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Uso pratico di Amplificatori,

pedali analogici e digitali.

Michele Poletto Aprile 2008


Uso pratico di Amplificatori, pedali analogici e digitali.
L’argomento è molto complesso e articolato quindi partiamo dal nostro strumento per capire come è costruito e
come funziona:

la chitarra elettrica per poter essere amplificata è dotata di microfoni pik-up ovvero magneti e da un filamento
di rame, che una volta amplificati catturano le vibrazioni delle corde (di metallo) trasformando queste ultime in
un segnale elettrico audio analogico, che a sua volta può essere equalizzato, amplificato, ripetuto, distorto ecc..

Quindi il passo successivo alla chitarra elettrica è l’Amplificatore, che comunemente si chiama Ampli. La
chitarra elettrica si collega all’amplificatore tramite un cavo Jak Jak, che deve essere rigorosamente schermato.
Di Ampli ne esistono di svariate tipologie,
il più comune è il Combo:

L'amplificatore Combo la soluzione più semplice ed economica adottata dai chitarristi, è composto da due
apparecchi distinti collegati insieme: il preamplificatore e il finale di potenza. Il primo si incarica di aumentare
di una certa misura il livello in tensione del segnale da amplificare, e contemporaneamente lo colora tramite un
equalizzatore.. mentre il secondo ne aumenta ulteriormente il livello, fornendo al segnale anche una corrente
adeguata, che si tradurrà in potenza elettrica (watt). All’uscita del finale è collegato un altoparlante o un
diffusore acustico, chiamato speaker, tutto in un unico box.
Gli speaker preferiti dai chitarristi, anche se esistono in commercio varie misure, sono i 12 pollici, circa 30
centimetri di diametro, perchè questa misura garantisce tutte le frequenze di cui la chitarra elettrica dispone.

Un’altra soluzione diffusa è l'amplificatore costituito da una "testata" più una cassa, cioè una parte dove sono
presenti tutti i controlli dei toni e del volume più l’amplificatore di potenza e una cassa non amplificata che
riceve il segnale dalla testata.
Questa soluzione risulta più professionale, poichè possiamo adattare la tipologia di cassa a seconda
dell’esigenza del luogo. Comunemente viene usata una 412, cioè una cassa contenente 4 speaker da 12 pollici,
oppure una 212, una cassa con 2 speaker, o ancora una o due casse 112, cassa ad un solo speaker, nei tre casi
cambia di molto la sonorità.

Vediamo ora in dettaglio il Pre-Amp che è anche disponibile come accessorio singolo in formato “Rack” da
concatenare ad altri componenti di altre marche e svariate potenze a seconda dell’utilizzo richiesto.

Il PRE-AMP oltre all’equalizzatore molto spesso è fornito di due o tre canali da impostare come diversi suoni
da richiamare con un pedale switch.
L' equalizzazione è il procedimento di filtraggio a cui è sottoposto un segnale audio per compensare eventuali
disuniformità della risposta in frequenza dell'apparato che lo produce oppure per ottenere una ben precisa
tipologia di suono. Il procedimento in questione è attuato mediante tre appositi filtri equalizzatori: bassi, medi e
alti che modificano la forma d'onda risultante della funzione di trasferimento del sistema.
L'equalizzazione può avere lo scopo di:

* rendere il suono più piacevole;


* attenuare i disturbi;
* creare suoni completamente nuovi;
* linearizzare l'acustica dell'ambiente di ascolto in base ai diffusori usati.

Vediamo in dettaglio un Amplificatore di potenza, disponibile come accessorio singolo in formato “Rack” da
utilizzare separatamente o accoppiato ad altri a seconda dell’esigenza.

In questo caso non ci sono molti controlli, esiste solo il volume, due se l’ampli è stereo. Se l’ampli è valvolare,
oltre all’interruttore di accensione esiste anche uno standby che non spegne l’ampli ma interrompe il circuito di
uscita alle casse, questo per ovviare al problema del dover riscaldare le valvole prima dell’utilizzo.
Infatti le componenti elettroniche di questi tipi di amplificatori possono essere costruite sia con transistor che
con valvole. La diversità di comportamento della valvola rispetto al transistor in prossimità della saturazione
(clipping), fa sì che venga preferita per produrre suoni più “dolci”, "pastosi", meno “aspri”. La differenza di
comportamento tra queste due tecnologie risiede principalmente nella minor velocità di risposta (slew rate) della
valvola rispetto al transistor; in esso il passaggio dall'amplificazione lineare alla saturazione è estremamente
rapido (all'oscilloscopio questa transizione ha l'aspetto di un'angolo retto).
Nella valvola questa transizione è più lenta (appare perciò come un angolo smussato). L'orecchio umano può
percepire nettamente la differenza nei suoni prodotti dai due apparecchi in condizioni di saturazione.

