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SISTEMA ENDOCRINO

Il sistema endocrino è costituito da ghiandole endocrine che secernono ORMONI. Gli ormoni sono
dei messaggeri chimici che vengono riversati direttamente nel sangue per essere trasportati in
organi bersaglio (target) dove esercitano la loro funzione. Una volta giunti sull’organo bersaglio,
essi si legano a recettori specifici presenti nelle suddette cellule. Un ormone può esplicare effetti
molteplici sullo stesso tessuto bersaglio.

Le funzioni biologiche degli ormoni si svolgono con tre diversi meccanismi:

 Endocrino: L’ormone prodotto a livello della ghiandola endocrina raggiunge il tessuto


bersaglio tramite il torrente circolatorio;
 Paracrino: L’ormone prodotto a livello della ghiandola endocrina raggiunge il tessuto
bersaglio tramite il liquido extra-cellulare;
 Autocrino: l’ormone prodotto a livello della ghiandola endocrina ha effetto sulle stesse
cellule che lo hanno prodotto.

Gli ormoni possono classificarsi in: Ormoni peptidici (costituiti da tre o più amminoacidi); Ormoni
steroidei (derivanti dal colesterolo) e Ormoni amminici (derivanti da un solo amminoacido).

1.SINTESI:

Gli Ormoni Peptidici vengono sintetizzati e immagazzinati in vescicole secretorie, con il seguente
meccanismo: Preproormone diventa proormone, che a sua volta si trasforma in ormone attivo
(contenuto in vescicole secretorie) che grazie ad un input compie l’esocitosi;

Gli Ormoni Steroidei sono lipofili e non sono immagazzinati in vescicole secretorie; dunque, grazie
ad uno stimolo, il precursore è convertito in ormone attivo e avviene la diffusione semplice;

Gli Ormoni Amminici sono sintetizzati a partire da un solo amminoacido ed hanno caratteristiche
intermedie tra ormoni proteici e gli ormoni steroidei.

2.MECCANISMO D’AZIONE:

Gli Ormoni Peptidici si trovano in vescicole secretorie fino a quando la cellula non riceve un
messaggio per la secrezione. Essi sono idrofili e viaggiano nel plasma in forma libera e si legano
ad un recettore specifico. Poi, il complesso ormone-recettore innesca la risposta cellulare. I
recettori per gli ormoni peptidici sono situati nella membrana cellulare e determinano la sintesi
di secondi messaggeri (cAMP, cGMP, DAG, Ca++). I secondi messaggeri determinano
modificazioni enzimatiche dentro la cellula.
Gli Ormoni Steroidei hanno come precursore centrale il colesterolo. Non sono solubili nel plasma e
per questo si legano a proteine trasportatrici. Essi sono lipofili e attraversano facilmente la
membrana cellulare. I recettori per gli ormoni steroidei si trovano nel compartimento
intracellulare. Il complesso ormone-recettore si lega al DNA attivando uno o più geni e l’mRNA
dirige la sintesi di nuove proteine.

Gli Ormoni Amminici si possono distinguere in Catecolammine, Ormoni Tiroidei e Melatonina. I


primi due derivano dall’amminoacido Tirosina, mentre la Melatonina deriva dall’amminoacido
Triptofano. Le catecolammine si comportano come gli ormoni peptidici; mentre gli ormoni tiroidei e
la melatonina si comportano come gli ormoni steroidei.

3.INTERAZIONE

Gli ormoni interagiscono tra loro secondo tre parametri:

 Sinergismo: Due ormoni hanno lo stesso effetto anche se agiscono su meccanismi diversi.
La loro interazione produce un effetto maggiore della somma dei loro singoli effetti. Ad
esempio:
Glucagone > Livelli di glicemia nel sangue di 10 mg/ml;
Adrenalina > Livelli di glicemia nel sangue di 5 mg/ml;
Glucagone + Adrenalina > Livelli di glicemia nel sangue di 22 mg/ml
 Permissivismo: Un ormone non può espletare completamente il suo effetto se non è
presente un secondo ormone. Ad esempio:
Ormoni tiroidei e fattore di crescita insulino-simile IGF-1: Quest’ultimo stimola la crescita
scheletrica in presenza di ormoni tiroidei, mentre questi, direttamente, stimolano poco la
crescita ossea.
 Antagonismo: Due ormoni hanno azione fisiologica diversa. Ad esempio:
Glucagone > Livelli di glicemia nel sangue
Insulina < Livelli di glicemia nel sangue.

ASSE IPOTALAMO-IPOFISI-ORGANO BERSAGLIO


IPOFISI

L’Ipofisi è stata definita la ghiandola principale del nostro organismo perché i suoi ormoni
controllano la maggior parte delle funzioni vitali.

L’ipofisi è un organo impari e mediano ancorato alla faccia inferiore del cervello mediante un
peduncolo di tessuto nervoso (peduncolo ipofisario o infundibulo), allocata nella sella turcica. È’
costituita da due parti:

 L’ipofisi posteriore (NEUROIPOFISI) è un’estensione del tessuto nervoso cerebrale. Essa


deriva da una estroflessione del primitivo pavimento del terzo ventricolo, ed è pertanto
un’estensione del sistema nervoso facente parte del diencefalo. Essa è anche chiamate
neuroipofisi, e comprende:
 Una parte superiore più espansa del processo nervoso peduncolare, corrispondente
all’eminenza mediana;
 Il peduncolo infundibulare, avvolto dalla parte tuberale dell’adenoipofisi;
 Il processo infundibulare che contiene gli ormoni, che sono due e sono sintetizzati
nell’ipotalamo: Ossitocina e ADH (Ormone Anti-Diuretico) o Vasopressina.
 L’ipofisi anteriore (ADENOIPOFISI) è il vero tessuto endocrino di origine epiteliale. Essa
deriva da una estroflessione dell’ectoderma della cavità buccale primitiva (tasca di
Rathke). Essa è la vera ghiandola endocrina in rapporto con l’ipotalamo mediante uno
speciale gruppo di vasi sanguigni che costituisce il SISTEMA PORTALE IPOTALAMO-
IPOFISARIO. Quindi l’adenoipofisi è collegata anatomicamente all’ipotalamo con un
sistema vasale di tipo portale, che connette il plesso capillare primario dell’Eminenza
Mediana con i capillari che circondano le cellule adenoipofisarie.

