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Università degli Studi di Salerno - Facoltà di Ingegneria

Matematica I - Prova Scritta - 31/05/2010


Gli studenti che devono sostenere l’esame da 6 crediti svolgono gli esercizi da 1 a 6.
Gli studenti che devono sostenere l’esame da 9 crediti svolgono gli esercizi1,2,3,4,7,8,9,10.
1. Trovare i numeri complessi z = a + ib soluzioni dell’equazione

|z + 1| e3iz = 10e−3 Im(z)
tali che |Re (z)| ≤ 2.
2. Calcolare il seguente limite:

e2x − esin x − 3 1 + 2x − sin x + 1
lim .
x→0 2x − sin x
3. Studiare la seguente funzione e disegnarne il grafico:
f (x) = earctan|x |.
2 −16

4. (facoltativo) Determinare l’insieme di continuità e derivabilità della seguente fun-


zione 
ln (e + 2x) x ≥ 0,
f (x) =
|2 + x| − 1 x < 0.
5. Calcolare il seguente integrale definito:
 e   
2 1
− x ln dx.
1 x x
6. Studiare il carattere della seguente serie numerica

+∞   n22
n n
e4 .
n=1
n+1

7. Determinare, al variare del parametro reale k le soluzioni del seguente sistema


lineare: 
x + 2y + kz = 5
2x + ky − 8z = 1
Come variano le soluzioni se k è un parametro complesso?
8. Trovare una base e la dimensione dell’immagine Im T e del nucleo ker T dell’ap-
plicazione T : R4 → R3 , rappresentata, rispetto alla base canonica, dalla seguente
matrice ⎛ ⎞
1 0 2 0
A = ⎝ 2 3 −1 1 ⎠ .
−2 0 5 4
9. Sia φ : R3 → R3 l’endomorfismo tale che φ(x, y, z) = (3x, 3x − y, 2x + 2y + 2z).

(a) Dire se φ è diagonalizzabile, motivando la risposta.


(b) Calcolare dimensione e base per ciascun autospazio.
(c) Ortonormalizzare la base di R3 ottenuta unendo le basi degli autospazi.

10. (Facoltativo)
  Le matrici A e Bcommutano
 se AB = BA. Trovare tutte le matrici
a b 1 1
che commutano con .
c d 0 1
Soluzione
1. Ponendo z = a + ib, si ha che:
√ √
|z + 1| e3iz = 10e−3 Im(z) ⇔ |a + ib + 1| e3i(a+ib) = 10e−3b ⇔

⇔ (a + 1)2 + b2 e3ia−3b = 10e−3b ⇔

⇔ (a + 1)2 + b2 e3ia = 10 ⇔

(a + 1)2 + b2 = 10,

3a = 2kπ, k ∈ Z.
Poiché si richiede che |Re (z)| ≤ 2, l’unico k ∈ Z che soddisfa tale condizione è
k = 0, per cui, risolvendo il sistema si ottiene che a = 0 e b = ±3. Le soluzioni
sono, quindi, z = ±3i.

2. Si ha che: √
e2x − esin x − 3 1 + 2x − sin x + 1
lim =
x→0 2x − sin x
2x−sin x

3
esin x e 2x−sin −1
x
(2x − sin x) − 1+2x−sin
2x−sin x
x−1
(2x − sin x)
= lim =
x→0 2x − sin x
sin x 1
e − 3 (2x − sin x) 1 2
= lim =1− = .
x→0 2x − sin x 3 3
3. Tenendo conto della presenza del valore assoluto, la funzione si spezza come:
 2
arctan|x −16|
2 earctan(x −16) per x ≤ −4 ∨ x ≥ 4,
f (x) = e = 2
earctan(16−x ) per −4 < x < 4.

(a) Dominio. La funzione è definita in D = R.


(b) Simmetrie. La funzione è pari poiché f (x) = f (−x) .
(c) Segno e Intersezioni con gli assi. La funzione è sempre positiva in D.
L’unica intersezione con gli assi è il punto A = (0, earctan 16 ).
(d) Comportamento agli estremi del dominio. Asintoti. La funzione non
ha asintoti verticali. La funzione ha un asintoto orizzontale, sia a −∞ sia a
π
+∞, che è y = e 2 .
(e) Studio Crescenza, Decrescenza, Massimi e Minimi. Spezzando il valore
assoluto, si ricava che la derivata prima è:

⎨ earctan(x2 −16) 2x
per x ≤ −4 ∨ x ≥ 4,
 1+(x2 −16)2
f (x) =
⎩ −earctan(16−x ) 2
2x
per −4 < x < 4.
1+(16−x2 )2

Si ha che la funzione è decrescente in ]−∞, −4] e [0, 4[ e crescente in ]−4, 0[ e


[4, +∞[. Esiste un punto di massimo relativo che è A, e due punti di minimo
assoluto, m1 = (−4, 1) e m2 = (4, 1) . Tali punti sono anche angolosi, essendo:

f  −4+ = f  4+ = 8 = −f  −4− = −f  4− .
(f) Studio Concavità, Convessità, Flessi. La derivata seconda è:

⎪ 2 4
⎨ −2earctan(x −16) 3x −34x
2 −257
2 per x ≤ −4 ∨ x ≥ 4,
 [1+(x −16)2 ]
2
f (x) =

⎩ 2e
arctan(16−x2 ) 3x4 −30x2 −257
2 per −4 < x < 4.
[1+(16−x2 )2 ]

La funzione è concava in ]−∞, x1 [, ]x2 , x2 [ e ]x1 , +∞[ ed è convessa in [x1 , 4],


