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PROGETTARE UN TESTO (maestra Graziana)

Perché un buon testo riesca bene, come in molte attività è necessario preparare un buon progetto.
Fare un progetto significa pensare e studiare qualcosa prima di realizzarla.

PRIMA DI SCRIVERE …
1. PENSA AL MOTIVO PER CUI SCRIVI
2. PENSA AL LETTORE CHE LEGGERA’ CIO’ CHE STAI PER SCRIVERE
3. PENSA A QUELLO CHE SAI SULL’ARGOMENTO
4. PENSA AL TIPO DI TESTO CHE DEVI FARE E ALLE SUE CARATTERISTICHE
5. PENSA A TUTTE LE IDEE CHE TI VENGONO IN MENTE SULL’ARGOMENTO
6. METTILE IN ORDINE LOGICO (CON UNO SCHEMA “A SOLE”) O CRONOLOGICO (DIAGRAMMA DI FLUSSO)
7. NEGLI SCHEMI A SOLE DAI UN NUMERO PER OGNI IDEA SECONDO IL CRITERIO CHE RITIENI MIGLIORE
8. ELIMINA LE IDEE NON COERENTI, IN CONTRADDIZIONE, INUTILI O GIÀ DETTE
9. INIZIA A SCRIVERE IL TESTO

L’ ORDINE LOGICO (SCHEMA A SOLE)


L’ordine logico con lo schema a sole si fa quando bisogna fare descrizioni o parlare di un argomento preciso (es. i
giochi dell’estate, il mio sport preferito, l’autunno, ecc.)

L’ORDINE CRONOLOGICO (SCHEMA A DIAGRAMMA DI FLUSSO)


L’ordine cronologico con lo schema a diagramma di flusso si usa quando devi fare un testo che si sviluppa nel tempo,
come il testo narrativo.

LE CARATTERISTICHE DI UN BUON TESTO:

LA COERENZA
Innanzi tutto, quando scriviamo un testo, dobbiamo star attenti che ogni sua parte sia
coerente con le altre, cioè le sue parti non devono contraddirsi.
Es. Sono salito sul pullman. Ma il pullman non era arrivato.
IL FILO LOGICO
Quando scrivi un testo ricorda che deve avere un filo logico che collega le informazioni
come anelli di una catena. Se mancano parole o frasi oppure se sono presenti frasi
superflue o che non c’entrano (incoerenti) il filo “si spezza”.
SCRIVERE SENZA RIPETIZIONI
Per scrivere un testo scorrevole occorre evitare, se è possibile, di ripetere le parole. Lo si
può fare sostituendo alcune parole od espressioni con altre che abbiano lo stesso
significato: ad esempio un sinonimo o un pronome.
Es.Ho visto Luca e Luca mi ha detto che non poteva venire da me. Allora ho risposto a
Luca che sarei andato io da Luca e Luca mi ha ringraziato.
Ho visto Luca e mi ha detto che non poteva venire da me. Allora gli ho risposto che sarei
andato io da lui e il mio amico mi ha ringraziato.
IL RITMO DEL RACCONTO
I nostri testi devono avere un buon ritmo perché così sono più piacevoli da leggere. Per
fare ciò, arricchiamo i fatti con qualche frase descrittiva, vivacizziamo con alcuni dialoghi
e aggiungiamo una o più riflessioni dei personaggi o del narratore
SEQUENZE BEN LEGATE
Il filo logico del mio testo è come una catena, che deve avere gli “anelli” (sequenze) ben
“saldati” uno con l’altro.
Le parole che ci servono per agganciare bene le sequenze, in “scrittura” si chiamano
“parole-gancio”.

Scuola di scrittura
SCEGLIAMO I TEMPI
In un testo corretto i verbi che segnano il passaggio da un fatto all’altro devono avere
lo stesso tempo. Per esempio, se decidi di scrivere il tuo testo al passato remoto,
continua con questo tempo.
 Ricorda che l’imperfetto è un verbo che indica un’azione che si prolunga nel
tempo e che si accorda bene con gli altri tempi passati.
 Ricorda anche che nel discorso diretto i tempi dei verbi possono essere diversi
da quelli della narrazione.

Riscrivi il seguente brano trasformando i verbi col tempo sbagliato.


Tieni conto che il racconto è al PRESENTE

IL VALORE DI UN’AMICA
È un po’ di tempo che Lucilla non è contenta di stare nella sua classe. Le compagne
parlavano fitto fitto tra loro e spesso smettono di parlare quando lei si avvicinava.
Lucilla le guardò: Clara si nota per lo zainetto firmato, Maristella aveva un walk-man
con l’antenna, Nadia sfoggiò un cellulare fiammante.
Lucilla è avvilita: vorrebbe essere uguale alle sue compagne, ma si sentì diversa. E
soprattutto incompresa. Per fortuna c’è Zoe, la sua amica di sempre. Le due bambine
fanno i compiti insieme e poi hanno giocato con le scarpe e le borse della mamma:
_ Ma dove compri questi accessori così personali? _ si domandano e scoppiavano a
ridere.
Per farsi accettare da Zoe, Lucilla non ha bisogno di avere oggetti alla moda. Le
bastava semplicemente essere … Lucilla.

Riscrivi il seguente brano trasformando i verbi col tempo sbagliato.


Tieni conto che il racconto è al PASSATO REMOTO (+ imperfetto)

UNA FESTA A PUNTINI


Mancavano due giorni al compleanno di Marco ma lui ha il morbillo. Tutti hanno il
morbillo. Giovanni aveva il morbillo. I gemelli della porta accanto avevano il morbillo.
Leo ha il morbillo.
Il giorno del compleanno la mamma lo portò in campagna, su una collina che Marco
conosceva.
_ Qui c’è la casa di Pietro _ dice Marco.
_ Possiamo andare a trovarlo per un momento, _ aggiunse la mamma_ non prenderà
il morbillo, visto che ce l’ha già!
Suonano il campanello, entrano e … sorpresa! La stanza è piena di bambini col
morbillo.
_ È un morbillo-party – spiega la mamma di Marco.

RILEGG
ERE IL
TESTO
1. Controlla di aver sviluppato tutti i punti del tuo schema.

2. Per ogni sequenza controlla di aver scritto tutto per esaurire l’argomento,

facendoti le domande-guida che conosci (es. Chi? Come? Quando? Perché?

Dove?). Evita però di ripetere cose già dette.


È importantissimo che ti inserisca spesso delle sequenze dove descrivi le

emozioni dei personaggi, aiutandoti con l’”emozionario” che abbiamo fatto

insieme.

3. Aggiungi brevi descrizioni (“pennellate”) per ogni personaggio o per

l’ambiente in cui si svolge il fatto narrato.

4. Aggiungi anche qualche sequenza riflessiva che renda il tuo lavoro più

originale e personale.

5. Controlla gli aggettivi: cerca di non usare i soliti, ma di essere un po’ più

originale, magari cercando sul dizionario dei sinonimi.

6. Controlla che il testo abbia un filo logico resistente (ci sono dati

mancanti, superflui o non coerenti?)

7. Controlla che le frasi siano ben collegate con le giuste parole-gancio.

8. Adesso pensa all’ortografia. Controlla tutte le frasi: le E hanno l’accento

solo quando occorre? Controlla tutte le O, AI, A, ANNO (sono verbo

avere? Vogliono l’H?) controlla che i nomi propri abbiano la maiuscola, le

parole capricciose siano scritte bene, ecc…)

9. Adesso pensa alla punteggiatura: rileggi a voce alta e cerca di dare

l’intonazione giusta. Se è necessario, aggiungi o togli qualche segno di

punteggiatura. Fa’ la massima attenzione ai discorsi diretti!

10. Rileggi ancora un’ultima volta e consegna: AVRAI FATTO

SICURAMENTE UN TESTO BELLISSIMO!

IL TESTO NARRATIVO
CARATTERISTICHE

Il TESTO NARRATIVO racconta una storia, un fatto.

Può essere realmente successo (vero), verosimile o inventato( fantastico)


Appartengono ai testi narrativi vari tipi di racconti: fiabe, favole, miti, leggende, racconti autobiografici (personali),
racconti di avventura, d’amore, di paura, umoristici, diario, lettere, ecc …

Tutti i TESTI NARRATIVI sono scritti seguendo uno schema preciso, formati principalmente da tre sequenze:
SITUAZIONE INIZIALE (INTRODUZIONE), SVILUPPO E CONCLUSIONE.

Ogni TESTO NARRATIVO si svolge in un luogo e i fatti si sviluppano nel tempo, in ordine cronologico.

Il TESTO NARRATIVO racconta la storia di uno o più personaggi: alcuni sono più importanti (protagonista) altri meno
(personaggi secondari)

Può essere scritto in prima persona (chi parla è anche il protagonista del racconto) o in terza persona (il narratore è
esterno al racconto)

In ogni racconto possono esserci vari tipi di sequenze diverse: narrative, descrittive, di dialogo (discorsi diretti o
indiretti) e riflessive.

