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CANTO 3

Siamo nel primo cielo quello della Luna, all'interno del quale si trovano gli
spiriti che non portarono a compimento i voti.
I personaggi che incontriamo sono Dante, Beatrice, Piccarda Donati,
Costanza D'Altavilla (moglie di Enrico 6°, figlio di Federico Barbarossa).
È il pomeriggio di mercoledì 13 aprile 1300.

Dopo la spiegazione di Beatrice, Dante è distratto da alcune immagini


diafane(ombre) di persone come riflesse nell'acqua o sui vetri. Voltatosi
indietro per vedere di chi si tratta, ma non avendo visto nessuno, è
dolcemente rimproverato da Beatrice, che lo invita a rivolgere la parola a
quelle che sono anime vere.
Dante chiede, allora, notizie sulla loro identità e condizione: una di queste si
rivela per Piccarda Donati, sorella di Forese Donati, che, fattasi monaca,
non poté portare a compimento il proprio voto, come del resto le altre anime
di questo cielo. L'anima spiega anche come esse non desiderino affatto una
sede più vicino a dio, pur trovandosi nel cielo più lontano da lui, in quanto la
loro volontà è pienamente conforme a quella divina. (Le anime accettano la
volontà di Dio.)
Poi, sempre su richiesta del suo interlocutore, ricorda la propria vita e il
rapimento dal convento per farla sposare contro la sua volontà; quindi indica
(Dante non la incontra ma Piccarda gliela indica)alla sua destra l'imperatrice
Costanza D'Altavilla, moglie di Enrico 6° e madre di Federico 2°,
accomunata a lei da una forte analoga.
Poi l'anima si dilegua intonando l'ave Maria.

APPROFONDIMENTO PICCARDA DONATI


Secondo quanto raccontano alcuni cronisti, Piccarda, sorella di Forese e di
Corso Donati, era una giovane bellissima e molto religiosa, tanto da decidere
di entrare nel monastero di Santa Chiara a Firenze, per farsi monaca.
Ma il fratello Corso, capo dei guelfi neri, che era podestà a Bologna, la tolse
dal convento con la forza e la fece sposare a un nobile del tempo molto
violento (Rossellino della Tusa) seguace del partito dei neri. Si racconta che
Piccarda si ammalò e morì poco dopo.

APPROFONDIMENTO COSTANZA D'ALTAVILLA


Dante accoglie parzialmente una leggenda (diffusa soprattutto dai Guelfi per
screditare la casa di Svevia), secondo la quale Costanza, monaca nel
monastero di Palermo, all'età di 52 anni fu fatta sposare con Enrico 6°, figlio
di Federico 1° Barbarossa, affinché portasse in dote la Sicilia alla casa di
Svevia.
La realtà storica è molto diversa: Costanza, che non fu mai suora, sposò
Enrico 6° all'età di 31 anni, portandogli in dote la Sicilia e generando Federico
2° all'età di 40 anni, cioè nel 1194.