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Il principio di Archimede - Dimostrazione Pratica in Laboratorio

Con l’ausilio di tre strumenti quali: bilancia idrostatica, un baroscopio, e un recipiente riscalndato, si è dimostrato
visivamente il principio di Archimede circa il galleggiamento dei corpi, che recita:

Un corpo immerso in un fluido in equilibrio subisce una forza S diretta verso l’alto, chiamata “Spinta
di Archimede”, uguale di intensità al peso del fluido spostato.
Che matemaricamente si traduce in:
densità del fluido (kg/m3)

volume del fluido spostato (m3)


S=d V g
Intensità della spinta (N)

accelerazione di gravità (m/s2)

La Bilancia Idrostatica

Procediamo per ordine, il primo esperimento è stato effettato mediante


la “Bilancia Idrostatica” [fig.1]

Al braccio sinistro leghiamo due elementi: due cilindri, dalla forma iden-
tica, l’unica differenza tra i due è che il primo è vuoto intermente mentre
il secondo è pieno. Sul braccio destro invece, poggiamo dei pesetti in
modo tale che i due pesi siano uguali su entrambi i bracci.

Successivamente, sotto il braccio sinistro, appoggiamo un recipiente pie-


no d’acqua in modo tale che il cilindro pieno venga in contatto con l’ac-
qua. Figura 1

Immerso il cilindro nel recipiente pieno d’acqua, [fig.2] osservia-


mo che l’equilibrio precedentemente stabilito, viene annullato in
quanto i pesi sul braccio destro risultano adesso maggiori rispet-
to alla controparte sinistra.

Ciò è appunto quello che volevamo dimostrare: la “Spinta di Ar-


chimede” esercitata sul cilindro, fa si che il cilindro riceva una
spinta dal basso verso l’alto quindi il peso diminuisce.

Figura 2

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Successivamente, riempiamo il cilindro vuoto (come da figura 3 posto
sopra quello pieno immerso nel liquido) dell’acqua fino a che la massa
del primo cilindro sia pari a quella del secondo.

Noteremo che si sarà ristabilito l’equilibrio, in quanto la “spinta di Ar-


chimede” esercitata sul cilindro, viene compensata dal cilindro prece-
dentemente vuoto che viene riempito d’acqua.

Figura 3

Baroscopio

Successivamente, abbiamo dimostrato che il principio di Archimede è valido


per tutti i fluidi, quindi sia liquidi (acqua) che aeriformi (aria), quindi abbiamo
agito i conseguenza.

Abbiamo inserito un “Baroscopio” all’interno di una campana di vetro, erme-


ticamente chiusa ed una pompa esterna che ne estrae l’aria dall’interno. Il Ba-
roscopio è composto da una sfera grande vuota di vetro ed una più piccola di
metallo. [Fig.4]

Figura 4

Eliminando tutta l’aria dalla campana tramite una pompa elettrica, notiamo
che il braccio del baroscopio con la sfera più voluminosa, tende ad inclinarsi
come nella figura 5.

É facile capire, analogamente all’esperimento precedente, che in assenza di


aria, la “Spinta di Archimede” esercitata sulla sfera più grande visto il volume
occupato, in presenza di aria fa si che il baroscopio sia in equilibrio, mentre in
assenza di aria, la spinta è nulla e il baroscopio si inclina a favore della sfera di
maggiori dimensioni.

Quindi la spinta che sostiene la sfera grande veiene meno e abbiamo dimostra-
Figura 5 to che la spinta di archimede è valida anche per gli aereiformi.[Fig.5]

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Terzo Esperimento

A tal scopo prendiamo un recipiente pieno d’acqua ed immergiamoci un secondo recipiente


di dimensioni ovviamente minori del primo. Noteremo che il secondo recipiente galleggerà.
Ciò perché l’acqua a temperatura ambiente ha una determinata densità.
[Fig.6]

Successivamente riscaldiamo il recipiente mediante un fornello a gas il recipiente. Mentre


aspettiamo che l’acqua raggiunga una certa temperatura in grado di far affondare l’oggetto
che galleggia, agitiamo il liquido per rendere uniforme la temperatura dell’acqua.
Figura 6
Dopo qualche minuto noteremo che l’oggetto che prima galleggiava, adesso non galleggia,
ciò è dovuto dall’aumento della temperatura dell’acqua, quindi la densità del liquido è scesa
e la spinta non è più in grado di reggere il peso. [Fig.7]

Figura 7

Francesco De Mattia
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