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I partiti e la democrazia 

Per una rilettura dell'articolo 49 della Costituzione


Nel corso degli ultimi anni, i partiti operanti nel mondo occidentale, hanno mutato i tratti
fondamentali della loro fisionomia→  una trasformazione profonda sia della loro natura  sia della
loro funzione originaria.
La fine delle ideologie, ha condotto alla dissoluzione dei tradizionali partiti di massa e alla nascita
di partiti fluidi, in grado di rispecchiare la mobilità del corpo sociale.Si è passati dal ruolo
preminente che aveva assunto il leader rispetto all'organizzazione del partito, Al dilagare delle
spinte populiste e contestative legate alla frustrazione delle nuove domande di partecipazione che
il corpo sociale avanza.
I mutamenti sono stati esercitati dai passaggi della storia che hanno legato la trasformazione dello
Stato liberale di diritto, alle forme più avanzate dello Stato costituzionale.
L'articolo 49 della Costituzione in tema di partiti politici veniva 65 anni fa a segnare l'avvio della
nostra democrazia secondo le forme di una repubblica di parte dei partiti.
Questo articolo va a disciplinare:
- comportamenti esterni, vita interna ai partiti politici.
-richiama il contenuto dei loro Statuti
- tratta le garanzie riconosciute alle minoranze e ai singoli iscritti
-disciplina la scelta delle candidature per le cariche pubbliche e le tecniche di finanziamento
-Richiama ovviamente ad uno standard di democraticità per la loro vita interna.
Cosa rappresentano i partiti:
I partiti rappresentano un anello di raccordo tra il tessuto sociale e il complesso delle istituzioni di
governo.
Come è cambiata la percezione del ruolo dei partiti:
Questo loro ruolo (sopra enunciato) è stato trasformato dalle vicende della storia repubblicana, che
ha alterato la percezione dei partiti, al punto di trasformarli in un apparato di difesa delle varie
oligarchie di partito ai fini della conservazione delle posizioni di potere acquisite.
Si è andato a formare un solco sempre più ampio che allontana la base sociale dagli apparati di
governo→ questo sembra anche essere il problema di fondo,alla base della democrazia.

Nel 2011 con il governo Monti non si sono fatti i conti solo con una crisi economica e finanziaria,
ma anche con una crisi di legittimazione dei partiti politici.
Il referendum elettorale del 1993:
aveva evidenziato la critica dell'opinione pubblica nei confronti dei partiti politici, In quegli anni i
maggiori partiti politici avevano un ampio consenso elettorale, nonostante le forti contestazioni di
minoranze attive di estrema destra ed estrema sinistra. Dopo la caduta del muro di Berlino nel
1989 si verifica una vera e propria destrutturazione di quel sistema politico sorto nel dopoguerra.
é vero pensare ad una democrazia senza partiti, è anche vero che:  senza partiti politici
democraticamente organizzati la democrazia corre il rischio di giungere alla deriva e di divenire
una forma di plebiscitarismo autoritario,o va verso nuove forme di populismo.

Concezione dei partiti politici ottocentesca:


Lo Stato liberale ottocentesco aveva verso il fenomeno partitico un atteggiamento ostile, una
posizione agnostica, non soltanto verso i partiti ma anche verso qualsiasi organizzazione sindacale
e movimenti di massa.Tentava di rafforzare l'immagine dello Stato come unità di fronte a una
società ancora molto distante dall'essere unificata.
Certamente non bastava sostenere l'unità per realizzarla, ma occorreva consolidarla tramite il
diritto pubblico nazionale→  lo sforzo di formalizzazione del diritto svolgeva una funzione di
legittimazione dell'ordine giuridico esistente.
Lo Stato nazional liberale tendeva a rifiutare congiuntamente sistema parlamentare e
sistema dei partiti, Vittorio Emanuele Orlando non rifiutava il sistema parlamentare, Secondo lui,
il gabinetto non poteva che non avere una costituzionale dipendenza dalla Corona ; perché
altrimenti la sola origine parlamentare (quindi un gabinetto slegato da un sovrano) non avrebbe
che creato un governo di partito, mentre la derivazione dal potere regio ne fa un governo giuridico.
Nel sistema orlandiano la maggioranza a sostegno del governo non poteva essere la maggioranza
di partiti perché ciò avrebbe causato la rottura dell'equilibrio tra il re e il Parlamento.
questo modello istituzionale senza partiti, affondava le sue radici: 
 nella ristrettezza del Suffragio elettorale 
 nella rappresentanza come designazione di capacità
Sempre di più, prevalse anche in Italia l'esigenza di collocare fuori dallo scenario politico i partiti e i
gruppi sociali ritenuti tendenzialmente come forze disgreganti dell'unità dello Stato, questo
accadeva più si procedeva verso il progressivo allargamento del Suffragio elettorale.
Anche Minghetti era critico nei confronti del governo di partito, perché quest'ultimo, presupponeva
partiti stabili e permanenti, aperti non soltanto alla partecipazione delle Élite. Un modello di
partiti,chiaramente distante da quello presente in Italia→ ancora aderente alla ristretta base sociale
sottostante allo Stato liberale monoclasse, modello che invece era applicabile, e man mano si
faceva spazio, in un contesto più avanzato come quello inglese.

