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Settimanale di Preghiera Domenica 21 febbraio 2021 1^ settimana di Quaresima Anno XXIII n.

978

Non di solo Pane

“Fammi conoscere, Signore, le tue vie, insegnami i tuoi sentieri.”


Apostolato
della preghiera

Dio Amore che ci hai creati e ci chiami a vivere da fratelli,


donaci la forza per essere ogni giorno artigiani della pace;
donaci la capacità di guardare con benevolenza tutti i fratelli.
Rendici disponibili ad ascoltare il grido dei nostri cittadini
che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace,
Febbraio le nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono.
Primo venerdì Tieni accesa in noi la fiamma della speranza
05/02
per compiere con paziente perseveranza scelte di dialogo
e di riconciliazione, perché vinca finalmente la pace.
(Papa Francesco)

Nascere di nuovo
Sbaglia chi pensa che nasciamo una volta sola. Per termine un impegno, e nella condivisione.
chi vuole vivere, la vita è piena di nascite. Nascia- Nasciamo nei gesti o al di là dei gesti. Na-
mo molte volte durante l'infanzia, quando gli occhi sciamo dentro di noi e nel cuore di Dio. Per
si aprono in gioia e meraviglia. Nasciamo nei viaggi questo ti chiedo, Gesù, di insegnarmi a na-
senza mappa nei quali la giovinezza si arrischia. scere: quando le speranze si rompono come
Nasciamo nella seminagione della vita adulta, ma- cose logore; quando mi mancano le forze
turando, tra inverni e primavere, la misteriosa tra- per lo scalino successivo, e io esito; quando
sformazione che mette sullo stelo il fiore e dentro della semina mi par di raccogliere solo il
il fiore il profumo del frutto. Nasciamo molte volte vuoto; quando l'insoddisfazione corrode an-
in quell'età avanzata in cui le attività non cessano, che lo spazio della gioia; quando le mani
ma si riconciliano con i vincoli interiori e i cammini hanno disimparato la trasparente danza del
che erano stati posticipati. Nasciamo quando ci dono. Quando non so abbandonarmi in te.
scopriamo amati e capaci di amare. Nasciamo
(José Tolentino Mendonça)
nell'entusiasmo del riso e nella notte di certe lacri-
me. Nasciamo nell'orazione e nel dono. Nasciamo
nel perdono e nel conflitto. Nasciamo nel silenzio
o illuminati da una parola. Nasciamo nel portare a

Non di solo pane 1^ settimana di Quaresima - Numero 978 pagina 2


I santi del giorno: San Roberto Southwell, sa-
cerdote gesuita; beata Maria Enrichetta Domi-
“Le piccole cose dischiudono il tesoro del cuore fatto
di attenzioni delicate, di teneri pensieri, di gesti sem-
plici. Piccole gemme che impreziosiscono il mosaico
Domenica
Febbraio
Tempo di Quaresima
21
della vita.” (Luca 16,10)
TQ

Parola di Dio Il Santo del giorno: san Pier Damiani


in briciole L'autorità nella Chiesa è radicata nel servizio e nella capacità di farsi
compagni dell'umanità, a partire dalla più povera ed emarginata. Fu
proprio per promuovere e difendere questo principio che san Pier
Damiani, dottore della Chiesa dal 1828, si impegnò fino alla fine. Na-
Una “nuova alleanza” to a Ravenna nel 1007, ultimo figlio di una famiglia numerosa di nobi-
Pagina curata da Don Luciano V. M. li origini, era rimasto orfano ed era stato educato e indirizzato agli stu-
di da un fratello, che lo mandò prima a Faenza e poi a Parma. Dopo
“…Questo è il segno dell’alleanza, che
io pongo tra me e voi….. ” (Gen 9,8-15) un periodo di insegnamento a Ravenna, entrò nel monastero camal-
dolese di Fonte Avellana di cui poi diventò priore. Nel 1057 Papa Ste-
Il diluvio è stato la punizione fano IX lo chiamò a Roma perché lo aiutasse ad affrontare la crisi
che Dio ha inflitto all’umanità provocata dal dilagare di discordie e comportamenti non consoni, co-
a causa del peccato che, dalla me la simonìa, all'interno della Chiesa. Nominato vescovo di Ostia e
creazione in poi, si era allarga- creato cardinale, portò avanti un'opera riformatrice tra i religiosi, il
to progressivamente a macchia clero e i fedeli al fianco di sei Papi. Morì a Faenza nel 1072.
d’olio “contaminando” la sto-
ria dell’uomo. Ma quell’acqua
purificatrice diventa anche lo
strumento attraverso il quale
Dio opera una “ri-creazione” e
un’alleanza irrevocabile. Il Vangelo Mc 1,12-15
Battesimo è stato per noi quel In quel tempo, lo Spirito so-
diluvio, che ha cancellato il
spinse Gesù nel deserto e nel
peccato originale e ci ha gene-
rato a vita nuova. Dio conce- deserto rimase quaranta giorni,
de sempre un’altra opportuni- tentato da Satana. Stava con le
tà, ed è sempre disponibile a bestie selvatiche e gli angeli lo
stabilire anche con noi una
servivano. Dopo che Giovanni
“nuova alleanza”. La Quaresi-
ma si apre così invitandoci a fu arrestato, Gesù andò nella
fare memoria della fedeltà di Galilea, proclamando il vange-
Dio e ad aver fiducia nel suo lo di Dio, e diceva: «Il tempo è
amore. Non importa quanto compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel
male possiamo aver commesso
nella nostra vita: Dio non di- Vangelo».
menticherà mai l’alleanza che
ha stabilito con noi.

