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“ Brindisi sotto sequestro ”

Il sequestro preventivo delle “torce” del Polo PetroChimico, congelato fino all’estate
prossima, è l’ultimo di una serie di sequestri giudiziari avvenuti nel nostro territorio
industriale; definiamolo pure così, considerate le megadimensioni.
Entro le date prestabilite, si dovranno quindi eseguire plurimilionari lavori di “adattamento”
degli impianti esistenti, necessari, all’immissione in atmosfera dei gas residui bruciati da
circa cinquant’anni sulle nostre teste; ricaduti nella nostra terra ex agricola; filtrati nelle
nostre falde ex potabili.
Il Polo di produzione chimica di materie plastiche, occorre ricordarlo, contiene, altresì,
“Torri di Cracking” di scomposizione del Petrolio (Virgin Nafta per l’esattezza) che arriva e
riparte con Navi Petroliere che attraccano in Porto.
Nell’area di pertinenza, che s’affaccia sul “Parco Regionale le Saline di Punta della
Contessa”, ospita (ma si tratta sempre di membri della famiglia allargata), una moderna e
potente “Centrale Termoelettrica a TurboGas” da 1170 Megawatt, alimentata a Gas
Metano (all’occorrenza miscelato con Gas petrolchimico) + Vapore.
Proprietà ENI-ENIPOWER.
La motivazione dei provvedimenti giudiziari, o reati che possano essere accertati, è
sempre la stessa: “violazione delle norme ambientali”.
Che detto in due parole significa non rispettare l’ambiente in cui la gente tenta di dover
vivere.
Nulla, naturalmente è imputabile ai singoli cittadini e lavoratori, fortemente impegnati ad
arrivare alla fine del mese, se non, una certa indolenza e disinformazione diffusa.
Le responsabilità, molto gravi, e di consueto da accertare, sono dunque, come in ogni
caso, sempre imputabili ai colossi Industriali che sfruttano terre straniere che non amano e
che non potranno mai appartenergli, esclusivamente per i loro super profitti, “concedendo”
alla popolazione, bene che vada, una busta paga da salario mensile spettante a pochi
fortunati prescelti. Col tempo, sempre più somigliante ad una tessera annonaria.
... A proposito di sequestri e a proposito di stranieri, scatta l’impulso spontaneo di ricordare
un’altro storico sequestro, anch’esso da primato, avvenuto al sito assegnato alla Società
L.N.G. (ex British Gas per intenderci). Gli inglesi, grazie al benestare di qualche complice
governante, sono riusciti ad impossessarsi di 15 Ettari di “specchio d’acqua” del nostro
Porto, a ridosso delle Isole Pedagne, colmandoli, inesorabilmente, senza alcuna pietà per
le storiche e gloriose spiagge brindisine di una volta.
E’ stato solo l’inizio, e speriamo solo l’inizio, dei lavori di costruzione di un grosso
“Impianto di Rigassificazione” del Gas Metano, in grado di immettere in rete fino a 8
Miliardi di metri cubi annui di Gas, avente capacità di stoccaggio dei serbatoi, somiglianti
a due gigantesche latte di pelati, da 320.000 metri cubi. Quantità non certo corrispondenti
al fabbisogno della nostra cittadina nè della nostra Provincia.
... Altro sequestro da record quello apposto all’enorme “carbonile scoperto” (immaginate
quattro campi di calcio messi insieme), di pertinenza e proprietà della Società EDIPOWER
(ex Centrale ENEL BR NORD), in cui venivano stoccate, appunto “a cielo aperto”, enormi
quantità di carbone destinato alla combustione nella loro“Centrale Termoelettrica”
realizzata, oltre quarant’anni or sono, nel Porto di Brindisi in adiacenza a “Fiume Grande”
(“Rio Grande”, per qualche storico nostalgico). Camera con vista sul “Castello Alfonsino”.
Potenza massima complessiva : ... oltre 1000 Megawatt.
... Infine, per citare l’ultimo mini sequestro (per le dimensioni ma non certo per
l’importanza), c’è da rammentare quello avvenuto l’anno scorso alla “Piattaforma di
Stoccaggio e Smaltimento Rifiuti vari” di proprietà del Consorzio S.I.S.R.I., Ente di Diritto
Pubblico che ha la responsabilità di gestire, sin dagli anni 50’, la nostra imponente e
prepotente “Area Industriale”.
Nella sostanza, un grosso “inceneritore di rifiuti industriali e sanitari” attivo per molti anni