Gli amplificatori Combo o Head possono essere dotati di alcuni effetti particolari, come ad esempio il
Riverbero a molla, oppure avere un block digitale per generare il Chorus, Flanger, Delay, ecc.

Il riverbero:
Il riverbero è un fenomeno acustico legato alla riflessione del suono da parte di un ostacolo posto davanti alla
fonte sonora: per esempio, se in una stanza una sorgente sonora cessa di irradiare, il livello sonoro diminuisce
tanto più lentamente quanto minore è l'assorbimento acustico delle pareti.L'orecchio umano non riesce a
distinguere due suoni se essi sono prodotti a meno di 1/10 di secondo di distanza uno dall'altro.

Riverbero a molla
Il segnale viene fatto passare, tramite una spirale metallica (appunto, una molla). All'altro capo della molla un
trasduttore equivalente al primo reimmette il segnale nel circuito di amplificazione miscelandolo a quello
originale tramite un potenziometro. Il segnale prelevato dal secondo trasduttore risulterà leggermente ritardato
rispetto a quello applicato al primo originando nell'orecchio dell'ascoltatore l'effetto del riverbero. Per ragioni di
semplicità costruttiva ed esiguità di costi i moderni amplificatori per chitarra di piccole dimensioni sono spesso
dotati di riverbero a molla, che viene alloggiato all'interno del combo o della testata. A differenza di altri
strumenti, il suono della chitarra elettrica non risente particolarmente delle sfumature timbriche che questo tipo
di effetto aggiunge al segnale originale.
Purtroppo il tempo di ritardo del sistema è stabilito a priori dalla lunghezza della molla e dunque non è
modificabile dall'utilizzatore. Anche adottando molle di grande lunghezza, il massimo ritardo ottenibile è
nell'ordine dei millisecondi, quindi non è possibile generare l'effetto eco ma solo un riverbero accettabile.
Attenzione! Se accidentalmente la scatola a molle viene scossa, i trasduttori captano il rumore delle molle che
sbattono tra loro e contro le pareti della scatola stessa inviandolo al circuito di amplificazione.

Processore multieffetto digitale, anche questo e disponibile come accessorio singolo in formato ”Rack” da
utilizzare separatamente o accoppiato ad altri a seconda dell’esigenza.

Il collegamento di questo processore avviene tramite due cavi Jak-Jak in “Send e Return” Queste entrate
collocano gli effetti dopo il preamp e prima del finale, cosi facendo gli effetti risultano molto nitidi

Tutti questi moduli, PRE-AMP, POWER-AMP e PROCESSORI MULTIEFFETTO, hanno misure standard di
19 pollici. La finalità è la possibilita di essere “raccati” all’interno di un “FLY CASE” un pratico e robusto
contenitore dove alloggiare queste delicate attrezzature per viaggiare in tournee.
Si chiama multieffetto digitale perche Il segnale analogico viene digitalizzato ed immagazzinato in banchi di
memoria RAM che viene utilizzata come la spirale metallica del riverbero a molla. Infatti i bytes vengono fatti
"scorrere" da un banco al successivo fino al raggiungimento dell'ultimo. Il segnale digitale prelevato dall'ultima
memoria viene poi riconvertito in analogico e miscelato al segnale originale ottenendo l'effetto
desiderato.Questi multieffetti possono memorizzare un centinaio di preset richiamabili tramite una pedaliera
midi.
Principali Effetti modulari:
WAH WAH
È un pedale molto apprezzato dai chitarristi, si tratta di un filtro dinamico splittabile e regolabile da un pedale di
espressione.

Il RIVERBERO DIGITALE
Puo simulare molte tipologie di riverbero, tipo il riverbero a molla, e ambienti come camera, teatro e cattedrale.

ECO DELAY
L’Eco è l’effetto piu usato nei vari generi e ha superato intere generazioni, si usava negli anni ’50 e si usa
tuttora senza mai aver avuto cali di utilizzo..
Il Delay è l’evoluzione dell’eco stesso, in origine veniva riprodotto con un nastro magnetico. Oggi con la
tecnologia digitale si può veramente ottenere tutto da questa ripetizione. Il numero di delay desiderato, intensita
crescente e discendente, la temporizzazione calibrata in millisecondi da un delay all’altro, l’effetto ping pong
stereo, ultimamente anche figure ritmiche pre impostate..