Non di solo pane 1^ settimana di Quaresima - Numero 978 pagina 3


“Il deserto, terra di progetti ….” meditazione curata da don Luciano

Gesù è il nuovo Adamo che fallito, ritrova slancio per la sioni. Da ogni deserto si e-
rinnova con l’umanità il vi- missione. sce trasformati. Scrive Mar-
aggio della lontananza da co: “Dopo che Giovanni fu
Nel silenzio Dio comincia a
Dio. Il Figlio viene catapul- arrestato, Gesù si recò nella
parlare, aggiusta la rotta e
tato nel deserto, cuore della Galilea predicando il Vange-
mantiene desta la fede. Ra-
prova. lo di Dio.” (Mc 1,14). Dopo
ramente Dio parla nel fra-
quaranta giorni Gesù esce
Nel deserto si entra in a- stuono. La creazione nasce
dal deserto. L’attesa è finita
scolto del silenzio, che alla dal silenzio, ed ogni nuova
e le promesse si realizzano.
gente chiassosa mette paura creazione comincia dal si-
Comincia la fase finale del
perché fa più rumore di un lenzioso incontro con Dio.
progetto di Dio. Il tempo
martello pneumatico. Il si- Il rumore dà un benessere
presente, anche se c’è chi
lenzio del deserto aiuta a epidermico, ma miete vitti-
afferma il contrario, è pieno
vincere l’effimero e permet- me. Come Maria, il povero
fino all’orlo della presenza
te di tuffarsi nell’eterno pre- in silenzio davanti al pro-
salvifica di Dio perché Gesù
sente di Dio. prio Signore fa la storia.
riempie di senso infinito i
Porta a Dio il mistero del
Nel deserto Dio Creatore non sensi della condizione
proprio io, e quello non me-
rinnova il cuore dell’uomo; umana.
no decisivo dell’umanità tut-
le tribù di Israele, uscite
ta.
dall’Egitto, diventano popo-
lo; il profeta Elia, deluso e Il silenzio è lo spazio dentro
al quale maturano le deci-

Contemplo: Uno sguardo di giustizia


Maestri di
spiritualità
La misericordia di Dio è come il stizia: ma a prevalere è l’occhio
cielo, che rimane sempre fermo sorridente dell’amore paterno.
Bisogna passare attra-
sopra di noi. Sotto questo tetto
verso il deserto e rima- Anche noi possiamo offrire un
nervi per ricevere la gra- siamo al sicuro, dovunque ci
tetto a Dio perché dimori con
zia di Dio. E’ là che ci troviamo; è il tetto della casa del
noi e in noi.
si svuota e si scaccia da mondo ove gli uomini e le don-
noi tutto ciò che non è ne vivono, agiscono, peccano, Questa è una continuazione
Dio, si libera completa- pregano, amano. Su questa folla, ideale della mini-parabola del
mente la piccola casa dunque, non è fisso un occhio Cristo dell’Apocalisse: “Ecco, io
della nostra anima per che atterrisce, che spaventa. sto alla porta e busso….” (Ap
lasciar posto solo a Dio. 3,20).
Certo, “Il Signore dal cielo si china
(Charles de Foucauld) sui figli dell’uomo per vedere se c’è un (G. Ravasi, Le parole, p.26)
uomo saggio, un uomo che cerca Dio.”
C’è dunque uno sguardo di giu-

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I Santi del giorno: Santa Margherita da Cortona,
religiosa; beato Diego Carvalho, gesuita e marti-

“Nei momenti bui della vita non “riagganciare”:


Dio è in ascolto della tua presenza.” (Geremia
Lunedì
Febbraio
Tempo di Quaresima
22
33,3 Proverbi 3,5-6)
TQ
I santi del giorno: Cattedra di san Pietro
Parola di Dio La festa odierna, dedicata alla Cattedra di San Pietro, ci offre
in briciole uno spunto prezioso per riflettere sul significato dell'autorità
e della testimonianza: solo chi è fedele al proprio compito è
davvero autorevole e diventa un esempio per gli altri. Si trat-
ta di una strada che porta alla santità, ma che ha un valore
L’immagine del servire prezioso anche nella vita civile e pubblica. Il mandato che
Pagina curata da Don Luciano V. M. Cristo affida a Pietro di "pascere" il suo popolo, infatti, è un
vero e proprio servizio, non un privilegio. In questo Pietro è
“....pascete il gregge di Dio che vi è affida-
un modello per tutti i pastori ma anche per gli amministrato-
to…” (Pt 5,1-4)
L’elenco dei vari titoli con cui è ri: la sua posizione più elevata sulla cattedra (prima ad Antio-
chiamato il Papa si conclude chia poi a Roma), infatti, non è quella da cui egli può essere
con un appellativo che dà il to- visto e ammirato, ma quella che gli permette di vedere e ser-
no generale per capirli tutti: vire tutti. Un servizio che gli ha richiesto anche l'offerta e-
servo dei servi di Dio. Ed è pro- strema del proprio sangue.
prio il primo papa, san Pietro
che ci spiega l’immagine del ser-
vire. Anzitutto il servo dei servi
di Dio è testimone delle soffe-
renze di Gesù, che hanno fatto
di Cristo il capo, l’obbediente
per eccellenza al Padre, e pro-
prio quelle sofferenze sono il Vangelo Mc 16,13-19
costituente della gloria che si
manifesta. In secondo luogo il In quel tempo, Gesù, giunto
servo dei servi di Dio è capace nella regione di Cesarèa di Fi-
di pascere, perché capace di a- lippo, domandò ai suoi disce-
mare: “Se mi ami, pasci!” dice poli: «La gente, chi dice che sia
Gesù a san Pietro nel Vangelo, il Figlio dell'uomo?». Rispose-
con cura e senza sosta. Infine, ro: «Alcuni dicono Giovanni il
lontano dagli interessi personali, Battista, altri Elìa, altri Gere-
il servo dei servi di Dio, non si mìa o qualcuno dei profeti».
sente “padrone” del gregge, ma Disse loro: «Ma voi, chi dite
un umile e generoso collabora- che io sia?». Rispose Simon
tore che giunge a essere model- Pietro: «Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente». E Gesù gli disse:
lo del gregge stesso. I papi santi «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te
sono stati così, e hanno certa- lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu
mente ricevuto la corona della sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze
gloria promessa a chi, come Ge- degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno
sù, è disposto a servire e non a dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto
farsi servire. ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

