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La <<Piccola Biblioteca Agostiniana> (PBA) offre ai lettori o
testi italiani (opuscoli o pagine antologiche) de11a <<Nuova
Biblioteca Agoitintana>> (NBA) - in parte gi) pubblicati -
comedati di ampie ed esaurienti introduzioni, su argomen-
E
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SantAgostino
ti di particolare interesse. O
ILCANTICO
I-

Agostino non ha realtzzato un comlnento sistct-tlatico al o


.lc
Cantico dei Cantici, ma cttaziont di csstl s()ll() tlisst'tlri
nate in tutta la sua opera, in contcsti tlrrrilctici, tkrgtrritti o
ci, polemici, esegetici o didascalici. [,ir sitrtt'si rtltlolqrt]it'rt
qri ptoposta ricostruisce un pcrc(lt'so slri t'it r t:r1,.' rtt',osl_i
t iurro denso e ricco di suggestitltli, cllt' st'rtlttt'ist't' ,l,rll,r
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DEI CANTICI
lettura del libro biblico comc <<1)oclllll ,l',ttt)()l(', tli :tttttr
re Santo>> ) ma <<denso di misteri... cht' si rtlrt't' sollrttllo 11
O a curadi ARMANDO GENOVESE

quei pochi che bussano>>. Opera cli tlillicilt' lt'tlttt'rt, sittt - Citte Nuova
bolo e poesia, per Agostino il Cantico i' "t's1rt't'ssiotrt' I i
g:rrfata';, occasione di "esercrzio" e cli rict,l'('it (1,'l s,'rrs,,
iascosto, fonte di riferimenti ecclesiologici, ,l,rl ,1rlrl,' tili
proviene l'approdo profondo alla misticir rlt'l st't'vizi,,.

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lsBN 88-31 1-4734-X
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L. 16.000 ; t. € 8,50 CN
PICCOLA BIBLIOTECA AGOSTINIANA
Collana fondata da
AGOSTINO TRAPE
e diretta da
REMO PICCOLOMINI

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IL CANTICO DEI CANTICI


Sant'Agostino

IL CANTICO
DT,I CANTICI
a cura di ARMANDO GENOVESE

NUOVA BIBLIOTECA AGOSTINIANA


CITTA NUOVA
I testi di sant'Agostino sono trafti dall'Edizione bilingue
della Nuova Biblioteca Agostiniana - Citti Nuova.
INTRODUZIONE

I-lrNrr,npRETAZroNE pATRISTICA DEL CaNlIco

1. Premessa 1

Nella Bibbia ebraica il Cantico si troua negli Scrit-


ti (ketfibtm), segue Giobbe ed i il primo dei Cinque Ro'
toli (Cdntico dei Cantici, Rut, Lamentazioni, Qoelet,
In copertina: Ester), in un ordine che si basa probabilmente sull'uso
un nobile e la sua dama. liturgico.
Miniatura dal, Tacuinum Sanitatis. Da fonti rabbiniche ueniamo a conoscenza del fat'
Grafica di Gyorgy Szokoly to che I'accettaziorue nel canone del Cantico dei Cantici
@ 2001, Citt) Nuova Edirice
non fu ffitto semplice, e che fu oggetto di discussione
via degli Scipioni 265 - 00192 Roma al sinodo di Jamnia: uerso il 90, una uentina d'anni do-
rcL. A$2ft2t2 - e-mail: comm.editrice@cittanuova.it po la distruzione di Gerusalemme per opera delle legio'
ni romane dell'imperdtore Tito, un gruppo di ebrei
Con approuazione ecclesiastica scampati alla distruzione si radunarono nella cittadina
ISBN 88-l1L-4714-X
di Jamnia, sul Mediterraneo, a circa 50 cbilometri da

I Cf. G. NoLLt, Cantico dei Cantici, Torino-Roma L968, tl'


Finito di stampare nel mese di luglio 2001
dalla tipografia Citti Nuova della P.A.M.O.M. 59; M.H. Poru, Song of Songs, Garden City, New York 1977,17 -
Via S. Rornano in (iarfagnana,2) 2t; J.A. SocctN, Introduzione all'Antico Testamento, Brescia
00148 Ronra - tel.066fia467 1987,45-6), 488-491; G. Rav,cst,Il Cantico dei Cantici, Bologna
e-mail: segr.tipografia@cittanuova.it 1992, )7 -142.
Gerusalemme, e discussero se introdurre questo testo ottenuto l'approuazione generale, Rabbi Aqiba sog-
nella lista dei libri considerati ispirati da Dio. Gli studi giunse: <Tutte le Scritture sono sAnte, ma il Cantico dei
piD receruti, tuttauia, mettono in discussione questo as- Cantici i il Santo dei Santi>. Lespressione poteua suo-
somto, e preferiscono pensare a Jamnia piuttosto come a nare esagerata agli orecchi di un ebreo osseruante, che
un'accademia2. Ad ogni modo, il problema ndsceua per riconosceua nel Santo dei Santi la parte piil sacra del
la particolare natura del Cantico, cbe i un libro abba- tempio di Gerusalemme, il luogo in cui ueniua custodi-
stanza diuerso da tutti gli altri libri della Scrittura. Rac- ta l'arca dell'Allearuza, mA era pronunciata da un mae-
contA, in forma di dialogo, unt storia d'amore tra un stro la cui autoriti era indiscussa. Origene la riecheg'
giouane pastore (lo sposo) e unt pastorella (la sposa). Vi geri quando affermeri:
si possono trouare espressioni amorose inconsuete per il <Eeato, certo, colui clte entra nel Santo, ma molto
linguaggio biblico, ardite e persino spregiudicate, tanto piD beato colui cbe entra nel Santo dei santi; beato co-
cbe non era infrequente sentir caruterellare il Cantico lui cbe osserua i sabati, ma piD beato colui che osserua
nelle bettole e nelle osterie. il Sabato dei sabati; e allo stesso modo beato colui cbe
Durarute il sinodo di lamruia molti rabbini mostra- comprende i cantici e li canta * giacchd cbi li canta, li
rono perplessiti. E le perplessiti si allargauano a un al- canta nelle solenniti -, ffia molto piD beato colui cbe
tro libro btbltco attribuito a Salomone, il libro di Qoe- canta il Canttco dei cantici,'>:.
let. Lopinione di Rabbi Giudat i che il Cantico dei
Cantici sporca le mani 1, mentre Qoelet non sporca le
mani; Rabbi Jose era incerto. Allora il presidente del si- 2.La struttura del Cantico
nodo, Rabbi Aqiba, aurebbe pronunciato una frase la-
pidaria che dissipd ogni incertezza: <<Tutta la ueazione ll Cantico i un testo particolare, dfficile da inter-
non uale il giorruo nel quale i stato consegnato da pretare ma anclte molto ffiscinante. Conta soltanto
IHWH questo libro a Israele>,. Rabbi Aqiba godeua di 1250 parole ebraiche6, e noru ha parti narratiue in pro-
grande stima e autoriti, pertanto I'assemblea decise di sa: i composto totalmente di dialoghi tra il pastore e la
includere il Cantico nel canone biblico. Quando ebbe pastorella, a cui si aggiungoruo un coro di fanciulle e un
coro di amici. Il pastore e la pastorella, tuttauia, non si
rispondono a uicenda. Il pastore non pone domande al'
2 Cf.L.L. GHAtsnu, Judaism from Cyrus to Hadrian, London le quali la pastorella risponde, o uiceuersa. I due prota'
1994,59).
I MtsnNar; Jadajim ), 5; cf.. Taanit 4, 8 (cf. H.L. S'r'nacr -
G. SrEnaspRGER, Einleitung in Talmud und Midra.rcb, Miinchen , OmcpNs ,In Cant. bom. 1,1, trad. it. di M.I. D,tNtELt, Ro-
1982; soprarrutto 177-149: Die Mischna). ma 1990, )6.
a Ciod B tabi oppure sacro, quindi canonico. 6 Cf. G. Ravasl, Il Cantico, cit., )7 .

6
gonisti sembrano procedere per conto proprio, senza ba- ).I cantici dell'Antico Testamento 8

dare alle parole ascoltate. Entrambi ruon riprendono i


temi precedenti ma aprono nuoui quadri, introducono La tradizione ebraica legge nella Scrittnra dieci
argomenti ed elementi inediti. La storia d'amore che es- caruti di lodeintonati a Dio. Dalla lista seguente possia-
si uiuono e raccontano sembra uista da ognuno in mo- mo percepire quanto sia tenuto in consideraZione il
do del tutto personale. Per questo motiuo il Carutico i di Cantico dei Cantici:
dtfficile interpretazione anche a liuello letterariot. <Il primo canto di lode fu quello di Adamo, qudn-
Per sempliciti, possiamo considerare il testo diui- do fu perdonato per il suo peccato e nenne lo Shabbat a
so in tre temi dominanti: proteggerlo; egli disse (SaJ 91, l): Salmo, canto per il
1. Il tema iniziale: l'amore cbe nasce. Un amore giorno dello Shabbat.
sta per nascere, anzi i gii nato, improuuiso e trauolgen- Il secondo fu eleuato da Nlosi e da! popolo d'I-
te. Non c'i nessuna introduzione, ci si troua subito in sraele quando Dio diuise il Mar Rosso, come i detto (Es
medias res con la protagonista cbe si presenta pazza- 75, 1): allora Mosd e il popolo d'Israele elevarono
mente innamorata e desiderosa dello sposo. questo canto.
2. Il tema intermedio: la separazione e la ricerca. Il terzo fu il canto che il popolo ebraico riuolse a
I'lella parte centrale del testo biblico i due inruamorati Dio quando gli diede il pozzo d'acqua nel deserto, come
appaiono inspiegabilmente separati. Ognuno aa per i scritto Nm 27, 77): allora il popolo d'Israele elevd
proprio conto. Si cercano, a uolte senza trouarsi, oppure questo canto.
trouandosi per riperdersi subito dopo. Durante questa Il quarto fu quello cbe Mosi proruuncid alla uigilia
ricerca affannosa e strana anche i uersi dei poemetti della sua morte, rimprctuerando il popolo per i suoi atti
cambiano ritmo e assumono quello dei canti di lamen- di maluagiti ed esortandolo a non ripeterli in futuro,
to. Il poema dell'amore e della gioia ASSume cosi i toni nominando testimoni il cielo e la tena, come i detto
della tragedia. (Dt 32, 1); ascolta, cielo, e parlerd e che la tena oda
3. Il tema finale: l'incontro definitiuo. I due iruna- le mie parole.
morati allafine si ritrouano e si uniscono in maniera sta- Il fu il caruto intonato da Giosui durante la
quiruto
bile e inconsueta: ognuno porta l'altro nell'intimo del battaglia contro la citti di Gabaon. Per tutta la sua du-
proprio essere, come un sigillo impresso con il fuoco. rata, il sole e la lurua tacquero aruzicbd lodare il Creato-

7 Le tavole proposte da ibid.,90-97, ci presentano la diffi-


colt) nella divisione di questo testo: si va dalle 4 uniti di R. Kes- 8 S. Bsxltcln (ed.), Carutico dei Cantici, Milano L991, t5i-
sler alle 52 unrt>a presentate da L. Krinetzki, passando per l8 sud- 170; cf. anche U. NEnr (ed.), il Cantico dei Cantici, Roma 1993,
divisioni diverse. 7t -80.

8
fincbd non interuenne Giosui stesso, come i detto
re, 4. I-interprctazione del Cantico nell'esegesi di lingua
(Gs 70, 72): allora Giosud parld a Dio. greca 10

Il sesto fu la lode che Debora e Barak eleuarono al


Signore quando sconfissero le truppe del generale Sisa- Le citazioni del Cantico prima della fine del II se-
ra, come i detto (Gdc 5, 1);Debora e Barak figlio di colo sono rarissime, tentatiui di trouare riecbeggiamen-
Abinoam cantarono. ti del Cantico in qualcbe scritto neotestamentario o im-
Il settimo fu il canto di Anna per ringraziare il Si- mediatamente successiuo lasciano piuttosto perplessi.
gnore quando le diede un figlio, dopo tanti anni di steri- Inuece per tempo abbiamo un commento sistenaatico,
i
liti, come detto (1 Sam 2, 7):e Anna pregd e disse... quello di lppolito: cosi come noi lo abbiamo, in arme-
Iiottauo fu una lode che Dauid riuolse al Signore no, i una traduzione incompleta, due capitoli e anche
per esprimere tutta la sua riconoscenza per i miracoli di con delle lacune. Non sappiamo se l'originale fosse piD
cui era stato oggetto: ...e David compose per il Signo- esteso. Qualcbe studioso i dell'opinione che si tratti di
re le parole di questo cantico (Sal l Z, 1) un corpus di testi frutto di autori diuersi cbe ua sotto il
Il nono cAnto, il piD eccelso fra tutti quelli che lo ruome di Ippolitolr. In esso, comunque, abbiamo gii i
banno preceduto, fu quello composto da Salomorue, co- caratteri esseruziali: lo sposo i Cristo, la sposa i la Cbie-
me i detto:Cantico dei Cantici di Salomone. sa, l'interpretazione i del tutto allegorica, sul solco di
Il decimo sari il canto cbe eleueranno, tutti insie- Giustino ed lreneo; uiene inaugurato un generale
me, i Figli d'Israele con il Messia, quando uerranno fi- orientantento secondo cui f AT i profezia e il NT a
rualmente redenti, per esprimere la loro gratitudine nei compimento, orientamento che auri un lungo e dura-
confronti del Signore di auerli gloriosamente liberati turo successo. Tutto il testo del Cantico si trasforma in
dal giogo delle ruazioni, come i detto (Is 30, 29): i can- un paradigma cristiano, centrato sui due ruoli capitali
to sarh per voi come nella notte in cui si consac ra \a dello s:poso-Cristo e della sposa-Chiesa, raffigurata gid
festa> e.
nella sinagoga ed inuitata a diuenire Chiesa. Una rico-
Il posto del Cantico dei Carutici i importantissimo; struzione in tedesco i stata fatta da M. Bonuetscb rz.
esso i definito <il piD eccelso fra tutti quelli che lo han-
no preceduto>>, e questo uiene confermato anche dal fat-
to che si troua immediatame,nte prima del grande canto
di lode escatologico che i Figli d'Israele irunalzeranno al 10 Cf. H. Dt Lunac, Cattolicismo. Aspetti sociali del dogtna,
Messia. Milano 1992,149-1,56.
11 Cf. P. NaurtN, Note sur le Catalogue des oeuures d'I7ip-

polyte, in RSR )4 (1947) 99-107.


12 G.N. BoNwElsc,u, Hippofuts Kommentar zum Hohen-
e S. Blrnon (ed.), op. cit., 757 -158. lied,Leipzig 1902.

10 11
Con Qrigene l'esegesi e la teologia patristica rag- cbe Origene commentAuA, interpretaua, sistematica'
giungono dei uertici che possiamo drtnire <assoluti>,-e mente non solo la traduzione greca dei LXX ma ancbe
soprattutto per quel che riguarda il cantico dei cantici; le altre traduzioni greche per arricchire il commentario.
la suolta
9he
egli imprime i decisiua. Al cantico orige- I.utto questo i scomparso cornpletarnente nella tradu-
ne attende a diuerse riprese: iru epoca giouanile, di cui ci zione ntfiniana, e quello che riguarda le altre traduzio-
irimasto u, solo frammento tramandato dalla philo- ni i stato opportunamente tralasciato. Quindi abbiamo
caliat3; stlccessiuamente abbiamo il grande comruento un testo incompleto non soltanto quanto al punto di ar-
in 10 libri e poi u, breue c'iclo di due omelie che sono riuo, ma incompleto anche quanto a quello abe effetti-
tra le ultime di Origene. Del grande commento i rima- uamente Rufina ha tradotto. D'altra parte ci dobbiamo
sta soltanto una parte, ed d interessante notare cbe com- accontentare, nofl. abbiamo altra possibiliti, e cotlxun'
mento e omelie coproruo, nei testi a noi peruenuti, la que anche cosi mdnomesso il testo origeniano i un te-
stessa porzione di Ct, i primi due capitoli. Ito cbe conserua quei caratteri cbe hanno fatto si che
Del commentario abbiamo la uersione di Rufino, quest'opera auesse tanto successo non soltanto nella tra-
delle omelie quella di Girolamo. Laddoue le omelie Gi- dizione esegetica greca, ma ancbe in quella latina cbe
rolamo dice di auerle tradotte <.guardando alla fedelti l'ba conosciuto soltanto attrauerso questa traduzione di
piD che all'eleganzd>>11, quindi siamo relatiuamente si- Rufino.
curi di arriuare al testo originale, la traduzione di Rufi- Ilapproccio origeniano al Cantico i complesso e
no d stata una traduzione fortemente accomodata. Non articolaio: il punto di partenza per il grande maestro di
soltanto per il fatto cbe ,ei 4 tibri egli ci ha dato un ter- Alessandria i sempre quello <<storico>>, ed egli infatti ri'
zo del commento origeniano, e pol il i fermato: ma an- conosce nel libro biblico <<un epitalamio o carme rtuzia'
cbe perchd la traduzione i stata accomodata a quelle che le in forma drammatica>, con quattro attori, due indi-
Rufino riteneua le modeste capaciti di comprensione uiduali (sposo e sposa) e due collettiui (i compagni del-
del lettore latino. Noi sappiamo da Girolamo, che cor- l'uomo e le comp(tgne della sposa). Compito del uistia'
sideraua
_questo commentario di origene l'opera massi- no, tuttauiA, non i fermarsi a questo liuello, bensi rag'
ma, quella che eccelleua tra tutte le opere diOrigenen, giungere il senso spirituale nascosto dietro l'apparente
ituesrimento nuziale storico. E qui che si suiluppano le
liruee interpretatiue, quella personale-mistica e quella
1r Cf. O. Roussenu, Origine, Homdlies sur le Cantique des ecclesiale: il Commentario si attesta preferibilmente
Cantiques, Paris 1951. sulla prima linea, le Omelie sulla secortda.
Origene spiega che la lettura del Cantico i dffici'
la Oruct-Nn,ln Carut. Hom.,
Prol., cit.,35.
15 <<Origene,
che negli altri libri ha superato
tutti, nel Can_
-
tico dei cantici ha superato se stesso" (c)ruirNa,In cant. Hom., le e cbe d meglio auere urt'eti adulta per leggere questo
Prol., cit.,35. libro, in modo da domirtare la propria immaginazione
T2 t)
ed essere in grado di cercare le ueriti superiori nascoste turgica i spesso percorsa dalla simbolica nuziale del
dietro i t,eli; Cantico. Ma al di sopra di tutto, dopo Origene, deue es'
<Percid ammonisco e consiglio ognuno, che non i sere ricordato Gregorio di Nissa, cbe ha dedicato 15
ancora libero dalle molestie della cdrne e del sangue e omelie a Ct 7, 7 - 6, 8. Seguace di Origene nell'inter-
non si i ancora ffiancato dalle ffizioni d.ella materia, pretazione allegorica della Suittura, Gregorio interpre-
di astenersi completamerute dalla lettura di questo libro ta il Carutico alla luce del binomio Cristo-anima. In
e dalle spiegazioni che su di esso uengono fornite. Di- questo libro sapienziale egli ued.e l'gllegoria dell'inizia-
con? infatti che presso gli Ebrei non si permette neppu- ziorue a Dio, c'osi come suiue ad Olimpiade:
re di tenere in maruo questo libro se ,on a chi i giu'nto <<Per questo motiuo ho accolto con piacere I'idea di
ad eti adulta e maturA>> 16. dedicarmi a questo soggetto... percbd ci fosse una gui'
Una lettura allegorica che ba bisogno di un alle- da, per cosi dire, per coloro cbe sono piil carnali, per di-
namento spirituale; Origene osserua : rigersi uerso la condizione spirituale e immateriale del-
<<Se queste cose noru si comprendessero spiritual- l'anima, a cui mena questo testo per mezzo della sa-
mente, non sarebbero forse chiaccbiere? Se non conte- pienza in esso riposta>>te.
nessero un quolche segreto, non sarebbero indegne di E ancora all'inizio della prima omelia:
Dio? <<Ilanima, in certo qual modo, uiene ornata come
!, dunqye necessario che colui che sa ascoltare spi-
ritualmente le s*itture, o per lo meno cbi non sa e de- una sposa, grazie a quello cbe si troua qui scritto, e si Au-
sidera saperlo, tenda con tutte le forze a non uiuere se- uia al compimento incorporeo e spirituale e incorttami-
condo la carne e il sangue; possa diuenire degno dei se- nato con Dio. Colui, infatti, cbe uuole che tutti siano
greti spirituali e, per esprimerini in maniera piD auda- saluati e giungaruo alla coruoscenza della ueriti, tnostra,
ce, arda di passione, di amore spirituale, dal^momento in questo passo, il modo piD perfetto e beato della no-
clte c'i ancbe utx amore spirituatle>fi. stra saluezza, intendo dire quello che si attua per finezzo
Oltre Origene, molti altri autori di lingua greca si dell'amore>>20.
cimentano nell'esegesi del Cantico. (Jn'omelia, gtunta a La potenza creatrice della Parola i raccbiusa nel
noi sotto il nome di Atanas;o t8, in realti nascindereb- testo ed i attingibile con un processo di purificazione e
be uno scritto spurio del IV-v secolo. Efrem siro si in- di progresso mistico a cui l'interpretazione allegorica fa-
trattiene uolentieri sul cantico, e la sua produzione li- cilita il carnmino. Gregorio rende il libro biblico con irt-
finite immagini, fantasie di cose, piante, animali e rAC-
16 Onic;tNt ,In Cant. comm., prol., trad. it. di M. StuctNr.t._
't'I, Roma 7976, 35.
17 Oruc;nNE,In Cant. Hom. 7,2, cit.,4L-42. le GNO 6,4, ffad. it. di C. Monr,scHtNl, Roma 1988, 11.
18 PG 27 , 849-L361. 20 GNO 6,15, cit., 40.
t4 L5
conti <<trasuersAli>, fino a ricoprire il gin ricco testo bi- paci ancbe ueccbie donne deliranti, ed osano affermare
blico. Ma I'auuicinamento a Dio non i diruelamento in cbe il saggio Salorruone l'abbia scritto a rigu.ardo di se
Gregorio, p_iuttosto i comprensione dell'impossibiliti stesso e della figlia. del Faraone, e altri poi clte appar-
di conoscerlo 2t . tengono allo stesso ?xumero hanno immaginato che al
.{lna figura del IV secolo ua senz,altro ricordata, posto della figlia del Faraone la sposa sia Abisag la Su'
Teodrtro di Mopsuestia, esporuente della celebre <scuola namita, mentre altri, in maniera piil nobile, affermano
antiocbena>, che rifiutd in modo solitario I'interpreta- si tratti di un discorso regio, cbe segnala corne sposa il
zione allegorica, ormai comune da lppolito e origene in popolo, e come sposo il re; abbiamo ritenuto percid ne-
poi, propose una lettura letterale del Cantiio, rite_ cessario, all'inizio di questa spiegaziorue, confutare que-
9
nendolo opera apologetica e polemica di salomone nei st'opinione falsa e funesta, e poi rnostrare il lucido pro-
confrctnti di chi criticaua il sio matrimonio con la prin- posito dello suittore. Bisogruaua dttnque che costoro si
cipessa, figlia del faraone. Di Teodoro ci riruane ,ilton- rendessero conto di quanto i santi Padri siano superio-
to qualche frammenta22, mentre co,osciarno molto be- ri, piD saggi e pieni di Spirito Santo: essi hanno anno-
rue le reazioni che Teodoro scatend, non soltanto per
uerato questo libro tra le Sacre Scritture, e l'banno ap'
l'interpretazione, ritenuta audace, ma perchd escludeua prouato come spirituale, e degno della Cbiesa. Se fosse-
il cantico dal canone biblicoD.Il discipolo del uescouo rc,t stati di altro auuiso, non aurebbero ritenuto tra le
di Mopsuestia, Teodoreta di cirro, iominceri il suo .lcritture Sante un libro il cui oggetto sarebbe I'inconti-
commento al cantico dei cantici proprio polemizzando ruenza e la passione>> 25.
con il suo antico maestro e si riportirA aita classica in-
t erp re tazion e ori gen iana 2a
:
<Dal momento cbe alcuni di queili che scredituno 5. Linterpretazione del Cantico nell'esegesi di lingua
il cantico dei carutici e non lo riteigono un libro spiri- iatina
tuale, imbastiscono delle fauole diiui sarebbero inca-
Le interpretazioni del Cantico in ambito latino so-
2t Cf . G.I. G,rnc;ANO,Ia no piD tardiue; questo, tuttauia, non uale soltanto per il
teoia di Gregorio di Nissa sul Can_
Cantico, ma per l'esegesi in genere.
_dei cantici, Rogra 1981; v. BoNaxr ,In"troduzione a Gregorio
tt-co
di Nissa. Omelie sul Cantico dei Cantici, Bologna tigS, S_Zq. <<In campo esegetico il ritardo dell'Occidertte ri'
22PG 66,6gg_700.
spetto all' Oriente fu sensibile. Tertulliano, N ouaziano,
2) Cf. O,E FrurzsclrE, De 1.heodori
scriptis, cap. II, in PG 66,46-4g.
Mopsuesteni uita et Cipriano utilizzano molti passi biblici nelle loro opere
PG 81, 28-213. Cf. M. S^,i.Nrr-n, Teodoreto e Origene ma non banno specifici interessi esegetici, cbe inuece
sul cantico dei cantici, in Letterature comparate. problemi e meto-
do. studi in onore di Ettore paratore,Bologna 19g1, gt9 glo. 2l TLooonETO Dl Ctttttct, In Cant., Praef.

