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appunti matematicaStoria

Gottfried Wilhelm von Leibniz

L'analisi matematica nasce durante la seconda metà del XVII secolo, grazie a Isaac
Newton e Gottfried Leibniz che indipendentemente introdussero i concetti
fondamentali del calcolo infinitesimale. Inizialmente l'analisi matematica puntava
alla rappresentazione geometrica nel piano cartesiano delle funzioni, nel tentativo
di rispondere a quesiti su calcolo di aree e caratteristiche geometriche di una
curva. Lo sviluppo dell'analisi nel XVIII secolo fu anche fortemente motivato dalla
fisica portando allo sviluppo e all'elaborazione della meccanica razionale.

Dalla fine del XVIII secolo si introdusse il concetto di limite, passando da


un'interpretazione intuitiva basata su suddivisioni successive, già introdotta, nel
V secolo a.C., dal filosofo eleatico Zenone nella formulazione delle sue aporie
(Paradossi di Zenone), fino ad arrivare all'analisi matematica dei giorni nostri,
che introdusse metodologie per il calcolo di un valore del limite. Questo portò ad
una rivoluzione completa della materia che rianalizzò nozioni e teoremi senza più
avvalersi di giustificazioni geometriche ma basandosi su concetti di numero e di
insieme. Questo permise l'analisi più approfondita di geometrie non euclidee e di
spazi a dimensione maggiore di tre.
Il concetto di limite, fondamentale in analisi, è stato definito coerentemente solo
nell'800 ma esso era stato compreso intuitivamente da matematici del calibro di
Wallis, Eulero, Bernoulli, Newton, Leibniz e addirittura sembra che già Archimede
l'avesse compreso intuitivamente. Il limite è, in parole povere, un valore a cui il
valore di una funzione si avvicina sempre di più (senza necessariamente
raggiungerlo) man mano che l'argomento si avvicina a zero o a infinito o a
qualsiasi altro numero. Per esempio lim n → + ∞ 1 n = 0 {\displaystyle \lim _{n\to
+\infty }{\frac {1}{n}}=0} {\displaystyle \lim _{n\to +\infty }{\frac {1}{n}}=0}.
Infatti se facciamo aumentare sempre di più n {\displaystyle n} n, 1 n
{\displaystyle {\frac {1}{n}}} {\displaystyle {\frac {1}{n}}} sarà sempre più
vicino a zero.

Il limite di una funzione o successione può:

essere un numero finito (come per il suddetto lim n → + ∞ 1 n = 0


{\displaystyle \lim _{n\to +\infty }{\frac {1}{n}}=0} {\displaystyle \lim _{n\to
+\infty }{\frac {1}{n}}=0})
essere infinito (per esempio lim x → ∞ x 2 = + ∞ {\displaystyle \lim _{x\to
\infty }x^{2}=+\infty } {\displaystyle \lim _{x\to \infty }x^{2}=+\infty })
non esistere (per esempio la funzione ( − 1 ) n {\displaystyle (-1)^{n}} (-
1)^{n} , al variare di n, è sempre alternativamente -1, +1, -1, +1...)

Serie
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Serie
matematica.

Attraverso il concetto di limite di una successione è possibile definire la somma


di un numero infinito di elementi. Ad esempio, è possibile dare un senso
all'espressione

e = 1 + 1 1 ! + 1 2 ! + 1 3 ! + 1 4 ! + … {\displaystyle e=1+{\frac {1}{1!}}+


{\frac {1}{2!}}+{\frac {1}{3!}}+{\frac {1}{4!}}+\ldots } e=1+{\frac 1{1!}}+{\frac
1{2!}}+{\frac 1{3!}}+{\frac 1{4!}}+\ldots

che è uno dei tanti modi per descrivere il numero di Nepero e {\displaystyle e} e.

Una somma infinita di elementi è detta serie e viene indicata, in genere, con la
seguente notazione:
∑ k = 0 + ∞ a k {\displaystyle \sum _{k=0}^{+\infty }a_{k}} \sum _{{k=0}}^{{+\infty
}}a_{k} oppure con ∑ k = 1 + ∞ a k {\displaystyle \sum _{k=1}^{+\infty }a_{k}} \sum
_{{k=1}}^{{+\infty }}a_{k} .

Dunque, ponendo a k = 1 k ! {\displaystyle a_{k}={\frac {1}{k!}}} a_{k}={\frac


1{k!}}, il numero di Nepero e {\displaystyle e} e, con le precedenti notazioni, può
essere scritto in uno nei seguenti modi

e = ∑ k = 0 + ∞ a k {\displaystyle e=\sum _{k=0}^{+\infty }a_{k}} e=\sum


_{{k=0}}^{{+\infty }}a_{k} oppure e = 1 + ∑ k = 1 + ∞ a k {\displaystyle e=1+\sum
_{k=1}^{+\infty }a_{k}} e=1+\sum _{{k=1}}^{{+\infty }}a_{k} .

