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Indice

Introduzione pag. 3

Manuale dell’ecologista pag. 5

Un pianeta sotto sfruttamento pag. 6

Il fenomeno del riscaldamento globale pag. 9

L’impatto del settore energetico pag. 13

L’esaurimento delle risorse naturali pag. 16

Sfamare il mondo ha un costo pag. 18

La scomparsa delle foreste pag. 21

L’invasione dei rifiuti pag. 23

Costruire una nuova relazione con la terra pag. 27

Chi deve salvare il pianeta? pag. 30

La rivoluzione sostenibile pag. 33

101 consigli pratici per una vita sostenibile pag. 36

Uso responsabile dell’energia pag. 37

Alimentazione sostenibile pag. 43

Buone abitudini pag. 49

Shopping consapevole pag. 56

Mobilità a basso impatto pag. 62

Cura del verde pag. 65

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Introduzione

RiciclaRisparmiaRinnova è un progetto che nasce da sette studenti


universitari romani provenienti da aree di studio differenti. Le tre parole
che compongono il nome rappresentano il suo fine: diffondere con-
sapevolezza sui vantaggi della sostenibilità ambientale ed economica,
combattendo il consumismo sfrenato che caratterizza la nostra epoca,
reinventandone gli standard.

Questo appare chiaro dalle prime due “R”.

Con la terza parola chiave, Rinnova, esprimiamo che la sostenibilità per


noi non ha mai rappresentato una rinuncia allo stile e all’estetica, che
invece pensiamo sia una qualità aggiuntiva con cui scoprire la bellezza
nella quotidianità, un vero e proprio atto di rivoluzione.

Da sempre RiciclaRisparmiaRinnova ha rappresentato una filosofia


prima ancora che un prodotto. La porta del nostro logo simboleggia
infatti una via di passaggio verso un mondo nuovo, esprimendo un’a-
desione ideologica da parte dei lettori.

Crediamo infatti che i concetti di cui ci facciamo paladini costituiscano


le basi per un’evoluzione ed una rivoluzione della società in cui viviamo.
Cerchiamo di sostenere questa trasformazione in via diretta, fornendo
prodotti ecosostenibili, e in via indiretta tramite le nostre attività di di-
vulgazione su vari canali.

Il progetto nasce in piccolo da un gruppo ristretto di persone, ma l’o-


biettivo è quello di creare una vera e propria comunità, un ecosistema
di persone, idee e capacità che costituiscano una ricchezza a disposi-
zione di tutti.

La tematica della sostenibilità ambientale rappresenta sicuramente il


nucleo del progetto.

In questo ambito spesso si sente dire che lo sforzo degli individui è


inutile, perché ad inquinare il pianeta sono principalmente le grandi
industrie e non i singoli cittadini. Se da una parte questo è sicuramente
vero, bisogna però tenere conto del fatto che l’industria è strettamente

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legata al comportamento del consumatore, che tramite le sue scelte
può quindi influenzarla.

È da qui che nasce la motivazione che ci ha portato a scrivere questo


ebook, per fornire alle persone comuni dei semplici strumenti con cui
ridurre la propria impronta ambientale, e contemporaneamente ri-
sparmiare denaro.

Nella prima parte dell’ebook viene esposta la situazione a livello globale


per quanto riguarda il consumo delle risorse naturali, l’inquinamento,
i cambiamenti climatici e l’innalzamento delle temperature: in questo
modo è possibile farsi un’idea dell’entità dei problemi che sta affron-
tando il nostro pianeta. Successivamente esporremo i motivi per cui
adottare una vita più sostenibile è una scelta necessaria alla salvaguar-
dia della Terra, e i vantaggi che ne derivano anche a livello personale.
Infine forniremo una lista di 101 consigli da poter mettere in campo per
raggiungere questo scopo.

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Manuale
dell’ecologista
Un pianeta sotto sfruttamento

Fin dagli anni ‘70, l’umanità consuma ogni anno più di quanto la Terra
può rigenerare: il nostro pianeta impiega 1 anno e 8 mesi per produrre
quanto noi utilizziamo in 365 giorni.

La popolazione umana sta crescendo in modo insostenibile, e con lei au-


menta il ritmo con cui le risorse vengono consumate. Le riserve d’acqua
dolce e le foreste si fanno sempre più scarse, così come le terre fertili,
mentre diverse specie di animali e piante sono minacciate dall’estinzione.

Oltre a consumare irresponsabilmente ciò che il pianeta le offre, la specie


umana è colpevole anche di utilizzare tutte queste risorse senza curarsi
degli scarti derivati dalla loro lavorazione.

I processi industriali trasformano materie prime in prodotti a noi utili,


ma nel frattempo immettono nell’ambiente ingenti quantità di anidride
carbonica ed agenti inquinanti.

Questi prodotti, una volta consumati, vengono poi spesso scartati senza
riguardo e senza una lavorazione adeguata, finendo per rimanere a gal-
la negli oceani, seppelliti nella terra o ammassati in enormi discariche.

Gli effetti derivanti sono numerosi, ma primo tra tutti è il riscaldamento


globale, che a sua volta genera tutta un’altra classe di problemi legati
ai cambiamenti climatici.

I cambiamenti climatici sono l’effetto più evidente dell’innalzamento


delle temperature, e sono in atto ormai da decine di anni. Tempeste
sempre più frequenti, irregolarità nel meteo, innalzamento dei livelli
del mare, scioglimento dei ghiacciai, sono solo alcuni degli ovvi segni
di un processo di cambiamento climatico già in corso.

A risentirne è anche la nostra stessa salute, messa in pericolo, tra l’altro,


dalla diminuzione della qualità dell’aria. L’aria delle grandi metropoli
sta diventando un vero e proprio veleno, con casi di patologie polmo-
nari sempre più frequenti e gravi. L’innalzamento dei livelli di CO2 e i
cambiamenti stagionali contribuiscono a creare inoltre un prosperoso
ambiente nel quale i pollini possono propagarsi, rendendo la vita difficile

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agli asmatici in primis.

L’umanità non può davvero permettersi di continuare su questa strada,


e anche se alcuni cambiamenti sono in atto, c’è ancora molto lavoro da
fare.

Prima però di addentrarci nelle possibili soluzioni da adottare per vivere


in modo più sostenibile, andiamo ad analizzare più nello specifico gli
aspetti della questione ambientale con i dati alla mano.

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Il fenomeno del riscaldamento globale

L’umanità ha sempre vissuto, senza accorgersene, dentro una serra.


Questa serra ha origine naturale, ed ha una funzione molto importante.
Senza di essa, infatti, il nostro pianeta sarebbe troppo freddo per ospi-
tare la vita così come la conosciamo.

La vita sulla Terra è indissolubilmente legata alla luce del Sole, che ci
trasferisce calore, e quindi energia, costantemente. Ma questa energia
solare, una volta assorbita dal pianeta, tende a essere restituita sotto
forma di radiazione infrarossa.

Questa radiazione infrarossa, che trasporta energia, verrebbe persa nello


spazio se non ci fosse una serra nell’atmosfera, che formata da diversi
gas in grado di riflettere gli infrarossi, fa rimbalzare indietro la radiazione.
Così facendo il pianeta riesce a mantenersi ad una temperatura ideale.

La serra, composta da gas come acqua, anidride carbonica e tanti altri,


si sta facendo però sempre più spessa, così da aver aumentato perico-
losamente le temperature a livello globale.

L’intero pianeta, dai mari alle foreste, dai ghiacciai alle grandi metropoli,
risentirà di questo innalzamento delle temperature, ma i responsabili
siamo solamente noi umani.

Nel 2014, infatti, un gruppo di 1300 scienziati ed esperti indipendenti


provenienti da tutto il mondo, ha steso un report in cui si conclude che
c’è una probabilità di oltre il 95% che siano state le attività umane a
causare l’aumento della concentrazione dei gas serra nell’atmosfera.
Solamente per quanto riguarda la CO2, le attività industriali ne hanno
aumentato la presenza del 48%.

La comunità scientifica avverte che senza degli interventi urgenti, il


riscaldamento globale potrebbe comportare un aumento delle tempe-
rature pari a 2° centigradi rispetto ai livelli pre-industriali entro il 2060,
e raggiungere anche i 5° alla fine del secolo.

I risultati di questo innalzamento delle temperature sono innumerevoli.

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L’eccessivo calore sta sciogliendo i ghiacci praticamente ovunque. Il
Monte Kilimanjaro, la più alta vetta in Africa, era coperta nel secolo scorso
da 20 chilometri quadrati di ghiacciaio, e oggi vede questa estensione
ridursi a meno di 3. Anche il permafrost delle regioni del nord si sta riti-
rando, costringendo intere popolazioni a fuggire dai propri paesi verso
terreni più saldi.

Una delle conseguenze dello scioglimento dei ghiacci è che il livello dei
mari si sta innalzando, mettendo in pericolo le città costiere in tutto il
mondo, con un aumento di 2 metri previsto per la fine del ventunesi-
mo secolo. Ciò è dovuto anche al fatto che l’acqua si espande quando
si riscalda.

Lo scioglimento delle calotte polari, ormai confermato da anni, è pe-


ricoloso anche perchè il ghiaccio bianco è in grado di riflettere molta
della radiazione proveniente dal Sole. In questo modo viene ridotto il
calore che raggiunge il pianeta, un funzionamento contrario a quello
dei gas serra.

Si tratta dunque di un circolo vizioso: i ghiacci si sciolgono, causando


un aumento del calore che rimane intrappolato nell’ atmosfera, che a
sua volta li fa sciogliere ancora di più.

E ogni anno la situazione si fa più drastica.

In Europa, 11 degli anni più caldi di sempre sono stati registrati solamen-
te negli ultimi 12, con ondate di calore che costano la vita a decine di
migliaia di persone e miliardi di euro di danni.

Nel 2003, per esempio, fu registrata in Europa una delle estati più calde
da almeno 500 anni. Circa 70.000 persone sono morte a causa dell’on-
data di caldo, la siccità ha messo in ginocchio l’agricoltura e il verde in
generale: gli incendi hanno distrutto il 10% delle foreste in Portogallo,
mentre la Francia ha perso il 20% della raccolta di grano. Ma quello del
2003 non è un fenomeno isolato, e basta tornare indietro di 2 anni per
incontrare un’altra catastrofica ondata di caldo.