]−4, x2 ], [x2 , 4[ e ]4, x1 ], dove:
 
√ √
17 + 2 265 17 + 2 265
x1 = , x1 = − ,
3 3
 √  √
15 + 2 249 17 + 2 265
x2 = , x2 = − .
3 3
La funzione, pertanto, ammette quattro punti di flesso, aventi ascisse x1 , x1 ,
x2 e x2 .
(g) Grafico. Il grafico della funzione è il seguente:

x
4 4

4. La funzione f (x) assegnata, tenendo conto del valore assoluto, può essere riscritta
come: ⎧
⎨ ln (e + 2x) x ≥ 0,
f (x) = 1+x −2 ≤ x < 0,

−x − 3 x < −2.
La funzione è continua in R, essendo:

lim ln (e + 2x) = lim− (1 + x) = 1.


x→0+ x→0

Inoltre, ⎧ 2
⎨ e+2x
x > 0,
f  (x) = 1 −2 < x < 0,

−1 x < −2,
lim f  (x) = −1
= lim − f  (x) ,
x→−2− x→−2

2 2
lim− f  (x) = 1
= lim+ = ,
x→0 x→0 2 + ex e
da cui si deduce che la funzione è derivabile in R  {−2, 0} .
5. Integrando per parti, si ricava che:
 e     e
2 1 2 x2 x2 e2 − 3
− x ln dx = − ln x + ln x − = .
1 x x 2 4 1 4

6. Detta an la successione:
  n22
n n
an = e 4 ,
n+1
si ha che:
lim an = 0,
n

e quindi la serie assegnata può convergere. Usando il criterio della radice, si ricava
che:   12
  n2
√ 1 n 1 1
lim n an = e 4 lim = e 4 lim n =
n n n+1 n 1 + n1
1 1 1
= e 4 e− 2 = e− 4 < 1,
e quindi la serie converge.

7. Detta A la matrice incompleta e A la matrice completa del sistema, si ha che:


   
1 2 k  1 2 k 5
A= , A = .
2 k −8 2 k −8 1

Poiché esiste il minore:


 
 2 k 
  = −16 − k 2
= 0 ∀ k ∈ R,
 k −8 

rkA = rkA = 2 e il sistema assegnato ammette ∞1 soluzioni ∀ k ∈ R, del tipo:



⎨ x = x,
y = (8+2k)x−40−k
−k 2 −16
,
⎩ 9
z = k2 +16 .

Anche se k ∈ C, le soluzioni del sistema rimangono le stesse.

8. Dalla matrice A assegnata, si ricava che un sistema lineare omogeneo che rappresenta
ker T è: ⎧
⎧ ⎪ x = 89 t,
⎨ x + 2z = 0, ⎪

y = − 29 t,
2x + 3y − z + t = 0, ⇔ 27
4
⎩ ⎪
⎪ z = − t,
−2x + 5z + 4t = 0, ⎩ 9
t = t,
 
per cui dim ker T = 1 e una base per ker T è Bker T = 8, − 29 3
, −4, 9 . Dal teorema
della dimensione, dim Im T = 3, ed una base per Im T è quella canonica di R3 , ovvero
BIm T = {(1, 0, 0) , (0, 1, 0) , (0, 0, 1)} .

9. La matrice A, rappresentativa di φ rispetto alla base canonica, è:


⎛ ⎞
3 0 0
A = ⎝ 3 −1 0 ⎠ .
2 2 2
Poiché A è triangolare inferiore, si deduce che i suoi autovalori sono gli elementi della
diagonale principale. Quindi, φ è diagonalizzabile perchè possiede i tre autovalori
distinti λ1 = 3, λ2 = −1, λ3 = 2.
Un sistema lineare omogeneo per V3 , autospazio relativo all’autovalore λ1 = 3, è:

 ⎨ x = 43 y,
3x − 4y = 0,
⇔ y = y,
2x + 2y − z = 0, ⎩
z = 14
3
y.

Una base per V3 è, quindi, BV3 = {(4, 3, 14)} , per cui dim V3 = 1. Un sistema lineare
omogeneo per V−1 , autospazio relativo all’autovalore λ2 = −1, è:
⎧ ⎧
⎨ 4x = 0, ⎨ x = 0,
3x = 0, ⇔ y = − 32 z,
⎩ ⎩
2x + 2y + 3z = 0, z = z.

Una base per V−1 è, quindi, BV−1 = {(0, −3, 2)} , quindi dim V−1 = 1. Un sistema
lineare omogeneo per V2 , autospazio relativo all’autovalore λ3 = 2, è:

⎨ x = 0, 
x = 0,
3x − 3y = 0, ⇔
⎩ y = 0.
2x + 2y = 0,

Una base per V2 è, quindi, BV2 = {(0, 0, 1)}, e di conseguenza dim V2 = 1.
Unendo le basi degli autospazi, si ha che una base per R3 è

BR3 = {(0, 0, 1) , (0, −3, 2) , (4, 3, 14)} .

Usando la procedura di ortonormalizzazione di Gram Schmidt, si ricava che una


base ortonormale è:

BR 3 = {(0, 0, 1) , (0, −1, 0) , (1, 0, 0)} .

10. Dovendo sussistere la seguente uguaglianza:


     
1 1 a b a b 1 1
= ,
0 1 c d c d 0 1

si ricava il sistema: ⎧
⎪ a + c = a, ⎧

⎨ ⎨ a = a,
b + d = a + b,
⇔ a = d,

⎪ c = c, ⎩
⎩ c = 0,
d = c + d,
ovvero tutte le matrici richieste sono del tipo:
 
a b
.
0 a