CHORUS
Il Chorus è effetto molto usato negli anni ‘80 ma ancora molto attuale. Lo si sente molto spesso nelle chitarre
arpeggiate nei pezzi di Vasco Rossi, consiste nel doppiaggio del segnale audio; uno viene riprodotto
normalmente invece l’altro viene fatto vibrare da un oscilloscopio digitale e poi riprodotto tutto assieme:

FLANGER
La differenza tra Chorus e Flanger consiste nel delay time e nella presenza di un parametro in più, il Feedback!
Quest’ultimo genera l’effetto Flanger, si potrebbe definire un chorus piu aggressivo, lo si usava molto nei anni
’70 ‘80 soprattutto nella musica Funk

PHASER
Il phaser utilizza dei filtri di tipo all pass, almeno 4, e vengono parametrati in velocità e in profondità. Anche in
questo caso poi il segnale trattato viene miscelato all’originale tramite un potenziometro, effetto molto
aggressivo soprattutto usato con il distorsore, come faceva Van Hallen.

VIBRATO
Il vibrato viene prodotto da un oscilloscopio, l’effetto è come vibrare una corda con le dita, ma in questo caso
vibra tutto il prodotto sonoro anche gli accordi in rapida successione. Veniva usato moltissimo negli anni ’50,
quindi è molto adatto ad una sonorità “Vintage”
TREMOLO
Il Tremolo è sostanzialmente una variazione di livello, anche in questo caso è molto adatto allo stile “Vintage”

PANNER
Il Panner consente al segnale audio di muoversi dal canale destro a quello sinistro in continuazione,
controllando naturalmente la velocità...

FILTRO WAH AUTO


Il resonance filter è in pratica un wah wah automatico che si auto apre e chiude a seconda del livello dinamico
che si utilizza, cioè secondo la pressione impiegata dal plettro sulle corde.

PITCH octaver
Si tratta semplicemente di un segnale separato, dove si può regolare l’intonazione fino a 12 semitoni in più cioè
un’ottava sopra, oppure 12 semitoni sotto, un’ottava sotto, in alcuni processori è possibile impostare più segnali
creando dei veri accordi estesi suonando solamente una singola nota, oppure impostare una quarta o una quinta
sopra o sotto.. a piacere di chi suona e in base alle esigenze.

WHAMMY
Usa la stessa tecnologia del Pitch Octaver, ma consente il controllo dell’intonazione tramite un pedale di
espressione.

COMPRESSORE
Il compressore è utile a ridurre il contenuto dinamico di un segnale audio, ci sono alcuni casi in cui diventa
indispensabile, tipo eseguire una parte ritmica che non superi mai un certo livello di picco impostato.. oppure
sostenere il suono pulito con note più lunghe. Un effetto del genere è possibile ascoltarlo nel famoso solo di
David Gilmour in “Another brick in the wall” che appunto usa un suono pulito!!! Attenzione però perchè in
molti casi si potrebbe verificare molto inadatto poichè elimina quasi del tutto la dinamica sonora..

I PEDALI
Questi sono gli effetti utilizzati maggiormente nei processori digitali, naturalmente si possono abbinare tra di
loro, tipo il chorus+Delay, oppure Flanger+Riverbero ecc.. Attenzione però a non abusare il dosaggio di questi
Effetti, infatti l’eccessivo uso potrebbe addirittura stravolgere il suono naturale dello strumento, il periodo di
maggior uso e abbuso è stato negli anni ‘80 basta ascoltare qualsiasi pezzo di quel periodo per rendersi conto;
attulmente la tendenza e di utilizzarli pochissimo, ovvero sono utilizzati ma in bassissima percentuale.
Esistono centinaia di pedali, esteticamente molto simili tra loro ma hanno funzioni diversissime, per ogni effetto
sopracitato ne esiste un modello a pedale, in più, ci sono i “Drivers” (spiegazione in seguito) la maggior parte
di essi sono analogici, addirittura a valvole, alcuni anche digitali. Per lo più sono alimentati con batterie alkaline
ma nell’utilizzo professionale si usano degli alimentatori adeguati.

Vediamo ora le tipologie:

pedali controllo volume.


