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CONTINUITÀ E DERIVABILITÀ

Esercizi proposti

1. Determinare
lim M (sin x) (M (t) denota la mantissa di t)
x→kπ/2

al variare di k in Z. Ove tale limite non esista, discutere l’esistenza dei limiti laterali.
Identificare i punti di discontinuità della funzione f (x) = M (sin x) ed il loro tipo.
2. Determinare i valori di α, β ∈ R tali che la funzione
 2
 log(x + β )
 se x > 0
1−cos(αx)
f (x) = arctg (x2 ) se x < 0


1 se x = 0

sia continua nel suo dominio.


3. Calcolare la derivata prima f ′ (x) per le seguenti funzioni:
 x
x 1 1
a) f (x) = √ b) f (x) = c) f (x) = 1 +
2 − x2 arctg x x
 1 1 p
d) f (x) = cos (x2 + x)5 e) f (x) = + sin f ) f (x) = arcsin 1 − x2 .
x x

4. Determinare i punti di non derivabilità delle funzioni



a) f (x) = |x3 − x2 | b) f (x) = |x3 − 2x2 + x| c) f (x) = 5
x.

p
5. Studiare la derivabilità in x = 0 della funzione f (x) = cos |x|.
6. Verificare che le funzioni

2 arctg (x4 − x2 )
a) f (x) = e−1/x b) f (x) = ,
x

sono prolungabili con continuità per x = 0. Le funzioni f cosı̀ prolungate risultano


derivabili in x = 0?
7. Trovare k > 0 tale che i grafici delle funzioni f (x) = ex e g(x) = kx2 siano tangenti
in un punto di ascissa x0 > 0. Utilizzare questo risultato per determinare il numero
di soluzioni dell’equazione ex = kx2 al variare di k > 0.

8. Dire se si può applicare il teorema di Rolle alla funzione f (x) = 3x − x2 − 2 nel suo
dominio [a, b]. In caso affermativo, determinare i punti c tali che f ′ (c) = 0.
9. Dimostrare che la funzione f (x) = arcsin x + arccos x è costante sul suo dominio e
determinarne il valore.
10. Studiare la funzione f (x) = x3 − x e disegnarne il grafico. Dire per quali valori di
k ∈ R la funzione g(x) = |f (x) + k| è derivabile in (0, +∞).
11. Dimostrare che la funzione f (x) = x5 + 2x3 + 3x + 7 è invertibile in tutto il suo
dominio. Detta f −1 la funzione inversa, calcolare (f −1 )′ (7).
12. Dimostrare che la funzione f (x) = (x2 +x+4) e−x è invertibile nel suo dominio. Detta
f −1 la funzione inversa, calcolare (f −1 )′ (4).
13. Determinare quanti zeri ha la funzione f (x) = −2x3 − 3x2 + 12x − 6. (Suggerimento:
si studi brevemente f , tracciandone un grafico qualitativo.)
14. Determinare massimo e minimo relativi ed assoluti di f (x) = x2 − 3|x − 1| + 2 su
[−2, 3].
15. Utilizzando la regola di de l’Hopital calcolare

x2 log sin x
a) lim b) lim
x→0 log cos x x→0+ log x
 
1 1 π
c) lim − d) lim (x − 1)tg x
x→1 x − 1 log x x→1 2
  √
1 sin x2 − 1
e) lim x arctg x − arccos 2 f ) lim √
x→+∞ x x→1+ log(x + 3 x2 − 1)
 
  1
arcsin 1+x2 − π2
3 π 1
g) lim x arctg x − + h) lim .
x→+∞ 2 x x→0± x

16. Per ogni a ∈ R, a 6= 0, sia f (x) = 3x2 − a log x. a) Tracciare un grafico qualitativo
della funzione f , e determinare i valori di a per i quali l’equazione f (x) = 0 ammette
due soluzioni distinte. b) Determinare i valori di a per i quali f risulta invertibile su
tutto il suo dominio. Per tali a calcolare (f −1 )′ (3).
17. Studiare la funzione f (x) = xe 2 . Dopo averne disegnato un grafico qualitativo, deter-
x

minare quante soluzioni ha l’equazione f (x) = k al variare di k in R. Confrontare i


