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VERgo L'INIZIO DEL XX gECOLO

llQSv1LUPPO INDUSTRIALE :
Anohli l'Itala, nel ~ggio tra Ottocento e NOV8cento, fu ~onamente coinvolta nelle trasformazioni avviate dall a seconda rivoluzione
industriai!!.
L'Italia come le a~re potenze occidentali fu attraversata da ll\O sviluppo industriale accelerato, tra il 1896 e il 1908 segui poi il decollo vero e
proprio che ebbe come protagonista le industrie meccaniche.
Per favorire lo sviluppo lo Stato adottò una pluralità di strumenti di intervento:
- la costruzione di ferrovie e opere pubbliche
- l'aumento delle ordinazioni all e industrie belliche
- il pro!llZ/orii&l!l()__ìJ~l!llle
- il controllo del credito alle industrie (fu istitufa la Banca d'Italia).
- lo stato iniziò anche ad assumere la gestione diretta di attività economiche legate ai servizi di pubblica utilità (telefoni, ferrovie).
- si allargò il mercato interno e crebbero anche i consumi alimentarli, la produzione tessile e soprattutto i beni di consumo durevoli.

<MlOVI RUOLI SOClfil(:


L'awento del sistema di fabbrica ridisegnò in Italia le coordinate complessive della vita quotidiana
Gli operai costituivano una comunità molto riconoscibile anche al di fuori della fabbrica, abitavano tutti insieme nei nuovi quartieri.
Decisamente più agiate erano le condizioni della borghesia

La presenza contemporanea della borghesia e del proletariato segno una svolta anche nel processo di ammodernamento delle città Italiane.
Nuove strade e viali, piazze e giardini pubblici, edifìci come scuole o prefetture, mentre l'elettrificazione della rete tranviaria portò alla
sparizione dei tram e accorciò le distanze tra quartieri.
Le città crebbero per dimensioni ed una nuova legge consenti ai comuni di assumere la gestione diretta dei servizi pubblici e questo segnò
l'inizio di una stagione di accentuato dinamismo da parte delle amministrazioni comunali.
La rete dei trasporti miglkl!'ò non solo nelle città.
Lo sviluppo ferroviario riguardò in particolare le coste tirrenica e adriatica dove ci furono timidi cenni di un turismo di massa indirizzato
verso le stazioni termali.

LA POLITICA: L'ETA' QLQUJIIANAl


Il cambiamento awenne anche sul sistema politico, l'ingresso delle masse nel mondo della produzione industriale coincise con un complessivo
aumento della consapevolezza dei propri diritti civili che si tradusse in una forte spinta alla partecipazione politica
Questa fase corrisponde a quella che noi chiamiamo ETA GIOLITTl.4@.
1

Nel 1900 Giovanni Giolitti mise fine alla cosiddetta crisi di fine secolo.
Il paese viveva allora una febbrile stagione di agitazioni sociali e di li-onte all'ampiezza delle proteste,
Giolitti elaborò una strategia politica fondata sull'imparzialità del governo di fronte alle controversie economiche tra lavoratori e imprenditori.
Lo stato doveva garantire il libero svolgimento della lotta sindacale limitandosi a reprimere la violenza e gli eccessi.
Sul piano legislativo comportò l'abolizione di ogni restrizione alla libertà di organizzazione e di azione politica e di prowedimenti di garanzia e
di tutela per il mondo del lavoro.
Giolitti inoltre si impegnò per allargare la partecipazione politica.
Una ruova legge elettorale estese il voto a tutti i cittadini maschi purché avessero compiuto 30 anni e svolto il servizio militare.
l 'ETA'GIOLITTIANA
(1901-1914)
Il periodo della storia italiana che va dal 1901 al 1914 viene in genere chiamato "ETA moLlTTIJ:\:00,, perché protagonista incontrastato dell a
soena polnica é il liberale Giovanni Giolitti, che già avwa ricoperto l'incarico di Presidente del CoMiglio tra il 1892 e il 1893, ma la cui
B!lperienza di governo era stata allora travolta dallo scandalo della Banca Romana.
In questi anni, tra d1901 ed 1914, Giolitti è tre volte a capo del governo (1903-5, 1906-9, 1911-14).
Si tratta di una fa!le di grandi trasformazioni per la società e la politica italiane:
- crescita economica e industriale
- importanti riforme sociali
- l'occupazione della Ubia
- l'estensione del suffragio.
Il principale progetto pol~ico di Giolitti, in linea con quello dei governi delle 9inistre storiche, corrisponde a ciò che secondo lui era il principale
problema che lo Stato naliano deve affrontare:
---_., il consenso delle magge e la loro integrazione nello Stato liberale
----• il consolidamento delle istHuzioni.

Per fare ciò, l'azione polnica di Giolitti fu diretta:


(Jt,al sostegno costante alle forze più moderne della società italiana, la borghesia indll9triale e il ,proletariato organizzato
@Jal tentativo di attrarre all'interno del sistema liberale gli awemar:ì o nemlct d~le istnuzi:mdin particolare radicali e socialisti moderati)
@)all'allargamento dell'intervento dello Stato al fine di correggere gli squihbri,socialì.t

La strategia politica di Giolitti si basava sul éoritrollò"ifelllj ! ~ossia della maggioranza della Camera,
attraverso la pratica del (t@SEORMISMO = ossia ricorrendo a pratiche clientelari e accordi personali con i singoli deputati.