COME SI COSTRUISCE UN TESTO NARRATIVO


INIZIARE LA STORIA

L’INTRODUZIONE di una storia è importante perché, se è ben fatta, il lettore è incuriosito a continuare nella lettura. A
volte si hanno tante idee belle ma è difficile cominciare a raccontare, non si sa da dove cominciare …ecco dei
suggerimenti che potrebbero aiutanti:

INTRODUZIONE N.1: si caratterizza il protagonista con qualche pennellata che ci fa capire brevemente il suo aspetto
fisico e il suo carattere, tenuto conto di quello che avviene dopo.

INTRODUZIONE N.2: si descrive l’ambiente dove si svolgerà la vicenda.

INTRODUZIONE N.3: si può cominciare con una sequenza riflessiva che ci spiega ciò che pensa il protagonista o il
narratore sull’argomento che verrà sviluppato.

CONTINUARE LA STORIA

Lo SVILUPPO è il cuore della storia. È il punto del racconto dove accadono dei fatti che modificano la situazione
iniziale per arrivare alla conclusione. Di solito è formato da più sequenze, anche diverse fra loro: narrative,
descrittive, riflessive, emotive, di dialogo, …)

CONCLUDERE UNA STORIA


Alcuni bambini, quando arrivano verso la fine di una storia, hanno fretta di terminare il proprio lavoro. Non
dobbiamo fare questo errore, perché ci sono vari modi per concludere un racconto e bisogna scegliere quello più
adatto.
Alcuni suggerimenti:
 puoi spiegare semplicemente come vanno a finire le cose (e così, poco dopo, ….)
 Puoi fare una sequenza riflessiva su quello che hai raccontato. (Io penso che Clara sia una bambina...)
 Puoi parlare dello stato d’animo del protagonista (Clara ora è felice, perché …)
 Puoi concludere con una domanda (Chissà se …?)

LA FIABA
La fiaba è un testo narrativo di fantasia di origine popolare, tramandata per lungo tempo.
Tempo: imprecisato (c’era una volta, tanto tempo fa,..)
Luogo : imprecisato (bosco, castello regno,…)
Schema classico:
 introduzione (viene presentato il protagonista)
 incontro di difficoltà (arriva l’antagonista che danneggia il protagonista )
 superamento della difficoltà (arriva l’aiutante che aiuta il protagonista con un elemento magico)
 lieto fine
LA FAVOLA
Le favole sono racconti molto brevi che hanno lo scopo di insegnare qualcosa. La morale (insegnamento) può essere
espressa o sottintesa.
Tempo e luogo: indeterminato.
Personaggi: animali parlanti con pregi e difetti degli uomini.
Schema classico:
 introduzione
 sviluppo
 conclusione
 morale (espressa o sottintesa)
IL MITO

I miti sono narrazioni fantastiche che riguardano l’origine dell’universo, degli astri, delle creature viventi. Spesso
hanno i protagonisti sono dotati di poteri straordinari.
Tempo origini del mondo o di una civiltà
Luogo: la terra o l’universo
Personaggi principali: dei ed eroi
Struttura:Introduzione,Sviluppo,Conclusione

LA LEGGENDA
La leggenda è un racconto di fantasia dove si dà una spiegazione inventata ad una realtà che esiste davvero.
Ad esempio si può parlare del perché di alcune usanze, di alcune caratteristiche fisiche di animali o piante, di
fenomeni naturali, ecc …
Tempo e luogo: indeterminato.
Struttura:
 introduzione (che spiega che all’inizio le cose non stavano così come ora: sequenza fantastica)
 sviluppo (accade un fatto per cui la situazione cambia: sequenza fantastica)
 conclusione (ora invece le caratteristiche sono cambiate:sequenza realistica

IL RACCONTO REALISTICO
E un testo narrativo che racconta storie vere o verosimili. Possono narrare anche fatti storici
Personaggi: persone normali e familiari
Tempo: di solito preciso (presente o passato)
Luogo: reale
Struttura:Introduzione,Sviluppo,Conclusione
Narratore: esterno o interno

IL RACCONTO D’AVVENTURA
Il racconto d’avventura è un testo narrativo che racconta vicende emozionanti e rischiose. Il ritmo è veloce, ricco di
suspense e colpi di scena.
Tempo : passato o presente
Luogo: posti esotici e inesplorati e pericolosi
Personaggi:
protagonista furbo, coraggioso, giusto e con una gran forza d’animo
antagonista malvagio violento e senza scrupoli
possono esserci aiutanti del protagonista ma anche dell’antagonista
IL RACCONTO UMORISTICO
È un testo narrativo che ha lo scopo di far ridere e racconta di situazioni ridicole e finiscono sempre con un lieto fine.
Personaggi :sono strani, con pregi e difetti esagerati
Tempi e luoghi: di solito verosimili
Tecniche per far ridere:
 Imprevisto
 inverosimile
 Capovolgimento dei ruoli
 Giochi di parole
 Equivoci
 esagerazione

I RACCONTI DEL BRIVIDO

È un testo narrativo che ha lo scopo di fare paura.


Gli eventi sono inspiegabili e misteriosi, oppure sono incubi del protagonista.
Personaggi: il protagonista di solito è una persona il più normale possibile così ogni lettore può immedesimarsi in lui.
gli altri personaggi sono misteriosi o spaventosi.
Luoghi: misteriosi, paurosi,inquietanti
TECNICHE PER FAR PAURA:
 ritmo veloce,
 suspense,
 colpi di scena,
 dati uditivi molto evidenziati (rumori, versi, grida …)
 sequenze emotive dettagliate,
 puntini di sospensione.

IL RACCONTO AUTOBIOGRAFICO
È un testo narrativo dove il narratore è anche il protagonista (narratore interno)
È ricco di sequenze emotive e riflessive
TEMPO contemporaneo o del passato
LUOGO: reale e familiare
LINGUAGGIO : intimo e familiare
PERSONAGGI : oltre all’autore interno, i personaggi sono familiari, amici, parenti, conoscenti …

IL DIARIO
È un testo narrativo autobiografico in cui ci si rivolge ad un diario in seconda persona (TU) come ad un
amico esprimendo liberamente pensieri, riflessioni, emozioni, segreti.
TEMPO: si scrive prima data e ora
Si annotano i propri pensieri di solito ogni giorno
STILE:intimo e amichevole
DIARIO DI VIAGGIO è un diario particolare dove si annotano descrizioni dei luoghi visitati.

LA LETTERA
È un testo dove emittente e destinatario comunicano a distanza.
SCHEMA:
 LUOGO E DATA
 INTESTAZIONE
 TESTO
 CHIUSURA
 FIRMA
Esistono due tipi di lettera: la LETTERA PERSONALE (intima e amichevole) e la LETTERA FORMALE (più rispettosa)

ALTRI TIPI DI TESTO NARRATIVO:

LA BIOGRAFIA
La BIOGRAFIA (da BIOS, vita e GRAPHIA, scrittura) è il racconto della vita di una persona reale. È scritta in
terza persona e si basa su fatti reali su cui il narratore si è documentato. Di solito si tratta di personaggi
importanti e famosi oppure persone comuni che hanno avuto una cita molto interessante e significativa.

Accanto ai fatti reali il narratore può anche aggiungere elementi di fantasia che rendono il racconto più
avvincente o più interessante. In questo caso si dice che la biografia è romanzata. La biografia può essere
corredata anche da fotografie, pagine di diari, lettere che illustrano aspetti particolari della vita di quel
personaggio.

In questo tipo di testo le date e l’ordine cronologico sono molto


importanti.

Quando qualcuno scrive la biografia di se stesso usa la prima persona


e il racconto si dice “autobiografico”.

IL RACCONTO DI
FANTASCIENZA
Il racconto di fantascienza unisce la scienza alla fantasia. È collocato nel futuro (di solito). I luoghi sono
pianeti sconosciuti, lo spazio, ambienti virtuali. I personaggi sono esseri umani, alieni, robot, mutanti e
androidi.

Il contenuto di questi racconti riguarda l’esplorazione dello spazio, la scoperta di nuovi pianteti, le facoltà
paranormali, un avvistamento di ufo o un contatto con gli alieni, viaggi nel tempo con macchine speciali.

Il linguaggio è scientifico e tecnologico, in modo tale da dare l’impressione di


qualcosa di reale.

IL RACCONTO FANTASY
È un testo di fantasia con una trama spesso molto complessa. Il protagonista del
racconto di solito deve affrontare un’impresa difficilissima o un viaggio alla ricerca di
qualcosa (un oggetto che è stato smarrito o che è nelle mani del nemico) in un luogo
pieno di pericoli popolato di personaggi di fantasia da maghi, troll, elfi, cavalieri,
nani, giganti, hobbit, draghi, gnomi, folletti, fate, demoni,streghe e stregoni. Il
protagonista è un eroe buono. Può essere un personaggio semplice e comune,
povero e umile (un orfano, un contadino, un servo, un pastore, ecc…)che scopre
di essere predestinato, cioè l’unico in grado di salvare il mondo o la sua terra da
una minaccia molto più grande di lui. Egli affronta questo destino con forza
d’animo e coraggio, aiutato di solito da altri personaggi buoni.

I luoghi del racconto fantasy sono di solito boschi e foreste incantate, grotte
scure e palazzi meravigliosi, terre immaginarie ambientate in epoca imprecisata
ma che assomiglia di solito al medioevo, dove il Bene e il Male si affrontano usando armi come la magia e
la guerra. Di solito vince il Bene, quindi l’eroe.

