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Che cos’é un romanzo? La parola romanzo evoca immediatamente una realta familiare, catica di sensazioni piacevoli, identificabili da una parte con l'idea di «tempo libero», «divertimento», «riposo del corpo € della mente», dalPaltra con quella di «finzione», «illusione», di qualcosa che ci distoglie dalla vita reale pet immergerei in un mondo fitizio dove agiscono personaggi fatti di carta edi parole eppure tal Inente vivi che, a letura finita, abbiamo 'impressione di conoscerli da sempre, li sentiamo vicini a hoi perché ne abbiamo condiviso passioni, sentimenti, speranze e delusioni. Quante volte di sera nellintimita di una camera o stesi al sole su una spiaggia abbiamo riallacciato e fila di rapimenti ¢ complotti, amori tempestosie battaglie realmente combattute, eroifttizi e personaggi storic; quan- te volte le awenture di James Bond o le pazienti indagini del commissario Maigret ci hanno fatto dimenticare la durata di un viaggio. ‘Eppure il mondo creato dalla fantasia dello scrittore non é solo un mezzo per evadere dalla realta ‘Al contrario, a finzione letteraria del romanzo permette di conoscere in profonditail mondo e|'uo- mo, di metteme a nudo le contraddizioni, di proporre un’alternativa al reale. Tutto cid pud scatu- rire evidentemente solo da una lettura di secondo grado che, superato l'interesse per la vicenda rac- Contata ¢ il naturale coinvolgimento in essa, interroghi pid attentamente il testo, esamini le corri- spondenze tra i diversi liveli, ne indaghi il significato. Ma per un qualunque lettore al primo ap proceio con esso, il romanzo é anzitutto una storia complessa, pit o meno verosimile, ricca di even- ti, che appassiona ¢ diverte. Certamente tutti siamo in grado di riconoscere un romanzo, eppure darne una definizione non & cosa facile. Infatti, mentre gli altri generi letterari che ci sono stati tramandati dal passato hanno assunto un aspetto ormai definito e compiuto, il romanzo, che & nato nell’ epoca moderna (comin cia ad apparire in Europa tra la fine del XVI secolo e l'inizio del XVI in concomitanza con laf fermarsi della borghesia) é tuttora in divenire, incompiuto, la sua ossatura non si é del tutto con solidata, «Lo studio degli altri geneti letterari ~ osserva il critico Michail Bachtin ~ & analogo allo studio delle lingue morte; lo studio del romanzo, invece, & analogo allo studio delle lingue vive € giovanin. Il romanzo inoltre & un genere letterario ibrido, complesso, nel quale confluiscono ele. menti propri degli altri generi: dalla lirica (si pensi ai monologhi o alle effusioni sentimentali dei personaggi) al teatro (i dialoghi), al saggio (le rflessioni su varie problematiche). Tutti questi ele enti, perO, una volta fatti propri dal romanzo, si amalgamano subendo un profondo mutamento. In definitiva dunque il genere romanzo risulta fluttuante e in perpetua trasformazione, ma proprio per questo pud riflettere il divenire della realta in modo profondo e completo. Eco perché ci sem- Bra che il modo migliore di costruire un graduale identikit di questa importante forma letteraria sia ‘quello di delinearne le componenti basilarie pit facilmente riconoscibili per giungere via via a quel- le pitt complesse. Un romanzo & anzitutto una nattazione. Mentre a teatro lo spettatore & posto direttamente di fronte agli avvenimenti che si svolgono sulla scena, il romanziere si pone fra illettore ela realta che ha scelto di mostrargli, la racconta cla interpreta per lui. Questa narrazione @ in prosa e cid @ uno degli elementi che distinguono il romanzo dall'epica. Il romanzo racconta una storia, cio® una suc~ cessione di avvenimenti concatenati da rapporti temporal e causal. E chiaro che il romanziere de ‘ye operare una scelta tra i fatti che vuole narrare e stabilire in che modo vuole nasrarli. Deve cio® ecidere se seguire l'ordine cronologico oppure servirsi di flash-back, anticipazioni, digressioni, a ‘quali fatti dare la preferenza e quali lasciare in ombra. Insomma deve organizzare la materia per darle forma artistica, nell’intento di produrre un certo effetto sul lettore: tener desta la sua atten zione, commuoverlo, indurlo a riflettere. La storia narrata& fittizia, e cid