Il riscaldamento globale, aumentando la capacità dell’atmosfera di im-


magazzinare umidità, provoca la siccità. Per ogni grado di temperatura
in più, l’aria può arrivare a contenere il 7% di umidità in più, che però poi

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non viene distribuita omogeneamente.

L’aria calda può assorbire enormi quantità di acqua, spostandole da un


luogo e scaricarle rapidamente in un altro. È per questo che spesso si
vedono effetti catastrofici ma opposti, come in questo caso quelli delle
inondazioni che si contrappongono alle siccità. In Cina, nel maggio del
2010, enormi inondazioni hanno ucciso più di 3000 persone e distrutto
un milione di case, costringendo 15 milioni di abitanti all’evacuazione.

Un altro importante effetto riconducibile alla CO2 è quello dell’acidifi-


cazione degli oceani, che combinato col loro aumento di temperatura
porta alla perdita di molte specie animali. In particolare chi ne risente di
più sono i coralli, una risorsa dal valore inestimabile per l’habitat marino,
il quale trae da essi nutrimento e protezione.
Le specie che potrebbero non subire effetti dall’acidificazione e dal
calore, risentirebbero fortemente del fatto di non trovare più dei coralli
nel loro ambiente.

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L’impatto del settore energetico

Oggi dipendiamo enormemente dall’elettricità, ma spesso non ci rendia-


mo nemmeno conto da dove questa provenga e quanta CO2 produca
il settore energetico.

Per esempio anche in Europa, dove sono in atto fortunatamente molte


politiche di salvaguardia ambientale, ci sono ancora centinaia di centrali
elettriche operanti a carbone, che sono quelle che inquinano di più.

La produzione di energia è il settore più inquinante nel continente, dove


la combustione di carburante è il principale responsabile dell’emissione
di gas serra (53%).

L’aumento della domanda da parte del mercato automobilistico e tecno-


logico, ha innalzato negli anni il consumo di energia e quindi l’emissione
di anidride carbonica nell’atmosfera. Solamente in Europa dagli anni
‘60 l’utilizzo di energia per capita è salito di circa il 40%, stabilizzandosi
negli anni.

Una mentalità “locale” non è però più sufficiente per fronteggiare i pro-
blemi da cui è afflitto il pianeta, e bisogna pensare su scala più grande,
considerando il quadro generale. In questo caso è necessario conside-
rare che molti paesi in via di sviluppo stanno facendo adesso quel salto
che noi abbiamo fatto ormai più di 50 anni fa. In un mondo ormai così
“globalizzato” è necessario che qualcuno dia inizio al cambiamento,
dimostrando che una vita sostenibile è possibile e che essa porta molti
vantaggi, trasformandolo in un fenomeno che vada oltre i confini di
una sola nazione.

Per ridurre l’impatto ambientale del settore energetico, i paesi dell’U-


nione sono stati incentivati ad utilizzare fonti di energia rinnovabili, ma
nel 2020 esse rappresentano ancora solamente un quinto dell’intera
produzione.

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Fonte: eurostat/ European Environment Agency

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Fonte: eurostat/ European Environment Agency

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L’esaurimento delle risorse naturali

Ogni cosa che si trova in natura e che può essere trasformata in un pro-
dotto di consumo è una risorsa naturale. Sono risorse naturali il legno,
l’acqua dolce, ma anche il pescato.

A causa del costante aumento della popolazione (oggi siamo 7.8 miliar-
di) le fonti di risorse naturali subiscono uno stress maggiore anno dopo
anno. Le previsioni dicono che nei prossimi 40 anni la richiesta di acqua
potabile crescerà del 50%, quella per il cibo del 70% e per l’energia del
100%.

Questo futuro innalzamento della domanda è già preoccupante per


sé, ma bisogna anche aggiungere il fatto che avverrà mentre dovremo
già affrontare i danni prodotti dall’utilizzo intensivo di risorse naturali,
combattendo cambiamenti climatici, perdita di sorgenti acquifere e
deforestazione.

Queste risorse non vengono utilizzate solo per soddisfare le necessità


basilari di ogni singolo uomo sul pianeta, come il mangiare, il riscaldarsi,
il bere, ma vengono anche impiegate per alimentare la macchina eco-
nomica. Praticamente tutte le nazioni del mondo vivono infatti secondo
il credo della crescita economica, che non deve essere rallentata per
nessun motivo e che deve produrre sempre di più. Ma tutto ha una fine,
e purtroppo ce ne siamo resi conto davvero tardi.

Ora bisogna prendere in considerazione anche la possibilità di un siste-


ma produttivo alternativo che non debba per forza crescere all’infinito. È
per questo che abbiamo introdotto questo libro parlando di sostenibilità
non solo ambientale ma anche economica.

Uno dei settori che sfrutta più intensivamente le risorse naturali è quello
alimentare.

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Sfamare il mondo ha un costo

La produzione di cibo ha influenzato l’ambiente più che ogni altra attività


umana nella storia. La maggior parte di tutti i terreni sono dedicati alla
produzione di cibo: circa un terzo di tutta la superficie sfruttabile della
Terra, un tempo ricoperta da foreste, è stata trasformata dagli uomini
in campi coltivati o pascoli.

L’iper sfruttamento del suolo, oltre a distruggere habitat naturali rom-


pendo ritmi instaurati migliaia di anni fa, lo rende spesso inutilizzabile
per le future generazioni. Un esempio è quello che è successo nel Golfo
del Messico, dove la perdita dei nutrienti causata dall’utilizzo di fertiliz-
zanti ha creato una zona “morta” di 13.000 chilometri quadrati.

Anche i pesticidi contribuiscono a danneggiare terreni e sorgenti d’ac-


qua: in America questi prodotti sono i responsabili numero uno dell’in-
quinamento di laghi e fiumi.

Le acque non vengono solo inquinante, ma anche prosciugate dall’a-


gricoltura: il 70% dell’acqua dolce del mondo viene utilizzata proprio
per l’irrigazione e la nostra dieta richiede in media l’impiego di 1200
litri d’acqua al giorno. Non sorprende quindi che molti laghi in tutto il
mondo perdano metri di altezza ogni anno.

Il riscaldamento globale peggiorerà ancora di più la situazione, impat-


tando l’agricoltura in vari modi:
• Riduzione della resa: con il global warming ci si aspetta che verrà
ridotta la resa delle piantagioni. Le alte temperature e la siccità met-
teranno sotto stress le colture e il bestiame, rendendoli vulnerabili a
malattie e affliggendo la loro produttività.
• Bisogno di irrigazione: in alcune parti del mondo l’andamento dei
raccolti dipende dalle precipitazioni. La crescita delle temperature
può far sparire la pioggia per periodi prolungati obbligando a irrigare
i campi artificialmente. Questo creerà problemi economici (irrigare
costa) e renderà più difficile accedere alle risorse d’acqua per alcune
popolazioni.
• Più parassiti: i parassiti, funghi e le erbacce tendono ad essere più
rigogliosi a temperature e livelli di CO2 più alti. Nuovi parassiti potreb-
bero essere introdotti in diverse regioni a seconda del cambiamento

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della temperatura ambientale e dell’umidità. Per esempio quelli che
crescono a basse latitudini potrebbero migrare in quelle più alte.

Spostandoci invece nei mari, troviamo un’altra risorsa naturale messa


a rischio dall’industria alimentare.

Il pesce è infatti un’essenziale fonte di cibo per l’uomo. In media, a livello


globale, costituisce il 16% delle proteine consumate dalla nostra specie,
ma in alcune nazioni questa percentuale è assai più elevata: nel Ban-
gladesh arriva al 50%, in Indonesia al 58% e fino al 65% del Ghana. In
totale un miliardo di persone al mondo fa affidamento al pesce come
fonte principale di proteine.

Secondo la Fao, la pesca intensiva ha portato a mettere a rischio prati-


camente due terzi delle specie marine, e il collasso di questa risorsa a
questo ritmo potrebbe avvenire entro il 2050.

In sé si tratterebbe di una risorsa rinnovabile, visto che i pesci sono ov-


viamente in grado di riprodursi autonomamente, ma il ritmo con cui
vengono consumati è troppo elevato. È lo stesso problema che stiamo
affrontando con molte altre risorse.

La tecnologia moderna potrebbe fare molto per modificare il modo in


cui queste risorse vengono impiegate, ma nonostante questo, il tasso
con cui vengono depredate è cresciuto drammaticamente, e molte di
queste non sono nè illimitate nè rinnovabili.

Tra le altre materie prime che l’ambiente offre, una delle preferite dall’uo-
mo è sicuramente il legno.

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La scomparsa delle foreste

Le foreste coprono all’incirca il 30% delle terre emerse. Esse sono una
componente vitale per il corretto funzionamento del pianeta, ospitando
circa l’80% delle biodiversità di terra (cioè non d’acqua).

Gli alberi sono una fonte essenziale di cibo, legname e riparo. Più di 1.6
miliardi di persone dipendono dalle foreste per il proprio sostentamen-
to e per l’integrità culturale della propria popolazione. Inoltre aiutano a
mantenere l’aria pulita, a regolare il ciclo dell’acqua, a catturare anidride
carbonica e prevenire i cambiamenti climatici e l’erosione del suolo.

Purtroppo però le foreste stanno velocemente scomparendo in tutto


il mondo.

Negli ultimi 60 anni, più della metà delle foreste tropicali nel mondo
sono state distrutte. È qui infatti che il fenomeno della deforestazione
è più intenso. Nel 2017, ogni secondo veniva persa un’area boschiva pari
a un campo da calcio.

In Europa la deforestazione rallenta il raggiungimento degli obiettivi


posti dall’Unione in varie aree, quali la protezione della biodiversità, i
cambiamenti climatici, i diritti umani, la pace, la sicurezza e la legalità.

Come con lo scioglimento dei ghiacci, il riscaldamento globale combi-


nato alla deforestazione può produrre un processo a feedback positivo,
ovvero un processo che si auto alimenta.

Per esempio, i vasti incendi come quelli dell’Australia del 2020 generano
ingenti quantità di CO2 dalla combustione di intere foreste andando
ad aumentare il surriscaldamento del pianeta, che è proprio una delle
cause di questi incendi.

