica, vedrà che tale affermazione non era molto lontana dal vero –
spiega il direttore di Confcommercio Amerigo Varotti che ha inserito Fossombrone
nell’itinerario della bellezza – La Mostra rende ragione del profilo artistico di Diamantini
nella sua completezza (sono presenti oltre 60 opere tra dipinti e incisioni ), offrendo
l’occasione di ammirare molte opere provenienti da musei e collezioni private. La Mostra
– veramente molto bella e straordinaria dal punto di vista scientifico e culturale – è
un’altra occasione per visitare la Città di Fossombrone”.

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Un particolare
Per l’occasione, grazie al contributo di privati e della Fondazione Monte di pietà di
Fossombrone , sono state restaurate alcune opere (tra cui la Pala conservata nella
Sacrestia della Cattedrale di Fossombrone: la Madonna con il bambino , San
Bartolomeo e Santa Caterina d’Alessandria con le anime purganti).
E’ stato predisposto un catalogo (una vera e propria Monografia sul Diamantini ) con il
contributo di numerosi studiosi (Luca Baroni, Maria Maddalena Paolini , Marina Cellini,
Nina Kudis Buric, Andrea Piai, Letizia Lonzi , Alessandro Delpriori, Ileana Chiappini Di
Sorio oltre ai curatori Annamaria Ambrosini Massari e Marco Luzi).

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