L’eminenza mediana è composta da terminazioni nervose ed è l’area da cui nascono i vasi portali
ipofisari. La sua irrorazione deriva dall’arteria ipofisaria superiore (che a sua volta deriva
dall’arteria carotide interna). Quest’ultima si dirama in anse capillari che formano anastomosi e si
riversano nei sinusoidi, che danno inizio alle vene portali ipofisarie che partecipano al sistema
vascolare ipofisario (vasi fenestrati).
Tra i neuroni ipotalamici che agiscono sull’ipofisi abbiamo due diverse categorie:

 Neuroni Parvicellulari: Proiettano all’eminenza mediana, hanno sede nel Nucleo


Paraventricolare (PVN) e nel Nucleo Arcuato (Arc). Secernono ormoni che agiscono
sull’Adenoipofisi:
 PVN produce TRH (o Tireoliberina) e CRH (Corticoliberina);
 Arc produce GHRH (Somatoliberina); GnRH (Gonadoliberina);
Agendo sull’adenoipofisi, permettono la secrezione di TSH, ACTH, GH, FSH e LH.
 Neuroni Magnocellulari: Proiettano alla neuroipofisi, hanno sede nel Nucleo sopraottico
(SON) e nel Nucleo Paraventricolare (PVN). Essi secernono: Vasopressina e Ossitocina.

ORMONI DELL’IPOFISI POSTERIORE o NEUROIPOFISI

Il trasporto, accumulo e rilascio degli ormoni della neuroipofisi avviene secondo diversi
procedimenti:

1. Gli ormoni peptidici sono sintetizzati nel reticolo endoplasmatico rugoso e impacchettati nel
Golgi;
2. Le vescicole secretorie contenenti l’ormone vengono trasportate per via neuronale
dall’ipotalamo all’ipofisi posteriore;
3. Le vescicole vengono accumulate nella terminazione distale nell’ipofisi posteriore;
4. Gli ormoni vengono rilasciati in circolo per esocitosi;
5. Il sangue contenente gli ormoni si porta nella circolazione generale.

Quindi, gli ormoni dell’Ipofisi posteriore sono:

 VASOPRESSINA (ORMONE ANTIDIURETICO)


Agisce sulla muscolatura liscia (recettori V1) delle arteriole periferiche, provocando, in
risposta ad una condizione di ipovolemia, come durante una grave emorragia,
vasocostrizione e aumento della pressione arteriosa;
Inoltre agisce sulle cellule del dotto collettore del nefrone (recettori V2), controllandone la
permeabilità della membrana basale all’acqua, tramite l’inserzione dell’acquaporina-2 nella
membrana apicale delle cellule principali.
Se l’osmolarità plasmatica aumenta, o la pressione ematica o la volemia diminuiscono,
aumenta la frequenza dei potenziali d’azione negli osmocettori (centri della sete) e nelle
cellule neurosecernenti, aumentando la sintesi e la liberazione nel sangue di ADH.
L’insufficiente secrezione di ADH o l’insufficiente risposta dei recettori V 2 all’ADH causano il
diabete insipido, caratterizzato da abbondante diuresi.
L’azione principale della vasopressina è la stimolazione del riassorbimento di acqua nei
tubuli renali (azione antidiuretica). Esso partecipa quindi alla regolazione idro-salina ed
osmotica dei liquidi extracellulari.
 OSSITOCINA
Agisce sulla muscolatura liscia uterina (miometrio) e sulle cellule mioepiteliali dei dotti
galattofori mammari, inducendo, con la loro contrazione, rispettivamente il travaglio del
parto e l’eiezione del latte. L’azione dell’ossitocina sulla muscolatura liscia uterina riduce,
inoltre, l’emorragia post-partum.
La sintesi e la liberazione dell’ormone sono indotte per via riflessa della distensione
meccanica della vagina e dell’utero durante il parto e dalla suzione del capezzolo. Nella
donna la secrezione di ossitocina è stimolata anche da stimoli psicologici, come il pianto
del lattante. Lo stress emotivo, la paura inibiscono la secrezione di ossitocina (OXT).
L’azione dell’ormone nel maschio non è nota.
Quindi, l’azione principale di questo ormone è la stimolazione della muscolatura liscia
uterina durante il parto e l’eiezione del latte dalla mammella nella poppata.
ORMONI DELL’IPOFISI ANTERIORE o ADENOIPOFISI

L’Attività secretoria dei tessuti endocrini è controllata con un meccanismo a feedback negativo.
Esistono due tipi di retroazione:

1. Breve: Nel feedback a circuito breve, la risposta del tessuto bersaglio principale viene a
ricadere sulla ghiandola endocrina.
2. Lungo: Nel feedback a circuito lungo, un segnale proveniente da tessuti bersaglio
secondari controlla l’attività secretrice dei tessuti endocrini.

Quindi, gli ormoni dell’Ipofisi Anteriore sono:

 SOMATOTROPINA (GH)
La secrezione di GH è regolata dall’azione contrapposta di due ormoni ipotalamici (GHRH,
o somatoliberina che ne stimola il rilascio; e GHIH o somatostatina che ne impedisce il
rilascio). La secrezione di GH è influenzata da diversi fattori. E’ stimolata dal sistema
simpatico, dallo stress, dall’attività fisica e dall’ipoglicemia.
Il GH viene secreto soprattutto durante infanzia e gioventù. Dopo i 20 anni, la sua sintesi
diminuisce velocemente al punto che di solito la concentrazione di tale ormone in una
persona di 50 anni è circa la metà di una di 20.
I tessuti bersaglio di questo ormone sono principalmente quelli implicati
nell’accrescimento: tessuto osseo, muscolare scheletrico e adiposo.
La somatotropina è utilizzata in modo dannoso dagli atleti che vogliono aumentare la
propria massa muscolare. Tale pratica è molto pericolosa in quanto la somministrazione
esogena determina atrofia delle cellule dell’adenoipofisi, preposte alla sue secrezione.
Il GH stimola la sintesi epatica del fattore di crescita insulino-simile (IGF-I o
Somatomedina C). L’IGF-I viaggia nel plasma legato a proteine specifiche, soprattutto di
origine epatica, che ne regolano la biodisponibilità. Il GH riduce l’assunzione di glucosio del
muscolo, tendendo ad aumentare la glicemia.
Il GH e l’IGF-I stimolano:
 Ingresso di aminoacidi e la sintesi proteica nelle cellule epatiche, muscolari
scheletriche e particolarmente nelle zone di accrescimento osseo-cartilagineo,
regolando l’accrescimento in altezza;
 Lipolisi e catabolismo lipidico per utilizzare acidi grassi liberi a scopo energetico e
per risparmiare le proteine;
 Gluconeogenesi e glicogenolisi nel fegato.