IL RACCONTO GIALLO
È un testo narrativo realistico nel quale succede un reato (furto, omicidio, rapimento) in cui non si conosce
il colpevole né il movente (motivo per cui è stato compiuto). L’investigatore deve compiere un’inchiesta
(indagine) raccogliendo indizi (i particolari sull’accaduto) e ricostruendo i fatti. A volte deve verificare gli
alibi dei sospettati (la dimostrazione che il sospettato era in un altro luogo al momento del reato).

Spesso lo scrittore introduce alcuni elementi che confondono le idee facendo ricadere i sospetti su persone
innocenti, in modo tale che, una volta scoperto il colpevole, sia ben evidente
prima la suspence e poi il colpo di scena. Dopo aver trovato il colpevole
l’investigatore spiega il movente (il motivo che ha spinto il colpevole a
commettere quel reato.

I luoghi e i tempi sono generalmente circondati da un’atmosfera carica di


tensione.

La struttura del racconto giallo è: introduzione/reato/indagine/soluzione del


caso.

IL RACCONTO STORICO
È la narrazione di una vicenda inventata dallo scrittore ma ambientata in una realtà storica rappresentata
con molta cura e attenzione alle usanze e alla mentalità del tempo.

Gli avvenimenti storici cono realmente accaduti mentre la vita dei personaggi sono invece inventate.

I protagonisti, infatti, non sono realmente esistiti, mentre può accadere che si parli anche di personaggi
storici ma essi hanno solo un ruolo secondario.

Ogni sequenza di un testo narrativo è introdotta da parole-


gancio specifiche.
Ecco alcuni esempi che possono esserti utili:
Le sequenze di un TESTO NARRATIVO

SITUAZIONE INIZIALE UN GIORNO, C’ERA UNA


Viene presentato il VOLTA,
PROTAGONISTA e si spiega il TANTO TEMPO FA, IERI,
LUOGO e il TEMPO in cui si L’ALTRO GIORNO, UNA VOLTA,
svolge la storia. ALL’INIZIO, UN TEMPO PRIMA
IN PASSATO L’ANNO SCORSO
UNA SETTIMANA FA, L’ALTRO
IERI (DUE GIORNI FA), …

SVOLGIMENTO NELLO STESSO TEMPO,


La parte centrale del racconto CONTEMPORANEAMENTE, NEL
dove si narrano i fatti in ordine FRATTEMPO, FRATTANTO,
di tempo (ORDINE MENTRE, POI, PIU’ TARDI,
CRONOLOGICO). E’ la parte più POCO DOPO, DOPO, IN
lunga del racconto e a volte è SEGUITO,
formata da più di una ALL’IMPROVVISO,
sequenza. IMPROVVISAMENTE, PERO’,
ALLORA, QUINDI, PERCIO’,
MA, POICHE’,QUINDI, SICCOME,
INFATTI, …
CONCLUSIONE INFINE, ALLA FINE,
Si racconta come va a finire la FINALMENTE,
storia. AL TERMINE, …
PAROLE- GANCIO
Infatti
Cioè sono usate per Introdurre un
Ossia, ecc… chiarimento, una
spiegazione

Perché
Poiché sono usate per Spiegare la causa di un
Siccome, ecc … fatto

Affinchè
sono usate per
In modo che,
Indicare uno scopo
perché ecc…

Indicare una
Quindi sono usate per conclusione
perciò
dunque
per questo ecc…

Ma
Però
Tuttavia
Bensì, benchè sono usate per Introdurre una frase in
Invece contrasto con la
anzi precedente
o
oppure
al contrario , nonostante
sebbene, ecc. …

Indicare il tempo in cui


Quando sono usate per avvengono i fatti
Mentre
Appena
finchè
finalmente
ad un certo punto
di punto in bianco ecc…

improvvisamente,
sono usate per
all’improvviso, per indicare il modo
Con gioia con cui avvengono i
Con enorme sorpresa … fatti
Ovviamente ecc…
L’ORDINE CRONOLOGICO
Di solito nei racconti i fatti sono narrati in ordine cronologico (cioè nell’ordine in cui accadono).
Le parole del tempo in questi testi:
- Precisano la DURATA delle azioni (per un’ora, tra un mese, l’anno dopo, ecc…)
- Di cono il momento in cui avvengono (domani, ieri, all 12130, ecc…)
- Sottolineano la CONTEMPORANEITà o la SUCCESSIONE TEMPORALE (prima,, poi, durante, …)
FLASHBACK
Può succedere a volte che l’autore interrompa la narrazione per parlare di fatti che sono accaduti prima di quelli che sta
raccontanto: questa tecnica si chiama FLASHBACK.
Si creano così due tipi di schemi:
LA FABULA, in cui i fatti sono narrati cronologicamente e l’INTRECCIO, dove i fatti sono intrecciati secondo uno schema scelto
dall’autore, che inserisce dei FLASHBACK per rendere il racconto più avvincente o scorrevole.
Schema:
Fabula:
testo in ordine cronologico
Intreccio:
testo intrecciato da inserimenti di flashback

Vediamone un esempio di intreccio:


CASTELLI DI SABBIA
Era la mattina di ferragosto e, come voleva la tradizione, ad Alassio i bagnanti di ogni spiaggia si preparavano alla gara di
castelli di sabbia.
-Mamma, faremo tardi! – disse Enrico impaziente.
Doriana sospirò. Quattro passi, un vicoletto da percorrere, una strada da attraversare e, in pochi minuti, ecco il mare.
Sulla sabbia, grandi e piccoli erano già al lavoro: qualcuno scavava, altri ammassavano la sabbia umida, i bambini andavano
venivano con i loro secchielli colmi d’acqua.
Enrico li raggiunse, mentre Doriana si sdraiò al sole e chiuse per un po’ gli occhi.
Si rivide bambina, proprio in quella spiaggia, in un lontano 16 agosto.
La piccola Doriana piangeva disperata perché la mareggiata della notte aveva inghiottito il suo castello di sabbia premiato dalla
giuria come il migliore.
-Non vieni ad aiutarci? - disse ad un tratto una voce. – Oggi per che se ne intende di castelli è vietato fare le lucertole!
---= le parole del tempo
---- = ordine cronologico
---- = flash back
--- = ripresa dell’ordine cronologico

AMPLIARE UN TESTO
Su scuola scrittura:
A volte capita di fare bei testi, ma troppo brevi perché non ci viene in mente cosa poter aggiungere . La prima tecnica per
ampliare un testo è quella di soffermarsi su ogni frase e porsi delle domande. Si può ampliare un testo aggiungendo anche
aggettivi, descrizioni (sequenze descrittive) riflessioni (sequenze riflessive) o dialoghi (sequenze dialogiche). In questo modo il
lavoro risulterà piacevole da leggere.
Breve testo:
Di solito non chiedo mai niente, ma quando ho visto quel paio di scarpe, ho chiesto alla mamma di comprarmele.
Purtroppo lei non era d’accordo e non mi ha accontentata.
Poi è arrivato il giorno del mio compleanno e quando ho aperto la scatola, ho trovato proprio le scarpe che desideravo.
Ero la bambina più felice del mondo.

Aggiungere domande con numeretti nel punto in cui vanno aggiunte.


Domande possibili:
a. Perché le desideravi?
b. Quando le hai viste?
c. Dove?
d. Com’erano fatte?
e. Per quale motivo la mamma ti ha detto di no?
f. Tu cosa hai pensato?
g. Te le aspettavi o è stata una sorpresa?
h. Come hai reagito?
i. Quando le hai messe per la prima volta?
j. Le metti ancora?
k. Ti piacciono sempre?
LE PAROLE “DESCRITTINE”
Per descrivere un AMBIENTE,
Per descrivere un OGGETTO: l’ordine puo’ essere:
è di forma … dall’alto verso il basso
le sue dimensioni sono … dal basso verso l’alto
davanti … da destra verso sinistra
dietro … da sinistra verso destra
a sinistra ... da lontano a vicino
a destra … da vicino a lontano
sopra … LE PAROLE CHE POSSONO AIUTARMI NELLA
sotto … DESCRIZIONE SONO:
all’esterno …. Davanti … In primo piano …
all’interno …. Dietro …
è fatto di …. A sinistra... Sullo sfondo …
se lo tocco (dati tattili)…. A destra …
Se lo ascolto (dati uditivi)… Sopra … Vicino …
se lo annuso (dati olfattivi)…. Sotto …
Lontano
se lo assaggio (dati gustativi)… Accanto …

Per descrivere una PERSONA: Per descrivere un ANIMALE:


Presentazione: si presenta la persona di
cui si sta parlando (ad esempio indicando Presentazione: CHE COS’E’? la specie (es.
il nome, l’età o dove vive). cane) e, se lo sappiamo, la razza (es. pastore
Aspetto fisico: corporatura, viso,bocca, tedesco) e il nome (es. Fido)
naso, occhi, orecchie,capelli , ecc …
Abbigliamento: come si veste di solito Aspetto fisico: COM’E’ FATTO? Pelo (colore,
Carattere: com’è e come si comporta con aspetto, macchie, dati tattili),muso, occhi,
gli altri, i suoi pregi e i suoi difetti orecchie, naso,baffi,corpo, zampe, coda, ali,
Gusti personali: le piace … corazza, pinne, tentacoli, artigli, pungiglione,
Non le piace … ecc ...
il suo piatto preferito è …
il suo gioco preferito è … Comportamento: CHE COSA FA? Giochi, abi-
ama molto è … tudini(dati di movimento),
odia invece è … alimentazione(cosa mangia e beve), dove
ha paura quando … vive, dove dorme, ecc …
è triste quando …
e’ felice quando …. Carattere: COM’E’? (allegro, giocherellone,
Con me si comporta ( … E TANTO ALTRO!) solitario, affettuoso, ecc …), come si
Conclusione: di questa persona io penso comporta con me, come si comporta quando
che … c’è un estraneo, cosa gli piace, cosa non gli
Usare sempre le parole che descrivono che abbiamo piace
trovato insieme!!!
DESCRIVERE CON ORIGINALITÀ

Quando descriviamo qualcosa o qualcuno, dobbiamo far attenzione a non cadere nella banalità: le
caratteristiche del soggetto da descrivere devono essere presentate senza fare un noioso elenco.