I roghi sono solamente un effetto indiretto dell’attività umana, ma la


deforestazione è causata anche direttamente dall’industria: l’agricoltura,
il pascolo di bestiame, l’estrazione mineraria e le trivellazioni producono
circa il 50% della deforestazione.

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L’invasione dei rifiuti

In Europa usiamo 16 tonnellate di materiali a persona ogni anno, e di


queste circa 6 tonnellate diventano rifiuti. Pensiamo solamente a quan-
ta spazzatura casalinga di ogni tipo si butta ogni giorno: carta (carta
bianca, giornali, tessuti), plastica (contenitori di cibo, buste di patatine,
packaging di medicine), vetro (bottiglie), cibo (scarti vegetali, avanzi) e
molti altri.

Questo è un problema sotto vari aspetti.

Nonostante lo smaltimento dei rifiuti si faccia sempre più tecnologica-


mente avanzato, generarne così tanti significa che l’economia europea
perde una grossa quantità di materie prime secondarie come metallo,
legno, vetro e plastica, il che ne richiede quindi una continua estrazione
e dunque un consumo ininterrotto di risorse naturali.

Nel 2010 nel continente la produzione di scarti è stata di 2.5 miliardi di


tonnellate. Di queste, solamente una parte pari al 36% è stata riciclata,
mentre il resto è stato ammassato in discariche o bruciato.
Riciclare o riutilizzare ci avrebbe fatto risparmiare 600 milioni di ton-
nellate di scarti.

I rifiuti influiscono sull’ambiente per vari motivi. Molti di essi, ad esem-


pio, sono tossici, e possono danneggiare sia gli animali che gli uomini. Il
loro trattamento è strettamente regolamentato, ma proprio per questo
accade che per evitare lunghi o costosi processi burocratici essi rag-
giungano le acque o i terreni.

Le discariche sono poi uno dei più grandi produttori di metano, il quale
viene emesso dalla decomposizione dei rifiuti. Questo gas è in grado di
aumentare l’effetto serra più dell’anidride carbonica.

In Europa il settore che ha contribuito maggiormente alla produzione


di rifiuti è quello delle costruzioni, che riporta un dato pari al 36,4%, a
seguire vi sono le attività estrattive con il 25,3%, le attività manifattu-
riere con il 10,3%, i servizi idrici e di gestione dei rifiuti (10%), le attività
domestiche (8,5%). Nel resto vi sono le altre attività economiche, quali
i servizi e l’energia.

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Nel mondo gli Stati Uniti sono coloro che producono più rifiuti dome-
stici pro capite, circa 773 kg ogni anno, secondo gli studi della Verisk
Maplecroft. Inoltre il Paese ha uno dei peggiori indici relativo al riciclo. Il
dato statunitense è causato principalmente da regole governative per
nulla stringenti che si traducono anche nella manifattura di prodotti
contenenti agenti chimici pericolosi e non testati.

Vi sono numerose realtà e progetti che ipotizzano o hanno già in atto


soluzioni volte a contrastare tale problema. Nello specifico tra le diverse
proposte vi sono:
• Le sfuserie, che rappresentano un ottimo metodo per evitare di pro-
durre rifiuti plastici derivanti dal packaging dei prodotti alimentari,
dei cosmetici, cibo per animali o prodotti per la casa. Vi sono nume-
rosi negozi in Italia che impiegano questo modello e che si possono
trovare comodamente su sfusitalia.it, un motore di ricerca per le
sfuserie italiane.
• La carta generalmente viene proposta come soluzione ecologica,
essendo facilmente riutilizzabile e in particolare, laddove fosse pre-
sente nell’ambiente, è soggetta a facile degradazione. Ma essa viene
prodotta dagli alberi e un utilizzo eccessivo può avere effetti devastanti
sulla deforestazione. Tuttavia vi sono numerosi brand che offrono
imballaggi in carta o cartone riciclati.
• La plastica riciclabile al 100% si è molto diffusa negli ultimi anni. Il
90% di tutta la plastica prodotta nel corso del tempo, non ha mai
subito un processo di riciclaggio. La crescente massa di rifiuti plastici
rende insostenibile lo stesso processo per i sistemi di riciclo, ciò rende
più facile la dispersione di essa nell’ambiente o l’ultimazione negli
inceneritori delle discariche.

La recente pandemia dovuta al Covid-19, seppure ha ridotto l’emissione


di polveri sottili nell’atmosfera, ha creato una vera e propria rincorsa agli
alimenti confezionati e imballati con la plastica. Se prima di essa vi era
in atto una lotta alla plastica monouso, tale evento globale ha frenato
e azzerato gli sforzi sino ad oggi effettuati.
Fortunatamente l’UE nel 2019 ha approvato con una maggioranza molto
ampia la direttiva con cui verrà messa al bando la vendita della plastica
monouso entro il 2021. Vengono comprese cannucce, bicchieri, cotton
fioc, posate e piatti. Tuttavia numerosi paesi hanno prorogato lo stato
di emergenza sanitario sino al 2021 e dunque nulla esclude l’eventuale
proroga sul recepimento di tale direttiva da parte degli Stati Membri.

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Fonte: eurostat/ European Environment Agency

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Costruire una nuova relazione con la
Terra

Nonostante tutti i problemi che sta affrontando il pianeta, ancora non è


troppo tardi per costruire un nuovo tipo di relazione con la nostra cara
Terra.

Affinché una relazione funzioni, è necessario che tra le parti ci sia uno
scambio alla pari, e quindi una delle due non può solamente ricevere.
Il rapporto che gli umani si sono abituati ad avere con la Terra è sola-
mente a loro vantaggio.

Il nostro pianeta ci ha fornito tutto ciò di cui necessitiamo, e noi abbiamo


continuato a prenderlo fino ad abusare di questo privilegio, senza ren-
derci conto (almeno fino a poco tempo fa) delle possibili conseguenze
negative.

Oggi abbiamo però capito che ogni cosa raggiunge prima o poi una fine
e che non manca troppo al momento in cui la Terra potrebbe smettere
di farci questi regali.

La nuova relazione deve quindi prevedere la nostra gratitudine e il no-


stro impegno nei confronti della natura, ma c’è ancora oggi chi pensa
che questo non sia importante, ignorando le questioni come quella del
riscaldamento globale.

Quest’ultimo è un argomento acceso e controverso, perché include al


suo interno serie conseguenze nei settori dell’economia, della politica e
del sociale, che possono influenzare pesantemente le future generazioni.

Eppure alcune persone negano che questo fenomeno globale esista,


cercando di scappare dall’idea di dover affrontare ciò che il riscaldamen-
to globale causerà. Non importa però quanto ne neghiamo l’esistenza,
tutto questo è una realtà, e sta accadendo adesso.

È quindi importante affrontare le problematiche sollevate da questo


fenomeno con determinazione per il nostro stesso bene e per quello
delle generazioni che verranno.

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Per fare ciò abbiamo analizzato le cause del fenomeno. Ora rimane da
capire cosa fare per risolvere il problema e costruire una nuova relazio-
ne con la Terra. Questo tentativo di salvaguardia del pianeta richiederà
sicuramente molti cambiamenti, ma viene da chiedersi chi debba im-
pegnarsi per metterli in atto.

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Chi deve salvare il pianeta?

Spesso si sente dire che lo sforzo degli individui è inutile, perché ad in-
quinare il pianeta sono principalmente le grandi industrie e non i singoli
cittadini. Se in alcune aree questo è sicuramente vero, bisogna però tenere
conto del fatto che l’industria è strettamente legata al comportamento
del consumatore, che tramite le sue scelte può quindi influenzarla.

Ad oggi vi sono numerose realtà che fino a poco tempo fa erano estre-
mamente inquinanti e che stanno ora ponendo all’interno del proprio
piano d’impresa degli obiettivi di sostenibilità ambientale. Tale tenden-
za non è dovuta solamente ad una maggiore sensibilità da parte delle
aziende, ma anche da semplici leggi di mercato.

È chiaro infatti che per garantirsi dei profitti, le compagnie debbano


fornire prodotti in linea con le preferenze dei clienti. Se questi acquista-
no una maggiore sensibilità sui temi della sostenibilità, si può produrre
un allineamento su larga scala, perché le aziende dovranno adattarsi
a questa evoluzione della società per aumentare, o anche mantenere
stabili, i propri ricavi.

Incominciamo quindi a vedere sempre più fornitori di elettricità otte-


nuta da fonti rinnovabili, oppure aziende che si impegnano per avere
un totale netto di emissioni di CO2 pari a 0.

Un caso è quello della Lego, che ogni anno produce 19 miliardi di mat-
toncini in plastica, la quale tuttavia già dal 2012 ha investito milioni di
dollari nella ricerca di un materiale alternativo, sostenibile ed equipa-
rabile all’originale, con l’obiettivo di convertire il brand in 100% sosteni-
bile entro il 2030. La particolarità di questo caso risiede nel fatto che la
pressione è iniziata dal basso: molti bambini, insieme alle loro madri,
hanno inviato numerose lettere e segnalazioni affinché si smettesse di
produrre così tanta plastica.

Seppur il comportamento di una singola persona è irrilevante su scala


globale, cambiare il proprio stile di vita e la propria sensibilità può atti-
vare una reazione a catena che incide inevitabilmente sulla produzione
industriale e il comportamento di tutta la società.
Non dimentichiamoci inoltre che le nostre idee vengono rappresentate

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nelle istituzioni democratiche, che influenziamo allo stesso modo delle
industrie. Queste possono determinare dei cambiamenti ancor più im-
mediati rispetto a quello graduale che avviene con le diverse esigenze
del consumatore. Lo stato o un ente pubblico può imporre dall’alto un
divieto sulla produzione e al tempo stesso offrire privilegi e incentivi su
quella sostenibile.

In Europa il cambiamento è in atto da molti anni, sono numerose le


direttive e i regolamenti che pongono dei divieti sulla produzione. Basti
pensare alla recente direttiva già nominata in precedenza, che approvata
con una larga maggioranza dal Parlamento Europeo, vieta l’utilizzo della
plastica monouso entro il 2021. Lo stesso purtroppo non si può dire per
tante altre parti del mondo.