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“Chi è nella e per la nostra vita?” a cura di don Luciano Vitton Mea

permette di adagiarci nel San Francesco d’ Assi-


si dice, di nasconderci i si, dopo il dono delle
risposte preconfezionate stimmate che lo ha unito
da altri, che ci è comodo al Signore, compone le
prendere così come cir- Lodi di Dio Altissimo dove
colano. il cuore non può che tro-
Con che nome identi- vare numerosi nomi, che
fichiamo Gesù, al di là però mai possono esau-
delle risposte teologica- rire la risposta a questa
mente corrette come domanda sempre attuale.
quella di Pietro?
Chi è nella e per la no-
Anche oggi una do- stra vita?
manda che, se onesta- Forse varia nella stessa
mente accolta, può far nostra breve esistenza in
luce sulla nostra vita: base a quanto viviamo e
“Ma voi, chi dite che io sia?” a come si rivela in quella
Quel ma iniziale non ci particolare situazione.

Maestri di Contemplo: Rifiuto della speranza?


spiritualità

Quando la tua mano L’assurdo è la negazione totale testa e a sfracellarci contro di es-
tocca un povero, le tue del mistero, di ogni mistero. E’ il so se tentiamo di scalarlo.
dita sfiorano il cielo di rifiuto anche della pur minima
Eppure noi sappiamo che
Dio, dove entreremo possibilità di speranza.
solo se saremo entrati l’ascesa è faticosa, si può inciam-
Siamo immersi in un mondo as-
nella vita di chi soffre, pare perché i primi gradini sono
surdo e ripugnante, in cui le por-
perché Gesù sta nel po- nel buio più completo; ma
sto dove noi non vor- te delle risposte sono tutte chiuse “lassù” c’è una luce infinita. Con
remmo mai essere, e indisponibili e l’orrore è la sigla la fiaccola della speranza e con
all’ultimo posto. della nostra esistenza, è una mu- l’anelito della ricerca si può pro-
(David Maria Turoldo, raglia insormontabile che si erge seguire di tappa in tappa, di luce
religioso e poeta) dritta davanti a noi. La libertà ci in luce……
spinge a infrangere quel muro, (G. Ravasi, Le parole, p.39)
ma siamo destinati a romperci la

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Santi del giorno: San
Policarpo, vescovo e martire;
san Giovanni Theristi, monaco (995-1050)

“Non importano le circostanze, le avversità o il


sacrificio: la sua forza sarà la tua forza nel mo-
mento del bisogno.” (Salmo 32,7 Geremia 16,19)
Martedì
Febbraio
Tempo di Quaresima
23
TQ
Il santo del giorno: beato Wincenty Stefan Frelichowski
Parola di Dio Vittima della violenza nazista, il sacerdote polacco beato Win-
in briciole centy Stefan Frelichowski non si rivoltò contro l'oppressore,
ma lottò per dare speranza a chi, come lui, era stato umiliato e
perseguitato. Era nato nel 1913 e, dopo un percorso di fede
sbocciato in famiglia, venne ordinato sacerdote nel 1937. Ma,
dopo un anno da segretario del vescovo e alcuni mesi da sacer-
La forza della Parola di Dio dote, l'11 settembre 1939 venne arrestato dagli invasori nazisti.
Pagina curata da Don Luciano V. M. Iniziò allora un pellegrinaggio da una prigionia all'altra, da un
“…così sarà la mia parola uscita dalla campo all'altro fino ad arrivare, il 13 dicembre 1940 a Dachau.
mia bocca ..” (Is 55,10-11) Qui visse il suo ministero sacerdotale facendo di tutto per por-
tare in quel buio un po' della luce del Vangelo. Sfidò anche il
Le parole degli uomini, per tifo, assistendo i malati e ammalandosi anche lui. Morì il 23
quanto possano essere belle e febbraio 1945.
profonde, non hanno il potere
di cambiare il cuore: esse, pur-
troppo non realizzano in pie-
nezza il significato che è insito
in loro. La Parola di Dio, inve- Vangelo: Mc 6,7-15
ce è efficace, ha in sé una forza In quel tempo, Gesù
germinativa così potente da disse ai suoi discepoli:
poter realizzare quello che di- «Pregando, non spreca-
ce. E’ come la pioggia che te parole come i pagani:
scende e irriga la terra renden-
essi credono di venire
dola feconda. Eppure, perché
tante volte la Parola di Dio fa ascoltati a forza di pa-
così fatica a crescere nel no- role. Non siate dunque
stro cuore? Perché la potenza come loro, perché il
di questa Parola si arrende di Padre vostro sa di quali
fronte alla nostra libertà: c’è cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate. Voi
bisogno della nostra collabora- dunque pregate così: Padre nostro che sei nei cieli, sia
zione e del nostro impegno, santificato il tuo nome, venga il tuo regno, sia fatta la tua
affinchè possa portare frutto e volontà, come in cielo così in terra. Dacci oggi il nostro
cambiare la nostra vita. Provia- pane quotidiano, e rimetti a noi i nostri debiti come anche
mo in questa Quaresima ad
noi li rimettiamo ai nostri debitori, e non abbandonarci
ascoltare la Parola di Dio con
più attenzione e disponibilità e alla tentazione, ma liberaci dal male. Se voi infatti perdo-
vedremo le meraviglie che è nerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli
capace di operare. perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli
altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe».

