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Analisi complessa

La topologia permette quindi di parlare di successioni, di


limiti, di insiemi aperti e chiusi del piano complesso.
L'analisi complessa studia generalmente funzioni di
variabile complessa

f :AC

denite su un aperto A del piano complesso C , a valori


complessi. In modo del tutto analogo a quanto fatto nel
caso reale, una tale funzione derivabile in senso com-
plesso in un punto se il rapporto incrementale ha limite
in quel punto. Se la funzione derivabile in senso com-
plesso in ogni punto di A , essa viene denita funzione
olomorfa.

1.2 Relazione con la dierenziabilit


Rappresentazione della funzione complessa f (z) =
(z 2 1)(z2i)2
La tonalit rappresenta l'argomento Usando l'identicazione di C con R2 , la funzione f pu
della
(z 2 +2+2i)
funzione, mentre l'intensit rappresenta il modulo. essere interpretata come funzione da un aperto di R2
in R2 . Una funzione derivabile in senso complesso
necessariamente dierenziabile se interpretata in questo
L'analisi complessa (pi precisamente, la teoria del- modo.
le funzioni di variabili complesse) quella branca
dell'analisi matematica che applica le nozioni di calcolo Non vero per l'opposto: la derivabilit in senso com-
innitesimale alle funzioni complesse, cio alle funzioni plesso una condizione molto pi restrittiva, che implica
denite che hanno per dominio e codominio insiemi di notevoli conseguenze sul comportamento della funzione.
numeri complessi. La condizione di derivabilit in senso complesso per una
Protagonista dell'analisi complessa la funzione olomor- funzione f dierenziabile sintetizzata nelle equazioni
fa: una funzione complessa per cui denita una nozione di Cauchy-Riemann, che danno un esempio di quanto la
di derivata, in modo identico a quanto fatto per le usua- condizione di derivabilit complessa sia pi restrittiva:
li funzioni reali. Un'estensione di questo concetto la
funzione meromorfa.
u v
L'analisi complessa estremamente utile in numerose x = y
branche della matematica, come ad esempio la teoria dei u v
=
numeri e la geometria algebrica; ha notevoli applicazioni y x
anche in sica e in ingegneria.
dove u e v sono due funzioni di variabile reale e a valori
reali, denite su A , considerato come sottoinsieme di R2
, tali che f = u + iv
1 Funzioni olomorfe
1.3 Mappe conformi
1.1 Denizione
Un altro esempio delle particolarit di cui gode una fun-
L'analisi complessa applica le tecniche del calcolo inni- zione derivabile in senso complesso data dal caratte-
tesimale ai numeri complessi. Per fare questo, necessa- re conforme delle funzioni olomorfe con derivata di-
rio modellizzare i numeri complessi nel piano comples- versa da zero. Infatti, una funzione olomorfa avente de-
so, dotato della usuale topologia euclidea del piano reale. rivata ovunque diversa da zero una mappa conforme:

1
2 2 FORMULA DI CAUCHY

tra le distanze; in altre parole, su piccola scala essa ap-


prossimativamente una similitudine. Infatti, la funzione
lineare con cui localmente approssimabile, come ab-
biamo visto, la composizione di isometrie e omotetie,
tutte funzioni che conservano i rapporti tra le distanze (si
ritrova qualcosa di gi come noto dalla geometria elemen-
tare, lo stretto legame tra la conservazione degli angoli e
la conservazione dei rapporti tra le distanze).
Esistono peraltro trasformazioni conformi che non sono
olomorfe: si veda l'esempio delle cosiddette funzioni an-
tiolomorfe un esempio delle quali, illustrata pi oltre, la
coniugazione complessa. In generale, se f (z) una fun-
zione olomorfa e conforme, la funzione f ( z ) (dove z
f il complesso coniugato di z ) ancora conforme perch
ottenuta da f mediante composizione con un'isometria,
ma non in generale olomorfa (non sono soddisfatte, ad
esempio, le condizioni di Cauchy-Riemann).

