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- L’omicidio colposo 

(art. 589 c.p.), si verifica quando qualcuno, per colpa, cagiona la morte di uomo. In questo
caso l’autore del reato, pur agendo con volontà, non ha preso coscienza delle conseguenze della sua azione.

• La colpa (vedi differenza tra dolo, colpa e preterintenzione) consiste nella negligenza, imprudenza o imperizia
dell’agente, ovvero nella sua inosservanza di leggi, regolamenti, ordini o discipline.

- L’omicidio preterintenzionale (art. 584 c.p.), viene commesso quando un soggetto, ponendo in essere atti diretti a
percuotere una persona, o a procurarle delle lesioni, ne causa involontariamente la morte.

• La preterintenzione, dunque, si verifica quando dall’azione od omissione deriva un evento dannoso o pericoloso
più grave di quello voluto dall’agente, e che va quindi oltre l’intenzione.

• Quindi, mentre nell’omicidio colposo l’evento non è voluto dal soggetto agente e si produce per colpa,
nell’omicidio preterintenzionale l’evento che si produce è più grave di quello voluto dall’agente.

- Le differenze fra questi tre delitti, dunque, sono le seguenti:

• nel delitto di omicidio colposo muore una persona ma il reo non voleva in alcun modo ucciderlo (es.
investimento di un pedone);

• anche nel delitto di omicidio preterinzionale muore una persona, ma in questo caso il reo voleva solo ferirla, non
ucciderla (es. aggressione sfociata involontariamente nella morte della persona offesa);

• nel delitto di tentato omicidio, invece, non si verifica la morte di nessuno, anche se il reo in questo caso voleva
uccidere la sua vittima ed ha tentato di farlo in modo non equivoco con atti idonei (es. accoltellamento plurimo
di una persona)

VELENI

Ogni elemento esogeno (quindi esterno all'organismo) o composto chimico che, introdotto nell'organismo per
adatta via (per la quale ha idoneità a ledere), agisce con meccanismo biochimico e in quantità relativamente
piccola, causando uno stato di malattia o la morte.

Questi elementi presenti nella definizione devono esserci tutti altrimenti dobbiamo dubitare che siamo di fronte ad
una sostanza tossica.

- “Introdotto nell'organismo per adatta via”: se non è introdotto per la via attraverso la quale ha idoneità a ledere
non è giustificato che produca un effetto tossico. Ci sono sostanze che sono tossiche se inalate e se vengono
cosparse sulla cute non hanno effetto. Quindi il tossico non è tossico di per sé, ma in dipendenza
dell'impiego che se ne fa.
- “Agisce con meccanismo biochimico”: la sostanza tossica è chimica quindi agisce a livello cellulare o sub-
cellulare. Se il livello su cui agisce non è chimico o biochimico non possiamo parlare di tossico e
intossicazione, magari si tratta di un trauma.
- “E in quantità relativamente piccola”: relativamente piccola significa che va da quantità di ng/ml a qualche
grammo, altrimenti qualsiasi cosa diventa tossica e portare a morte->es Io posso morire perché ho mangiato
troppo o bevuto troppa acqua-> però dire che l'acqua o la pizza sono tossiche è fatica. La definizione non può
che esser relativamente piccola: deve agire in piccola quantità perché altrimenti si perde un elemento
fondamentale del tossico ossia quello di esser dato di nascosto o di colpire in maniera inavvertita.
- “Causando uno stato di malattia o la morte”: deve avere capacità intrinseca di produrre malattia o morte.
Questa capacità dipende da tanti fattori e anche dalle caratteristiche del soggetto che l’assume: se due soggetti
assumono la stessa sostanza tossica e la stessa quantità pro-chilo c'è chi non avrà nulla, chi starà male e chi
morirà. Quindi esiste una variabilità che dobbiamo considerare nel momento in cui facciamo diagnosi di morte per
intossicazione. Quindi il danno o è totale, cioè la morte del soggetto, oppure un'alterazione peggiorativo dello
stato di salute, ossia la malattia

Secondo la PROVENIENZA

- Origine animale (veleno di serpenti, artropodi, pesce..)

- Origine vegetale (es: alcaloidi come morfina, codeina, narcotici e oppiacei)

- Origine minerale (es: arsenico, piombo)

- Di sintesi

Secondo gli EFFETTI

- Irritanti e caustici sia acidi che basi (es: a. Solforico, nitrico, cloridrico, soda caustica): attaccano principalmente
cute e mucose

- Emotossici (es: CO, eparina, dicumarolo): hanno come bersaglio il sangue e agiscono secondo meccanismi
diversi. L’avvelenamento da CO sta diventando raro fortunatamente, ma era molto frequente in passato. Oggi chi
viene colpito da queste intossicazioni sono gli immigrati: vengono da zone calde e non sono abituati e non
conoscono i nostri sistemi di riscaldamento. Magari hanno un camino o fanno braceri in mezzo alla stanza, ma
non hanno sistemi di tiraggio, cioè un flusso d'aria che parte dalla stanza ed esce fuori. Così finisce l’ossigeno e la