Legge elettorale del 1882:allargamento suffragio


Fu eletto il primo deputato di idee Socialiste Andrea Costa,  una parte della classe operaia ottenne
nello stesso anno il diritto di voto.
la riforma elettorale stabiliva che potessero votare non più solo il cittadino dell'età di 25 anni ma di
21,rimaneva necessario l’aver dovuto passare l'esame di seconda elementare, altrimenti si doveva
pagare una somma pari a 19,80 lire non più 40.
Nonostante questa riforma elettorale molto più inclusiva dopo il 1882 continua una forte
opposizione da parte dell’élite liberali all'estensione del Suffragio.
Il liberalismo italiano aveva un carattere debole e sostanzialmente oligarchico, questa
debolezza era legata alla mancanza di partiti costituzionali organizzati, in grado di dare vita
a un vero governo parlamentare. Ciò aveva conseguenze sui rapporti tra governo e
Parlamento.
In relazione a questo rapporto è possibile introdurre Il fenomeno delle cosiddette “infornate”: Per
attenuare le tensioni e garantirsi l'appoggio anche del Senato, il Governo fece allora ricorso alla
nomina di senatori a sé favorevoli in gran numero. 
Occorre ricordare, infatti che, sebbene la competenza a nominare i nuovi senatori rimanesse
spettante al Re, si verificò anche in questo campo un progressivo svuotamento del potere regio, a
vantaggio del Governo, le cui proposte di nomina si limitavano ad essere sottoscritte dal Re. 
Le infornate servivano ad integrare le classi dirigenti meridionali ma anche a modificare l'equilibrio
tra Parlamentari a favore dei governi, in questo modo si spostava la maggioranza politico-
parlamentare in senato e si annullavano le opposizioni, un caso eclatante fu quello del 1879: il
governo presieduto Da Depretis, fece sì che 12 deputati ottennero la nomina di Senatori, In modo
tale che questi, potessero ripetere da senatori il voto già dato alla stessa legge, come deputati in
parlamento.
Nonostante fosse stata emanata una legge di divieto in materia (articolo 64 dello Statuto).

Radici dell'opposizione all'estensione del Suffragio:


- concezione proprietaria della rappresentanza dello Stato stesso: il voto doveva essere
accordato non alle persone ma alle cose, si negava ovvero il diritto di suffragio di carattere
personale, non veniva rappresentato l'uomo ma la terra, più precisamente si poteva votare se si
aveva lo status di soggetto proprietario (di terra). 
Orlando si Oppose a questo tipo di approccio→ sosteneva che la facoltà di scegliere un
rappresentante, non doveva essere legata al al fatto che si possedesse o meno un feudo, piuttosto
doveva essere legato alla capacità che un soggetto aveva di scegliere.
Era sicuramente una concezione più liberale della rappresentanza politica, ma in ogni caso i più
capaci erano coloro che venivano riconosciuti come tali attraverso la loro designazione da parte
degli elettori→  che però a loro volta, erano soltanto coloro ai quali, nello stato liberale Borghese,
era riconosciuta la capacità di voto.
Nello stato di diritto liberare, nonostante la Capacità giuridica fosse tendenzialmente riconosciuta a
tutti, veniva però distinta, da capacità giuridica e capacità di agire ciò spiega l'esclusione di molti
soggetti,  in quanto reputati incapaci di agire.
Infatti la rappresentanza come designazione di capacità serviva a dare una legittimità politica
all'ordine economico e sociale esistente, servendosi del dogma della sovranità dello Stato contro il
principio della sovranità popolare.
 