distingue il romanzo dal- la biogeafia, dall'autobiografia, dal racconto di viaggi. E evidente pero che non tutto in un roman- 208 inventato; vi pud entrare, sia pure tielaborata, un'esperienza realmente vissuta dall’autore o da altri, o il resoconto di un evento stotico. Altre volte invece lautore, usando vari espedienti, pet esempio un manoscritto da lui ritrovato, fa passare per racconto di fatti autentici una vicenda in- ventata, ingannando il lettore che perd si compiace di quest'inganno ¢ ci prova gusto. Tra roman: rn Puno rativi siete ¢lettore si viene cosi a stabilire una sorta di complicita c il romanzo gioca continuamente sul Tambiguita tra realta e finzione. Volos cintetizzare quanto abbiamo fin qui esposto, possiamo definite il romanzo narrazione di und storia fitizia, Esso si colloca nell’ambito dei testi narrativi con fabula e pud essere messo in felavione da una parte con lepica, dall'altra con la novella Epica e romanzo Il rapporto che lega questi due generi & alquanto complesso: non si pud dire che essi derivino Pane del'altro, che presentino significative somiglianze (a parteil fatto che entrambi sono testi nar tiv eon fabula di ampio respiro) o che convivano nello stesso periodo storico. Vediamo anzi che Fexmango si afferma proprio a partite dal momento in cui il poema epico ¢ la concezione aristo aaitiea del mondo che in esso si riflete si vanno disgregando, E. come se il romanzo si sosituisse Sii'epiea, ne prendesse il posto, continuando a svolgere la stessa funzione, Ma qual & questa fun zione? . 7E Sato notato che entrambi questi generi letterari offrono una visione totale, complessiva del mono che rappresentano: cd significa che attraverso vicende individual sia il poema epico sia il a comunicano Tintera concezione del mondo propria di un popolo ¢ di una classe sociale seea eterminata epoca. Coscienza religiosa, vita politica e familiare, modo di vivere, sentiment, io ant fi soddisiacimento dei bisogni material, insomma tutti gli aspetti della vita vengono incon mnera trore, costituendo un vasto € variegato affresco che fa da sfondo e si intreccia alle vicende dei personaggi. ‘Osserviamo adesso le differenze tra i due generi: « il poema epico & scritto in vers, il romanzo in prosa, anche se non manea qualche eccezione ( romanzi cortesi di epoca medievale); P'Tepica, per quel che riguarda sia la feonica narratva sia \a trasniissione, & strettamente con se Petiitione orale, mentre il romanzo presuppone la scrittura il libro; la prima impli- Ga reciasone ¢ Tascolto collettivo, il secondo la lettura che & una forma di fruizione indivi- St odo dellepica il passato eroico nazionale, collocato in un tempo del tutto separato da quel Jo dellatore e del pubblico, nei confronti del quale I'unico atteggiamento possibile il rispetto, la oocvaslane. Al contratio, la realta contemporanea viva, fuente, non uflicalizzata @ oggetto della fappresentavione del romanzo che, anche quando si sofferma su epoche lontane, tende ad awvici furle al presente per metterle a confronto con esso. Se 'epica si fonda sulla memoria ¢ sull'accet tazione del passato, il romanzo favorisce lo sviluppo di un atteggiamento critico; eotagonti dellepica sono gli ero, esseri eccezional, superior sia sul piano fisico sia su quello Jnerale ila comune dimensione umana; compiutic immutabili,essiritornano sempre con le stesse Tnoatteristiche nelle varie opere. Al contrario, il personaggio del romanzo é vicino all'uomo comu te. & problematico, spesso in confitio con la realta e muta nel corso della vicenda educandlosi gra datamente alla vita; oe herent dell'epica @ gia nota al pubblico che nei vati poemi ritrova personaggi situazioni a jui familari; ogni romanzo invece racconta una storia nuova che in esso di solito si esaurisce ¢ st mola quindi la curiosita del lettore; + Veplea ¢ caratterizata dalla prevalenza dello tle alto, mentre nel romanzo, proprio per il suo particolare modo di rapportars alla realt, si realizza una pluralit di toni edi stl (tragico ¢ comi £0, serio e faceto); iaddove l'epica &espressione di una societdaristocratica, il romanzo rappresenta la forma Jette Faria specifica di un ceto in asces: la borghesia, Non a cisoinfatt esso si atterma in seguito alla