Bisogna poi considerare il fatto che in alcune aree sono i cittadini a in-
fluire di più rispetto all’industria, come ad esempio quelle dei mezzi di
trasporto e dei rifiuti urbani. E’ evidente come in questo ultimo caso sia
importante la sensibilità e la volontà del singolo nell’effettuare la raccolta
differenziata ma anche nel far pressione all’ente locale affinché questo
metta a disposizione i mezzi per rendere il riciclaggio possibile.

Le generazioni più giovani hanno il diritto di godersi una Terra in salute e


di avere il privilegio di godere di ciò che il pianeta offre. Il futuro dell’am-
biente che verrà vissuto dalle prossime generazioni è in mano a chi è
adulto oggi, ma sarà una loro responsabilità negli anni che verranno.

Per far in modo che non si facciano di nuovo gli stessi errori, è impor-
tante quindi coinvolgere anche i più giovani a questa causa. Educare
i bambini e renderli partecipi è un modo di combattere questo feno-
meno. I più piccoli dovrebbero ricevere presto un’educazione che con-
tenga informazioni base sul riscaldamento globale, con dialoghi aperti
e attività ricreative.

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32
La rivoluzione sostenibile

Dallo scenario esposto fin’ora, emerge che anche il singolo individuo


deve avviare dei cambiamenti.

Tutto ciò che facciamo, grande o piccolo che sia, buono o cattivo, può
infatti avere un impatto ogni giorno sull’ambiente: cosa mangiamo, come
usiamo la corrente e l’acqua a casa, dove andiamo in vacanza, come ci
spostiamo: tutto ciò ha un impatto a livello globale se consideriamo che
ci sono altri sette miliardi di persone come noi.

È quindi di cruciale importanza che tutti facciano anche un piccolo


sforzo per aiutare a minimizzare gli impatti negativi delle proprie azioni
sulla natura.

I primi e i più importanti benefici di una vita sostenibile chiaramente


riguardano l’ambiente, come la riduzione degli agenti inquinanti che
raggiungono la terra, l’aria e l’acqua. C’è poi la questione della preser-
vazione delle risorse naturali e delle specie viventi. Vivere sostenibile
significa sostenere ogni forma di vita, e rispettare il suo diritto di godere
del nostro stesso habitat.

Ma avere uno stile di vita più sostenibile non significa solamente aiutare
a salvare foreste e ghiacciai, ma anche vivere secondo una filosofia che
può migliorare la propria salute, far risparmiare denaro e migliorare la
qualità della propria vita e quella di chi ci sta accanto.

Praticamente tutti i consigli che forniremo ti faranno risparmiare denaro


senza accorgertene nemmeno. E ancora, un’altra serie di benefici, sia
diretti che indiretti, sono legati alla nostra stessa salute, per esempio
scegliere di acquistare prodotti naturali e bio, e cercare in generale di
ridurre l’inquinamento per non andare incontro a problemi legati alla
qualità dell’ambiente in cui si vive.

Fare dei cambiamenti nel proprio stile di vita può spaventare, ma vivere
sostenibile non significa per forza investire ingenti somme di denaro,
come quelle necessarie a installare pannelli solari, o cambiare comple-
tamente le proprie abitudini. Per rendere il tuo stile di vita green puoi
fare moltissime piccole cose.

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È per questo che abbiamo steso una lista di 100 semplici consigli con
cui ridurre l’impatto ambientale delle nostre vite. Nessuno sforzo è
troppo piccolo quando si tratta di salvare il pianeta, quindi non sentirti
in dovere di seguirli tutti.

Come abbiamo già detto, le più semplici scelte sostenibili possono fare
una grande differenza se a farle si è in molti, per cui ricordati anche la
potenza del passaparola.
Prima di lasciarti ai consigli, ci teniamo a rimarcarne uno iniziale, perché
la nostra lista, seppur lunga, non può comprendere tutto quello che una
persona può fare per ridurre la propria impronta ambientale.
Il primo passo, prima di scendere in azione, riteniamo sia fermarsi un
attimo a pensare alle proprie scelte e al loro impatto sull’ambiente.

Prendi uno dei tanti prodotti che usi, e incomincia a farti alcune domande:
per esempio, da dove viene la carne che hai comprato al supermercato
oggi? Quanti chilometri di strada ha dovuto percorrere, e in che tipo
di mezzo di trasporto? Con cosa è stato alimentato l’animale, e in che
condizioni ha vissuto? Come è stato coltivato il mangime di cui è stato
nutrito?
Lunghe catene di questo genere possono essere fatte partire da ogni
prodotto, e ad ogni passo si aggiungono possibili conseguenze negati-
ve sull’ambiente, sulla nostra salute e il nostro portafoglio: emissioni di
co2, prodotti nocivi, sfruttamento di terreno sono solo alcuni fattori che,
spesso ignorati, possono saltare fuori anche dopo una rapida analisi di
ciò che si compra e si consuma.
Lo stesso ragionamento può essere applicato non solo ai prodotti fisici,
ma anche alle nostre abitudini in svariati campi, come quello dei trasporti.
È impossibile vivere senza lasciare un’impronta sull’ambiente, ma siamo
in grado di renderla sempre meno profonda se ci fermiamo a ragionare
sui nostri acquisti, sulle nostre azioni e scelte.

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101 consigli pratici
per una vita sostenibile
Uso responsabile
dell’energia
1. Installa e usa un termostato
Riscaldare o diminuire la temperatura della propria abitazione quando
non c’è nessuno a casa, o quando tutti sono a letto, significa sprecare
una grande quantità di energia. Questo non è un male solo per l’am-
biente, ma anche per il tuo portafoglio. Invece di sprecare energia, puoi
comprare un termostato (oppure ricordarti di utilizzarlo correttamente,
se già lo hai!) per far sì che la temperatura sia di qualche grado più bassa
(o più alta d’estate) durante la notte o quando la casa è vuota. Puoi poi
far sì che essa torni ai valori desiderabili quando sei sveglio o quando
torni a casa.

2. Isola il tuo scaldabagno


Materiali per isolare il tuo scaldabagno sono facilmente reperibili e in-
stallabili. In questo modo puoi preservare il calore generato ed evitare di
sprecare energia, e il costo dell’isolamento di solito si ripaga nel primo
anno di utilizzo.

3. Scegli un nuovo scaldabagno senza serbatoio


Se il tuo scaldabagno sta diventato vecchio e stai pensando di sostitu-
irlo, potresti scegliere di comprarne uno senza serbatoio. Questi sono
in grado di riscaldare l’acqua quando ne hai bisogno invece di doverne
riscaldare un serbatoio intero per averla a disposizione più avanti. Così
facendo si risparmia energia e denaro, andando a diminuire il prezzo
delle bollette relative al riscaldamento dell’acqua.

4. Raffredda la tua casa in modo naturale


D’estate un semplice rimedio al caldo è abbassare le serrande e le tende,
in modo che il calore proveniente dal sole si fermi prima di raggiunge-
re le stanze. I ventilatori a soffitto possono diminuire drasticamente le
temperature, mentre se usi aria condizionata, cerca di non scendere
sotto i 24 gradi, aumentandone la potenza solo quando strettamente
necessario, e magari collegando l’impianto ad un termostato, come
spiegato nel consiglio numero 1.

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5. Sostituisci le lampadine con tecnologie più mo-
derne
Passare da incandescenza a fluorescenza, o da fluorescenza a LED, per-
mette di risparmiare grandi quantità di corrente, ma non solo. Le nuove
lampadine sono infatti in grado di durare molto di più delle vecchie, e
quindi le dovrai sostituire più raramente.

6. Spegni le luci
Molte persone sono colpevoli di lasciare luci accese per tutta casa. Biso-
gna ricordare che per quanto piccolo, ogni risparmio di corrente conta.
Fai in modo che diventi una buona abitudine a casa spegnere le luci
quando si lascia una stanza, così come televisori, stereo e computer
quando non in uso.

7. Controlla l’efficienza del tuo frigo e freezer


I frigoriferi che hanno più di 10 anni consumano circa il 60% di elettricità
in più rispetto ai nuovi modelli. Per essere sicuro di non utilizzare più
energia del necessario, mantieni la temperatura del frigorifero a 3-4 °C
e del freezer a -18 °C. Così facendo potrai mantenere il cibo alla giusta
temperatura senza sprecare troppa corrente. Un trucco è quello di pulire
il condensatore una o due volte l’anno per evitare che il motore debba
entrare in azione troppo spesso.

8. Usa il microonde
Quando possibile, usare il microonde al posto del classico forno può farci
risparmiare molto, visto che questa tecnologia usa il 75% di energia in
meno rispetto a quella tradizionale.

9. Stacca le spine
Molte televisioni, computer e attrezzi in cucina continuano a consumare

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elettricità anche se spenti. Staccali dalla spina se non li utilizzerai nei
prossimi giorni, come per esempio quando vai in vacanza.

10. Avvia la lavastoviglie solo se completa


Prima di avviare la lavastoviglie, controlla che sia davvero piena. Userai
meno corrente e meno acqua. Puoi inoltre scegliere il programma di
asciugatura ad aria o a freddo, invece che a caldo. Questo ti può far ri-
sparmiare dal 15 al 50% di energia per ogni carico.

11. Installa dei regolatori digitali


Avere dei regolatori al posto dei classici interruttori può aiutarci a ri-
sparmiare corrente semplicemente diminuendo l’intensità della luce.
Se però questi regolatori (anche detti dimmer o varialuce) non sono
di nuova generazione, questo risparmio potrebbe esserci negato. Un
regolatore che in uso diventa caldo è un segno che è ora di sostituirlo
con uno nuovo, digitale.

12. Isola i tubi dell’acqua calda


Nel consiglio numero 2 abbiamo parlato di come risparmiare energia
isolando lo scaldabagno. Lo stesso può essere fatto con tutte le tubature
in cui scorre acqua calda che si trovano in posti non riscaldati.

13. Utilizza dei sensori di movimento


Soprattutto per le luci da esterno, installare un sensore di movimento
può far risparmiare molta corrente evitando che esse rimangano accese
per tanto tempo inutilmente.

14. Liberati delle correnti d’aria


Se i tuoi infissi lasciano passare troppa aria, stai letteralmente buttan-

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do soldi dalla finestra. Investi del tempo per sigillare porte e finestre in
modo da diminuire le perdite di calore.