risultati con quelli dell’esercizio 7.
18. Sia f una funzione continua su R tale che limx→+∞ f (x) = limx→−∞ f (x) = +∞.
Dimostrare che f ammette minimo in R, cioè che esiste x0 ∈ R tale che f (x) ≥ f (x0 ),
∀x ∈ R.
19. Dimostrare che la somma di un numero reale positivo e del suo reciproco è sempre
maggiore o uguale a 2.
20. Dimostrare che tra tutti i rettangoli di perimetro assegnato P , il quadrato è quello
che ha area massima.
21. Tra tutti i trapezi inscritti in una semicirconferenza di raggio a (con la base maggiore
lungo il diametro) trovare quello di area massima.
22. Dato un punto P su una semicirconferenza di raggio a, sia H la proiezione ortogonale
di P sul diametro AB della semicirconferenza. Si chiede come deve essere scelto P
in modo tale che la somma delle lunghezze dei segmenti P H e HB sia la più grande
possibile.
23. a) Dato il punto P0 = (x0 , y0 ) e la retta r di equazione y = mx + q, determinare il
punto P̄ = (x̄, mx̄ + q) ∈ r tale che la distanza d(P0 , P̄ ) sia minima. (Si chiede cioè
di trovare il punto sulla retta che è più vicino al punto P0 .)
b) Calcolare la distanza tra P0 ed r, cioè d(P0 , P̄ ), dimostrando la formula

|mx0 + q − y0 |
d(P0 , P̄ ) = √ .
1 + m2

(Per semplificare i calcoli può essere utile considerare prima il caso di q = 0, osservando
poi che la distanza tra (x0 , y0 ) e la retta y = mx + q è la stessa che tra (x0 , y0 − q)
e la retta y = mx.)
c) Dimostrare che se r è la retta di equazione ax + by + c = 0, allora

|ax0 + by0 + c|
d= √
a2 + b2

è la distanza tra P0 ed r.
24. a) Dati a, b > 0, x ∈ R, si considerino i punti del piano A = (0, a), B = (1, b),
X = (x, 0). Determinare x in modo tale che la somma delle lunghezze dei segmenti
AX e XB sia la più piccola possibile.
b e B XC
b) Verificare che tale valore di x è precisamente quello per cui gli angoli AXO b
(con 0 < x < 1) sono uguali (O è l’origine, C = (1, 0)).
c) Notando che d(A, X) = d(A′ , X), dove A′ = (0, −a) è il punto simmetrico di A
rispetto all’origine, dare una dimostrazione puramente geometrica del risultato in b).
Soluzioni

1. Per la periodicità, è sufficiente considerare i casi: k = 0, 1, 2, 3. Disegnando il grafico


di f (x) = M (sin x) si vede che:

lim f (x) = 0 = f (0) 6= lim f (x) = 1;


x→0+ x→0−

lim f (x) = 1 6= f ( π2 ) = 0;
x→ π
2

lim f (x) = 0 = f (π) 6= lim f (x) = 1;


x→π − x→π +

lim f (x) = 0 = f ( 23 π).


x→ 32 π

I punti x = nπ, n = 0, ±1, ±2, . . . sono punti di discontinuità di tipo salto. I punti
x = π2 + 2nπ, n = 0, ±1, ±2, . . . sono punti di discontinuità eliminabile.
2. La funzione è continua in tutti i punti escluso al più lo zero. Si ha

lim f (x) = lim log(x + β 2 ) = log(β 2 ).


x→0+ x→0+

Questo è uguale a √1 = f (0), cioè la funzione è continua in 0 da destra, se e solo se


β 2 = e, cioè β = ± e. Si ha poi

α2 2
2
x + o(x2 ) α2
lim f (x) = = ,
x→0− x2 + o(x2 ) 2
2 √
quindi f è continua in 0 da sinistra se e solo se α2 = 1, cioè α = ± 2. In definitiva
√ √
f è continua in zero se e solo se (α, β) = (± e, ± 2) (4 coppie di valori).
3. a)
 ′
x 2
√ = .
2 − x2 (2 − x2 )3/2
b)
 ′
1 1
=− .
arctg x (1 + x2 )arctg 2 x
c)
 x ′  x    
1 1 1 1
1+ = 1+ log 1 + − .
x x x x+1
d)
 ′
cos((x2 + x)5 ) = −5(2x + 1)(x2 + x)4 sin((x2 + x)5 ).
e)
 ′
1 1 1 1 1
+ sin =− 2
− 2 cos .
x x x x x
f)
 p ′ x
arcsin 1 − x2 = − √ , ∀x 6= 0.
|x| 1 − x2
4. a) La funzione f (x) = x2 |x − 1| ha un punto angoloso in x = 1, con f± ′
(1) = ±1.
2 2
b) La funzione f (x) = |x(x − 1) | =√(x − 1) |x| ha un punto angoloso in x = 0, con

f± (0) = ±1. c) La funzione f (x) = 5 x ha un punto a tangente verticale in x = 0.