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“Papà…..” a cura di don Luciano Vitton Mea– Parroco di Bovegno

“Il Padre nostro” è la sin- che sa di casa, non di sina- ma non le nostre richieste,
tesi di tutto il Vangelo goga; di pane, non di tem- bensì le sue promesse”.
(Tertulliano,155-230). Ge- pio. (Dietrich Bonhoeffer).
sù utilizza la parola “papà” Nel linguaggio comune la Dio che ha promesso di
trascinando il discepolo parola “pregare” equivale a rimanere accanto ai disce-
nella sua stessa familiarità domandare. Non è così poli fino alla fine dei tem-
e confidenza. Gesù non per Gesù. Nella sua pre- pi, mescola le sue lacrime
abbassa Dio, ma eleva il ghiera l’uomo presta inte- alle lacrime umane. Non si
fedele orante al piano stes- resse alla causa di Dio: il riceve ciò che si chiede,
so di Dio. Così, il nome, il regno, la volontà. ma ciò che è davvero utile
“totalmente altro” entra il Dio, in risposta, prende a per rimanere sintonizzati
comunione con l’umanità, cuore la causa dell’uomo: il con lui. Pregare è come
e diventa “il totalmente pane, il perdono, il male. voler bene. Se si ama qual-
prossimo”. Ognuno vive in funzione cuno, lo si ama sempre.
Esclusiva di Gesù è il ter- dell’altro. Eppure la frater- Pregare sempre si può per-
mine aramaico abbà che nità non è ancora un dato ché la preghiera è come
significa “papà, babbo”. di fatto, e il pane continua l’acqua della sorgente che
Una delle primissime paro- a mancare. Ci si chiede ma mai si esaurisce.
le usate dai bambini, il loro Dio esaudisce le preghiere?
iniziale balbettio. Parola “Dio esaudisce sempre,

Contemplo: Sull’amore operoso


Maestri di
Essere figli di Dio (H.J.M. Nouwen, Vivere nello Spirito)
spiritualità
La vera appartenenza religiosa denze rappresentino automati-
non si misura sull’adesione e- camente frammenti di verità,
I fanciulli non mi la- steriore, sugli atti di culto, essendo possibili i miraggi, le
scino né dire l’Ufficio sull’ostentazione, ma sull’intima illusioni, gli accecamenti.
divino, né prendere fedeltà, sulla purezza d’animo,
cibo, né riposare fino L’autenticità brillerà attraverso
sull’amore operoso. E’ questa
a che non ho loro inse- l’amore, la donazione a Dio e al
scelta di vita che spalanca le
gnato qualche preghie- fratello, la ricerca umile e appas-
porte del regno dei cieli.
ra; allora ho comin- sionata.
ciato a capire che a Il mistero glorioso della verità ci (G. Ravasi, Le parole, p.31)
loro appartiene il Re- precede: dobbiamo deporre o-
gno dei cieli. gni arroganza ideologica e spiri-
tuale e ascoltare anche l’altro
(San Francesco Saverio)
con il suo bagaglio di verità da
lui scoperta. Certo, questo non
significa che tute le idee e le cre-

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Santi del giorno:
Sant’Evezio di Nicomedia, marti-
re; beato Tommaso Maria Fusco, sacerdote

“Invoca il Signore ed egli ti risponderà: Eccomi!”.


Mercoledì
Febbraio
24
( Isaia 58,9 Salmo 145,18-19) Tempo di Quaresima

TQ
Il santo del giorno: san Sergio di Cesarea
Parola di Dio Il Dio di Gesù Cristo è l’unico vera luce del mondo, per-
in briciole ché è lui la radice del vero bene che salva dalle logiche
opprimenti delle devozioni pagane. È un messaggio
tutt’altro che superato quello che oggi ci arriva dalla testi-
monianza di san Sergio di Cesarea, martire ai tempi
dell’imperatore Diocleziano. Secondo una “Passio” latina
Lasciarsi “usare” da Dio egli era un anziano magistrato, che aveva abbandonato la
toga per vivere da eremita. Anch’egli, come tutti gli altri
Pagina curata da Don Luciano
cristiani di Cesarea di Cappadocia, venne convocato dal
“..…va a Ninive, la grande città, e governatore dell’Armenia e della Cappadocia, Sapricio,
annuncia loro quanto di dico....” perché prendesse parte alle celebrazioni in onore di Gio-
(Gn 3,1-10) ve. Ma alla sua apparizione i fuochi accesi per la divinità
La vicenda di Giona è, per cer- si spensero. Un prodigio che Sergio interpretò pubblica-
ti versi, davvero grottesca: egli, mente come il prevalere di Dio su ogni altra divinità. Af-
profeta suo malgrado, è co- fermazione che lo condannò al martirio.
stretto da Dio ad annunciare a
Ninive la necessità della con-
versione. E’ cosa davvero stra-
na, nonostante la sua cattiva
volontà la sua parola sortisce
l’effetto: tutta la città si con- Vangelo lc 11,29-32
verte dalla sua condotta malva-
gia. A volte Dio, per richiama- In quel tempo, mentre le folle si ac-
re sulla retta via, si serve di calcavano, Gesù cominciò a dire:
persone e di strumenti impen- «Questa generazione è una genera-
sabili. La conversione di alcuni zione malvagia; essa cerca un segno,
nostri fratelli e sorelle può es- ma non le sarà dato alcun segno, se
sere avvenuta anche grazie a non il segno di Giona. Poiché, come
parole o a gesti che abbiamo
Giona fu un segno per quelli di Nì-
compiuto quasi senza accor-
gercene. Attraverso ciò, Dio nive, così anche il Figlio dell'uomo
vuole farci comprendere che la lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina
sua grazia e la sua potenza si del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li
servono di tutto, persino di condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra
strumenti inadeguati come per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più
possiamo essere noi. Non si grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nì-
tratta tanto di essere persone
capaci, quanto di essere perso- nive si alzeranno contro questa generazione e la condanneran-
ne disponibili a lasciarsi no, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed
“usare” da Dio, nonostante le ecco, qui vi è uno più grande di Giona».
nostre debolezze e infedeltà.