Gallo: rimarca l'importanza dei partiti e del loro convivere per il corretto funzionamento delle
istituzioni parlamentari e per il progresso della politica.
Con la distruzione dei vecchi partiti e l'allargamento del Suffragio elettorale, pensava che la
ricostruzione dei partiti si sarebbe creata in conformità del nuovo ambiente: ovvero dovesse
avvenire sulla base non più di criteri politici, ma sociali, perché ormai le questioni sociali erano
divenute questioni politiche.
L’autorità del parlamento era condizione fondamentale del credito delle istituzioni, e senza partiti
politici organizzati non si potevano avere maggioranze omogenee compatte→ così i ministeri, non
potendo avere l'appoggio del Parlamento, procedevano nell'attuazione di una riforma con
provvedimenti ministeriali, Gallo denunciava la maggiore debolezza del parlamento rispetto al
governo, ciò era proprio causato dalla mancanza di forze politiche organizzate nel paese. Questa
mancanza faceva sì che Il ministero divenisse partito.
Secondo Gallo, la dignità del governo veniva danneggiata anche dall'esistenza di parti mobili a
base di personali clientele, denunciava con preoccupazione i partiti a base personale, che si
prestavano a comportamenti politicamente non corretti: “ la costituzione di partiti politici
importerebbe prima di tutto il risveglio di una lotta politica che trasformerebbe nel paese la
sostanza e la forma delle battaglie.
avremmo combattimenti nel campo delle idee e non sul nome delle persone.”

1915: epoca di grandi cambiamenti sociali→ si affermano i partiti di massa.


Con la crisi della forma di stato liberale si affermano altre forme storiche di stato.
Era importante recuperare il nesso tra diritto che veniva considerato come un qualcosa a se
distante dalla società, il diritto nasce con la funzione di disciplinare e permettere il funzionamento
della vita sociale.
Nel XX secolo la classe liberale non capì fino in fondo le trasformazioni che stavano avvenendo
all’interno del sistema parlamentare; nel 1919 fu introdotto il sistema proporzionale con
scrutinio di lista, temuto in quanto incoraggia la formazione dei partiti di massa. Esso favorì una
svolta storica politica e parlamentare→ favorì la formazione di un moderno sistema di partiti a base
popolare. 
Ciò mutò radicalmente la formazione della camera dei deputati→ le forze liberali furono per la
prima volta in minoranza.
Si passò da un’Italia con una costituzione oligarchica ad un’Italia di tendenza democratica che
vedeva il progressivo affermarsi di partiti organizzati. Nonostante ciò, la politica antipartitica era
ancora forte e non si affievoliva.
(la politica antipartitica di D’annunzio era rivolta verso i partiti di massa, sia verso il partito
socialista che verso il partito popolare.)
Gramsci attribuiva  un ruolo salvifico al partito, era un organo di educazione, di elevazione,
custode di verità assoluta e universale.

Ambrosini si colloca al di fuori della polemica antipartitica, sosteneva che le riforme della legge
elettorale del 1919 e il nuovo regolamento della Camera dei Deputati tendessero a correggere i
difetti del parlamentarismo. 
Criticava il sistema maggioritario per due ragioni:
1.  riteneva il sistema inadeguato, perché non assicurava una rappresentanza a tutte le
minoranze
2. aveva generato governi di coalizione che spesso erano espressioni non più di un’intesa tra
partiti sulla base dei rispettivi programmi, piuttosto su accordi tra parlamentari influenzati da
criteri personalistici.
Nell'ottica kelsiana i partiti politici non erano più considerati come agenti del disordine sociale e
come elementi di disgregazione dell'Unità dello Stato, ma erano piuttosto fattori di integrazione e
di crescita democratica della società.

Santi Romano: Si allontana dalla concezione positiva dei partiti di Kelsen e Ambrosini.
Considerava i partiti come formazioni per loro natura produttrici di conflitto, capaci di minare
l'unità ordinamentale dello Stato.
Nella sua visione ideologica, emerge un limite molto forte: L’anticonflittualismo → Santi Romano
era convinto che la conflittualità sociale e istituzionale fosse una caratteristica intrinseca e
ineliminabile dello Stato moderno.