cx Stillizzasione e alla successiva dissoluzione dell’epica e della societa aristocratica che in essa si ti- conosce Novella e romanzo proprie Se per un verso il romanzo si pud rapportare al poema epico, per Ialtro esso sirallaccia alla no- vella, o meglio alla raccolta di novelle racchiuse in una cornice (vedi Libro rosso, p. 75) nella quale trova piti ampio sviluppo il significato di ogni singolo componimento. Analizziamo brevemente i punti di contatto ele differenze trai due generi «Novella ¢ romanzo sono accomunati dall'attenzione a una realti quotidiana abbastanza vicina nel tempo, e da un atteggiamento conoscitivo ¢ crtico nei confronti del mondo rappresentato che vie- ne colto nella sua caratterizzazione sociale. ® La prima. pit evidente differenza tra novella ¢ romanzo riguarda I'ampiezza: la novella 8 un tac conto breve, il romanzo é una narrazione pid ampia e complessa. © La maggiore o minore lunghezza perd non basta a definire la novella in rapporto al romanzo, Sono diversi lobiettivo del?'autore, la costruzione, il ritmo, La novella @ costituita da una materia piuttosto semplice: una battuta, una beffa, un evento un’emozione nella vita di un personaggio. La materia del romanzo, al contrario, @ molto pitt articolata sia sul piano delle azioni sia su quello dei personaggi che vengono descritti nella varieta dei loro caratterifisici e psicologici e sono atten tamente sepuiti nella loro evoluzione. Anche lo sfondo & analizzato nei suoi aspetti sociali, am bientali¢ talvolta storici. ® Nello sviluppo dellazione la novella obbedisce alla legge della concentrazione, punta quindi sul- Ia brevita e sulla sorpresa; il romanzo, al contratio, utiliza la tecnica del rallentamento ¢ della con- catenazione. Pertanto, mentre nella novella lo scioglimento della vicenda coincide con la conclu- sione, nel romanzo esso @ collocato un po’ prima della fine e viene seguito da un graduale indebo limento dell'azione, come una discesa dopo che si giunti in cima. Per esempio, nei Promessi spo- si Manzoni fa seguire al lieto fine (il matrimonio di Renzo ¢ Lucia) la narrazione della vita dei due Biovani nel paese in cui si sono trasferit esi sofferma sulle gioie e sulle piccole amarezze e delusi ni della loro vita quotidiana. Nella realta della produzione letteraria per® le differenze non sono poi cosi nette come appare dallesposizione teorica. Esistono infatti racconti lunghi che sono pubblicati come romanzi (pet esempio, La morte a Venezia di Thomas Mann) ¢ romanzi brevi che possono essere considerati qua Si dei racconti, come Agostino di Alberto Moravia, Ancora una volta dunque il genere romanzo sfugge a qualsiasirigida classificazione Il termine termine rovianzo é di otigine medievale. Inizialmente, intorno all’ VIII secolo, indicava la lin gua volgare, popolare, in opposizione al latino, Nel XIT secolo comincid a essere usato per desi- fare opere narrative prima in versi e successivamente in prosa, destinate alla lettura e composte in lingua volgare, solitamente in francese antico, che raccontavano storie fantastiche di cavalieri im. pegnati nelle pit strabilianti avventure per conquistare la donna amata. Erano i cosiddetti romar- Zr eortesi o cavallereschi che tanto successo ebbero anche nelle epoche successive. Dall'inizialerife- Fimento alla lingua in cui le opere erano scrite, il ermine passo dunque a designare il ipo di com: ponimento, Quindi, a partire dal XVI secolo, comincid a essere sistematicamente applicato a quel enere lettcrario che ancora oggi va sotto il nome di romanzo e che andava allora gradatamente as- Sumendo quelle specifiche caratteristiche che tuttora lo contraddistinguono. Tipologia Innumerevoli sono le forme assunte dal romanzo, la cui tipologia @ assai pit vasta varia di quella di qualsiasi altro genere letterario. Sotto un'unica etichetta finiscono pertanto pet Confluire opere diverse per tematica, struttura, valore, che, pur accomunate dalle caratteristiche & proprie del genere, assumono tratti specifici e costituiscono dei sottogeneri, a loro volta chiara ‘mente definiti, nell'ambito della grande famiglia del romanzo. ‘Una prima differenziazione, di tipo «orizzontale>, @ quella che distingue i diversi tipi di roman zo in base alla