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XXXII

CONGRESSO
GEOGRAFICO
ITALIANO

L’apporto della G
tra rivoluzioni e riforme
Roma, 7-10 Giugno 2017

a cura di
Franco Salvatori

A.Ge.I. - Roma
L’apporto della G
tra rivoluzioni e riforme
Roma, 7-10 Giugno 2017

a cura di
Franco Salvatori

A.Ge.I. - Roma
© 2019 A.Ge.I. - Roma
www.ageiweb.it
ISBN 978-88-942641-2-8

Licenza Creative Commons:


Attribution-NonCommercial-NoDerivatives 4.0 International (CC BY-NC-ND 4.0)
L’apporto della Geografia tra rivoluzioni e riforme. Atti del XXXII Congresso Geografico Italiano
(Roma, 7-10 giugno 2017), a cura di F. Salvatori, A.Ge.I., Roma, 2019, pp. 1555-1565.

GIUSEPPINA LEONE1, LINA MARIA CALANDRA2

IL RUOLO DELLA GEOGRAFIA NELLA RICOSTRUZIONE


DEI PAESI DI MONTAGNA: DIECI ANNI DI RICERCA
NEL PARCO NAZIONALE DEL GRAN SASSO MONTI DELLA LAGA

1. Introduzione

Il governo di un’area protetta, come è noto, prevede che la conservazione si realizzi


nell’integrazione tra uomo e natura. Tuttavia, sul piano delle scelte politiche, degli impianti pianifica-
tori e delle prassi gestionali, spesso si registra uno scarto (quando non una chiara contrapposizione)
tra la tutela del patrimonio naturale e lo sviluppo locale che può fare perno sui valori e sulle attività
antropiche. È vero che non si può generalizzare perché ogni area protetta – insistendo su territori di-
versi e specifici – ha una storia a sé, però, in linea di massima, si può constatare come, nel contesto ita-
liano, tale scarto si sia prodotto più spesso nel caso dei parchi appenninici caratterizzati da marginali-
tà e, a ogni modo, nel Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga (GSML) di cui intendiamo oc-
cuparci.
Il superamento di tale scarto si rivela necessario al fine di una conservazione duratura e condivisa
delle risorse naturali, capace di contemplare organicamente al suo interno la promozione e lo svilup-
po auto-sostenibile dei territori protetti. Tanto più se il territorio dell’area protetta, per una ragione o
per un’altra, versa in condizioni drammatiche come nel caso del GSML. A seguito dei ripetuti eventi
sismici che hanno interessato prima il territorio aquilano nell’aprile 2009, e poi l’alta Valle del Velino e
del Tronto nell’agosto 2016, e l’alta Valle dell’Aterno nel gennaio 2017, con ripercussioni significative
anche nel teramano contemporaneamente colpito dall’emergenza neve, di fatto, quasi tutti i 44 comu-
ni ricadenti nel GSML affrontano, oggi, una qualche situazione di emergenza o post-disastro. Come si
vede nella figura 1, l’intero Parco si presenta in pratica come un ‚cratere sismico‛.
L’intento delle prossime pagine è di dare conto delle ricerche che dal 2007, nel quadro di vari pro-
getti, sono state promosse dal GSML nella prospettiva di praticare forme di governo, in particolare di
alcune specifiche problematiche, capaci di conciliare conservazione e sviluppo nel solco della sosteni-
bilità. Più in particolare, poi, il contributo si soffermerà sulla ricerca-azione partecipativa – RAP (Bla-
ke, 2007; Cahill, 2007) – condotta dal gruppo di lavoro del Laboratorio Cartolab del Dipartimento di
Scienze Umane dell’Università dell’Aquila (DSU-Cartolab) – che dal 2009 ha portato alla sperimenta-
zione di un processo partecipativo tutt’ora in atto.
Inoltre, il contributo si prefigge di illustrare come gli esiti di tali ricerche e della metodologia parte-
cipativa adottata, possano rappresentare una base di partenza, nell’attuale situazione, per provare a
definire un nuovo modello di governance evidenziando il ruolo della geografia nella ricostruzione so-
ciale ed economica dei territori disastrati; per immaginare e fornire un contributo concreto e reale al
fine di non lasciare che questa parte dell’Appennino muoia. Ci si porrà, insomma, la questione di co-
me recuperare e implementare questi dieci anni di ricerche ed esperienze partecipative, condotte dal e
nel Parco, per restituire speranza e sogni agli abitanti di questa martoriata terra.

1 Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga.