1921 ultimo Ministero Giolitti:  Nel tentativo di ottenere una maggioranza parlamentare, si ebbe la
paralisi del governo che favorì l'ascesa del Fascismo. Le Élite liberali avevano rinunciato alle
forme liberali del potere politico, in cambio della conservazione della loro posizione dominante di
potere, e per questa ragione erano perfino disposti a sperimentare l'introduzione della
rappresentanza degli interessi, con il solo fine di conseguire alcuni vantaggi indiretti.
Nel 1912 si verificò l'allargamento dell’elettorato attivo in seguito all’introduzione del sistema
elettorale proporzionale.
1923: I fascisti con l'appoggio della vecchia classe dirigente si erano impegnati per l'approvazione
di una nuova legge elettorale: la legge Acerbo→  prevedeva che→ alla lista che consegue il
maggior numero di voti siano riservati i due terzi dei seggi della camera elettiva, alle liste
minoritarie sono riservati i seggi rimanenti tramite una ripartizione proporzionale dei seggi residui,
in questo modo, grazie a questo premio elettorale sproporzionato, Si ebbe un'ampia maggioranza
fascista alla Camera dei Deputati e si ridusse considerevolmente la presenza parlamentare delle
forze di opposizione.
Solo in questo modo, il movimento fascista si è potuto trasformare da forza minoritaria politica a
partito-regime-stato.
1925-1926:  approvazioni leggi fascistissime→  diedero inizio ad una trasformazione dell'apparato
dello Stato, trasformazioni che, fu sostenuta dalla classe dirigente.
1928:Nuova legge elettorale che attribuiva al Gran consiglio del Fascismo la funzione di formare
una lista di 400 candidati designati da sottoporre all'approvazione del corpo elettorale, gli elettori
potevano pronunciarsi con sì o con no, In relazione ad un'unica lista predisposta dal Gran
Consiglio.
Nel regime elettivo la rappresentanza si ridusse ad una rappresentanza istituzionale, in base alla
quale lo Stato-persona, il governo, gli organi dello Stato →  agiscono sempre in nome della
nazione→  si assiste ad una sterilizzazione della rappresentanza generale.
La Camera dei deputati fu soppressa e fu istituita la camera dei fasci e delle corporazioni, era
chiamata a collaborare, come pure il Senato del regno, con il governo per la formazione delle
leggi.→  il potere legislativo fu completamente concentrato nelle mani del governo e del suo capo.
È possibile considerare il fascismo come un tentativo non riuscito di dare una risposta alla crisi
dello Stato rappresentativo e alla crisi del Diritto Costituzionale, si afferma quindi con la crisi dello
Stato liberale (di diritto e sociale), lo stesso stato che, aveva temuto l'avvento di un vero governo
parlamentare fondato sul consenso di partiti politici organizzati. 
La cancellazione della rappresentanza proporzionale e quella del pluralismo partitico, affondavano
le loro radici nel terreno ideologico che tendeva a ri-mitizzare lo stato e l'unità politica.
il Dittatore integra la moltitudine delle volontà individuali in una comunità unitaria della volontà e
dello Stato. L’ interruzione della rappresentanza democratica aveva determinato una netta
prevalenza dell'attività degli organi di governo rispetto a ogni altro organo e funzione dello Stato,
soprattutto della legislazione. --> Alla base di questa trasformazione vi era il principio dell'Unità del
potere contro il principio di separazione dei poteri (fondamento dello Stato liberale).
Mortati: Si viene a formare un organo complesso, che è la risultante del re, del capo del governo,
sia individualmente, che riuniti in collegio e del Gran Consiglio del Fascismo.
Criticava le cosiddette teorie realistiche o empiriche che in maniera riduttiva identificavano lo stato
con i suoi governanti, per egli il partito politico permetteva di individuare gli elementi strumentali
della costituzione materiale : gruppo sociale dominante e il partito che ne è l’espressione politica
organizzata.
secondo l’autore le forze politiche sono gli elementi strumentali alla realizzazione delle
finalità dello Stato ovvero sono strumentali alla realizzazione del contenuto racchiuso
all'interno della Costituzione fondamentale ( i fini sono ciò che anima l’ordinamento) Il fine che
vincola gli organi dello Stato sia in senso negativo che positivo, impegnando essi ad agire per il
conseguimento dei risultati che lo stato ha l'obiettivo di perseguire. Anche l'indirizzo politico deve
sottostare al limite, intendeva fissare il carattere e il contenuto normativo del fine politico non in
senso soggettivo ma in senso oggettivo→ indipendentemente dalle scelte ideologiche che
indicavano i mezzi di attuazione.
La riflessione giuridica di mortati era animata dalla necessità di risolvere il problema dell'Unità
statale attraverso un principio unificatore di carattere sostanziale, in relazione ai mutamenti
apportati dalla mente dello stato fascista, Mortati Individua l'esigenza di fissare dei limiti assoluti
alla modificabilità della Costituzione; a suo parere sia il partito nazional fascista sia la milizia
volontaria dovevano essere assoggettate al diritto, per ritenersi organi costituzionali. Se essi si
definiscono come tali, devono essere essenziali per l'esistenza dello Stato e necessari per poterne
Configurare la forma. 
Dal grado di connessione tra mezzo e scopo politico si può argomentare l'attribuzione della
qualifica di “costituzionale” a un organo.
Alla fine degli anni trenta la dottrina prevalente Vedeva nel partito fascista un ente ausiliario dello
stato dal carattere costituzionale. Dopo il tentativo fallito di Farinacci di affermare la supremazia del
partito sul Governo, Il Partito Unico divenne indipendentemente dalla sua natura giuridica, uno
strumento della dittatura personale di Mussolini. 
Negli ultimi anni e negli ultimi mesi del regime, il problema del partito emerge come questione di
fondamentale importanza, in quanto era legato alla prospettiva del dopo Mussolini, era stata
respinta l'idea del riassorbimento del partito nello Stato. L'ordinamento fascista si caratterizzò
come un regime doppio fondo; tra gli organi dello Stato incaricati  di mantenere all'esterno
l'apparente legalità, in secondo piano c’erano gli organi del partito → manovratori autorizzati dell'
illegalismo.  