Ad esempio, per descrivere una ragazza, io posso scrivere che:


1. La ragazza aveva: gli occhi blu, i capelli neri e lunghi, un bel sorriso e la pelle liscia.
Ma posso anche scrivere
2. I suoi luminosi occhi blu si intravvedevano tra le ciocche lunghe e morbide dei suoi capelli corvini che
le scendevano lungo le spalle. Un bel sorriso aperto e sincero riscaldava il bel volto dalla pelle liscia
e morbida.
Leggiamo alcuni esempi tratti da bravi scrittori e da cui possiamo prendere spunto quando dobbiamo
scrivere un testo descrittivo:
MODELLI DESCRITTIVI
IL GUERRIERO.
Chase era un uomo robusto, dal volto rasato e con i capelli castani leggermente brizzolati sulle tempie. Le
spesse sopracciglia adombravano un paio di occhi castani sempre guardinghi e in movimento anche
quando l’uomo stava parlando con qualcuno. A dispetto della sua mole, Chase era incredibilmente veloce e
scattante quando era necessario. Il custode era armato di tutto punto: su un lato della cintura pendevano
due coltelli e sull’altro una mazza formata da sei lame unite tra di loro. L’elsa di una spada corta spuntava
dal fodero dietro la spalla destra e una balestra, completa di quadrelle dalla punta di ferro, penzolava da
un laccio di cuoio assicurato al fianco sinistro. (Da “La Spada della Verità” , di Terry Goodkind)

LA GIOVANE DONNA.
La donna era vestita in maniera elegante. Non sembrava avesse fretta, anzi: si muoveva con il passo lento e
costante dei viaggiatori esperti. Poi la donna sbucò da dietro una curva e lui rimase senza respiro. Era alta
quanto lui, doveva avere più o meno la sua stessa età e aveva una cascata di lunghi capelli castani che le
scendevano lungo i fianchi. Il vestito che indossava era molto particolare: squadrato, con una cintura di
cuoio intorno alla vita. Il tessuto era di ottima fattura, morbido, quasi brillante. Non ne aveva mai visto uno
così, era un abito molto elegante nella sua semplicità. Non vi erano i merletti che era solito vedere sui
vestiti delle donne, non c’era nessun lustrino che distraesse gli occhi di chi guardava colei che lo indossava.
La donna si fermò e le pieghe della stoffa si drappeggiarono introno alle sue gambe. Al vedere il ragazzo,
rimase ferma con le mani lungo i fianchi. Le sopracciglia ricordavano il profilo delle ali di un predatore in
volo e i suoi occhi verdi non mostravano nessuna paura. Quello sguardo, di una volontà ferrea era molto
intenso e permetteva a Richard di scorgervi la cosa che lo attraeva più di tutto: l’intelligenza. (Da “La Spada
della Verità” , di Terry Goodkind)

LA STREGA.
Richard si girò verso la strega. Shota portava un lungo vestito color grigio sfumato le cui pieghe si
agitavano lievemente mosse dalla brezza. I folti capelli dai riflessi ramati erano mossi, la pelle era morbida
e liscia e gli occhi erano color mandorla. Era così bella da togliere il fiato. La sua voce aveva un tono
tranquillo, dolce e vellutato. Un accenno di sorriso le apparve sulle labbra turgide. (Da “La Spada della
Verità” , di Terry Goodkind)

LA DONNA GUERRIERA.
Il capo di quel gruppo di uomini armati era una donna dai lunghi capelli castano chiaro che le scendevano
dietro le spalle. Indossava un vestito di cuoio rosso sangue, decorato all’altezza del ventre con una mezza
luna gialla, affiancata da una stella dello stesso colore. La donna lo fissò con uno sguardo privo di emozione
sfoderando un accenno di sorriso. Aveva gli occhi colmi di scherno. La donna continuò a tenere le mani sui
fianchi e a sorridere in tono beffardo. Lo afferrò per i capelli e lo costrinse a guardarla negli occhi: “Io sono
Denna, sono una Mord-Sith!”- disse, mentre il suo sorriso mostrò una fila di denti perfetti. (Da “La Spada
della Verità” , di Terry Goodkind)

Il PRIMO DELLA CLASSE.


Anton, il figlioletto del portalettere, aveva il viso infantile più singolare del mondo. Aveva un visetto sereno
e pallido dai tratti pronunciati, che un naso curvo e serio accentuava; era coronato da un ciuffo di capelli
estremamente radi e giallo-biancastri. La fronte alta troneggiava, incutendo rispetto, sopra il paio di
sopracciglia bianche, di sotto alle quali due occhietti azzurrini e profondi guardavano il mondo seri e
precocemente maturi. Un tratto di accanita ostinazione appariva sulle sue labbra esangui, sottili e serrate;
un bel mento regolare e imponente completava il viso. La testa era sostenuta da un collo esile e la
corporatura era mingherlina e delicata. Soltanto le mani rosse e robuste, che ciondolavano dai polsi fragili
come se vi fossero appiccicate leggermente, formavano uno strano contrasto. Anton portava sempre abiti
graziosi e puliti. Non un granello di polvere sulla giacca, non un buco, per piccolo che fosse, nelle calze, non
una cicatrice né una scalfittura sul visetto liscio e pallido. Giocava di rado, non si accapigliava mai coi
ragazzi, non rubava mele rosse nell'orto del vicino. Egli studiava solamente, studiava dalla mattina fino a
tarda notte. (Da Il primo della classe, di J. Roth)

LA NONNA.
Mia nonna si chiama Anna, ma tutti ormai la chiamano "Nina". E’ una vecchietta piccola e un po'
grassoccia che veste ancora all'antica con quei vestiti lunghi fino al polpaccio e sempre di colore scuro.
Penso che sia ormai uno dei rari casi in via di estinzione, infatti la maggior parte delle nonne dei miei
compagni di scuola hanno un aspetto più giovanile e moderno. Nonna Nina ha un viso tondo, con qualche
ruga e con degli piccoli occhi castani molto dolci ed espressivi. Il suo naso è leggermente piatto e le labbra
sono pallide ma carnose. Porta la dentiera e, a volte, quando parla sembra che da un momento all'altro
debba scapparle di bocca. I suoi capelli, lunghi e raccolti sulla nuca, sono castani, o meglio erano, perché
ora sono brizzolati. La nonna non dimostra la sua età; è infatti sempre in movimento, non sta mai ferma!
Quando si mette a tavola dice sempre che ha poco appetito, ma poi, tra una chiacchiera e l'altra, finisce col
mangiare il doppio di noi. Parla in continuazione e ci racconta spesso episodi accaduti nella sua gioventù; a
me piace ascoltarla, anche se i suoi racconti li ho già sentiti più volte. Nina è una persona molto buona,
generosa e benvoluta da tutti perché è sempre disponibile ad aiutare gli altri. Ama molto gli animali, infatti
possiede un vivacissimo cane chiamato Birba e un docilissimo gatto bianco. Alla nonna piacciono
moltissimo i bambini ed è veramente felice e contenta quando è circondata dai suoi nipotini. Io penso di
essere la sua nipotina preferita perché fin da piccola ho sempre ricevuto da lei particolari attenzioni e
regali. Ogni volta che la vado a trovare mi abbraccia in continuazione e mi riempie sempre le tasche di
caramelle. E’ proprio un'ottima persona; mi ritengo molto fortunata ad avere una nonna così! (Testo di
Marzia, 10 anni)

Sottolinea con colori diversi:

 descrizione del viso  dati di movimento


 descrizione degli occhi, sopracciglia,  descrizione dell’abbigliamento
 sequenze riflessive
sguardo

 descrizione dei capelli


 descrizione della bocca, del sorriso e della
voce

 descrizione della corporatura


DESCRIVO ME STESSO (interiormente)

Domande guida:

introduzione (dati anagrafici)

breve accenno sull’aspetto fisico

i miei interessi:

 come passo le giornate


 il mio sport preferito o quello che pratico (perché mi piace, sono bravo o no, ecc…)
 il mio tempo libero (come e con chi lo passo, come mi sento quando lo trascorro, …)

il rapporto con gli altri:

 come penso di comportarmi con gli altri,


 come mi vedono i miei genitori,
 cosa pensano di me le mie insegnanti,
 cosa pensano di me i miei amici,…

il mio carattere:

 tre aggettivi per definirlo,


 quali sono gli aspetti che mi piacciono,
 quali invece vorrei cambiare,
 come sono cambiato nel corso degli anni

le mie emozioni:

 sono felice o no?


 cosa vorrei che succedesse nella mia vita,
 cosa mi fa paura e cosa invece mi rende sereno.
 ci sono stati degli episodi che mi hanno reso più forte
 o che mi hanno reso più debole,
 episodi in cui mi sono vergognato di me stesso
 ed altri in cui invece sono stato fiero di me,…

se penso al mio futuro:

 come mi vedo,
 come vedo la mia vita,
 cosa mi aspetto
 e cosa vorrei,…

sequenza riflessiva-conclusiva.
Arricchimento
lessicale

RACCONTARE LE EMOZIONI

Quando scrivo un testo, soprattutto i testi personali e tutti i narrativi, devo fare
molta attenzione ad inserire spesso delle sequenze “emotive”, cioè che spiegano le
emozioni provate dal personaggio.

