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IL SISTEMA LINFATICO E GLI ORGANI LINFATICI SONO IMPORTANTI PER LA DIFESA IMMUNITARIA:L’immunità è la

capacità di utilizzare le proprie difese per contrastare li agenti patogeni(organismi estranei che , penetrando nel
nostro corpo, potrebbero provocare malattie). La difesa immunitaria comprende cellule che si sviluppano in organi
diversi e poi si disperdono nei tessuti, dove collaborano per proteggere l’organismo. A questi sistemi di difesa
prendono parte i leucociti: per il loro sviluppo e per la loro attività sono essenziali il sistema e gli organi linfatici.
L’IMMUNITA’ INNATA E ADATTATIVA
Sono i 2 meccanismi principali di difesa.
1. L’innata o aspecifica comprende diversi meccanismi di protezione che agiscono allo stesso modo sui patogeni
impedendo ad organismi estranei di penetrare e diffondersi nell’organismo. Queste difese agiscono con
rapidità e includono barriere meccaniche come la cute, molecole tossiche e fagociti che ingeriscono i
patogeni.
2. L’adattativa o specifica agisce contro un bersaglio definito con un’azione lenta ma precisa che comprende 3
passaggi:
 Il RICONOSCIMENTO della sostanza o dell’organismo estraneo da parte dei linfociti B e T
 Una RISPOSTA MIRATA che avviene sia attraverso la produzione di specifiche molecole, sia
attraverso l’azione diretta di cellule che attaccano in modo specifico un particolare invasore.
 La creazione di una MEMORIA, che immunizza l’organismo per un certo periodo in modo che resista
ad altri attacchi dello stesso patogeno. La MEMORIA IMMUNOLOGICA ci protegge dal ripetersi di
molte malattie.
Tutto il processo è possibile perché le cellule immunitarie possiedono la capacità di distinguere tra self e non
self(molecole che costituiscono l’organismo e molecole estranee). I 2 meccanismi collaborano formando un sistema di
difesa coordinato: dato che le difese specifiche sono più lente, quelle aspecifiche costituiscono la prima linea di difesa
del corpo.
IL SISTEMA LINFATICO E’ COSTITUITO DAI VASI LINFATICI E DAI LINFONODI
Il sistema linfatico è un sistema di vasi separati dalla circolazione sanguigna entro cui scorre la linfa(liquido con
composizione simile al liquido interstiziale). Essa scorre nei vasi linfatici in una direzione: piccoli capillari linfatici si
uniscono in vasi sempre più grandi e poi in 2 vasi linfatici(dotti toracici) che si svuotano nelle vene alla base del collo. Il
dotto t. sx trasporta la maggior parte della linfa proveniente dalla parte inferiore del corpo ed è più grande di quello
dx. la linfa è sospinta verso il cuore dalle contrazioni dei muscoli scheletrici e dai movimenti respiratori. I vasi linfatici
hanno valvole che dirigono il flusso linfatico in un unico senso, verso il dotto toracico. Questo sistema svolge 2
funzioni:
1. Preleva dai tessuti e trasporta nel sangue i grassi assorbiti dall’ apparato digerente e il liquido interstiziale in
eccesso
2. È implicato nella difesa dell’organismo grazie ai linfonodi(piccole masse di tessuto spugnoso che contengono
molti globuli bianchi(linfociti e macrofagi) e sono collocate lungo il percorso dei vasi linfatici + grandi)
I linfonodi sono indispensabili per i 2 tipi di immunità per:
 Nei linfonodi proliferano e si attivano i linfociti B che vengono dal midollo osseo
 I linfonodi agiscono come filtri e rimuovono dalla linfa i microrganismi e altri patogeni penetrati nel nostro
corpo. Le particelle vengono intrappolate e digerite dai fagociti presenti all’loro interno
 Nei linfonodi vengono distrutte le cellule morte o danneggiate.
GLI ORGANI LINFATICI PRIMARI E SECONDARI
PRIMARI: midollo osseo e timo sono necessari alla produzione di linfociti. Nel midollo ci sono le cellule staminali da cui
derivano i leucociti e le cellule del sangue. I linfociti B maturano nel midollo, i T nel timo(ghiandola davanti alla
trachea, attiva molto in età giovanile). Dopo lo sviluppo si trasferiscono nei linfonodi e negli altri organi linfatici.