T6 t7
non furono estranei ad lppolito di Roma (da tener di_ (.antico i fuor di dubbio, attestato da una quantiti di ci-
stinto dall'autore orientale dei commenti al cantico, tuzioni ed allusioni cbe attrauersano tutte le sue opere,
Daniele, ecc.), del cui commeruto ai Salmi c,i giunto soprattutto quelle sulla uergiruiti, ilDe Isaac vel anima
qualcosa; ma egli si ancora in grecct. per / primi
-esprime ,' la Expositio psalmi CXVil. Nella sua lettura del
s_c_r1tti esegetici in latino bisogna attendere ta
fiie det
III secolo e gli inizi del IV con Reticio di Autin, auto-
(,antico egli sembra attingere ai Padri greci, soprattutto
Origene: infatti, <piD che elaborare dati nuoui in ordi-
re di un perduto commento al cantico, e con vittorino
ttc al perusiero teologico, Ambrogio ba preferito attinge-
di Pettau, il cui s-uperstite commento all'Apocalisse ri-
re dai Padri greci quanto essi aueuano gii approfondito
uela simpatie millenariste> 26.
,' formulato, adattandolo con fine sensibiliti alle esi-
. Giungiamo cosi al IV secolo, dominato dalle gran- 2e. La presenza del
^ ,(4cnze concrete del suo ambiente>>
di figure di Ambrogio, Girolamo e Agostino. secondo (.antico in Ambrogio i talmente euiderute da spingere in
una notizia che ci uiene fornita da Girolamo, Ilario pieruo Medioeuo Guglielmo di Saint-Tbieruy a compor-
aurebbe composto un commento al cantic o, che rima-
rc un florilegio dei testi ambrosiani sul Canticoto.
se sconosciuto allo stesso Girolamo; <Alcuni dicono che
IJn'altra grande figura del IV secctlo che comruen'
abbia scritto anche sul cantico dei cantici; quest'opera,
ra il Cantico dei Cantici i Girolamo. Al Padre dalmata
tuttauia, ci rimane ignota>s 27 .
tlobbiamo, anzitutto, la uersione latina del Cantico nel-
Ambrogio ha disseminato le sue opere di citazioni
la Yulgata, ma aruche la traduzione di due omelie dl
del cantico, pur non auendolo commentato di conti-
Origene sul Cantico )1, che ua compresa nel contesto
nuo. Meloni ipotizza; <Il fatto cbe Ambrogio abbia
,lella polemica con Rufino. Il Cantico, ad ogni modo, i
commentato tutto il cantico senza comporre un'opera
presente in altre opere geroruimiane, soprnttutto nel suo
specifica sull'argomento pud essere inteizionale. Molte
cpistolario )2: i passi acquistano diuerse connotazioni,
delle sue opere-soruo trascrizioni di omelie pronunziate
ora come base argomentatiua, ora come illustrazione. Si
nei uari periodi liturgici. Il cantico ueniui letto
forse
qin al suo tempo nel periodo pasquale, o forse fu Am_
brogio stesso a introdurre quist'iso nella" cbieia mila- 2e M.G. M,tnn, Ambrogio di Milano, in DPAC I,l5l.
nese>> 28. Ad ogni modo, l'amore di Ambrogio per )0 Commentarius e scriptis sancti Ambrosii (PL 15, L947-
il
2060). E. Schulz-Fliigel afferma: <<Ambrosius entdeckte das Can-
ticum mit seinem friihen Schriften der Jahre )77 /18.. . fiir die la-
26 teinische Theologie> (E. Scrrur-z-FlUcgl, Canticum canticorwm,
M. SruoNETTr, Esegesi patristica,in DpAC 1,1219.
27 Wr. ill. 100. B; cf. anche 71).
]1 PL 2), 7117 -1144: Interpretatio homiliarum duarum Ori-
28 P. MaloNr, Il profumo deil'immortariti. L interpretazione
genis in Canticum.
patristica di Cantico,l, 3, Rqm a 1975, 222, nota 52. Ci. 12 Cf. A.-M. Pllllltun, Lectures du Cantique des Cantiques,
anche J.
DaNrclou, Bible et liturgie, paris 1951 ,25g_2g0.
Roma 1989,200-28.
18
t9
legga, a mo' di esempio, quanto scriue alla fedele disce- CaNrico DEI CANTICI
AcosuNo E IL
pola Eustochio:
<<Nessuno ti sia d'ostacolo... Gesil, entrato nel 1. Premessa
Tempio, butta fuori tutto ciet che ne i estraneo. Dio i
geloso; non sffie cbe la casa del Padre si trasformi in
Sul tema del Cantico dei Cantici in Agostirto non
cauerna di briganti. ". Leggi il Vangelo. Maria, che sie-
csiste una grande letteratura, probabilmente a causa
dy ai piedi del Signore, i preferita a Marta, tutta indaf-
tlell'implicita conuinziorte cbe l'approccio agostiniano
farata... Sii anche tu come Maria: ai cibi preferisci'la al Cantico sia tendenzialmente ecclesiologico, e poco ri-
dottrina. Le tue sorelle s'affannino a studiire'come ac- leuante. Inoltre, ilfatto cbe ilVescouo d'Ippona non ab-
cogliere ospite GesD; tu, buttate uia una uolta per tntte
bia composto un commento continomto al libro biblico
le preoccupazioni materiali, siedi ai piedi di GZsD e di,:
in quesiione pud Auer reso poco interessante la ricerca.
"Ho tro,ato colui che |anima mia cerca?)A, lo abbrac- Tra il 1955 e il 1961 sono apparsi tre importan'ti
cerd e non lo lascerd piD". Possa egli risponderti; "lJni-
articoli sul tema del Cantico dei Cantici in sant'Agosti-
i
ca la mia colomba, la mia perfetta, l'unica di mia i no 15 cbe hanno auuto il grande merito di aprire la ri-
madre, la prediletta di chi l'ba generata", ,ale a dire
cerca sul contatto dell'Ipponate con un particolare libro
della celeste Gerusalemme. Preghi? Parli con lo Spo-
biblico. Gli studiosi che hanno prodotto queste ricerche
so. Leggil E lul che ti parla. Qu"ando il sonno ti auri
soruo di sicuro ualore e riferimento; tuttauia, un'indagi'
1e critica conclusiua finora non i mai stata tentata. Il
sorpreso, egli uerri alla parete della stanza, spingeri la
mano dentro lo spiraglio, toccheri il tuct corpo.Ailrro primo saggio sull'argomento uide la luce, nel 1955, ad
ti alzerai tutta tremante e dirai: "Sono traf,itta dall,a- operd di Anne-Marie La Bonnardiire, la famosa ricer-
more"; poi ascolterai da lui ancora: "E un giardino re-
catrice cbe ba consacrato almeno mezzo secolo alle ri-
cinto, la mia sorella e la mia sposa, u, giariino recinto
cerche sul rapporto tra Agostino e la Saqa Scrittura. Si
e una fonte sigillata" tt.
>>
trattaua di uru articolo in 13 pagine molto fitte, con una
Notiamo qui soltanto di passaggio che il Carutico i breue introduzione e una serie di tabelle, in cui rdcco-
molto caro a Pietro crisologo, che esiste un commentct glieua tutte le citazioni del Cantico, organizzate per uer-
al Cantico di Gregorio di Eluira, Giusto di [Jrgel, Apo-
nio, e che <Gregorio Magno con /'Expositio in Canti-
15 A.-M. L,t BotlilaRotunu, Le Cantique des Cantiques dans
cum chiude la tradizione dei Padri e p,relude alla gran-
l'oeuure de Saint Augustin, in REA | $955) 225-T7; P' StnclN,
de fioritura dei commenti monastici medieuali>rtt.
Die Kircbe als Braut des Hohenliedes nach dem Hl. Augustinus, in
\V. Cons-r'EN (ed.), Die Kirche und ihre Amter und Stiinde, K<iln
r 1960,24-41;M. Ta,io, (Jn confronto tra S. Ambrogirt e S. Agostino
Ep 22,24-2i,trad. it. di Cor-.r,I, Roma L96l,2Ol-202,
ra P.
S.
a proposito dell'esegesi del Cantico dei Cantici, in REA 1 {J961)
MtloNr, Cantico dei Cantici, in DpAC 1,5gi. 127 -151,

20 2l
setto e corredate di utilissimi aiuti, quali la cronologia E importante ricordare la rileuanza del principio
e i passi biblici ffini, usati nell'argomentazio,e
agosti- armeneutico della Scrittura, esplicitato nel De doctrina
niana. Il lauoro della studiosa era-scbematico, e li bre- christian a, dell'amore di Dio i del prossimo. tr opirtio'
ui note introduttiue, nella loro concisione, ,hirdrrono ne di Agostino cbe per comprendere la parola Qi Dio,
un'ulteriore ricerca; la studiosa era conuinta di un uso bisogna-rttrp aiutati da una grazia: gii dal De diversis
esclusiuamente ecclesiologico e battesimale del cantico
quaestionibus ad Simplicianum, tentando di interpre-
e di.una dfOe@enza euidinte di Agostino da Ambrogio
iorc un testo della lettera ai Romarui (9, 10-29), nutre
nell'uso del libro blbligo euatchi anno dopo, paul si-
fiducia nella pregbiera dell'amico: <<Certamente, cono-
nton' con un articolo fondamentalmente teilogico, scerudo i tuoi sentimenti nei miei riguardi, non mi aure-
fece
u.na prima ualutazione ragioruata della mole di"dati
pro- sti cbiesto di chiarire questo testo, senza auer prima sup-
dotti dalla studiosa franiese' notd che I'esegesi agosti- plicato il Signore di poterlo farerr t'
.

niana del cantico in paragone ai suoi predeTrrrori q; [Jn aliro passo che riguarda la comprensione della
cani acquistaua maggiore importanza e ne tentd una ri-
Sacra Scrittura lo trouiamo nel De spiritu et litteta, e
costruzione teologica solida ed fficace, pur nei limiti di
ancora in riferimento ad un passo di san Paolo: <<La let'
un articolo Maria. Tajo, infine, spiegd'che non era af_ tera uccide, lo Spirito dd uita> (2 Cor 3, 5), e al rappor-
fatto scontata la diperydenza di Agoitino do A*brogio to che intercorre tra la legge dell'Antico Testamento e
nell'interpretazione del cantico i cbe, anzi, nei punti la grazia del Nuouo Testamertto. La grazia del Nuouo
topt-ci, Agostino sembra allontanarsi dal suo
maestro e Teitamento uiene presentata come Cristo che toglie il
uelo delle Scritture, ed esse appaiono irt tutto il loro
padre nella fede.
con I'aiuto di questi illustri precedenti, ancbe noi splendore di ueriti:
ci siamo cimerutati nella ricerca sil carutico dei cantici, <Il fatto dei figli d'Israele, che non poteudno guar-
ripercorrercdo le circa 200 citazioni del cantico cJei
Cai- dare il uolto di Mosi, e cbe quindi egli parlaua a loro at-
tici, disseminate un po' in tutte le opere di Agostino e trauerso un uelo, significa che la lettera della legge n'on
in tutti i periodi, in contesti dogmatici, polemici, ,rege_ giustifica nessuno, ma un uelo d frapposto nell-a lettura
tici, omiletici o semplice*rnti didascalici. La sintesi del Veccbio Testamento, finchd non si passi al Cristo e
che ffiiamo uuole ittrrc soltanto un inuito a un per_ non si tolga il uelo, cioi nort si passi alla grazia e non si
sorso_spirituale agostiniano, secondo lo spirito ietk ,o*prrnio che dal Cristo ci uiene la giustificazione la
preghiera formulata nelle confessi oni; oli cerco, pa-
quale ci consente di fare cid che ci comanda>t8.
dre, non ffirmo. Dio mio, uigilami e guidami>)6.

)7 De quaest. Simpl. L,2, L.


)6 Conf. ll, 7l ,22. )8 De sp. et litt. 17 ,30.

22 2)
Nel contesto della grazia di cristo, quale chiaue 2. Lidea generale sul Cantico
per leggere le scritture, o meglio come uia-cbe conduce
alla patria t't, Agos!.ino giurusi a proporre, quale princi_ Agostino oscilla sul nome del Cantico dei Cantici.
pio ermeneutico d'insieme, la <<cariti duptlce . uerso 'l'aluolta lo cbiama Canttco dei Cantici e altre uolte
Dio e uerso il-prossimo\ul: La spinta a quista lettura gli Cantici dei Cantici. La cosa non fa merauiglia, dato il
r)enne probabilmente tlalla lunga e inistente polemica
carattere del libro biblico: in quanto libro biblico, ap-
t-on Donatisti, cbe leggeuano nella Scrittura pro* p*
! punto, si pud parlare di Cantico; se si preferisce un'os-
la diuisione dai cattolici; dalla conuinzione maturata seruazione piD analitica, si pud ritenere il libro biblico
nella polernica con i pelagiani, che ra grazia di cristo come una rdccolta di canti che si seguono, e allora si
precede e dccomp-agru( ogni opera buoni e quindi
ancbe parla di Canttci. Ma come spiegare la coesistenza dei
una lettura saluifica della Bibbia, e insieme'a questo dal-
due nomi in Agostino? Ci sembra cbe si possa adottare
la lettura ed interpretazione di utn posso clel c)ntico, cbe
un criterio cronologico: all'inizio il Cantico uiene indi-
lo confermd in questa intuiziorr, irtuoi denti sono co-
cato come Canttct, secondo una prassi abbastanza no-
me un gregge di pecore tosate che escono dal lavacro;
ta+t. Nel De doctrina christian4 proponendo il canone
tutte figliano i gemelli e fra esse non ce n',i neppure delle Scritture, annouera e Cantici dei Canticr in un
una sterile (Ct 4, 2). Nei loro gemelli si deue riconosce_
unico gruppo di paternitd salomonicA, insieme ai Pro-
re la duplice azione de_lla carili, cioi t,erso Dio Signore
verbi e all'E cclesiaste +q. Negli stessi anni, a Fausto che
e uerso il prossimo. Questi due precetti corupenllioro non accetta I'Antico Testamento percbd ritiene suffi-
tutta la Legge e i Profeti>> qt. A poco a poco I auphu ciente il Nuouo, e cbe lo accusa di ustnpare l'Antico Te-
precetto dell'amore diuenne un
fondamintale prin'cipio stamento dagli Ebrei e di uenerare cosi due dii, Agosti'
di lettura biblica strettamerute corunesso con la natura ruo risponde cbe Fausto non riesce a capire come uada
della riuelazione biblica, come aueua gii compendiato in
letta la Scrittura:
maniera mirabile nel De doctrina christian a; <La pie- oQuando si m.enzionano alcurue cose del genere a
ryezza
e il fine della legge e di tutte le diuine scritture i proposito di una inffibile ffiuenza di diletti spiritua-
l'amore> tz; cosi no, ti uie,e a
formulare soltanto
un li, si dicono certamente in linguaggio figurato, in modo
principio ermeneutico esteriore, ma i il contenuto stes-
cbe lo spirito di colui che si cimenta in tali realti si ren-
so della scrittura a diuentare criterio interpretatiuo.
da conto cbe qui c'i altro cbe deu'essere cercato e inte-
so, siA cbe si mostri ai sensi del corpo qualcosa del ge-
)e Cf . De doct. nere mediante una realti corporea, come il fuoco in un
christ 1, 11, 11.
4o ,Serm. 779/A,3.
tt Ep 149, t,4. 4) Cf . G. RRvRst, Il Cantico, cit., )7 -41.
12 De doct. christ. l, 35, )c). 44 De doct. christ. 2,8,8 O97).
24 25
cespuglio, il bastone che diuenta serpente, e il serpente gc: <<Non ci sfugga neppure che alcuni come titolo di
bastone; la tunica del signore non diuisa dai soldati, (luesto libro scriuono Cantici dei cantici, il che non i
l'_unzione dei piedi e della testa come ossequio della scritto esattamente: infatti non al plurale ma al singo-
donna, e i rami della moltitudine cbe staua dauanti e lare qui i scritto Cantico dei Cantici>>ae.
dietro il suo asino; sia clse si mostri in figura allo spiri- IJn'interpretazione letterale del Cantico portereb-
to mediante immagini corporali, o in so[no o in estasi, bc fuori strada. Ne/ De doctrina christian a>o auuerte il
come la scala di Giacobbe [ ..],. sia, allo stesso modo, lcttore: <Fin dall'inizio stai attento a non prendere alla
parole con solo ualore figurato, come il Canrico dei lcttera un'espressione di senso figurato>, altrimenti
Cantici, le nozze che nel uangelo il padre fece per il fi- s'intende iru modo carnale quel cbe iruuece deue essere
glio, I'uomo cbe aueua due figti [...] , I'uomo ih, inteso in senso spirituale. Nel caso delle espressioni fi-
piantd una uigna e la diede agli agricoltori>> qs. gurate, si fa euidente la distinzione cose-se gni cbe gli i
Fino al tempo della polemica con i Donatisti, Ago- tanto cara: realt) figurate sono quelle indicate dall'e-
stino parla quasi sempre di canticr, taluolta di caiti- spressione figurat a, che acquista nel caso del Cantico
co 46. Nelle opere piD tarde assistiamo al passaggio a ualore di segno. Agostino mostra un interesse per le
urua uisione del Cantico come libro biblicotl, e a un'ir- cspressioni figurate fin dalle sue prime opere: nel De
uersione di tendenza, per cui parla quasi sempre di Can- Genesi contra Manicha eos, suitto a Tagaste subito do-
tico. oltre alla nuoua conuinzione maturaia dat santo po la sua conuersione, nel 389, rileua con cura lelocu-
uescouo, possiamo ipotizzare con ragioneuole certezza riones, nel senso di espressioni, o come modi di dire fi'
che Agostino abbia cominciato a pirlare di cantico e gurati, o come modi di dire simbolici, persino come pre-
non piil di cantici a seguito della lettura della uersione figurazioni. Agostino non ha dubbi nel pensare che il
rufiniana del commerutario al cantico dei cantici di Cintico siA un'espressione figurata: nelDe Genesi ad
Origene, che uiene fatta risalire al 410as. In essa si leg- litteram, parlando del paradiso, di una definizione del
Cantico: <Effettiuamente in questi libri il racconto non
i scritto nel geruere letterario in cui le realti sono prese
45 C. Faust. 15,6 (397/4OO).
a6 Oltre alle due citazioni gi)
in senso figr.trato, come nel Canttco dei Cantici, ma nel
prese in considerazione, cf.:
En. in ps. 14),18 Serm. 46, j5 (410/411); 118, 6,6 (4tt/4l2);
senso letterale di fatti realmente accaduti, come neiLi-
7)8, 9, 9; 146, 2, 2 (405/411). Interessante un passo (De bapt. 5, bri dei Re e negli altri di tal genere>>51. In un passo del
27, )8 [primavera 404)), in cui Agostino parla contemporanea-
mente di Cantico e Cantici. teiruischen Bibel, Bd. lOBt Canticum canticorum, Freiburg 1992,
41 Cf . Serm. 147
/A,2 (409/410);De sp et litt. 4, 6 \4L2); De 70-80.
gen. ad litt. 8,1 (401/416); In Io. eu. 65, )'(4LB/422); De ciu. Dei 49 OntcENn,In Cant. comm., Prol., cit.,69.
7),2l (412-426/7); 17,20, t-2. 50 De doct. christ. ), 5,9.
48 Cf. E. Scnulz-Fr-Ucnr-,
Vetus Latina. Die Reste der altla_ )r De gen. ad litt. 8, r,2.

26 27
Contra Faustum che abbiamo gii incontrato, spiega ,ta del credente o, nteglio, /'homo interior cbe dialoga
cbe il cantico ua interpretato c& solo valore fig"ra- ton il Cristo e cbe cerca nelle profolditi del suo spirito
to52. Questa idea, comperudiata nel De spiritu etlitte- la sapien za dello Spirito >0. Quest'ultima lettura, indi'
14 ?te introduce anche un'a.ltra: il lettori che desidera t'ata^d.a Origene, ,in, affermtata come unica lettura da
accedere alla comprensione spirituale della Scrittura de- (,regorio di Nissa. Del tutto inesistertte, in Agostino,
ue <<nutrire l'uomo interiore con una iruterpretazione l'idintificazione della sposa con la Vergine Maria, che
spirituals>5). itt altri ambiti conosceri un grande successo.
Il primo senso, e il pii euidente, in cui bisogna in- ll Cantico uiene attribuito a Salomone, insieme al
terpretare i, naturalmente., l'arnore di due giouani che libro dei Prouerbi e all'Ecclesiaste, secondo una prassi
esprimono con sempliciti e naturalezza la loro passio- ()mLtne dell'anticbitd, e considerato come un libro pro-
ne; il cantico dei cantici i, sempliceme,te, un canto di fctico, dunque degno di grartde considerazione, percbd
nozze: <Ascoltate nel libro sAnto, cbe i chiamato Can- <chi corupii, o uenera, un segno utile istituito da Dio e
tico dei Cantici; ui si leggono santi amori, lo sposo e la ,, ,rrrpirnd, lo forza significatiua, rton uenera ci6 cbe
sposa, Cristo e la Chiesa. E tutto quel libro i quasi un ri uede'e pdssa ma piuttoito cid a cui tutti i segni /i que'
canto di nozze, cosi come dicono, in epitalamio, ma di sto geneie debbono essere riferiti. Orbene, un tal uomo
un talamo santo, di un talamo casto>>io. Agorti,o ne i ,t spirituale e libero, ancbe all'epoca della schiauitD...
certo, il testo biblico del resto o chiaro, e titta la tradi- Llomini spirituali di questa sorta erAno i Patriarchi e i
zione giudaica e cristiant sono corucordi. Tuttauia, it profeti e tutti queglilsraeliti ad opera dei quali lo Spi;
senso letterale-storico i soltanto un punto di partenza: riti Santo ci hi foinito il sussidio e la consolazione del-
gli spoli simboleggiano qualcosa di'piD profondo. Chi la Scrittura>>r1.
so_no du,que gli sposi? Per lo sposo il iiscorso i sem- La sua parola ua dunque ascoltata come l'occasio-
plic3: i sempre e soltanto Cristo. Per la sposa c'i nn,o- ne per ,rrri,rrc piD in profonditi, doue si troua lo Spi-
scillazione; iru linea di massima si tratta detta cbiesa>s; rito santo con i iuoi atutt e consolaziont. Ancora, Ago-
tyttquiar.seguendo il dettato origeniano della pluraliti stino, commentando la quarta regctla di Ticonio, De
dei liaelli di lettura del carutico, in particolari iccasioni specie et genere, orrrrri che <rquando il Prgfeta dalle
l'interpretazione si fa personale, ,d ,rro apparire l,ani- iltrzz, in-cui si troua parla di questo secondo o a que-
sto secondo, senza cbe'noi ce ne accorgiamo passa al pri-
mo, e quartdo del primo o al primo, sembra cbe ancora
52
53
C. Faust. 15, 6. parli dell'altro o all'altro. Questo nort. per sottrarci, co-
De sp. et litt. 4,6.
54 Serm.747/A,2.
5, Cf. En. in 14),
ps. 18; Serm. 46, )5; Serm. 147/A,2; De 56 P* 8, 6, cit. inDe sp. et litt. 4,6.
ciu. Dei 17 ,20,2. 5t De doct. cbrist. ),9, l).
28 29
me farebbe un nemico, la comprerusione delle Scritture, ,'bi che bussano>r60. Scopriamo, dalla lettura di un altro
ma per allenare da brauo medico la nostra mente>>58. (aenig-
ltusso del De doctrina christian4 che mistero
Il Cantico, pertanto, al pari delle altre profezie, ac- rrra) d in qualche modo sinonimo de espressione figura-
quista il carattere di un esercizio con il quale ueniamo l:r, e contrapposta alle parole traslate 6t: mentre con
trasportati da fatti apparentemente superficiali e con- (luast'ultima espressione Agostino indica una metafora
traddittori a una profonditi spirituale signif.icata dal tnr,,lto semplice, adoperata solo per rendere piD espres-
profeta. La Cbiesa senzd maccbia e senza ruga, ad esem- tiuo il discorso, la prima, specificata in allegoria ed
pio, indicata quale sposa in taruti passi del Cantico, ua cnigma, indica qualcosa di piD consistente e sta a signi-
intesa come la terra dei beati, la terra dei uiueruti, la f icare che quell'espressione ha un ualore sirnbolico, cioi
Cbiesa destiruata a regruare eternamente con Cristo. La tsprime un concetto per significarne un altro spirituale.
profezia di Dauide, spiega Agostino, i limitata al libro
dei Salrni, mentre quella di Salomone riguarda i libri dei
Prouerbi, del Cantico dei Cantici e dell'Ecclesiaste se. ]. Iioscurit) del Cantico. I-lesercizio
Tutto quello che i stato detto finora potrebbe far
sorgere nel lettore il pensiero che, date queste premes- Agostino afferma sempre, senza reticertze, cbe il
se, il Cantico sia di facile lettura. Non i cosi, e Agosti- (lantico dei Cantici i un'opera di dfficile lettura. Tutta
no ne 0 ben consapeuole. Nel celebre discorso sui pa- la Scrittura i dfficile, non i semplice trouare adeguati
stori, ai Donatisti che usano il Cantico come appoggio modi di lettura, tuttauia questa dfficolti si accentua in
per le loro tesi, Agostino fa notare cbe la lectio attenta maniera particolare per il Cantico, cbe non i soltanto
e amorosa del Cantico dei Cantici noru gli risulta nuo- trn'opera dfficile, ma - ci sia consentita l'espressione -
ua, anzi i esercizio che lo impegna da tempo; <<Noi co- i stata scritta per essere dtfficile. Del resto, Agostino ba
nosciamo il Cantico dei Cantici: un poema sAnto, un (.spresso in uari luoghi l'idea che l'oscuriti porti una
poema d'Amore, di amore sAnto, di santa cariti, di san- iaggiore fecoruditi: si prenda ad esempio quel cbe dice
ta dolcezza>>. E poi dopo auer ascoltato le ragioni degli a proposito di un passo della Genesi nel De civitate
auuersari, obietta: <<E tu cosa mi uieni a presentare del Dei:
Cantico dei cantici? Un brano che, probabilmente, t?.t <Iioscuriti della parola diuina i utile ancbe per-
stesso non capisci. Dfatti il Cantico i un libro denso di chd di luogo a molteplici interpretazioni della ueriti e
misteri, cbe uiene conosciuto solo da pochi, che hanno porta alla luce della riflessione, quando uno irtterpreta
il dono dell'intelletto, e che si apre soltanto a quei po- in un sefiso e l'altro in un senso diuerso. Rimane tutta-

)8 De doct. christ. ),34, 49. 6o Serm. 46, )5.