Analogamente a quanto accade per i limiti, la somma di infiniti elementi può essere
finita, infinita, o addirittura non essere definita come nel caso della serie 1 − 1
+ 1 − 1 + 1 − . . . {\displaystyle 1-1+1-1+1-...} 1-1+1-1+1-... , detta serie di
Grandi.
Derivata
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Derivata.
Retta tangente a una funzione in un punto (in rosso). La derivata della funzione in
quel punto è il coefficiente angolare di tale retta

Il concetto di derivata occupa un ruolo fondamentale nel calcolo infinitesimale e


in tutta l'analisi matematica. Definita come limite del rapporto incrementale, la
derivata quantifica il tipo di crescita di una funzione, e ha applicazione in tutte
le scienze.

Tramite la nozione di derivata si definiscono e studiano i concetti di massimo e


minimo di una funzione, di concavità e convessità: la derivata è quindi uno
strumento fondamentale per lo studio di una funzione.

Tramite una lista di regole di derivazione è possibile calcolare la derivata di


qualsiasi funzione definita combinando funzioni elementari.

Il concetto di derivata si estende anche a funzioni a più variabili tramite la


nozione di derivata parziale.
Integrale
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Integrale.
Rappresentazione grafica dell'integrale di Riemann

L'integrale è un altro strumento fondamentale del calcolo infinitesimale. Viene


utilizzato soprattutto per calcolare aree e volumi di figure curve, quali ad
esempio l'ellisse o la parte del piano cartesiano delimitata da una funzione.

Per il teorema fondamentale del calcolo integrale, l'integrale risulta


essenzialmente essere un'operazione inversa a quella della derivata. Se ne
differenzia però poiché, contrariamente a quanto accade per la derivata, non ci
sono degli algoritmi che permettano di calcolare l'integrale di qualsiasi funzione
definita a partire da funzioni elementari. Vi sono comunque numerosi metodi di
integrazione con cui risolvere buona parte degli integrali più semplici, spesso
riassunti in opportune tavole.

A partire dal XIX secolo, il concetto di integrale si è legato sempre più al


concetto di misura. La definizione stessa di integrale è legata ad un problema
fondamentale di come "misurare" lunghezze, aree e volumi di sottoinsiemi della
retta, del piano, dello spazio. Ciascuna possibile risposta a questa domanda
fornisce una definizione di integrale: le definizioni più utilizzate sono
l'integrale di Riemann e l'integrale di Lebesgue.
Serie di Taylor
Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Serie di
Taylor.
Serie di Taylor che approssima la funzione coseno nel piano complesso

La serie di Taylor di una funzione analitica permette di scrivere la funzione come


una serie di potenze. Per una funzione analitica f ( x ) {\displaystyle f(x)} f(x)
si ha che:

f ( x ) = ∑ n = 0 + ∞ f ( n ) ( a ) n ! ( x − a ) n , {\displaystyle f(x)=\sum
_{n=0}^{+\infty }{\frac {f^{(n)}(a)}{n!}}(x-a)^{n},} {\displaystyle f(x)=\sum
_{n=0}^{+\infty }{\frac {f^{(n)}(a)}{n!}}(x-a)^{n},}

dove n ! {\displaystyle n!} {\displaystyle n!} è il fattoriale di n {\displaystyle


n} n e f ( n ) ( a ) {\displaystyle f^{(n)}(a)} {\displaystyle f^{(n)}(a)} è la
derivata n {\displaystyle n} n-esima della f {\displaystyle f} {\displaystyle f}
nel punto a . {\displaystyle a.} {\displaystyle a.} Se a = 0 , {\displaystyle a=0,}
{\displaystyle a=0,} la serie viene chiamata serie di Maclaurin ed è

f ( x ) = ∑ n = 0 + ∞ f ( n ) ( 0 ) n ! x n . {\displaystyle f(x)=\sum
_{n=0}^{+\infty }{\frac {f^{(n)}(0)}{n!}}x^{n}.} {\displaystyle f(x)=\sum
_{n=0}^{+\infty }{\frac {f^{(n)}(0)}{n!}}x^{n}.}

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Troncando lo sviluppo in serie di Taylor ad un certo ordine n {\displaystyle n} n
si ottiene un polinomio di ordine n {\displaystyle n} n che approssima la funzione
sviluppata in serie con un errore pari ad un infinitesimo di ordine superiore al
grado del polinomio stesso. Questo polinomio è detto polinomio di Taylor. L'uso dei
Taylor risulta particolarmente utile in analisi matematica e nelle scienze
matematiche applicate quali fisica, ingegneria, eccetera. Ad esempio, se una
funzione non è integrabile elementarmente, grazie all'uso degli sviluppi in serie
di Taylor, se ne può comunque calcolare una primitiva, approssimata nell'intorno
del punto in cui viene calcolato il polinomio di Taylor di ordine n {\displaystyle
n} n: Poiché infatti il polinomio di Taylor è, in genere, una funzione costituita
da somme di funzioni "più semplici" rispetto a quella di partenza, risulta "più
facile" applicare poi su di esso le consuete tecniche di calcolo degli integrali

Un altro uso importante della serie consiste nel poter estendere una qualsiasi
funzione analitica univocamente a una funzione olomorfa definita nel piano
complesso e questa possibilità rende disponibile l'intero meccanismo dell'analisi
complessa. Esistono anche altri sviluppi in serie, come, ad esempio, quello di
Laurent.