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Vacanze estive
Daniel Pennac

La nostra destinazione, invece, era la nonna! Immutabile. La Francia da nord a sud e la nonna!
Padre, madre, figli dietro, la piramide di Cheope sul portapacchi, la canoa dietro, quarantotto ore
di statale n.7, e la nonna! Come tutte le nonne passava l’intero anno ad aspettarci, ma la prima
frase che ci diceva quando arrivavamo era più forte di lei: “Bambini, quest’anno niente
corbellerie, mi raccomando!”
Questa accoglienza faceva incavolare di brutto mio fratello maggiore. Un anno lui si volta per
gridare all’ingiustizia, della serie che eravamo sempre bravissimi, mai una cavolata, niente da
rimproverarci, ma si gira con una tale forza di persuasione da scagliare la valigia contro la porta a
vetro del corridoio. Mentre lui scopava il disastro, Victor e Anita si accingevano a sistemare la
canoa sotto la veranda, ma ecco che nella curva delle scale il didietro della canoa… Il di dietro
della canoa urta il ventre della fioriera. La fioriera inizia a ruotare sul proprio asse con certa
maestosità, va detto, era una fioriera secolare, una fioriera “di famiglia”, la pupilla provenzale
degli occhi di mia nonna, ma che comunque ruota sul proprio asse… Stoicissima, la nonna,
davanti al cadavere della fioriera ha tirato fuori una scatola di fiammiferi dal grembiule, me l’ha
tesa, a me, il più piccolo della banda, e ha detto: “sii gentile, vai a dare fuoco alla casa, che
almeno mi tolgo il pensiero.”

Daniel Pennac, Les grandes vacances

Antologia – Il testo (auto)biografico 1 Dahl, Una visita medica