2
Università degli Studi dell’Aquila.

Licenza Creative Commons: 1555


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Figura 1. I Comuni del Parco nel cratere sismico del 2009 e del 2016. Fonte: elaborazione delle autrici.

2. I riferimenti teorici e metodologici

L’esperienza di ricerca del GSML si ancora innanzitutto all’idea di territorialità (Turco, 2010a; Raf-
festin, 2012), ossia il senso che una comunità dà al suo rapporto con il territorio nel mentre lo abita, lo
trasforma, lo ricorda, lo sogna, lo proietta nel futuro. E ciò perché la territorialità viene assunta come
condizione necessaria per un governo del territorio ‚giusto‛ ed efficace: giusto perché ragionevole ed
equo rispetto al contesto; efficace perché in grado di garantire che il sistema locale non si chiuda al
cambiamento. Far emergere la territorialità significa ricostruire la narrazione che i singoli e le comuni-
tà elaborano del loro spazio di vita, del loro territorio, o meglio le tante narrazioni di luoghi, ambienti,
paesaggi che chi vive il territorio racconta a se stesso e agli altri.
In secondo luogo, la ricerca si struttura sull’idea di partecipazione da intendersi come metodologia
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in grado di far emergere – anche nella prospettiva di un suo cambiamento – il senso, la narrazione che
chi opera e vive in un territorio elabora su di esso; e in grado, allo stesso tempo, di creare le condizioni
per formulare politiche di governo del territorio giuste ed efficaci.
In altri termini, la partecipazione è da intendersi in una duplice accezione (Calandra, 2015a). In
primo luogo, come metodologia d’indagine sul campo utile alla costruzione di un quadro interpretativo
della realtà attraverso il coinvolgimento di coloro che vivono il territorio in quanto ‚soggetti‛ di cono-
scenza e non semplicemente come ‚oggetti‛ di studio (Lather, 1986). Tanto più se, come nel nostro ca-
so, l’obiettivo della ricerca è prima di tutto quello di far emergere la territorialità, ossia quella narra-
zione polifonica del rapporto abitante-territorio di cui solo i singoli e le comunità insediate sono depo-
sitari.
In secondo luogo, la partecipazione assume un’ulteriore valenza che si manifesta però solo dopo aver
condiviso e validato pubblicamente il ‚racconto territoriale‛ esito dell’indagine sul campo: quella di
piattaforma di comunicazione e spazio di riflessione etica funzionale all’elaborazione di scelte e alla formu-
lazione di decisioni, e capace di catalizzare dinamiche politico-istituzionali e sociali orientate alla resti-
tuzione della capacità e della possibilità di governare il territorio a chi lo vive.
È dunque in questa duplice accezione che si coglie il senso della RAP, ossia l’incorporazione siste-
matica, nei processi cognitivi, normativi e gestionali di una istituzione, del contributo conoscitivo ed
esperienziale di chi abita il territorio, delle territorialità che lo caratterizzano: narrazioni spesso appa-
rentemente inconciliabili che vedono contrapporsi, il più delle volte, i saperi ‚esperti‛ dei tecnici o
degli amministratori e i saperi ‚profani‛ di chi opera e vive nel territorio (Callon, Lascoumes, Barthe,
2001). E ciò creando occasioni di dialogo, aprendo canali di comunicazione per definire i problemi,
farsi carico dei conflitti e delle contraddizioni a partire dall’assunto che è impensabile poterli gestire
senza il contributo e il protagonismo di coloro che li vivono in prima persona.