Non di solo pane 1^ settimana di Quaresima n. 978 pagina 9


“Insoddisfatti” a cura di don Luciano –Parroco di Bovegno

C’è chi prova invidia per i pronto a dare spettacolo di Non sono i segni a ripeti-
contemporanei di Gesù per- onnipotenza e, al medesimo zione che possono convin-
ché poterono ascoltare le tempo, capace di esaudire le cere l’esistenza di Dio e del-
parole del maestro ed essere più differenti preghiere quo- le verità ultime, ma l’umile
testimoni oculari dei suoi tidiane. accoglienza della sua Parola
miracoli. Ciò nonostante L’assenza di fede produce nella persona di Cristo Ge-
Gesù assegna l’appellativo pretesa e ostinazione. Ma la sù , segno defini tiv o
di “malvagia” alla genera- fede non si compra. E’ un dell’amore del Padre. Fede,
zione che condivise il breve dono da implorare e alimen- dunque è aderire a Dio. Il
segmento della sua vita pub- tare. L’apostolo Paolo mette suo contrario è la pretesa di
blica, un popolo sempre in guardia il discepolo Ti- piegarlo alla terra degli uo-
pronto a chiedere segni moteo: “Combatti la buona mini e alle proprie convin-
grandiosi e mirabolanti, ma battaglia della fede, cerca di zioni. Un atteggiamento pe-
per niente disposto a con- raggiungere la vita eterna rò, che si può trasformare in
vertire la vita. alla quale sei stato chiamato ricatto. A tali condizioni,
L’insufficienza di fede indu- e per la quale hai fatto la tua tuttavia, il Dio della storia
ce a chiedere segni sempre bella professione davanti a dice “no grazie”.
nuovi. Si vorrebbe un Dio molti testimoni”. (1 Tim
6,11)

Contemplo: Una missione


Maestri di
spiritualità Ciò che è sicuro, che conviene ed La lezione evangelica del perdere
è vantaggioso, rappresenta l’unità per trovare è disprezzata, il dare
“Fra l’ultimo nostro re- di misura costante adottata da non è più gioioso del ricevere;
spiro e il timore coloro che, in primis, dovrebbero ma alla fine, una vita senza ri-
dell’inferno c’è tutto fare della propria vita una missio- schio o sfida, senza generosità e
ne. libertà, è simile ad un noioso po-
l’oceano della misericor-
meriggio invernale trascorso in
dia di Dio”. Scegliere invece la giustizia,
casa, lasciando gocciolare le o-
l’amore, l’impegno per gli altri è
(sant’Agostino di Ippona, re……
un rischio che si cerca di evitare.
vescovo, 354-430)
Così si diventa meschini, gretti, (G. Ravasi, Le parole, p.43)
mediocri; si è incapaci di un atto
libero e gratuito, al punto tale
che, se qualcuno si rivela genero-
so, viene sospettato di inganno o
bollato di ingenuità o leggerezza.

Non di solo pane 1^ settimana di Quaresima n. 978 pagina 10


Santi del giorno: San Cesario di Nazianzo, con-
fessore; san Callisto Caravario, sacerdote e mar-

“Se lasci che il sole tramonti sulla tua ira, l’alba ti


troverà insonne. Lasciati riconciliare, e non tarderai
Giovedì
Tempo
Febbraio
di Quaresima
25
a ricevere l’abbraccio della pace.” (Efesini 4,26 2
Corinti 5,18) TQ

Il santo del giorno: san Luigi Versiglia


Parola di Dio La testimonianza del vescovo Luigi Versiglia è un seme di
in briciole speranza piantato nel cuore della Cina. Era nato nel 1873 a
Oliva Gessi, in provincia di Pavia, e aveva conosciuto don Bo-
sco, rimanendo affascinato dal carisma della sua famiglia reli-
giosa. Ordinato prete nel 1895 divenne maestro dei novizi sa-
Esercitarsi in una pre- lesiani a Genzano di Roma, ma il suo cuore lo spingeva verso
la missione. Così nel 1906 era il capogruppo dei primi missio-
ghiera vera e autentica nari salesiani in partenza per la Cina. Stabilitosi a Macao, s'im-
Pagina curata da Don Luciano V. M. pegnò a favore soprattutto dei bambini, in particolare degli
“..vieni in aiuto a me che sono sola e non orfani. Fondò poi nel sud della Cina la missione di Shiu Chow
ho altro soccorso all’infuori di di cui nel 1920 divenne vicario apostolico e primo vescovo.
te..” (Est 4,17n.p-r.aa-bb.gg-hh Mentre infuriava la guerra civile nel 1930 si mise in marcia
(NV) gr 4,17k.k.I.s) verso la piccola missione di Lin-Chow: lungo il viaggio venne
ucciso da dei banditi assieme a don Callisto Caravario.
Chissà perché la nostra pre-
ghiera diventa vera solo quan-
do siamo alle strette e ci ve-
diamo senza più nessun appi-
glio. Probabilmente il motivo è
da ricercare nel fatto che quan-
do siamo nella sofferenza non Vangelo Mt 7,7-12
riusciamo più a prendere in In quel tempo, Gesù
giro Dio e noi stessi: abbiamo disse ai suoi discepoli:
bisogno di aiuto, e sappiamo «Chiedete e vi sarà dato;
che solo lui può darcelo dav- cercate e troverete, bus-
vero. La regina Ester, di fronte sate e vi sarà aperto.
alla minaccia che incombe sul Perché chiunque chiede
suo popolo, si rivolge all’unico riceve, e chi cerca trova,
in grado di mostrare una via, e a chi bussa sarà aperto.
una soluzione per una situazio- Chi di voi, al figlio che
ne altrimenti senza uscita. In gli chiede un pane, darà
questa Quaresima proviamo una pietra? E se gli chie-
ad esercitarci in una preghiera de un pesce, gli darà una
più essenziale e semplice, ma serpe? Se voi, dunque, che siete cattivi, sapete dare cose
anche più vera e autentica: buone ai vostri figli, quanto più il Padre vostro che è nei
quella che nasce dal nostro
cieli darà cose buone a quelli che gliele chiedono!
cuore, nella fiducia e nella cer-
Tutto quanto volete che gli uomini facciano a voi, anche
tezza che lui ci ascolta sem-
voi fatelo a loro: questa infatti è la Legge e i Profeti».
pre , anche quando l’apparenza
sembra dirci il contrario.