5e Cf. De doct. cbrist. 2,8, L); De ciu. Dei 17, ZO,l. 6t Cf . De doct. christ. ), II, 1l .

30 3t
t,it l'interpretazione data a un passo oscuro deue es-
c'ltc' siderio, spinge ardentemente alla ricerca della ueriti,
scrt' c'onfermata dalla testimoniaruza di ueriti euidenti e euita cbe ci si appiattisca nella noia65. Del resto, la piD
tla altri passi ruon oscuri, sia che nel proporre le uarie in- profonda espressione della uita cristiana non i il deside'
lupretazioni si giunga a quella intesa dall'agiografo, sia rio66? (Jn testo troppo facilmente accessibile, una ueriti
chc, ruel caso che essa sfugga, dall'occasione di esporre troppo facilrnente scoperta, rischia di diuentare banale:
concetti profondi e oscuri si ffirmino le altre ueritd. Ai solito, le cose facilmente scoperte perdono di ualo-
ysss (r; mentre, al contrario, piD i difficile capire e pii si
Cid posto non mi sembra in contrasto con le opere di
Dio la tesi che se nella prima luce creata s'intendono gli ba desiderio di scoprire: <<Questo diletto fcioi il Canti-
angeli, i stata fatta distiruzione fra gli angeli buoni e co dei Canticil i come auuolto di ueli allegorici, perchd
quelli cattiui con la fra.re: E Dio fece divisione fra la lu- sia oggetto di un desiderio piD ardente e di una scoper-
ce e le tenebre e Dio chiamd giorno la luce e notte le ta piil gioiosa>68. <<Di qui l'insistenza con cui propone il
tenebro> 62. concetto dell'amore (dilectio) non soltanto come fine
Ma non si tratta solo di una dfficolti natural- cbe si propone lo studio della Scrittura (arnore di Dio e
mente legata al testo. Cioi, siccome la Scrittura uiene del prossimo), ma anche come uiterio ualido per giudi
da Dio, e per definizione Dio i superiore all'uomo, la care le interpretazioni che uengono proposte>>6e.
Scrittura dunque pud auere mille chiaui di lettura, e An- Si prentla ad e.rentpio Ct 4, 2: <i tuoi denti come
cora qualcun'altra. Nel caso del Cantico I'oscuriti i uo- gregge di pecore tosate cbe risale dal bagno; tutte gene-
luta fin dall'inizio, perchd scuote I'uomo dalla s?.ta pi- rano figli gemelli e tra di loro nessuna i sterile>>tl.
grizia <<con un'utile e salutare fatica>$.Il Cantico i un Quando si parla di queile persone semplici che for-
mistero per il quale bisogna bussare molto alla porta di mano la parte piir corposa della comuniti ecclesiale,
Dio, non tanto per scoprire qualche senso nascosto, non di quelle anime semplici che hanno rinunciato a tutti
solo per il gusto intellettuale della ricercA, bensi nel gli errori e si sono rigenerate scendendo nelle acque
senso dell'esercizio: pedagogicamente Dio ha uoluto del Battesimo, e che, fecondate dallo Spirito Santo,
che la Scrittura fosse dfficile, e questo uale soprattutto portano il duplice frutto dell'amore di Dio e del pros-
per il Cantico,libro assai difficile da capire e+. simo, in fondo non proviamo nulla di speciale: si trat-
Il senso dell'esercrzio D questo: quando un'opera
scritturistica i dfficile, richiede la ricerca del senso na-
scosto, e questo ,ffrro I'attenzione e lo zelo, eccita il de- 65 Cf . De doct. christ. 4,8,22.
66 Cf. ln lo. eu. 26, 4'5.
67 De doct. christ.2,6,J.
62 ttl Ps ciu. Dei 17 ,20,2.
De ciu. Dei 11,79.
61 De ciu. Dei 20,27,2. tr9 \{, $lvgNET'rtr, Lettera e/o allegoria, Roma 1985,)38.
6a SPrr. 8. 7o De doct. christ. 2,6,7.

)2 ))
ta di r-rn itinerario di fede abbastanza comune. Al con- mettendosi totahnente a Dio, egli si apre alla luce che
trario, osserva Agostino, d grande Ia sorpresa se con lo rende simile a Dio, lo mette dunque irt grado di co-
l'aiuto dell'esegesi queste verit) le scopriamo nascoste noscere pienamente il suo creatore. La mundatto che si
ncl versetto del Cantico in cui Salomone sembra sol- realizza per mezzo della fides quae operatur per cari-
tanto celebrare labellezza di una donna. I*]esercizio tatem, cioi per una uita radicata nella frdr, si prolunga
del Cantico ha portato dunque al cuore della rivela- nell'exercitatio mentis. Ragionando e ruminando le ue-
zione: un'esperLenza di fede e di amore nascosta die- riti della frdr, il credente diuenta ancora piD spirituale,
tro l'oscuriti del testo. E continua Agostino: <<Nessu- piD disposto a uedere o, rneglio, a desiderare di uedere
no tuttavia pud pome in dubbio che le cose, qualun- Dio>>72.
que siano, si apprendano pii volentieri mediante l'u-
so di similitudini e, se si matta di questioni investigate
con una certa difficolt), quando lo si scopre, cid rie- 4. Il tema ecclesiologico
sce molto pir) gradito>> zt.
La lettura del Cantico, tuttauia, non conduce sol- Agostino ba elaborato la sua teologia della Chiesa
tanto alla scoperta, anclte bella, dell'amore di Dio e del in uari tempi: prima in contesto pastorale, come presbi-
prossimo: il risultato piD autentico sta proprio nel- tero e come uescouo, douendo spiegarrte il mistero ai fe-
l'exercrtatto. Vissuta iru questo modo, il Cantico si ri- deli, con l'aiuto della Scrittura cbe si riferisce tutta a
solue in una serie di splendide immagini: il profumo, la Cristo e alla Cbiesatt; poi in contesto polemico, soprat-
colomba, lo sposo e la sposa, che dietro il senso proprio tutto per rispondere ai problemi suscitati dai Donatisti.
nascondono la presenza di Cristo. A mano a mano che Essi, per Agostino, faceuano uso del Cantico per fini di
si uanno considerando queste immagini, le parole del tipo corporatiuo: non scrutauano la Scrittura per ascol-
testo euocano realti eterne e piD grandi, e rimandano tare il suo messaggio, bensi la usauano con conclusioni
alla simbolicitA del mondo stesso. In fondo, il Cantico prefabbricate, per trouare in essa appoggi e giustifica-
dei Cantici, oltre ad essere simbolo e poesia esso stesso, zioni. Oggi gli studiosi uanno molto cauti in questo ti-
ricorda cbe i la uita stessA, in ultima analisi, ad essere po di afferrnazioni: ci si domanda se una migliore co-
simbolo e poesia, e cbe per questo ulteriore esercizio
necessita l'impegno di tutta l'esistenza. 72 B. SrupER, La teologia nella Chiesa imperiale (300'450).
<<Accettando con la fede la parola di Dio, il ue- Vil. Una conoscenzd razionale della Bibbia, in A. Dt Bm.trultNo -
dente si umilia e si libera dalla propria superbia. Ri- B. SruoEn (edd.), Storia della teologia,l, Casale 199), 472; cf . an'
che 9-11.
T Cf . ad esempio Eru. in ps. )0, 2, 2, 9;79, 1; 84, 4; Serm.
46, )); De ciu. Dei L7 , ),2, ma in ultima analisi si tratta della pri-
71De doct. christ. 2,6,8. ma regola di Ticonio.

34 35
noscenza delle fonti donatiste non potrebbe portarci si a mezzogiorno?>, che i
Donatisti compitauano in
lontaruo da una uisione sostanzialtnente troppo uicina questo modo: <Doue uai a pascolare, doue riposi? A
ad Agostino," Ancora, ci si domanda se Agostino stesso rnezzogiorno...>>, ffirmando di essere essi stessi il
non emetta giudizi molto generali, al punto da diuen- mezzogiorno (meridies) di cui parla il Carttico. Le ar-
tare generici, quarudo ancbe tla i Danatisti, e per a?ru- gomerutazioni di Agostino sono di uario tipo: filologi-
missione dello stesso Agostino, si poteuano dnnouerare che, anzitutto, alla ricerca della retta interpretazione
ottimi conoscitori della Scrittura, taluolta anche di del uerso; teologiche, poi, alla ricerca di una teologia
grande intelligenza, come dil caso di Ticonio, autore della cattolicifi intesa come uniuersale. La teologia del'
del Llb* regularum 7+. la cattoliciti i rimasta un'acquisizione della rtostra ec'
Agostino incontra il Doruatismo dappertutto, fin clesiologia e ancbe dell' apologetica.
dalla sua ordinazione: la storia diceua che durante la La seconda critica ua corttro il concetto di una
persecuzione di Diocleziano (303-305), alcuni uescoui e Cbiesa di puri. I Donatisti si appellauano alla propria
sacerdoti Aueunno consegnato la sacra Scrittura all'auto- storia accusando i Cattolici di essere ttna Chiesa mac-
riti, per cui furoruo cbiamati traditores. Quando il ue- chiata dal tradimento e dal peccato, quindi incapace
scouo di Cartagirue, Mensurio, tnori, uenfle eletto quale ancbe di trasmettere i Sacramenti. Anche qui, un uer-
successare Ceciliano, che era stato suo diacono. I uesca- setto del Cantico (2, 2) forniua uno strumento per l'ec-
ui della Numidia, cbe non erdruo stati attesi per consa- clesiologia donatista; Come un giglio in mezzo alle
crdre Ceciliano, Accusarono quest'ultimo di essere stato spine, cosi la mia diletta in mezzo alle figlie. Con
consacrato da un traditor ed elessero contro di lui Mog- l;aiuto dello stesso uerso del Cantico Agostino suilup-
giorino, seguito presto da Donato, clte occued la sede di pa I'idea di una Chiesa frammista: la separazione dei
Cartagine dal 313 al 347. Nacque cosi una Chiesa pa- buoni e dei cattiui non i possibile in questa uita t5.
rallela, cbe si riteneua <Chiesa di martiri> o <Cbiesa di Agostino distingue tra Chiesa presente e Cbiesa futu-
puri>, che presto si dffise in tutta lAfrica. Ma non ol- ra: i solo per quest'ultima cbe uale la formula paolina
tre l'Africa. di Chiesa senza macchia e senza ruga. Quanto alla si'
Da qui parte la prima critica. Agostino mostra in tuazione di giusti e peccatori nella Cbiesa, material-
ogni modo che Dio ba uoluto realizzare urua Cbiesa dlf- mente tutti ne fanno parte, ma partecipano alla rina-
fusa in tutto il mondo, contro la pretesa donatista di scita spirituale soltanto i giusti: questi sono il giglio tra
una Chiesa africana, auallata da una lettura interessata le spiie. Agostino spiega, a proposito di Giuda, che si
ed abusiua di Ct 1, 7: <Doue uai a pascolare, doue ripo- pud far parte della Chiesa <<numericamente, non real'

71 Cf . De doct. christ. ), 10, 42ss. 7, Cf . Mt l),24ss.

)6 )7
nt(nl(; in apparenza, ruon per qualiti; per conuiuenza sua madre. Agostino lo usa per giustificare I'uniciti
f i.rit'a, noru per uincolo spirituale>>te . della Chiesa: i sacramenti sono ualidi laddoue uengono
Un'altra considerazione prendeua le mosse da Ci- saluaguardate la fede e la forma istituite da Cristo, tut-
priano; lo Spirito Santo e la saluezzd sono strettamente tauia essi aengono riceuuti utiliter, salubriter soltanto
crtrunessi al battesimo, cbe esiste solo nella Cbiesa. Sol- nell'unttas. I sacramenti sono delle realti corporali e
tanto un ministro che si troua nella cornunione della sensibili che producono tra quelli che li possiedono e li
Chiesa poteua celebrare sacrameruti ualidi e comunicare frequentano una comunione esteriore, nella quale si
la grazia; non si pud dare quel che noru si ha. Il uerset- troiano buoni e cattiui. I sacramenti, tuttauia, produco-
to del Cantico portato a sostegno era 4, 72, in cui lo spo- no uru effetto di grazia e di saluezza, cbe i opera dello
so si riuolge alla sposa definendola Giardino chiuso, Spirito Santo nell'unitas. Agostino si serue di Ct 6, 9
fontana sigillata, pozzo d'acqua vrva, paradiso con per definire la Chiesa colomb4 che i un simbolo bibli-
frutti dei suoi alberi, che certamente fa riferimento al- co dello Spirito Santo. La Chiesa uiene cosi ad ASSume-
la Cbiesa di saruti qual i soltanto la Chiesa donatista. In re due piani, la comuniti dei sacramenti, che D la Chie-
realti, per i Donatisti il uero soggetto dell'azione sdua- sa deia citti dell'uomo, e la socteti dei santi cbe i la
mentale era la Chiesa; Agostino fa notare che il sogget- Cbiesa della citti di Dio: tra le due esiste un rapporto
to d Cristo, e non soltanto come autore di un potere analogo a quello cbe esiste tra sacramentum e tes, o an-
consegnato ad ahri, bensi come soggetto presente in cora, io*i dlte lo stesso Agostino nelBreviculus colla-
maniera attuale: <Battezzi pure Pietro, i Cristo che bat- tionis cum Donatistis 7e, tra homo exterior e interior.
tezza>>77. La Cbiesa non esercita urua potestas, bensi un Il rapporto tra il primo e il secondo i quello tra una
ministerium. La parola ua intesa piuttosto nel senso realii- ancora esteriore e imperfetta e la realti diuenuta
cbe quanti stanno nella casa di Dio, che incarruano la quel che i chiamata ad essere grazie all'opera dello Spi-
sua parola, costoro costituiscono fin da adesso il giardi- rito Santo e alla collaborazione dell'uomoao.
no cbiuso, la fontana sigillata, il paradiso pieno d'albe-
ri da frutto, e tanto piil lo saranno, in maniera definiti-
ua, quando saranruo separati dalla zizzania, cosa cbe al-
19 ), lo,20.
80 <<Ma questa Chiesa una e santa, corpo di Cristo e- tempio
lo stato attuale non i Possibileta. dello Spirito, colomb a e arca delle salvezza, E identificabile? Lo B
Lultimo uersetto usato nella controuersia con i certamente t...1. Ha infatti due aspetti uniti e inseparabili, uno vi-
Donatisti i Ct 6, 9:Untca d la mia colomba, l'unica di sibile ed uno invisibile; d un fatto storico ed ha una dimensione
escatologica. Per identificarla Agostino [...] indica di preferenza
due vie: l'universaliti e l'apostoliciti. A favore della prima sta tut-
76 In lo. eu. 61,2. ta la Scrittura [. ..].La Chiesa di Cristo d universale; perci6 non
77 In Io. eu. 6,7. pud essersi rifugiata in un angolo dell'Africa, non pu6 essere re-
78Cf. De bapt.7,49,97 -51,99. itata solo nellat'frazione di Donato" [.'.]. La Chiesa poi B stata

38 )9
5. I simboli del Cantico e l'esperienza mistica chiamauano la salute e la presenza di Dio; la morte, al
contrario, offriua all'olfutto il fetore della coruuzione
IlCantico dei Carutici d un'opera densa di simbo- del corpo. Questa esperienza, letta alla luce della com-
li. E in qualche modo immagine iella stessa uita, ricca prensione di Paolo in 2 Cor 2, 74-76, ueni.ua portata d
di ricbiami a significati piD profondi. Nella lettura dei liuello di esperienza spit'ituale, siccbd il b;uon odore di
simboli gli anticbi erano fauoriti, in quanto fin dalla Cristo diuentaua la capaciti di accogliere il Dio della ui-
scuola eruno allenati a questo tipo di esercizio, con
ta e di essere testiruoni di uita con la uita, laddoue il
l'aiuto delle discipline delle arti liberaliar. Ma il Canti- peccato diuentaua testimoruianzn di morte con la morte,
co i un'opera uolutamente colma di signtficati profetici
cattiuo odore. Agostino legge quasi sempre il uerso del
e nascosta da ueliez percbd, come gii osseruauamo, il ri- Cantico alla luce di san Paolosa.
cercatore si alleni nella ricerca dello sposo. Da questo La corsa i la conseguenza coerente del simbolo
dobbiamo dedurre I'importanza dei simboli, e ancora di precedente: una uolta percepito il profumo, I'odore del'
piil il fine della ricerca, cioi lo sposo, Cristo: i simboli lo sposo, i desiderio della sposa di seguirlo. E l'espe'
portaruo a poco a poco uerso I'irucontro con Cristo. Na-
rienza dell'uomo che ba incontrato Cristo, cbe desidera
turalmerute, il simbolo non i la realti significata.
sempre piil e sempre meglio seguirlo. E l'rtprrienza di
cui parla Agostino in una superlatiua immagine delle
a) lL profumo e la corsa (Ct 1, 3-4). Sul tema del Confessioni 85, quando dice cbe attrauerso le reti della
profumo si suiluppd nei primi secoli, come dimostra lo
carne Cristo si i fatto uedere, ha infiammato il cuore
studio del Meloni 83, una grarude riccbezza dottrinale. dell'uomo, e adesso I'uoruo corre dietro il suo profumo.
IJesperienza quotidiana faceua incontrare l'uomo con
ln un altro celebre passorc, Agostino spiega che a que'
odori buoni e cattiui: l'olio e gli unguenti profumati ri- i costretto, i I'amore cbe rapisce:
sta corsa nessun uomo
<<Questa riuelazione i essa stessa un'attrazione>>.
I due uersi del Cantico, e i simboli che presentano,
edificata sul fondamento degli Apostoli, anche se gli stessi Apo- in realti nascondono una profonda riflessione cristolo-
stoli poggiano, a loro volta, su un altro fondamento che d Criito,
"pastore dei pastori" e "fondamento dei fondamenti". La vera gica e spirituale, che uogliamo tentare di indiuiduare,
Chiesa di Cristo si pud riconoscere dunque attraverso la succes- cioi l'idea della funzione riuelatrice del Verbo irtcarna-
sione apostolico> (A. TnapE, Sant'Agostino. Luoruo, il pastore, il to. Lo scopo dell'incarnazione i stato doppio: riuelare
mistico, Fossano L97 6, 252).
81 Cf. H.-L Mannou, S. Agostino
e la fine della cultura anti-
ca, Mrlano 7994, 189 -88.
82 Cf .
81 Si possono vedere: ln lo. eu.50,7; En. in ps.30,2,3,9;
De ciu. Dei 16, I.
8l P. Mu-ctNt,Il profumo dell'immortaliti, Roma 1975 (per )7 ,9; 44,22;90,2, l); De oP. nxon. 28,36.
85 Conf. t), 15, 18.
Agostino, 290-296). 86 ln Io. eu. 26, 5.

40 4l
cid cbe Dio uuol essere per l'uomo e cid che Dio aspet- aggiunte. Dietro questa differenza terminologica sta la
ta dall'uomo. Iiincarnazione di Dio costituisce in primo *iffrrrnza oggettiua piil importante, cbe cioi questa de-
luogo la riuelazione suprema dell'amore di Dio. Ugual- ruominaziorue della Chiesa non deriua in lui dalla dot-
mente I'incarnazione manifesta l'umilti di Dio, proua trina della grazia e, percid, da qualcosa di totalmente
dell'amore estremo di Dio e superamento definitiuo di interiore, inuisibile, personale, ma dalla realti sacra-
ogni superbia umana. Altrettanto la riuelazione dell'a- mentale, dalla comuniti conueta della Chiesa nell'at-
more del Dio umile ricbiede dall'uomo di amare Dio e tuazione della cena del Signore>>st.
gli uomini senza superbia, senza pretese. Iru piD sprona Quel che si dice della Cbiesa con i titoli del Can-
I'uomo alla fiducia irucondizionata nella bonti diuina. tico, dunque, pud e deue essere detto del singolo cre-
Anzi lo inuita ad essere lui stesso umile, poichd solo dente. <ln altre parole, quello cbe il battesimo ci ba
nell'umilti si pud riconoscere che Dio i l'amore. Lin- fatto cogliere, bisogrua desiderare di farlo proprio, cosa
carnazione del Verbo i dunque stata urua manifestazio- che potri realizzarsi pienamente solo rtell'eterniti. La
ne dell'umilti di Dio e nello stesso tempo un inuito ad mistica di Agostino uescouo i fatta unicamente di que'
amnre nell'umilti Dio ed a causa di lui tutti gli uomini. sto desiderio di assimilare, di interiorizzare tutto quel-
Queste idee Agostino esprime con Ct 7, 3-4, con l'idea
lo cbe ci i stato donato con il battesimo>>88. Le imma-
del profumo che si spande e della corst dietro l'odore gini del Cantico ruon sono pertanto soltanto delle raffi'
dei tuoi profumi. gurazioni della Cbiesa, ma anche - e soprattutto - qugl
che il cristiano i cbiamato a diuentare all'interno della
b) Il giglio, la colomba, il paradiso, la bella don- Chiesa.
na,la sorgente d'acqua viva (Ct 2, 2; 6, 9, 5, 9; 8, 5; 4, Queste espressioni di comunione, di identificazio'
12-1r. Su questi simboli ci siamo soffermati a sffi- ne o di solidarieti riuelano dunque due fatti: tutto quel-
cieruza, soprattutto nell'analisi dei testi della polemica lo che GesD ha fatto ?ton i stato soltartto esempio, ma
donatista, ai quali rimandiamo. Potremmo cbianryarli i inizio e garanzia di saluezza per tutte le membra di Cri-
sirnboli della Cbiesa. Tuttauia, si impone om'osseruA- sto; il Saluatore non cesst mai di saluare la sua gente
ziorue: tutti questi simboli sono detti della Cbiesa nella nella Cbiesa. Concretamente la Cbiesa predica Cristo e
misura in cui sono detti del cristiano. Ad Agostino ruon santifica Cristo; e quanto piD lo fa, tanto piD diuenta
interessa fare un discorso teorico-tecnico sulla Cbiesa: bella come il suo diuino fondatore. In questo modo si
<Oer il Medioeuo, il termine "corpo mistico" i uru intendono pienamente le imrnagini prese dal Cantico,
termine della dottrina della grazia, che si riferisce al
singolo che riceue la grazia; Agostino non ba conosciu-
J. IL\TZINc;eR, .[/ nuouo popolo di Dio, Brescia 1971,51.
87
to la parola mysticum in questo contesto; per lui la 88L. Bouvzx, La spiritualiti dei Padri. Vol. 3/B: III-VI seco-
Cbiesa si chiama semplicemente corpus Christi senza lo. Monachesimo antico e Padri, Bologna 1986,219.

42 4)
che diuentano straordinariamente immagintfiche e ric- Questo misteriaso matri?nortia ci riguarda' da uici-
cbe di applicazioni spiritualias. no, in quanto, come membra di Cristo, ne siamo non
soltanti gli spettatori-inuitati, ma anche i frutti e glj
c) Lo sposo e la spos a. Lo scbema sposo-sposa ha stessi prioginisti. Esso ua dunqote uissuto can grande
un certo collegamento con quello capo-corpo. Le due purrzio, ci infonde un profondo amort: per la Cbiesa, ci
irnruagini risalgono in ultima analisi a Paolo e, a rigo- mette in guardia corctro ogni dissertso. C'i indotbbia-
re, ogruuna delle due potrebbe ffiire una rappresenta- mente qnalcctsa di Particolare:
zione adeguata del mistero dell'uniti Cristo-Chiesa. Ec- <Grande mistera! Siamo inuitati alle nozze, anzi
co per quale rnotiuo Agostino stesso enuncia un'egu.a- noi siamo le nozze stesse. Nelle nozze uruane ttru coruto
glianza cbe applicheri sempre ruel corso della sua predi- i la spasa, un coruto gli inuitati. Noi inuece siamo inui'
cazione: <Sia cbe dica capo e corpo, sia cbe dica sposo e tuil ; sposo insierue. Nc,,i infatti farmiarruo la Cbiesa e
t

sposa, interudetelo riferito ad uno solo>>e0. siamo inuitati nella Cbiesa>>s2.