Altrimenti il mio testo rischia di essere “freddo”, come se lo scrivesse un robot che
non prova emozioni.

Ecco quattro specchietti che ti aiuteranno a trovare le parole giuste per esprimerti.
L’EMOZIONARIO DELLA GIOIA
al settimo cielo (quando ti ho incontrato ero al settimo cielo!)
in estasi (quando vedo un quadro bellissimo sono in estasi)
raggiante (quando mi hai detto che venivi con me ero raggiante di
gioia)
elettrizzato (ero elettrizzato all’idea di giocare con la vostra squadra)
esultante (il pubblico era esultante)
euforico (quando sono euforico non riesco a stare fermo)
entusiasta (Luca era entusiasta della proposta)
su di giri (oggi sono su di giri e non riesco a combinare niente)
beato (il bimbo dorme beato tra le braccia della mamma)
deliziato (ero deliziato nell’ascoltare quella bellissima musica)
contento (sono contento di vederti)
felice (sono felice per te)
gioioso (oggi è un giorno gioioso perché si sposa il mio amico)
allegro (oggi in classe c’è un clima allegro)
di buon umore ( mi sono alzato di buon umore)
gratificato (un bel voto mi gratifica sempre)
compiaciuto (sono compiaciuto per il mio goal)
appagato (dopo una merenda e un bel pisolino mi sento appagato)
sereno (non preoccuparti per me: sono sereno perché so di avere
ragione)
spensierato (i bambini piccoli sono spensierati)
ottimista (dopo la verifica che avevo fatto, mi sentivo ottimista: sarei
andato bene!)
lieto (sono lieto di conoscervi)
soddisfatto (sono soddisfatto del mio lavoro)
confortato (quando mi hai abbracciato mi sono sentito molto
confortato)
confortato (quando mi hai abbracciato mi sono sentito molto
confortato)

L’EMOZIONARIO DELLA TRISTEZZA


Distrutto quella notizia mi ha distrutto
Disperato quel bambino non trovava più la sua mamma ed era disperato
Schiacciato quel dolore l’ha schiacciato e non riesce a reagire
Angosciato non angosciarti, vedrai che le cose miglioreranno
Tormentato non tormentarti, hai fatto tutto quello che potevi
Sofferente ti vedo sofferente: cosa è successo?
Affranto ho il cuore affranto per quello che ho saputo
Amareggiato Luca era amareggiato perché da lui non se l’aspettava
Afflitto Giorgio era afflitto perché non trovava lavoro
Rattristato non rattristarti, vedrai che Lidia guarirà!
Sconsolato quel bimbo aveva un pianto sconsolato
Sconfortato mi sconforta sapere che non vieni
scontento sono scontento di come sono andate le cose
scoraggiato quando la maestra mi sgrida mi scoraggio
sfiduciato non me ne va bene una e ormai sono sfiduciato
in pena non stare in pena per me: me la caverò
Infelice che vita infelice che ha quel poveretto!
In crisi quelle parole mi hanno mandato in crisi
A terra ieri avevo il morale a terra ma oggi va meglio
Giù di corda oggi Anna è un po’ giù di corda
Addolorato mi addolora vederti così triste
Afflitto mi affligge questa litigata
Amareggiato sono amareggiata dal tuo comportamento
Avvilito non ci riuscirò mai, sono proprio avvilito
Umiliato mi sono sentito umiliato dal suo sguardo di disprezzo
deluso mi hai deluso: da te non me l’aspettavo di certo!
demoralizzato ormai si è demoralizzato e pensa di non farcela
depresso quel bimbo non ride mai, forse è depresso
Dispiaciuto credimi: sono davvero dispiaciuto!
Mortificato sono mortificato, scusa mi dispiace tanto e non lo farò più.
Rammaricato non rammaricarti, non potevi farci niente
Malinconico il tramonto mi rende sempre malinconico
Triste oggi sono triste e non so il perchè
Mesto aveva sul volto un sorriso mesto
Spiacente sono spiacente, ma te la devi cavare da solo
insoddisfatto

L’EMOZIONARIO DELLA RABBIA


insoddisfatto l’interrogazione è andata bene ma sono insoddisfatto: per quanto ho studiato doveva andare meglio.

corrucciato che sguardo corrucciato che hai!


Scocciato le scoccia dovermi sempre prestare la colla: è ora che ricambi il
favore.
Sdegnato con uno sguardo sdegnato, le sorellastre guardarono il brutto vestito di Cenerentola e se ne
andarono
contrariato Luca era contrariato e glielo si leggeva in faccia
seccato mi secca doverti sempre ricordare il tuo dovere
stizzito non parlarmi sempre con quel tono stizzito: nessuno ti ha fatto
niente.
adombrato quando le cose non vanno come dice lui si adombra subito
alterato il tuo atteggiamento mi fa un po’ alterare
inasprito il loro rapporto si è inasprito e non riescono più a tornare buoni
amici
Infastidito mi infastidisce tornare a casa e vedere che ancora devi cominciare i
compiti
Adirato ero adirato con te
Astioso usi sempre un tono astioso nei confronti di tua sorella
indispettito Valeria era indispettita con Sara che non l’ha invitata
esasperato quando provo e non riesco a far goal mi sento esasperato
innervosito questo musica inquietante mi innervosisce un po’: abbassa il volume.
incollerito Luciano era incollerito e non è neanche voluto venire al telefono
Irato Luigi era un po’ irato ma dopo gli è passata ed è andato tutto bene
Irritato quanto sei irritante, vuoi stare un po’ zitta?
Offeso le tue parole mi hanno offeso: era proprio necessario esprimerti in
questo modo?
Risentito Andrea era risentito perché non avete telefonato anche a lui
Scandalizzato li ho visti picchiare un bambino più piccolo: ro scandalizzato dal loro
comportamento.
incattivito è incattivito con il mondo intero
indignato sono indignato: non avresti dovuto farlo!
in collera non essere in collera, non l’ho fatto apposta
inferocito Rebecca era inferocita: glielo si leggeva negli occhi.
inviperito Francesca era inviperita: come hai fatto a farla arrabbiate così?
Irascibile Paolo è sempre il solito irascibile: basta un niente per farlo
imbestialire!
nero ho perso due partite e quando sono tornato a casa ero nero.
rabbioso non essere sempre così rabbioso con tutti: controllati!
bollente sono bollente di rabbia
fumante sono fumante di rabbia
fuori dai gangheri certe parole mi mandano fuori dai gangheri
fuori di sé non sono riuscito a calmarla perché era fuori di sè
furente sono furente con la mia amica che non mi ha avvisto della verifica
di oggi
furibondo Giorgio era furibondo quando ha visto che non c’eri
Infuriato sono infuriata con lui, non me lo devi neanche nominare!
furioso Giovanni è furioso: sta urlando come un pazzo
imbestialito il tuo comportamento mi fa imbestialire

