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CIRCOLARE INFORMATIVA

STUDIO NEGRI E ASSOCIATI


CHIARIMENTI BLACK LIST
15/02/2011

CHIARIMENTI COMUNICAZIONI BLACK LIST

L’Agenzia delle Entrate è recentemente intervenuta fornendo con la Circolare 28.1.2011, n. 2/E una serie di
chiarimenti in merito all’obbligo introdotto dall’art. 1, DL n. 40/2010 di comunicare le operazioni effettuate
nei confronti di operatori residenti in Paesi c.d. “black list” di cui ai DD.MM. 4.5.99 e 21.11.2001.

Le importazioni da Paesi “black list” vanno riepilogate


nella comunicazione in esame nell’ambito delle
operazioni passive “tenendo conto dei dati indicati
nelle bollette doganali” dato che, ai fini IVA, la
bolletta doganale è il documento equipollente alla
fattura.
Va comunque evidenziato che “se la registrazione in
contabilità generale dell’operazione di importazione
IMPORTAZIONI
è antecedente rispetto all’annotazione nei registri
IVA della bolletta doganale, l’importatore deve tener
conto, ai fini dell’obbligo di segnalazione, dei dati
indicati in contabilità generale, salva la
successiva integrazione dei dati eventualmente
mancanti – al momento in cui riceve la bolletta
doganale e senza applicazione di sanzioni – da
inserire nei righi A28 e A29 del modello di
comunicazione
Le prestazioni di servizi fruite dai dipendenti in
trasferta in Paesi “black list” (ad esempio,
prestazioni di trasporto, alberghiere, ecc.) sono
SPESE DI TRASFERTA DIPENDENTI escluse dall’obbligo di comunicazione “in tutti i
casi in cui dette spese – di regola, di importo esiguo –
siano correttamente classificate nel costo del
personale secondo i principi contabili adottati
dall’impresa”.
In linea generale le cessioni gratuite di beni effettuate
nei confronti di operatori “black list” sono da
riepilogare nella comunicazione in esame in quanto
soggette ad IVA ex art. 2, comma 2, n. 4), DPR n.
633/72.
In merito l’Agenzia precisa che sono escluse
dall’obbligo di comunicazione, in quanto non
soggette ad IVA, le cessioni gratuite di beni:
CESSIONI GRATUITE DI BENI  la cui produzione / commercio non rientra
nell’attività propria dell’impresa, di costo unitario
non superiore a € 25,82;
 per i quali all’atto dell’acquisto / importazione non è
stata operata la detrazione dell’IVA;
 di modico valore “appositamente
contrassegnati”.

Dopo aver rammentato che l’obbligo di comunicazione


in esame interessa anche le operazioni effettuate nei
confronti di un rappresentante fiscale residente in un
ACQUISTI DA OPERATORE NON BLACK LIST
Paese non “black list” qualora l’operatore economico
CON RAPPRESENTANTE FISCALE IN PAESE
“sottostante” è “black list”, l’Agenzia ora precisa che
BLACK LIST
“coerentemente” sono escluse dalla
comunicazione le operazioni effettuate nei confronti 1
di un rappresentante fiscale residente in un Paese

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“black list” qualora l’operatore economico