Vi sono alcune patologie causate da un’alterazione della secrezione di GH, come:


Nanismo ipofisario, sviluppo ridotto del corpo, causato da insufficiente secrezione;
Gigantismo, dimensioni e statura eccessive causate da una ipersecrezione di GH durante
l’età infantile; Acromegalia, ingrossamento delle ossa del capo e delle estremità causato
da ipersecrezione di GH durante l’età adulta.
 PROLATTINA (PRL)
La secrezione della prolattina è indotta dall’ormone ipotalamico specifico per il suo rilascio,
che è il PRH. I recettori della PRL sono presenti nelle mammelle e nelle gonadi femminili.
Non è chiaro il significato della prolattina nel maschio. L’aumento degli estrogeni durante la
gravidanza stimola l’accrescimento e la proliferazione delle cellule lattotrope ipofisarie, a tal
punto che l’ipofisi arriva a raddoppiare le sue dimensioni durante la normale gravidanza.
La funzione principale della prolattina, insieme a estrogeni, progesterone, GH e
cortisolo è il fatto di stimolare la proliferazione e la ramificazione dei dotti mammari. Dopo
il parto, stimola la sintesi del latte e dunque qui si ha il suo picco di produzione.
Questo ormone è controllato positivamente dal Fattore di rilascio ipotalamico PRH;
mentre è controllato negativamente da dopamina, stress e ipoglicemia.
 ADRENOCORTICOTROPO (ACTH)
L’ormone adrenocorticotropo (o corticotropina, ACTH) è un neuropeptide di 39 aminoacidi
prodotto dall’ipotalamo. La sequenza degli aminoacidi del precursore dell’ACTH risulta
formata, oltre che dalla sequenza di 39 aminoacidi dell’ACTH, anche dalla sequenza di un
peptide appartenente agli oppiacei endogeni, la beta-endorfina.
L’ormone adrenocorticotropo ha la funzione di stimolare la secrezione di glucocorticoidi,
mineralcorticoidi e androgeni da parte della corteccia surrenale.
La secrezione di ormone adrenocorticotropo è stimolata dall’ormone di liberazione CRH
(Corticoliberina), prodotto dall’ipotalamo. I glucocorticoidi inibiscono la secrezione di
ACTH, oltre che di CRH. L’ormone adrenocorticotropo può essere utilizzato come farmaco.
 TIREOTROPINA (TSH)
L’ormone tireotropo (o tireotropina, TSH) è una glicoproteina formata da una subunità alfa,
necessaria per il legame con i propri recettori, ed una subunità beta, che permette di
distinguere questo ormone dall’LH, dall’FSH e dall’HCG.
L’ormone tireotropo regola l’accrescimento, il metabolismo della tiroide e la secrezione dei
suoi ormoni, la tetraiodotironina (o tiroxina, T4) e la triiodotironina (T3). Questo ormone
agisce attraverso un meccanismo AMP-ciclico-dipendente.
La secrezione di tireotropina è controllata principalmente da due fattori: l’ormone di
liberazione dell’ormone tireotropo (TRH) accelera il ritmo di secrezione, mentre l’ormone
tiroideo lo rallenta, tramite un meccanismo di feedback negativo. Durante il digiuno
diminuisce la risposta del TSH al TRH. La secrezione di TSH aumenta in seguito ad
esposizione al freddo in quanto la secrezione di TSH aumenta i meccanismi termogenetici.
La somatostatina e la dopamina esercitano un’azione tonica inibitoria sulla secrezione di
TSH. Il cortisolo diminuisce sia la secrezione di TRH sia di TSH (quest’ultima è anche
ridotta dall’ormone della crescita).
 FOLLICOLO-STIMOLANTE (FSH)
L’ormone FSH è una glicoproteina, anch’essa formata da una subunità alfa ed una beta,
che hanno le stesse funzioni della tireotropina.
L’ormone follicolo-stimolante, insieme all’ormone luteinizzante, regola lo sviluppo e
l’accrescimento delle gonadi in entrambi i sessi, la loro maturazione al momento della
pubertà, il ciclo riproduttivo e la secrezione degli steroidi sessuali:
 Nell’uomo, l’FSH stimola la spermatogenesi da parte delle cellule di Sertoli del
testicolo che sono necessarie per il mantenimento della funzionalità del tubo
seminifero e per lo sviluppo delle cellule germinali.
 Nella donna, stimola direttamente la crescita del follicolo e la produzione di
estrogeni ed aumenta la responsività delle cellule della granulosa all’ormone
luteinizzante.
La secrezione di FSH è stimolata da un fattore di rilascio ipotalamico prodotto nel nucleo
arcuato e nell’area preottica, denominato ormone di liberazione delle gonadotropine
(GnRH) o ormone di liberazione dell’ormone luteinizzante (LHRH) in quanto determina una
maggior secrezione di LH rispetto all’FSH. I neuroni che liberano GnRH sono influenzati da
afferenze dopaminergiche, serotoninergiche e noradrenergiche. La dopamina inibisce la
secrezione di FSH.
 LUTEINIZZANTE (LH)
L’ormone LH è una glicoproteina, che, come l’FSH e la TSH, è formata da una subunità
alfa ed una subunità beta.
L’ormone luteinizzante, insieme all’ormone follicolo-stimolante, regola lo sviluppo e
l’accrescimento delle gonadi in entrambi i sessi, la loro maturazione al momento della
pubertà, il ciclo riproduttivo e la secrezione degli steroidi sessuali:
 Nell’uomo, l’LH stimola la secrezione degli androgeni (testosterone e altri) necessari
per la spermatogenesi da parte delle cellule di Leydig.
 Nella donna, è essenziale per la rottura della parete follicolare, provocando
l’ovulazione, e per la susseguente ripresa della divisione meiotica dell’oocita; inoltre,
stimola la secrezione di steroidi precursori degli estrogeni da parte delle cellule della
teca e di progesterone da parte del corpo luteo nella fase luteinica.
Come per l’FSH, la secrezione di LH è stimolata da un fattore di rilascio ipotalamico
prodotto nel nucleo arcuato e nell’area preottica, denominato ormone di liberazione delle
gonadotropine (GnRH) o ormone di liberazione dell’ormone luteinizzante (LHRH). Mentre,
la dopamina e lo stress inibiscono la sua produzione.