L’EMOZIONARIO DELLA PAURA


affannato sono in affanno fino a che non saprò che stai bene
agitato Luca è agitato perché deve raccontare alla mamma della nota che ha
preso
allarmato hai una voce allarmata …. Che è successo?
Angosciato non so perché, ma oggi mi sento angosciato
ansioso la sua mamma è molto ansiosa e non vuole che prenda freddo
apprensivo non essere così apprensivo: anche se vanno a giocare fuori, non succederà
nulla!
Atterrito aveva gli occhi atterriti e capii che aveva visto tutta la scena
col batticuore, scendi dall’albero, chè la nonna sta già col batticuore!
crucciato che sguardo crucciato che hai… va tutto bene?
disturbato quella musica mi disturba perché è inquietate: spegnila subito.
fobico non essere così fobico: i ragni sono innocui!
guardingo quel tizio si aggirava con fare guardingo: sicuramente nascondeva
qualcosa!
impaurito il primo giorno delle elementari tutti i bimbi sono un po’ impauriti
impensierito sono impensierita per la mia mamma che non sta tanto bene
in agonia, se non mi dici al più presto che è andato tutto bene, mi farai stare in
agonia!
in apprensione, Giulio era in apprensione fino a che non gli dissero che l’intervento chirurgico era perfettamente
riuscito
in pena, non stare in pena per me: saprò cavarmela
in trepidazione ho lasciato mio padre in trepidazione, aspettando il mio ritorno
inorridito la vista del sangue mi fa inorridire!
inquieto quel ragazzo è inquieto, glielo si legge in faccia
intimidito quando un adulto mi rivolge la parole io mi sento intimidito e mi blocco
intimorito quel bulletto di quinta mi intimorisce: ne parlerò con la mia maestra
minacciato mi sento minacciato dalla sua presenza, perché ha giurato che me l’avrebbe fatta pagare
nervoso i rumori forti mi rendono nervosi
pauroso Roberto è proprio pauroso: salta alla vista di un topolino!
pensieroso ti vedo pensieroso: tutto bene?
pietrificato rimase pietrificato dalla paura alla vista della strega
preoccupato sono preoccupato perché non riesco a trovare il mio cagnolino
sbigottito rimase sbigottito e non riuscì più a proferire parola
scioccato non mi piace il fuoco: da piccolo mi sono ustionato e sono rimasto
scioccato
sconvolto è sconvolta: datele un po’ di tempo e forse capirà
scoraggiato non scoraggiarti: tutti possono migliorare, se lo vogliono davvero!
Sgomento sono sgomento: non riesco a capire come sia successo!
smanioso non essere così smanioso: rilassati e andrà tutto bene.
sospettoso sei sempre così sospettoso … impara a fidarti degli altri!
Spaurito aveva lo sguardo spaurito come se si sentisse davvero fuori posto
spaventato sono spaventato dalla verifica di domani, ma so che andrà tutto bene.
terrorizzato i serpenti mi terrorizzano.
teso non essere tesa, vedrai che riuscirai a fare tutto quello che ti è stato
richiesto
tormentato sono tormentato dal dubbio di aver fatto la cosa giusta
turbato certi atteggiamenti della mia amica mi lasciano turbata: come può comportarsi
così?

TANTI MODI PER DIRE …. DIRE


Quando nei testi utilizziamo il discorso diretto o indiretto, usiamo spesso il verbo DIRE;
ma esistono tanti altri verbi che possono sostituirlo senza fare ripetizioni:

1. AFFERMARE dire di sicuro 19. DISCUTERE parlare per


2. AGGIUNGERE dire qualcosa in confrontarsi
più 20. DOMADARE
3. AMMETTERE accettare come 21. ESCLAMARE dire ad alta voce
verità 22. GEMERE dire con lamento
4. BALBETTARE dire con difficoltà 23. GRIDARE dire urlando
5. BISBIGLIARE dire a bassa voce 24. INSINUARE dare un’idea
6. BORBOTTARE dire negativa
lamentandosi 25. INSISTERE dire tante volte
7. BRONTOLARE dire 26. INTERROGARE fare domande
lamentandosi 27. INTERVENIRE infilarsi in un
8. CHIARIRE dire per spiegare discorso
9. CHIEDERE 28. LAMENTARSI dire con tristezza
10. CONCLUDERE dire l’ultima cosa 29. MENTIRE dire bugie
11. CONCORDARE mettersi 30. MINACCIARE promettere qualcosa i
brutto
d’accordo
12. CONFERMARE dire di sì 31. MORMORARE dire a bassa voce
13. CONFESSARE dire di aver colpa 32. NARRARE raccontare
14. CONFIDARE dire un segreto 33. PARLARE
15. CONSIGLIARE dare un consiglio,
34. PRECISARE dire di preciso
suggerire 35. PROPORRE fare una proposta
16. DETTARE 36. RACCONTARE
17. DESCRIVERE 37. RECITARE dire a memoria
18. DICHIARARE dire ufficialmente 38. REPLICARE rispondere,
ripetere
39. RIBADIRE ripetere con 48. SOGGIUNGERE dire qualcosa in
convinzione più
40. RIBATTERE rispondere con 49. SOSPIRARE dire con sospiri
forza 50. SOSTENERE dire con
41. RICONOSCERE accettare come convinzione
verità 51. SPIEGARE far capire
42. RIFERIRE dire ad altri 52. SUGGERIRE dire di nascosto,
43. RIPETERE dire due volte consigliare
44. RISPONDERE 53. SUSSURRARE dire a bassa voce
45. RIVELARE dire un segreto 54. ULULARE gridare di rabbia o di
46. SCHERZARE dolore
47. SGRIDARE 55. URLARE dire con un urlo

ESEMPIO
La mamma RICONOSCE: “Hai avuto una buona
idea!”
GIOVANNA DICE: “MAMMA, MI FAI MALE!“
LA MAMMA DICE: “TI STO SOLO PETTINANDO
I CAPELLI!“
GIOVANNA DICE: “SÌ, MA MI FAI MALE: FAI
PIÙ PIANO!”
LA MAMMA DICE: “TI HO DETTO CHE TI STO
SOLO PETTINANDO, NON FARLA LUNGA!”
GIOVANNA DICE ANCORA: “ SE TIRI ANCORA
RIMARRÒ PELATA!”
LA MAMMA DICE: “VA BENE, FORSE HO
TIRATO UN PO‘ TROPPO: CERCHERÒ DI STARE
PIÙ ATTENTA”
GIOVANNA DICE: “PERCHÉ NON PROVIAMO
A METTERE UN PO’ DI BALSAMO?”
LA MAMMA DICE: “HAI AVUTO UNA BUONA
IDEA!”

TRASFORMIAMO IL VERBO DIRE:

Giovanna BRONTOLA: “Mamma, mi fai


male!“
La mamma SOSPIRA: “Ti sto solo pettinando i
capelli!“
Giovanna INSISTE: “Sì, ma mi fai male: fai più
piano!”
La mamma RIBADISCE: “Ti ho detto che ti sto
solo pettinando, non farla lunga!”
Giovanna RIBATTE ancora: “ Se tiri ancora
rimarrò pelata!”
La mamma AMMETTE: “Va bene, forse ho
tirato un po‘ troppo: cercherò di stare più
attenta”
Giovanna PROPONE: “Perché non proviamo a
mettere un po’ di balsamo?”
LA TAVOLOZZA DEI COLORI
FAMIGLIA DEI BIANCHI ROSSO RUBINO VERDE PASTELLO
BIANCO ROSSO BORFEAUX VERDE VERONESE
BIANCO AVORIO ROSSO FULVO VERDEAZZURRO
BIANCO CREMA ROSSO CARMINIO FAMIGLIA DEI BLU
BIANCO MAGNOLIA ROSSO CASTAGNO BLU ELETTRICO
BEIGE ROSSO CILIEGIA BLU NOTTE
FAMIGLIA DEI GIALLI ROSSO GRANATA BLU OLTREMARE
GIALLO ROSSO CREMISI BLU CERULEO
GIALLO LIMONE ROSSO RAMATO BLU COBALTO
GIALLO CANARINO ROSSO SANGUE FAMIGLIA DEGLI AZZURRI
GIALLO AMBRA ROSSO MATTONE AZZURRO
GIALLO ARANCIO ROSSO VERMIGLIO AZZURRO ACQUAMARINA
GIALLO PASTELLO ROSSO PORPORA AZZURRO CARTA DA ZUCCHERO
GIALLO GRANO FAMIGLIA DEI MARRONI CELESTE
GIALLO ORO MARRONE TURCHESE
BIONDO CASTANO TURCHINO
FAMIGLIA DEI ROSA BISCOTTO FAMIGLIA DEI VIOLA
ROSA BISTRO VIOLA
ROSA FUCSIA BRONZO VIOLETTO
ROSA SALMONE CAMOSCIO AMETISTA
LAMPONE CIOCCOLATO GLICINE
MAGENTA ECRU INDACO
MALVA OCRA LAVANDA
ORCHIDEA SABBIA MELANZANA
PESCA SEPPIA PERVINCA
ROSA ANTICO KAKI PRUGNA
ROSA PALLIDO FAMIGLIA DEI VERDI FAMIGLIA DEI GRIGI
ROSA SHOCKING VERDE GRIGIO
FAMIGLIA DEI ROSSI VERDE GIADA GRIGIO ARDESIA
ROSSO VERDE LIME GRIGIO ARGENTO
ROSSO AMARANTO VERDE OLIVA GRIGIO CENERE
ROSSO SCARLATTO VERDE SMERALDO FUMO DI LONDRA
ROSSO ARAGOSTA VERDE PISELLO FAMIGLIA DEI NERI
ROSSO FRAGOLA VERDE MARE NERO
ROSSO TIZIANO VERDE MENTA NERO CARBONE
ROSSO FUOCO VERDE MUSCHIO
PAROLE CHE DESCRIVONO…..