Governo Badoglio: dopo aver osteggiato i partiti usciti dalla clandestinità dovete accettarne la
presenza nel suo nel suo terzo governo.
 la nascita di governi di unità nazionale con la partecipazione di tutte le forze politiche antifasciste
fu Favorita anche dagli Stati Uniti.  la presenza di partiti incise sulla struttura interna del gabinetto. 
 Dopo il patto di Salerno i processi di mutamento istituzionale subirono una forte accelerazione→
si assistette al tramontare del principio monarchico*,Si fece spazio una nuova forma di governo
dove il comitato di Liberazione Nazionale nella veste di istituzione governativa,imprimere il
proprio indirizzo politico.
Con l’allontanamento di Badoglio e l’inizio della presidenza di Bonomi, i nuovi ministri non
dovevano più giurare fedeltà alla corona*, ma si dovevano impegnare ad esercitare la loro
funzione nell’interesse supremo della Nazione.
Si iniziò a riconoscere l’importanza dei partiti, anche se gli furono riconosciute attribuzioni
costituzionali solo perchè facenti parte del comitato di liberazione nazionale

1946 costituzione repubblicana: l’entrata in funzione della Corte Costituzionale nel 1956 affermò
un concetto di costituzione non più inteso come mera legge politica, non più come qualsiasi legge
ordinaria, ma come norma fondamentale la cui osservanza è garantita da un giudice speciale.
 il modello che si fa spazio è pensato contro le pratiche giuridiche del passato che erano state
dominate dalla politicizzazione della giustizia. → cambiamento volto ad affermare il primato del
diritto sulla politica → anche i partiti iniziano ad essere considerati elemento costitutivo dello stato
costituzionale e quindi sottoposti ragionevolmente ad una disciplina giuridica.
ART. 49 si pone l’obiettivo di affermare il pluralismo partitico che l’esperienza passata del
fascismo aveva negato. “tutti i cittadini hanno il diritto di associarsi liberamente in partiti per
concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
→ L’inserimento dei partiti nella costituzione non doveva intendersi solo come superamento del
regime fascista ma anche come superamento del regime liberale oligarchico esistente prima
dell’affermazione del fascismo negli anni 20 del 900.
Basso: riconosce ai partiti una rilevanza costituzionale,  per Mortati e Ruggiero i partiti politici si
sarebbero dovuti uniformare al metodo democratico nell'organizzazione interna e nell'azione
diretta alla determinazione della politica nazionale,  Mortati propose una forma di controllo da parte
di un organo giurisdizionale →  La Corte Costituzionale sui partiti politici,questa proposta fu
bocciata in quanto un esplicito richiamo In costituzione alla democrazia interna dei partiti avrebbe
potuto aprire la strada a ingerenze da parte dei futuri governi sulle finalità e sulle organizzazioni dei
partiti di opposizione.  l'aspetto giuridico, la costituzionalizzazione dei partiti politici appariva una
naturale conseguenza dell’affermarsi dello stato democratico.
Con l’espressione “metodo democratico” si riferiva al concetto di “alternativa” al potere delle forze
politiche→ nei primi anni 90 questa alternativa delle forze politiche al potere mise in crisi il
funzionamento corretto della democrazia.

Virga: prendeva in considerazione il partito non unicamente come associazione ma anche come
organo statale, come istituzione ed elemento del sistema di governo.  quando l'esercizio del diritto
di associazione politica da parte cittadini avviene In conformità alle norme e ai Principi
dell'ordinamento giuridico è possibile la cooperazione di tutti i partiti.  egli sosteneva che non
dovesse mai venir meno il supremo controllo esercitato dal corpo elettorale verso i partiti.