ed affidato in gestione alle Società private TERMOMECCANICA e VEOLIA, le quali, per
conto terzi, provvedevano a smaltire i rifiuti “vari”, termovalorizzandoli, cioè, bruciandoli.
Ovvero, od anche, “sotterrandoli in una collina artificiale”. La montagna, meglio dire,
sempre ottenuta in affidamento e gestione, è ammirabile, in tutta la sua innaturalità, a
breve distanza dall’ Inceneritore, e precisamente, vicino l’enorme Impianto IPEM di
stoccaggio GPL (quello delle bombole...).
Ovviamente, il sequestro è avvenuto sempre per il reiterato reato ambientale.
... Nell’ultimo Febbraio inoltre, migliaia di cittadini di Brindisi (le cui firme sono state
facilmente raccolte su iniziativa del Movimento NO AL CARBONE), hanno presentato alla
“amata Procura”, un esposto per l’accertamento di eventuali danni ambientali e violazione
delle leggi relative, anche nei confronti della Società ENEL BRINDISI SUD, titolare e
proprietaria della “Centrale Termoelettrica a Carbone Federico II” di Cerano, che con i suoi
270 Ettari di estensione (più grande del centro storico), è tra le più grandi e potenti
d’Europa. Potenza 2640 Megawatt : ... circa il 15% della produzione nazionale.
L’annesso “carbonile scoperto” di pertinenza, esteso circa come sei campi di calcio
insieme, stocca il carbone in arrivo dall’ interminabile “nastro trasportatore” (12 Km. di
lunghezza), costruito nelle campagne brindisine parallelamente al mare, e somigliante, per
chi non l’avesse mai visto, ad una strada semi-interrata a doppia corsia. Parte dal nostro
Porto, in cui, il combustibile, arriva con grandi Navi Carboniere nere e rosse che vi sostano
quasi ininterrottamente. L’Azienda, di Stato fino a qualche anno fà, è nota a tutti i brindisini
per il gentile sussidio al nostro Basket (nostro solo perchè si gioca quì), ed è
corresponsabile di una Ordinanza Sindacale cautelativa, che vieta, lungo tutto il nastro
trasportatore carbone, qualsivoglia coltivazione agricola nella fascia di mt.500. Moltiplicare
per 12.000 metri per ottenere i metri quadri di campagne incriminate.
... Ricapitolando, e riflettendoci sù, a voler fare i matematici e quantificare gli Ettari di
territorio sequestrati, viene proprio da pensare ad una piccola umile cittadina interamente
posta sotto sequestro.
Che cosa sta succedendo quindi? Qual’è il problema? Dove stiamo sbagliando?
Esprimerlo con parole sarebbe “da Impresa”.
Ma immaginarlo è estremamente facile, considerati i casini che noi uomini, storicamente,
siamo capaci di combinare per accrescere interessi soggettivi.
Una cosa è certa, che se non ci pensa la Procura a tutelare il “diritto alla salute” degli
abitanti di Brindisi, pare non farlo concretamente nessun altro.
Personalmente, sono mortificato per tutte le situazioni di difficoltà lavorative venutesi a
creare. Indistintamente. In quanto coinvolgono miei compaesani, conoscenti ed amici, che
apprezzo moltissimo per il lavoro che con sacrificio svolgono e stimo per le famiglie che
accudiscono.
Ma il risultato di un comportamento generale, che da sempre ha teso verso la tutela
dell’interesse delle grandi Aziende prima di quello del territorio e dell’ambiente in cui
“siamo”, è ciò che abbiamo sotto gli occhi: ...tutto sotto sequestro. Con grandi Imprese che
a lungo andare finiscono inevitabilmente per immiserire territori, ed operai e lavoratori che
rischiano di perdere il lavoro. O lo hanno già perso.
Il risultato dei nostri comportamenti è un luogo devastato al collasso, in cui, la gente, a
vivere, non ce la fa più.

...Non c’è nulla, quindi, di cui essere contenti.


L’unico conforto di cui possiamo godere è, per assurdo, quello di iniziare a sentire la
nostra salute e quella dei nostri figli, più al sicuro.
Ed è per questo, prima d’ogni cosa, per cui, noi tutti, ci dobbiamo battere ed impegnare
seriamente senza fare guerre tra poveri Cristo prendendocela come stolti l’uno contro
l’altro. ... ... Perchè non serve a nulla un posto di lavoro ad una vita che muore.

dicembre 2010
pierpaolopetrosillo.blogspot.com