TIROIDE

La tiroide è un organo impari e mediano, costituita da due lobi e un istmo che li unisce ed è situata
anteriormente alla porzione superiore della trachea. Essa è avvolta da una capsula fibrosa con dei
sepimenti interni che la suddividono in lobuli. Ciascun lobulo è costituito da numerose vescicole
chiuse, dette follicoli tiroidei.

Il Follicolo è l’unità anatomo-funzionale della tiroide ed è una vescicola irregolarmente sferoidale,


chiusa da un epitelio monostratificato di cellule secernenti, dette follicolari o tireociti, che poggiano
esternamente alla membrana basale e delimitano internamente una cavità, o lume follicolare, che
contiene una sostanza vischiosa, detta Colloide. Quest’ultima è una soluzione di una
glicoproteina, la tireoglobulina (tg) elaborata dalle cellule follicolari, che costituisce la forma di
deposito degli ormoni tiroidei. Tra i follicoli, a ridosso della membrana basale, sono presenti rare
cellule para-follicolari o Cellule C, secernenti calcitonina.
Gli Ormoni Tiroidei vengono secreti dalla tiroide, in risposta all’ormone ipofisario TSH, la cui
produzione è regolata dall’ormone ipotalamico TRH. Gli ormoni prodotti sono due e vengono
chiamati rispettivamente TRIIODOTIRONINA (T3) e TIROXINA (T4). Sono critici per lo sviluppo
cerebrale e somatico del bambino e dell’attività metabolica dell’adulto; influenzano la funzione di
ogni organo e tessuto e devono essere sempre disponibili. Infatti, vi sono grandi depositi disponibili
(colloide dei follicoli tiroidei e proteine plasmatiche di trasporto) di ormoni tiroidei, la cui sintesi e
secrezione sono strettamente regolate da meccanismi molto sensibili:

 Il TSH stimola la sintesi di ormoni tiroidei promuovendo la sintesi di tireoglobulina (tg) da


parte dei tireociti;
 La Tg è una proteina ad alto contenuto di residui tirosinici, prodotta nell’apparato del Golgi
e riversata sul versante apicale del tireocita.
 Il TSH stimola l’espressione del NIS (simporto sodio-iodio): essa è una pompa che
trasporta lo iodio all’interno del tireocita contro gradiente. Sfrutta il gradiente del sodio, che
viene espulso dalla pompa Na/K ATPasi.
 Lo iodio viene quindi organicato nei residui tirosinici della Tg ad opera della
Tireoperossidasi (TPO) sulla membrana apicale del tireocita.

La TPO catalizza la formazione di: T4, da due molecole di DIT (diidiotirosina) e T3, da una
molecola di DIT e una di MIT (monoiodiotirosina). Nel processo di sintesi degli ormoni tiroidei si
possono formare anche molecole diverse da T3 e T4, che vengono però metabolizzate all’interno
del tireocita, recuperando iodio e il residuo tirosinico.

La SINTESI DEGLI ORMONI TIROIDEI è possibile in presenza di una sufficiente quantità di iodio,
che deve essere introdotto con la dieta. A livello gastrointestinale, si forma ioduro, che viene
assorbito e passa in circolo, e così ha inizio la sintesi:

1. Nelle cellule follicolari viene ossidato ioduro per azione della TPO;
2. La TPO lega lo iodio a livello dei residui di tirosina della tireoglobulina (lunga catena
proteica presente nella colloide);
3. Il tireocita ingloba, per pinocitosi, la colloide;
4. Sulla vescicola convergono i lisosomi attivati e la tireoglobulina viene scissa per dare
origine agli ormoni T3 e T4;
5. T3 e T4 vengono liberati nel sangue capillare, insieme a MIT, DIT e aminoacidi.

Gli ormoni tiroidei in circolo sono rappresentati soprattutto dalla T4. Il T3 circolante deriva per
l’80% dalla deiodazione di T4 in periferia. T3 e T4 circolano legati a proteine plasmatiche:

 Albumina: Lega il 20% della T4 circolante e l’11% della T3 circolante;


 TTR (transthyretin): Lega l’11% della T4 circolante e il 9% della T3 circolante;
 TBG (thyroxine-binding globulin): Ogni molecola lega una molecola di T4 o T3. Lega il
70% della T4 circolante e l’80% della T3 circolante.

La forma attiva a livello cellulare è rappresentata dal T3, che deriva per metabolizzazione del T4.
Gran parte del T3 si forma all’interno delle cellule bersaglio. Le deiodinasi sono gli enzimi che
tolgono un atomo di iodio dall’anello esterno del T4. Il T3 ha affinità per i recettori nucleari specifici
per gli ormoni tiroidei, 15 volte maggiore rispetto a T4.

Le AZIONI DEGLI ORMONI TIROIDEI sono molto importanti per l’organismo. Tra esse abbiamo:

 Essi sono necessari per lo sviluppo del sistema nervoso centrale nel feto e nelle fasi post-
natali;
 Hanno importanti effetti sul differenziamento cerebrale nelle prime settimane di vita;
 Sono necessari per lo sviluppo dello scheletro fetale;
 Sono indispensabili per il normale accrescimento corporeo nel bambino, e la maturazione
dei vari apparati, soprattutto quello scheletrico.
Inoltre, essi hanno molteplici effetti su:

 Metabolismo glucidico: Inducono la produzione epatica di glucosio, attraverso la


glicogenolisi e gluconeogenesi; promuovono l’utilizzazione del glucosio, aumentando
l’attività di enzimi coinvolti nell’ossidazione del glucosio;
 Lipolisi e Lipogenesi: Stimolano l’attività della lipasi ormone-sensibile, necessaria per la
lipolisi; stimolano la sintesi e l’ossidazione del colesterolo e la sua conversione in acidi
biliari; e per quanto riguarda la lipogenesi, viene favorita la sintesi di acidi grassi. C’è un
effetto prevalente sulla lipolisi, che è quello di aumentare la disponibilità di acidi grassi, che
possono essere ossidati e formare ATP, utilizzato per la termogenesi;
 Azione Termogenetica: Gli ormoni tiroidei contribuiscono in modo fondamentale alla
spesa energetica ed alla produzione di calore, regolando direttamente il metabolismo
basale. Tale azione dipende dall’aumento dell’attività metabolica di tutti i tessuti:
 Aumento del consumo di O2;
 Aumento della produzione di calore e della velocità di utilizzazione delle sostanze
energetiche.
Il normale consumo di O2 è di 250 ml/min. Il consumo alterato può portare a Ipotiroidismo
(150 ml/min) ed Ipertiroidismo (400 ml/min).
 Sintesi Proteica: Gli ormoni tiroidei aumentano le sintesi proteiche di proteine strutturali,
enzimi ed ormoni. Infatti, essi: hanno effetto trofico sul muscolo; stimolano l’ossificazione
endocondrale, la crescita lineare e la maturazione dei centri epifisari; hanno azione sulla
matrice proteica e sulla mineralizzazione dell’osso. Gli effetti sulla crescita lineare sono in
buona parte mediati dalla loro azione sulla secrezione di GH e IGF-I.
 Sistema Nervoso Centrale (SNC): Gli ormoni tiroidei regolano lo sviluppo e la
differenziazione del sistema nervoso centrale durante la vita fetale e nelle prime settimane
di vita, assicurando una corretta mielinizzazione delle strutture nervose. Dei deficit della
funzionalità tiroidea in età precoce comportano gravi ripercussioni sul SNC e possono
compromettere il quoziente intellettivo del soggetto.
 Sistema Cardiovascolare: Essi provocano aumento del numero dei recettori beta-
adrenergici, aumentano la contrattilità e la frequenza cardiaca, aumentano l’eccitabilità
della miocellula, ed infine aumentano anche il consumo tissutale di O2.

CALCITONINA (CAL)

Le cellule C sono stimolate a sintetizzare e secernere l’ormone calcitonina (CAL), in risposta


all’aumento della concentrazione plasmatica di Ca2+ (ipercalcemia). La calcitonina non è
immagazzinata in depositi cellulari. Esso è un peptide che agisce sull’osso, dove inibisce l’attività
degli osteoclasti, i soli in cui sono stati trovati i recettori, ma stimolerebbe anche quella degli
osteoblasti, determinando la deposizione nell’osso di calcio e fosforo e la riduzione della
concentrazione plasmatica di Ca2+.

Il ruolo fisiologico della calcitonina non è ancora del tutto chiaro. A differenza del paratormone, non
si verificano nell’uomo modificazioni del metabolismo del calcio e del fosforo quando la
disponibilità dell’ormone subisce variazioni, anche grandi, e non risultano effetti sicuri attribuibili
alla deficienza di CAL. Si pensa, tuttavia, che la CAL prevenga l’ipercalcemia dopo un pasto che
comporti l’immissione di calcio in circolo. La sintesi di CAL diminuisce con l’età. Questa
diminuzione potrebbe contribuire in parte alla progressiva decalcificazione ossea nella
senescenza.
PARATIROIDI

Le paratiroidi sono piccole masse endocrine addossate alla superficie dorsale della tiroide. Sono
essenziali per la vita. Generalmente le paratiroidi sono quattro, una coppia per ciascun lobo della
tiroide, di cui una superiore ed una inferiore.

L’ormone prodotto da queste ghiandole è il PARATORMONE (PTH) che regola il metabolismo del
calcio e del fosforo, controllando, con la forma attiva della vitamina D3 (calcitriolo), l’equilibrio fosfo-
calcico. Le funzioni del paratormone sono quelle di elevare la concentrazione plasmatica di calcio
e diminuire la concentrazione plasmatica di fosforo. I valori normali di calcemia totale nell’adulto
sano corrispondono a 10 mg/ml di sangue.

La secrezione del paratormone da parte delle paratiroidi è regolata direttamente dalla


concentrazione plasmatica di calcio:

 L’aumento della calcemia provoca una riduzione della secrezione di PTH e deposizione di
calcio nelle ossa;
 La diminuzione della calcemia determina un incremento della sua secrezione e, quindi,
del riassorbimento di calcio dalle ossa.

Il Paratormone esplica la sua azione principalmente su tre organi:

1. RENE: Nel tubulo contorto distale e porzione ascendente spessa dell’ansa di Henle,
esso stimola il riassorbimento di calcio. Mentre, nel tubulo prossimale inibisce il
riassorbimento di fosfato (HPO42-) e bicarbonato (HCO3-).
2. OSSO: Stimola il rilascio di calcio e di fosforo, inibendo gli osteoblasti e attivando,
indirettamente, gli osteoclasti attraverso il rilascio di IL-1 da parte degli osteoblasti, i soli ad
avere il recettore per l’ormone e per la vitamina D3.
3. INTESTINO: L’azione del PTH sull’intestino è indiretta. Infatti, l’ormone stimola
direttamente il tubulo prossimale renale a produrre la forma attiva della vitamina D3,
attivando l’enzima renale 1 alfa-idrossilasi. L’aumentata sintesi di 1,25-
diidrossicolecalciferolo calcitriolo o ormone D a sua volta si traduce in un incremento
dell’assorbimento intestinale di calcio e del riassorbimento osseo; ne deriva un ulteriore
incremento del carico di calcio filtrato dal rene.
La produzione di Vitamina D3 o Colecalciferolo avviene per il 90% a livello cutaneo dal
colesterolo, attraverso i raggi UVA solari; ed il 10% viene introdotta con la dieta. Dopo la
produzione, l’attivazione avviene prima nel fegato, dove avremo la prima idrossilazione, e
poi nel rene dove l’1 alfa-idrossilasi viene attivata dal PTH, e conseguentemente si ha la
produzione di calcitriolo o vitamina D3.
Le MALATTIE CORRELATE ALLE PARATIROIDI sono:

 Iperparatiroidismo: E’ una condizione caratterizzata da un’aumentata secrezione di


paratormone da parte di una o di tutte le paratiroidi.
 Ipoparatiroidismo: È dato da una ridotta funzione del tessuto paratiroideo con
conseguente deficit ormonale.