Lo schema degli sposi, tuttauia, mentre proclama Non si tratta dunque di riconoscere la sposa, sem-
l'uniti, d'altra parte ribadisce la distinzione tra Cristo e plicemente
'scersi
per non turbare la festa%; si tratta di ricono'
la Chiesa. E questa distinzione non ua intesa nel senso iru.essa: e per giurugere a questo, non c'd altra stra'
della distinzione delle nntr.rre, ma nel senso che la sal- da dell'amore, crealore di unione, sigilkt di uniti. ll pas-
uezza non i ancora pienamente attuata. I-iattesa della saggio dal siamo nella Chiesa al siamo la Chiesa si rea'
Chiesa prende allora il carattere ruolto personale della tii{a solo con I'amore: <<\/i esorto, ui scortgiuro, per la
nostalgia della sposa: per essa, la piil piccola separazio- santiti di tali nozze, amate questa Cbiesa, perseuerate in
ne dallo sposo appare interminabile. Eccctla allora ,<l'a- tale Chiesa, siate tale Cbiesa: arnate il pastore buono>>')1.
mata di lui, la sposa di lui, la bella di lui, ma resa bella
da lui. Gin deforme per i peccati, poi di belle forme per d) Lamore ordinato (Ct 2, 4). Luorruo i per defi-
il perdono e la grazia, parla tutta accesa di amore per lui nizione un essere cbe ama. La formulazione piD tipica si
e gli dice:Dove vai a pascolare?>>et. troua nella spiegazione di un salmo:
,<Ijamore stesso non pud stare inerte. Cbe cosa i
89 <Nel periodo patristico l'immagine della
irufatti che, in certi uomini, opera perfino il male, se
Chiesa acquista
non l'amore? Mostrarui un amore irterte e ozioso! Non
un tratto del tutto singolare a motivo del costante ricorso a sim-
boli e allegorie che s'impiegano per illusrare la Chiesa e interpre- i forse l'amore cbe compie i crimini, gli adulteri, i de-
tare il suo essere e agire> (H. Fnms, Mutamenti dell'immagine del-
la Chiesa ed euoluzione storico-dogmatica, inJ. FrrNnn - M. L(;rr-
92 \erm.26518,5.
xun, Mysterium salutis, 7, Brescia 1912,277).
9o \erm.3,11, 10,12-. e) Cf . Serm. 265, 5 , 6.
er Serrn. 94 Serm.1l8, 10.
1J8, 6ss.

44 45
litti, gli omicidi, ed ogni genere di lussuria? Purifica peso d cercare il loro luogo. Llolio uersato dentro l'acqua
-s'innalza
dunque il tuo Amore: l'acqua che scorre nella fogna, fa' sopra I'acqua, l'acqua uersata soprd I'olio s'in't-
che si uolga al giardino: lo stesso trasporto clte ruutriua fiuerge sotto l'olio, spinti entrambi dal loro peso a cerca-
per il mondo, lo riuolga all'Artefice del mondo. Forse re illoro
luogo. Fuori dell'ordine regna I'inquietudine,
che ui uiene detto: Non amate niente? Tutt'altro. Sa- nell'ordine la quiete. Il mio peso i il mio amore; esso mi
reste pigri, morti, detestabili, miseri, se non amaste porta douunque mi porto. Il tuo dono ci accende, e ci
nulla. Amate, ma state attenti a cid che amate. Lamo- porta uerso l'alto. Noi ardiamo e ci muouiarno>>el.
re di Dio, l'amore del prossimo, i chiamato cariti; l'a- In realti, l'Amore, che uiene considerato il peso, la
more del mondo, l'amore di questo secolo, i detto con- spinta dell'anima, non necessariamente la ordina uerso
cupiscenza. Sia frenata la concupiscenza e sia eccitata Dio: quarudo l'uomo ama Dio al di sopra di tutto, allo-
ra l'amore tende fortemente uerso Dio, e ogni cosa i su'
la cariti>> s5.
La sposa del Cantico cbe cbiede l'ordine nel suo bordinata a questa spinta; con il peccato, tuttauia, l'or-
amore esprime una proforuda cons;apeuolezza agostinia- dine uiene strauolto, e tanto peso o spinta uengono im-
na: nell'amore ordinato tutte le funzioni dell'animt so- piegati per allontanarsi da Dio. In un discorso pronun'
no riunificate in un modo di uita il cui principio ordi- ciato uerso la fine della sua uita, Agostino spiega con
natore risiede nella uolontie6. Se l'orientamento della molta cbiarezza lo suilupparsi della questione:
uolonti i buono, tutte le forme di uita funzionano cor- <<Lottano tra loro in questa uita, in ogni tentazio-
rettamente, altrimenti l'ordine i souuertito e le funzio- ne, due amori: I'amore del mondo e l'amore di Dio.
ni della uita uengono trascinate nell'ingranaggio del Quello dei due cbe uince trae dalla sua parte, come
per
peccato. Ma l'ordine, lungi dall'essere qualcosa di mor- una forza di grauiti, colui cbe tende ad esso. A Dio non
i
to e di statico, una tensione, un dinamismo uerso l'a- ueniamo con ali o con i piedi, md con l'ffitto- Per un
more, ben rappresentato nel Cantico dal dinamismo contrario ffitto ancbe alla terra siamo attaccati, non
della sposa uerso lo sposo ed indicato in un celebre pas- per nodi o legami fisici>>e8.
so delle Confessioni; E la Chiesa, che riconosce in sd la presenza di Cri-
lOgri corpo a motiuo del suo peso tende al luogo sto, pud dire con il Cantico: Ha ordinato in me l'amo-
che gli i proprio. Un peso non trascina soltanto al bis- re. Altroue, il uerso del Cantico uiene letto come sup-
so, mA al luogo cbe gli i proprio. Il fuoco tende uerso
'Cbiesadella Cbiesa: Ordinate in me
plica l'amore!, della
I'alto, la pietra uerso il basso, spinti entrambi dal loro cbe scopre in sd la dfficoltn di tendere uerso
Dio. Il problema i ben indiuiduabile:
e5 Eru. in ps. )1,2, 5.
96 Cf . R. Hctrrc, Bdatitude et sagesse, Paris-\Worc ester 7962, 97 Conf. 13,9, Lo.
264-265. e8 Serm. )44, L

46 41

E-
<Ooicbd con il libero arbitrio della uolonti il gene- predicazione del Vangelo pensauo che appartenesse a
re umaruo corutinuaua ad aumentare auuennero la com- noi e cbe lo aaessimo da noi stessi. .Alcune mie operet-
mischianza e, ruediante la partecipazione della immora- te, scritte prirna del mio episcopato, riuelaruo piuttosto
liti, una certa indistinzione delle due citti...per questo chiaramente questo mio errore>> r02.
nel sacro Cantico dei Cantici la sposa di Cristo, cioi la In altre parole, egli era conuin,to di auere bisogno
citti di Dio canta; Date ordine in me alla caritd>>ss. della grazia di Dio e dell'aiuto dellct Spirito Santo, tut-
<<Senza esagerare, si pob affermare che l'insegna- tauia pensaud anche che l'uorruo potesse da sd preparar-
ruento morale di Agostino si basa sulla nozione di or si a questo rinnouamento con la uolonti e la preghiera.
dine. .. le sue piit fondamentali dottrine, per es., l'amo- Questa, peraltro, era un'idea abbastanza comune nella
re, la l.gg., e la virti, partono dalla ruozione centrale di letteratura del tempu' Q1s4ys tol, 'ficonio tct4, Girola-
ordine e ui ritornAno)> too. Secondo Altaner, questa idea ps 105, Ambrosiaster 106, tanto per fare qualcbe esem-
di Agostino certantente risale ad Origens 101; tuttauia, pio A un certo momento, ci infornta nelle Retractatio-
non i semplice discernere se i Origene a dargli l'occa- ps5 107, imbattendosi in 1 Cor 4, 7, Cosa possiedi che
sione di simile riflessione, oppure se Origene uiene a tu non abbia ricevuto?, considereri tutte le azioni buo-
confermare un'idea teorizzata gii nel giouanile De or- ne compiute dall'uotno sia cotfle opera dell'uomo che
dine e nei primi dialoghi. come dono gratuito di Dio.
ll problema si ri.presenteri a proposito dei monaci
e) Ilinizio della fede (Ct 4, 8). La questione del- prouenzali, che distingueuano tra inizio della fede e au-
linizio della fede apre uno spaccato molto interessante mento della stessa, attribuendo linizio all'uomo, I'au-
a riguardo del cammino dell,a saluezza: Agostino stesso mento a Dio. Agostino cosi riassurne il punto di uista di
ci aiuta a ripercctruere il suo itinerario; questi monaci uicini alla dottrina pelagiana: <,Saremo
<<Io non credeuo cbe la fede fctsse preuenuta dalla noi a dare per primi a Dio linizio della fede, affinchd ci
grazia di Dio, in modo cbe per Tnez,zo di essa uenisse sia reso in ricomperusa ancbe l'accrescimento di essa e
concessa a noi ctd cbe c'biediamo utilmente. Mi pareua quarut'altro coru la fede possiamo chiedere>>108.
che non aureTnmo potuto credere se prima non fosse ue-
nuto I'annuncio della ueriti; ma l'acconserutinti dopo la
102 De praed. sanct. ),7 .
1or Cf. De schism. Doruat. 2,20,2.
9e De ciu. Dei L5,22. r04 Cf. Liber regularum 3.
100 R. RusstLL, Irutroduzictne a Sant'Agostino. La citti di 10, Cf. ln Isaiam 1), 49, 4.
Dio,I, Roma 1978, CXXVI. 106 Cf. Cctmm. in Ep. ad Rom.
4,4.
101 Cf. B. Arrarupx, Augu.rtinus und Origenes, in
Kleine pa- t}l 2,I,7.
tristische Schriften, Berlin 1967 , 2)9-241. to8 De praed. sanct. 2,3.

48 49
E nostra conuinzione che, nell'uno e nell'altro ca- persona con la diuiniti, cbe suolge la mediazione, can-
so, il uerso del Cantico (4,8; venies et pertransies ab cella il peccato d'origine e rimette l'uomo in sintonia
initio fidei) abbia contribuito allo suiluppo delle con' con il Padre diuino. Questo i il giorno e l'austro del
uinzioni agostiniane, grazie al riferimento all'rnitium Cantico, cbe i cominciato coru I'incarnazione e che tro-
fidei che diuenta l'occasione per considerare ogni cosa ueri compimento con il giorno eterno.
come dono di Dio, non soltanto l'inizio, rna ancbe il re-
sto del cammino.
6. Un fondamentale senso spirituale: la sequela del
fl Lurimozione delle ombre (Ct 2, 17 e 4, 76). Cbristus bumilis
Agostino non ha suitto un uero e proprio trattato di cri-
stologia: ritorna spesso sul tema e sulla figura di Cristo Il motiuo della sequela del Cristo umile troua
nelle uarie opere, mA non fa un trattato esplicito, conu'i un'espressione particolarmente toccante in un testo di
il caso delDe Trinitate. Il concetto sul quale Agostino timbro altamente personale, nell'esegesi della lauanda
ama riflettere i quello di mediatore: non si sofferma dei piedi. Agostino riflette sulle parole di GesD nel uaru-
tanto sulla sua qualitd ontologica, preferisce pensare al gelo di Giouanni: <Cbi si i lauato non ba bisogno di la-
suo ruolo nell'economia della saluezza. Siccb6, leggendo uarsi se non i piedi; ed i tutto mondo> (Gv 73, 10).
Ct 2, 77 e 4, 76 corne profezia, Agostino tende a pensa- Agostino si domanda: un uomo lauato, cioi battezzato
re cbe la uenuta di Cristo d il giorno clte strappa le om- e quindi del tutto mondo, ba ancora bisogno di una la-
bre ueterotestamentarie, o l'austto, il uento del sud, uanda dei piedi? A che serue una lauanda dei piedi do-
cbe sffia sull'uomo sciogliendo il freddo del peccato e po il battesimo? E risponde: senza dubbio nel battesi-
portando il calore e il profumo della sua presenza. Pos- mo ueniamo interamente lauati, anche i piedi; tuttauia,
siamo spiegare meglio, suiluppando il pensiero alla luce finchd uiuiamo nel mondo, stiamo ancora con i piedi in
di altri passirot' Lgs5[ino sostiene cbe quando si riflet- questo mondo. <Gli affetti umani, di cui non si pud fa-
te sull'incarnazione, non bisogna tanto considerarla un re a meno in questa uita mortale, sono come i piedly tto,
euento necessario per la saluezza dell'uomo, bensi il piD i piedi con cui calpestiamo la terra, e percid si sporcano
conueniente, percltd solo cbi era Dio poteua rimediare e hanno bisogno di essere lauati, al punto cbe ci illude-
alla catastrofe del peccato originale, e solo chi era insie- remrno se ritenessimo di essere immuni dal peccato. Ma
me uomo poteua mostrare all'uomo la uia della saluez- colui cbe sta per noi alla destra del Padre, con la sua in-
za; i percid l'umaniti del Cristo, nell'uniti della sua tercessione quotidiana laua i nostri piedi. Da qui Ago-

10e Cf. Ep. 137 ,2, 6 - 3, 12; De Trin. 7), 10, 1l - 14 14, 18 -
lto In Io. eu. 56,4.
15,19.

j
50 5r
stino passa a parlare di uru altro testo scritturistico cbe i ineuitabile, ma li sporca per amore di
sporcarsi i piedi,
aggiunge un elemento irnportante alla lauanda dei pie- Cristo, e porta lo stesso Cristo nella loro uita: nes-
di, cioi Ct 5, 3. Ijamato bussa alla porta della sua ama- sun'altra strada porta a loro se ruo?t quella che passa at-
ta nella notte: <Aprimi, sorella mia, mia amica, mia co- trauerso la sporcizia del mondo.
lomba, mia perfetta>. Ma l'amata non uuole aprire: <Io E cbiaro lo sfondo esistenziale, che rimanda all'e-
dormo, ma il mio cuore ueglia. Mi sono tctlta la ueste,' sperienza di Agostino, trasferito dall'amata comuniti
come indossarla ancora? Mi sono lauata i piedi; come monastica al ,<furdello episcopnlgrrttz. Il desiderio della
Ancort sporcarli?>. Agostino riflette: I'amante, che sta contemplazione, la ruostalgia della <<parte migliore> di
alla porta della suA amata, i Cristo, il Signore. Iiarnata Maria, i rimasto nel fondo del suo cuore; rna ha anche
i la Chiesa, i il singolo credente, unito al Maestro con irnparato a comprendere e ad antare la concretezza del
un atruore pieno di fede Ma come ci si pud .rporcare i qrtotidiano, fatto di uolti e figure um&ne. Dalla mistica
piedi se si ua incontro a Cristo per aprirgli? E mai pos- dell'ascesa, che aueua gustato nella uisione di Ostia, ba
sibile che la uia cbe porta a Cristo, cbe laud i piedi dei ormai fatta propria la mistica del seruizio. Ed i questa
suoi, possa sporcdre i piedi? profonda intuizione cbe gli prouiene dal Cantico dei
Si tratta di un paradosso che richiama a qualcosa Cantici che uogliamo conserudre come l'approdo piD
di determinante, che i di aiuto a comprendere la dnti' profondo di questo nostro itinerario agostiniano.
sione della uita tra contemplazione e azione. La spasa
che non uuole aprire, perchd gii lauata, soTto le persone AnlaRxoo Grxovnsr,
contemplatiue, che preferiscoruo stare chiuse nella pro-
pria camert e non desiderano altro se non meditare con
profondit,i le ueritd eterne, senza curarsi del mondo
cbe, fuori, ua per la sua strada. Ma ecco che Cristo bus-
sa e dice: <Tu riposi e la portd i chiusa dinanzi A me, tlt
godi nella quiete riseruata a pochi mentre, per il molti-
plicarsi dell'iniquitd, la cariti di molti si rffiedda...
Egli bussd per scuotere dalla loro quiete gli uomini san-
ti dediti alla meditazione, e grida: Aprimi... aprimi e
predicami>> ltt. Certo, chi apre a Cristo e si dedica a un
lauoro apostolico fuori con gli uoruini, deue per forza

tlt In Io. eu.5J,4. n2 Ep. 96.

52 53
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56
IJIDEA GENERALE SUL CANTICO

Pnorpra TMPRoPRTAMENTE DETTo

Il canone completo delle Scritture, al quale di-


ciamo di voler rivolgere la nostra considerazione, si
compone dei seguenti libri: i cinque libri di MosE,
ctod Genesi, Esodo, Leuitico, Numeri, Deuteronomio,
e poi il libro di GesD figlio di I'laue, un libro dei Giu-
dici, un libretto chiamato di Rut, che peraltro sembra
appartenere ai Libri dei Regni, come loro principio.
Vengono poi i quattro Libri dei Regni e i due dei Pa-
ralipomeni, che non vengono dopo di essi ma sono a
loro congiunti e procedono gli uni a fianco degli altri
simultaneamente. Sono libri di storia, che contengono
rndrcazioni temporali colle gate fra loro e insieme la
successione ordinata det fatti. Ci sono poi narrazioni
storiche poste, per cosi dire, in ordine differente, nar-
raziont che non rispettano n6 l'ordine storico n6 si
collegano le une con le altre. Cosi d Giobbe, Tobia,
Ester, Giuditta, e i due Libri dei Maccabei e di Esdra,
i quali piuttosto sembrerebbero proseguire quella sto-
ria ordinata che si protraeva fino at Libri dei Regni e
dei Paralipomeni. Successivamente vengono i Profeti,
tra i quali un libro di Davide, i Salmi, e tre di Salo-

59
mone; r Prouerbi, i Oantico dei Cantici el'Ecclesiaste. voce del pastore. Ascoltiamola! Dicono: Nel Cantico
Difatti gli altri due libri, intitolati l'uno la Sapienza e dei cantici la sposa parla allo sposo, la Chiesa a Cri-
l'altro l'Ecclesiastico, per ulra certa somiglianza yen' sto. Noi conosciamo il Cantico dei cantici: un poema
gono detti di Salomone. E in effetti tradtzione quanto santo, un poema d'amore, di amore santo, di santa
mai costante che li abbia scritti Gesr) figlio di Sirach; cariti, di santa dolcezza. Mi piace veramente ascolta-
tuttavia, siccome sono stati accolti fra i Libri aventi re da quel carme la voce del pastore, la voce dello
autoriti, li si deve annoverare al gruppo dei profetici. sposo amabilissimo. Tra fuori quel che ci trovi.
Restano i Libri di coloro che propriamente si chiama- Ascoltiamo! Dicono:Lasposa rivolge allo sposo que-
no Profeti: un libro per ciascuno di coloro che si chia- ste parole: Riuela a me, o diletto dell'anirnA mia, doue
mano i dodici Profeti, i quali, collegati fra loro (mai siano i tuoi pascoli, doue riposi (Ct t,7).Elui (sempre
infatti hanno avuto esistenza separata), costituiscono secondo loro) risponde Nel mezzodi. Io ti portavo
un unico libro. I nomi di questi Profeti sono i se- delle prove irrefragabili, prove che non ammettevano
guenti: Osea, Gioele, Amos, Abdia, Giona, Michea, interpretaziom differenti, come [ad esempiol: Chiedi
Naum, Abacuc, Sofonia, Aggeo, Zaccaria, Malacbia. d true, e io ti dard in erediti le genti, i confini della ter-
Poi ci sono i Profeti autori di libri pii gran dt: lsaia, ra iru tuo possesso (Sal 2,8); owero: Se rue ricorderan-
Geremia, Daniele, Ezechiele. Con questi quaranta' no e si uolgeraruruo al Signore tutti i confini della terra
quattro libri si chiude l'autoriti canonica del Vecchio $a|2L,28). E tu cosa mi vieni a presentare dal Can-
Testamento. tico dei cantici? Un brano che, probabilmente, tu
(De doctrina cbristiana 2,8, l)) stesso non capisci. Difatti il Cantico E un libro denso
di misteri, che solo pochi, dotati del dono dell'intel-
letto, riescono a peneffate, e che vengono palesati
UN I-tgRo DENSo DI MISTERI soltanto a quei pochi che perseverano nel bussare.
Quanto a te, accetta e conserva con venerazione e ri-
A buon diritto si esige di udire da voi [ciod dai spetto le veriti palesi, per meritarttla comprensione
Donatistil la voce di Cristo, la voce del pastore che le di quelle occulte, poich6... colne pretenderai d'esse-
pecore debbono udire per porsi al suo seguito. Voi re scopritore di verit) nascoste se avrai dtsprezzato
non trovate una risposta, in quanto non avete la voce quelle manifeste?
del pastore. Ascoltatelo e mettetevi al suo seguito! (Sermo 46, )5)
Smettetela con la [vostra] voce da lupi e seguite la
voce del pastore; o, almeno, fateci ascoltare la voce
del pastore. Rispondono: Certo che ve la facciamo
sentire! Bene! Ascoltiamo. Anche da noi risuona la

60 61
Nurnrnp r'uotvto INTERIoRE, peccato si commette se non per concupis cenza per-
CON UN,INTE,RPRETAZIONE SPIRITUALE cid E buona e lodevole la legge che comanda cosi. Ma
quando non aiuta lo Spirito Santo, suscitando al po-
Le parol e: La lettera uccide, lo Spirito di uita (2 sto della concupis cefiza cattiva la concupiscenza buo-
Cor 3, 6) non si devono intendere soltanto come am- na, ossia riversando nei nostri cuori la cadtd, allora
monizione a non prendere in senso letterale cid che E quella legge, per quanto buona, con la sua proibizio-
stato scritto in senso figurato e di cui sarebbe assurdo ne accresce il desiderio del male. Come l'impeto del-
il senso letterale; ma, intuendo il loro significato sim- l'acqua che non cessa di riversarsi in una direzione, se
bolico, cerchiamo di nutrire l'uomo interiore con una viene ostacolato, diventa pii forte e, travolto l'ostaco-
interpret azionespirituale, perch6 la sapienza della car- lo, precipita in basso con maggior massa e violenza.
ne porta alla morte, mentre la sapienza dello Spirito Non so infatti per quale ragione , ma cid che si desi-
porta alla uita e alla pace (Rm 8,6). Ad esempio, se dera, si fa con pii piacere se E vietato. Ed a cosi che il
uno prendesse materialmente molte delle cose che so- peccato mediante il comandamento seduce e uccide,
no state scritte nel Cantico dei cantici, non per gli ef- se al comandamento accede anche la trasgressione,
fetti prodotti dalla luminosa cariti, ma per gh aff.ettr che non c'E dove non c'd la legge.
(De spiritu et littera 4,6)
illeciti di una libidinosa volutti. Non dunque nel solo
modo suddetto sono da intendersi le parole dell'Apo-
stolo: La lettera uccide, lo Spirito di uita, ma anche e
principalmente nel senso in cui dice in un altro passo: UN ou-p To SPIRITUALE, DI PURE, INTELLIGENZE
Non aurei conosciuto la concupiscenzt, se la legge non
auesse detto: Non desiderare (Rm7,7), E poco pir) sot- Davide regnd nella Gerusalemme terrena, ma
to dice: Il peccato, prendendo occasiorue dal comanda- come figlio della Gerusalemme celeste, molto esaltato
mento, mi ha sedotto e per mezzo di esso mi ha dato la per divin a attestazione perch6 i suoi delitti furono
morte (Rm7, 11). Ecco che cosa significa: La lettera cancellati dalla sua grande pieti mediante la salutare
uccide. E certamente quando si dice: Non desiderAre, contrizione del pentimento al punto da essere fra
non si dice qualcosa di figurato da non prendere let- quelli, di cui egli stesso ha detto: Beati coloro cui sono
teralmente, ma d un precetto apertissimo e salutarissi- rimesse le colpe e perdonati i peccati (Sal )1, I). Dopo
mo, adempiendo il quale non si avri pii nessun pec- di lui regnd su tutto il medesimo popolo il figlio Salo-
cato. Ecco perch6 l'Apostolo ha scelto il comanda- mone che comincid a regnare quando il padre era an-
mento: I'lon desiderare a principio generale in cui ab- cora in vita. Egli a buonrinizi fece seguire cattivi ri-
braccia tutto, come se esso fosse la voce della legge sultati. Lo danneggid infatti il successo, che mette in
che tiene lontani da ogni peccato, e di fatto nessun crisi la coscienza dei sapienti, pir) di quanto gli gio-

62 6)
vasse la sapien za ora e per sempre degna di ricordo e Chiesa. Ma questo diletto d awolto di rivestimend al-
allora lodaia in ogni luogo. Si riscontra che anche egli legorici affinch6 sia desiderato con maggiore ardore,
ha profetizzatonei suoi tre libri accolti nell'autenticiti sia scoperto con gioia pir) grande e appaia lo Sposo,
canonica, cio| i Prouerbi,l'Ecclesiaste, rl Cantico dei cui si dice nel Cantico: La giustizia ti ba amato (Ct I,
cantici. Luso ha prevalso, per una certa conformith )), e la Sposa che in esso ascolta: La cariti nella tua te-
nell'espressione, nel far attribuire a Salomone altri ?xerezza(Ct7,6).
due, la Sapienza el'Ecclesiastico, tuttavia i pir) versati (De ciuitate Dei 17 ,20, 1-2)
non dubitano che non siano suoi. Tuttavia soprattut-
to la Chiesa occidentale fin dal principio li ha accolti
come autentici. t...1 Ux urno ASSAI DrF'F-ICTLE DA cAprRE
Per dimosmare che riguardano Cristo e la Chie-
sa contesti simili che si leggono nei tre libri attribuiti Dei libri di Salomone resta datrattare quello che
con certezza a Salomone e che i Giudei ritengono ca- s'intitola Il Cantico dei cantici. Ma del contenuto di
nonici d necessaria una travagliata polemica la quale, questo libro che cosa possiamo qui riportarc? Tutto
se si pone in atto al momento, ci impegna piu del ne- intero infatti esso inculca, con linguaggio figurato che
..rrri'io. Comunque nei Prouerbi si legge che uomini raggiunge altezze profetiche, i santi amori tra Cristo e
disonesti dicono: Nascondiamo ingiustamente nella la Chiesa. Sebbene ci troviamo di fronte a un libro
terra l'uomo giusto, diuoriamolo come I'oltretontba un difficilissimo a comprendersi, tuttavia dalla sua lettu-
essere uiuelte e impadroniamoci della sua ricca pro- ra possiamo con facilith dedurre quanto dobbiamo
prieti (Pru I, l2i-3).Il passo non d tanto oscuro da stimare e desiderarela cariti, virti divina e in noi di-
non potersi applic senza una faticosa analisi al Cri- vinamente infusa.
^fe Dal Cantico dei Cantici. Vi scongiuro, figlie di
sto . allu t,ru pioprieti, la Chiesa. t...1 Chel'Ecclesia-
ste nelconcetto del mangiare e del bere, che spesso ri- Gerusale?nme, per le cdpre e i cerui dei campi a non de-
pete e raccomanda vivamente, non intenda il ban- stare nd scuotere dal sonruo I'amatafinchd lei non uorri
ih.,ro del piacere sensibile,lo dimostra la frase: E ,n,- (Ct 2,7;3,5). Vi scongiuro, figlie di Gerusalemme, per
glio andari in una casa in cui si piange cbe-andare in le energie della terra e le risorse del suolo a non sl)e-
ino roro in cui si gozzouiglia; e poco dopo: ll cuore dei gliare l'amore finchd non lo uoglia (Ct 8, 4).
saggi nella casa in-cui si piange e il cuore degli-stolti nel- Con queste parole la Chiesa, nella quale siamo
la-iata in cui si fa baldoria (Qo 7 , 2.4). t...1 Infine il anche noi, esorta le sue.figli., ciod se stessa, costituita
Cantico dei cantici d un vero e proprio diletto spiri- da moltissime anime. E lei il campo fertilissimo di
tuale di pure intelligen ze rn occasione del connubio Dio, le cui risorse e capacit) sono immense: le hanno
del Re e della Regina della citti, cioE di Cristo e la raggiunte i santi martiri sospinti dall'amore per Cri-