1.4 Funzioni armoniche

D'altra parte, la parte reale e la parte immaginaria di


una funzione olomorfa sono entrambe funzioni armoni-
che: alcune propriet delle funzioni armoniche sono ere-
ditate dalle funzioni olomorfe e, tra queste, quella di non
ammettere massimi e minimi locali.

2 Formula di Cauchy
La derivata di una funzione olomorfa non costante si annulla L'ingrediente fondamentale dell'analisi complessa, che
solo in alcuni punti isolati. Nel resto del dominio, si comporta
non ha analogie nell'analisi reale, la formula di Cauchy.
come in gura: distorce le curve ma mantiene gli angoli fra queste
Questa formula mette in relazione il valore f (z) di una
(nella gura, restano ortogonali).
funzione olomorfa in un punto con l'integrale di una fun-
zione costruita a partire da f lungo una curva semplice
una simile funzione preserva gli angoli, ma non neces- chiusa che circonda il punto z , nel modo seguente:
sariamente le distanze. Questa propriet dovuta al fat-
to che una funzione olomorfa, esattamente come una I
funzione dierenziabile nel caso reale, localmente ap- 1 f (w)
f (z) = dw.
prossimabile da una funzione lineare. Ma una funzio- 2i w z
ne lineare, nel caso complesso, consiste nella compo-
sizione di una moltiplicazione complessa e di una tra- Dalla formula di Cauchy seguono molte propriet delle
slazione (quest'ultima rappresentata da una somma): la funzioni olomorfe, che non hanno analogie nell'ambito
seconda un'isometria mentre la prima sempre una dell'analisi reale. Alcune di queste propriet sono
roto-omotetia, ossia la composizione di una rotazione nel descritte brevemente qui sotto.
piano complesso (un'altra isometria) e di una omotetia.
Quindi, tutte e tre le trasformazioni che entrano in gio-
co nell'approssimazione lineare sono omotetie o isome- 2.1 Analiticit
trie che, componendosi tra di loro, conservano, in par-
ticolare, gli angoli ( essenziale, in questo caso, l'ipotesi Una funzione olomorfa sempre analitica, ovvero lo-
fatta che la derivata complessa sia diversa da zero: in caso calmente esprimibile come serie di potenze. In altre pa-
contrario il termine moltiplicativo della funzione lineare, role, in ambito complesso l'esistenza della derivata prima
responsabile della roto-omotetia, sarebbe nullo e non in suciente a garantire non solo l'esistenza di derivate di
grado di conservare gli angoli). ogni ordine, ma anche l'analiticit della funzione. Nessu-
Allo stesso modo si pu constatare un'altra conseguen- na delle due conseguenze, in ambito reale, discende dalla
za: una funzione olomorfa conserva localmente i rapporti sola dierenziabilit.
3.3 Serie di Laurent 3

2.2 Teorema di Liouville

Una funzione olomorfa intera se denita su tutto il


piano complesso.
Le funzioni intere sono quelle funzioni che in ogni pun-
to hanno una rappresentazione come serie di potenze con
raggio di convergenza innito. Le funzioni intere sono
soggette a molte restrizioni. Tra queste, il teorema di
Liouville asserisce che una funzione intera non costante
non pu avere modulo limitato sul piano.
Non esistono quindi in ambito complesso funzioni come
l'arcotangente reale, che siano denite su tutto C ma con
modulo uniformemente limitato.

2.3 Teorema del massimo modulo

Per il teorema del massimo modulo, il modulo |f (z)| di


una funzione olomorfa f denita su un aperto A non pu
assumere massimo. Se il dominio A limitato e la fun-
zione f estendibile con continuit alla chiusura di A , il
modulo ammette massimo su uno dei punti del bordo.

3 Esempi di funzioni olomorfe

3.1 Rapporto fra polinomi

Ogni funzione denita a partire dalle quattro operazioni


aritmetiche olomorfa nell'aperto in cui ben denita. Ad
esempio, se p(z) e q(z) sono due polinomi, la funzione

p(z)
f (z) =
q(z)

olomorfa sull'aperto A ottenuto rimuovendo da C i punti


corrispondenti alle radici di q .