Le malattie di Tipo primitivo sono di grande interesse clinico, ma sono meno comuni. Invece, il
Tipo secondario (tiroidectomia e paratiroidectomia) è il più frequente. La chirurgia può
comportare ablazione o devascolarizzazione delle paratiroidi portando carenza di calcio ematico
(Ca2+), causa di ipereccitabilità, insorgenza spontanea di potenziali d’azione nei motoneuroni e
conseguente tetania muscolare. La carenza del minerale, senza interventi, porta in breve tempo a
morte.

Invece, le MALATTIE OSSEE DA ALTERAZIONE DEL METABOLISMO DEL CALCIO sono:

 Osteoporosi: L’osteoporosi è caratterizzata dall’indebolimento progressivo delle ossa


dovuto alla diminuzione di massa ossea totale;
 Osteomalacia: Nell'osteomalacia la deposizione di osteoide nell‘osso da parte degli
osteoblasti come pure la struttura dell'osso sono normali, mentre la mineralizzazione
dell'osso è insufficiente. Nell'osteomalacia grave, di lunga durata e non trattata, il
rammollimento delle ossa lunghe può determinare l'arcuarsi delle gambe.
 Rachitismo: è l’osteomalacia nei bambini, che provoca: deformità strutturali delle ossa
lunghe (grave inarcamento); distorsione delle ossa del cranio; e ingrossamento delle
giunture costo-condrali delle costole.
GHIANDOLE SURRENALI

Le ghiandole surrenali sono organi pari di forma piramidale che poggiano sul polo superiore dei
reni. Il parenchima surrenale è costituito da:

 Una porzione CORTICALE, più periferica e compatta, che costituisce l’80%. La corticale
del surrene, o corticosurrene, secerne gli ormoni corticosteroidi o corticoidi. Tra essi
possiamo distinguere:
 Mineralcorticoidi: tra i quali abbiamo l’Aldosterone;
 Glucocorticoidi: Cortisolo e corticosterone;
 Androgeni: Deidroepiandrosterone (DHEA) e Deidroepiandrosterone fosfato
(DHEAS).
Il colesterolo, proveniente dalle LDL o sintetizzato ex novo dall’acetato, è il precursore degli
ormoni corticoidi. Le cellule corticali inoltre contengono depositi intracellulari di colesterolo,
prevalentemente sotto forma di estere.
 Una porzione MIDOLLARE, più centrale, che costituisce il 20%. Secerne le cosiddette
Catecolammine, che sono: Adrenalina e Noradrenalina.
ORMONI DELLA CORTICALE DEL SURRENE

1.MINERALCORTICOIDI

 ALDOSTERONE
Il principale mineralcorticoide prodotto dalla ZG è l’aldosterone. La secrezione di
aldosterone è stimolata poco dall’ACTH, ma è stimolata soprattutto dal sistema Renina-
Angiotensina II e dal tasso ematico dello ione K+.
Gli effetti che questo ormone ha sul rene sono: la ritenzione di ioni Na+ e la secrezione di
ioni K+ e H+. I suoi siti d’azione sono la porzione terminale de tubulo contorto distale e il
dotto collettore. Inoltre, l’aldosterone ha un effetto sodioritentivo anche in altre sedi, come
le ghiandole salivari, le ghiandole sudoripare e la mucosa gastrointestinale.
L’aumento netto dell’aldosterone fa aumentare il volume del liquido extracellulare e anche il
volume del sangue. Di fatti, grazie al rilascio di questo ormone avremo un aumento della
pressione sanguigna e della gittata cardiaca.
La regolazione negativa di questo ormone è effettuata dal Peptide Natriuretico Atriale, che,
prodotto dal cuore, inibisce il rilascio di aldosterone e permette l’abbassamento del volume
ematico e conseguentemente della pressione arteriosa.

2.GLUCOCORTICOIDI

I glucocorticoidi stimolano la secrezione acida gastrica, aumentano il riassorbimento osseo e


l’escrezione urinaria di calcio, aumentano la responsività degli adrenorecettori alle catecolammine,
aumentano la velocità di filtrazione glomerulare (VFG), aumentano la percezione e l’integrazione di
stimoli sensoriali ed inibiscono i processi immunologici ed infiammatori. Ma l’azione principale è
quella di regolare il metabolismo glucidico.

 CORTISOLO
Il principale glucocorticoide prodotto dalla ZF è il cortisolo. La secrezione di cortisolo è
stimolata dall’ACTH, indotto dall’ormone ipotalamico specifico per il suo rilascio, il CRH.
Il cortisolo viene spesso definito "ormone dello stress" perché la sua produzione aumenta,
appunto, in condizioni di stress psico-fisico severo, per esempio dopo esercizi fisici
estremamente intensi e prolungati o interventi chirurgici.
Il cortisolo:
 Induce un aumento della gittata cardiaca;
 Aumenta la glicemia, incrementando la gluconeogenesi epatica, stimolando la
secrezione di glucagone;
 Riduce le difese immunitarie diminuendo, di conseguenza, anche le reazioni
infiammatorie;
 Diminuisce la sintesi di collagene e matrice ossea, accelerando l’osteoporosi;
 Favorisce il metabolismo proteico e la mobilitazione degli acidi grassi ed il loro
conseguente utilizzo.

3.ANDROGENI (ZR)

Deidroepiandrosterone (DHEA) e Deidroepiandrosterone fosfato (DHEAS) sono androgeni


deboli, e saranno trasformati perifericamente nel più potente androgeno, che è il testosterone:

 Nel maschio, gli androgeni prodotti dal surrene hanno un significato biologico marginale,
perché il testosterone ottenuto da essi è secondario a quello prodotto ex novo nelle gonadi
maschili;
 Nella femmina, gli androgeni sono convertiti in estrogeni nel tessuto adiposo, grazie alle
aromatasi. Un eccesso di androgeni surrenalici può causare virilizzazione della donna.
ORMONI DELLA MIDOLLARE DEL SURRENE

I neurormoni della midollare del surrene, le catecolammine, sono sintetizzate a partire


dall’aminoacido tirosina. Le catecolammine sono due: Adrenalina e Noradrenalina. La loro sintesi
è regolata da: innervazione simpatica, cortisolo e ACTH.