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combustione porta alla formazione di CO che è molto più affine all'Hb rispetto dell’ossigeno (è sufficiente una
concentrazione di CO molto bassa, lo 0,1% del totale dell'aria ambiente, per pareggiare l’attività dell'Hb per l'O2
che viene quindi spiazzata dal suo legame). L'emoglobina porta in circolo il CO che non è utile per svolgere le
funzioni tissutali di produzione di energia e si ha una sorta di asfissia. Il deceduto è rosso vivo (come un
gamberetto),si riconosce immediatamente . Molti di voi prescriveranno farmaci come i dicumarolici e l'eparina.
Questi devono esser sempre monitorati (es. tramite INR) perché c'è la possibilità che sovradosaggio determinano
reazioni avversi, che possiamo chiamare intossicazioni in corso di sovradosaggio.

- Cardiotossici (es: digitale): ci sono sostanze che hanno come bersaglio il cuore. Oltre ai digitali ci sono per
esempio gli antidepressivi triciclici.

- Neurotossici (es: psicofarmaci-> antidepressivi triciclici; alcaloidi).

- Parenchimotossici (piombo, derivati degli idrocarburi): spesso sono di origine industriale e legati a malattie
professionali.

Secondo la VIA DI ENTRATA (“deve agire per adatta via”)

- Orale: agiscono per via alimentare

- Respiratoria

- Cutanea (es: acidi e caustici)

- Parenterale: sottocutaneo, i.m., ev

- Altre vie: nasale, congiunturale, vaginale, rettale. Ci sono, per esempio, sostanze 

tossiche introdotte per via vaginale a scopo abortivo, alcool attraverso la congiuntiva

VIOLENZA SESSUALE

l’art 609 bis del Codice Penale sancisce che chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità,
costringa taluno a compiere o subire atti sessuali, è punito con la reclusione da 5 a 10 anni. Alla stessa pena
soggiace chi induce taluno a compiere o subire atti sessuali:
1) Abusando delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della persona offesa al momento del fatto.

2) Traendo in inganno la persona offesa per essersi il colpevole sostituito ad altra persona.

- L'articolo esordisce con il "chiunque" (rappresentante il soggetto attivo): questo è un dato importante perché
determina il fatto che nessuno può esimersi da questo reato nel caso si ottengano atti sessuali senza il consenso
altrui.

- Riguardo la locuzione "atto sessuale", con questa formula s’intende qualsiasi atto che attenga alla sfera sessuale
(congiunzione carnale, bacio, carezza, molestie).

- L’accertamento medico-legale di violenza sessuale sul soggetto passivo del reato va attuato con particolare
delicatezza e sensibilità, ma anche con meticolosità, facendolo sempre precedere da un dialogo sereno e
rassicurante, ma nello stesso tempo che informi l'esaminando sullo scopo della visita.

• Anche per tale atto medico infatti sussiste l'obbligo di ottenere il consenso prima di procedervi.

• L'accertamento medico-legale deve prevedere due distinte fasi che ubbidiscono ai due criteri di punibilità del
reato e cioè l'esame fisico, tendente ad individuare gli elementi obiettivabili a causa della violenza materiale
subita dalla vittima e l'esame psichico, avente lo scopo di accertare eventuali risvolti psicopatologici residuati
alla violenza morale.

- Per quel che riguarda la violenza fisica, bisogna procedere all'ispezione corporale del soggetto quanto più
precocemente possibile rispetto al momento della presunta patita violenza.

- COME PROCEDERE

• Accoglienza: raccolgo tutte le informazioni circa l’accaduto (quando è successo, dove è successo, se si è
cambiata l’abito e lavata)

• Visita

- Anamnesi

- Esame obiettivo generale: osservo la presenza di prese afferramento a livello dei polsi e caviglia, ecchimosi
ed escoriazioni che vado a documentare scattando delle foto

- Chiedo la consulenza di ginecologo per eseguire l’esame obiettivo ginecologico (che spesso consente di
rilevare solo un arrossamento), tampone e lavaggio vaginale (per il recupero del liquido seminale che rimane
in sede circa tre giorni o di più a livello delle cripte vaginali)

- Raccolta dei reperti (abiti, tamponi, scrub sub-ungueali, peli/capelli)

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- Esami: tossicologici (su urine, sangue e capelli), virologici (HBV, HCV, HIV), di gravidanza3 (ecografia e
dosaggio β-HCG), profilassi delle malattie sessualmente trasmissibili con ceftriaxone e azitromicina

- Nel caso di violenza su donna vergine e pubere bisognerà ricercare, oltre ai segni generali, quegli elementi che
consentano di individuare l'avvenuta congiunzione carnale. Per le caratteristiche del soggetto (vergine e pubere)
che verrà sottoposto ad esame, occorrerà valutare l'avvenuta deflorazione e cioè la lacerazione dell'imene.Gli
elementi caratterizzanti l'avvenuta deflorazione recente sono costituiti dall'effetto traumatico proprio della
penetrazione, per cui sarà possibile riscontrare l'esistenza di una incisura traumatica con margini infiltrati di
sangue, effetto che perdura per qualche giorno, scomparendo ben presto in rapporto alla umidità della sede in cui
la lesione ebbe a realizzarsi.