3.2 Funzioni analitiche


Il prolungamento analitico di una funzione analitica lungo una
Ogni funzione analitica reale si estende in modo uni- curva nel piano.
co a una funzione olomorfa. Il procedimento con cui
le funzioni analitiche vengono estese in modo unico
3.3 Serie di Laurent
detto prolungamento analitico. In particolare, le funzio-
ni esponenziale, seno, e le altre funzioni trigonometriche
Una serie di Laurent centrata in un ssato punto c del
sono estensibili in maniera univoca a funzioni olomorfe.
piano complesso una serie del tipo
Il comportamento delle funzioni esponenziale e seno in
ambito complesso pi ricco di quello che esse evi-

denziano in ambito reale. Ad esempio, per il teorema di
f (z) = an (z c)n .
Liouville, la funzione seno non limitata nel piano com-
n=
plesso (in contrasto con quanto accade sui reali, ove li-
mitata tra 1 e 1). Anzi, la funzione seno suriettiva sui La serie simile ad una serie di Taylor: l'unica dierenza
complessi. sta nella possibile presenza di termini con esponenti ne-
4 5 BIOLOMORFISMI

4.2 Sfera di Riemann


Se la funzione ha in z0 una singolarit eliminabile, questa
si estende ad una funzione olomorfa su A . Se ha un po-
lo, possibile ugualmente estendere la funzione ponendo
f (z) = + . Il risultato di questa operazione un nuovo
tipo di funzione, detta meromorfa.
Le funzioni meromorfe si comportano localmente come
le funzioni olomorfe: suciente aggiungere al piano
complesso il punto + tramite la proiezione stereogra-
ca. Lo spazio che si ottiene topologicamente equiva-
La parte reale del seno complesso in un rettangolo del piano. lente alla sfera, ed detto sfera di Riemann. Viene spesso
identicato con la retta proiettiva complessa P1 (C) . Una
funzione meromorfa quindi una particolare funzione
gativi. Come le serie di Taylor, una serie di Laurent pu
essere convergente in una delimitata zona del piano: in
questo caso la zona un disco o, per la presenza di espo-
nenti negativi, un anello centrato in c . Molte funzioni f : A P (C).
1

olomorfe sono agevolmente descritte tramite una serie di


Con questa costruzione, il punto all'innito trattato co-
Laurent (ad esempio, quelle aventi una singolarit isolata
me tutti gli altri, ed possibile tradurre molti risultati
in c ).
sulle funzioni olomorfe nel contesto delle funzioni me-
romorfe. Analoga estensione pu essere quindi ammessa
sul dominio: A un qualsiasi aperto di P1 (C) ; un tale
3.4 Funzioni non olomorfe aperto un usuale aperto di C oppure tutta la sfera.

Esempi di funzioni complesse ma non olomorfe sono Ad esempio, una trasformazione di Mbius
la coniugazione complessa, il passaggio alla parte reale
(o immaginaria) e la funzione valore assoluto (anche al
quadrato). az + b
f (z) =
cz + d
dove a, b, c, d sono complessi e
4 Funzioni meromorfe
( )
a b
4.1 Singolarit isolate det = 0
c d

Un altro concetto centrale dell'analisi complessa quello una funzione meromorfa


di singolarit isolata. Una funzione olomorfa

f : P1 (C) P1 (C).
f : A \ {z0 } C
Tale funzione anche una corrispondenza biunivoca.
denita su un aperto A , meno un suo punto interno z0 , ha
una singolarit isolata in z0 . Dierentemente da quanto
accade per le funzioni reali, il comportamento della fun- 5 Biolomorsmi
zione vicino z0 catalogabile in tre tipologie, determinate
dal comportamento del modulo |f (z)| vicino al punto: In matematica, ogni categoria ha i suoi isomorsmi.
Nell'ambito dell'analisi complessa, un isomorsmo fra
1. Se |f (z)| limitato in un intorno di z0 , la singo- due aperti A e B di C (e pi generalmente, di P (C)
1

larit eliminabile: la funzione estendibile con ) una funzione


continuit al punto, e l'estensione ancora olomorfa.