Ranelletti: (concezione opposta a quella di Virga) occupa una posizione ostile rispetto ai partiti,
propone l'elezione diretta del capo dello Stato e il rafforzamento dei poteri, proprio per evitare che
all'interno dello Stato potessero prevalere i partiti→ Forze che, sono fuori del governo e del
governo non hanno la responsabilità.
Maranini: approccio ostile ai partiti, è contro la partitocrazia,  secondo l'intellettuale il sistema più
adatto a contrastare il pericolo partitocratico non era quello parlamentare, ma quello presidenziale
statunitense.

Costituzioni= frutto di un compromesso tra diverse forze politiche.


Dopo l'inizio della guerra fredda iniziava la stagione di inattuazione costituzionale, che è
possibile dividere in diverse fasi:
prima fase di inattuazione costituzionale →  centrismo (1948-1953)  fase in cui non furono
rispettate alcune scadenze costituzionali, esempio più eclatante, fu l'inadempimento del
governo e della sua maggioranza circa l'elezione dei consigli regionali. Il partito dominante era la
Democrazia Cristiana e ne impediva l'attuazione, nonostante avesse fatto dell'Istituto regionale,
uno dei principali capisaldi del suo programma.  
Durante gli anni del centrismo vi erano pericoli derivanti dalla tendenza sopraffare le opposizioni
avveniva anche ostacolando l'applicazione di quelle parti della Costituzione che ponevano limiti e
controlli all'azione della maggioranza governativa.  
Calamandrei  nomina questo particolare periodo con l'espressione di “ostruzionismo di
maggioranza” ovvero un fenomeno che mirava a ritardare l'attuazione della Costituzione, si
verificò un tentativo di alterazione dei rapporti di forza tra i grandi partiti politici in seno
all'assemblea parlamentare, le forze politiche di governo→  cercarono di prevalere nettamente
sulle opposizioni in campo di rappresentanza politica, ciò fu possibile grazie all'approvazione della:
legge truffa.
legge truffa: sostituiva la legge proporzionale del 1948 prevedeva un premio di maggioranza alla
coalizione che raggiungeva il 50,1 % dei voti, ovvero il 65% dei seggi alla camera, i 5 giudici
della corte costituzionale nominati dal parlamento sarebbero stati eletti e avrebbero
impedito la presenza delle minoranze in seno alla corte. fu nominata legge truffa perchè non
condizionava solamente i rapporti di forza tra i grandi partiti politici, ma anche i rapporti tra
organi costituzionali. Nessuno volle la riforma più del presidente del consiglio De Gasperi (leader
della DC) , in quanto i risultati delle elezioni amministrative del 1950 e 1951 Registravano un calo
di consensi del partito cattolico.
L’eventualità di doversi alleare con la destra monarchica e neofascista per dar vita a una
maggioranza era concreta. Nel 1952, a Roma, De Gasperi aveva resistito alle pressioni perché si
alleasse nelle elezioni comunali con quella destra prima citata.
Pur essendo la vittoria della Dc praticamente certa, De Gasperi scelse di provare a risolvere il
problema di una possibile instabilità con una mossa drastica.
Anche il Pci, e a ruota il Psi, si trovarono di fronte a un bivio. La legge avrebbe ridotto
all’osso la loro rappresentanza parlamentare, ne avrebbe ridimensionato peso e forza di
pressione. Questo era uno dei principali obiettivi di De Gasperi, pressato dal Vaticano, ma
anche dagli Usa e da settori della Dc che chiedevano la messa fuori legge del Partito
comunista italiano. (nel momento più surriscaldato della guerra fredda, con la Corea in fiamme)
La legge arrivò a Montecitorio nei primi giorni del dicembre 1952, forte era l’opposizione del partito
comunista, La sinistra ricorse all’ostruzionismo, allora illimitato e non regolamentato, presentando
mille emendamenti e intervenendo su tutti con lunghissimi discorsi. Il 14 gennaio 1953 il governo
decise di aggirare l’ostacolo di un ostruzionismo strenuo ponendo la fiducia sulla legge elettorale.
La democrazia  maggioritaria in questa fase divenne plebiscitaria, insofferente ai contropoteri e alle
garanzie costituzionali.
→ la democrazia non può essere intesa come governo di maggioranza, necessita di un
articolato sistema di garanzie costituzionali in modo che le formazioni di maggioranza non
giungano ad avere strapotere. gli istituti di garanzia, servono dunque a impedire la
trasformazione costituzionale del sistema a vantaggio di un solo partito.
Un significativo impulso all'attuazione costituzionale, in controtendenza al periodo di inattuazione
costituzionale fu l'elezione di Gronchi come presidente della repubblica nel 1955.

