Sei sulla pagina 1di 1

© 2013 Tutti i diritti riservati.

Progetto di MULIERE Alessia


Contact me: alessia.muliere@gmail.com

Autore/Titolo Claudia Cieri Via, Nei dettagli nascosto


Categoria Iconologia Iconografia
Edizione utilizzata La Nuova Italia scientifica, 1995
Pagine riassunto 24
Font Arial, 10, Iterlinea singola

INTRODUZIONE

Iconografia e Iconologia

Iconografia significa propriamente descrizione dell’immagine, mentre iconologia acquista dal suffissologos
un valore immediatamente concettuale e speculativo piuttosto che descrittivo e rappresentativo e inoltre
deriva dal verbo logizomai , il significato di riflettere e dedurre, traducendosi così letteralmente come scienza
o significato è dunque interpretazione delle immagini. La prima definizione dei due termini è da riconoscere
a Hoogerwerff in occasione del Congresso di Oslo del 1928: l’iconografia è descrittiva, analitica; l’iconologia
però pone il problema dell’interpretazione. interessandosi più del contenuto che non della materia delle
opere d’arte si propone di comprendere il senso simbolico, dogmatico mistico, espresso e forze l’iconologia
propone il problema dell’interpretazione. Interessandosi più del contenuti che non della materia delle opere
d’arte, si propone di comprendere il senso simbolico, dogmatico o mistico, espresso nelle forme figurative.
Fino all’800 l’iconologia veniva ancora intesa come scienza delle immagini al servizio dell’artista e non
ancora come metodo storico artistico di interpretazione.

L’iconografia nella tradizione ottocentesca

Il carattere descrittivo dell’iconografia è denunciato all’origine dalla sua specifica valenza ritrattistica
nell’ambito della ricerca archeologica. Il carattere classificatorio e documentario tendeva ad accostare sia
l’iconografia all’archeologia, in quanto disciplina ausiliaria, sia alla numismatica, che ne esaltava la
caratterizzazione sistematica. L’affermazione dell’iconografia nell’800, con riferimento agli studi storico-
artistici, riguarda soprattutto i temi e i soggetti cristiani in particolare nell’ambito della tradizione francese,
sulla base dell’opera di Chateaubriand.Più tardi in ambito francese un grande insegnamento per lo sviluppo
degli studi iconografici è da riconoscere nelle opere di Male su l’Arte religiosa in Francia 1898-1922 e l’Arte
religiosa dopo il concilio di Trento 1932, che danno già nel titolo indicazioni precise di ordine contestuale,
ambientale e storico temporale, a segnalare non certo superamento del ruolo esclusivamente ausiliario
dell’iconografia verso l’affermazione di un metodo di ricerca storico artistico. Hoogewerff sosteneva che
l’importanza degli studi di Male è piuttosto iconologica che iconografica, facendo riferimento all’affermazione
dello studioso francese: nel Medio Evo ogni forma è la veste di un pensiero. Si direbbe che questo pensiero
lavora dal di dentro della materia e la plasma. La forma non può separarsi dall’idea che l’ha creata e che
l’anima. L’affermazione degli studi iconografici alla fine dell’ottocento fu motivata anche dalla nascita dei
musei che determinò un più ampio raggio di diffusione della produzione artistica.

Iconografia e iconologia: un nuovo approccio alla storia dell’arte

Nell’ambito delle istanze ottocentesche la contrapposizione tra la preminenza del significato, con la relativa
valutazione dei processi di realizzazione da una parte e dall’altra l’autonomia e la specificità del linguaggio
artistico, affermato dalle teorie purovisibiliste legate al riconoscimento del valore dei mezzi espressivi,
trovarono nelle ricerche di Marx Dvorak un rappresentanti della Scuola di Vienna, le premesse per una
diversa considerazione delle opere d’arte. A lui si deve uno spostamento dall’interesse originario per gli
aspetti stilistico formali delle opere d’arte alla dinamica del contesto storico in rapporto alla fenomenologia
artistica, con una conseguente subordinazione della specificità del linguaggio artistico al messaggio
concettuale. Egli interpretò le opere d’arte attraverso il ruolo significante della forma visiva, come espressioni
dello spirito del tempo. La novità del pensiero di Warburgpresentata nel 1912 al congresso internazionale di
storia dell’arte tenutosi a Roma sul tema Arte italiana e astrologia internazionale nel palazzo Schifanoia di
Ferrara, stava essenzialmente nella relazione che lo studioso aveva istituito fra l’arte e l’astrologia, cosa che
impegnava la ricerca iconografica non più sul suolo ausiliario della storia dell’arte ma nei termini di un
metodo di ricerca storico artistico che rivendicava all’analisi e allo studio del soggetto o del tema
rappresentato un ruolo conoscitivo ai fini dello sviluppo stilistico della pittura. Con le dovute riserve dobbiamo
Pietro Tosca, medievista, una delle prime rilevanti considerazioni dell’iconografia nello studio della storia
dell’arte.

Per una lista aggiornata dei riassunti visita il mio blog: alessiamuliere.wordpress.com
Join me on Facebook: https://www.facebook.com/Angolodellostudente