“sottostante” è non “black list”.
In merito alla citata comunicazione assume, infatti,
rilevanza il Paese di localizzazione
dell’operatore economico.
In merito alle fatture per servizi ricevuti da Paesi
“black list” con applicazione dell’imposta in
quanto operazioni ivi territorialmente rilevanti
ACQUISTI DI SERVIZI DA BLACK LIST CON l’Agenzia precisa che a rigo A27 “Importo complessivo
ADDEBITO DELL’IMPOSTA degli acquisti di servizi” del modello di comunicazione
va riportato l’ammontare dell’operazione comprensivo
dell’imposta pagata all’estero, quindi, “al lordo
dell’eventuale imposta assolta all’estero”.
L’addebito di commissioni bancarie da parte di
una Banca localizzata in un Paese “black list” configura
un’operazione esente ex art. 10, comma 1, n. 1), DPR
n. 633/72 che comporta, per l’operatore italiano,
COMMISSIONI BANCARIE
l’obbligo di autofatturazione con annotazione
nel registro delle fatture emesse / acquisti.
L’operazione va comunicata in quanto soggetta
all’obbligo di registrazione e realizzata con un
operatore “black list”.
Le operazioni realizzate dai c.d. “tour operator” con
operatori “black list” sono, in linea generale,
inquadrabili come operazioni imponibili ed in quanto
tali da indicare nella comunicazione.
Dato che per tali servizi le fatture non evidenziano
TOUR OPERATOR
separatamente l’imposta, l’Agenzia precisa che “al fine
di superare i problemi tecnici che si presenterebbero in
sede di trasmissione del modello di comunicazione”
tali operazioni vanno indicate tra le operazioni
non soggette ad IVA “stante l’impossibilità di
indicare l’importo complessivo della relativa imposta”.
L’Agenzia, dopo aver rammentato che la disciplina
della c.d. “scheda carburante” ex DPR n. 444/97 si
applica solo ai rifornimenti di carburante
effettuati in Italia da parte di operatori economici,
RIFORNIMENTI CARBURANTE
precisa che gli acquisti di carburante / lubrificanti per
IN PAESI BLACK LIST
autotrazione in Paesi “black list”, sono operazioni che,
in quanto non soggette ad IVA ed a registrazione ai
fini IVA, rimangono escluse dalla comunicazione
in esame.
Sono esclusi dall’obbligo della comunicazione in
esame “i dettaglianti ed i soggetti agli stessi
equiparati” che effettuando operazioni nei confronti di
operatori “black list” certificano i corrispettivi mediante
rilascio della ricevuta o dello scontrino fiscale ex
VENDITE NON DOCUMENTATE DA FATTURA
art. 22, DPR n. 633/72.
In merito l’Agenzia delle Entrate precisa infatti che “da
tali documenti non è possibile desumere tutti gli
elementi informativi da indicare nella
comunicazione”.
Dopo aver precisato che la comunicazione in esame ha
periodicità mensile ovvero trimestrale, l’Agenzia ha
PRESENTAZIONE DEGLI ELENCHI chiarito che in presenza di operazioni straordinarie che
IN CASO DI FUSIONE comportano l’estinzione del soggetto dante causa,
l’obbligo di presentazione ricade in capo al soggetto
2
risultante a condizione che il termine di

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presentazione della stessa non sia ancora


scaduto nel momento in cui l’operazione
straordinaria ha avuto effetto.
Nella comunicazione vanno inserite anche le operazioni
effettuate anteriormente dal soggetto estinto.
Nel caso in cui nello stesso periodo di riferimento
debbano essere comunicate operazioni poste in
essere sia dal soggetto estinto sia dal nuovo
soggetto, analogamente a quanto previsto per gli
elenchi clienti fornitori, la comunicazione va presentata
dal nuovo soggetto.
L’obbligo di comunicazione riguarda le operazioni poste
in essere con operatori “black list” registrate ovvero
soggette a registrazione. Dopo aver chiarito che in
presenza di acconti ricevuti a seguito della fornitura di
ACCONTI RICEVUTI DA CLIENTE BLACK LIST beni all’estero l’operatore deve emettere/registrare la
fattura, l’Agenzia delle Entrate precisa che il momento
rilevante ai fini della comunicazione corrisponde alla
data di registrazione della fattura dell’acconto nei
registri IVA ovvero nelle scritture contabili
obbligatorie.
Richiamando la Risoluzione 29.11.2010, n. 121/E,
l’Agenzia ora precisa che sono soggette alla
comunicazione in esame anche le prestazioni di
servizi effettuate nei confronti di un operatore
“black list” dalla stabile organizzazione, situata
in un Paese non “black list”, di un operatore
italiano.
STABILI ORGANIZZAZIONI Quindi, ad esempio, va comunicato il servizio reso ad
un operatore svizzero da parte della stabile
organizzazione localizzata in Austria di un operatore
italiano.
Sul punto l’Agenzia così si esprime: “il rapporto che
lega la stabile organizzazione e la casa madre è un
rapporto di trasparenza, nel senso che la prima
costituisce un’articolazione della seconda e non un
soggetto distinto dalla medesima”.
Nella Risoluzione 29.11.2010, n. 121/E l’Agenzia delle
Entrate specifica l’obbligo di inserimento negli elenchi
“black list” delle operazioni rese / ricevute tra:
- stabile organizzazione stabilita in un Paese “black list”
di un soggetto economico Italiano;
- soggetti economici stabiliti in Paesi “black list”.
L’Agenzia rileva che l’obbligo interessa anche alle
prestazioni di servizi rese/ricevute che non si
considerano effettuate in Italia per mancanza del
CESSIONI / ACQUISTI BENI requisito di territorialità.
“ESTERO SU ESTERO” E STABILE Conseguentemente, l’Agenzia afferma che le
ORGANIZZAZIONE cessioni/acquisti di beni non soggetti ad IVA,
ossia, cessioni di beni eseguite direttamente all’estero
ex art. 7–bis, DPR n. 633/72 e acquisti di beni
effettuati all’estero senza importazione (ad esempio,
acquisti di carburanti consumati all’estero), non
vanno inseriti nella comunicazione in esame
ancorché tali operazioni siano poste in essere
dalla stabile organizzazione del soggetto
italiano nei confronti di un operatore economico
“black list”. 3