tematica (romanzo picaresco, d’avventura, storico, sentimental, poliziesco, di forma- ione, di fantascienza, autobiografico ec.) o alle tecniche di composizione (romanzo realista, verista, nnaturalista, neorealista,sperimentale, dappendice ecc.), Una seconda distinzione, questa volta «verticale», @ quella che prende in considerazione il valo- re artistico delle opere, per cui viene collocata a un livello superiore la cosiddetta alta letteratura, della quale fanno parte i grandi romanzi di tutti tempi, ea un livello inferiore la letteraturad'in- ‘rattenimento che comprende il romanzo di fantascienza, d appendice, poliziesco, rosa, nero, owver0 quelle opere avvincenti che si leggono esclusivamente per il gusto di sapere... come va a finire. Cid hon toglie che anche nell’ambito di questa letteratura di evasione vi siano romanzi costruiti con grande abilita, frutto dell attiviti di bravi scrittori (si pensi ad Agatha Christie e a George Simenon per il romanzo gallo, a Isaac Asimov per quello di fantascienza, a Stephen King per quello del Porrore. In questa sede terremo conto, pet un verso, della distinzione «verticale»: ci sofferimeremo pet- tanto in un primo momento su quei romanzi che il giudizio unanime dei lettori di tutti i tempi ha annoverato fra classici, ovvero fra quei libri che per il loro spessore culturale dovrebbero far par: te delle letture di formazione di ogni individuo perché costituiscono una ricchezza inesauribile per chill legge eli ama. Un classico, infatti, come osserva lo scrittore Italo Calvino, «é un libro che non hha mai finito di dire quel che ha da dire». In questa sezione dell'antologia intendiamo pertanto pto- porre un certo numero di classici, allinterno dei quali ciascuno potri operare le sue scelte e rico. hoscere i «stoi» classici, cio quelli che nel corso depli anni amera rileggere non pit per obbligo scolastico ma peril piacere di scoprirvi ogni volta qualcosa di nuovo e di ritrovarvi un vecchio ami co. Una trattazione a parte sari riservata ai romanzi che rientrano nella cosiddetta letteratura d'in- irattenimento, la cui lettura, oltre a essere piacevole e divertente, & utile anche per poter misurare, attraverso il confronto, la distanza che intercorre fra un testo letterario di ragguardevole livello ar- tistico e un prodotto commerciale fabbricato in serie (vedi p. 303). er quel che riguatda la distinzione «orizzontale> che, soprattutto nell'ambito dellalta lettera- tura, & minuziosa e articolata, a evitare di disperderci in una miriade di sottogeneri, abbiamo rag- ruppato le differenti tipologie in quattro grossi filoni che abbiamo disposto secondo una gradua- toria di difficolta in modo da passare dalle forme pitt semplici a quelle via via pit: complesse e so- fisticate 1.1 primo filone comprende i romanzi d’azione o di eventi, nei quali elemento pitt rilevante & latrama. Essi si propongono di suscitare la curiosita ¢ l'interesse del lettore mediante un intreccio complesso e si concludono con un finale lieto o triste che comunque placa le emozioni preceden temente stimolate, I personaggi hanno fondamentalmente la funzione di portare avanti lazione, pertanto né i caratteri né lo stondo sono solitamente molto approfonditi, anche se non mancano haturalmente opere in cui le vicende, pur avvincenti, sono solo un pretesto per raffigurare una cer: ta condizione dell’ uomo e della societa. Tutte le storie implicano una deviazione dalla normale ta civile che deve essere perd temporanea: dopo essersi sbrigliato, il protagonista torna, natural mente piti maturo ¢ consapevole, a una condizione di ordine e di sicurezza, Rientrano nell'ambito del romanzo dl'azione il romanzo picaresco cil romanzo di viaggi e di avventure. 