15. Abbassa la temperatura dello scaldabagno


In molte case la temperatura dello scaldabagno è fin troppo alta rispet-
to all’utilizzo che se ne fa. Ciò costringe a miscelare l’acqua calda con
molta acqua fredda per ottenere una temperatura accettabile. Una
temperatura di 60 °C è abbastanza per uccidere i germi ma non così
elevata da sprecare molta energia.

16. Informati sui sussidi


Il Governo mette a disposizione sussidi per stimolare le ristrutturazioni
delle case volte a migliorarne l’efficienza energetica. Rimani informato
a riguardo chiedendo anche consiglio al tuo fornitore di energia, alle
autorità locali o anche semplicemente facendo una ricerca web.

17. Richiedi una consulenza energetica


Molte compagnie offrono ispezioni energetiche gratuite. Informati a
riguardo per scoprire se stai sprecando energia in qualche modo che
non ti saresti aspettato.

18. Imposta al massimo i criteri di risparmio ener-


getico del computer
I moderni computer, anche quelli fissi, permettono di impostare ma-
nualmente i criteri di risparmio energetico. Quando non hai bisogno
dell’intera potenza di calcolo del tuo pc, puoi scegliere la modalità eco
in modo da consumare una minor quantità di energia.

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19. Utilizza caldaie a condensazione
Questo tipo di caldaie garantiscono un alto rendimento energetico e
termico e recuperano il calore dei fumi prodotti dalla combustione che
nelle normali caldaie viene invece disperso.

20. Riscalda una stanza alla volta


Nella maggior parte dei casi, quando si accende il riscaldamento, gli
impianti iniziano a erogare calore in tutti gli ambienti della casa, ma
questo non è sempre necessario.

21. Utilizza una vernice ecologica


Se devi ridipingere l’interno o l’esterno della tua abitazione, puoi sce-
gliere di utilizzare un prodotto italiano ottenuto da materiali riciclati ed
in grado di purificare l’aria. Questo particolare tipo di vernice, chiamata
Airlite, ha molteplici funzioni: rimuove gli ossidi di azoto dall’aria (alcuni
dei principali agenti inquinanti), elimina i germi prevenendo la cresci-
ta di muffe e microbi e riduce gli odori. Inoltre ha anche una funzione
isolante, rallentando l’assorbimento di calore. Il prodotto è composto al
40% di materie prime ottenute da materiali riciclati e viene realizzato in
uno stabilimento in Svizzera alimentato al 100% da fonti rinnovabili. Per
funzionare, la vernice richiede luce ultravioletta, la quale permette agli
elettroni del materiale di combinarsi con i composti esterni. Secondo
l’azienda produttrice, una parete di 100 m2 dipinta con Airlite presenta
gli stessi benefici di una foresta di pari estensione.

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Alimentazione sostenibile
22. Conserva meglio il cibo
Al fine di evitare ulteriori sprechi alimentari è bene sapere come con-
servare correttamente gli ortaggi. Per prima cosa quando la verdura ti
viene venduta all’interno di un imballaggio di plastica, non toglierla ma
pratica dei fori su di esso e riponilo nel ripiano più basso del frigorifero.
Questo offrirà più vita e freschezza a verdure come carote, rucola, spinaci,
lattuga e non solo. Molte verdure possono essere conservate più a lungo
mediante piccoli accorgimenti: broccoli, sedano, peperoni verdi e altri
ortaggi possono essere avvolti in un foglio per alimenti; i funghi invece
non vanno mai conservati in contenitori di plastica, bensì di carta. Al fine
di evitare che le patate germoglino o diventino verdi, bisogna tenere in
considerazione due fattori: la temperatura e la luce. La patata oltre i 12°
tenderà a germogliare, quindi è consigliato mantenerla in un luogo fre-
sco tra i 6° e i 12°, inoltre vanno conservate in un ambiente buio. Il luogo
ideale è quindi il frigorifero, attenzione però a non scendere al di sotto
dei 6° o altrimenti tenderanno ad addolcirsi; è consigliato metterle nel
cassetto per la verdura o creare un luogo fresco all’interno della casa.

23. Compra solo ciò che utilizzerai


Può spesso capitare di dover buttare alimenti che sono andati a male
perchè non abbiamo avuto il tempo di consumarli. Cerca di comprare
solamente ciò che sei sicuro utilizzerai, magari tenendo traccia di ciò che
c’è in cucina e di ciò che andrai a preparare nella settimana. In questo
modo sprecherai meno cibo e meno denaro.

24. Compra naturale e bio


Informati sui metodi con cui viene prodotta la frutta e verdura che com-
pri, in modo da evitare piantagioni intensive, oppure quelle che fanno
uso di pesticidi e fertilizzanti inquinanti. Quando compri un prodotto
con l’indicazione bio, la legge ti assicura che è stato realizzato senza
prodotti chimici artificiali e nel rispetto dei territori, per garantire la tua
salute e quella dell’ambiente.

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25. Evita imballaggi inutili
Spesso gli stessi prodotti che vengono venduti imballati possono esse-
re acquistati sfusi nello stesso luogo in cui sono venduti. Così facendo
eviteremo di immettere altra plastica inutile nell’ambiente e andremo
anche a risparmiare, visto che non dovremo pagare le spese relative
alla produzione del packaging. Sapevi che nell’Unione Europea ogni
persona produce 31 kg di scarti di plastica ogni anno?

26. Compra prodotti di stagione


Comprare prodotti di stagione, oltre ad aumentare la qualità dei nostri
acquisti riduce il nostro impatto ambientale, dato che seguendo il rit-
mo della natura è possibile evitare l’uso di serre, tecniche inquinanti e il
trasporto da altre regioni. A questo proposito, utilizza il calendario della
frutta e verdura di stagione che trovi nell’appendice.

27. Compra locale


Praticamente in tutte le città puoi trovare un mercato dove viene vendu-
ta frutta, verdura, carne, pane provenienti da piccoli produttori locali. In
questo modo, non solo supporterai l’economia locale, ma avrai accesso
anche a prodotti più freschi e di qualità. Comprare locale si traduce poi
in meno chilometri percorsi dalla merce, e quindi meno inquinamento
derivato dal trasporto. Spesso potrai informarti direttamente col vendi-
tore sulle tecniche di coltivazione, i pesticidi utilizzati ecc.

28. Utilizza contenitori riutilizzabili per il pranzo


Se ti capita di dover preparare il pranzo e consumarlo fuori casa, acqui-
sta dei contenitori riutilizzabili per portarlo con te. Eviterai di sprecare
soldi inutilmente per plastica usa e getta.

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29. Evita i confezionamenti multipli
Oggi la quantità di packaging utilizzata per i prodotti alimentari è
spaventosa. Spesso alcuni di questi vengono venduti in confezioni che
contengono tanti piccoli prodotti impacchettati singolarmente, come
ad esempio il burro o il tonno in scatola. Comprare confezioni più gran-
di non solo ti farà risparmiare ogni volta che andrai a fare la spesa, ma
ridurrà anche la quantità di scarti da te prodotti.

30. Produci compost


Compostare gli scarti della frutta e della verdura è un modo eccellente
per ridurre l’emissione di rifiuti nel sistema, evitando quindi il trasporto,
smistamento e smaltimento degli stessi, processi impegnativi e dispen-
diosi per l’ambiente e il proprio paese. Il compost produce ricchi nutrienti
per il tuo giardino. Se hai un’area verde in comune col tuo condominio,
potresti anche proporre di creare un’area di compostaggio condivisa,
stimolando anche l’interesse nei temi di sostenibilità ambientale nelle
persone intorno a te.

31. Non sprecare acqua


Lasciare l’acqua scorrere mentre si aspetta che si scaldi è uno spreco
inutile. Puoi invece raccoglierla e utilizzarla in altri modi, per esempio
per cucinare, innaffiare le piante o imbottigliarla e metterla in frigo per
berla.

32. Utilizza meno energia quando cucini


Ci sono diversi modi per farlo: innanzitutto puoi utilizzare un coperchio
quando fai bollire l’acqua, per farla arrivare a temperatura più veloce-
mente. Quando bolle puoi abbassare la fiamma, perchè l’acqua rimar-
rà a 100 °C indipendentemente da quanto bolle forte. Molti cibi non
hanno poi bisogno di essere messi in un forno pre-riscaldato, e questo
può essere spento negli ultimi 10-15 minuti di cottura per piatti a lunga
cottura, dato che il calore rimasto basterà a finire la cottura.

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33. Scongela prima di cuocere
Alcuni alimenti possono essere messi a cuocere direttamente da conge-
lati, ma questo richiede l’utilizzo di più energia. Puoi lasciarli scongelare
a temperatura ambiente o anche in frigo per evitare sprechi.

34. Utilizza acqua del rubinetto e bottiglie riutilizzabili


Compra una bottiglia di vetro, riempila d’acqua e tienila in frigo. Eviterai
di comprare acqua in plastica, oppure se già utilizzi quella del rubinetto
non dovrai aspettare ogni volta che questa si raffreddi prima di berla.

35. Compra usa e getta compostabile


Può capitare in alcune occasioni di doversi rivolgere all’usa e getta, ma
per fortuna al giorno d’oggi ci sono molte alternative compostabili, che
quindi possiamo buttare direttamente nell’organico. Dal 2021, inoltre,
prodotti come bicchieri, piatti e posate di plastica dovranno essere per
legge rimossi dagli scaffali dei supermercati.

36. Sfrutta i prodotti in scadenza


Molti supermercati applicano grosse percentuali di sconto su prodotti
che, essendo prossimi alla scadenza, dovranno essere per legge scar-
tati. Si tratta di alimenti ancora in ottime condizioni, e il loro acquisto
rappresenta una fantastica fonte di risparmio e di riduzione dei rifiuti.
TooGoodToGo è un’applicazione che ti segnala supermercati, ristoranti
e bar che, prossimi alla chiusura o allo scarto di alcuni prodotti, offrono
di acquistarli a prezzi davvero convenienti.

37. Mangia meno carne


L’allevamento di bestiame è una delle industrie che più impattano
sull’ambiente. Prova a diminuire il consumo di carne nella tua dieta,
sostituendola con altri alimenti.

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38. Cucina per conservare più a lungo
Se hai comprato troppe cose e hai paura che si possano rovinare in
frigorifero, puoi cucinarne alcune e congelarle. Così facendo eviterai
di buttare cibo, avrai un pasto pronto per quando ne avrai bisogno ed
eviterai sprechi.