UNA PERSONA

UNA PERSONA PUÒ ESSERE:


Alta, slanciata (alta e snella), spilungona (sproporzionalmente alta e molto magra) di statura media,
regolare, bassa, piccola, minuta (piccola e magra), di corporatura regolare, magra, smilza (asciutta e
sottile), segaligna (magra e piena di vigore), secca (vistosamente magra), scarna (molto magra, quasi
scheletrica), emaciata (molto dimagrita, generalmente in conseguenza di una grave malattia), allampanata
(magrissima), sparuta (pallida e magra) smunta (dall’aspetto scarno, emaciato per la fatica e la
sofferenza), esile (sottile), snella (dall’aspetto agile e slanciato), grossa, grassa, tozza (di corporatura larga
e massiccia), tarchiata (di membra grosse), florida, robusta (di costituzione vigorosa e resistente), paffuta
(grassoccia), …

IL PORTAMENTO DI UNA PERSONA Può ESSERE:


diritto, eretto, deciso, curvo, fiero, sicuro di sé, maestoso, solenne, superbo, altero, serio, semplice,
naturale, umile, dimesso, sottomesso, allegro, vivace, brioso, giovanile, scattante, distinto, elegante,
guardingo, …
IL PASSO Può ESSERE:
agile, leggero, pesante, sicuro, incerto, svelto, accelerato, veloce, frettoloso, lesto, spedito (agile e veloce),
rapido, nervoso, cadenzato (regolato di un certo ritmo), energico, lento, di lumaca, di tartaruga,
strascicato, malfermo, vacillante, stanco, regolare, sempre uguale, inuguale, irregolare, affrettato, da
gigante, da atleta, …
IL VOLTO DI UNA PERSONA PUÒ ESSERE:
Regolare, irregolare, ovale, tondo, regolare, squadrato, spigoloso, affilato, lungo, largo, paffuto, pieno,
rubicondo, florido, magro, incavato, fresco, rugoso, rugoso, scavato da rughe profonde, butterato (pieno di
cicatrici lasciate dai brufoli)smunto, scarno, emaciato, sparuto, ossuto;
colore: roseo, arrossato, sanguigno, pallido, giallognolo, olivastro, bruno, abbronzato, paonazzo (rosso
che tende al viola), livido (colore tra il blu e il nero);
espressione: allegro, vivace, gaio, gioioso, giocondo,meravigliato, stupito, sorpreso, sorridente, tranquillo,
calmo, sereno, spiritoso, affascinante, luminoso, dolce, triste, stanco, addolorato, spaventato, inquieto,
adirato, rammaricato (dispiaciuto),teso, eccitato, malinconico, pensoso, minaccioso risoluto simpatico,
arrogante, antipatico, serio, triste, imbronciato, terreo (spaventato), infelice, felice …

LA CAPIGLIATURA PUÒ ESSERE:


lunga, folta, fluente, fitta, ricca, abbondante, sciolta, fluente (lunga e morbida), corta, rada, …

I CAPELLI POSSONO ESSERE:


morbidi, ispidi (rigidi e pungenti), ruvidi, lanosi, docili, soffici, fini, spessi, duri, ribelli, sporchi, puliti,…
colore: castani, castano chiaro, castano scuri, biondi: biondo uniforme, pallido, cinerino, fulvo, luminoso,
opaco, giallo, spento; neri(non si dice “capelli mori”, ma “persona mora”): nero denso, quasi blu, nero
lucente, corvini; rossi, ramati, rossicci, brizzolati (che cominciano ad incanutire, cioè a diventare bianchi),
grigi, bianchi, canuti, tinti, con le meches, …
aspetto: arruffati, spettinati, pettinati, trascurati, incolti, scomposti, scompigliati, spioventi, sciolti, ricciuti,
ricci, crespi;
acconciatura: ondulati, inanellati, con la frangetta, pettinati lisci all’indietro, raccolti in due o in un’unica
treccia, a spazzola, alla nazzarena (lunghi e sciolti), sciolti, a cresta, con la coda, con le trecce, legati, con
le spille, con il gel, …
LA FRONTE PUÒ ESSERE:
alta, bassa, stretta, larga, spaziosa, ampia, sfuggente (inclinata all’indietro), rugosa, grinzosa, increspata,
corrugata (solcata da rughe), distesa, aperta, serena, …

GLI OCCHI POSSONO ESSERE:


tondi, enormi, grandi, piccoli, minuscoli, sottili, a mandorla a fessura;
colore: castani, castano chiari, castano scuri, neri, azzurri, celesti, verdi, grigi, verde acqua, verde-azzurro,
grigio-verde, cerulei (azzurro intenso), di un colore indefinito, truccati …;
posizione: sporgenti, incavati, infossati, storti…
lucentezza: brillanti, sfavillanti, arrossati, lucenti, sfolgoranti, rilucenti, lustri, accesi, ardenti, lucidi,
opachi, spenti:
espressione: vivi, vispi, vivaci, mobili, espressivi, cupi, minacciosi, canzonatori, severi, freddi, penetranti,
furbi, sorridenti, imbambolati, assonnati, attoniti (immobili per lo stupore), spalancati, spauriti, smarriti,
pietosi, limpidi, intelligenti, scrutatori, tristi, truci, miti, lacrimosi, miopi, gonfi,…;

LE ORECCHIE POSSONO ESSERE:


Appuntite, piccole, grandi, a sventola, adornate con orecchini, …

IL NASO PUO’ ESSERE:


Regolare (che non presenta nulla di particolare), lungo, grosso, piccolo, corto, affilato (sottile), greco
(simile a quello delle statue greche) a patatina, a punta, appuntito, aguzzo, bitorzoluto, all’insù, adunco
(piegato ad uncino) camuso (largo e schiacciato), storto, aquilino (curvo come il becco dell’aquila), dritto,
spigoloso, paonazzo (arrossato), schiacciato, piatto, rincagnato (piatto e schiacciato all’’insù), spiovente,
sottile, scottato (dal sole), …

LA BOCCA PUO’ ESSERE:


piccola, grande, larga, stretta, rotonda, a cuore,…
chiusa, sorridente, triste, bavosa, sdentata,…
rosea, rossa, corallina, vermiglia, paonazza, livida, pallida…
con la dentiera, con l’apparecchio, con un dente d’oro,…
con i denti puliti, bianchi, perfetti, regolari, sani, sporchi, giallastri, neri, cariati, da coniglio, con i canini
appuntiti, …

LE LABBRA POSSONO ESSERE:


grosse, sporgenti, tumide (gonfie) secche, screpolate, lisce, ruvide, a cuore, siliconate, carnose, sottili,
truccate,

LA VOCE PUÒ ESSERE:


volume e intensità: alta, bassa, esile, sommessa, fioca (sgradevolmente indebolita e attenuata), acuta,
grave, forte, prepotente, sonora, stentorea (notevolmente sonora e potente) tonante (particolarmente
imponente e fragorosa), stridula (acuta e stridente come un sibilo);
tono: solenne, imperiosa (autoritaria), affettuosa, dolce, aspra, minacciosa, irosa, impaziente, adirata,
afflitta, triste, implorante, allegra, vivace, suasiva (convincente), arrogante, prepotente, piagnucolosa,
timbro: argentina, nasale, squillante, acuta, chiara, gradevole, sgradevole, armoniosa, metallica, vibrante,
melodiosa, soave
nitidezza: chiara, limpida, velata, rauca, affaticata, …

UNA PERSONA PUÒ PARLARE:


poco, molto, a tempo e luogo, adagio, lentamente, in fretta, sommessamente, con arroganza, con scioltezza,
con chiarezza, con gentilezza; in modo concitato, calmo, garbato, cortese, cordiale, leale, elegante, volgare,
minaccioso, corretto, sgrammaticato, ridicolo, buffo, incomprensibile, amichevole, cordiale, familiare,
autoritario, …

L’ABBIGLIAMENTO PUÒ ESSERE:


la maglietta, il maglione, la gonna, il vestito, i pantaloni, la tuta, la felpa, i jeans, il pigiama, il cappotto, il
giacchetto, il giaccone, l’impermeabile, …
la calzamaglia, i collant, i calzettoni, le calzine, le scarpe, gli scarponi, le ciabatte, le pantofole, …
la borsetta, i gioielli (collane, anelli, orecchini, bracciali,…) il fazzoletto, il foulard, il berretto, il cappello,

in generale, il modo di vestire può essere : elegante, sportivo, curato, trasandato, trascurato, …

DI CARATTERE UNA PERSONA PUO’ ESSERE:


affettuosa, espansiva, riservata, sensibile, cordiale, gioiosa, allegra, serena, entusiasta, ottimista,
pessimista, triste, malinconica, ansiosa, pacifica, tranquilla, calma, irritabile, nervosa, focosa, eccitabile,
ribelle, incerta, instabile, indecisa, volitiva, risoluta, costante, dolce, affabile, docile, mite, orgogliosa,
presuntuosa(che si crede di essere migliore di quello che è), spaccona, capricciosa, invadente, generosa,
pigra, …
simpatica, umile (che non si dà tante arie), calma , educata , buona, seria, mattacchiona, giocherellona,
vivace, contenta, serena, allegra, felice, spiritosa aperta, silenziosa, amichevole, curiosa, studiosa,
romantica, innamorata, forte, gentile, su di morale, …
antipatica, noiosa, dispettosa, mogia, disperata, vanitosa(che si dà delle arie), presuntuosa agitata,
birichina, maleducata , cattiva, crudele, pazza, bulla, arrabbiata, furiosa, timida, chiusa (che non fa
amicizia con nessuno), annoiata, giù di morale, chiacchierona, vagabonda, prepotente, violenta, …

