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IL RINASCIMENTO

(tra il ‘400 e il ‘500)

Il Rinascimento è quel periodo di rinnovamento filosofico, artistico, scientifico e letterario che caratterizzò
l’Italia tra il ‘400 e il ‘500. Il termine indica il momento in cui vennero alla luce l’umanità e la coscienza
moderna, dopo l’epoca medievale ritenuta un’età di barbarie e oscurantismo.
Il suo splendore in Italia è legato alla magnificenza delle sue tante corti principesche e all’intensa vita
culturale. A Roma, Firenze, Milano, Urbino, Ferrara, Mantova, Napoli, vi erano principi e quindi corti, dove
si svolgeva un lavoro teorico degli intellettuali e rese splendide dai lavori di pittori, musicisti ecc.
Una delle opere più lette in Europa fu Il libro del cortegiano, di Castiglione, del 1528, in cui si descrivono le
maniere del gentiluomo.
L’Italia ne rappresentò la patria per l’accumulazione di ricchezze (dovuta a una fiorente attività
commerciale) e la riscoperta dell’antico avviata per iniziativa di letterati influenti come Petrarca. Inoltre in
Italia c’erano le condizioni favorevoli una straordinaria fioritura artistica e letteraria estesa anche agli
aspetti della vita più banali.
La riscoperta dell’antico riguardò la cultura scritta, venivano riscoperti gli autori classici. Gli antichi
diventavano maestri e modelli di stile. Si avviò una rinnovata conoscenza del greco che permise la
traduzione di opere come quelle di Platone fino ad allora mal conosciuti.
L’invenzione della stampa diede risorse al movimento: un testo a stampa poteva essere tirato in centinaia
di copie e raggiungere l’intera comunità dei letterati.
L’arte del discorso
In questo periodo avvenne parallelamente una crescita dei compiti legati alla politica e alla gestione della
cosa pubblica. Così i letterati dovevano uscire dalle università e svolgere ruoli sempre più importanti nella
vita cittadina, arrivando a impiegare funzioni pubbliche e politiche. Questo avvenne per la loro capacità di
argomentare e convincere. Durante l’insegnamento universitario si insegnava a padroneggiare lo
strumento della logica che permetteva da una premessa di arrivare a una dimostrazione inconfutabile.
La sapienza di cui si avvertiva il bisogno era una sapienza del persuadere, piuttosto che di dimostrare
inconfutabilmente. Così i letterati non potendo procedere per assiomi e dimostrazioni, dovevano
progredire per argomentazioni. I maestri dell’arte di costruire discorsi comprensibili e convincenti vennero
individuati negli antichi, in Cicerone e Quintiliano. La costruzione del discorso diventava una disciplina da
studiare e da apprendere.
La neonata industria tipografica mise a disposizione quindi dizionari ed enciclopedie, poiché ci fu grossa
domanda di questi.
Il nuovo pubblico dei lettori fu incoraggiato a intrattenere un rapporto molto strumentale con i libri, che
venivano letti a salti, selezionando solo le parti interessate.
Le arti fi gurati ve
Ci fu anche una riscoperta dell’antico nella pittura, con la mitologia degli antichi e il ritorno all’ordine
classico. Questo rivoluzionò l’architettura e l’intero campo delle arti figurative. Soprattutto a Roma nel ‘400
lo sviluppo edilizio e gli scavi fecero emergere resti di monumenti antichi che scatenarono una corsa al
reperto archeologico da parte di nobili, per poterli poi esibire nelle loro case. I reperti diventavano segno di
distinzione e di moda. A Roma e nelle altre corti europee. La vita quotidiana diventava un’opera d’arte,
seguendo gli insegnamenti provenienti dalle opere, così da adornare la propria persona e la propria casa,
seguendo comportamenti definiti per ogni situazione.
Il mondo delle cose cambiò aspetto. Cambiarono gli edifici, la disposizione delle stanze e i modi di
decorarle, gli oggetti tradizionali cambiarono forma. I mobili si diversificarono da quelli standard, nacquero
nuove forme per produrre lo stesso oggetto. Si avviò una ricerca dell’innovazione, basata sul concetto di
moda.
Dall’Oriente provenivano porcellane che stimolarono tentativi di imitazione. I mercanti iniziarono a vendere
nuovi tipi di merce come vetri, posate, tappeti.
Iniziò il concetto di decorazione, ovvero mobili e oggetti usati al solo scopo di abbellire. Possedere reperti
storici faceva sentire i proprietari come in possesso di tutto il segreto dell’antico.
I rapporti con i nuovi mondi sviluppò un gusto per l’esotico, a cominciare dalle piante.
La diffusione di cose belle prodotte dalle manifatture contemporanee incoraggiò una competizione con gli
antichi e il desiderio di superarli.
Il mecenati smo
Alla metà del ‘400 il Papa prese al suo servizio una folla di letterati con l’incarico di raccogliere e copiare
quanti più manoscritti possibili, dando così vita al primo nucleo della Biblioteca Vaticana. A mano a mano
le opere iniziano a venire commissionate, non era mai l’artista a decidere autonomamente cosa fare. Il
commissionare opere, lo spendere il proprio denaro in qualcosa di magnifico a beneficio del pubblico,
diventava un modo di mostrare il potere, una virtù. Dalla seconda metà del ‘500 re e principi aprirono
accademie di pittura, scultura e musica per incentivare lo sviluppo delle arti.
Le scienze
La nuova disponibilità di testi greci tradotti ebbe importanti conseguenze nel campo della scienza.
L’impatto degli antichi filosofi naturali portò Copernico a rileggere le opere di tutti i filosofi che riusciva a
procurarsi per cercare se qualcuno di loro avesse mai pensato che le sfere dell’universo potessero muoversi
secondo moti diversi da quelli proposti al tempo. In loro trovò molta teoria che lo portarono all’ipotesi del
moto circolare della Terra intorno al sole. Gli antichi avevano coltivato un sapere che non doveva essere
limitato da dogmi presenti ad esempio nel XV secolo. La riscoperta di Platone portò alla formazione di
un’accademia platonica. Si diffusero teorie estranee all’aristotelismo.

Durante il Rinascimento si sviluppò un nuovo modo di pensare dovuto alla crescita di consumi e di
manufatti, che sviluppava il sapere pratico legato alle arti. Importanti erano anche le scoperte geografiche.
Tutto ciò mise in crisi le dottrine ereditate dal Medioevo.