- Essendo la vittima maggiorenne, la violenza sessuale si configura come un delitto perseguibile di querela di parte
(art. 609 del Codice Penale) e mi limito a redigere un certificato (data, ora, luogo, anamnesi, esame obiettivo) che
può allegare alla querela (su richiesta della vittima) ma se la vittima non vuole il certificato documento tutto (perché
potrebbe cambiare idea e voler querelare l’aggressione).

- La visita conferma l’ipotesi di violenza sessuale essendo la vittima minore di 10 anni la violenza sessuale si
configura come un delitto perseguibile d’ufficio (art. 609 del Codice Penale), ed essendo io un medico incaricato di
pubblico servizio ho l’obbligo penale di redigere la denuncia scritta all’Autorità Giudiziaria in cui inserisco gli
elementi essenziali del reato (generalità, giorno, luogo e ora) e fonti di prova (testimonianza della mamma) se non
lo facessi sarei imputabile di omissione di denuncia

Violenza sessuale presunta


Comprende chiunque compia atti sessuali con persona che:

- non ha compiuto gli anni 14;

- non ha compiuto gli anni 16, quando il colpevole sia l’ascendente, il genitore anche adottivo, il tutore o persona cui
il minore è affidato.

In tutti questi casi si dà per scontato che non vi sia consenso valido da parte della vittima (anche se esso è stato
prestato), con la conseguenza che in ogni caso l’atto sessuale sarà qualificato come violento e dunque non vi è
necessità di provare l’esistenza dei segni obiettivi della violenza subita.Ove questi vengano evidenziati costituiranno
circostanza aggravante del delitto di violenza sessuale.

Violenza sessuale abusiva nel codice penale


Si parla più propriamente di abuso quando il soggetto compie l’atto sessuale abusando o della propria autorità
oppure delle condizioni di inferiorità fisica o psichica della vittima.

In questi casi il consenso della vittima, pure se esistente, non è ritenuto valido, poiché viziato da fattori estrinseci, e
cioè dalla condotta abusante del colpevole e da fattori intrinseci, e cioè dalle eventuali condizioni di inferiorità fisica o
psichica esistenti al momento del fatto.

Circostanze aggravanti
Il codice dispone un innalzamento della pena se la violenza sessuale è compiuta:

- ai danni di persona che non ha compiuto ancora i 14 anni, o che non ha compiuto i 16 anni qualora il colpevole sia
l’ascendente, il genitore o il tutore;

- mediante l’uso di armi o di sostanze alcoliche, narcotiche o stupefacenti;

- da persona “travisata” o che simuli la qualità di pubblico ufficiale o di incaricato di pubblico servizio;

- su persona comunque sottoposta a limitazioni della libertà personale.

• La pena è ancora più grave (da 7 a 14 anni) se il fatto è commesso nei confronti di persona che non ha
compiuto i 10 anni.

VIRULENTA

infezioni da Coronavirus, l’Inail, sia con la circolare n.13/2020 sia con la nota del 17 marzo 2020[vi], ha inquadrato le
affezioni che dovessero colpire il lavoratore come infortunio sul lavoro, sulla scia dell’orientamento giurisprudenziale
consolidato in materia di malattie infettive e parassitarie per le quali la causa virulenta è equiparata alla causa
violenta e delle disposizioni della Circolare 74/1995

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OMICIDIO DOLOSO

Si parla di omicidio volontario (o doloso) quando la morte consegue a un’azione od omissione voluta dall’agente,
cioè tese con coscienza e volontà a sopprimere il soggetto passivo.

La volontà omicida attiene un fenomeno soggettivo interno; la prova di essa deve essere necessariamente affidata, in
mancanza di confessione esplicita, ad elementi di natura oggettiva che abbiamo caratteri sintomatico.

Ne deriva l’importanza dell’indagine medico legale: la prova della volontà omicida può essere fornita soprattutto
dalla considerazione di alcuni dati come:

a. natura dei mezzi impiegati;



b. natura di gravità delle lesioni responsabili della morte;

c. particolari circostanze ambientali in cui il delitto è avvenuto;

d. concrete possibilità di difesa o di reazione della vittima;

e. condizioni di inferiorità e di incapacità di resistere della vittima.
Si parla di omicidio doloso circostanziato quando dicono particolare circostanza aggravanti:

i. l’aver adoperato sevizie o agito con crudeltà;

ii. l’aver adoperato un mezzo venefico ovvero un altro mezzo insidioso;

iii. aver ucciso nell’atto di commettere violenza sessuale o atti di libidine violenti;

iv. la premeditazione. (diverso da dolo di impulso)

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