2. Se |f (z)| tende a innito per z tendente a z0 , la f :AB


singolarit un polo.
che sia olomorfa, iniettiva, suriettiva, e la cui inversa
3. In tutti gli altri casi, |f (z)| non ha limite per z sia anch'essa olomorfa. Una tale funzione detta
tendente a z0 , e la singolarit detta essenziale. biolomorsmo.
5

E. J. Townsend, Functions Of a complex variable


(Henry Holt And Company, 1915)

T. M. MacRobert, Functions of a complex variable


(London, MacMillan, 1917)

H. F. Burkhardt, Theory of functions of a complex


variable (D. C. Heath, Boston, 1913)

A. R. Forsyth, Theory of functions of a complex


variable (Cambridge University Press, 1918)

J. Harkness e F. Morley, Introduction ToThe Theory


Analytic Functions (Stechert & co., 1898)

E. T. Whittaker e G. N. Watson, Modern Analysis


(Cambridge University Press, 1922)

E. Goursat, Functions of a complex variable I (Ginn


& co. 1916)
Il occo di neve di Koch un aperto del piano il cui bordo non
una curva ma un pi complicato frattale. Per quanto complicato, E. Goursat, Functions of a complex variable II (Ginn
questo aperto biolomorfo al disco aperto. & co. 1916)

S. Saks e A. Zygmund, Analytic functions (Polskie


Una tappa fondamentale dell'analisi complessa, risolta al- Towarzystwo Matematyczne, 1952)
la ne del XIX secolo, stata la classicazione degli aper-
ti semplicemente connessi a meno di biolomorsmo. Sor- (FR) J. Hoel, Cours de calcul innitsimal. To-
prendentemente, in P1 (C) ci sono solo tre aperti sem- me troisime e Cours de calcul innitsimal. Tome
plicemente connessi a meno di biolomorsmo. Questi troisime deuxime partie (Gauthier-Villars, 1881)
sono:
(FR) E. Picard, Trait d'Analyse (vol. 2) (Gauthier-
Villars, 1893)
1. Il disco aperto = {z C | |z| < 1} ,
(EN) Lars Ahlfors, Complex Analysis, 3rd,
2. Il piano C ,
McGraw-Hill, 1979, ISBN 978-0-07-000657-7.
3. La sfera di Riemann P1 (C) .
(EN) E. Freitag, R. Busam, Complex Analysis;
Springer-Verlag(2005).
Questo risultato una parte importante del Teorema di
uniformizzazione di Riemann. In particolare, qualsiasi
aperto semplicemente connesso di C che non sia tutto il
piano biolomorfo al disco aperto: non soltanto le parti 7 Voci correlate
interne di poligoni come il quadrato, ma anche aperti pi
complicati come il occo di neve di Koch sono biolomor Numero complesso
al disco aperto.
Piano complesso

Geometria complessa
6 Bibliograa
F. Casorati, Teorica delle funzioni di variabili
complesse (Fratelli Fusi, Pavia, 1868)
8 Altri progetti
Stephen D. Fisher, Complex Variables, 2 ed. (Dover,
1999) Wikibooks contiene testi o manuali di analisi
complessa
H. Durge, Elements of the theory of functions of
a complex variable with especial reference to the Wikizionario contiene il lemma di dizionario
methods of Riemann (G.E. Fisher and I.J. Schwatt, Analisi complessa
Philadelphia, 1896)
J. Pierpont, Functions of a complex variable (Ginn Wikimedia Commons contiene immagini o
& co., Boston, 1914) altri le su Analisi complessa
6 9 COLLEGAMENTI ESTERNI

9 Collegamenti esterni
Analisi complessa, in Thesaurus del Nuovo sogget-
tario, BNCF, marzo 2013.
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10.1 Testo
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