SECONDARI: milza(organo fortemente vascolarizzato che filtra il sangue eliminando microrganismi e sostanze di
scarto. Elimina dal sangue gli eritrociti invecchiati recuperando le sostanze utili che veng0no inviate al fegato, funge da
deposito di piastrine e sangue e produce linfociti), placche di Peyer(intestino tenue, ruolo simile alle tonsille e
distruggono i patogeni che possono penetrare nell’ apparato digerente), tonsille(disposte ad anello nella faringe,
fermano e eliminano batteri che entrano dalla bocca e dal naso). Queste sono formazioni localizzate in diverse parti
del corpo costituite da tessuto connettivo e ricche di linfociti. Questi organi hanno una funzione simile a quella dei
linfonodi, anche se non filtrano la linfa perché non collocati sul percorso dei vasi linfatici.
IMMUNITA’ INNATA: comprende diversi sistemi generici di protezione la cui funzione è impedire ai patogeni di entrare
nell’organismo. Queste difese(le possediamo fin dalla nascita) costituiscono la prima linea di difesa del corpo.
Comprendono barriere fisiche e difese cellulari e chimiche: prima entrano in azione la cute e le membrane a contatto
con l’esterno che cercano di fermare gli invasori. Se vengono superate si attiva una risposta aspecifica + complessa nei
tessuti. Quella + importante è l’infiammazione.
LE DIFESE ESTERNE IMPEDISCONO A ORGANISMI ESTRANEI DI PENETRARE IL CORPO
Tutte le membrane di rivestimento a contatto con l’esterno fungono da barriere meccaniche e producono sostanze
chimiche che agiscono localmente(prima strategia di difesa). La cute è il primo sistema di difesa aspecifica contro le
aggressioni dei patogeni. Funghi, batteri e virus raramente riescono a penetrare a cute. I batteri e funghi che vivono e
si riproducono sulle superfici del nostro corpo senza provocare danni sono identificati come flora normale. Essi sono in
competizione coi patogeni per lo spazio disponibile e per le sostanze nutritive(forma di difesa aspecifica). I rivestimenti
mucosi superficiali dei vari apparati e sistemi possiedono difese chimiche e fisiche(liquido lacrimale, muco nasale,
saliva contengono il lisozima(enzima) che attacca le pareti cellulari dei batteri). Il muco nasale intrappola i patogeni
che sono nell’aria, quelli che oltrepassano sono bloccati nel muco delle vie respiratorie più profonde. Il muco e i
patogeni vengono spinti verso il naso e la bocca dalle ciglia vibratili dell’epitelio che riveste le vie respiratorie. I
rivestimenti mucosi producono difensine(molecole peptidiche tossiche per molti patogeni) che si inseriscono nella
membrana plasmatica e uccidono gli invasori con meccanismi che creano aperture nelle membrane rendendole
permeabili e provocando la fuoriuscita del materiale interno. Vengono prodotte dai fagociti che le usano per uccidere i
patogeni inglobati da teli cellule. I patogeni che raggiungono il canale digerente incontrano altri tipi di difesa: succo
gastrico dello stomaco. Il rivestimento delle pareti dell’ intestino tenue non può essere attraversato, se integro, dai
batteri, alcuni dei quali vengono uccisi dai Sali biliari secreti all’interno di questo tratto del canale digerente. L’intestino
crasso ospita molti batteri che si moltiplicano e sono rimossi con le feci. La maggior parte dei batteri intestinali fanno
parte della flora normale.
LE DIFESE INTERNE SI ATTIVANO QUANDO I PATOGENI ENTRANO NEI TESSUTI
I patogeni che riescono a entrare nel corpo, incontrano sistemi aspecifici + complessi, che comprendono la secrezione
di varie proteine difensive e cellule dotate di attività fagocitaria.
 Le PROTEINE DEL COMPLEMENTO sono 30 diverse proteine antimicrobiche nel sangue che costituiscono il
sistema del complemento. In combinazioni diverse agiscono in una caratteristica sequenza o cascata in cui
ogni proteina attiva quella successiva: prima le proteine aderiscono ai microbi, permettendo ai fagociti di
riconoscerli e distruggerli, attivano poi la risposta infiammatoria e attraggono i fagociti verso la sede
dell’infezione, provocano la lisi dei patogeni.