2, Del secondo filone fanno parte i romanzi d’ambiente e di carattere, nei quali l'attenzione si Appunta, pic che sull'azione, sui personaggi che vengono analizzati psicologicamente e messi in rap: porto con l'ambiente, La vicenda & generalmente poco romanzesca e propone intrecci e temi pitt Yicini allesperienza quotidiana. II protagonista non & un «tipo» fissato in uno schema precostitui- 40 (Veroe positivo e invincible, il malvagio, Vinnamorato ece.), ma un individuo unico e diverso da- ali altri per mille piccoli tratti caratterizzanti. La sua personaliti éI'esito di un processo di forma ione che si realizza attraverso il tempo nel corso del romanzo e riflete la situazione storica € so: Eiale sullo sfondo della quale egli opera. Rientrano in questo filone il romanzo storico e tutti i ro Manzi di impianto realista 3. Il terz0 filone comprende i romanzi Panalisi, quelli cioé nei quali linteriorita diventa Pele- mento fondamentale della narrazione. L’attenzione dello scrittore si sposta dall'esterno all'interno, dal! analisi del rapporto che lega il personaggio al contesto sociale, tipica del romanzo d’ambiente ¢ di carattere, allo scavo dei sentimenti, dei moti della coscienza e delle pulsioni del! inconscio. La forma assunta da questi romanzi é spesso la narrazione in prima persona, la quale facilita molto’e spressione dell'interiorita; frequente é anche la struttura epistolare. In questo caso il racconto si svolge attraverso una serie di lettere inviate o da un solo personaggio (il protagonista) o da pitt per: sonagai. Naturalmente quando i corrispondenti sono pit di uno si assiste al moltiplicarsi dei pun tidi vista ea un gioco di rimandi che conferisce all opera una maggiore complessita. Man mano che si procede verso il Novecento il romanzo danalisi assume un rilievo sempre maggiore e si apre a radicali innovazioni strutturali che investono il piano dei personaggii la dimensione spazio-tempo- rale, il punto di vista, le ecniche espressive. 4, Lultimo filone & costituito dal romanzo spetimentale, ovvero da tutte quelle opere che met tono volutamente in discussione il romanzo tradizionale o con finalita ironiche o allo scopo di ri- produrre, attraverso la disorganiciti della narrazione, V'assurdita del reale. Lo scrittore sperimen- tale opera di solito a tre livell: 4a. a livello dei materiali, utilizzando accanto a una materia da lui inventata clementisnon letterari (documenti storici, testi scientifici ecc.) non sottoposti ad alcuna rielaborazione, cosi da creare una sorta di collage che conferisce all’opera il carattere di romanzo-saggio; 5, alivello delle strutture narrative, con la messa a nudo della finzione letteratia e dei meccanismi del racconto. Il romanzo insomma si avvia a diventare metaromanzo, owero un testo che parla di se stess0 ¢ del modo in cui é scritto (il prefisso meta- & di origine greca e significa «su, intorno a»; ‘metaromanzo & percid «un romanzo che parla del romanzo», cio’ di se stesso). II narratore, uscen- do dall’ombra, si rivolge direttamente al lettore per informarlo sul modo in cui ha intenzione di portare avanti il racconto, oppure sul ruolo della serittura e sul suo rapporto con essa e cost via Uno degli esempi pit tipici di metaromanzo é Se una notte d’inverno un viaggiatore di Italo Calvino, un'opera che, attraverso l'esasperante messa a nudo degli artfici narrativi,esprime impossibilita di raccontare storie di senso compiuto; a livello del linguaggio, con lutilizzazione di una pluralita di linguaggi e di still. Lautore mesco- la lingua e dialetto, termini modern, arcaismi, neologismi, espressioni gergali al fine di dar voce a tuna molteplicita di livelli sociali e cultural. Naturalmente queste suddivisioni non sono rigorose e categoriche, poiché, come sié gid detto, il romanzo sfugge a qualsiasi etichetta. Esse vogliono essere solo una mappa che pud agevolare I’. tientamento nel vasto «universo del romanzo». E chiaro che all'interno di ciascun filone sono in dividuabili dei sottogeneri specificamente definiti sui qual di volta in volta ci soffermeremo nel cor. so del nostro itinerario. E bene inoltre precisare che, sebbene la successione dei diversi filoni deli nei Pevoluzione del romanzo attraverso i secoli, cid hon vuol dire che Vaffermarsi di una nuova ti pologia segni la fine delle precedenti. Per intenderci, é vero che il romanzo spetimentale é soprat- tutto espressione dei problemi e delle incertezze della societa contemporanea, laddove il romanzo d'avventura si colloca alle origini del genere, ma é altrettanto vero che ancora oggi si continuano scrivere romanzi d'azione, mentre il primo esempio di romanzo sperimentale, o pit precisamente di antiromanzo, tisale addirittura al XVIII secolo con La vita ¢ le opinioni di Tristram Shandy gen tiluomo delWinglese Laurence Sterne. D'altre parte il romanzo storico, che ha vissuto il suo mo. mento di massima diffusione nella prima meta dell Ottocento, tutt'oggi un genere ampiamente praticato, Il pubblico del romanzo Anche se le otigini del romanzo si collocano alla fine del XVI secolo, & soprattutto a partire dal!’ Ottocento che questo genere «prolifera e si espande con la vitalita esuberante di una foresta tropicale, sicché si potrebbe dire che la storia del romanzo, nel corso dell'Ottocento ¢ del Novecento, é la storia stessa della nostra civilta culturale e sociale», dal momento che esso & dive- nuto ben presto «la forma d’arte letteraria egemone per numero di opere e per consenso di letto ti» (G. Petronio), ‘ Ma da chi & costituito il pubblico del romanzo? Ei indubbiamente un pubblico vasto ed etero: geneo per estrazione sociale c livello culturale, prodotto dell’evoluzione delle societa industraliz ‘ate. Elevazione del tenore di vita, scolarizzazione, sviluppo dell’editoria e conseguente diminu ione del costo dei libri, aumento del tempo libero, maggiore partecipazione alla vita politica ¢ so Ciale hanno favorito la costituzione di una massa di lettori per i quali leggere & diventata un’abitu dine, Quest lettori trovano nel romanzo una risposta non solo a un bisogno di cultura, ma anche a un'esigenza di evasione, di fuga da sé e dalle preoccupazioni quotidiane. Mentre infatt la lirica, il teatro, il saggio specializzato richiedono, per essere gustati appieno, strumenti sofisticati, impe- ‘gno.e concentrazione, il zomanzo va incontro al suo pubblico con maggiore disponibilita e apertu ra. E vero che esso si presta alle letture pid impegnate, ma altrettanto vero che anche il lettore non specialista, posto di fronte a un romanzo di alto livello letterario, pur sorvolando su tanti aspetti del libro, riesce a trovare un nucleo che lo atta ¢ lo spinge a leggere fino alla fine. Questo nucleo & ap- punto la trama, una storia che prende e si fa seguire grazie a una dosatura accorta di natrazione e di descrizione, a dei personaggi che interessano e si fanno amare o odiare. 7 Non @ un caso del resto che Faltra forma d’arte che negli ultimi ottant'anni ha lupo altrettanto ampio e articolato sia il cinema. Anch’esso infatti @ narrazione: presenta una sto icon una trama e dei personaggi, pud essere «letto» da molte angolature, e tuttavia anche il film pid ambizioso e ricco di messaggi, ridotto all’osso, ala storia, pud arrivare allo spettatore piti sprov veduto. Ma che cosa ci spinge a leggere un romanzo? Non é facile rispondere a questa domanda, anche perché le risposte potrebbero essere tante ¢ tutte diverse. Ecco perché ci sono sembrate partico Jarmente interessanti le considerazioni contenute in un bel racconto di Maurizio Bettini, Com #1 bri, che sembrano tiassumere molte di queste risposte. A lungo avevo leto per piacere Tom Sawyer, I Corsaro Nero, Capitani coraggiosi— dice il protagonista del racconto, con il quale T'autore sembra identificatsi, rievocando le varie tappe del suo rapporto con i roman 2, -Soprattutto mi piacevano le avventure di mare, con icolpi di colubrina ele navi cariche di pirat. Leggevo per il gusto fisico di fare colazione e leggete, bere Pacqua ¢ leggere, dare il primo morso a un biscotto ¢ at taccare il primo tigo del capitolo. Ricordo benissimo tutti quei libri i nomi dei personaggi, le noti di luna sullsola, gli assedi dal mare col lampo delle bombarde sulle mura. A quel tempo credevo che leggere i libri Fientrassc tra le funzioni fsiologiche, o meglio fosse un’aggiunta necessaria, una seconda voce che si accom pagnava al resto della vita quotidiana. Non mi sono mai chiesto che cosa ci si dovesse fare con Capitan co rapeiosi lo leggevo c basta. Quando al campo accendevano il fuoco ¢ cucinavano la carne sulla brace, eta co: ‘me se mangiassi anch’i. M. Bettini, Co it, Einaudi, Torino, 1988 Poi era venuta la fase della lettura fatta per dovere, che era stata accompagnata dalla sottolinea tura delle frasi memorabili da citare al momento opportuno per mettere in luce la propria cultura A poco a poco era passato dal semplice sottolineare a fare confronti fra i diversi autori e infine a serivere