64 65
sto. Egli infatti propone alla sua sposa diletta, pelle-
grina in questo mondo, di tenere altala [fiamma del-
lal cariti. Ma fin dove se non fino al punto che egli LOSCURITA DEL CANTICO. LESERCIZO
delined a parole e incoraggid con l'esempio quando
disse: Nessuno ha un amore piD grande di questo: dare
la uita per i propri amici (Gu L5, B)? Egli compi quan-
to aveva affermato; ma perch6 non si pensi che queste
parole riguardino lui solo, dice Giovanni nella sua let-
tera: Come Cristo diede la uita per noi, cosi ancbe noi
dobbiamo dare la uita per i fratelli (1 Gu ), 16). Q,re- Ux'uspuruENZA DI FEDE E DI AMORE
sto signifi ca: Fin quando uoglia. NASCoSTA DTETRo rioscunrrA DEL TESTo
Si legge nel medesimo Cantico: Stabilite in me la
cariti (2, 4). Quelli che leggono la Scrittura a cuor leggero
E r.-p.. Cristo colui che dice in quel hbro: Bel- vengono tratti in inganno dalle sue molte e svariate
la sei tot, o mia amica, graziosa e adorna come Gerusa- oscuriti e ambiguit), e prendono una cosa per un'al-
lemme (6, 3). tra. In certi passi non riescono a trovare nemmeno la
E altrove: Quanto sei bella e leggiadra nelle tue matefla per false congetture tanta B l'oscuriti con cui
delizie, o mia carissima (7 , 6). alcune cose sono state dette che le si debbono ritene-
E in un altro testo: Ponimi corne un sigillo sopra re coperte da densissime tenebre. Tutto questo non
il tuo cuore, come un sigillo sopra il tuo braccio, perchd dubito che sia awenuto per una disposizione divina,
forte come la morte i I'amore, tenace come gli inferi la affinch6 con la faticafosse domata la superbiaumana
gelosia (8, 6). e l'intelletto fosse sottratto allanota, dal momento che
E dopo un verso Le molte acque non possono il pin deile volte le cose che esso scopre facilmente le
spegnere I'amore nd i fiumi trauolgerlo. Se l'uomo des- considera di poco conto. Mi si risponda, ora, di gra-
se tutte le ricchezze della sua casa in cambio dell'arno- zia, al quesito che pongo. Uno asserisce che nella
re, lo disprezzerebbero come cosa di nessufi ualore (8, Chiesa di Cristo ci sono uomini santi e perfetti, con la
7). $peculum 148-152) cui vita e condotta la Chiesa stessa strappa a tutte le
superstizioni coloro che vengono da lei e con f imita-
zione dei buoni in certo qual modo se li incorpora.
Sono fedeli buoni e veri servi di Dio che, deposti i
gravami secolareschi, sono venuti al santo lavacro del
battesimo e uscendo dal fonte concepiscono ad opera

66 67
dello Spirito Santo e producono i frutti della duplice ni investigate con una certa difficolti, quando le si
cariti, ciod dell'amore di Dio e del prossimo. Mi chie- scopre, cid riesce molto pit gradito. Difatti coloro che
do dunque a questo punto come mai, se uno dice tali non trovano proprio nulla di quello che cercano, sof-
cose in terrnini prosaici, l'ascoltatore provi meno gu- frono la fame; quelli poi che non fanno ricerche per-
sto che se per esprimere le stesse cose gli venga spie- ch6 hanno le cose a portata di mano, spesso si afflo-
gato il Cantico dei Cantici dove alla Chiesa si dice, sciano nella noia; e cosi nell'uno e nell'altro caso bi-
quasi tessendo l'elogio di una bella donna: I tuoi dert- sogna evitare l'illanguidimento. Meravigliosamente
ti come gregge di pecore tosate che risale dal bagno; tut- quindi e salutarmente lo Spirito Santo ha modellato le
te generano figli gemelli e tra di loro nessuna i sterile sante Scritture in modo che con i passi pir) manifesti
(Ct 4,2). Forse che da cid si apprende qualcosa di piu si owiass e al),a f ame [del ricercatore], con i passi pit)
di quando si udivano le stesse cose espresse in parole oscuri se ne dissipasse la noia. Dai passi oscuri infatti
molto sernplici senza il supporto di questa similitudi- non si rrcaya altro - dico per approssimazione - al-
ne? Eppure, non so come, mi fermo a guardare con l'infuori di quello che altrove si mova detto in manie-
maggior gusto i santi (quasi fungano da denti della ra completamente manifesta.
Chiesa) quando li vedo strappare gli uomini ai diver- Prima di tutto dunque ci si deve convertire, me-
si errori e, addolcitala durezza, trasferirli nel corpo di diante il timore di Dio, a conoscere la sua volont) e
lei, dopo averli privati del potere di mordere e resi cosa ci ordini di desiderare o di fuggire. Questo timo-
quindi innocui. So anche riconoscere con grandissi- re deve suscitare in noi il pensiero della nostra morta-
rno godimento nelle pecore tosate, quasi gente che liti e della morte che effettivamente ci attende e, qua-
abbia deposto, come almettanti tosoni, gli appes anti- si inchiodando la nostra carne, configgere al legno
menti secolari e le riconosco menue salgono dal ba- della croce tutti i moti di superbia. In secondo luogo
gno, ciod dal battesimo: tutte pecore che generano dei occorre diventare miti e rispettosi e mai contraddire
gemelli, ciod i due precetti dell'amore, e constato che alle divine Scritture, sia che le si comprenda (com'b
nessuna d sterile nel produrre questo santo frutto. quando esse disapprovano qualche nostro vizio), sia
Come mai io veda con pii gusto la cosa di quan- che non le si comprenda, quasi che noi siamo in gra-
to non mi accadrebbe se non trovassi nei Libri divini do di conoscere o di prescrivere le cose in modo mi-
alcuna similitudine di questo genere, pur essendo gliore. Dobbiamo piuttosto pensare e ritenere che
identica la cosa in se stessa e identica la cognizione, quanto d scritto in esse d superiore e pir) vero - anche
mi rimane difficile dirlo; ed E anche un problema di- se E nascosto - di tutto cid che noi possiamo opinare
verso. Nessuno tuttavia pud porre in dubbio che le da noi stessi.
cose, qualunque siano, si'apprendono pir) volentieri Dopo i due gradini, del timore e della pieti, si
mediante l'uso di similitudini e, se si tratta di questio- giunge al terzo gradino che d quello della scienza.

68 69
t...1 In esso si esercita ogni appassionato della divina
Scrittura, nella quale non vomi trovare nient'altro se
non che occorra amare Dio per se stesso e il prossimo LECCLESIOLOGIA DEL CANTICO
per amore di Dio, e che Dio biso gna amarlo con tut-
to il cuore, con tutta l'anima e con tutta la mente,
mentre il prossimo lo si deve amare come noi stessi
(cf . Mt 22,37 49). Cid significa che l'amore del pros-
simo, come anche quello verso noi stessi, occorre ri-
ferirlo totalmente a Dio. [...] Succede peraltro, e di
necessiti, che in principio uno, volendo addentrarsi UN caxro DI NozzE pER Lo sposo E LA sPosA
nelle Scritture, si senta awiluppato nell'amore di que-
sto secolo, ciod delle cose temporali. In questo caso L)amata di lui, la sposa di lui, la bella di lui, ma
egli necessariamente awerte di essere molto distante resa bella da lui, gi) deforme per i peccati, poi di bel-
da quell'intenso amore di Dio e del prossimo qual B le forme per il perdono ela grazia, non senza ragione
prescritto dalla stessa Scrittura. Bisogna allora che il parla a questo Pastore dei pastori, parla tutta accesa
timore che lo fa pensare al giudizio di Dio e quella di amore per lui e gli dice: Doue uai a pascolare? (Ct 1,
pieti per la quale non pud non credere o non amen- 7).Enotate come e con quale slancio affettuoso qui si
dersi all'autorit) dei Libri santi lo cosmingano a pian' desti l'amore spirituale. Di un tale rasporto dell'ani-
gere su se stesso. In realt) quella scienza che dona la ma godono molto di pin coloro che hanno gii gusta-
buona speranza non rende l'uomo vanitoso ma 1o fa to qualcosa della dolcezza di questo amore. Lo inten-
gemere su se stesso: sentimento con il quale, a mezzo dono bene quanti amano Cristo. In essi stessi e pro-
di frequenti preghiere, ottiene la consolazione del- prio di essi questo infatti canta la Chiesa nel Cantico
l'aiuto divino che lo sottrae al peso della disperazione. dei Cantici; questi amano Cristo in apparenza defor-
Cosi comincia ad essere nel quarto gradino, che d me e incomparabilmente bello. Lo abbiamo ueduto -
quello della fortezza, per il quale si ha fame e sete di dice infatti - e non aueua n,! apparenza nd bellezza (ls
giustrzia (cf . Mt 5,6). Con questo sentimento poi si ti- 5),2).Tale apparve sulla croce, tale si mosrd corona-
ra fuori da ogni mortifero diletto per le cose che pas- to di spine, deforme e senza bellezza, come per aver
sano e, allontanandosi da tale sorta di godimenti, si perduto la potenza, quasi non Figlio di Dio. Tale sem-
volge al gusto delle cose eterne, cioB dell'immutabile brd ai ciechi. t...1 Laccecamento di una parte di
Unit) che i la Trinit). Israele d in atto fino a che saranno enffate tutte le na-
(De doctrina christiana 2,6,7 - 7 , l0) zionr (cf . Rm 1I,25), fino a che saranno radunate nel-
l'ovile le alme pecore. Cosi, perch6 sopraggiunta la ce-

70 7t
citi, vedeste senza belTezza la perf.ezione in s6. Se in- Dimmi, o delizia dell'anima mia. Quelli erano un'ani-
fattil'aveste conosciuto, non avreste mai crocifisso il ma sola e un cuore solo protesi verso Dio (cf. At 4,
Signore della gloria (cf. I Cor2,8). Ma lo faceste per- 32). Dimmi doue uai a pascolare, doue riposi a mezzo-
ch6 non lo avevate conosciuto. Eppure egli che vi tol- giorno. Che distingue 1l mezzogiorno? Un grande ca-
lerd quasi ripugnanti, egli di belle forme, pregd per lore e un grande splendore. Fammi dunque conosce-
vot: Padre - disse - perdona loro perchd nan sdnno re chi sono i tuoi sapienti, i ferventi di spirito e i ri-
quello che fanno (Lc T, 34),Infatti, se d senz abellez- splendenti di dottflna. Fammi conoscere l'opera della
za, cos'd quello che ama costei che dice: Dimmi, o de- tua mano e i saggi della sapienza del cuore (Sal 89, 12).
lizia dell'anirna tnia (Ct I,l)? Cos'E che ama? Cos'd Che io sia una cosa sola con loro nel tuo corpo, che io
quello per cui d accesa, cos'E che tanto le fa temere di sia in comunione con loro, che insieflle a loro io goda
andare vagando lontano da lui? Cos'E che le fa gusta- di te. Dimmi, dunque, dimmi doue t)ax d pascolare, do-
re in lui tante delizie e non prova altrapena oltre quel- ue riposi a mezzogiorno; che io non m'imbatta in colo-
la di trovarsi senza di lui? Quale sarebbe L'attrattiva ro che dicono di te tutt'altro, che ti giudicano diver-
per cui sarebbe amato se non fosse bello? Per aluo, samente; altro credono di te, altro predicano di te; ed
quella come porebbe amare cosi se egli le apparisse hanno greggi loro, e sono i tuoi compagni; perch6 vi-
come ai ciechi persecutori, ma che non sanno quello vono della tua mensa, e fanno uso dei Sacramenti del-
che fanno? Quale lo amd allora? Quale il pin beflo tra la tua mensa. Sono cletti compagni perch6 si accosta-
i figli degli uomini. Tu sei il piD bello dei figli degli uo' no alla mensa gli uni e gli altri, come commensali. Co-
mini, sulle tue labbra i dffisa la grazia (Sal44, -l). Per- me tali, vengono rimproverati nel Salmo: Se infatti mi
cid, con la tua stessa bocca, dimmi, o delizia dell'ani- auesse insultato un mio ruemico, mi sarei nascosto
ma mia. Dimmi - dice - o delizia, non della mia carne, senz'altro da lui, e se quello cbe era stato un ruio au-
ma dell'anima mia. Dimmi doue uai a pascolare, doue uersario mi auesse grauemente offeso, mi nasconderei
riposi a mezzogiorno percbd io non sia come in occulto certamente da lui. Ma tu, ruio compagno, mia guida e
dietro i greggi dei tuoi compagni (Ct 1,7). confiderute, cbe sedeui con piacere con me alla mia men-
Sembra cosa nascosta, e lo d nascosta, perch6 d il sa e nella casa di Dio siamo uissuti concordi (Sal54,B-
segreto del talamo sacro. La sposa stessa dice infatti: 15). Per quale ragione ora contro la casa di Dio e nel-
Mi ha introdotta il re nella sua stanza (Ct L,4). Q.r.- la discordia se non perch6 uscirono da noi, ma non
sto E il segreto di tale stanza. Ma voi che non siete al erano dei nostri? Perci6, o tu cbe sei la delizia dell'a-
di fuori di questa stanza, ascoltate cib che siete e, se nima mia, che io non m'imbatta in compagni tuoi che
amate insieme a quella, parlate in uno con quella; ma sono tali, ma, simili a quelli che furono i compagni di
voi amate con quella, se siete in quella. Parlate tutti, Sansone, venendo meno alla fedelt) verso l'amico, ma
eppure deve parlare una sola, perch6 l'Uniti dice: decisi a corrompere la donna di lui (cf . Gd.c 14). Per-

72 7)
cid, che io non m'imbatta in questi tali e non vada die- seguito a discorsi fuorvianti - come il serpente sedus-
tro di loro, ciod, non m'imbatta in loro come in occul- se Eva con la sua astuzia -, cosi anche la tua coscien-
to, come sconosciuta e misteriosa, invece che situata za sia distolta dalla mia fedelt). Percid, se tale non bai
sul monte. Perci6: Dimmi, o tu cbe sei la delizia del- conosciuto te stessa, esci tu; esci. Dird infatti ad altrr
I'anima mia, doue uai a pascolare, doue riposi a mezzo- Entra ruel gaudio del tuo Signore (Mt 25, 2l'D). A te
giorno; sono i sapienti e i fedeli quelli nei quali trovi non dird: entra, ma: esci; cosi puoi movarti tra quelli
riposo; che non mi capiti d'imbattermi, sconosciuta, che sono usciti da noi. Esci tu. Ma, se non hai cofio-
nei greggi, non nei tuoi, ma dei tuoi compagni; poich6 sciuto te stessa, allora esci. Se invece hai conosciuto te
tu non hai detto a Piero: Pasci le tue pecore, ma: Pa- stessa, entra. Ma se non hai conosciuto, esci tu dietro le
sci le mie pecore (Gu 21,1.5). orme dei greggi, e conduci al pascolo i tuoi capretti pres-
Il buon Pastore, il pin beilo tra i figli degli uomi- so le tende dei pastori. Esci dietro le orme, non del
ni, risponda dunque a costei, all'amata; risponda a lei gregge, ma dei greggi; e conduci al pascolo, non come
che egli ha f.atto la pii bella tra i figli degli uomini. Pietro le mie pecore, ma i tuoi capretti; presso le tende
Ascoltate qual B la sua risposta, rendetevene conto; non del pastore, ma dei pastori; non dell'uniti, ma del
guardatevi da quanto egli minaccia, arnate cid di cui dissenso; non situata li, dov'd un solo gregge e un so-
vi fa awertiti. Allora che risponde? La ricambia sen- lo Pastore. E stata confermata, d stata costituita ,l'a'
za lusingare, ma con amorevole severiti. La riprende mata d stata resa pii forte, disposta a morire per 1o
perch6 sia coerente e a preservarla. Se non hai cono- sposo e a vivere con 1o sposo.
sciuto te stessa - dice - o bellissima tra le donrue (Ct l, Queste le parole che abbiamo richiamato alla
8); infatti, per quanto le altre siano belle per i doni del memoria dai santi Cantici dei Cantici; sono precisa-
tuo sposo, sono eretiche; la loro bellezza non sta nel- mente un canto di nozze per lo sposo e la sposa; sono
f intimo, ma nell'ornamento. Hanno risalto all'ester- infatti nozze spirituali nelle quali dobbiamo vivere
no, superficialmente: si rendono chiare con il nome con grande purez za; perch6 Cristo ha concesso alla
della giustizia; invece: Ogni attrattiua della figlia del re Chiesa nello spirito cid che la madre sua ebbe nel cor-
i interiore (Sal 44,14). Quindi: .le non bai conosciuto po, cosi che d madre e vergine; ebbene, i Donatisti ri-
te stessa come l'unica, perch6 sei diffus a tn mezzo a tengono queste parole assai diversamente, secondo il
tutti i popoli, perch6 sei casta, perch6 non devi la- loro intendere pervertito. E non passerd sotto silenzio
sciarti corrompere dal linguaggio pervertitore dei in qual modo e in breve, con l'aiuto del Signore, per
compagni che hanno malignato. Se non bai conosciuto quanto sard capace, vi fard sapere che cosa si debba
te stessa, in quanto l'Apostolo ti ha sposata a me nel- rispondere loro da parte vosma. Avendo preso f ini-
la veriti quale vergine casta da presentare a Cristo; e ziatrvadi metterli alle strette, con Ia luce dell'uniti
nella veriti ti devi presentare a me ad evrtare che in della Chiesa diffusa su tutta la terca, e poich6 li ab-

74 75
biamo sfidati a mostrarci dalle Soitture qualche pro- mondo. Quel gregge tanto si E moltiplicato da bandi-
va secondo cui Dio annunzid che la Chiesa B quella re di li anche le vane credenze. Tanto per non dire co-
che sarebbe in Africa, come se dovessero andar per- me abbia fatto sparire di li ogni culto idolatrico - che
duti tutti gli altri popoli. Ecco la prova che hanno abi- vi era stato ben radicato - con la forza della crescita.
rualmente sulla bocca; dicono: I-Africa d nel mezzo- Accetto quanto dite, compagni perfidi; accetto in pie-
giorno; poich6 la Chiesa - essi dicono - doman da al no, confermo che l'Africa E nel mezzoglorno e che
Signore dove egli vada a pascolare, dove riposi, egli ri- l'Africa d indicata in quel che B stato detto: Doue sei a
sponde: nel mezzogiorno; quasi che la voce di chi ri- pascolare, doue sei a riposare a mezzogiorno? Ma anche
volge la domanda suoni cosi: Dimmi, o tu che sei la de- voi, parimenti, badate che queste sono ancora parole
lizia dell'anima mia, doue sei a pascolare, doue sei a ri- della sposa, non dello sposo. Fin qui B la sposa a dire:
posare; e una voce come di chi risponde nel mezzo- Dimrui tu, il quale sei la delizia dell'anima mia, doue
giorno (Ct t, 7), ciod in Africa. Se, dunque, d la Chie- sei a pascolari, doue sei riposare d mezzogiorno, percbd
sa colei che interroga, e il Signore, da dove si trova a io ruotn sia came occultata. O sordo, o cieco, se nel mez-
pascolare, risponde: In Africa - perch6 nell'Afric a eta zogiorno riconosci l'Africa, com'd che in occultata
la Chiesa-, chi fa la domanda non era in Africa. Ditn- non riscontri il genere femminile? Dirnmi - dice - t/1,
mi - dice - o tu che sei la delizia dell'anima mia, doue il quale sei la delizia dell'anima mia. Si rivolge indub-
sei a pascolare, doue sei a riposare. Ed egli risponde ad biamente allo sposo quando dice: il quale sei la deli-
una certa Chiesa fuori dell'Africa: Nel mezzogiorno, tn zia. Se, invece, dicesse: Dimmi tu, la quale sei la deli-
Africa riposo, in Africa pascolo; quasi a dire: Non mi zia dell'anima mia, comprenderemlno che d lo sposo
trovo a pascolare in te. Ne segue che se d la Chiesa a parlare alla sposa; cosi, quando ascolti: Dimmi tu,
quella che interroga, cosa che nessuno mette in dub- cie sei la delizia dell'anima rnia, doue sei a pascolare,
bio e che non trova oppositori neppure in loro stessi, doue uai a riposare. A questo punto, aggiungi - fanno
e sentono dire non so che dell'Africa; dunque costei parte di questa frase anche le parole che seguono -
che interroga si trova fuori dell'Africa, e, perch6 d la hel mezzogiorno. Domando doue sei a pascolare a mez'
Chiesa, la Chiesa d anche fuori dell'Africa. zogiorno percbd io non sia corne occultata dietro i greg-
Ecco, accetto ila teoria per la quale] 1l mezzo- gi dei tuoi compagni. Ascolto benissimo, accetto cid
giorno indica l'Africa, quantunque sotto il sole del ih. t, intendi dell'Africa; essa corrisponde al mezzo-
mezzogiorno, pii che l'Africa, si trova l'Egitto. Ma giorno. Ma la Chiesa di Cristo, quella d'oltremare' co-
quanti conoscono quel luogo sanno come il Signore me intendi, si rivolge al suo Sposo nel timore d'im-
sia pastore in Egitto; coloro che non sanno ricerchino battersi nell'errore africano. O tu che sei la delizia del-
quale nurneroso gregge vi raduni, che moltitudine an- l'anima mia, dirnmi, tstruiscimi. Sento dire infatti che
noveri di santi e di sante che drsprezzano affatto il nel mezzogiorno, ciob in Africa le parti sono due, an-

77
l6
zi, che le scissioni sono molte. Percid,dimmi doue sei Nei salmi la dom anda d posta sulle labbra di Mosd,
a pascolare, quali sono le pecore che li appartengono servo di Dio: Fammi riconoscere la tua destra e gli uo-
a te, quale ovile vuoi che io li preferisca, entro il qua- mini istruiti di cuore nella tua sapienza (Sal 89, l2).
le devo vivere in comun e. Perchd io non sia come oc- Con il termine mezzogiorno le Scritture indicano
cultata. Si burlano infatti come di una che si nascon- l'immensa luce della saptenza e il grande ardore della
da, hanno offese come per una depravata, come di chi cariti. Percid, quando lo Spirito di Dio esorta qual-
non abbia dimora altrove. Percbd io come occultata, cuno, pet mezzo del profeta, a farc buone opere, gli
come nascostA, non sia dietro ai greggi, ciod dietro i promette: E le tue tenebre brilleranno come mezzo-
raggruppamenti degli eretici, dei tuoi compagni: dei giorno (/s 58, 10). Ma quand'anche per mezzo.giorno si
Donatisti, dei Massimianisti, dei Rogatisti e delle altre dor.s. intendere una localit) della terta, le parole
pesti che si raccolgono fuori [della Chiesa] e, per que- stesse che formano, come ho detto, un'unica doman-
sto, dispersi; ti prego, dimmi se vi moverd il mio pa- da, non consentirebbero assolutamente ad alcuno di
store, per non finire nel gorgo di un nuovo battesimo. piegare questa frase in favore della propria opinione.
Vi esorto, vi scongiuro, per la santiti di tali nozze, E r. u chi chiede dove va a pascolare, dove va a ripo-
amate questa Chiesa, perseverate in tale Chiesa, siate
tale Chiesa; amate il Pastore buono, l'uomo cosi bel-
1o, che non inganna alcuno, che desidera che nessuno ragone con il Salmo 89, !2: Fammi riconoscere la tua destra e gli
uimini istruiti di cuore nellatua sapienza. Nel Cantico, infatti, vie-
perisca. Pregate anche per le pecore disperse: venga-
ne usata la parola meridies, a causa della grande luce di sapienza e
no anch'esse, riconoscano anch'esse, amino anch'es- del forte ardore di cariti. Percid, quando lo Spirito di Dio esorta
se, perch6 si faccia un solo gregge e un solo pastore. qualcuno alle opere buone per mezzo del profeta, gli-promette
(Sermo 1f^8,6-L0) q.r.rto' E le tue-tenebre brilleranno come mezzogiorno [/s 58, 10].
il{u ,. anche con la parola meridies bisognasse intendere un qual-
che luogo del mondo, tuttavia la parola del Cantico assolutamen-
te non consentirebbe una lettura come quella dei Donatistr: il mez-
LnanpxsA LUCE DELLA sApTENZA Zogiorno non va necessariamente inteso come l'Africa. LAfrica sta
E IL GRANDE ARDORE DELLA CARITA 1 si al sud, ma c'i qualcosa che sta ancora pin d sud, uerso l'austro,
li dove d il vero sud. Pertanto, se laveru Chiesa sta al sud, si 6o-
veranno maggiormente casi di vera e intensa fede in Egitto, nel de-
Possiamo anche intendere diversamente: Doue serto. Nonosiante questo discorso f.accianascere qualche perples-
uai a pascolare, doue uai a riposare nel mezzogiorno. sit) sulle idee geografiche di Agostino, teologicamente parlando il
senso E chiaro: ,.itrno pud pretendere di incarnare la vera Chie-
sa, pretendendo di difendere a tutti i costi una tesi improbabile.
1 Dopo f interpretazione vista immediatamente
sopra c'd Dui sono gli inviti rivolti ai Donatisti: indaghino le Scritture 116,
una seconda interpretazione del passo del Cantico L,7: Doue uai +2); t secondo: desistano dal cercare cid cbe noru potrafino trouare,
a pascolare, doue uai a riposare a mezzogiorno?, che nasce dal pa- non perchd i nascosto, ma perchd non esiste 116,43).