ILSOSTE_GNOA L'INDJlSTRIA E1lRUOlOJ2ÉLLO_smto]El OOMELJÌJJ.OMI/ÒRO


Da un lato Giolitti sostenne le industrie grazie alle commesse dello %to per il potenziamento di esercito e marina;
dall'altro,lo Stato si mantenne·neutral13 riQPe/tO alle l~esociak, non intervenendo brutalmente come i governi precedenti, il che favori un
aumento degli scioperi é un C6Meguente aumento déi S{llari che cornport~µn aumento della domanda di beni di consumo.

(L'AVVICINA&fOOQQillESINISIRe
Mirando al rafforzamento delle istituzioni dello Stato liberale, Giòlitti cercò l'appoggio dei radicali Wberali democratici e repubblicani) e dei
socialisti moderati, cercando di includerli nel proprio sistema politico attraverso accordi personali e proponendo anche una collaborazione
diretta al governo.
= Qilesta manovra fall!,anche perché in questi anni di grandi lotte sociali, il Partito socialista e il movimento sindacale vissero una grande

crescila e di/fusione (nel 1004 viene organizzatodl primo::sciipern::gerierale=didlamia::ilaliana)e nel 1906 viene costnuita la egll

Confederazione Generale del Lavoro


Inoltre il Partito socialista si trovò ad essere alternativamente guidato dai riformisti (guidati da Filippo Turati), favorevoli a una collaborazione
conle forze borghesi, e dai rivoluzionari, ostili a ogni accordo.
La crescita dei socialisti portò Giolitti a stabilire un accordo coi cattolici nelle elezioni del 1913.
LA QlkRAA O! UBIAELA CRISI POLITICAl
Proprio nel ouore del r,-ogetto Giolitti vennero al pettine diversi nodi irrisolti che riguardavano sia la politica interna choquell a estera
Su quBSfo secondo versante Giolitti lento di usare una spediziooe militare per allentare la preasione dei proprio oppogitori.
La guerra contro l'Impero Ottomano per la conquista della Libia duro un anno e si concluse con la e.zmr oITO~ A)che riconoRCQV8
aR'ltalia il possesso oltre che della Libia delle isole di Rodi e Oodecaneso.

A spingere Giolitti nell'avventura di Libra erano stati soprattutto i na?ionaliQti.


li loro movimento cominciò ad organizzarsi attorno a "Regno", una rivista diretta da Enrico Corradini.

Gabriele O'Annunzio fu un insostituibile punto di riferimento.

-I loro motivi ispiratori erano eterogenei e oontradditori e oscillavano tra la nostalgia per il mondo preindustriale e rurale e lo spirito di netta
rottura con il passato che animava il futurismo.
I nazionalisti si confrontavano auspicando la formazione di una nuova élite politica.
1 In questo modo si inseguiva un modello di società compatta raccolta intorno al concetto di nazione.
Alivello estero la guerra era un riferimento obbligatorio per la conquista e l'espansione.
Il modello di società cui aspiravano ruotava quindi inforno al concetto di nazione: doveva essere compatta al proprio interno e capace di
riunire in un unico blocco tutte le classi sociali proponendo come obbiettivo comune la grandezza e la prosperità dell'Italia

OSOCI.AUSU:
Anche a sinistra c'era un forte fermento,soprattutto all'interno del Partito Socialista.
Con la leadership di Filippo Turati, era inizialmente prevalsa una concezione gradualista, fondata sul r,-esupposto che in Italia esist888e una
borghesia moderna con la quale ci si poteva alleare per attuare una politica di riforme.
Oi parere opposto erano le correnti del sindacalismo rivoluzionario guidate da Arturo Labriola
Nel Luglio 1912 si arrivò allo scontro tra leader riformista Leonida Bissolati e quello rivoluzionario Benito Mussolini.
Prevalse l'estremismo di Mussolini e il partito fu spinto lontano dal riformismo turatiano, privilegiando una linea politica tutta centrala sulla
pratica dell'azione diretta e dello sciopero generale.

ILRIFOBMLW
Durante l'età giolittiana furono varate importanti riforme:
Istituto Nazionale Assicuraz1Q!lDH912l = legge attuata solo nel 1923
'1&.gge Q_n~ ll904) = che porta a 12 anni l'obbligo scolastico
1.@ge Daneo-CrJlaaro (1911) = che statalizza la scuola elementare
1

l@nicip~lizzazione deTservizi tJ!IQQ!@i


iliazionalizzazione delle ferm@(1905)
"legi s ~peciale" per il Mezzogi9@
riforma elettorale (1912) = possono votare tutti i maschi di oltre 21 anni che sappiano leggere e scrivere,
e i maschi analfabeti che abbiano compiuto 30 anni e abbiano fatto il servizio militare.