3. Le fasi della RAP nel Parco (2007-2017)

Il processo partecipativo del GSML prende le mosse nel 2007 nell’ambito del Progetto comunitario
Life COEX. Il contesto generale, in quel momento, si caratterizza per una mancanza di dialogo e un
difficile rapporto tra l’istituzione Parco e il suo territorio – in particolare con operatori e abitanti ma
anche altri soggetti istituzionali –, per varie ragioni che qui sarebbe troppo lungo richiamare.
Tra le varie azioni del progetto, il sondaggio quantitativo sulle attitudini degli stakeholder rispetto ai
danni prodotti agli allevamenti dalle predazioni da lupo fornisce il supporto conoscitivo per la strut-
turazione di un percorso partecipativo mirato che sarà sviluppato durante un successivo progetto, il
Life+ EX-TRA (tab. 1) nel cui seno ha luogo, più nello specifico, l’applicazione della RAP. La metodo-
logia partecipativa, infatti, viene applicata fin dalla fase dell’indagine sul campo tramite interviste.
Nel progetto, l’indagine è finalizzata alla costruzione della ‚mappa degli attori‛ implicati nella pro-
blematica grandi carnivori e all’analisi dei ruoli e delle posizioni di ciascuna categoria di attori nei
confronti della conservazione di lupo e orso. Nella pratica, però, corrispondendo in prospettiva parte-
cipativa al momento dell’outreach¸ essa non si limita a quanto previsto dal progetto e va oltre. In ma-
niera organica e complessiva, l’indagine raccoglie le ‚narrazioni‛ più ricorrenti tra i vari soggetti in-
tervistati (agricoltori, allevatori, operatori turistici, sindaci, funzionari dei servizi veterinari delle ASL,
agenti forestali, etc.); narrazioni strutturate, per lo più, attorno ad alcuni atteggiamenti negativi di
fondo come quelli legati, per esempio, a sentimenti di:
- delusione per ‚le promesse non mantenute‛ dal Parco di sviluppo del territorio (soprattutto tu-
ristico);
- amarezza per ‚il progressivo abbandono che vive il territorio‛;
- insoddisfazione, per ‚l’impressione che il Parco dà di non fare abbastanza per limitare i danni
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da fauna selvatica sul patrimonio zootecnico‛ e per ‚le difficoltà a fare bene il proprio lavoro‛;
- ostilità, per ‚le difficoltà di dialogo con il Parco‛;
- risentimento, per ‚la scarsa fiducia da parte del Parco nei confronti degli allevatori‛.
A partire dagli esiti dell’indagine, l’analisi territoriale e delle dinamiche attoriali non solo permette
di identificare le tipologie di tensioni e conflitti, i campi di conflitto (sociale, giuridico, scientifico, poli-
tico, economico), ma rende possibile, in prospettiva partecipativa, progettare l’organizzazione, il fun-
zionamento e la gestione di atelier partecipativi: quali sono i problemi che emergono dalle varie narra-
zioni? Quali le eventuali opportunità? Come procedere all’identificazione di azioni tese alla formula-
zione di decisioni condivise?

Anno Progetto
2009-2013 Life+ EX-TRA Tipo di ricerca
Miglioramento delle condizioni per la con- Ricerca-azione partecipativa (RAP) con in-
servazione dei grandi carnivori: un trasferi- dagine sul campo tramite interviste dirette a
mento di buone pratiche rappresentanti istituzionali, allevatori, agri-
coltori, cacciatori, etc. distribuiti su tutto il
Parco
Focus della ricerca
La stakeholder analysis e l’analisi degli at-
teggiamenti dei gruppi di interesse nei con-
fronti dei grandi carnivori
Esiti di ricerca (interviste dirette = tot 218)
- La distribuzione spaziale e le caratteristiche
delle tipologie di tensioni e conflitti in atto e
dei maggiori punti di forza del territorio le-
gati alla presenza del Parco
- I ruoli e le percezioni degli stakeholder non
solo in riferimento ai grandi carnivori, ma
rispetto alla politica di conservazione del
Parco in generale
- Le narrazioni della territorialità in termini
di aspettative, bisogni, esperienze di chi ope-
ra e vive nell’area protetta, nonché la valuta-
zione che i vari attori attribuiscono al proprio
contesto
Esiti a livello di partecipazione
- Restituzione pubblica dei risultati
dell’indagine sul campo durante un percorso
di incontri territoriali (‚Il Parco in ascolto‛,
16-18 novembre 2010) condotti da un facilita-
tore secondo la tecnica del world café
- Elaborazione visuale dei risultati ed elabo-
razione di un percorso espositivo di poster
- Validazione pubblica e collettiva dei risulta-
ti da parte dei partecipanti agli incontri
- Atelier partecipativi (17 maggio e 13 di-
cembre 2011) con il personale del Parco, alle-
vatori, associazioni di categoria, corpo fore-
stale etc. sull’attività zootecnica e la questio-
ne dei danni da lupo
Esiti a livello di decisioni
- Bandi pubblici per la distribuzione gratuita
di strumenti di prevenzione dei danni da lu-
po e di supporto gestionale agli allevamenti
- Impegno del Parco a reperire ulteriori fondi
comunitari per interventi specifici di conser-
vazione e di supporto alle attività antropiche
- Impegno del Parco a intraprende alcune
sperimentazioni per la costruzione condivisa
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di regolamenti concernenti l’attività zootec-


nica
Riferimenti
www.lifextra.it; Calandra, 2015b; Mertens,
Leone, Calandra, 2014; Turco, 2010

Tabella 1. Specifiche del Progetto Life+ EX-TRA.