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Buone abitudini
39. Sfrutta il potere delle piante
Tenere delle piante in casa aiuta a mantenere l’ambiente pulito, dato
che molte sono in grado di assorbire gas nocivi.

40. Usa meno acqua per lavarti


Fare un bagno permette di utilizzare meno acqua se si ha l’abitudine
di farsi una doccia lunga più di 10 minuti. Se non hai una vasca, cerca
di mantenere breve la doccia. È possibile poi installare dei soffioni che
riducono i consumi: puoi arrivare a risparmiare il 50% dell’acqua senza
sentire differenza.

41. Installa dei nuovi gabinetti


Nuovi gabinetti significa meno acqua usata nello scarico. Se non puoi
permetterti di sostituirli, potresti mettere una bottiglia di plastica nel
serbatoio, in modo tale che ad ogni scarico venga usata meno acqua.

42. Ripara invece di buttare


Il fatto che molti prodotti vengano a costare sempre di meno ci tenta
a sostituirli completamente quando smettono di funzionare, anche se
spesso potrebbero essere riparati ad una frazione del costo. Oltre a farti
risparmiare soldi, riparare riduce anche i rifiuti diretti in discarica.

43. Riduci gli sprechi quando fai dei regali


Metti sempre da parte pacchi e buste riutilizzabili che ricevi quando
qualcuno ti fa un regalo. Ti torneranno utili quando dovrai farne uno
tu, oppure invece di comprare carta da pacchi potresti utilizzare vecchi
giornali o fumetti, che aggiungono anche un tocco di stile in più.

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44. Smaltisci il tuo vecchio cellulare
Secondo greenpeace ogni anno nel mondo si accumulano circa 44 mi-
lioni di rifiuti elettronici e in essi sono compresi i nostri cellulari che non
possono essere gettati all’interno di un comune cassonetto. Un valido
metodo per poter ridurre il numero di rifiuti elettronici è alimentare l’e-
conomia circolare, ad esempio consegnando il nostro vecchio cellulare a
negozi che aderiscono al sistema della vendita ricondizionata. Il decreto
“uno contro zero” obbliga ogni rivenditore a ritirare i vecchi modelli di
cellulari senza obbligo d’acquisto.
Inoltre tanti altri assicurano in cambio un buono per poter acquistare
un nuovo cellulare.
Infine un cellulare, anche se di vecchio modello, può pur sempre essere
una valida scorta in caso di emergenza oppure se in buone condizioni,
può essere venduto sui siti di annunci online.

45. Riutilizza ogni volta che puoi


Ti sei mai fermato a pensare alla quantità di rifiuti che una famiglia ge-
nera ogni giorno? La prossima volta, prima di buttare qualcosa cerca
di riutilizzarla. Per esempio molto del packaging può essere impiegato
come contenitori, oppure magliette vecchie e macchiate come stracci
per pulizie. Con un po’ di creatività potresti rimanere sorpreso di quante
cose possono godere di una seconda vita.

46. Dona ciò che non usi più


Invece di buttare ciò che non usi più, puoi darlo in beneficenza. Vecchi
vestiti, scarpe, oggetti d’arredamento, attrezzature sportive e giocattoli
sono ben accetti dagli enti di beneficenza. Avrai meno ingombri in casa,
produrrai meno rifiuti e aiuterai le famiglie bisognose.

47. Dì no alla pubblicità


Un semplice avviso scritto sulla casella postale può ridurre la quantità
di pubblicità su carta che riceviamo, evitando scocciature e sprechi di
materia prima, dato che le aziende piano piano dovranno utilizzarne

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sempre meno.

48. Riduci l’uso dei tovaglioli di carta


L’industria della carta è molto inquinante, per questo è una buona idea
ridurne l’utilizzo dove possibile, per esempio sostituendo i tovagliolini
di carta con quelli lavabili in stoffa.

49. Scegli batterie ricaricabili


Ancora oggi è indispensabile avere delle pile cariche in casa. Fai un fa-
vore all’ambiente e scegli quelle ricaricabili. Costano di più all’inizio ma
producono molti meno rifiuti e dopo alcune ricariche ti faranno anche
risparmiare soldi.

50. Informati su ciò che puoi riciclare


A seconda della città in cui ti trovi, i materiali che possono essere riciclati
sono diversi. È importante quindi informarsi, perchè spesso le persone
dividono i propri rifiuti in modo errato. In alcuni luoghi c’è anche il rischio
di venir multati per aver gettato un rifiuto nel cassonetto sbagliato, un
motivo in più per fare attenzione.

51. Smaltisci i rifiuti pericolosi correttamente


I vari comuni hanno diversi programmi per smaltire correttamente
materiali pericolosi come batterie, dispositivi elettronici, oli usati e so-
stanze tossiche come vernici. Informati per far sì che questi rifiuti non
raggiungano le normali discariche.

52. Riduci il flusso dei tuoi rubinetti


Ridurre il consumo d’acqua è importante sia per motivi economici che
ambientali. Per farlo, installa dei risparmiatori d’acqua, come rompigetto

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e aeratori. Dopo essere stati montati sulla canna del rubinetto, riducono
il consumo dell’acqua dal 30 al 70%.

53. Usa prodotti naturali per le pulizie


Quasi tutti i prodotti per la pulizia della casa possono essere ricavati da
aceto, bicarbonato e acqua. Puoi usare l’aceto come un disinfettante
naturale, per eliminare odori, per pulire superfici e finestre, oltre a po-
terlo impiegare come ammorbidente in lavatrice. Per le pulizie in ba-
gno puoi impiegare un impasto di bicarbonato e acqua. Se preferisci
comunque acquistare dei prodotti ad-hoc, ricordati che ormai ci sono
molte compagnie che offrono alternative ecosostenibili

54. Compra prodotti riciclati quando possibile


Molti dei prodotti che usiamo ogni giorno posso essere ottenuti da ma-
teriali riciclati. Rispetto alle loro controparti ottenute da materie prime
“vergini”, questi prodotti riducono di molto l’inquinamento e l’impiego
di energia. I prodotti che più facilmente sono reperibili in forma riciclata
sono quelli derivati dalla carta, come quella impiegata nelle stampanti.

55. Riutilizza la carta


Molto spesso finiamo per utilizzare solo la metà di un foglio. Riserva uno
spazio sulla scrivania o in casa per conservare quelli già stampati o su
cui hai scritto qualcosa. Potrai poi riutilizzarli, per esempio, per prende-
re appunti. Avrai sempre bisogno di un pezzo di carta su cui scrivere
qualcosa.

56. Evita i lavaggi a secco


La maggior parte dei prodotti chimici utilizzati nel lavaggio a secco è
altamente tossica, per l’ambiente e le persone. Essi infatti possono ri-
manere sui vestiti e rappresentare un rischio per chi li indossa a lungo.
Quando fai degli acquisti, controlla l’etichetta per evitare i vestiti che
richiedono questo tipo di lavaggio.

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57. Evita giocattoli a batterie
Spesso a Natale o al compleanno di un bambino vengono regalati molti
prodotti a batteria o comunque elettronici. Un’opzione alternativa, come
un libro o un puzzle, oltre a sviluppare l’immaginazione e la creatività
di un bambino, protegge l’ambiente.

58. Paga le bollette online


Alcune compagnie offrono l’opzione di ricevere le proprie bollette elet-
tronicamente, il cui pagamento può avvenire online: un modo per ri-
sparmiare tempo e carta.

59. Aiuta le associazioni no-profit


In tutto il mondo, compreso il nostro Paese, esistono moltissime orga-
nizzazioni no-profit che combattono per difendere l’ambiente. Puoi
supportare le loro battaglie, che si tratti di quelle di un ente interna-
zionale come il WWF oppure di una piccola associazione locale. Fare
una donazione, anche se piccola, ti farà sentire coinvolto e partecipe a
qualcosa di più grande.

60. Chiudi il rubinetto


I nostri genitori ce lo avranno detto centinaia di volte, ma spesso può
ancora succedere che ce ne dimentichiamo: ricordati sempre di chiu-
dere il rubinetto mentre ti lavi i denti o ti radi.

61. Scegli un fornitore eco-friendly


Per quanto riguarda i fornitori di energia, è possibile fare una scelta so-
stenibile e rivolgersi a quelli che impiegano fonti rinnovabili. Informati
sui servizi disponibili nella tua area e considera di cambiare fornitore. Più
persone si serviranno di fonti di energia sostenibili, più queste verranno
sviluppate e diffuse.

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62. Diffondi il verbo
Che tu viva ancora con i tuoi genitori, o che invece tu abbia già dei dei
figli, è importante cercare di informare le altre persone sui vantaggi
delle scelte ecologiche. Incomincia quindi da quelle più vicine a te. La
salvaguardia del pianeta è un lavoro che va svolto insieme.

63. Usa una borraccia termica


Se ancora non utilizzi una borraccia, oppure ne hai una ma senza uno
strato isolante, puoi pensare di comprarne una termica. Ormai non co-
stano molto e ti permettono di portare con te liquidi caldi o freddi, la
cui temperatura viene mantenuta per praticamente un’intera giornata!

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Shopping consapevole
64. Compra made in italy
Oltre a sostenere l’economia del nostro paese, comprare made in italy
significa spesso far percorrere migliaia di chilometri di meno alle merci
che acquistiamo.

65. Utilizza una matita ecologica


Se ti piace disegnare o sei una persona che prende molti appunti, po-
tresti valutare l’acquisto di una matita ecologica. Il progetto di Perpetua
è tutto italiano e unico nel suo genere, si tratta di una matita realizzata
in modo ecologico e senza produrre nuova grafite, evitando vernici e
sostanze tossiche. Questa matita è costruita in Zantech, un particolare
materiale brevettato, composto per l’80% da grafite recuperata da scarti
industriali permettendo il suo totale riciclo.
Il nome “perpetua” si riferisce alla sua caratteristica unica che permette
un utilizzo prolungato e una resistenza superiore a rottura e spuntatura.

