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1/4 Shaolin Kung-Fu Educatore Sociale Arti Marziali E.

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I. STORIA E GEOGRAFIA

Posizione geografica
Il tempio di Shaolin dista 70 km a sud-ovest da Zhengzhan, capoluogo della provincia
dell'Henan in Cina, ed è luogo d'origine del Chan (Zen), scuola principale del
Buddismo cinese e dello Shaolinwushu, la più famosa delle arti marziali cinesi. Situato
ai piedi del monte Songshan con dietro il picco Wuru e di fronte il monte Shaoshi, è
completamente riparato dalle foreste con all’interno antichi piani che si elevano fino al
cielo.

Origini del tempio


Fu costruito nel XIX anno dell'imperatore Xiaowen dalla dinastia Wei del nord (485
d.C.) con il proposito di ospitare un eminente monaco indiano di nome Batuo. Dopo 32
anni un altro monaco indiano, Bodhidarma (in cinese Ta Mo) si recò al tempio di
Shaolin dove rimase in meditazione per 3 anni nella grotta che sta sotto la cima Wuru.
Divenuti suoi discepoli i monaci del Tempio sedevano per lungo tempo in
meditazione (ovvero la via essenziale verso l'illuminazione) divenendo sempre più
deboli nel corpo, facile preda del sonno e di aggressioni esterne. Per ovviare a
questo, imitarono i movimenti degli animali e le attività della gente creando così
un'arte marziale per muovere ossa e muscoli e rafforzare la salute. Poiché i
monaci, di generazione in generazione non smisero mai di allenarsi, raggiunsero una
tecnica marziale molto elevata coltivando abilità straordinarie, incredibili agli occhi
della gente comune. Inoltre grazie all'ambiente che è tutt'ora tra i più pittoreschi in
Cina, i monaci potevano studiare quello che chiamavano "Kung Fu di Shaolin"
sottoponendolo a continue ricerche. Allievi intelligenti e ben disciplinati avevano molto
tempo per imparare e potevano giovarsi dell'esperienza dei maestri più abili. I loro
progressi si accumulavano a quelli della generazione successiva di modo che i maestri
potessero aggiungere nuove tecniche e nuove abilità al loro repertorio che si ampliò a
tal punto che divenne impossibile apprenderlo per intero nel corso di una vita.

II. IL KUNG FU DI SHAOLIN

Poteva andare chiunque a studiare il Kung Fu di Shaolin?


I racconti dell'epoca sostengono che era tutt'altro che facile essere ammessi a
studiare a Shaolin Szu e che, una volta ammesso, il novizio veniva sottoposto a
prove massacranti che avrebbero scoraggiato chiunque, allo scopo di constatare
se la sua personalità fosse idonea.

Stampato in proprio su carta riciclata/ecologica.


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In seguito a ciò gli era rasata la testa sulla quale un monaco anziano, con un'apposita
cerimonia, applicava delle bruciature che avrebbero suggellato la scelta del monaco. A
quei tempi era pressoché impossibile entrare o uscire dal monastero senza
l'approvazione dei superiori, perché le vie d'accesso erano zeppe di trappole mortali;
il monaco Shaolin poteva dunque lasciare il monastero solo quando i maestri
l'avessero giudicato pronto. A questo punto, sempre secondo le fonti dell'epoca, egli
doveva superare un'ultima prova, la più terribile: le 36 camere. Il monaco doveva
affrontare 36 confratelli che avrebbero combattuto senza esclusione di colpi,
dimostrando la propria abilità e preparazione.
Successivamente furono accettati anche allievi laici.

Gli stili di imitazione come tecniche di combattimento


Gli stili di imitazione degli animali sono l’originale fonte di ispirazione dello
Shaolinwushu ed ancora al giorno d'oggi giocano un ruolo molto importante. Come dice
il nome stesso, gli stili di imitazione sono delle tecniche di combattimento create
imitando gli animali o gli insetti. Dai possenti leopardi o tigri ai piccolissimi grilli,
formiche o mantidi, tutte le creature viventi sono equipaggiate con abilità speciali e
uniche per la loro sopravvivenza. Senza dubbio l'essere umano è la specie più
intelligente, tuttavia gli animali possiedono punti di forza che mancano agli uomini.
Il monte Songshan ha fornito uno straordinario ambiente naturale d'ispirazione per
tutte le creature viventi. Per esempio lo stile della scimmia è ingegnosamente
caratterizzato dai numerosi cambiamenti nella forma e dalla difesa come mezzo di
attacco; lo stile della gru è strutturato secondo movimenti agili ed aggraziati mentre
lo stile del drago inizia sempre con attacchi preventivi. E' molto particolare per la
trascendenza spirituale intesa nel senso che, mentre si sta seduti in meditazione Zen,
si dovrebbe raggiungere uno stato ideale di assenza di ego e quando si imita il drago si
deve pensare a se stessi come un vero drago e quando si pratica lo stile della gru si
deve diventare una vera gru.
Nel corso di ogni movimento si dovrebbe raggiungere una profonda comprensione
del forte desiderio di sopravvivenza degli animali che si imitano. E' particolare
anche l'imitazione pittoresca perché dà molta importanza alla somiglianza dell'aspetto
espressivo del volto e dei movimenti, fondendo mente e corpo con l'animale che si
rappresenta. Per mezzo di ciò si può raggiungere l'identità spirituale con ciò che si
imita.