La partecipazione come piattaforma di comunicazione e spazio di riflessione etica si attiva con la restitu-
zione dei risultati dell’analisi e la loro validazione pubblica e collettiva soprattutto, ma non solo, da
parte di chi ha preso parte all’indagine come ‚soggetto‛ di conoscenza.
Il momento della restituzione rendere esplicito che:
- il mutuo e reciproco riconoscimento di posizioni e punti di vista costituisce una pre-
condizione della partecipazione;
- per la prima volta il Parco si è posto in ascolto e riconosce pubblicamente la presenza di critici-
tà sul territorio;
- c’è la volontà di dialogo con il territorio da parte del Parco per far emergere percorsi di deci-
sione condivisa.
Da tali presupposti, gli atelier partecipativi, che si focalizzano sulla ‚questione lupo‛, permettono
di identificare, in maniera congiunta, un primo ventaglio di azioni da intraprendere nel breve, medio
e lungo periodo; alcune di esse, come specificato nella tabella 2, di partenza per successivi progetti.

Proposte degli allevatori Risposte del Parco Tipo di soluzione / Progetto


Pubblicazione di un bando soluzione immediata
Fornire recinti per i vitelli
per la fornitura gratuita
Modificare le lettere soluzione immediata
Modifica del modello di comunicazione
di richiesta indennizzo
Mettere a disposizione soluzione immediata
Sperimentazione in collaborazione
cani da guardiania
con l’ACGA
per i bovini
soluzione a medio
Realizzare riunioni Programmazione di almeno 2 incontri termine: Progetto
periodiche Parco/allevatori annuali ‚Il Parco in ascolto
va avanti<‛
Modificare il disciplinare soluzione a medio
per l’indennizzo termine: Progetto
Elaborazione di una nuova bozza del testo
dei danni al patrimonio ‚Il Parco in ascolto
zootecnico va avanti<‛
soluzione a medio
Risolvere il problema
Messa a regime di un sistema di smaltimento termine (con
dello smaltimento
con recupero da parte dell’Ente l’attivazione di carnai
carcassa e dei pochi resti
per i grifoni)
Il ripristino della monticazione necessita soluzione a lungo
Migliorare i pascoli
di un percorso lungo: andrebbero termine:
e ripristinare
condivisi e uniformati i regolamenti Progetto Life Praterie
la monticazione
comunali
Individuazione di massimo 4 siti di soluzione a lungo
Ripristinare/creare ripristino; termine:
punti di abbeverata, valutazione per la creazione ex-novo Progetto Life Praterie
fontanili, etc. di almeno un punto di abbeverata;
valutazione nel dettaglio delle proposte
soluzione a lungo
Valutazione di interventi puntuali termine:
Ripristinare/creare
con i servizi tecnici e sulla base nuovo progetto
ripari per i pastori
della disponibilità di fondi Life sottoposto
a richiesta di
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finanziamento
Individuazione dei tracciati soluzione
e valutazione a lungo termine:
della fattibilità dei lavori e della tipologia dei nuovo progetto
Manutenzione strade
possibili interventi; valutazione Life sottoposto
per l’accesso ai pascoli
di interventi puntuali con i servizi tecnici e a richiesta
sulla base della disponibilità di finanziamento
di fondi
Pagamento Si tratterebbe di una irregolarità Non fattibile
degli animali dispersi contabile
Contributi in base Comporterebbe incompatibilità Non fattibile
ai capi posseduti con altre misure

Tabella 2. Esempi di proposte da parte degli allevatori e relative risposte del Parco discusse durante gli atelier
partecipativi.

E infatti il Progetto DSU-Cartolab ‚Il Parco in ascolto continua<‛ (tab. 3), con l’obiettivo di fornire
un quadro complessivo di continuità e coerenza a tutti gli interventi partecipativi del Parco, si fa cari-
co di alcune proposte emerse dagli atelier, come per esempio la riscrittura, insieme ad allevatori e tec-
nici, del disciplinare per l’indennizzo dei danni da fauna selvatica (tab. 2).
Nel mentre, anche il Progetto Life PRATERIE (tab. 4) viene elaborato a partire da richieste emerse
durante gli atelier (tab. 2) e prende il via. Esso mira all’elaborazione condivisa di Linee guida per la rego-
lamentazione dei pascoli attraverso un articolato percorso partecipativo su tutto il territorio.