 Gli INTERFERONI sono glicoproteine che si trovano in prima linea nella difesa aspecifica contro le infezioni
virali. Quando le cellule sono infette da un virus, producono pochi interferoni che stimolano le cellule per
aumentare le difese antimicrobiche. Gli interferoni incrementano l’attività lisosomiale che provvede alla
degradazione delle proteine virali in peptidi + piccoli esposti sulla membrana plasmatica stimolando
l’immunità specifica
 I FAGOCITI sono globuli bianchi che comprendono i granulociti e i monociti. Circolano nel sangue e nel
sistema linfatico quando si sviluppa un’infezione i granulociti escono dai vasi sanguigni e vanno nei tessuti
infiammati dove ingeriscono i patogeni, li uccidono liberando difensine e producono molecole che potenziano
la risposta infiammatoria, i monociti si differenziano nei macrofagi.
 I LINFOCITI NATURAL KILLER riconoscono le cellule tumorali o quelle infettate da un virus e provocano la lisi
rilasciando proteine che distruggono la membrana plasmatica(perforine).
L’INFIAMMAZIONE E’ UNA RISPOSTA COMPLESSA AL DANNEGGIAMENTO DI UN TESSUTO
In caso di infezioni l’organismo ricorre alla risposta infiammatoria. Gli eventi infiammatori contrastano i
microrganismi, le tossine e i patogeni, ne prevengono la diffusione e predispongono la riparazione della lesione. I
segnali che contraddistinguono l’infiammazione(flogosi) sono: arrossamento, calore, dolore e gonfiore. Processo
infiammatorio:
 Nella regione lesionata i mastociti, granulociti basofili e le piastrine liberano l’istamina
 Induce dilatazione e aumento della permeabilità dei vasi sanguigni nel tessuto danneggiato, che si arrossa e
riscalda. La maggiore permeabilità provoca la diffusione all’esterno di molecole che si trovano all’interno dei
capillari e permette ai fagociti di raggiungere l’area infettata. Il maggiore afflusso di sangue permette di
rimuovere + velocemente le tossine e le cellule morte.
 I fagociti inglobano i patogeni e le cellule morte e producono citochine, che segnalano all’encefalo di
aumentare la temperatura corporea. La febbre inibisce la proliferazione dei patogeni e accelera le reazioni
dei processi di respirazione.
 I fattori di coagulazione presenti nel plasma fuoriuscito creano un coagulo che impedisce la diffusione
dell’infezione e facilita la riparazione del tessuto
 I macrofagi muoiono, si forma un ammasso di cellule morte, detriti e liquidi(pus). Se raggiunge la superficie
fuoriesce e viene disperso, se si trova in profondità viene riassorbito.
In alcune gravi infezioni batteriche la risposta infiammatoria non si arresta a livello locale, ,ma diffonde attraverso il
circolo sanguigno a tutto il corpo(sepsi). I vasi si dilatano e il processo interessa i vasi di tutto il corpo.
I LINFOCITI: RESPONSABILI DELL’IMMUNITA’ ADATTATIVA
Le difese specifiche utilizzano cellule di cui disponiamo dalla nascita, ma si sviluppano solo a contatto con i patogeni.
Questi sistemi memorizzano la risposta in modo tale da proteggerci da futuri attacchi degli stessi patogeni. Queste
difese si realizzano grazie ai linfociti Te B, da cui dipendono il riconoscimento, la strategia della risposta e la creazione
della memoria immunitaria.
IL RICONOSCIMENTO DEGLI ANTIGENI E’ SPECIFICO
La risposta immunitaria ha inizio quando uno dei 2 linfociti viene a contatto con un
antigene(macromolecola/microrganismo capace di provocare una risposta immunitaria. Vengono identificati in base
alla loro diversità dalle molecole presenti nel nostro organismo). Il nostro sistema immunitario si basa sulla distinzione
di antigeni self o non self. Antigeni:
 Possono agire come antigeni le glicoproteine presenti nelle membrane delle cellule eucaristiche e batteriche
o nei rivestimenti dei virus.