L’adrenalina e, in minore quantità, la noradrenalina sono veicolate dal sangue e si legano ai


recettori adrenergici presenti sulla membrana plasmatica delle cellule bersaglio. L’adrenalina
interagisce con i recettori alfa e beta adrenergici, mentre la noradrenalina interagisce soprattutto
con i recettori alfa-adrenergici.

I fattori che stimolano la secrezione delle catecolammine sono ad esempio: Ansia, Freddo, Dolore,
Traumi, Sforzi fisici, Ipotensione, Paura, Piacere intenso E Fame.

 ADRENALINA (o EPINEFRINA)
L'adrenalina, oltre che nella parte midollare del surrene, viene liberata anche a livello di
sinapsi del sistema nervoso centrale, dove svolge il ruolo di neurotrasmettitore.
La sintesi dell'adrenalina avviene principalmente nelle cellule cromaffini, e in secondo
luogo in alcuni neuroni, di tipo catecolaminergico.
L'adrenalina viene secreta dalle cellule cromaffini della midollare del surrene in seguito alla
stimolazione da parte del sistema nervoso simpatico. L'innervazione simpatica è l'unica che
raggiunge la midollare del surrene.
L’adrenalina: Aumenta la gittata cardiaca e la pressione arteriosa sistolica; aumenta il
flusso ematico renale, muscolare e cutaneo; aumenta glicogenolisi e lipolisi ed aumenta
anche il metabolismo.
Dal punto di vista metabolico, l’adrenalina:
 Nelle cellule muscolari, stimola la glicogenolisi, ed ha dunque effetto
iperglicemizzante;
 Nelle cellule epatiche, oltre alla glicogenolisi, stimola anche la gluconeogenesi;
 Negli adipociti, stimola la lipolisi, e dunque la liberazione di acidi grassi e glicerolo
nel sangue;
 Sul pancreas endocrino, stimola la secrezione di glucagone e inibisce quella
dell’insulina (effetto iperglicemizzante).
 NORADRENALINA (o NOREPINEFRINA)
Rilasciata dalle cellule cromaffini come ormone nel sangue, è anche un neurotrasmettitore
nel sistema nervoso, dove è rilasciato dai neuroni noradrenergici durante la trasmissione
sinaptica. Insieme all'epinefrina, provoca la risposta di 'attacco o fuga' (fight or flight),
attivando il sistema nervoso simpatico per aumentare il battito cardiaco, rilasciare energia
sotto forma di glucosio dal glicogeno e aumentare il tono muscolare. Le funzioni della
noradrenalina sono quelle di: Aumentare la gittata cardiaca, aumentare le resistenza
periferiche totali ed aumentare la pressione arteriosa e il flusso coronarico.

GONADI

Le gonadi dell’adulto sono organi pari destinati ad una duplice funzione:

 Esocrina: consiste nella produzione di gameti, fluidi e molecole nutritive facilitanti la fusione
dei gameti del sesso opposto;
 Endocrina: consiste nella produzione di ormoni sessuali:
 Nell’uomo, avremo testosterone e diidrotestosterone;
 Nella donna, avremo estradiolo, estrone, estriolo e progesterone.

L’ipotalamo induce la liberazione delle gonadotropine ipofisarie tramite il GnRH. FSH e LH


agiscono direttamente sulle gonadi, dove avviano e promuovono la gametogenesi e controllano la
sintesi ed il rilascio degli ormoni sessuali steroidei.
Gli ormoni steroidei gonadici inducono lo sviluppo ed il normale funzionamento degli organi
riproduttivi ed esercitano numerosi effetti in sedi e organi bersaglio diversi. Nella regolazione sono
direttamente coinvolti anche altri ormoni, come il GH, la PRL e il TSH.

Il Testosterone inibisce il rilascio di LH in entrambi i sessi, nel maschio anche di FSH. Inibina e
Follistatina (fattori gonadici peptidici) inibiscono il rilascio delle gonadotropine (particolarmente
dell’FSH). La secrezione delle Gonadotropine presenta nel maschio dei picchi con intervalli di 60-
120 minuti, mentre nella femmina varia secondo la fase del ciclo mestruale. Gli Androgeni sono
precursori obbligati degli estrogeni in cui sono trasformati ad opera delle aromatasi. Gli ormoni
sessuali circolano nel sangue legati a proteine plasmatiche, come albumina e SHGB.

 SECREZIONE DEGLI ORMONI TESTICOLARI


Le cellule interstiziali di Leydig sintetizzano e secernono TESTOSTERONE e
DIIDROTESTOSTERONE. Le suddette cellule, stimolate dall’LH, secernono testosterone
che inibisce con un meccanismo a feedback negativo il rilascio dello stesso LH.
Le cellule di Sertoli non sono capaci di sintetizzare ormoni steroidei, ma convertono il
testosterone in diidrotestosterone, e inoltre secernono l’inibina. Le cellule del Sertoli hanno
recettori di membrana specifici per l’FSH.
L’inibina che esse secernono ha un ruolo importante nel controllo a feedback negativo
dell’FSH ipofisario. La secrezione di FSH è inibita anche dal testosterone stesso e
dall’estradiolo.
L’FSH e il testosterone iniziano e mantengono la spermatogenesi nei tubuli seminiferi:
 Il testosterone controlla la fase iniziale;
 L’FSH controlla la fase terminale.
Il testosterone esercita azioni di tipo anabolico e androgenico su diversi tessuti e apparati
come il muscolare scheletrico, adiposo, epatico, pilifero e sebaceo.
 SECREZIONE DEGLI ORMONI OVARICI
La maturazione dei follicoli e la normale secrezione degli ormoni ovarici sono regolate dalle
gonadotropine adenoipofisarie FSH ed LH e dal fattore ipotalamico responsabile del loro
rilascio, cioè il GnRH (gonadoliberina). Le gonadi femminili andranno a secernere:
 Ormoni steroidei: estrogeni, progesterone e androgeni;
 Ormoni peptidici: inibina e ralaxina.
Le azioni principali di ESTROGENI e PROGESTERONE sono: l’induzione e il
mantenimento dei caratteri sessuali secondari femminili; la capacità procreativa ciclica della
donna; il mantenimento della gravidanza e la preparazione delle ghiandole mammarie per
l’allattamento.