66. Passa al digitale


Comprare le versioni digitali dei libri può far risparmiare molto tempo,
denaro e permette di ridurre la quantità di carta stampata in circolazione.
Gli ebook sono disponibili immediatamente all’acquisto e con il cloud
puoi portare una gigantesca libreria sempre con te, consultabile con
un ebook reader come il Kindle ma anche con smartphone, tablet e pc.
Non sono poche le persone a preferire la carta stampata, ma soprattutto
per lo studio le versioni digitali forniscono molti strumenti utili, uno fra
tanti la ricerca delle parole nel testo, senza contare poi il vantaggio di
non doversi portare chili e chili di manuali universitari sulle spalle.

67. Compra un power bank solare


Nel bene o nel male, usiamo il nostro telefono sempre di più con il pas-
sare degli anni. Questo significa che abbiamo bisogno spesso della sicu-
rezza di una batteria completamente carica, ma non sempre abbiamo
una presa intorno o il caricabatterie con noi. La soluzione ovviamente
è acquistare un power bank, ma sapevi che ne esistono anche con dei

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pannelli solari integrati? Puoi lasciarlo caricare a casa al sole e portare
una bella quantità di energia pulita sempre con te.

68. Evita le confezioni in plastica e compra sfuso


Molti prodotti possono essere trovati senza il packaging in plastica a cui
siamo ormai purtroppo abituati. Una bottiglia di shampoo, per esem-
pio, può essere sostituita da una saponetta che viene venduta con una
semplice confezione di carta. Sempre rimanendo nel campo dei saponi,
alcuni supermercati offrono l’opzione di comprarli sfusi, riempiendo un
contenitore che si porta da casa. Molto comodo è Sfusitalia, il motore di
ricerca italiano per trovare i negozi “alla spina” più vicini.

69. Scegli vestiti prodotti con tessuti sostenibili


Tra i tessuti che inquinano di più vi sono quelli artificiali prodotti con
sostanze petrolchimiche che vengono anche assorbite da chi li indossa,
cioè il poliestere, il nylon e gli acrilici. Anche la viscosa è artificiale ma è
a base di cellulosa ed è quindi collegabile a problemi di deforestazione.
Tra i tessuti sostenibili invece vi sono il cotone e la lana biologici. Questi
vengono prodotti con metodi a basso impatto ambientale, evitando l’uso
di pesticidi e fertilizzanti artificiali. Essi vengono certificati da organismi
terzi secondo le norme dell’Unione Europea.
Il bambù spesso viene considerato sostenibile data la facilità di crescita
delle diverse piantagioni. Il problema si nasconde dietro la successiva
produzione del tessuto. E’ bene chiedere informazioni in relazione al
processo chimico impiegato.
Infine una serie di tessuti biologici ancor più pregiati e difficili da trovare
in commercio: la lana di alpaca, la seta vegana, il poliestere con materiale
da riciclo, la canapa e il cashmere.

70. Compra prodotti in grado di durare


La nostra società è diventata usa e getta. Invece di comprare qualcosa
solo perché è poco costoso, fermati a pensare a quanto potrebbe du-
rare rispetto ad un prodotto equivalente con prezzo superiore. Spesso
la differenza in termini di durata di vita è significativa, e scegliere di

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spendere un po’ di più subito si traduce in un risparmio nel tempo, e
quindi anche un’impronta ambientale più leggera.

71. Acquista da compagnie responsabili


Le compagnie che usano materiali riciclati e fanno uso di un packaging
leggero capiscono l’importanza di proteggere il nostro ambiente. Usa
il tuo denaro come un mezzo per esprimere ciò in cui credi, facendo
capire alle aziende più green che apprezzi i loro sforzi, acquistando i
prodotti sostenibili che offrono.

72. Utilizza una shopping bag


Tieni sempre una borsa riutilizzabile con te o in macchina, così ogni volta
che andrai a fare degli acquisti non avrai bisogno di farti dare una busta
che butterai il giorno stesso. Alcuni supermercati permettono anche di
utilizzare pacchi di cartone delle merci per portare via la spesa.

73. Tieni nota delle tue spese


Registrare le spese che vengono effettuate quotidianamente permette
di responsabilizzarsi al fine di eliminare le spese più superflue e gli spre-
chi. Un esempio è rappresentato dall’acquisto delle bevande alcoliche
o sigarette. Finder.com ha condotto recentemente uno studio in base
a cui il 64% degli uomini adulti beve almeno una bevanda alcolica alla
settimana, mentre la percentuale relativa alle donne adulte è del 52%.

74. Compra usato


L’economia circolare permette di risparmiare e diminuire la domande del
mercato per prodotti nuovi, che si traduce in un minore sfruttamento di
materie prime e minori emissioni. Prima di comprare qualcosa puoi fare
una ricerca su piattaforme come subito.it, Ebay o anche il marketplace
di facebook, dove viene venduto praticamente di tutto: console, stru-
menti musicali, vestiti. Se non trovi quello che stai cercando, potresti
anche inserire un annuncio di cercasi.

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75. Vesti vintage
Il vintage non passa mai di moda, e permette di risparmiare tantissimo,
oltre a rappresentare una scelta ecologica. Puoi cercare online o visita-
re gli ormai numerosi mercati e negozi dell’usato nella tua città, dove
potrai esplorare gli stili del passato che tornano ciclicamente in voga.

76. Usa prodotti naturali


In risposta all’incremento della domanda da parte dei consumatori,
sempre più aziende hanno incominciato a realizzare prodotti con mate-
riali naturali, come ad esempio il bambù. Dai vestiti agli spazzolini, puoi
trovare praticamente di tutto prodotto in maniera sostenibile.

77. Controlla la qualità dei vestiti che acquisti


Ecco sette regole che possono aiutarti a farlo:
• Diffidare dai prezzi troppo bassi. Abbastanza ovvio ma spesso di-
menticato o oscurato da un bel design, è il fatto che prezzi irragio-
nevolmente bassi su articoli nuovi sono possibili grazie a qualità
scarsissime dei materiali e della produzione.
• Un occhio di riguardo alle cuciture. Di solito gli abiti di più buona
fattura tendono ad avere cuciture regolari ed equidistanti, ancora
meglio se numerose: è infatti tipico degli articoli scadenti avere un
basso numero di cuciture e una distanza irregolare fra esse.
• Controllare la consistenza del tessuto nelle zone critiche, ovvero il
tessuto che sta sotto e sopra le maniche, il lembo che costituisce il
cavallo dei pantaloni e la sagoma vera e propria del modello.
• Allenare il tatto a riconoscere i diversi tessuti. Una stoffa crespa e
sgradevole al tocco non è il massimo e potrebbe addirittura dare fa-
stidio alla pelle, mentre un tessuto di buona qualità risulterà morbido
e dunque di gran lunga più confortevole.
• Non scordarsi di leggere l’etichetta! Le informazione racchiuse all’in-
terno di quelle poche righe sono preziosissime e determinanti.
• Fare attenzione ai tipi di coloranti usati. Leggi di nuovo l’etichetta:
se si raccomanda di lavare l’abito ad una temperatura stranamente
bassa, è perché i coloranti impiegati nel processo di produzione sono
scadenti e svanirebbero nel nulla nel caso in cui il vestito dovesse

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essere sottoposto ad un lavaggio ad alta temperatura.
• La prova “simmetrica”. È molto probabile che un capo non egregio
a livello di fattura sia ulteriormente mortificato da motivi che non
combaciano. Lo stesso si può verificare sia sulle fantasie che sulla
forma intera dell’abito.

78. Regala alberi per combattere la deforestazione


Se ti senti in vena per una piccola donazione, ci sono molte realtà che

permettono di piantare alberi in luoghi del mondo dove ce n’è davvero


bisogno. Con Treedom, ad esempio, puoi regalare alberi ai tuoi cari o a
te stesso, e verrai aggiornato sulla vita della pianta con delle foto. Spes-
so gli alberi aiutano anche i lavoratori locali, stimolando l’economia di
paesi in difficoltà.

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Mobilità a basso impatto
79. Evita di viaggiare da solo
Anche se organizzarsi con una sola auto potrebbe richiedere del tempo
in più, è un gesto che taglia di netto le emissioni: ad esempio un solo
autobus è in grado di trasportare i passeggeri di 40 auto! Se devi fare un
viaggio all’interno del tuo paese, potresti pensare di utilizzare BlaBlaCar,
l’app che ti permette di farti dare un passaggio da chi deve effettuare
il tuo stesso spostamento.

80. Muoviti a piedi o in bici


Gli studi mostrano che mediamente una persona effettua 2000 spo-
stamenti in auto sotto i 4km ogni anno. Anche se potrebbe trattarsi di
una sola parte del tuo viaggio, cerca di preferire lo spostamento in bici
o a piedi; col passare del tempo abbasseresti significativamente le tue
emissioni, oltre che a svolgere esercizio fisico, anche quando si tratta
di piccoli tratti.

81. Non lasciare la macchina in moto


Lasciando il motore acceso inquini inutilmente quando potresti scegliere
di non farlo, oltre che a sprecare del costoso carburante. Nel traffico un
buon modo per evitare sprechi e inquinamento inutili è quello di spe-
gnere il motore ogni volta che resti fermo per più di 10 secondi. Inoltre
non è necessario accendere il motore in anticipo nelle giornate fredde,
siccome il modo migliore di scaldare il motore è usarlo.

82. Consuma meno mentre guidi


La maggior parte del carburante viene consumato in accelerazione:
cerca di mantenere velocità costanti in autostrada e di evitare una guida
con accelerazioni e frenate brusche, la quale velocizza anche il consu-
mo delle parti del motore e degli pneumatici. Inoltre, ridurre la velocità
anche di pochi km/h può ridurre i tuoi consumi fino al 10%. Alcune auto
permettono anche di controllare il consumo medio di benzina mentre
si è in viaggio.

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83. Effettua sempre la manutenzione del tuo veicolo
Un’auto con ruote impropriamente gonfie o un motore bisognoso di
manutenzione consuma molto più del necessario: fai in modo di effet-
tuare sempre per tempo le opere di manutenzione sul tuo mezzo di
trasporto, inclusi i tagliandi (cambio dell’olio del motore e relativi filtri)
a seconda delle raccomandazioni del costruttore.

84. Compra un’ibrida


Se sei alla ricerca di un’auto nuova, potresti valutare l’acquisto di un’ibrida:
anche se hanno un prezzo di acquisto maggiore rispetto alle tradizionali,
ti permetterà di risparmiare drasticamente sui costi di manutenzione e
carburante, senza considerare gli incentivi presenti per chi le acquista e
le emissioni di gran lunga minori. Se comunque non puoi permetterti
una ibrida, cerca di acquistare l’auto più efficiente possibile a seconda
del tuo budget.