5. Calcolando le derivate laterali in x = 0 si ottiene f± (0) = ∓ 12 , quindi f non è derivabile
nello zero.
2
6. a) Si ha limx→0 e−1/x = e−∞ = 0. Posto f (0) = 0, si ottiene che f è derivabile nello
zero con f ′ (0) = 0, essendo
2
f (x) − f (0) e−1/x √ −t
lim = lim = lim t e = 0.
x→0 x x→0 x t→+∞

b) Essendo arctg (t) = t + o(t) per t → 0, si ha

arctg (x4 − x2 ) −x2 + o(x2 )


lim = lim = 0.
x→0 x x→0 x

Posto f (0) = 0, si ha

f (x) − f (0) arctg (x4 − x2 ) −x2 + o(x2 )


lim = lim = lim = 1.
x→0 x x→0 x2 x→0 x2

Quindi f è derivabile in zero con f ′ (0) = 1.


2
7. Imponendo le condizioni di tangenza tra f (x) e g(x) si trova il valore critico k = e4 .
2
Graficamente si vede allora che l’equazione ex = kx2 ha 1 soluzione per 0 < k < e4 ,
2 2
2 soluzioni per k = e4 , 3 soluzioni per k > e4 .
8. La funzione f (x) è definita per x ∈ [1, 2], è continua su [1, 2] e derivabile su (1, 2) (agli
estremi ha la tangente verticale). Inoltre si ha f (1) = f (2) = 0. Le ipotesi del teorema
3−2x
di Rolle sono dunque soddisfatte. Essendo f ′ (x) = 2√3x−x 2 −2
, si ottiene c = 3/2.
1 1
9. Si ha f ′ (x) = √1−x 2
− √1−x 2
= 0, per ogni x nell’intervallo (−1, 1). Dunque f è
costante sull’intervallo (−1, 1) per un corollario del teorema di Lagrange. Essendo
continua in [−1, 1], f è costante su tutto il suo dominio [−1, 1]. Si calcola facilmente
che f (x) = π2 .
10. La funzione f è dispari, tende a ±∞ per x → ±∞, e presenta una oscillazione cen-
trata in x = 0, con un punto di massimo (minimo) relativo in x = − √13 (x = √13 ).
Disegnando la funzione g(x) = |f (x) + k| per alcuni valori di k, ci si rende conto che
affinchè g sia derivabile in R+ bisogna “tirare in su f (x)” almeno di una quantità
k0 = f (− √13 ) = 3√2
3
. Otteniamo cosı̀ k ≥ 3√ 2
3
.
′ 4 2
11. Essendo f (x) = 5x + 6x + 3 > 0, ∀x ∈ R, la funzione f è strettamente crescente
su R. Pertanto f è iniettiva e quindi invertibile su tutto R. Essendo poi f (0) = 7, si
ha (f −1 )′ (7) = 1/f ′ (0) = 1/3.
12. Si ha f ′ (x) = (−x2 + x − 3) e−x < 0, ∀x ∈ R. La funzione f è strettamente
decrescente su R, e quindi è iniettiva e invertibile su R. Essendo f (0) = 4, si ha
(f −1 )′ (4) = 1/f ′ (0) = −1/3.
13. Si ha lim f (x) = +∞, lim f (x) = −∞. Calcolando f ′ (x) si vede che f è
x→−∞ x→+∞
strettamente decrescente sugli intervalli (−∞, −2) e (1, +∞), strettamente crescente
sull’intervallo (−2, 1). Essendo f (0) = −6, il minimo nel punto x = −2 deve neces-
sariamente essere negativo, quindi f si annulla una volta per x < 0. Poichè il massimo
nel punto x = 1 vale f (1) = 1 > 0, la funzione si annulla in altri due punti per x > 0.
In definitiva, f ha tre zeri.
14. f ha minimo assoluto m = − 13 3
4 = f (− 2 ), e massimo assoluto M = 5 = f (3). Il punto
x = 32 è un punto di minimo relativo, con f ( 23 ) = 11 4
. I punti x = 1 e x = −2 sono
punti di massimo relativo (il primo è un punto angoloso) √ con f (1) = 3, f (−2) = −3.
15. a) −2; b) 1; c) − 12 ; d) − π2 ; e) −1; f) 31 ; g) 13 ; h) ∓ 2.
16. a) a > 6e. b) a < 0. Essendo f (1) = 3 si ha (f −1 )′ (3) = f ′1(1) = 6−a 1
.
ex
17. Il dominio di f (x) = x2
è R \ {0}. Si ha f (x) > 0 ∀x 6= 0,