PANCREAS ENDOCRINO

Il pancreas è una ghiandola con funzione sia esocrina (97-99%) che endocrina (1-3%). Le “isole
pancreatiche di Langerhans”, sparse nel tessuto esocrino, secernono nel sangue ormoni regolatori
del metabolismo e sono costituite da quattro tipi di cellule, ciascuno secernente un ormone distinto:

 Le cellule alfa (10-20%), che secernono GLUCAGONE;


 Le cellule beta (75-80%), che secernono INSULINA;
 Le cellule delta (3-4%), che secernono SOMATOSTATINA;
 Le cellule PP (1-2%), che secernono il PEPTIDE PANCREATICO.
Gli ormoni pancreatici sono riversati nelle vene pancreatiche e quindi nel circolo portale, fino a
giungere al fegato, in concentrazione più elevata che agli altri tessuti. Gli ormoni pancreatici più
importanti sono il Glucagone e l’Insulina, coinvolti nell’omeostasi glicemica (valori normali: 75/110
mg/dl) in modo da contrapporsi.

 GLUCAGONE
Il glucagone è un ormone peptidico trasportato in forma libera nel plasma. La sua
secrezione è stimolata dall’ipoglicemia ed è inibita, contrariamente, dall’iperglicemia.
Esso agisce soprattutto tramite il fegato, dove stimola le cellule epatiche a rilasciare
glucosio, attivando gli enzimi preposti alla glicogenolisi e alla gluconeogenesi.
Se il livello ematico di glucosio scende sotto una soglia di circa 80 – 100 mg/dl, le cellule α
cominciano a secernere glucagone. Questo si lega immediatamente ai suoi recettori
presenti principalmente sugli epatociti, attivando la degradazione del glicogeno
(glicogenolisi) e un conseguente rilascio di glucosio nel sangue. Il glucagone non agisce
sulla glicogenolisi muscolare, perché invece stimolata dall'adrenalina. Al contrario, quando i
livelli di glucosio sono elevati la concentrazione di glucagone diminuisce e quindi viene
attivata a livello cellulare la glicolisi, ovvero il processo catabolico del glucosio.
L’azione iperglicemizzante del glucagone si sovrappone a quella di: Adrenalina, GH,
ormoni tiroidei e glucocorticoidi.
Nelle cellule epatiche, il glucagone stimola l’ingresso di aminoacidi gluconeogenetici dal
plasma perché li trasformino in glucosio. Nel fegato, il glucagone stimola inoltre il
metabolismo dei lipidi, attivando la lipolisi, da cui sono ottenuti glicerolo per la
gluconeogenesi e NEFA (acidi grassi non esterificati) per la beta-ossidazione, mentre è
inibito il loro utilizzo nella sintesi dei trigliceridi. La funzione del glucagone è importante in
condizioni di digiuno, attività fisica e situazioni di stress.
 INSULINA
L’insulina è una proteina costituita da due catene lineari (Catena A e Catena B) unite da
due ponti disolfuro. La liberazione in circolo dell’insulina è stimolata primariamente dalla
concentrazione plasmatica del glucosio (iperglicemia) alla quale le cellule beta sono
specificatamente sensibili.
L’azione dell’insulina è potenziata da aminoacidi, NEFA e corpi chetonici, che agiscono
come stimolatori secondari. L’efficacia degli stimolatori secondari dipende ovviamente dalla
concentrazione ematica di glucosio: se la glicemia è alta, la loro azione sarà alta, e
viceversa.
L’effetto ipoglicemizzante dell’insulina è ottenuto attraverso:
 La stimolazione della captazione di glucosio ematico all’interno dei tessuti insulino
dipendenti. Quindi, nel muscolo e nel fegato è inibita la glicogenolisi e la
gluconeogenesi;
 L’utilizzazione del glucosio: a scopo energetico (glicolisi) e nella sintesi e deposito
del glicogeno (tessuti muscolare ed epatico).
Inoltre l’insulina favorisce:
 Ingresso di aminoacidi, che inibisce la proteolisi e stimola la sintesi delle proteine;
 Ingresso di NEFA (Acidi Grassi Non Esterificati), che promuove la sintesi dei
trigliceridi;
 Sintesi di trigliceridi, colesterolo, proteine e VLDL (lipoproteine a densità molto
bassa).
I suoi ormoni antagonisti sono il cortisolo (ormone alla base dell'insulino-resistenza),
l'adrenalina, il glucagone, l'aldosterone e il GH. Gli ormoni che invece migliorano la sua
azione sono il testosterone, il fattore di crescita insulino-simile e, in minor misura gli
estrogeni.
ORMONI GASTROINTESTINALI

Ormoni prodotti da cellule endocrine distribuite in modo diffuso nella mucosa dello stomaco e
dell’intestino. Alcuni dei prodotti dell’attività di queste cellule sono veri ormoni, nel senso che
vengono immessi nel sangue e sono trasportati a distanza per esplicare la loro attività su cellule
bersaglio lontane. Altre sostanze invece agiscono localmente, su cellule bersaglio vicine in questo
caso si parla di attività paracrina, che consiste a volte nella modulazione delle risposte di diversi
tipi cellulari effettori agli stimoli provenienti dal sistema nervoso vegetativo.

Nelle mucose digerenti sono stati identificati 15 tipi di cellule endocrine: alcune di esse si trovano
esclusivamente in determinati distretti, altre sono invece distribuite più diffusamente, anche se con
possibili differenze da una sede all’altra. Tali cellule rispondono a vari stimoli, di natura chimica o
nervosa, e ai diversi tipi cellulari corrispondono altrettanti ormoni, i quali agiscono su cellule
bersaglio localizzate prevalentemente nell’ambito del tratto gastroenterico.

Gli ormoni sono sostanze polipeptidiche, formate da sequenze di aminoacidi di varia lunghezza,
che spesso hanno caratteri comuni essi agiscono influenzando le attività secretive e motorie dei
vari tratti del tubo digerente, influenzandosi a vicenda a volte con attività sinergica, a volte invece
come antagonisti. Gli ormoni meglio conosciuti come attività e sede di produzione sono
GASTRINA, SECRETINA, PANCREOZIMINA, POLIPEPTIDE PANCREATICO (PP),
POLIPEPTIDE INTESTINALE VASOATTIVO (VIP), MOTILINA, ENTEROGLUCAGONE,
SOMATOSTATINA. Oltre a ormoni di natura polipeptidica, vengono prodotti da cellule endocrine
delle mucose digerenti anche due ammine, l’enteramina e l’istamina.