Per il controllo volume si intende proprio l’intensità da produrre. In ogni caso il primo pedale che viene
collegato con un Jak Jak dopo la chitarra è il pedale WAH WAH che ha bisogno di tutto il volume possibile;
subito dopo il volume e ancora dopo il Compressore.
In seguito a questi arrivano i Drivers:

I drivers sono dei piccoli Pre Amp a pedale dove è possibile a seconda del modello impostare un certo livello di
distorsione, dalla più leggera alla più saturata e fluida. In genere se ne usano quattro tipi:

SCREAMER o Bost
Questo pedale satura leggermente il suono e lo rende “caldo”, simula gli amplificatori valvolari quando sono
nella modalità “pulito” al massimo volume; si ha il vantaggio di usare il volume desiderato.

OVER DRIVE o BLUES DRIVE


La classica distorsione usata da moltissimi gruppi rock, come gli AC/DC, molto “secca”, adatta per le ritmiche,
quindi anche in questo caso non ad altissimo volume.

DISTORSORE
In questo caso è un gradino ancora più distorto lo si tiene ad un volume maggiore perchè questo si usa per fare
un assolo “Lead” L’equalizzazione risulta più carica nei bassi
IPER DIST
Anche questo è un pedale “Lead” ma con una timbrica diversa, molto carica nei medi, vedi May nei Queen..
Il suono Lead, non è neccessariamente un suono distorto, Lead significa suono principale per far l’assolo, perciò
a seconda del genere o esigenza potrebbe essere anche un suono pulito!

Per finire gli effetti modulari e il Looper:

Gli effetti modulari vanno in genere messi subito dopo i Drivers nel seguente ordine: Delay, Chorus, Flanger,
Phaser e ultimo il Riverbero. Il Looper non è un effetto ma un registratore digitale che serve per mandare in
loop (ripetizione) dei fraseggi eseguiti durante una performance live, quindi sara proprio lui l’ultimo della
catena. Una cosa importantissima da fare se l’amplificatore lo dispone (quasi tutti in commercio) entrare con
questi effetti nel “send e return” in questo modo gli stessi verranno messi tra il Pre ed il Finale dell’ampli,
risultando più puliti e presenti in dinamica.
Ecco un esempio di set-up essenziale di un chitarrista:

In questo caso gli effetti sono pochi ed esiste un unico modulare, perciò si useranno in serie nel seguente ordine:
Chitarra, Accordatore, Wah Wah, Screamer, HD lead e D. Delay. Nello schema compare anche lo switch per
cambiare i canali dell’ampli ed un alimentatore.
Ora vediamo una serie di collegamenti possibili con tutte le apparecchiature disponibili di cui possiamo
disporre.
La più semplice:

E’ una soluzione adottata non solo dagli studenti e in sala prove, il più delle volte risulta molto pratico anche
per qualche concerto..

Come sopra, naturalmente qui si dispone di maggior potenza e qualità sonora, adatta quindi alle performance in
grandi spazi o all’aperto.
Adottando il multieffetto invece dei pedali “Stomp”

In questo caso si dispone di tantissimi effetti modulari che verranno richiamati dalla pedaliera midi, da notare
che il processore cambia i canali dell’ampli a seconda dell’impostazione che abbiamo memorizzato sul “Patch”
(suono memorizzato). Con questa soluzione possiamo tranquillamente registrare in studio.

In questo caso invece utilizziamo una soluzione con un Rack, ci permette di avere comunque i pedali”Stomp”
pero abbiamo un pre separato dall’apli quindipiu specifico e professionale magari a 3 o 4 canali. Anche l’ampli
puo essere adattato a seconda dell’esigenza: maggiore potenza per far andare piu casse passive..
Questo Set- up è molto professionale, poichè abbiamo i tre componenti Pre, Multieffetto e Power amp tutti separati ma
uniti dentro ad un unico “Flycase” adatto per le tournee, tutto questo blocco viene comandato da Una pedaliera Midi che
ci permette di passare da un suono all’altro con estrema semplicità.

Questa è l’altra alternativa professionale, anche se richiede molta manutenzione, è risaputo che la qualità dei pedali è
leggermente superiore al processore digitale, quindi per evitare di ballare il “tip tap” sulla pedaliera rischiando anche di
inciampare per arrivare in un attimo al suono desiderato, si usa un controller Midi. Si tratta di una pedaliera che ospita al
suo interno tutti i pedali accesi ma i “Patch”verranno memorizzati secondo la scelta che preferiamo utilizzare, es. Ch “1”
conterra il HD+Octaver+ Delay. Il Ch “2” Compressore+Delay, ecc
Per finire, nello schema vediamo un Noise reduction, si tratta di un filtro che attenua il rumore di fondo. E un Bust,
quest’ultimo alza il volume generale se necessario, con un pulsante. Entrambi sono collocati alla fine della catena, in
questo caso prima dell’ampli
Aprile 2008 Michele Poletto