 Qualsiasi macromolecola quando è trasferita in un organismo che non la possiede.
Il riconoscimento dell’antigene viene effettuato dai recettori antigenici(molecole presenti sulle membrane dei linfociti
Te B). Ogni linfocita ha 100 000 recettori uguali, ma diversi da quelli presenti su atri linfociti. Il recettore riconosce
l’antigene formando un legame. L’antigene viene riconosciuto (si adatta e interagisce chimicamente col recettore). Gli
specifici siti sugli antigeni che vengono riconosciuti dai recettori dei linfociti sono i determinanti antigenici. Ciascun
recettore è specifico per un determinante antigenico. Ci sono diversi tipi di antigeni(singole molecole estranee, batteri,
virus, protisti, funghi, parassiti pluricellulari). Ogni gruppo ha specie diverse che includono ceppi geneticamente
distinti e ogni ceppo ha + determinanti antigenici sulla superficie.
LA VARIETA’ DEI RECETTORI ANTIGENI E’ DETERMINATA GENETICAMENTE
La diversità dei recettori è determinata da cambiamenti del DNA, ovvero da mutazioni e riarrangiamenti cromosomici
che si verificano mentre i linfociti T e B maturano negli organi linfatici. Dopo questo processo, ogni linfocita B diventa
immunocompetente ed è capace di produrre un solo tipo di recettore antigenico. Durante la vita fetale il nostro
organismo elimina tutti i linfociti che potrebbero attaccare le molecole self.
IN RISPOSTA ALL’ANTIGENE, IL LINFOCITA PROLIFERA PER SELEZIONE CLONALE E PRODUCE UNA MEMORIA
Il legame dell’antigene con il recettore attiva il linfocita ed esso prolifera(inizia a dividersi e a formare un clone).
Questo processo è chiamato selezione clonale, i cloni prodotti sono in grado di dare una risposta specifica all’antigene.
Il linfocita attivato produce 2 tipi di cellule figlie:
1. Le CELLULE EFFETTRICI(plasmacellule) conducono al’attacco all’antigene con metodi diversi per i 2 tipi di
linfociti. Sono le cellule responsabili della risposta immunitaria primaria, eliminano gli invasori e poi muoiono
2. Le CELLULE DELLA MEMORIA sono cellule longeve che mantengono la capacità di iniziare a dividersi al
minimo stimolo producendo molte cellule effettrici e altre cellule della memoria. Determinano la risposta
immunitaria secondaria(nuovo attacco dello stesso antigene) e possono vivere per decenni.
I LINFOCITI B E T PRODUCONO 2 TIPI DI RISPOSTA IMMUNITARIACHE INTERAGISCONO TRA LORO: la risposta umorale
e quella immunitaria cellulare. Hanno aspetti comuni, agiscono insieme e collaborano.
I linfociti B producono la umorale: diretta contro i virus e i batteri presenti nei liquidi corporei. Quando vengono
attivati i linfociti producono gli anticorpi che si riversano nel sangue, nella linfa e nei fluidi intercellulari dove si legano
ai determinanti antigenici dei patogeni: il complesso antigene- anticorpo risulta facilmente riconoscibile dai fagociti
che lo eliminano. I T producono la risposta immunitaria cellulare: diretta contro virus e batteri, funghi e protozoi e
cellule tumorali. È condotta dai T che si trovano nei linfonodi, nel sangue e negli spazi intercellulari. I T agiscono
indirettamente stimolando la produzione di anticorpi e la fagocitosi.
LA RISPOSTA IMMUNITARIA UMORALE: i linfociti B abbandonano il midollo osseo per entrare nel circolo sanguigno,
ognuno ha recettori antigenici sempre esposti. Si disperdono negli organi linfatici e nei linfonodi e vi restano fino a
quando un antigene supera le difese ed entra nei fluidi del corpo. Inizia la risposta immunitaria umorale che produce
anticorpi(distruggono i patogeni).