lim f (x) = +∞ = lim f (x), lim f (x) = 0,


x→0± x→+∞ x→−∞

dunque la retta x = 0 è asintoto verticale e la retta y = 0 è asintoto orizzontale


sinistro. La derivata prima
ex (x − 2)
f ′ (x) =
x3
è positiva per x < 0 e per x > 2, negativa per 0 < x < 2. Il punto x = 2 è un punto
2
di minimo relativo, il valore del minimo è f (2) = e4 . Disegnando il grafico di f si
2 2
vede che l’equazione f (x) = k ha: 3 soluzioni se k > e4 ; 2 soluzioni se k = e4 ;
2
1 soluzione se 0 < k < e4 ; nessuna soluzione se k ≤ 0. Questo è in accordo con i
risultati ottenuti nell’esercizio 7.
18. Dalla definizione di limite si ha che

lim f (x) = +∞ ⇔ ∀K ∈ R ∃b > 0 : x > b ⇒ f (x) > K,


x→+∞

lim f (x) = +∞ ⇔ ∀K ′ ∈ R ∃a < 0 : x < a ⇒ f (x) > K ′ .


x→−∞

Fissato c ∈ R arbitrario, applichiamo queste due definizioni con K = K ′ = f (c).


Esistono allora a < 0 e b > 0 tali che

x < a oppure x > b ⇒ f (x) > f (c).

Notiamo che deve essere necessariamente a ≤ c ≤ b. (Se fosse ad esempio c > b,


la condizione precedente implicherebbe che f (c) > f (c).) Applicando il teorema di
Weierstrass alla funzione f nell’intervallo [a, b], si ha che f ammette minimo m in
tale intervallo, cioè esiste (almeno) un punto x0 ∈ [a, b] tale che f (x) ≥ f (x0 ) = m
∀x ∈ [a, b]. In particolare f (c) ≥ f (x0 ). È immediato allora che m = f (x0 ) è il minimo
di f su tutto R. Infatti se x < a oppure x > b si ha che f (x) > f (c) ≥ f (x0 ). Questo
risultato ammette una ovvia generalizzazione al caso di una funzione f continua su
un intervallo aperto (a, b) (con a, b ∈ R∗ ) tale che limx→a+ f (x) = limx→b− f (x) = k
(con k ∈ R∗ ) e inoltre f (x) ≤ k, ∀x ∈ (a, b).
19. Sia x > 0 e poniamo f (x) = x + x1 . La funzione f è continua in R+ e

lim f (x) = lim f (x) = +∞,


x→0+ x→+∞

quindi f ha sicuramente un minimo in tale intervallo. Inoltre f è derivabile in R+ e


la derivata prima
′ 1 x2 − 1
f (x) = 1 − 2 =
x x2
si annulla solo per x = 1 (in R+ ). Tale punto è dunque un punto di minimo assoluto.
Essendo f (1) = 2, si ha che f (x) = x + x1 ≥ 2, ∀x ∈ R+ .
20. Sia x uno dei due lati del rettangolo di perimetro P . L’altro lato è allora P −2x
2 , e
l’area del rettangolo è A = x · P −2x
2 . Studiamo la funzione

1
f (x) = (P x − 2x2 )
2
nell’intervallo 0 ≤ x ≤ P2 . Si ha f (0) = f ( P2 ) = 0, inoltre f è sempre positiva per
0 < x < P2 . Poichè f è continua, f ha sicuramente un massimo positivo in tale
intervallo. Essendo f derivabile, il punto di massimo si ottiene annullando la derivata
prima:
P P
f ′ (x) = − 2x = 0 ⇔ x = .
2 4
Dunque il rettangolo di perimetro P e area massima è il quadrato di lato P4 .
21. √
Detta x l’altezza del trapezio, si verifica facilmente che la semibase minore è data da
a2 − x2 . L’area del trapezio è data da
p
f (x) = ax + x a2 − x2 .