78 79
sare, gli si risponde: nel mezzogiorno, non si deve pen- sull'aia. Coloro che ascoltano saggiamente le cose che
sare subito all'Africa. Si, l'Africa si trova nella parte vi vengo dicendo si comportano proprio cosi. E tutti
meridionale del mondo, ma verso l'Africo, non verso li vedono andare in chiesa, tornare dalla chiesa, ascol-
l'Austro, dove d veramentemezzogiorno, perch6 E qui tare il sermone, udire la lettura, procurarsi il libro,
che il sole dimezza i giorno; ma sotto quesra regione aprirlo e leggerlo. Sono,.queste, cose che, mentre si
del cielo si trova piuttosto l'Egitto. Ora, se lo Sposo, fanno, tutti le vedono. E la formica che stentando
interrogato dalla Sposa sul luogo a lei piir caro e pir) compie il suo viaggio, caflca del granello che imma-
familiare e sul suo segreto ritiro, le rispondesse che si gazzina sotto gli occhi dei curiosi. Ad un certo mo-
trova nel mezzogiorno, rnolto probabilmente la Chie- mento viene I'inverno (e per chi non viene?) : capita
sa cattolica 1o vedrebbe nei suoi membri che vivono un rovescio di fortuna o la perdita di una pers ana ca-
in Egitto, ciod nelle migliaia di servi di Dio che vivo- ra.La gente ha forse compassione del malcapitato e lo
no nel deserto in santa societi, impegnati ad osserva- compiange. Non sa infatti che cosa abbia quella for-
re la perfezione del precetto evangelic o: Vuoi essere mica nel suo intimo per numirsi. Diranno allora gli
perfetto? Va', uendi quanto bai, dallo ai poueri e aurai estranei: <Che disgraziato quel tale cui d capitato que-
uru tesoro nei cteli, e poi uieni e seguimi (Mt 79,2L). sto! Poveretto l'altro cui d successo quest'altro! Come
[....1 Scrutino percid [i Donatisti] le Scrimure e vuoi che si faccia coraggio? Come d ridotto!>. Chi
contro un si gran numero di testimonianze che rivela- parla cosi si misura su se stesso; lo compatisce pen-
no la Chiesa di Cristo diffusa in tutta laterca,ne porri- sando alle sue forze, e proprio per questo sbaglia: per-
no almeno una, anch'essa chiaru ed evidente, per di- ch6, ciod, vuole applicare a uno che non conosce la
mostrare che la Chiesa di Cristo E scomparsa da rutre misura con cui valuta se stesso. Lo vedi danneggiato,
le nazioni ed d rimasta solo in Afuica, come per riparti- umiliato, o colpito cla una perdita: che cosa ne coll-
re, non da Gerusalemme , ma da Catagine, dove per la cluderai? <<Costui ha fatto certamente del male, e per
prima volta elevarono un vescovo contro un vescovo. questo gli d andata cosi...>. Sia questo il pensiero,
(Epistula ad Catholicos de secta Donatistarum L6,41-42) questo il sentimento dei miei nen-rici! Th sei all'oscti-
ro di tutto, o uomot Anzi, tu sei un nemico di te stes-
so, tu che durante l'estate non ti preoccupi di racco-
La ronvtl(,A DI DIo gliere cid che costui ha raccolto. Ora nel suo intirno la
formica si nutre delle fatiche dell'estate; e tu potevi
Osserva la formica di Dio I Si alza al matrino, vederla nlentre raccoglieva, anche se non puoi veder-
come alla Chiesa di Dio, prega, ascolta la lettt-rra, can- \a oramentre si nutre. Tutte queste cose, o fratelli, per
ta inni, medita su cid che ha udito, lo ripensa dentro quanto Dic ci ha dato, p.. qr'rr.rto si B degnato di sug-
di s6, ripone nel suo intimo il grano che ha raccoho gerire e ispirare alla nostra debolezza e alla nostra
80 81
u
umilta, e per quanto abbiamo potuto ricevere nelle dari dunque ai buoni? Che cosa di particolare dafi ai
nostre limitate capacitd, abbiamo dette per spiegarvi giusti? Illumini il suo uolto su di noi (5a166,2). Tu che
perch6 Dio conceda i beni materiali ai buoni e ai mal- fai splendere il volto del sole sui buoni e sui malvagi
vagi, e perch6 li tolga tanto ai buoni che ai malvagi. fa' risplendere il tuo volto su di noi. La luce del sole
Se, quindi, te li ha datr,non insuperbirti; se te li toglie, la vedono, insieme agli animali, tanto i buoni quanto
non disperarti. Temi che te li tolga quando sei fra i i cattivi; ma.., beati i puri di cuore, perch6 vedranno
buoni? Pensa che li pud togliere anche a chi d cattivo. Dio! Illuruini il suo uolto su di noi.Due sono le inter-
E meglio per te che tu perda da buono i beni avuti da pretazioni; e tutte e due dobbiamo riferire. Illumina,
Dio, ma conservi Dio stesso. Cosi anche al cattivo dice, il tuo volto su di noi; ciod, mostraci il tuo volto.
vorremmo rivolgere la nostra esortazione. Tu hai sof- Non B che Dio illumini il suo volto solo a sprazzi, co-
ferto un danno o una perdita (e chi non ne subisce?). me se talvolta fosse senza luce; ma illuminalo su di
Ti ha colpito una sciagura o una calamiti impensata noi, ciod, fa' si che quanto ci era nascosto diven ga ma-
(di cid d pieno il mondo, e gli esempi abbondano ogni nifesto, e cid che esisteya ma per noi era celato, ci sia
giorno). Ebbene, io ti parlo mentre siamo d'estate, rivelato, cioE appaia in piena luce. Potrebbe anche si-
mentre c'B tanto grano da raccogliere. Guarda la for- gnificare: <Illumina su di noi la tua immagine>>. Come
mica, o pigro! Raccogli d'estate finch6 puoi; l'inverno se dicesse: Illumina il tuo volto che d in noi. Hai im-
non ti permetteri pii di raccogliere, potrai soltanto presso in noi il tuo volto: ci hai fatti a tua immagine e
mangiare ci6 che avrai raccolto. Quanti si trovano in somiglianza, hai fatto di noi come delle tue monere.
tribolazioni tali che loro non permettono n6 di legge- La tua immagine non deve perd restare nelle tenebre;
re n6 di ascoltarc; anzi, nemmeno si lasciano entrare invia un raggio della tua sapienza, che dissipi le nosme
da loro quei tali che potrebbero consolarlil La formi- tenebre si che rifulga in noi la tua immagine. Fa' che
ca E tappata nell.a sua buca: constateri se d'estate ha noi ci riconosciamo tua immagine e ascoltiamo quan-
raccolto qualcosa a cui attingere d'inverno. to d detto nel Cantico dei Cantici: .le non aurni cono-
Ecco perd che Dio ci di la sua benedizione. Ma sciuto te stessa, o bella tra le donne (Ct t, 8). E detto
perch6 ci benedice? Quale benedizione chiede questa alla Chiesa: .le non aurAi conosciuto te stessa. Che si-
,ro.. esclaman do: Ci benedica Dio (Sal 66,2)? Chiede gnificano queste parole? Se non avrai conosciuto che
la benedizione che egli riserva ai suoi arnici, quella sei fatta a immagine di Dio. O preziosa anima cristia-
che di soltanto ai buoni. Non desiderare, quasi fosse frl, riscattata dal sangue dell'Agnello immacolaro,
una gran cosa, cid che ricevono anche i malvagi. Per- renditi conto di quanto vali!
ch6 d buono, Dio concede anche questi doni: lui che (Enarratio in psalmuru 66,3-4)
fa sorgere il suo sole sui buoni e sui cattivi, e fa pio-
vere sui giusti e sugli ingiusti. Che cosa di particolare

82 8)
il
Essrnp, sANTi rRA i.E DII-FIcoLTA DELLA vITA bandona i veri cristiani. E ricominciano, questi talt, a
odiare i cristiani e a parlarne male; e si sfogano in aci-
C'd della gente che, quando loda lavrta monasti- de invettive. <<Come sono i cristiani! Quali sono! Ava-
ca, la loda in una maniera cosi esagetata da passare ri, usurai. Riempiono le chiese nei giorni di festa e poi,
sotto silenzio i mali che pur vi sono frammisti e, quan- quando ci sono i giochi o gli spettacoli, affollano itea-
do la biasima, la biasima con un animo cosi astioso e tri e gli anftteatri. Ubriaconi, mangioni, invidiosi, De-
perfido da chiudere gli occhi sul bene che vi cono- mici l'uno dell'altro>. Ci sono di questi, d vero, ma
scono e ingigantire i mali che ci sono o che credono non sono tutti cosi. Questo criticone tace i buoni, per-
esserci. Ne segue che chi li ascolta, ingannato dai loro ch6 ha l'animo accecato; come l'altro, iI panegirista,
discorsi, o rifiuta di abbracciare quella vita pii santa incautamente aveva taciuto i cattivi. Ma la Chiesa di
oppure 1'abbraccia con roppa facilonerra.E si spiega: Dio ai nostri giorni dev'essere lodata come la lodano
qualsiasi genere di vita, se elogiato malamente (cioB le sacre Scritture. Come ciod vi riferivo poco fa: Un gi-
senza criterio), appunto perch6 elogiato attira la gen- glio iru mezzo alle spine, ecco com'i la mia diletta in
te, ma ecco che, una volta entrati, quei che venivano mezzo alle figlie (Ct 2,2). Chiunque ode quesre paro-
al monastero vi trovano persone tali quali non pensa- le, ci riflette sopra. Gli piace il giglio: entra e, pur di
vano dovessero esserci. Disgustati per i cattivi, ab- tenersi stretto al giglio, sopporta le [punture delle]
bandonano anche i buoni. Fratelli, rapportate la vrta spine. Chi opera cosi meriteri d'essere lodato e ba-
dei monasteri alla vostra propria vita, e ascoltateci in ciato dallo sposo, il quale dice: Come un giglio in mez-
modo da conseguire la vrta. Parlando in generale, la zo alle spine, cosi la mia diletta in rnezzo alle figlie. Lo
Chiesa di Dio riscuote non poche lodi. Grandi uomi- stesso vale per i chierici. I loro ammiratori si fermano
ni, questi cristiani! E solo loro cristiani. Grande d la a guardare i buoni minismi di Cristo, i fedeli dispen-
Chiesa caffolica! Essi, tutti quanti, si amano tra loro; satori dei divini misteri: li vedono tolleranti con tutti,
si distribuiscono fra loro gli averi secondo che posso- dediti senza riserve al bene di coloro che vogliono
no; attendono alla preghiera, al digiuno, a cantare in- condurre a perfezione, gente che non cerca il proprio
ni su tutta la superficie della terra; lodano Dio con interesse ma quello di Gesi Cristo. Lodando i loro
unanime sentimento di pace. Ascolta questi discorsi meriti, dimenticano che anche fra loro ci sono dei cat-
uno che non sa niente della mescolanza di bene e di tivi. All'altro esmemo ci sono i malevoli contro i chie-
male che c'd in seno alla Chiesa (perch6 nulla gli d sta- rici, Ccrstoro ne biasimanol'avarizia,le trappole, le li-
to detto) ; attratto dagli elogi dei cristiani, si fa cristia- ti. Dicono ai quattro venti che essi sono avidi dei be-
no; ma ecco che appena venuto, vi trova della gente ni altrui, beoni, insaziabii. Tr-r sei maligno nel vitupe-
cattrva, della quale, prima che si convertisse, non gli tare; tu all'opposto sei sconsiderato nell'elogiare. Tu
era stato detto nulla. Disgustato dei falsi cristiani, ab- che li lodi di' che tra loro ci sono anche dei cattivi; tu

84 8'
t
che li screditi, nota come fra loro ci sono anche dei sopportarle, se piace la convivenza con i buoni. A un
buoni. E la stessa cosa d da dirsi ancora a proposito uomo del genere direbbe la Scrittura: Guai a coloro
dei fratelli che professano la vita comune nel mona- cbe perdono la pazienza! (Sir 2, 14). Cid che E peggio
stero. Grandi uomini dawero, santi uomini! Sempre poi d che il maldicente vomita su altri rllezzo del suo
tra gli inni, nelle preghiere, nelle lodi di Dio! Vivono sdegno e dicendo che lui, pur essendo enuato, non d
di questo. Non fanno che leggere, e per rimediare il stato capace di perseverare, dissuade quelli che vor-
sostentamento si dinno al lavoro manuale. Non chie- rebbero entrare. <<Come sono quelli li dentro? Invi-
dono nulla per avarizia e di quello che vien loro do- diosi, attaccabrighe, intolleranti, avari. Quello vi ha
nato dai devoti si servono con parsimonia e caritd. combinato una cosa, e questo un'altra>>. O cattivo,
Nessuno pretende cose che il fratello non abbia. Tut- perch6 non dici niente dei buoni? Ingrandisci le col-
ti si amano e si sorreggono a vicenda. Loda, loda! Ec- pe di coloro che tu non riuscisti a sopportare, e taci di
coti perd uno che non sappia come in realt) vadano le coloro che hanno sopportatola tua cattiveria?
cose li denffo: uno che non si renda conto come an- (Enarratio in psalmum 99,12)
che nel porto le navi si urtano l'una l'altra quando en-
ma quel certo vento. Egli entra, sperando di trovarvi
la pace, sperando di non aver pir) nessuno da soppor- Uxa Cnrssa Dr sANTr E, Dr Grusrr?
tare. Entrato, vi trova dei fratelli cattivi: quei cattivi
che certo non ci sarebbero se nessuno ve li avesse in- Quanto troviamo scritto nel Cantico dei Cantici
trodotti (d perd una necessitd che per un po' di tem- in questi termini: Giardino cbiuso tu sei, sorella mia
po li si tolleri per vedere se siano dawero incorreggi- sposa, fontana sigillata, pozzo d'acqua uiua, paradiso
bili: non li si pu6 infatti cacciar via con tranquilliti se con frutti dei suoi alberi (Ct 4, l2-l).15), io non oso
prima non li si d tollerati). Deluso, l'aspirante diviene pensarlo se non nei santi e nei giusti; e non certo negli
talmente imequieto da essere insopportabile. <Chi mi avari, negli ingannatori, nei rapaci, negli usurai, negli
ci ha chiamato qui dentro? Io pensavo che qui ci fos- ubriachi e nei gelosi, che pure avevano il battesimo in
se la cariti>>. Irritato per il cattivo comportamento di comune con i giusti, ma sefiza avere in comunela ca-
pochi, non persevera nell'adempimento dei suoi im- riti: lo impariamo con grande eloquenza dagli scritti
pegni; diserta dal santo genere di vita intrapreso e si di Cipriano e lo insegniamo. Mi si dica, tn eff.ettt, co-
rende responsabile di trasgressione del voto. Una vol- me si sono introdotti nel giardino chiuso e nella fonta-
ta uscito dal monastero, si rasforma poi in criticone na sigillata, quelli che rinunciavano al mondo solo a
maldicente. Non racconta se non le cose che egli af- parole e non a fatti e che, come attesta Cipriano, sta-
ferma di non aver, quasi, potuto sopportare. Sono tal- vano dentro? Se anch'essi, infatti, sono dentro, anche
volta colpe reali ma anche Ie colpe dei cattivi occorre essi sono Sposa di Cristo. Ma d proprio questa,la Spo-

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il
sa senza macchia e senza ruga, e la bella colomba d diventare idonei a ricevere il cibo degli spirituali, si
forse deturpata da questa porzione dei suoi membri? nutrono del latte dei santi misteri, evitano, per timore
Oppure queste sono le spine, tra le quali essa si eleva di Dio, quei comportamenti che il giudizio comune ri-
come un giglio, come si dice nel Canti co (Ct 2,2)? In- tiene corrotti, e stanno molto attenti ad essere sempre
tanto essa d giglio in quanto d giardino cbiuso e fonta- meno attrattt dai piaceri terreni e temporali; e dopo
na sigillata: naturalmente in quei giusti che sono Giu- aver cercato con cura la regola della fede, la osservano
dei nell'intimo per la circoncisione del cuore - tutta la con grande fermezza; e se in qualche punto se ne al-
bellezza della figlia del re, iffitti, i dentro (Sal 44, 14) -, lontanano, l'autoriti cattolica li corregge immediata-
e che formano il numero definito di santi, predestina- mente, anche se nei loro discorsi, a causa della sensi-
to prima della ueazione del mondo. La moltitudine bi[A de[a carne, fluffuano ancora vari incontri di fan-
delle spine invece, formata dagli scismi nascosti e pa- tasmi. Vi sono alcuni, in questo numero, che vivono
lesi, risiede fuori, in sovrannumero. Sta scritto infatti: ancora nelf iniquiti o giacciono nelle eresie e nelle su-
Lho annunciato e I'ho proclamatct: si sot'to moltiplicati perstizioni dei Gentili; e tuttavia anche ma essi il Si-
in sourannumero (Sal 39,6). Ora, questo numero dei gnore sa cbi sono i suoi.In effetti, nella ineffabile pre-
giusti, che Dio ha chiamati secondo il suo disegno, e scienza di Dio, molti, che sembrano fuori, sono den-
dei quali d stato detto: Il Signore sa chi sono i suoi (2 tro, e molti, che sembrano dentro, sono fuori. Ora, d
Tru 2,19), e esso z/ giardino chiuso, la fontana sigillata, di tutti questi che stanno nella Chiesa, diciamo cosi,
il pozzo d'acqua uiua, il paradiso con frutti dei propri al- nel loro intimo e in segreto, che d formato il giardino
beri. E di questo numero, alcuni vivono la vita dello chiuso, la fontana sigillata, il pozzo d'acqua uiua, il pa-
Spirito e percorrono la via sovraeminente della cariti radiso coi frutti dei propri alberi. Questi, dei doni con-
e, rrrentre istruiscono con spirito di dolcezza un uomo cessi loro da Dio, una parte ne hanno in esclusiva, co-
sorpreso nella colpa, stanno attenti a non cadere essi me l'instancabile cariti nel presente e la vita eterna in
stessi nella tentazione; e se per caso anche essi vengo- futuro, e una parte ne hanno in comune con i cattivi e
no sorpresi, in loro il sentimento della cariti si attenua i perversi, come tutti gli almi doni, tra i quali i sacro-
un poco, ma non si estingue; anzi, rawivandosi e in- santi misteri.
fiammandosi di nuovo, riprende l'antico ritmo. Sanno (De Baptismo 5,27 , )8)
infatti dire: La mia aruima si i addormentata ruel disgu-
sto: fortificami nelle tue parole (Sal 18,25). E quando
hanno qualche idea discorde, poich6 perseverano nel- UNA, CATToLICA, MADRE DI SANTI
l'ardore della carltd e non rompono il vincolo della pa-
ce, Dio li illumineri. Alcuni poi, ancora carnali e na- La superbia cred la diversiti delle lingue, l'u-
turali, si impegnano con forza nei loro progressi e, per milti di Cristo le ha raccolte in uniti. La Chiesa riu-
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nisce cid che la torre disgregd. Da una sola lingua se si riferiscono a te. Allora aspettate prima d'interro-
ne produssero molte: non ti meravigliare, E la super- garmi; prima dimostratemi se queste parole si riferi-
bia che ha fatto questo. Di molte lingue se ne fa una scono a me, ho fretta di saperlo. Essi affermano: Cer-
sola: non ti meravigliare, E la cariti che fa questo. tamente, si riferiscono a te. Ed io confermo, facendo
Bench6 infatti siano diversi i suoni delle lingue, E un miala voce della Chiesa cattolica; si, d a me che si ri-
solo Dio che viene invocato nel cuore, d una sola pa- feriscono. Fratelli, sono certo che questa affetmazio-
ce che viene custodita. In quale modo, o cristiani, 1o ne che avete udito sulla mia bocc a troya piena riso-
Spirito Santo, volendo designare l'uniti, avrebbe do- nanza nei vosri cuori, e percid in coro abbiamo ripe-
vuto manifestarsi se non sotto forma di colomba, af- tuto cid che d stato detto alla Chiesa cattolica Unica
finch6 si potesse dire della Chiesa pacificata: Una so- i la mia colomba, l'unica di sua madre. Ma l'obiettan-
la i la mia colomba (Ct 6,9)? Sotto quale altra forma te tncalza: Non pud esserci baftesimo fuori dell'unica
poteva manifestarsi l'umilt), se non come uccello colomba, e siccome io sono stato battezzato fuori del-
semplice e gemente? Non poteva certo manifestarsi l'unica colomba, io non ho il battesimo; e se non ho il
sotto forma di uccello superbo e presuntuoso come il battesimo, perch6 non me lo dai quando vengo ate} z.
corvo.
Frobabilmente diranno [i Donatisti]: Poich6 c'd
la colomba, e una sola colomba, non pud esservi bat- 2I Donatisti obiettano, con un sottile sillogismo: tu, cattoli-
tesimo fuori di quest'unica colomba; ebbene, se la co- di far parte dell'unica colomba, ciod della Chie-
co, hai la pretesa
lomba E presso di te, o se tu sei la colomba, quando sa cattolica. Ammettiamo che essa sia veramente l'unica colomba:
vengo da te dammi cid che io non ho. Sapete che que- pertanto, io che sono stato battezzato al di fuori dell'unica co-
sti sono i loro argomenti: ora potrete rendervi conto lomba non ho il battesimo. Ma allora perch6 non mi battezzate,
quando mi awicino a voi? Agostino impugna la questione, po-
come la loro voce non sia quella della colomba, fla nendo come punto di partenza il fatto che le parole del Cantico:
quella del corvo. La vostra Caitd, presti un po' d'at- Unica i la mia colomba, unica i per sua madre, si riferiscono alla
tenzione; state in guardia contro le insidie; anzi aprite Chiesa cattolica. Il principio da tener presente a piuttosto un al-
gli occhi e raccogliete le parole degli awersari per ri- mo: sia tra i cattolici che ua i'donatisti ci sono buoni e cattivi, san-
ti ed empi, onesti ed imbroglioni. Si ha un bel dire che tra i Do-
batterle, non per trangugiarle e assimilarle. Fate come natisti non ci sono che santi. Ora, che uno abbia ricevuto il batte-
il Signore che quando gli offrirono l'amarubevanda, simo da un giusto o da un ingiusto, poco cambia, perch6 B Cristo
la gustd e non volle berne (cf. Mt 27 , )4); cosi anche chebattezza. Il Battesimo non va ripetuto, perch6 non si ha mo-
voi, ascoltate le loro parole e respingetele. Vediamo tivo di dubitare dell'intervento di Cristo; quanto poi alla coeren-
za divita, Agostino sinteticamente Io esprime nel trattato seguen-
cosa dicono. Dicono La colomba sei tu, o Chiesa cat-
te: Il frutto sta tutto nell'amore, senza il quale |uomo i niente, qua-
tolica, a te d stato detto: Unica i la mia colomba, l'u- lunque altra cosa posseggd. In nessun modo possono dire di duere
nica di sua madre (Ct 6,9); certamente queste parole l'amore coloro cbe diuidono I'uniti (7,3).