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Nella Circolare 21.10.2010, n. 53/E l’Agenzia ha


precisato che il momento rilevante per determinare il
periodo in cui ricomprendere le operazioni da
comunicare corrisponde:
- alla data di annotazione nei registri IVA; ovvero, se
precedente / alternativa,
REVERSE CHARGE - alla data di annotazione nelle scritture contabili
obbligatorie.
Ora la stessa Agenzia chiarisce che i servizi ricevuti con
l’applicazione del “reverse charge” vanno comunicati
facendo riferimento alla data di annotazione
dell’operazione in contabilità generale, nel caso
in cui la stessa sia anteriore all’annotazione
dell’autofattura nei registri IVA.
Considerato che l’obbligo della comunicazione in
esame riguarda le operazioni poste in essere con
operatori economici “black list” a decorrere
dall’1.7.2010, l’Agenzia delle Entrate evidenzia che da
NOTE DI VARIAZIONE RIFERITE AD
tale adempimento sono escluse le note di
OPERAZIONI ANTERIORI ALL’1.7.2010
variazione emesse o ricevute riferite alle
operazioni eseguite anteriormente alla predetta
data. Tali operazioni non dovevano infatti essere
ricomprese nella comunicazione.
L’Agenzia ha chiarito che, già in occasione del primo
invio (luglio 2010), ai fini della determinazione della
INDIVIDUAZIONE DELLA PERIODICITÀ DI periodicità (mensile o trimestrale) degli elenchi “black
PRESENTAZIONE list”, non vanno considerate le operazioni poste in
essere con soggetti stabiliti a Cipro, Malta e Corea
del sud.
I soggetti che presentano la comunicazione con
cadenza trimestrale possono provvedervi con
periodicità mensile barrando la casella “Variazione di
periodicità”. L’Agenzia delle Entrate precisa che tale
OPZIONE PERIODICITÀ MENSILE scelta vincola il contribuente fino al termine
dell’anno solare nel corso del quale l’opzione è
stata esercitata e comunque, fino a successiva
revoca da eseguirsi barrando la predetta casella nella
prima comunicazione utile.
Nel caso in cui il contribuente, scaduti i termini di
presentazione della comunicazione, intenda
rettificare/integrare la stessa, deve presentare una
nuova comunicazione entro l’ultimo giorno del
mese successivo alla scadenza del termine di
presentazione della comunicazione originaria. In tal
caso il contribuente non incorre in alcuna sanzione. Lo
stesso deve barrare nel frontespizio della
comunicazione la casella “Comunicazione integrativa”.
COMUNICAZIONE INTEGRATIVA E Come previsto nella Circolare 21.10.2010, n. 53/E, allo
RAVVEDIMENTO OPEROSO scadere del predetto termine trovano applicazione le
regole generali in tema di sanzioni, nonché l’istituto del
ravvedimento operoso ex art. 13, comma 1, lett. b),
D.Lgs. n. 472/97.
In particolare, è applicabile il doppio della sanzione di
cui all’art. 11, comma 1, lett. a), D.Lgs. n. 471/97 nei
casi di:
- omissione della comunicazione;
- comunicazione con dati incompleti;
- comunicazione con dati non veritieri. 4