→ In mancanza dell’alternarsi delle forze politiche al potere, il referendum sembrava essere lo


strumento adatto a cambiare le decisioni legislative espressione della maggioranza, fu infatti lo
strumento impugnato dalla sinistra.
Il blocco del sistema politico causato dalla guerra fredda aveva dato vita negli anni 60 e 70 ad un
parlamento consociativo le cui decisioni via via che si attenuava la contrapposizione ideologica si
spostava sempre di più sul terreno della spartizione delle risorse materiali,  si può parlare almeno
fino agli anni Settanta di un relativo successo della prima Repubblica grazie al
compromesso tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista Italiano che si basava su
un'esplicita superiorità della politica e dei partiti, sia su politiche lungimiranti di inclusione
sociale.
Inizia negli anni 70 quando il fenomeno della democrazia bloccata non venne meno.
A partire dal 1994 si è sviluppato una bipolarizzazione del sistema con l'alternanza alla guida del
paese di diverse e disomogenee coalizione di governo, non è possibile comprendere  gli ultimi
decenni senza analizzare la storia nazionale, soprattutto la conventio ad excludendum
(Leopoldo Elia), che vedeva l’esclusione del PCI dal pentapartito: PSI-PLI-PRI-PSDI-PRI→ la
conseguenza di questo rifiuto fu la democrazia bloccata che fu la ragione del declino e della
degenerazione del sistema partitico.
Fu possibile superare la democrazia bloccata solo grazie ad Aldo Moro e Berlinguer attraverso
una progressiva inclusione del Partito Comunista, si voleva realizzare in Italia quello che era già
accaduto in Germania (la grande coalizione tra unione cristiano-democratica e il partito social-
democratico).
Anni 80: evidente la crisi del sistema politico, dello Stato fiscale e del debito pubblico. 
In questo periodo si accentua la personalizzazione della politica → fenomeno dimostrato dalla
storia del Partito Socialista che elesse il segretario  scelto dai delegati→  il psi diviene uno
strumento del leader.
Nel 1981 furono proposte alcune riforme tra cui le elezioni a suffragio universale diretto del capo
dello Stato, che fu però accantonata in quanto minoritaria, perché avrebbe messo in discussione
non soltanto la forma di governo ma anche sistema elettorale.
 Tuttavia l'esigenza di intervenire tramite riforme era sentita tanto da formare una commissione
bicamerale per le riforme costituzionali presieduta da Bossi supportato avanti un percorso di
riforma dei governi locali che fece preparere un modello di democrazia immediata.
Il  risultato delle elezioni del 1992 fu l’evidente primo segnale della frammentazione del sistema
partitico italiano, in questo ambito si verificò l'affermarsi della Lega Nord e queste  furono le ultime
elezioni a sistema elettorale proporzionale con preferenze.
La frammentazione del sistema partitico favori L'ascesa di movimenti, il referendum era visto come
lo strumento che avrebbe favorito il salto dalla partitocrazia alla democrazia immediata.La riforma
elettorale vista come condizione sufficiente per il rinnovamento del sistema politico e per
l'affermazione della democrazia maggioritaria.
Furono tre le condizioni che contribuirono a smantellare il vecchio sistema dei partiti:
1. le indagini giudiziarie che portarono alla luce il sistema di corruzione
2. il referendum abrogativo del 1993
3. la nascita di forza italia→ partito artificiale→ che divenne il primo partito della camera dei
deputati.
L'introduzione del nuovo sistema elettorale prevalentemente maggioritario ebbe l'esito di un
bipolarismo anomalo perché fondato su coalizioni frammentate disomogenee e difficilmente
configurabili come coalizioni di governo, dunque non in grado di dare vita ad una maggioranza
parlamentare stabile.
Ciò provocò grandi cambiamenti ma è scorretto considerarli come la fine della prima e l'inizio della
seconda Repubblica, perché in questo modo, si tende a confondere il sistema politico e i suoi
partiti con le istituzioni repubblicane.
I partiti politici non furono intesi come strumenti di partecipazione dei cittadini come indicare
articolo 49 ma furono macchine elettorali in mano a leadership personali che Hanno selezionato
una classe politica spesso incapace e corrotta.
 un passo decisivo verso lo svuotamento concettuale della rappresentanza politica si è avuto con
la nomina dei parlamentari opera dei vertici di partito con la legge del 2005.