LE PLASMACELLULE SONO RESPONSABILI DELLA RISPOSTA PRIMARIA: quando un antigene arriva nei linfonodi si avvia
la risposta primaria:
1. L’antigene è a contatto coi B , i linfociti col recettore corrispondente al determinante antigenico si legano
all’antigene e si attivano
2. Selezione clonale: il B attivato produce 2 tipi di cellule per funzionare
3. Le plasmacellule sono molto grandi, e poiché svolgono una grande attività di sintesi proteica hanno molti
ribosomi e reticolo endoplasmatico. Producono molti anticorpi.
4. Gli anticorpi sono specifici per ogni antigene, vengono secreti nel circolo sanguigno e nella linfa e
rappresentano la risposta all’antigene.
I DIVERSI ANTICORPI CONDIVIDONO UNA STRUTTURA COMUNE, MA AGISCONO IN MODI DIVERSI
Gli anticorpi sono immunoglobuline. Ne esistono diversi tipi, ma tutti costituiti da 4 catene polipeptidi che e hanno
forma di y. In ogni molecola di immunoglobulina, 2 di tali polipeptidi corrispondono a catene leggere identiche tra loro
e le altre 2 sono pesanti e identiche. Le catene sono unite da ponti disolfuro. Ogni catena ha una regione costante e
una variabile:
 Le sequenze amminoacide delle regioni costanti sono simili nelle diverse immunoglobuline e determinano la
classe dell’anticorpo.
 Le sequenze amminoacide delle regioni variabili differiscono tra loro e hanno il sito di legame per l’antigene.
Sono responsabili della diversa specificità degli anticorpi.
Le modalità di azione degli anticorpi secreti dalle plasmacellule sono 4:
 NEUTRALIZZAZIONE: gli anticorpi si legano a siti specifici di virus o tossine batteriche impedendo loro di
danneggiare le cellule
 AGGLUTINAZIONE: ogni anticorpo lega 2 molecole di antigene alla volta formando un complesso con altre
molecole di antigene e anticorpo(facile bersaglio per l’ingestione e la demolizione a opera dei fagociti
 PRECIPITAZIONE: i complessi prodotti per agglutinazione a volte sono insolubili e precipitano, possono poi
essere attaccati dai fagociti
 FISSAZIONE DEL COMPLEMENTO: gli anticorpi attivano le molecole del complemento rendendo + efficace la
loro azione sull’antigene
LA RISPOSTA IMMUNITARIA CELLULARE: diretta contro qualsiasi fattore che alteri una cellula normale in modo da
renderla anomala. Messa in atto dai T. Fondamentale per la loro azione è la presenza sulle cellule di MHC(complesso
maggiore di istocompatibilità), su cui si basa la tolleranza del sistema immunitario nei confronti delle cellule
dell’organismo.
2 TIPI DI T: HELPER CITOTOSSICI: sono coinvolti nella risposta immunitaria cellulare. Non attaccano le cellule sane del
corpo, ma riconoscono i segni di anomali. Hanno recettori specifici di superficie. Sono glicoproteine con un peso
molecolare che è circa la metà degli anticorpi igG. Sono formati da 2 catene polipeptidi che, ciascuna codificata da un
gene diverso. Possiedono una regione variabile e una costante. I recettori dei T legano un frammento a un
determinante antigenico presente sulla superficie di una cellula che presenta l’antigene. I linfociti citotossici
riconoscono cellule infettate da virus o mutate e le eliminano inducendone le lisi, gli helper sono coinvolti nelle 2
risposte immunitarie e ne sono i direttori. Rilasciano i segnali chimici destinati ai linfociti B e citotossici.
LE PROTEINE MHC MARCANO LE NOSTRE CELLULE E IDENTIFICANO IL SELF: il sistema immunitario riconosce le proprie
cellule in base alle proteine esposte sulla superficie della membrana plasmatica. Nei mammiferi i + importanti
marcatori che identificano il self sono glicoproteine che sporgono sulla superficie delle cellule, le proteine MHC. Sono
denominate anche antigeni umani leucocitari(HLA). Sono coinvolte nella tolleranza verso gli antigeni propri
dell’organismo. Ne esistono 2 tipi:
 proteine MHC di classe I: sono sulla superficie di tutte le cellule nucleate di un organismo animale
 Classe II: sono prevalentemente sulla superficie dei B, dei macrofagi e altre cellule del sistema immunitario.