dei libri che leggeva. Certo non tutti i lettori comuni compiono per intero questo percorso; alcuni si fermano molto prima, addirittura alla tappa iniziale, quella del piacere puro ¢ disinteressato, che a noi sembra in ‘ogni caso la motivazione piti vera e diffusa, quella che spinge lettori di tutte le eta, di tutti i ceti so: Gialie di tuti i livelli culrurali ad accostarsi al romanzo, un genere letterario al quale, come osser vail critico Giuseppe Petronio, ciascun uomo moderno dovrebbe rivolgere un «ringraziamento» Per quanto ha inciso sul suo cuore, sulla sua formazione, inteligenza, immaginazione. Origine det romanzo Tlromanzo, come si gia detto, & estraneo ai grandi generi letterari git codificati nel mondo gre- ‘0: pica, lirica, drammatica. Le sue radici vanno ricercate in forme letteraric a carattere parodico, ie nei ceti popolari: novelle, satire, mimi, Tali componimenti rappresentavano una realti bas- sae quotidiana, servendosi di un linguaggio piti libero e vicino alla lingua comune e proponendo: si come fine principale il divertimento, Da una parte dunque realizzavano un rapporto pid vivo € dinamico con leta contemporanea, dal altra tendevano a soddisfare quel piacere di raccontare sto: rie che ha caratterizzato gli uomini sin dai tempi pit anticki. Le prime forme di narrazione romanzesca sono i romanzi greci d'amore e d'avventura, tra i qua- liricordiamo Le avventure di Cherea e Calliroe di Caritone, Le avventure di Leucippe e Clitofonte di Achille Tazio ece. Si tratta di un gruppo di opere composte in lingua greca fra il II ¢ il IV secolo A.C. nelle quali ricorre una struttura-tipo: due innamorati vivono una serie di peripezie che li se parano (opposizione dei genitori, fuga, tempeste, naufragi, assalto di pirati), ma alla fine si ricon- giungono felicemente, La molla che muove gli avvenimenti é il caso. Le vicende si svolgono in una dimensione spazio-temporale astratta; i luoghi, svariati e spesso esotici, sono descriti in modo ge- nerico senza una caratterizzazione che aiuti a definirli e a individuarli; il tempo non & mai calcola- to né misurato e non incide affatto sulla vita dei personaggi, i quali si incontrano in eta di matri- ‘monio all inizio della storia e in quella stessa eta, altrettanto freschi e belli, si sposano alla fine, do- po aver vissuto un numero incredibile di event. Un altro tipo di romanzo @ quello latino di avventura e di costume, rappresentato da due sole opere, il Satyricon di Petronio (I secolo d.C.) e le Metancorfosi di Apuleio (III secolo d.C.). Gli antichi non avevano un termine preciso per indicare queste narrazioni, ma si servivano di for- mule approssimative: fabula, diéghema, che significano appunto «narrazione». Noi ogai le chiamia- mo impropriamente romanzi, applicando una definizione moderna a un genere letterario antico. Si fanno rientrare nel genere romanzo anche i romanzi cavalleresco-cortesi medievali, una vasta produzione prevalentemente in versi risalente ai secoli XI-XILL, imperniata sui temi dell'avventu- ta ¢ dell'amore. Ricordiamo le storie di Ivano, di Lancillotto, di Tristano e Isotta ecc. Questo tipo di narrativa, nella quale in un contesto spazio-temporale astratto si intrecciano amori fedeli, per- sonaggi tipici, eroi invincibili, eventi miracolosi e azioni impossibili, continud a svilupparsi attra- ‘verso i secoli costituendo quel filone tipicamente romanzesco che gli inglesi chiamano romance. A partite dalla meta del Cinquecento comincia ad affermarsi una narrativa di tono pit familia- re. realistico, fondata su storie verosimili, espressione del mondo borghese, ambientate in uno spa zio e in un tempo storicamente determinati ¢ con personaggi individualmente caratterizzati. E il co- siddetto romanzo picaresco, che si propone come consapevole ¢ ironico capovolgimento del ro- manzo cavalleresco. E comunque nell’Inghilterra del Settecento che la natrativa di ispirazione rea listica trova la sua piena attuazione con opere come Clarissa e Pamela di Samuel Richardson, Tom Jones di Henry Fielding ecc. Nasce in questo periodo il romanzo moderno che gli inglesi chiama: ‘no novel in opposizione al romance e che a partire dall’Ottocento diventeri il genere letterario do- minante in Europa.