90 9r
Sono io adesso che ti pongo una domanda. In- ranti; che non ci sono adulteri, usurai, frodatori, sper-
tanto mettiamo al sicuro che le parole: Unica i la mia giuri, ubriaconi. Lo dicano pure: io non tengo conto
colomba, unica i per sua madre, si riferiscono alla delle loro parole, ma dei loro cuori. Noi li conoscia-
Chiesa cattolica; e poi chiediamoci se queste parole si mo, anche voi li conoscete, e tra essi si conoscono, co-
riferiscono a me o a te, o ad altri. Ecco cid che mi pre- si corne voi, nella Chiesa caffolica, vi conoscete a vi-
me di sapere. Se la colomba d semplice, innocente, cenda e anch'essi vi conoscono; non intendiamo ac-
senza fiele, pacifica nei suoi baci, priva d'artigli cru- cusarli, ma loro siano meno presuntuosi. Noi confes-
deli; voglio sapere se possono essere membra di que- siamo che nella Chiesa ci sono buoni e cattivi, come
sta colomba gli avart, i rapaci, i bugiardi, gli ubriaco- nell'aia c'B il grano e la paglia. Uno pud venirbattez-
ni, i facinorosi. Tu mi rispondi che assolutamente no. zato dal grano ed esser paglta; un altro d battezzato
E invero, o fratelli, chi oserebbe sostenerlo? Per non dalla pagha ed d grano. Che se il battesimo ammini-
dire d'altri, limitandomi arbriganti, direi che se mai strato dal grano fosse valido, e il battesimo ammini-
sono membra di uno sparviero, non certo di una co- strato dalla p.aglia non fosse valido, sarebbe falsal'af-
lomba. I falchi sono rapac1 gli sparvieri sono rupaci, fernazione: E lui quello che battezza (Gu 1,3)). Se in-
i corvi sono rapaci! ma le colombe non sono tapaci, vece d vero che D lui quello cbe battezza, i, battesimo
n6 dilaniano; dunque i ladri non sono membra della dato da un ministro indegno d valido, ebattezza allo
colomba. Ci sari ben stato presso di voi almeno un stesso modo della colomba. Il ministro indegno non
ladro. Perch6 dunque rimane valido il battesimo da- B certo la colomha,nd faparte delle membra della co-
to non dalla colomba ma dallo sparviero? Perch6 lomba; e questo vale tanto per la Chies a cattoltca
presso di voi non si nbattezza chi d stato battezzato quanto per loro, se sostengono che la loro chiesa si
da un ladro, da un adultero, o da un ubriaco o da un identitica con la colomba. Che cosa dobbiamo con-
avaro? Forse che tutti costoro sono membra della co- cludere, o fratelli? E evidente e noto a tutti, anche se
lomba? A tal punto oltraggtate la vostra colomba, da non vogliono convincersene, che tanto da loro come
procurarle membra di awoltoi? Cosa dobbiamo dire da noi non si deve ripetere il battesimo conferito da
allora, o fratelli? Nella Chiesa cattolica ci sono buoni un ministro indegno. La colomba non battezza dopo
e cattivi, ma presso quelli soltanto cattivi. In seguito il corvo; perch6, allora, il corvo vuole battezzare do-
si vedri se parlo cosi solo per animositi. Essi dovran- po la colomba?
no, quanto meno, riconoscere che anche tra loro ci (ln lohanruis euangelium tractatu.s 6, 10-12)
sono buoni e cattivi; perch6 se dicessero che ci sono
soltanto buoni, si affidino pure ad essi i loro seguaci,
io non ho niente in contrario. Hanno un bel dire che
tra loro non ci sono che santi, giusti, casti e tempe-

92 93
I

A]
Barrpsurao vISIBILE E GRAZIA INVISIBILE graziainvisibile. Sia buoni che cattivi possono immer-
gere nell'acqua, ma Tavare la coscienza 1o pud solo
Tu dici: Rispondi! Come possono battezzarc Lui, che d sempre buono. Pertanto, anche quelli che
quelli che la Chiesa ha condannato? Dunque, E ormai Cristo ha condannato - senza che la Chiesa lo sappia
il caso di allontanarci dalle parole di Petiliano, perch6 - per la loro coscienza cattiva e peccaminosa, non ap-
quando diceva: <E la coscienza di chi di santamente partengono pii al corpo di Cristo, che d la Chiesa,
il battesimo che bisogna considerare per vedere se pu- perch6 Cristo non pud avere membra dannate. An-
rtftcala coscienza di chi riceve>>, io ho domandato chi ch'essi, a\lora,battezzano fuori dalla Chiesa. Non sia
purifica la coscienza delbattezzato, dal momento che mai che tutti questi mostri vengano annovetati tra i
quella del battezzatore B sporca senza saperlo; non ho membri di quell'unica colomba (cf. Ct 6,9), non sia
ricevuto risposta. Infatti, tanto d contrario alla veriti mai che possano oltrepassare i confini del giardino re-
dire che la sua falsa fama pud purificare, quanto dire cintato (cf. Ct 4, L2), il cui custode d colui che non
che una cattiva coscienza possa farlo. pud sbagliare. Tuttavia, se essi riconoscono e si cor-
Se poi domandi: <<Come possono battezzare reggono, aLLoru entrano, allora vengono purificati, aL-
quelli che Ia Chiesa ha condannato?>>, rispondo: bat- lora vengono annoverati tra gli alberi del giardino re-
tezzano, come 1o fanno quelli che Dio ha condannato cintato, e tra i membri dell'unica colomba, e non ven-
prima ancora di ogni giudizio della Chiesa su di loro. gono battezzati di nuovo. Lo stesso awiene per gli
11 perverso, infatti, che sembra stare all'interno, men- eretici che vengono col battesimo, che avevano al di
t.. rtu al di fuori, d gii giudicato da Cristo tt.tto. E fuori, ma senzala stessa putlficazione: la ricevono nel-
lui che dice: <Chi non crede d gia stato condannato>> la Chiesa, si di loro quanto man cava, e si approva
(Gu 3, 18). E l'apostolo Paolo afferma: <La Chiesa sta quel che non E cambiato.
sottomessa a Cristo>> (Ef 5, 24). La Chiesa, percid, (Contra Cresconium 2,20,26 - 27,26)
non deve mettersi davanti a Cristo, ritenendo capaci
di dare il battesimo quelli che Cristo ha giudicato, e
incapaci di darlo quelli che essa ha giudicato, quando Spt-p,xotoA, cANDIDA, rERCHE SALVATA
Cristo giudica sempre secondo veriti, mentre i giudi-
ci ecclesiastici, come tutti gli uomini, il pin dele vol- O anima, non puoi essere bella, se rifiuti di con-
te si sbagliano. fessare \a tua bruttezza a colui che E sempre bello e
Per quanto riguarda il ministero visibile, battez- che solo per te ha cessato temporaneamente di esser-
zano pertanto sia i buoni che i cattivi; tuttavia, colui lo; ma se temporaneamente non fu bello nella natura
che di per mezzo loro il battesimo, invisibilmente, d di schiavo, lo fu in modo da non perdere mai quella
Cristo, al quale appartiene il battesimo visibile e la bellezza che gli B propria nella natura di Dio. Pertan-

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't
to tu, o Chiesa, hai il tuo splendore, perch6 d a te che cssa privo di ogni belTezza e splendore; comprenderai
si dice nel Cantico dei Cantici: O splendida tra le don- cosi la gran,Jezza di questo lurninoso candore. Se ti
ne (Ct 5, 9)l E di te che si dice: Chi e costei che sale appare meravigliosa la sua unriiiazione per lei, non
tutta carudida? (Ct 8,5). E che significa tutta candida? cleve pir) meravigliarti l'altezza da questa raggiunta
Significa illuminata. Non dunque candida, nel senso per lui. Quanta f,eliciti raspare nel candore di costei
di imbellettata come sono le donne che si truccano se, pur quando era nera, fece scendere fino a s6 colui
per apparire quel che non sono; non candida come che era belio perch6 morissc per gli ernpi? Dunque il
una parete imbian cata, perch6 sari distrutta * come Signore l)io nostro si d rivestito di confessione e di
dice l'Apostolo (cf. At 2),3) - ogni parete imbianca- splendore; si e rivestito della Chiesa: la Chiesa stessa,
ta, cioE l'ipocrisia e la simulazione. Una parete im- si, d confessione e splendore. Prima la confessione poi
biancata, anche se ftrori ha f intonaco, denffo non 1o splendore; confessione dei peccati, splendore delle
contiene che fango! Dunque la Chiesa non d candida buone azionl
in questo modo, ma i candida, cioE illuminata, non {Enarratio in p.rahnum IA), L,6)
essendo btanca di per se stessa. Prirna - dice sempre
l'Apostolo (1 Tm 1,13) - io sono stato bestemmiatore;
ed ancora difatti un tempo anche noi siamo stati per Nr,na E BELLA
natura figli dellira, al pari degli altri (Ef 2, l). Ma poi
d soprawenuta la grazia che illumina e dona il cando- Un certo Ticonio [...] ha scritto un libro, che ha
re: prima sei stata nera, ma poi sei diventata btanca intitolato Libro delle regole perch6 vi ha esposto sette
per la grazia di Cristo Difatti un ternpo uoi siete stati regole, la cui appltcazione, quasi fossero chiavi, per-
tenebra, ma ora siete luce nel Signore (Ef 5,8). Dun- mette di disserrare tutte le parti osclrre delle Scrittu-
que anche di te si dice: Chi A costei cbe sale tutta can- re. [. ..)La seconda regola e ll corpo bipartito del Si-
dida? Sei ormai tanto meravigliosa che quasi non ti si gnore. [...] Questa regola avrebbe potuto intitolarsi
pud contemplare. Sono infatti segno di ammirazione anche <La Chiesa frammista>>. Essa esige che chi in-
le parole: Chi e costei cbe sale tutta candida, cosi bel- terpreta faccia moita attenzione , perch6 la Scrittura,
la, cosi luminosa, priva di ogni macchia e di ruga? quando E gii passata a parlare ad altri, sembra rivol-
Non d costei quella che prima gtaceva nella melma gersi ancora agli stessi cui stava parlando prima, ov-
delle sue iniquiti? Non i costei quella che un tempo vero sembra parlare di costoro quando gii sta parlan-
giaceva nella formcazione dell'idolatria? Non d costei
do di alffr, quasi che sia uno solo il corpo degli uni e
quella che era tutta immonda per le sue passioni e in-
degli altri in ragione della temporanea mescolanza e
clinazioni carnali? Chi A dunque costei cbe sale tutta delia comune partecipazione ai sacramenti. Rientra in
candida? Considera chi sia colui che d divenuto per questa regola il passo del Cantico clei cantici che dice:
96 97
T

<<Sono scura e bella come le tende di Cedar, come le


pelli di Salomone>>. Non dice: <<Sono stata scura come
le tende di Cedar e sono bella come le pelli di Salo- I SIMBOLI DEL CANTICO
mone>>, ma ha detto di essere insieme una cosa e l'al- E IJE,SPERIENZA MISTICA
tra perch6 temporaneamente in un'unica rete sono
riuniti insieme i pesci buoni e quelli cattivi.
(De doctrina christiana ),30, 42; )2, 45)

Pnoprze cRisroLoGICA

E difficile stabilire se nei libri della Sacra Scrit-


tura si prolungano dopo il diluvio in termini espliciti
le macce della citt) santa in cammino oppure se sono
state interrotte dal soprawenire di tempi di irreligio-
siti in modo che non v'era nessun adoratore dell'uni-
co vero Dio. Nei Libri canonici dopo NoE, che con la
moglie, tre figlie e alrettante nuore meritd di essere
immune dal cataclisma del diluvio non troviamo fino
ad Abramo la religiositi di un individuo segnalato da
una palese parola di Dio. V'E soltanto che Nod favo-
risce con benedizione profetica i due suoi figli Sem e
Iafet contemplando e prevedendo quel che sarebbe
awenuto molto tempo dopo. Awenne anche che ma-
ledisse il figlio di mezzo, ciod quello che era'tra il pri-
mogenito e il pii giovane perch6 aveva peccato con-
tro suo padre e lo maledisse non direttamente ma nel
figlio, ciod nel suo nipote, con queste parole: Sia ma-
ledetto il fanciullo Canaan, sari scbiauo dei suoi fratel-
li. Canaan era nato da Cam che non aveya ricoperto
ma piuttosto messo in mostra la nuditi del padre im-
merso nel sonno. Continuando aggiunse la benedtzio-

98 99

L
I
come in mezzo a loro la sola gente dei Giudei, queste
ne degli altri due figli, il pin grande e il pir) piccolo genti circostanti le ha chiamate citt) che sta attorno.
con le parole: Beruedetto il Signnre Dir.t di Sem e Ca- Tu hai reso mirabile, o Signore, la tua misericordia
naan sari suo scbiauo, Dio dia gioia a lafet che abiti nella citti di Gerusalemme; qui Cristo ha subito la
nelle tende di Sern (Gn 9; 25-27). Queste parole di Passione, qui B risorto, qui B asceso in cielo, qui ha
NoB come pure la coltura di una vigna, l'ebrieti del compiuto molti miracoli; ma pii grande d la tua lode
prodomo di essa, la sua nudit) menme dorrniva e tut- perch6 hai innalzatala tua misericordia nella citti che
ti g1i altri awenimenti, che sono stati trarnandati, so- sta attorno, ciod hai diffuso la tua misericordia tra tut-
no colmi di significati profetici e nascosti da veli. te le genti. Non hai racchiuso il tuo unguento in quel-
Ma ora, a,vryenuto il compimento dei fatti nei la citt) di Gerusalemme come in un vaso, ma, quasi
tempi che seguirono, i significati che erano nascosti che il vaso si sia spezzato,l'unguento si E diffuso in
sono abbastanza palesi. Chi li esamina con atten zione tutto il mondo onde si adempisse quanto d detto nel-
e intelligenza Ii riconosce in Cristo. Infatti Sem, dalla le Sacre Scritture: Unguento dffiso i il tuo nome (Ct
cui stirpe d nato Cristo, significa <<Rinomato>>. E, nul- L,3). Cosi hai innalzatala tua misericordia nella citti
la d pii rinomato di Cristo perch6 il suo nome gi) che sta attorno. Egli infatti B asceso in cielo, siede alla
espande profumo da ogni parte al punto che nel Can- destra del Padre, dopo dieci giorni ha mandato 1o Spi-
tico dei Cantici, che d anche profezia che precorre, d rito Santo; i discepoli sono stati ricolmati dello Spiri-
paragonato a un aroma sparso in terra (Ct I,3).
to Santo e hanno cominciato a predicare i grandi fatti
(De ciuitate Dei 16, L-2, 1)
di Cristo; e sono stad lapidati, uccisi, posti in fuga. E
cacciatt cla Ii, unico luogo dove stavano, quasi legni ar-
denti di fuoco divino, hanno riempito tutta la selva del
Ux pnoluMo cFrE si SPANDE mondo, incendiandola con l'ardore dello Spirito e con
la luce della Veriti: cosi il Signore ha reso mirabile la
Beruedetto il Signnre, percbd ba reso ntirabile la
sua misericordia nella citti che sta attorno.
sua misericordia nella citti che sta attorno (5a130,22). (Enarratio in psalm.um 10,2, ),9)
Qual d la citti che sta attorno? Il Popolo di Dio si tro-
vava nella sola Giudea, quasi nel mezzo del mondo, e
li si elevavano lodi a Dio e gli venivano offerti i sacri- Conmnu DiETRo IL PRopuMo
fici, i profeti non cess avano di cantare gli eventi futu-
ri che ora noi vediamo adempiersi; questo popolo era Gesi Cristo non d stato visto con una visione pa-
come posto tfl mezzo alle genti. Il Profeta osserva e ri a quella con cui lo vedremo. In tema fu visto in una
vecle in tutte le genti la futura Chiesa di Dio; e poich6 maniera che non impedi a quanti lo videro d'inchio-
tutte le genti crano intorno da ogni parte e tenevano
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r
darlo alla croce. Si, coloro che 1o videro lo crocifisse- certo quindi che l'ama. Lo amassimo anche noi cosi!
ro, mentre noi che non lo abbiamo visto crediamo in Nessuno ba amore piil grande di colui che di la uita per
lui. Che dunque? Avevano forse occhi i suoi crocifis- i propri amici (Gu 15, I)); ma in qual modo possiamo
sori, e noi no? AI contrario! Noi abbiamo gli occhi, noi dare la nosma vita per lui? E poi, a che gli serve la
gli occhi del cuore; ma 1o vediamo ancora pet mezzo nostra vita, se egli ormai ha collocato assai in alto il
della fede, non siamo nella visione immediata. Quan- suo rifugio, e il flagello non si appressa alla sua ten-
do lo vedremo direttamente? Quando lo vedremo da? Ma cosa dice Giovanni? Come Cristo ha dato la
faccia a faccia (1 Cor 13, 1.2), come dice l'Apostolo. E uita per noi, cosi ancbe noi dobbiamo dare la uita per i
questo d cid che Dio ci ha promesso quale grande fratelli (1 Gu 3, L6). Chiunque di Iavita per il fratel-
premio di tutte le nostre tribolazioni. Tutti gli sforzi lo, la di a Cristo; cosi come quando nure un fratello
che compi, li compi al fine di vedere [il Signorel. nutre Cristo. Ci6 cbe auete fatto a uno dei miei piD pic-
Non so esprimere la grandezza di quello che vedre- coli, lo auete fatto a me (Mt 21,40). Amiarnolo ed imi-
mo, dato che la visione di lui sari tutta la nostra ri- tiamolo! Corriamo dietro ai suoi profumi, come d
compensa. So perd che tale grande visione consisteri detto nel Cantico dei cantici: Noi correremo dietro I'o-
nel vedere il Signore nosto Gesi Cristo. Colui che fu dore dei tuoi profumi (Ct t, 4). E venuto e ha fatto
visto umile sari visto nella sua grand ezza, e ci allieteri sentire il suo profumo, e il suo profumo ha riempito
poich6 lo vedremo come 1o vedono ora gli angeTr. ln il mondo. Donde proviene tale profumo? Dal cielo.
principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il Ver- Seguilo dunque in cielo, se rispondi con veriti quan-
bo era Dio (Gu 1, 1). Notate chi ci abbia promesso do ti si dice: In alto il cuore, in alto i1 pensiero, in al-
questo; ascoltate cosa dice il Signore nel Vangelo. Chi to l'amore, in alto la spetanza, affinch6 non imputri-
dma me i amato dal Padre mio, e io lo amerd (Gu 14, disca sulla terra! Ti guardi bene dal porre il grano in
2I).8 come se qualcuno gli avesse chiesto: Che cosa un luogo umido, per paura che ti marcisca, dopo che
darai a chi tt ama?, risponde: Mostrerd me stesso a lui. haifaticato per mieterlo, trebbiarlo e spularlo. Cerchi
Desideriamo e amiamo! Ardiamo d'amore, se siamo un posto adatto per il tuo grano, e non lo cerchi per
la sposa. Lo sposo B assente: usiamo pazienza! Verri il tuo cuore? Non lo cerchi per il tuo tesoro? Fa' in
colui che desideriamo. Ha dato un tale pegno che la terra tutto quanto potrai: distribuisci le ncchezze lat
sposa non pud temere di essere abbandonata dallo poveri] ! Non le perde12i, ma le metterat al sicuro.
sposo. Lo sposo non rinunzierd al suo pegno. Quale Chi a che te le conserva? E Cristo, il quale custodisce
pegno ha dato? Ha versato il suo sangue. Quale pe- anche te. Sa custodire te, e non sapr) custodire il tuo
gno ha dato? ripeto. Ha mandato lo Spirito Santo. tesoro?
Potr) lo sposo rinunziare atah pegni? Se non avesse (Enarratio in psalmum 90,2, 13)
1, iporu, non le avrebbe dalo questi pegni. E
^mato
t02 L0)
I- onpINE nu-ilatutr:rui Per questo nel sacro Cantico dei Cantici la sposa di
Cristo, cioB la citti di Dio canta: Date ordine in me al-
Poich6 cc,n il libero arbitrio delia volonti il ge- la tariti (Ct 2,4). Dunque infranto l'ordine di questa
nere umano continuava ad aumentare awennero la carit), cioe dell'affetto e dell'amore, i figli di Dio tra-
commischtanza e, mediante la partecipazione della scurarono Dio e amarono le figlie degli uomini. Con i
immoraliti, una certa indistinzione delle due citth. due termini si distinguono sufficientemente le due
t...1 Abbandonato quindi il bene grande e prr:prio citti.
dei buoni, awenne la caduta al bene pii bas.so, non (De ciuitate Dei 15,22)
proprio dei buoni ma comune a buoni e cattivi. Cosi
i figli di Dio furono awinti dall'amore per le figlie de-
gli uomini e per averle come mogli dicaddert neila Nurla \rA AMATo Pru Dr Dro
moraliti della societh rerrena abbandonando la reli-
gione che osservavano nella societi santa. In tal modo Lottano tra loro in questa vita, in ogni tentazio-
labellezza fisica, che E certamente un bene prodotto ne, Cue amori: l'amore del mondo e I'amore di Dio.
da Dio ma temporale carnale infimo, d arnata male Quello dei due che vince trae dalla sua parte, come
perch6 si trascura Dio, bene eterno spirituale peren- per una forza di graviti, colui che tende ad esso. A
ne, come con la vialazione della giustizial'oro B ama- Dio non veniamo con ali o con i piedi, ma con l'affet-
to dagli avarinon per un peccato dell'oro ma dell'uo- to. Per un contrario affetto anche allaterra siamo at-
mo. Cosi E ogni creatura. Essendo un bene si pud taccati, non per nodi o legami fisici. Cristo d venuto a
amare bene e male, ciod bene nel rispetto dell'ordinu, rnutare la direzione dell'amore e a mutare l'uomo, da
male nella violazione dell'ordine. Ho espresso breve- ilmatore che era di cose terrelre ad amatore di vita ce-
mente questi concetti in un elogio al cero: Queste co- leste. Fattosi uomo per noi, lui che ci ha fatto uomini,
se .tono tue e sono buone perchd l-u che sei buono le hai lui l)io, ha assunto la natura umana per farci da uo-
create. Niente di nostro u'i in esse se ruon che, uiolando mini ddi. Questa gara ci viene proposta: una lotta con
I'ordine, peccbiamo amanda non Ib rua cid che da 7e i la carrre, una lotta col diavolo, una lotta col mondo.
creato. Se iI Creatore si ama secondo verit), cioB se Ma dobbiamo avere fidrrcia, perch6 chi ha indetto la
non si ama invece di Lui alro che Egli non d, non d gara, non sta li corne spettatore senza darci aiuto e
possibile che sia amato di amore cartivo. Anche l'a- neanche ci esorta a presumere delle nostre forze. Chi
more si deve arnare ordinatamente perch6 con esso si presume infatti delle proprie forze, in quanto d uomo,
ama l'oggetto che si deve rlrnare atfinch6 sia in noi la si tida delle f.orze dell'uomo. Ed B detto: Maledetto
virti con cui si vive bene. Mi sembra quindi che defi- l'uomo che confida nell'uomo (Ger 17, 5). I martiri,
nizione breve e vera della virtil i l'ordine dell'amore. che ardevano della fiamma di questo pio e santo amo-

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re, bruciarono \a paglia della carne con la forua del- \a vita eterna. E dallo stesso amore che unisce figli e
l'animo e giunsero integri nello spirito presso Colui genitori giudica quanto tu debba amare Dio e la Chie-
da cui erano stati accesi. Anche alla carne che sia sta- sa. Se tanto vanno amati coloro che hanno generato
ta capace di disprezzare le cose di questa sfera mate- un mortale, quanto pii coloro che hanno generato chi
riale sar) dato il dovuto onore nella risumezione dei giungerh all'eterniti e in essa rimarr)! Ama la moglie,
morti. La carne E stata seminata in ignominia per ri- ama i figli ma secondo Dio, in modo da aver cura che
sorgere nella gloria. anch'essi venerino Dio insieme con te. Quando sarai
A chi d acceso di questo amore a Dio o meglio congiunto a lui non avrai pir) da temere separazioni.
perch6 vi si accenda E srato detto: Chi arra il padre o Percid non devi amarhpin di Dio e li ameresti male se
la madre pii di me non i degno di me, e: Chi non pren- trascurassi di condurli a Dio insieme con te.
de la sua croce e non mi segue non i degno di me (Mt (Sermo )44, L-2)
L0, )7 -38). Dio non ha tolto l'amore dei genitori, del-
Ia moglie, dei figli ma 1o ha messo in gerarchia di va-
lori. Non ha detto: <Chi ama>>,ma: chi ama piD di me. Turro INIZIA DALLA FEDE l
E quello clre la Chiesa dice nel Cantico dei Cantici: Ha
messo in rne un ordine nell'amore (Ct 2,4). Ama dun- Replicheri forse Pelagio: Non per le opere, ma
que il padre, ma non amarlo pii del Signore, ama chi per la fede ho detto che l'Apostolo era degno che gli
ti ha generato ma non pii di chi ti ha crearo. Il padre
ti ha generato ma non ti ha formato lui stesso come tu I Mentre la propaganda <pelagiana>> imperversava per ope-
sei. Ignorava quando ti semind chi e quale figlio gli sa- ra di Celestio e con la diffusione del De natura, Pelagio parti per
rebbe nato. Il padre ti alimentd ma non diede a re, la Palestina e si stabili a Gerusalemme, dove poteva contare sul-
quando avevi fame, un pane tratto da se stesso. Infine, l'amicizia del vescovo Giovanni. Nonostante la sua cautela, alcu-
qualunque cosa il padre tiene in serbo per te in terra, ni problemi lo seguirono, e lo stesso Giovanni entrd in allarme,
dal momento che anche Girolamo comincid ad interessarsi del ca-
deve morire perch6 tu ne venga in possesso, deve far so. Nel frattempo, arrivd anche Orosio, giovane prete spagnolo
posto con la sua morte alla rua vita. Quel padre che d ammiratore di Agostino, con un notevole dossier anti-pelagiano.
Dio invece ti tiene in serbo cose che ti dd insieme a se Venne convocato dunque un primo dibattito, che si tenne il28lu-
stesso; tu possiedi l'erediti insieme con tuo padre e glro 415, ma la discussione non port6 a nulla. Un sinodo venne
convocato a Diospoli per il 20 dicembre dello stesso anno, pre-
scompare l'alternanza predecessore-successore; non senti 14 vescovi, che non accusd Pelagio, trovando sufficienti Ie
devi aspettare che muoia ma sarai sempre con lui, che sue risposte e le garanzie fornite. La diffusione di questo giudizio
rimarri per sempre, e tu rimamai sempre in lui. Ama fu immensa. Agostino confessa di non riuscire a spiegarsela; perd
dunque tuo padre, ma non pii del tuo Dio. Ama tua quando riesce ad avere in mano tutta la documentazione, si attiva
per dimostrare che se pure Pelagio non d stato condannato, lo B
madre, ma non pii della Chiesa che ti ha gener ato aL- stato il pelagianesimo.