I partiti politici esercitano un'influenza più incisiva nei sistemi parlamentari, piuttosto che nei sistemi
presidenziali, ma ciò non significa che essi non abbiano importanza negli ultimi sistemi elencati.
Stati Uniti: Nella costituzione degli  ( 1787)  i partiti non sono menzionati, è stata concepita in
ostilità ai partiti politici.
Ma presto, questa concezione fu superata e i padri fondatori dell’ordinamento politico
nordamericano riconobbero i partiti come l'elemento essenziale per la vita democratica.
Elaborarono nel 1920 una regolamentazione molto dettagliata.
Alla legislazione degli Stati si sovrappose la legislazione federale molto specifica soprattutto dopo
lo scandalo che avvenne concernente il finanziamento dei partiti e le campagne elettorali, già nel
1939 il congresso era intervenuto per stabilire le incompatibilità tra le attività di partito e la funzione
pubblica federale fondamentale, si stabiliva che un funzionario ha il diritto di appartenere a un
partito politico, ma non può esercitare in seno a esso alcuna funzione di responsabilità ne
partecipare direttamente alle campagne elettorali. 
Nel 1940 con l’Alien registration Act si implicava la persecuzione penale contro coloro che
affermavano che bisognasse rovesciare il governo, ciò permise di arrestare i socialisti
rivoluzionari,comunisti e anche alcuni fascisti, si trattò di un provvedimento anticostituzionale
perché in realtà incompatibile con il primo emendamento che garantisce le libertà fondamentali.
Nel 1950 con la legge McCarran woods lo Stato poteva perseguire legalmente non soltanto i
singoli cittadini politicamente indesiderabili,ma anche intere organizzazioni chiaramente specificate
nella legge come quelle comuniste. L'esperienza del maccartismo ha segnato Certamente gli
orientamenti della corte suprema degli Stati Uniti che nel suo ruolo ha voluto in particolare
proteggere la libertà di espressione il pluralismo politico e soprattutto intervenire sui casi
riguardanti le attività esterne dei partiti nel processo politico Democratico.
 La corte suprema americana e tribunale tedesco hanno differenti approcci ma si incontrano nel
valutare la condotta dei partiti politici non non giudicare gli obiettivi programmatici o le finalità del
partito.
 nelle democrazie costituzionali è necessario sia proteggere il ruolo dei partiti nel processo
Democratico sia protegge la democrazia stessa dalle forze politiche che a volte Forzano con la
loro attività i principi e le norme costituzionali.
Germania: La legge fondamentale tedesca nell’articolo 21 afferma che: l'ordinamento interno dei
partiti debba corrispondere ai principi fondamentali della democrazia, i partiti devono rendere
pubblici i loro patrimoni rendendone nota l'origine finanziaria, sono considerati incostituzionali quei
partiti che per le loro finalità o per il loro comportamento si prefiggono di danneggiare o eliminare
l'ordinamento democratico e liberale dello Stato tedesco.
L'incostituzionalità dei partiti tedeschi, è giudicato dal tribunale costituzionale federale, in
Germania i partiti sono riconosciuti come istituzioni costituzionali.
L’incostituzionalità del partito viene dichiarata con deliberazione votata a maggioranza di due terzi
dei membri della sezione competente, gli elementi di riconoscimento del carattere di
incostituzionalità sono: non solo la presenza di un'ideologia contraria ai principi della democrazia
occidentale, ma anche la sussistenza di un'attività violenta diretta al rovesciamento delle
istituzioni democratiche.
L'incostituzionalità può essere fatta valere soltanto dopo la sentenza di scioglimento e per questa
ragione il partito per il quale è stata attivata una procedura di scioglimento può usufruire del
principio della ‘par condicio’ nella disciplina della propaganda e dei finanziamenti (diverso il caso
Spagnolo che prevede un controllo ex ante). In Germania nonostante la disciplina costituzionale
sui partiti politici e la giurisprudenza del tribunale costituzionale federale la legge sui partiti può
provato soltanto nel 1967. 

Spagna: legge organica 2002 sui partiti, art. 6 della costituzione e art.22 che regola il diritto di
associazione.
non sono considerati come istituzioni pubbliche ma come associazioni che devono essere regolte
nell’ambito dell’art. 22 CE.
Anche in Spagna si prevede lo scioglimento dei partiti quando la loro attività vulnerà i principi
democratici
è una legge che ha fatto discutere : nel 2002 il governo Basco ha richiesto una sentenza di
incostituzionalità

 Art.49 (sviluppo e discussione in costituente, situazione prima della costituente, opinioni di alcuni
intellettuali citati nel libro, parallelismo con Germania, Spagna e Stati Uniti) Articolo 49 italiano,
articolo 21 LF e articolo 6 LOPP
 I partiti
 Partito personale e personalizzazione della politica
 Rapporto tra democrazia e liste bloccate
 Conventio ad excludendum (che cos'è e perchè si sono coalizzati contro PCI, menzione su MSI)
 Dibattito sul ruolo dei partiti nel dopoguerra in Italia