Dobbiamo studiare questa funzione nell’intervallo 0 ≤ x ≤ a. (I casi x = 0, a sono


degeneri: x = 0 corrisponde ad un segmento, x = a ad un triangolo.) Si ha f (0) = 0,
f (a) = a2 . Poichè f è continua in [0, a], f ha sicuramente massimo M in tale intervallo.
Poichè f è derivabile in [0, a), per determinare M è sufficiente confrontare il valore
f (a) con i valori assunti da f nei punti critici interni, cioè le soluzioni di f ′ (x) = 0
con 0 < x < a. Si ha

p x 2
a a2 − x2 + a2 − 2x2

f (x) = a + a2 − x2 − √ = √ .
a 2 − x2 a 2 − x2
Annullando la derivata prima si ottiene che l’unico punto critico interno all’intervallo
[0, a] è
a√
x= 3.
2
Essendo  a √  a2 √ a√ a 3 √
f 3 = 3+ 3 · = a2 3 > a2 ,
2 2 2 2 4
3 2

si ha che M = 4 a 3. Dunque il trapezio di area massima M è quello di altezza

x = a2 3 e semibase minore a2 , cioè base minore uguale al raggio. È facile vedere che
tale trapezio è la metà di un esagono regolare inscritto nella circonferenza
√ di raggio a.
22. Posto x = P H e detto O il centro della semicirconferenza, si ha OH = a2 − √ x2 . Detti
A l’estremo sinistro e B l’estremo destro del diametro, si ha che HB √ = a + a 2 − x2
se P è nella metà sinistra della semicirconferenza, mentre HB = a − a2 − x2 se P è
nella metà destra. È facile rendersi conto che è sufficiente studiare il problema per P
che varia nella metà sinistra della semicirconferenza. Dobbiamo allora massimizzare
la funzione p
f (x) = P H + HB = x + a + a2 − x2
nell’intervallo 0 ≤ x ≤ a. Si ha f (0) = f (a) = 2a. Poichè f è continua in [0, a], f
ammette massimo M e minimo m in tale intervallo. Essendo f derivabile in [0, a), per
trovare m, M è sufficiente confrontare 2a con i valori di f nei punti critici interni. Si
ha √
′ x a 2 − x2 − x
f (x) = 1 − √ = √ ,
a 2 − x2 a 2 − x2
e l’unico punto critico nell’intervallo (0, a) è x = √a . Essendo
2
 
a a a √
f √
= √ + √ + a = a(1 + 2) > 2a,
2 2 2

si ha che m = 2a (assunto agli estremi), e M = a(1 + 2), assunto per x = √a2 . Si
b = π , e che P H = √a è la metà del lato del quadrato inscritto
noti che l’angolo P OA 4 2
nella circonferenza di raggio a.
23. a) La formula per la distanza tra due punti P0 = (x0 , y0 ), P = (x, y) è
p
d(P0 , P ) = P0 P = (x − x0 )2 + (y − y0 )2 .

Posto y = mx + q, otteniamo la funzione


p
f (x) = (x − x0 )2 + (mx + q − y0 )2

da minimizzare su R. Poichè f è continua su R e tende a +∞ per x che tende a ±∞,


f ha minimo in R. Possiamo supporre che P0 ∈ / r, cioè che mx0 + q 6= y0 . In tal
caso la funzione f è sempre strettamente positiva e derivabile su tutto R. La derivata
prima
x − x0 + (mx + q − y0 )m
f ′ (x) = p
(x − x0 )2 + (mx + q − y0 )2
si annulla solo per
x0 + m(y0 − q)
x = x̄ = ,
1 + m2
che dunque è punto di minimo assoluto. Otteniamo così
 
x0 + m(y0 − q) mx0 + m2 y0 + q
P̄ = (x̄, mx̄ + q) = , .
1 + m2 1 + m2

Il punto P̄ può essere determinato anche osservando che la retta P0 P̄ è perpendicolare