Anno Progetto
2012-2015 DSU-Cartolab Tipo di ricerca
‚Il Parco in ascolto continua<‛ Ricerca-azione partecipativa (RAP) finalizzata a garantire
continuità e coerenza al processo partecipativo del Parco,
con somministrazione di un questionario sulla valutazio-
ne del proprio territorio in riferimento al Parco
Focus della ricerca
L’approfondimento dell’analisi delle dinamiche attoriali soprattutto
in termini di cambiamento dei ruoli e delle attitudini degli stakehol-
der nei confronti delle politiche di conservazione a seguito
dell’apertura partecipativa del Parco per la gestione della conflittuali-
tà tra le pratiche di conservazione e le attività produttive
Esiti di ricerca (questionari raccolti = tot 78)
- Le percezioni sull’evoluzione del contesto socio-
territoriale e ambientale del Parco negli ultimi vent’anni
da parte di varie tipologie di attori e rispetto a diversi
areali del Parco
- Il cambiamento dei ruoli degli stakeholder rispetto alla
politica di conservazione a seguito dell’apertura parteci-
pativa del Parco
Esiti a livello di partecipazione
- Scrittura collaborativa del Disciplinare per l’indennizzo
dei danni da fauna selvatica sul patrimonio zootecnico
durante un ciclo di incontri pubblici (dicembre 2012-aprile
2013) con allevatori, tecnici del Parco competenti in mate-
ria, veterinari delle aziende sanitarie locali, personale del
Corpo forestale dello Stato, rappresentanti di associazioni
di categoria e di amministrazioni separate degli usi civici
- Incontri di comunità (Arischia e Barisciano)
- Rafforzamento della conoscenza reciproca di ruoli, posi-
zioni, competenze, linguaggi ma anche temperamenti, at-
teggiamenti, suscettibilità per creare le condizioni di am-
pliamento, rafforzamento e stabilizzazione del processo
partecipativo avviato attraverso anche nel seno di altri
LA METAMORFOSI DELLA MONTAGNA ITALIANA 1561

progetti del Parco


- Consolidamento della fiducia tra operatori del territorio,
tecnici e responsabili del Parco confermando la volontà di
quest’ultimo di proseguire, in maniera non saltuaria ed
episodica, sulla strada dell’ascolto e del dialogo al di là del
singolo progetto finanziato
Esiti a livello di decisioni
- Adozione del nuovo Disciplinare per l’indennizzo dei
danni da fauna selvatica sul patrimonio zootecnico
- Verifica dell’efficacia del Disciplinare a un anno dalla
sua adozione in incontri pubblici (maggio-giugno 2014)
con tutti i soggetti implicati
Riferimenti
Calandra, 2013a; 2015b; 2015c

Tabella 3. Specifiche del Progetto DSU-Cartolab.

Anno Progetto
2012-2017 Life PRATERIE Tipo di ricerca
Azioni urgenti per la conservazione delle Ricerca-azione partecipativa (RAP) con
praterie e dei pascoli nel territorio del Gran somministrazione di questionari per la valu-
Sasso e dei Monti della Laga tazione e il monitoraggio del processo parte-
cipativo in itinere e a valle
Focus della ricerca
Valutazione e supervisione scientifica del
percorso partecipativo del Progetto
Esiti di ricerca (in corso)
Valutazione del processo partecipativo del
Parco basata sull’analisi dei pareri del perso-
nale del Parco e di progetto, e dei vari attori
del territorio coinvolti, articolata in termini di
valutazione:
1. del contesto (interno ed esterno del Parco)
nel quale si svolge la partecipazione
2. del processo di partecipazione in sé
3. degli impatti della partecipazione a vari
livelli e sul contesto interno ed esterno del
Parco.
Esiti a livello di partecipazione
- Elaborazione condivisa di Linee guida per
la regolamentazione dei pascoli attraverso un
percorso di partecipazione articolato in tre
fasi:
1) novembre 2013-giugno 2014: workshop
introduttivo; due cicli di quattro incontri ter-
ritoriali ciascuno per una prima ricognizione
di indicazioni e proposte e per
l’approfondimento delle questioni emerse; un
incontro con le amministrazioni locali (Co-
muni e Usi civici) per la stipula di un Proto-
collo d’intesa che impegni le parti a recepire e
applicare gli esiti del percorso; un workshop
conclusivo
2) ottobre 2014-marzo 2015: cicli di incontri
territoriali con le amministrazioni locali per
legittimare e condividere le Linee guida e per
giungere alla definizione della bozza finale di
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Regolamento di Pascolo da approvare nelle


rispettive amministrazioni e da sperimentare
nel corso di un anno; workshop finale
Esiti a livello di decisioni
- Approvazione del Regolamento di Pascolo
da parte di 11 Comuni
- Impegno del Parco ad approvare il Regola-
mento di Pascolo che confluirà nel Regola-
mento generale del Parco
Riferimenti
www.lifepraterie.it; Calandra, 2013b; 2015b;
2015c; Tamagnini, 2014

Tabella 4. Specifiche del Progetto Life PRATERIE.