Non di solo pane 1^ settimana di Quaresima n. 978 pagina 11


“Cosa domandare ” pagina curata da Don Luciano—Parroco di Bovegno

“Chiedete” dice Gesù. piccoli sogni quotidiani, della preghiera. Come ri-
L’evangelista utilizza la Dio sia lontano o assente. corda l’Apostolo delle
forma verbale In realtà Dio, dona sempre Genti “Nemmeno sappiamo
dell’imperativo per invitare una risposta, anche se non che cosa sia conveniente doman-
a chiedere con tenacia, in linea con le aspettative. dare, ma lo Spirito stesso inter-
senza stancarsi, non per- Quando le risposte cede con insistenza per noi e
ché Dio sia indaffarato o dall’Alto sono diverse dalle colui che scruta i cuori sa quali
svogliato, ma perché del attese del cuore umano, ci sono i desideri dello Spiri-
suo dono illimitato ognu- si sente scossi sin dalle to…” (Rom 8,26-27).
no riceverà in proporzione fondamenta. Eppure tali Saggezza è imparare a
al desiderio, “Se non ottenia- terremoti, sono talvolta chiedere ciò che veramen-
mo è perché chiediamo con cuore più benefici delle attese te serve, e cioè le cose che
cattivo, senza fiducia e umiltà, perché mettono a nudo durano per sempre.
o perché chiediamo cose non l’immaturità della propria
buone” (sant’Agostino) vita di fede e rimettono
Il credente che coltiva il sulla strada di Dio. Le de-
dubbio nel proprio cuore lusioni umane si trasfor-
ingrossa di nuvole nere il mano in “benedizioni”
proprio cielo. Egli crede perché risintonizzano su
che, non esaudendo i suoi Dio e sul senso autentico

Maestri di
Contemplo: Un bagno di silenzio
spiritualità

La Quaresima è un Oggi abbiamo perso l’abitudine della città, in agguato sulla stra-
viaggio che va dalla al silenzio, perché abbiamo pau- da della tua vita c’è il mostro
testa ai piedi. Non ra di confrontarci con la verità. della mediocrità che è tutt’altro
bastano a percorrerla i che “aurea”.
L’isolamento non è silenzio: è
giorni che vanno dal
mercoledì delle ceneri al una sorta di emarginazione, di Essa infatti è rivestita di grigio-
giovedì santo. Ci vuole distacco dalla verità, e smorza re, si nutre di chiacchiere, si affi-
tutta una vita. Penti- sul nascere ogni pensiero vero. da allo sfarfallio delle mode, te-
mento e servizio: sono i “Prega il Padre tuo nel segre- me la limpidità della verità e
binari obbligati su cui
to…..” (Mt 6,6): senza questo dell’impegno serio ed esigente.
si gioca la crescita e il
ritorno a casa. bagno di silenzio la verità si ap- (G. Ravasi, Le parole, p.23)
panna e si dissolve, la coscienza
(Tonino Bello, vescovo di
Molfetta 1935-1993) resta sorda e inerte, il cuore per-
de il suo battito d’amore. Se ri-
fiuti di sostare almeno qualche
minuto al giorno nel frastuono

Non di solo pane 1^settimana di Quaresima n. 978 pagina 12


Il santo del giorno: San Faustiniano, vescovo
(IV sec.); san Vittore, eremita.

“Ogni giorno inizia il tuo cammino nella consapevo-


Venerdì
Febbraio
26
lezza che Dio è all’opera in ogni cosa.” (Lamentazioni Tempo di Quaresima
3,23 Proverbi 3,5-6)

Il Santo del Giorno: santa Paola Montal y Fornes


Parola di
Parola di Dio
Dio
in briciole
briciole Non una "rivoluzione" al femminile, ma la scoperta che sostenere le
in donne significa avere la possibilità di cambiare la società dal suo in-
terno. Nel travagliato XIX secolo, soglia turbolenta della modernità,
il carisma di santa Paola Montal y Fornes in Spagna contribuì pro-
prio a offrire un orizzonte nuovo con la consapevolezza che nell'e-
Un ruolo fondamentale per
ducazione - in particolar modo delle ragazze - stava la "formula" per
la salvezza degli altri un futuro di speranza. Nata nel 1799 ad Arenys de Mar
Pagina curata da Don Luciano V. M.
(Barcellona), fondò la sua prima scuola a Figueras nel 1829 e, a par-
“…Se il malvagio si allontana da tutti i tire dal 1837, si avvicinò al carisma dei Padri Scolopi. Nel 1847 a
peccati che ha commesso….egli vivrà e non Sabadell fece la professione religiosa dando avvio così alle sue Figlie
morirà….” (Ez 18,21-28) di Maria delle Scuole Pie. Dal 1859 si trasferì a Olesa de Montserrat
dove si trovava l'ultima scuola da lei fondata: per 30 lavorò senza
Questo brano del profeta Eze- sosta alla crescita della congregazione. Morì nel 1889.
chiele ci ricorda che ciascuno
di noi ha, per la salvezza o la
perdizione degli altri, un ruolo
fondamentale. Chissà quante
volte avremmo potuto avvisa-
re coloro che il Signore ci ha
messo accanto per riportarli a Vangelo: Mt 5,20-26
lui e al suo amore e, per tanti In quel tempo, Gesù disse ai
motivi non lo abbiamo fatto. suoi discepoli: «Se la vostra
Dunque, la responsabilità è giustizia non supererà quella
degli scribi e dei farisei, non
davvero grande: a volte, con entrerete nel regno dei cieli.
tatto e rispetto per gli altri, Avete inteso che fu detto
possiamo dire o fare semplici, agli antichi: “Non uccide-
piccoli gesti che possono tirar rai”; chi avrà ucciso dovrà
essere sottoposto al giudizio.
fuori dal buio coloro che, ma- Ma io vi dico: chiunque si adira con il proprio fratello dovrà
gari, hanno bisogno solo di essere sottoposto al giudizio. Chi poi dice al fratello: “Stupido”,
una parola di incoraggiamento. dovrà essere sottoposto al sinèdrio; e chi gli dice: “Pazzo”, sarà
Del resto anche noi lo avremo destinato al fuoco della Geènna. Se dunque tu presenti la tua
offerta all'altare e lì ti ricordi che tuo fratello ha qualche cosa
sperimentato: quante volte Di- contro di te, lascia lì il tuo dono davanti all'altare, va' prima a
o ci ha mandato la persona riconciliarti con il tuo fratello e poi torna a offrire il tuo dono.
giusta nel momento opportu- Mettiti presto d'accordo con il tuo avversario mentre sei in
no per incontrarlo o vederlo cammino con lui, perché l'avversario non ti consegni al giudice
e il giudice alla guardia, e tu venga gettato in prigione. In verità
più chiaramente? io ti dico: non uscirai di là finché non avrai pagato fino all'ulti-
mo spicciolo!».