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Da antico testo Shaolin : "Il completo sviluppo della mente può essere raggiunto
soltanto quando il corpo ha imparato la disciplina e per disciplinare il corpo i nostri
antenati ci hanno insegnato ad imitare tutte le creature viventi: dalla gru bianca
impariamo la grazia ed anche l'autocontrollo; il serpente ci insegna l'abilità e la
resistenza ritmica; la mantide religiosa ci insegna la velocità e la pazienza; dalla tigre
impariamo la tenacia e l’impazienza e dal drago impariamo a cavalcare il vento. Tutte le
creature, le nobili e le ignobili, sono coscienti di se stesse. Se abbiamo desiderio di
imparare, tutte c’insegneranno le loro virtù. Tra la fatale bellezza della mantide
religiosa ed il fuoco e la passione del drago del vento non c'è contraddizione.
Tra la silenziosa agilità del serpente e gli artigli dell'aquila c'è soltanto armonia e dato
che i due elementi della natura non sono mai in contrasto tra loro, quando
comprendiamo l'essenza della natura noi eliminiamo i contrasti nel nostro essere e
scopriamo l'armonia tra il corpo e la mente che è in accordo con l'essenza
dell'universo.

Qual è il metodo migliore per opporsi alla forza? Dato che pace e tranquillità
sono da preferire alla vittoria, allora è molto semplice la scelta da operare: fuggi
immediatamente, comprendi la realtà della natura, vedrai che nessuna forza
umana potrà colpirti; non tentare di opporti alla forza affrontandola, evitala.
Non c'è bisogno di fermare la forza, è più facile farle cambiare direzione.
Impara i metodi per conservare, non quelli per distruggere; evita piuttosto che
bloccare; blocca piuttosto che ferire; ferisci piuttosto che storpiare; storpia
piuttosto che uccidere; poiché ogni vita è preziosa.

In verità esistono due tipi di forze: la forza esteriore che è visibile ma svanisce
con l'età e soccombe alle malattie; l'altro genere è il QI (chi), la forza
interiore, tutti gli uomini la possiedono, ma è infinitamente più difficile da
sviluppare."

La fine dello Shaolin “per pochi” e la diffusione internazionale.


Per assistere alla vera e propria divisione tra stili interni ed esterni, bisogna
aspettare la dinastia Ching (1644-1911), altro punto importantissimo della storia del
Kung-Fu: in questo periodo infatti la Cina fu dominata dai manchu, una popolazione
barbara del nord che strappò con la forza il trono all'ultimo imperatore Ming. Da
subito sorsero focolai di rivolta e resistenza allo straniero. Gli ordini religiosi si
schierarono in prima fila e i monasteri divennero rifugi e centri di addestramento dei
rivoltosi. Ma tutto questo non sfuggì all'esercito invasore, che proibì, pena la morte, la
pratica di Arti Marziali e l'uso di armi, e nel 1736 distrusse il monastero di Shaolin.

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I monaci scampati si dispersero per tutta la Cina, dandosi ad addestrare il popolo in


segreto in vista della ribellione contro i manchu. I principali effetti della diaspora dei
monaci furono due: la diffusione tra la popolazione civile delle Arti Marziali che nei
secoli precedenti erano appannaggio esclusivo di individui scelti e la dispersione dei
monaci su territorio vastissimo, determinando un'ulteriore frammentazione di
conoscenze e stili. Contemporaneamente, vi fu un rigoglioso fiorire di società segrete
nate per opporsi ai dominatori e prendersi cura del popolo oppresso... queste furono le
precorritrici delle moderne triadi, degenerate allo status di organizzazioni criminali.
Comunque, molti stili del nord poterono raggiungere la parte meridionale della Cina; su
quest'argomento c'è una storia diffusa negli ambienti del Kung-Fu, secondo la quale i
monaci scampati alla distruzione di Shaolin Szu si rifugiarono nella regione del
Fuchien (Cina del sud) e lì costruirono un secondo tempio (secondo alcuni scrittori
dell'epoca, il tempio Shaolin nel Fuchien esisteva già, così come altri templi omonimi
appartenenti allo stesso ordine), dove crearono la scuola Shaolin del sud, che
influenzò la formazione di alcuni stili del tempo. Non molti anni dopo, però, il tempio
del Fuchien seguì la sorte del primo e riuscirono a sopravvivere solo cinque monaci, che
a loro volta diedero vita a nuovi stili di Shaolin del sud. Del resto, proprio durante la
nefanda dinastia Ching emersero alla ribalta della storia molti stili tuttora conosciuti
come il Tai Chi Ch'uan e il Pa Kua Ch'uan per la scuola interna, e il Pak Hok, il Pak Mei e
il Wing Chun per la scuola esterna meridionale.

Il Kung Fu di Shaolin non smise mai di esistere. Tanto è vero che, col passare del
tempo si diffuse un po' in tutto il mondo soprattutto con l'avvento del cinema e della
televisione. Con essi infatti vennero trasmessi i film sul Kung Fu con Bruce Lee (Li
Shao Long, Giovane Drago Li, il suo vero nome), che furono il vero grande boom
dell'arte marziale in Italia ed in tutto l’occidente.

Fonte: Corso Istruttori PWKA e libri specialistici.

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