1
alla retta r. È sufficiente allora mettere a sistema y = mx + q e y = − m (x − x0 ) + y0 .
2
b) Calcolando il quadrato d (P0 , P̄ ) con q = 0 si ottiene facilmente

(mx0 − y0 )2 |mx0 − y0 |
d2 (P0 , P̄ ) = , ⇒ d(P0 , P̄ ) = √ .
1 + m2 1 + m2

La formula generale con q 6= 0 si ottiene da questa sostituendo y0 con y0 − q.


c) Sia r la retta di equazione ax + by + c = 0 e sia P0 = (x0 , y0 ). Se r è verticale, cioè
b = 0 e x = − ac , allora la distanza tra P0 ed r è d = |x0 + ac |, come si vede subito
geometricamente. Se invece b 6= 0, r si può scrivere nella forma y = mx + q con
m = − ab , q = − cb . Sostituendo questi valori nella formula generale trovata sopra
otteniamo
| − ab x0 − cb − y0 | |ax0 + c + bx0 |
d= q = √ .
1+ a
2 a2 + b2
b2

La formula finale vale


√ anche per b = 0. p
24. a) Si ha d(A, X) = x2 + a2 , d(X, B) = (x − 1)2 + b2 . Dobbiamo minimizzare in
R la funzione p p
f (x) = x2 + a2 + (x − 1)2 + b2 .

Notiamo che f è continua su R e che limx→±∞ f (x) = +∞, dunque f ha sicuramente


minimo in R. Poichè f è derivabile su tutto R, il punto di minimo si ottiene annullando
la derivata prima
x x−1
f ′ (x) = √ +p .
2
x +a 2 (x − 1)2 + b2
Notiamo che se x ≤ 0 allora f ′ (x) < 0, mentre se x ≥ 1 allora f ′ (x) > 0. Possiamo
quindi supporre che sia 0 < x < 1. Uguagliando a zero f ′ (x) otteniamo

x 1−x
√ =p , (1)
x2+a 2 (x − 1)2 + b2

cioè p p
x (x − 1)2 + b2 = (1 − x) x2 + a2 .

Elevando al quadrato e semplificando si ottiene l’equazione

(a2 − b2 )x2 − 2a2 x + a2 = 0.


a
Se a = b l’unica soluzione è x = 12 . Se a 6= b vi sono le 2 soluzioni x = a±b . Tuttavia
a
la soluzione x = a−b è da scartare in quanto tale soluzione è negativa se a < b, ed è
maggiore di 1 se a > b. In tutti i casi si ha che f ha un unico punto critico dato da
a
x= .
a+b

Questo è un punto di minimo assoluto per f su R, con minimo


 
a p
m=f = 1 + (a + b)2 . (2)
a+b

△ △
b) Sia 0 < x < 1. Disegnando i triangoli AXO e B XC si verifica subito che

b =√ x
cos AXO , b =p
cos B XC
1−x
.
x2 + a 2 (x − 1)2 + b2

L’equazione (1) equivale dunque all’uguaglianza

b = cos B XC,
cos AXO b

b = B XC
da cui AXO b (essendo questi due angoli compresi tra 0 e π ). Notiamo che
2
a
con questa uguaglianza il valore critico x = a+b si ottiene facilmente usando la
△ △
similitudine dei triangoli AXO e B XC.
c) Essendo d(A, X) = d(A′ , X), la funzione da minimizzare è la somma delle distanze

f (x) = d(A′ , X) + d(X, B),


al variare di X sull’asse delle ascisse. Ricordiamo la disuguaglianza triangolare per la
distanza in R2 :

d(A′ , B) ≤ d(A′ , X) + d(X, B), ∀A′ , X, B ∈ R2 ,


che si interpreta elementarmente osservando che nel triangolo A′ XB la lunghezza del
lato A′ B è sempre minore o uguale della somma delle lunghezze degli altri due lati.
Ne segue che f è minima quando il punto X è allineato con i punti A′ e B, cioè quando
i segmenti A′ X e XB giacciono sulla stessa retta. Questo accade precisamente quando
b e B XC
gli angoli A′ XO b sono uguali, nel qual caso il valore minimo di f è dato da
p
minR f = d(A′ , B) = 1 + (a + b)2 ,

in accordo con la (2).