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Secondo l’Agenzia delle Entrate se la violazione non è


già stata constatata e comunque non siano iniziati
accessi, ispezioni, verifiche o altre attività di
accertamento di cui l’autore della violazione sia venuto
a conoscenza, l’omissione può essere sanata
inviando la comunicazione (per la prima volta).
La trasmissione con dati incompleti/inesatti può
invece essere sanata, inviando la comunicazione
corretta. In entrambe le ipotesi non va barrata la
casella “Comunicazione integrativa”. Il ravvedimento si
perfeziona versando la sanzione di cui alla citata lett. a
(da € 258 a € 2.065 elevata al doppio), in misura
ridotta ad 1/8 del minimo.
Dopo aver chiarito che la comunicazione in esame è
stata introdotta al fine di contrastare le frodi fiscali e
finanziarie l’Agenzia delle Entrate specifica che il
ravvedimento va effettuato entro 1 anno
dall’omissione/errore.
L’Agenzia delle Entrate nella Circolare 28.10.2010 n.
54/E ha precisato che, “sussistendo «obiettive
condizioni di incertezza»”, non saranno applicate
sanzioni per le violazioni commesse nella
compilazione della comunicazione relativi:
- al trimestre luglio / settembre 2010, per i
soggetti tenuti alla presentazione del modello con
periodicità trimestrale;
- ai mesi da luglio a novembre 2010, per i soggetti
ESONERO DALL’APPLICAZIONE DELLE tenuti alla presentazione del modello con periodicità
mensile.
SANZIONI NEL PERIODO TRANSITORIO
Le sanzioni non saranno applicate a condizione che il
contribuente abbia inviato, entro il 31.1.2011, la
comunicazione integrativa volta a sanare le
predette violazioni.
Conseguentemente, l’Agenzia ora precisa che
l’inapplicabilità delle sanzioni opera a condizione che
sia stata inviata una comunicazione, ancorché
incompleta e/o non esatta. Pertanto, in caso di
omessa presentazione della comunicazione è
preclusa la possibilità di beneficiare dell’inapplicabilità
delle sanzioni.
Nel caso in cui, il contribuente non abbia provveduto a
regolarizzare gli errori/omissioni inviando la
comunicazione integrativa entro il 31.1.2011, l’Agenzia
delle Entrate precisa che è di competenza degli
ERRORE “SCUSABILE” E NON APPLICAZIONE organi accertatori, in presenza della ricorrenza
DELLE SANZIONI dell’errore scusabile, rappresentato dall’impossibilità
di ottenere il codice fiscale o equipollente o gli altri dati
richiesti dai soggetti “black list” da parte dell’operatore
italiano, valutare caso per caso la possibilità di
non applicare le sanzioni sulla base delle regole
generali di cui al D.Lgs. n. 472/97.
Negli elenchi “black list” deve essere riportato, tra
l’altro, il “numero del codice fiscale attribuito al
soggetto con il quale è intercorsa l'operazione dallo
ASSENZA DEL CODICE FISCALE Stato in cui il medesimo è stabilito, residente o
DELL’OPERATORE BLACK LIST domiciliato, ovvero, in mancanza, altro codice
identificativo”.
Pertanto, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che in 5
mancanza del codice fiscale estero, l’operatore italiano
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può indicare un altro dato similare, che può


essere rappresentato, ad esempio, dal numero di
iscrizione alla Camera di commercio del
cliente/fornitore. In ogni modo, il codice deve
consentire una immediata e univoca
identificazione dell’operatore “black list”.
Nel caso in cui l’operatore italiano non riesca ad
ottenere nessun codice identificativo del soggetto
“black list”, come sopra accennato, la valutazione
dell’inapplicabilità della sanzione per erronea
compilazione della comunicazione, in relazione
all’esimente dell’errore, compete agli organi
accertatori.

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