85. Elettrifica la tua bici


Hai già una bici buona a cui sei affezionato, ma vorresti passare ad una
con pedalata assistita per poterla utilizzare di più e per più a lungo? In
questo caso potresti sfruttare dei comodi kit che ti permettono di “elet-
trificare” la tua bici. Esistono in diverse forme e potenze. In generale si
dividono tra quelli che vengono montati sulla ruota anteriore e quelli
che agiscono direttamente sui pedali. Di solito con una sola carica di
batteria permettono 100km di assistenza alla pedalata, che soprattutto
sulle salite, è davvero utile per chi vuole usare la bici per andare a lavoro
o a studiare.

86. Pianifica i tuoi spostamenti


Invece di uscire ogni volta che ti viene in mente di comprare qualcosa,
prova a organizzarti in anticipo e fai tutto in una sola volta. Oltre a ri-
sparmiare carburante e ad inquinare meno, passerai meno tempo nel
traffico ed avrai più tempo libero a disposizione.

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Cura del verde
87. Usa fertilizzanti naturali
Sfortunatamente i fertilizzanti non restano mai sul prato o le aiuole
su cui vengono applicati: ogni volta che piove, gli agenti chimici che
lo compongono si distribuiscono nelle acque sotterranee, creando un
potenziale di inquinamento per laghi, fiumi, corsi d’acqua o addirittura
per l’acqua potabile. Evita ogni tipo di problema scegliendo fertilizzanti
naturali; hanno un prezzo leggermente più alto ma sono incredibilmente
più sicuri per l’ambiente.

88. Procurati un raccoglitore d’acqua piovana


Ogni volta che piove, moltissima acqua va sprecata direttamente negli
scarichi: puoi procurati un raccoglitore di acqua piovana per poi annaf-
fiare il tuo prato o le tue piante: è sufficiente collegarlo alla grondaia
di casa per far sì che quando piove l’acqua vada a raccogliersi anziché
finire nello scarico.

89. Usa luci solari o a LED nel giardino


Un giardino ben illuminato è un posto fantastico in cui passare il tempo
durante i mesi più caldi, ma invece di utilizzare lampade poco efficienti,
acquista quelle solari o a LED. Quelle solari hanno una batteria integrata
che appunto viene caricata dalla luce del sole durante la giornata, mentre
quelle a LED sono comunque alimentate a corrente, ma ne utilizzano
una piccola parte rispetto ad una lampada tradizionale. Ad esempio,
una striscia di LED bianchi consuma solamente 2 Watt di corrente e
può durare fino a 100.000 ore.

90. Utilizza metodi naturali per scacciare gli insetti


Gli insetti in giardino sono inevitabili ed alcuni portano anche dei bene-
fici ad esso, ma quando inizi a trovare le tue piante mangiate o rovinate,
è arrivato il momento di trovare un modo per sbarazzartene: invece di
adoperare prodotti chimici, puoi utilizzare insetticidi naturali: ad esempio,
un piattino con della birra terrà lontano le lumache dalle piante, oppure
piantare dell’erba cipollina vicino alle rose scaccerà gli

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afidi. Inoltre in commercio esistono insetticidi completamente naturali
con cui puoi “lavare” le tue piante.

91. Pianta un albero


Puoi contribuire a rendere l’aria più pulita e il tuo giardino più bello pian-
tando uno o più alberi. Non importa quanto spazio hai a disposizione,
esiste sicuramente un albero che potrai piantare. Fai riferimento al tuo
vivaio di fiducia, che ti saprà indicare una specie di albero di dimensioni
accessibili e che abbia delle radici che non andranno a interferire col
resto del tuo spazio.

92. Risparmia l’acqua


Ci sono svariati modi di risparmiare più acqua possibile quando pianti
un terreno: Il principale consiste nell’utilizzare specie di piante native
della tua zona, dato che sono adattate alla frequenza delle piogge locali.
Accertati anche di aggiungere del concime al terreno per far sì che tutta
l’umidità possibile venga conservata; inoltre ti aiuterà anche ad evitare
che crescano erbacce.

93. Scegli una varietà di piante diverse


È molto più probabile che insetti e malattie si presentino quando si ha
un grosso numero di piante tutte uguali rispetto a quando si ha una
varietà di specie diverse, perciò la cosa migliore che puoi fare è variare:
non solo avrai delle piante più salutari, ma verranno attratte anche molte
più specie di insetti o animali, i quali porteranno benefici per le piante
e contribuiranno a rendere ancora più interessante il tuo giardino.

94. Scegli il tipo di prato giusto per la tua zona


Utilizzando del prato ideale in base al tipo di clima in cui vivi avrai molti
meno problemi a mantenerlo.

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95. Non annaffiare il prato durante il giorno
Quando annaffi il prato durante il giorno, una grande parte d’acqua
viene sprecata a causa del calore e del sole, che la fa evaporare. Per evi-
tare che ciò accada, annaffia durante la mattina o al tramonto; questo
aiuterà anche a ridurre il rischio di bruciare il prato, che accade quando
la luce solare viene amplificata dalle gocce d’acqua presenti su di esso.

96. Scegli degli attrezzi efficienti


Sapevi che alcuni vecchi tagliaerba inquinano più di una macchina?
Se stai usando ancora degli attrezzi da giardino inefficienti è arrivato il
momento di cambiare: ormai i marchi che producono attrezzi da giar-
dino alimentati a batteria o manuali con cui puoi sostituire i tuoi vecchi
attrezzi sono innumerevoli, e oltre che ad avere un maggiore riguardo
verso l’ambiente, ti permetteranno anche di risparmiare denaro.

97. Scegli l’albero giusto


Quando pianti un albero, valuta bene dove posizionarlo prima ancora
di sceglierne il tipo, in modo da avere la sua ombra dove preferisci: Ad
esempio, se hai una stanza dove batte spesso il sole e durante l’estate
diventa troppo calda, puoi optare per un albero deciduo (un albero che
perde le sue foglie nei periodi freddi) in modo da avere protezione dal
sole durante il periodo più caldo dell’anno ed un contributo naturale al
riscaldamento durante i mesi più freddi.

98. Non rastrellare il prato che tagli


Lasciando l’erba tagliata sul prato creerai del fertilizzante a costo zero.
Durante la sua decomposizione restituirà al terreno molti nutrienti im-
portanti a rendere il tuo prato più forte e salutare, inoltre farai anche a
meno di doverli portare in discarica.

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99. Organizza un orto in giardino
Moltissime risorse vengono utilizzate per ciò che acquistiamo nei super-
mercati, dall’acqua per le coltivazioni fino al carburante per trasportarli,
con non pochi risvolti negativi per l’ambiente. Piantare la propria frutta
e verdura è la cosa migliore che puoi fare, senza considerare che “fatti
in casa” sono sempre più buoni!

100. Usa un annaffiatoio o un tubo


Se hai bisogno di annaffiare le piante o il prato, scegli un’alternativa che
ti permetta di consumare meno acqua possibile. Per piccoli spazi, usa
un annaffiatoio, mentre per spazi più grandi usa un tubo col diffusore. Ti
permetteranno di usare molta meno acqua rispetto alla maggior parte
dei sistemi d’irrigazione.

101. Coltiva dagli scarti


Un ottimo metodo per risparmiare e riciclare è utilizzare gli scarti della
nostra cucina, coltivando ciò che di solito buttiamo degli ortaggi che
consumiamo.
Ecco una lista di ciò che puoi piantare:
• Lattuga: tieni da parte il fondo del cespo e posizionalo in una ciotola
con acqua vicino alla finestra per 15 giorni, dopo l’inizio dello sviluppo
è possibile posizionarlo in un vaso o nell’orto.

• Cipollotti: conserva i gambi dei cipollotti posizionandoli in un vasetto


con acqua, sarà sufficiente aspettare che ricrescano.

• Sedano: è necessario conservare la base del sedano all’interno di un


piattino con l’acqua, e una volta che l’ortaggio si è sviluppato potrà
essere piantato in terra.

• Cipolla: tieni da parte la base della cipolla o il suo cuore e mettilo


all’interno di un piatto pieno d’acqua. Dal momento in cui la cipolla
comincia a germogliare potrà essere posizionata all’interno della terra.

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• Aglio: durante l’autunno, tieni uno spicchio d’aglio in acqua per 24
ore, al fine di ammorbidirlo, successivamente interralo con la punta
verso l’alto. L’aglio ha anche la proprietà di proteggere dai parassiti.

• Zenzero: lo zenzero conservato troppo a lungo avrà già cominciato a


germogliare. Puoi interrarlo con la parte germogliata verso l’alto e una
volta che la pianta è cresciuta ed è divenuta secca, sarà sufficiente
rimuovere lo zenzero da sottoterra.

• Patata: anche la patata spesso comincia a germogliare da sola. La puoi


dividere in spicchi per ogni germoglio nato e interrate. Una volta che
la pianta è cresciuta e le foglie sono diventate secche, si può passare
alla raccolta delle patate. È necessario un vaso abbastanza grande.

• Basilico: il basilico si coltiva a partire dalle foglie, posizionandole in un


bicchiere d’acqua per una settimana. Una volta sviluppatesi le radici
saranno pronte per essere interrate durante la primavera.

• Porro: con il porro si posiziona la base dello scarto in un bicchiere


d’acqua, si attende lo sviluppo del porro e lo si interra (verso f ine
aprile) o lo si fa continuare a crescere in acqua.

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La crisi climatica e ambientale che affligge il no-
stro pianeta sta spingendo sempre più persone
a interrogarsi su quali siano le cause di questo
fenomeno, e a domandarsi quale possa essere
una soluzione per non sentirsi parte del problema.
Questo libro fornisce ad un aspirante ecologista
tutti i dati necessari a comprendere la situazio-
ne a livello globale, evidenziando le aree dov’è
l’impatto dell’uomo sull’ambiente è più pesante.
Con 101 consigli pratici sarà poi possibile ridur-
re la propria impronta ambientale giorno dopo
giorno con facilità, risparmiando anche denaro
riducendo gli sprechi.