Non di solo pane 1^settimana di Quaresima n. 978 pagina 13


Fango e limpidezza a cura di don Luciano Vitton Mea-Parroco di Bovegno

G e sù a v e v a a l z a to Legge, ridotta ad alcune cuore per guarire la vita.


l’asticella. Aveva presenta- cose da osservare, ritrova Egli risale alla radice pri-
to le “Beatitudini” come i un respiro. Non c’era più ma, a ciò che genera la
“nuovi Comandamenti” di spazio per coloro i quali si morte o la vita. San Gio-
Israele, dando a capire che sentivano a posto davanti vanni lo esprimerà in
c’è un nuovo modo di rap- a Dio. La “misericordia” un’affermazione colossale:
portarsi a Dio. Gesù non vale più del “sacrificio”; il “Chi non ama suo fratello
smonta il valore della leg- culto come relazione con è omicida.” (1Gv 3,15)
ge, ma la ri po rta Dio, non può prescindere
all’essenziale, ricordando da un rapporto d’amore Chi non ama uccide. E se
che l’origine di ogni norma con gli esseri umani. peccare è ridurre a oggetto
è l’amore. Quel “ma io vi le persone, non si pecca
dico” esprime la straordina- “Non ucciderai!”. Non si contro la Legge, ma contro
ria diversità dei suoi ritoc- uccide soltanto con le armi la profondità e la dignità
chi, un vero e proprio col- ma con la lingua, con la della persona, icona di Di-
po d’ala per portare dritto menzogna, con la sottoli- o.
al cuore di Dio. Gesù offre neatura delle negatività.
un’interpretazione alta e Odiare qualcuno è toglier-
interiore della Parola. Pas- gli la vita, non amare è un
sa dalle parole allo Spirito lento morire. Gesù ricorda
e riporta alle origini. La la necessità di guarire il

Maestri di
spiritualità Contemplo: Le verità che contano

Chi si adira con il fra- Le verità che contano, i grandi segnato da bambino, in parole e
tello, chi lo oltraggia, o principi, alla fine restano sem- con l’esempio.
calunnia in pubblico pre due o tre. Sono quelli che ti
Questa stessa cosa la possono
non può rimanere al hanno insegnato tuo padre o tua
cospetto di Dio. Sepa- riconoscere anche i ragazzi di
madre da bambino.
randosi dal fratello si è oggi? I genitori sanno e voglio-
separato da Dio. Il E’ vero, quante cose nella vita no insegnare loro quei principi
disprezzo del fratello abbiamo imparato! Eppure c’è che si “incidono” nella coscien-
rende falso il culto a una sorta di stella polare che za?
Dio e gli toglie ogni sembra brillare nella notte dello
promessa divina. E’ una domanda che lascia ser-
spirito, soprattutto quando hai
(Dietrich Bonhoeffer, teolo- peggiare grandi carichi di so-
perso la rotta e non sai cosa de-
go, 1906-1945) spensione e dubbi.
cidere o fare. E’ quello che tua
madre o tuo padre ti hanno in- (G. Ravasi, Le parole, p.21)

Non di solo pane 1^settimana di Quaresima n. 978 pagina 14


I santi del giorno: San Giuliano di Alessandria,
martire; san Gabriele dell'Addolorata, religioso.

“Vi sono mille e una ragione per lasciar cadere le


braccia. Ma se levi lo sguardo oltre l’orizzonte sco-
prirai l’ineffabile volto di Dio e avrai mille ragioni
Sabato
Tempo
Febbraio
di Quaresima
27
per vivere nella gioia.” (2Pietro 3,13)