REGOLA D’ORO:
1. Leggi bene tutte le parole prima di scegliere quella giusta.
2. Scegli solo una parola di cui conosci bene il significato (se hai dubbi, chiedi a
qualcuno).
3. Evita di fare un elenco troppo lungo di parole per un solo elemento.
Ad esempio: aveva un viso bello, affascinante, triste, roseo, simpatico e con un neo
(troppo!).
LE VOCI DEGLI ANIMALI
Alce bramisce Aquila grida
Allodola trilla, canta Asino raglia
Allocco bubola Avvoltoio pulpa
Anatra anatra, starnazza Balena canta
Ape bombisce Bue muggisce
Calabrone ronza, bombisce Leone ruggisce
Cammello bramisce (rummel) Lupo ulula
Canarino canta, cinguetta, gorgheggia Maiale grugnisce, grufola, grugna,
Cane abbaia, gagnola, guaiola, guaisce, strogola
latra, mugola, ringhia, uggiola, ulula Merlo fischia, zufola, chioccola
Capinera cinguetta, gorgheggia Mosca ronza
Capra bela Mucca muggisce
Cardellino trilla Oca starnazza
Cavalletta zilla Orso bramisce, ruglia
Cavallo nitrisce, sbuffa Pappagallo ciangotta
Cervo bramisce Passero cinguetta, pispiglia,
Cicala frinisce schiamazza
Cigno stride Pavone paupula
Cinghiale bofonchia Pecora bela
Civetta stridisce Pettirosso chiccola, spittina
Colombo tuba Piccione tuba, gruga
Coniglio ziga Pipistrello stridisce
Cornacchia gracchia Pulcino pigola
Elefante barrisce Rana gracida
Foca soffia Rondine garrisce, zinzilula, cinguetta
Fringuello chioccola Rondone garrisce
Furetto potpotta Sciacallo ulula
Gabbiano garrisce Scimmia grida, farfuglia
Gallina chioccia, schiamazza, coccodia Serpente sibila
Gallo canta, chicchiricchia Tacchino gloglotta
Geco schiocca Topo squittisce
Gatto miagola, ustola, ronfa, fa le fusa, Tordo zirla
gnaola Tortora gruga
Ghiandaia grida Usignolo gorgheggia
Grillo frinisce Vacca muggisce
Gufo bubola Volpe guaiola, gagnòla, gannisce
Iena ride Zanzara ronza, zufola
DESCRIVERE GLI ANIMALI
Dati statici
Corpo: piccolo, medio, regolare, grosso, Mammiferi: si nutre, si disseta, nasce,
massiccio, largo, tozzo robusto, vive, muore, si riproduce, allatta la prole,
muscoloso, forte, affusolato, allungato, …
appiattito, cilindrico, magro, esile, snello, Cammina, salta, balza, galoppa, trotta,
goffo, elegante … trotterella, si
Pelle: dura, arrampica, si
coriacea, cornea, nasconde, si
robusta, provvista acquatta, si
di squame, piastre, divincola, lecca, fa
placche, nuda, le fusa, …
umida, liscia, Afferra, artiglia,
viscida,… ghermisce la
Pelo: maculato, striato, chiazzato, corto, preda, mostra i denti, aggredisce, uccide,
lungo, ruvido, ispido, liscio, morbido, divora, sbrana,
lucente, arruffato, … bruca, rumina,…
Collo: lungo, flessuoso, mobile, corto, Uccelli: aprono,
robusto, tozzo, … stendono,
Coda: fragile, robusta, diritta, cadente, spiegano,
mozza, prensile, liscia, arricciata, folta, drizzano,
spelacchiata, biforcuta, elegante, a frullano,
ventaglio, … dibattono,
Piume: corte, lunghe, rade, folte, leggere,
morbide, ispide, variopinte, screziate, …
Ali: appuntite, arrotondate, ampie,
robuste, membranose, variopinte,
iridescenti,
trasparenti,
fragili, …
Orecchie: dritte,
cadenti, mobili,
tagliate, … agitano,
Becco: adunco, raccolgono le ali …
ricurvo, appuntito, Volano, si librano, planano,…
diritto, seghettato, Si lisciano, gonfiano le piume, …
piatto, largo, … Si accovacciano, si alzano, si abbassano,
Zanne o denti: radi, fitti, lunghi, robusti, saltellano, …
aguzzi, affilati, appuntiti, acuminati, Beccano, razzolano, raspano, …
taglienti, … Pesci: risalgono la corrente, nuotano, si
Lingua: lunga, vischiosa, bifida, tuffano, guizzano, galleggiano,
biforcuta, … boccheggiano, …
Rettili: strisciano, si attorcigliano, si
Dati dinamici divincolano, scattano, saettano la lingua,
si rizzano, avvolgono nelle spire,
fischiano, sibilano, stritolano, …

DATI STATICI E DINAMICI: FENOMENI NATURALI E AMOSFERICI


L’ACQUA
Dati statici Dati dinamici
Benefica, fresca, dissetante, Sgorga, stilla, gocciola, zampilla,
indispensabile, ristoratrice, potabile, scaturisce, dirompe, fiotta, rigurgita,
inodore, insapore, incolore, dolce, salata, sprizza, spruzza …
salmastra, effervescente …
Affluisce, confluisce,
Viva, corrente, calma, stagnante … defluisce, lambisce,
cade, scende,
Pulita, chiara, limpida, pura, cristallina
precipita, scroscia
trasparente …

Sporca, scura, torbida, inquinata …
Allaga, inonda,
Impetuosa, irruente, travolgente, rovina, devasta, bagna, lava, pulisce,
rovinosa, violenta, furiosa, torrenziale, deterge …
scrosciante …

LE FOGLIE
Dati statici Gialle, rossastre, rugginose …
Persistenti, caduche, ovali, rotonde, Dati dinamici
cuoriformi …
Frusciano, fremono, tremano, vibrano,
Verdi, fresche, novelle … frondeggiano, mormorano …
Secche, aride, inaridite, Si staccano, cadono, scricchiolano,
appassite, vizze, turbinano, volano, si posano, volteggiano,
accartocciate, fragili … ricoprono …

LA NEVE
Dati statici Dati dinamici
Bianca, candida, … Cade,fiocca, scende, turbina, si posa,
Fredda, densa, dura, gelata, ghiacciata … mulina, sfarfalla, volteggia, ricopre,
imbianca, ammanta, nasconde, infarina, si
Lieve, leggera, soffice, farinosa … accumula, si scioglie, si
Acquosa, sudicia, fangosa … squaglia…
Eterna, perenne …
IL VENTO
Dati statici
Marino, montano, umido, secco … scatenato, rabbioso, violento,
temporalesco …
Lieve, gentile, dolce …
Dati dinamici
Fresco, frizzante …
Alita, fiata, sospira, spira, si sprigiona,
Freddo, gelido,
soffia, sbuffa, sussurra, mormora,
pungente, caldo,
rumoreggia, stormisce …
infuocato, tiepido,
piacevole ... Fischia, sibila, mugola, muggisce, urla,
ulula, si alza, s’infuria, si scatena, sradica,
Forte, impetuoso,
abbatte, muta, cala, cessa, si rabbonisce,
gagliardo, infuriato,
si calma …

IL SOLE
Dati statici splendente, sfolgorante, sfavillante,
smagliante…
Pallido, opaco, languido, annacquato,
malinconico, velato, spento, rannuvolato, Dati dinamici
debole, fioco, malato, moribondo …
Sorge, si leva, si alza, nasce, spunta …
Forte, caldo, vivido,
Fiammeggia, abbronza, riscalda, scotta,
ardente, raggiante,
brucia, brilla, splende, arde, illumina,
rovente, cocente,
dardeggia, folgora, percuote, riverbera,
saetta, sferza …
Cala, scende, tramonta, declina …
LE NUVOLE
Dati statici Dati dinamici
Alte, basse, piccole, grandi … Si addensano, si intorbidano …
Leggere, vagabonde … Si spostano,
fuggono, strisciano,
Bianche, bigie, brune, cenerognole,
corrono, veleggiano
dorate, rossastre, grigie, infuocate …

Dense, scure, oscure, torbide, nere,
Si rompono, si
minacciose, procellose, tetre …
squarciano, si
aprono, si
disperdono, si
dissipano …
LE REGOLE D’ORO DI UN BUON RIASSUNTO
o Leggere bene il testo, per comprendere bene il suo contenuto ed
il significato delle parole che contiene (altrimenti usare il

vocabolario)

o Dividere il testo in sequenze, con una barretta (ci si accorge che è cambiata
la sequenza quando si cambia personaggio, luogo, tempo, azione, o
argomento).
o Ad ogni sequenza, da’ anche un titolo per verificare di aver capito bene
l’argomento.
o Scrivere su quaderno una frase per ogni sequenza,utilizzando domande
guida:
CHI? COSA FA? DOVE? QUANDO? PERCHÉ? CON CHI?

o Rileggi il testo per togliere le ripetizioni e aggiusta le frasi,


se serve, con le parole-gancio.

o Rileggi tutto ancora una volta.


o Ricordati che:
- nel riassunto si usa soltanto il discorso indiretto
- il riassunto è scritto sempre in terza persona.
Maestra Graziana