4. Gli esiti di ricerca: come tornare ad avere speranza e sogni nei territori del Parco?

Dopo anni di ricerca, con attività sul campo e azioni di partecipazione, e considerata la situazione
in cui versano attualmente i territori del Parco dopo le varie e ripetute emergenze, che fare di questo
patrimonio di esperienze? Che ruolo può/deve ancora giocare oggi la ricerca geografica?
L’idea è quella di lanciare un nuovo momento di applicazione della RAP ma questa volta per an-
dare ‚a caccia di sogni‛ da trasformare in indicazioni per il Piano pluriennale economico e sociale del Par-
co in fase di elaborazione. A supporto di questa idea, del resto, ci sono i dieci anni di ricerca e parteci-
pazione e in particolare alcuni esiti.
Già dall’indagine del 2009 nel seno del Life+ EX-TRA, accanto a tensioni e conflitti, emergevano
diversi punti di forza del Parco (fig. 2), percepiti dalle persone come valori e perni sui quali fare leva
per ‚vivere bene‛ nell’area protetta e costruire opportunità. Allo stesso modo, anche dell’indagine
condotta durante Il parco in ascolto va avanti…, emergevano – anche se in maniera implicita – indica-
zioni su come il Parco potesse assumere il ruolo di catalizzatore per la tutela delle condizioni di vita
delle persone. Significativi, in tal senso, i dati che mostrano come sia diffusa tra le persone la perce-
zione di un peggioramento delle condizioni di vita negli ultimi vent’anni. E però, tale peggioramento,
come mostra la figura 3, è percepito in maniera più pronunciata da chi vive nel Parco ma per varie ra-
gioni conduce la sua attività agricola e/o di allevamento, anche o solo, oltre i suoi confini: in altre pa-
role, chi opera all’esterno dal Parco si rende conto che «fuori è anche peggio e non si è tutelati, per tan-
te cose, come stando all’interno».
A ciò si possono inoltre aggiungere altre evidenze che emergono dal lavoro, tutt’ora in corso, di va-
lutazione del percorso partecipativo realizzato nel seno del Life PRATERIE. In maniera esplicita, da
più soggetti coinvolti, viene manifestata pubblicamente la volontà di voler ‚contare sul Parco‛ che
negli anni ha dimostrato di saper investire, seppure faticosamente, sulla conoscenza reciproca, la fi-
ducia, il mutuo rispetto e valorizzazione di posizioni e punti di vista.
LA METAMORFOSI DELLA MONTAGNA ITALIANA 1563

Figura 2. Tipologia e distribuzione spaziale del consenso e dei conflitti nel Parco. Fonte: elaborazione delle autrici.
1564 ATTI DEL XXXII CONGRESSO GEOGRAFICO ITALIANO

Figura 3. Risultati comparativi: le condizioni di lavoro per chi opera dentro/fuori Parco. Fonte: elaborazione del-
le autrici.

Conclusioni

L’esperienza di ricerca e partecipazione del Parco degli ultimi dieci anni rappresenta un immenso
patrimonio di conoscenze, competenze, esperienze, buone pratiche che oggi più che mai è un dovere
non disperdere e, anzi, valorizzare per fare anche del Parco un motore della difficile ricostruzione di
questa parte dell’Appennino centrale. Non si può infatti lasciare che tale capitale si disperda nei per-
versi meccanismi dei processi di ricostruzione post-sisma. Le insidie sono tante, ma non si può rinun-
ciare a sperare, a immaginare che il territorio dei miei sogni sia ancora e sempre possibile.

Riferimenti bibliografici

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Calandra, L.M., (2013b), Report del 1° Workshop Partecipativo del 30/11/2013 a Camarda (AQ), Life PRA-
TERIE, Assergi.
Calandra, L.M., (2015a), Territorialità e processi di partecipazione: verso una cultura della prevenzione. In:
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Calandra, L.M., (2015d), Relazione interna, Life PRATERIE, Assergi.
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