I santi del giorno: san Gregorio di Narek


Parola di Dio
in briciole Filosofia, teologia e preghiera sono l'espressione di quella
continua ricerca che muove gli uomini verso l'incontro
con il trascendente, con il Dio di Gesù Cristo. Una ricer-
ca che ha nella poesia un linguaggio privilegiato, affasci-
Vangelo: Mt 5,43-48 nante, profondamente umano e divino. E oggi la Chiesa
ricorda un testimone che ha saputo conciliare tutti questi
In quel tempo, Gesù disse ai suoi aspetti nella cornice di una vita di ascesi e mistica: san
discepoli: «Avete inteso che fu Gregorio di Narek, teologo orientale e poeta, voce fonda-
detto: “Amerai il tuo prossimo” mentale della letteratura armena. Nato in Armenia nel
e odierai il tuo nemico. Ma io vi 950, divenne monaco e abate, vivendo nei monasteri di
dico: amate i vostri nemici e pre- Narek, oggi in Turchia, dove si dedicò anche all'insegna-
mento. Morì nel 1005. Il 21 febbraio 2015 papa France-
gate per quelli che vi perseguita-
sco ha confermato la decisione della Congregazione delle
no, affinché siate figli del Padre
cause dei santi di attribuire a Gregorio il titolo di dottore
vostro che è nei cieli; egli fa sor- della Chiesa.
gere il suo sole sui cattivi e sui
buoni, e fa piovere sui giusti e
sugli ingiusti. Infatti, se amate Medita a cura di Don Luciano - Parroco di Bovegno
quelli che vi amano, quale ricom-
“Se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non
pensa ne avete? Non fanno così
entrerete nel regno dei cieli”. (Mt 5,20). Gesù offre ai propri uditori
anche i pubblicani? E se date il una giustizia superiore, non fondata su un egualitarismo im-
saluto soltanto ai vostri fratelli, precisato, ma sull’amore senza limiti di Dio. Egli propone un
che cosa fate di straordinario? nuovo modo di intendere le relazioni umane. Per lui l’amore è
il traguardo ultimo della Legge. Violenza produce violenza.
Non fanno così anche i pagani?
Gesù spezza una simile catena dicendo: “Amate i vostri nemici.”
Voi, dunque, siate perfetti come Chiede di non replicare ai torti subiti. Soltanto così ci si libera.
è perfetto il Padre vostro cele- Tutto il Vangelo abita lì: amarsi o distruggersi. Gesù non dà
ste». ordini: non si ama per decreto ma invita a tenere le porte spa-
lancate al modo di amare di Dio. Amare è lasciare il passato
per entrare nel presente di Dio. Gesù sollecita a vivere come
figli di un padre che fa sorgere il sole sui buoni e sui cattivi.
Oltre a un’eredità di beni, c’è un’eredità di valori e di compor-
tamenti. Proprio perché figli di un Padre straordinario, i disce-
poli di Gesù possono amare alla stessa maniera di Dio.

Non di solo pane 1^ settimana di Quaresima n. 978 pagina 15


Riflessioni quaresimali a cura di don Luciano Vitton Mea
UNA CONVERSIONE È SEMPRE UNA NUOVA NASCITA

qual è questa buona nuova che aspettate da un


par mio». «Che Dio v'ha toccato il cuore, e vuoi
farvi suo», rispose pacatamente il cardinale.
«Dio! Dio! Dio! Se io vedessi! Se io sentissi!
Dov'è queste Dio?». «Voi me lo domandate? voi?
E chi più di voi l'ha vicino? Non ve lo sentite in
cuore che v'opprime, che vi agita, che non vi la-
scia stare e nelle stesso tempo vi attira, vi fa pre-
sentire una speranza di quiete, di consolazione,
d'una consolazione che sarà piena, immensa, su-
bito che voi lo riconosciate, lo confessiate, l'im-
ploriate?». «O certo! Ho qui qualche cosa che mi
opprime, che mi rode! Ma Dio! Se c'è queste Dio,
se è quello che dicono, cosa volete che faccia di
me?». Queste parole furono dette con un accento
disperato; ma Federico, con un tono solenne, co-
Appena introdotto l'Innominato, Federico gli an- me di placida ispirazione, rispese: «Cosa può fare
dò incontro, con un volto premuroso e sereno, e Dio di voi? Cosa vuol farne? Un segno della sua
con le braccia aperte, come a persona desiderata... potenza e della sua bontà: vuol cavare da voi una
I due stettero alquanto senza parlare e diversa- gloria che nessun altro gli potrebbe dare... quando
mente sospesi. L'Innominato, che era stato come voi stesso sorgerete a condannare la vostra vita,
portato lì per forza da un determinato disegno, ad accusare voi stesso, allora! allora Dio sarà glo-
che stava anche come per forza, straziato da due rificato! E voi domandate cosa Dio possa fare di
passioni opposte, quel desiderio e quella speranza voi?.. cosa possa fare di codesta volontà impetuo-
confusa di trovare un refrigerio al tormento inter- sa, di codesta imperturbata costanza, quando l'ab-
no, e dall'altra parte una stizza, 'una vergogna di bia animata, infiammata d'amore, di speranza, di
venir lì come un pentito, come un sottomesso, co- pentimento?.. Cosa può Dio fare di voi? E perdo-
me un miserabile, a confessarsi in colpa, a implo- narvi? e farvi salvo? e compiere in voi l'opera del-
rare un uomo: e non trovava parole, né quasi ne la redenzione? Non son cose magnifiche e degne
cercava. Però, alzando gli occhi in viso a quell'uo- di lui? Oh pensate! se io miserabile qual sono, mi
mo, si sentiva sempre più penetrare da un senti- struggo ora tanto della vostra salute... Oh pensate
mento di venerazione imperioso insieme e soave, come vi ami, come vi veglia quello che mi coman-
che, aumentando la fiducia, mitigava il dispetto, e da e mi ispira un amore per voi che mi divora!». A
senza prender l'orgoglio di fronte, l'abbatteva e, misura che queste parole uscivano dal suo labbro,
dirò così, gli imponeva silenzio. La presenza di Fe- il volto, lo sguardo, ogni moto ne ispirava il sen-
derico era infatti di quelle che annunziano una su- so. La faccia del suo ascoltatore, da stravolta e
periorità e la fanno amare...Tenne anche lui, qual- convulsa, si fece da principio attonita e intenta;
che momento, fisso nell'aspetto dell'Innominato il poi si compose a una commozione più profonda
suo sguardo penetrante ed esercitato da lungo e meno angosciosa; i suoi occhi, che dall'infanzia
tempo a ritrarre dai sembianti i pensieri; e, sotto a più non conoscevano le lacrime, si gonfiarono;
quel fosco e a quel turbato, parendogli di scoprire quando le parole furono cessate, si coprì il viso
sempre più qualcosa di conforme alla speranza da con le mani, e diede in un dirotto pianto che fu
lui concepita al primo annunzio di una tal visita, come l'ultima e più chiara risposta.
tutto animato, «Oh! - disse - Che preziosa visita è
questa!... Voi avete una buona nuova da darmi... ». (Alessandro Manzoni, I Promessi sposi, )
«Una buona nuova, io? Ho l'inferno nel cuore; e vi
darò una buona nuova? Ditemi voi, se lo sapete,