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si donassero quelle grazie cosi grandi: non 1o merita-
rono infatti le sue opere che prima non erano buone, punto anche la doman da: Che cosa rnai possiedi che tr,r
ma lo meritd tuttavia la sua fede. Ebbene? Pensiamo non abbia riceuuto? (1 Cor 4,7). [Osservazione giu-
forse che la fede non operi? Anzi E proprio essa che stissima], dal momento che abbiamo ricevuto anche
veramente opera, operando per mezzo della cariti (Gal cid da cui comincia tutto quello che abbiarno di buo-
5, 6). Per quanto poi si esaltino le opere degli infede- no nelle nostre aziont.
(De gestis Pelagii 14,34)
li, noi conosciamo la sentenza vera e invitta del mede-
simo Apostolo: Tutto cid che non uiene dalla fede i
peccato (Rm 1.4,23). La ragione perd per cui egli dice
spesso che la giustizia non ci d accreditata per le ope- SENZA FL,DE,
re, bens) per la fede, mentre d piuttosto la fede che IJ.UI'ITVICI NON COMPIL, NE,SSUNA OPERA BUON;\ 4

opera per mezzo della caritii, B questa: nessuno deve


stimare che si possa giungere alla fede stessa per i me- I Pelagiani possono affermare che la grazia data
riti delle opere, essendo la fede sressa I'inizio da cui senza meriti precederld A il perCono del peccati, poi-
cominciano le buone opere, perch6, come i scritto,
cld cbe non uiene dalla.fede i peccato. Per questo nel 4
Questa lunga lettera E famosa per Ie conseguenze che ge-
Cantico dei Cantici si dice anche alla Chie sa: Verrai e nerd nella comuniti di Adrumeto, dove suscitd un'animata di- l

scussione sul).a grazia e sul libero arbitrio. Scritta nel418, come la


passerai da me partendo dalla fede (Ct 4,8, LXX). Per
lettera 191, alf indirizzo del presbitero romano Sisto, in seguito
quanto dunque la fede impetri la grazia di operare be- papa Sisto III, non esprimeva soltanto il plauso per l'abbandono
ne, non i certamente per merito della fede che noi ab- delle argomentazioni dei pelagiani, verso le quali Sisto propende-
biamo meritato d'avere la fede stessa, ma la miseri- va) ma intendeva anche fornire un aiuto per risolvere quelle argo-
mentazioni. Affronta dunque per punti le questioni suscitate dai
cordia del Signore ci ha prevenuti nel darcela, perch6
Pelagiani. Spiega cluali sc,no le relazioni tra il libero arbitrio e la
nella fede seguissimo il Signore. Ce la siamo forse da- misericordra-giustizia di l)io: la volont) dell'uomo, per il fatto di
ta da noi e ci siamo fatti fedeli da noi sressi? Anche essere aiut^ta dail.a grazia di l)io, non diventa per cid stesso meno
sotto questo aspetto io grido con sicurezza: Egli ci ha libera; il c{annato riceve la pena meritata, chi si salva una grazia
che non i dovuta ai meriti. Pelagio, con una dichiarazione pro-
fatti e non noi da noi (5a,/99,3). Nient'altro del resro nunciata nel sirrod,,: di Diospoli, sembrava allontanarsi dalle sue
mette in rilievo l'insegnamenro dell'Apcstolo dove di- tesi, ma si trattava soitanto di una mossa <<politico>: non avrebbe
ce: Per la grazia cbe mi i stata concessa, io dico a cia- potuto fare diversamente per uscirne senza punizione, spiega
scuno di uoi; non soprauualutateui piD di quanto i con- Agostino; ma rregli scritti successiti, Pelagio d ritornato alie sue
ueniente ualutarsi, nta ualutateui iru maniera da auere di normali posizioni, che la grazia sia una ricompensa dovuta ai me-
riti dell'uomo, e non un dono gratuito della bont)' di Dio. Tutto
uoi una giusta ualutaziorue, ciascuno secondo la misura questo d difficile da aifermare: se Gesr) Cristo i morto, lo ha fat-
di fede cbe Dio gli ba data (Rrru 12,3). Da cid nasce ap- to per i concreti uomini esistenti, peccatori e bisognosi di grazia,
senza che questi lo meritassero. E anche la stessa fede, origine del-
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rl
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ch6 qual merito di bene possono avere i peccatori? Pnrue Dr CRrsro E DoPo DI CRISTo,
Ma neppure il perdono dei peccati si ottiene senza
qualche merito se d la fede ad ottenerlo. Infatti non Vuoi metterti in pace con Dio? Impara quel che
pud non avere qualche merito Ia fede con cui il pub- devi fare con te stesso, perch6 Dio si metta in pace con
blicano esclamava: Abbi pieti di me peccatore, mio te. Osserva cosa si legge nel medesimo salmo: Perchd
Dio; e quell'uomo ispirato dalla fede, dopo essersi se tu auessi gradito il sacrificio, l'aurei offerto uolentie-
umiliato, tornd a casa giustificato, poichd cbi si umilia, ri; mA tu non accetti olocausti (5a150,18). E allora non
sari esaltato (Lc 18, 13-I4; 14, LL; Mt 23, I2). Non ci hai un sacrificio da offrire? Non potrai offrir nulla,
resta quindi che attribuire la stessa fede, dalla quale non porai placare Dio con nessuna offerta? Che cosa
ha rntzio ogni specie di giustizia, per cui nel Cantico hai detto? Se tu auessi gradito il sacrificio, l'aurei offrr-
dei Cantici il Signore dice alla Chiesa: Aruiuerai se pro- to uolentieri; ma tu non accetti olocausti. Continua,
seguirai nel carumino partendo dalla fede (Ct 4, 8, ascolta, ripeti: Uno spirito contrito i sauificio a Dio, un
LXX); non ci resta - ripeto - che attribuire la stessa cuore ffianto e umiliato Dio noru lo disprezza (Sal 50,
fede esaltata da costoro non gii alla volonti dell'uo- 19). Rifiutato cid che tu volevi offrire, ecco ora che co-
mo n6 ad alcun merito precedente, poich6 da essa sa puoi offrire. Tu volevi offrire \e tradizionali vittime
hanno origine i meriti di ogni specie, ma confessare di pecore; questi eran chiamati sacrifici. Se auessi gra'
ch'd un dono gratuito di Dio se considereremo la gra- dito il sacrificio, l'aurei offerto uolentieri. Ma tu queste
zia autentica, quella cioE non dovuta ai meriti. Come cose non le accetti, e tuttavia un sacrificio lo vuoi. E il
infatti si legge nella medesima Lettera dell'Apostolo: tuo popolo ti chiede: <Che cosa pomd offrire, non po-
Dio distribuisce a ciascuruo la fede nella misura che uuo- tendo pii offrire quello che offrivo prima?>>. Perch6 d
le (Rm 12, 3). Ora, dall'uomo sono compiute bensi sempre 1o stesso popolo: alcuni muoiono, alffi nasco-
delle opere buone, malafede d prodotta (da Dio) nel-
l'uomo e senza di essa nessun'opera buona d compiu- 5 Il discorso, pronunciato a Cafiagine, nella Basilica Resti-
ta dall'uomo, poichd tutto cid che non deriua dalla fe- tutt, verco la fine del 419, d di tono penitenziale: dopo la lettura
de D peccato (Rm 14,2)). del salmo 50, Agostino si rivolge ai fedeli, chiedendo loro di stare
(Epistula I94, ),9) in pace con Dio, difar si concretamente che Dio abbia il volto se-
reno nei confronti dell'uomo; questa concretezza non consiste
pir), come nell'antica alleanza, nell'offrire sacrifici esteriori, ma
sull'esempio di Cristo nell'offrire se stessi come sacrificio. Le an-
tiche offerte sacrificali sono come un simbolo di tutto quello che
poi si E ar,r,rerato in Cristo: queste cose sono come uelate fino a cbe
Ia giustificazione, secondo quanto viene detto alia Chiesa nel Can- non salga il giorno e si dissoluano le ombre.Il credente della nuo-
tico dei Cantici: Arriuerai se proseguirai nel carnmino partendo dal- va alTeanza sceglie altrove il sacrificio dainnalzare al Signore: Cer-
la fede (4, 8), deve essere considerata come dono gratuito di Dio. ca dentro al tuo cuore cosa ci pud essere di gradito a Dio.

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no, ma d sempre lo stesso popolo. Son mutati i sacra- ro. Percid auendo noi lo stesso spirito di fede, dice, per
menti, ma non la fede. Son mutati i segni coi quali ve- il quale i stato scritto dagli antichi: Ho creduto e per
niva significato qualcosa, rna non la cosa che veniva si- questo ho parlato, noi pure uediamo e per questo par-
gnificata. In luogo di Cristo l'ariete, in luogo di Cristo liarno (Sal t15, 10). Quando dunque il santo Davide
l'agnello, in luogo di Cristo il vitello, in luogo di Cri- diceva: Percbd se tu auessi gradito il sacrificio, l'aurei of-
sto il caprone, ma E sempre il Cristo. Llariete, perch6 ferto uolentieri; ma tu non accetti olocausti (Sal50, 18),
va avanti al gregge: esso fu ffovato tra gli spini kf. Gn a quel tempo si offrivano a Dio quei sacrifici che ades-
32, L)), quando al paclre Abramo fu ordinato, si, di ri- so non si offrono pii. Percid cosi cantando, profetava,
sparmiare il figlio, ma di non andarsene senza aver of- trascendeva il presente e prevedeva il futuro. Ma tu,
ferto un sacrificio (cf. Gn 22, L2).E Isacco era il Cri- dice, non accetti olocausti. E allora, dato che non ac-
sto, e l'ariete era il Cristo. Isacco portava la legna per cetti olocausti, dovrai restare senza sacrificio? Questo
s6 (cf. Gn 22,6), Cristo si era caricato il peso della pro-
no. Uno spirito contrito i sacrificio a Dio, un cuore af-
pria croce (cf. Gu 19,17). In iuogo di Isacco ci fu i'a- fraruto e umiliato Dio non lo disprezza (5a150,19). Ec*
riete; ma non fu Cristo in luogo di Cristo. Ma Cristo co dunque che hai che cosa offrire. Non girare lo
fu sia in Isacco che nell'ariete. L'-ariete era irnpigliato sguardo in cerca del gregge, non preparare navigli per
con le corna tra gli spini (cf. Gn 22,I3); chiedi un po' recarti in lontane regioni onde apportarne aromi. Cer-
ai giudei con che cosa abbiano coronato il Signore. ca denmo al tuo cuore cosa ci pud essere di gradito a
Cristo e 1'agnello: Ecco I'agtello di Dio, ecco colni che Dio. E il cuore che si deve spezzarc. Temi forse che,
toglie i peccati del mondo (Gu 1,29). Egli d il tor:o: perl- spezzato, abbia a perire? Ma nello stesso salmo movi:
sa ai corni della ooce. Egli d il capro per la scrmiglian- Crea in me, o Dio, un cuore puro (Sal 50,12). Affinch6
za della carne del peccato (.f. R.m 8,,l)" Tutte queste dunque possa esser creato un cuore puro, bisogna che
cose sono come velate fino a che non salga il giorno e venga spezzato quello impuro.
si dissoluano l.e ombre (Ct 2,17). Percib in questo me- lSenno L9,3)
desimo Cristo Signore, non solo in quanto Verbo, ma
anche in quanto mediatore fra Dio e gli uoruini, l'uomo
Cristo Gesil (1 Tm 2,5), credettero anche gli a.ntichi DTo u NtrLLA QUIETE, E, SEMPRE, OPERA

padri e questa medesima fede, predicando e profetan-


do, trasmisero a noi. E per questo che l'Apostolo dice: Si E soliti chiedere - con riferimento al senso del
Aniruati dallo stesso spirito di fede per il quale i stato passo che si trova scritto nel libro della Legge deno-
scritto: Ho creduto e per questo bo parlato... (2 Cor 4, minato Genesi, con il quale hanno inizio le Sacre
1l). Siamo animati da quello stesso spirito che ebbero Scritture - perch6 Dio abbia condotto a termine tut-
coloro che scriss ero: Ho creduto e per questo bo parla- te le sue opere nel sesto giorno e, nel seffimo giorno,

r12 113
t
ciod nel giorno di sabato, abbra cessato da tutte le sue derei]: Resteremrno forse in vita se Dio di nulla si des-
opere, quantunque il Figlio suo, per mezzo del quale se pensiero? Chiedendomi ancora se Dio sia nella
sono state fatte tutte le cose, dica: Il Padre mio opera quiete ti risponderd: E come ce la dafi, se egli stesso
sempre e ancb'io opero (Gu 5,17). Affermando que- ne manca? Ecco percid \a mra risposta: Egli d nella
sto, confutava appunto i Giudei che a torto l'accusa- quiete e sempre opera. Questo a te non d possibile,
vano di aver detto a un uomo, in giorno di sabato: Al- ma egli d Dio e tu non lo sei. Era dunque gi) venuto
zati, prendi il tuo lettuccio e cammina (Gu 5, 8); di sa- il tempo in cui si dovevano dileguare le ombre e sof-
bato non era lecito infatti ai Giudei di portare pesi. ftarelabrezza del giorno, come d stato scritto nel Caru-
Che vuoi dire allora cid? E il Figlio in contraddizione tico dei Carutici: Firuchd spiri la brezza del giorno e si al-
con il Verbo del Padre, pur essendo egli il Verbo del lontanino le ombre (Ct 2,17).
Padre? Quanto a noi E quindi necessario che giungia- (Sermo I25/A,l)
mo a capire se non vogliamo restarcene simili ai Giu-
dei; questi appunto erano per una concezione del sa-
bato legata ad un significato materiale, fino a ritenere Il ruconr DEL PECCATo
che da quel giorno di sabato Dio non opera pir). O se E, IL CALORE DELilAMORE 6

pure non facevano tale congettura, probabilmente ri-


tenevano che Dio avesse operato per sei giorni nella Solo il vero Dio deve avere un tempio, solo al ve-
creazione e in ogni sabato riposasse e si astenesse dal- ro Dio d dovuta l'offerta del sacrificio. Ebbene, tutto
l'operare e, come d abitudine dei fanciulli, si divertis-
se per le vacanze. Ecco dunque come va risolta tale 6 Secondo Agostino, la terra del nord i la regione fredda
questione: la veriti E che Dio in sei giorni compi e della terra, la terra in cui c'i la presenza del diavolo che fa perde-
portd a pe$ezione le sue opere chiamando all'esisten- re intensiti al calore della carit). Si chiede pertanto che si allon-
tani il vento del nord con la sua oppressione e il suo dominio, e si
zale creature, e che invece nel sabato cess6 di creare, awicini il vento del sud, il vento che viene dalla regione della lu-
non di governare le creature. Infatti, questa rnole del ce e del fervore. Quando soffia il vento del sud, E tutto un fluire
mondo, cioB il cielo e la terra e tutto quanto in essi si di profumi. I profumi qui accennati sono gli stessi profumi di cui
trova, se da lui non sono conservati, cessano di esse- si parla altrove nel Cantico: Correremo dietro I'odore dei tuoi pro-

re. Egli perd governa il mondo senzafalca, non come fumi (Ct 1, 4). Questo passo, letto sulla scorta di 2 Cor 2, 14-16,
di modo ad Agostino di pensare che il profumo B, in qualche mo-
nel caso dell'uomo che portava il lettuccio. E, se vie- do, la presenza stessa di Cristo, percepita da alcuni come salvez-
ne rettamente inteso, Dio E a un tempo e nella quiete za, rlfiutata da alri per la loro rovina . Grazie ai santi, che sono im-
e nell'attiviti; inf.atti, ognuno che senza fattca E ope- magine priviiegiata di Cristo, si spande questo profumo nel mon-
do; essi sono come dei contenitori che vengono aperti: come am-
roso, nell'agire stesso trova la sua quiete. Nel caso tu polle di balsami, quanto piD ueniuano infrante, tanto piil in largo se
mi chiedessi se Dio si astenga dall'operare, fti rispon- ne effondeua la fragranza.

Lt4 tt5
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ci6 che E dovuto di diritto e propriamente all'unico non il cattivo odore. Non dice infatti: I-lodore buono
vero Dio, dei poveri illusi lo dedicavano a molti falsi apporta vitaliti ai buoni e l'odore cattivo rccala mor-
dei. Di conseguenza, un errore maligno obbligava al- te ai cattivi. Non vuol dire: Per gli uni siamo vera-
la resa l'umana miseria, quindi il diavolo graYavasugli mente il profumo perch6 vivano, per gli altri siamo il
spiriti umiliati di tutti. Ma ecco che la grazia del Sal- cattivo odore perch6 periscano. Non cosi dice, ma:
vatore e la misericordia di Dio si volsero finalmente Portiamo douunque il profumo di Cristo. Guai ai di-
verso gli indegni; si compi quanto, in senSo profetico, sgraziati che uccide il profumo. Quindi, o Paolo, dal
era stato predetto nel Cantico dei Cantici: Allontirtati, momento che siete il profumo, perch6 esso ne uccide
uento del nord e uieni tu, ueruto del sud; soffia attrauer- alcuni, ne salva altri? Che apporti vitalita 1o ascolto, 1o
so il mio giardino e sari un fluire di aromi (Ct 4,16). comprendo; quel che mi resta difficile E il fatto che dia
Quasi a dire: Allontinati, Aquilone! Infatti la terra la morte ad altri e soprattutto perch6 hai detto: Chi A
nordica d la regione fredda della terra. Sotto il diavo- in grado di capire queste cose? Non fa meraviglia se
1o, come sotto il vento del settentrione, le anime si non riusciamo a capire. Ce ne dtala facolti colui che
ruggelarono e, perduto il calore della cariti, le colse possiede l'odore di cui parliamo. Infatti mi risponde
un freddo glaciale. Che si dice perd a quelTo? Al- subito l'Apostolo, fa' attenzione: Portiamo douunque
lontinati, Aquilonel Basta con la tua oppressione, ba- il profurno di Cristo tra quelli cbe si saluano e tra quel-
sta con il tuo dominio, basta con l'incubo della tua li che si perdoruo. Noi tuttavia siamo il profumo. Per al-
presenza sui vinti: allontinati. Vieni, uento del sud, cuni odore di uita per la uita, per altri odore di rnorte per
vento della regione della luce e del fervore: sffia at- la morte. Tale profumo di vitaliti a chi am4 d morta-
trauerso il mio giardino e sari uru fluire di aromi. Q,re- le per gli invidiosi. Infatti, se mancasse la luminositi
sti gli aromi di cui si leggeva in precedenza. dei santi, non si desterebbe f invidia degli empi. Il
Che sono questi aromi? La stessa sposa del Si- profumo dei santi comincid a patire persecuzione: ma,
gnore ne parla: Ci ffietteremo dietro il profum.o dei come ampolle di balsami, quanto pit venivano infran-
tuoi aromi (Ct I,4). Al ricordo di tale odore, dice 1'a- te, tanto pir) in largo se ne effondevala f.ragranza.
postolo Paolo: Portiamo douunque il profumo di Cri- (Sermo 27),4-5)
sto, tra quelli cbe si saluano e tra quelli che si perdono.
Gran mistero: Portiamo douunque il profumo di Cristo,
tra quelli che si saluano e tra quelli cbe si perdono. Per UN auonE FoRTE, RoBUSTo E vIGoROSo
gli uni quindi, odore di uita per la uita, per gli altri odo-
re di morte per la marte. Chi A in grado di capire queste Si faccia la pace mediante il
tuo uigore (Sal L2l,
cose? Q Cor 2, 14-16). In che modo il profumo ap- 7). O Gerusalemme, o citti cosmuita in forma di citti,
porta vitaliti ad alcuni ed altri uccide? Il profumo, la cui partecipazione B nell'Assoluto, si faccia la pace

t16 It7
mediante il tuo vigore! Si facciala pace mediante il Essr,np DEGNI DEL SACRAMENTo RICEVUTo
tuo amore, poich6 la tua forza B il tuo amore. Ascol-
ta il Cantico dei Cantici: Lamore i forte come la mor- Di fatto il popolo di Dio E costituito da tutti co-
te (Ct 8, 6). Grande affermazione, fratelli! Iiamore d loro che partecipano ai suoi sacramenti, ma non tutti
forte come la morte. Ma non si sarebbe potuto descri- appartengono alla sua misericordia. Tutti coloro che
vere in maniera piri efficace quanto grande sia la for- ricevono il sacramento del battesimo di Cristo sono
za dell'amore, che ricomendo all'espressione: Lamo- chiamati cristiani; ma non tutti vivono in modo degno
re i forte come la morte? O c'd forse qualcuno, fratel- di tale sacramento. Vi sono infatti alcuni dei quali l'A-
li, che possa opporre resistenza alla morte? Si resiste postolo dice: hanno I'apparenza della pieti, ma sono
al fuoco, alle inon dazioni, al ferro; si resiste alle auto- priui di quanto ne forma l'essenza (2 Tm ),5). Tutta-
riti e magatt ai re; arflva la morte: d sola, ma chi pud via, per questa apparcnza della pieti portano il nome
resisterle? Non c'd nulla pii forte di lei. E proprio di popolo di Dio, cosi come insieme col grano si tro-
per questo alla sua forza d stata parugonata la cariti va la paglia, finch6 non viene vagliata. Verri riposta
quando fu detto: Iiamore i forte come la morte.Inol- forse anche nel granaio? Ebbene, in mezzo a questo
tre, siccome la cariti uccide in noi cid che fummo un popolo malvagio c'd il popolo buono, che ha ricevuto
tempo per farci essere cid che non eravamo, si pud di- la misericordia di Dio. Vive in modo degno della mi-
re che l'amore opera in noi una specie di morte. Una sericordia di Dio colui che ascolta e ricorda e compie
tal morte ayeva assaporato colui che diceva: Il mondo cid che dice l'Apostolo: Come maestri dunque ui scon-
i a me uocifisso e io al mondo (Gal 6,14); e almettan- giuriamo a non riceuere inuano la grazia di Dio (2 Cor
to era capitato a coloro a cui egli diceva: Voi siete 6, l). Chi non riceve invano la grazia di Dio, riceve
morti e la uostra uita i nascosta con Cristo in Dio (Col tanto il sacramento quanto Ia misericordia di Dio. E
3, )).Ijamore i forte come la rnorte. Se dunque l'a- come gli pregiudica il fatto di essere in mezzo al po-
more d forte, d anche robusto e dotato di grande vi- polo disobbediente, finch6la messe non sar) vaglrata,
gore; anzi d lo stesso vigore, quel vigore per cui i de- finch6 i buoni non saranno separati dai malvagiT Che
boli son sostenuti dai robusti, la terra dal cielo, la danno gli porta abitare in mezzo al popolo? Sia tra
gente comune dai seggi. Per questo, si faccia la pace coloro che sono chiamati firmamento, ricevendo la
mediante il tuo uigore, d 1o stesso che: Si faccia la pa- misericordia di Dio; sia giglio in mezzo alle spine.
ce nel tuo amore. Vuoi sentire che anche le stesse spine appartengono
(Enaruatio in psalmum I2L,12) al popolo di Dio? Cosi dice la similitudrne: Come gi-
gbo in mezzo alle spine, cosi la mia diletta in rnezzo al-
le figlie (Ct 2, 2). Ha detto forse in mezzo alle estra-
nee? No, ha detto: in mezzo alle figlie. Si ratta dun-

118 t19
que di figlie malvagie , e tra di esse c'd il giglio in mez- sto giorno che comporta tanto grande solenniti, ma
zo alle spine. Ne consegue che coloro che hanno i sa- con un velo di tristezza perch6 non vedo quell'af-
cramenti ma non hanno i buoni costumi, sono detti di iluenza di popolo che si deve alla ricorrenza del mar-
Dio e non sono di Dio; sono detti figli suoi ed esra- tirio degli Apostoli. Se ci fosse sconosciuta, non ci si
nei; suoi a cagione del sacramento, estranei per i loro potrebbe incolpare , ma dal momento che a nessuno
vizi. Cosi anche le figlie sono estranee: figlie per l'ap- sfugge, che cos'E tutta questa indolenza? Non amate
parenza della pieti; estranee per la perdita della virti. Pietro e Paolo? Parlo tn mezzo a voi riferendonri a
Sia giglio, accolga la misericordia di Dio, tenga stret- quelli che non sono qui presenti. A voi certo sono gra-
tala radtce del buon fiore, non sia ingrato per la dol- to perch6 almeno voi siete intervenuti. E, pud essere
ce pioggia che viene dal cielo. Le spine sono ingrate, che l'animo di un qualsiasi cristiano non porti amore
crescono grazie alla piog gia, ma crescono per il fuo- a Pietro e a Paolo? Se fino ad ora d freddo, legga ed
co, non per il granato. ami; se fino ad ora non am4 riceva in cuore la freccia
(Enarratio in psalmum 47 ,8) della Parola. Poich6 proprio degli Apostoli d stato
detto: Irresistibili le tue frecce acute. Esse raggiungono
in efficacia quel che vien detto di seguito: Sotto di te
LR pprure DELilAMoRE E SALUTARE cadono i popoli (Sal 44,6). Sono benigne tali piaghe.
Laferrta dell'amore B salutarc.La sposa di Cristo can-
Paolo d stato il persecutore di Stefano, volgia- ta nel Cantico dei Canti ci: Sono ferita ddll'amore (Ct 2,
moci a guardare Pietro che ha negato il Signore. Pie- 5). Quando risana questa ferita? Quando il nosmo de-
tro ha lavato nelle lacrime il rinnegamento del Signo- siderio s'acquieter) nei beni. Viene parugonato ad una
re; Paolo ha espiato con la cecit) l'aver perseguitato praga il perdurare del nostro desiderio che non i an-
Stefano. Piero ha pianto prima del castigo, Paolo ha cora possesso. Giacch6 l'amore ha questo di partico-
subito anche il castigo. Enrambi buoni, santi, di lare, che il dolore gli sussiste accanto. Una volta rag-
profonda pieti religiosa: le loro Lettere ogni giorno giunta Tameta, quando il possesso sari adempimento,
sono proclamate ai popoli. E a quali popoli? E a allora il dolore scompare, resta immutato l'amore.
quanti popoli? State a sentire il Salmo: Per tutta la ter- (Sermo 298, L, I - 2,2)
ra si dffinde la loro uoce e ai confini del mondo la lo-
ro parola (Sal L8, r). E noi ne abbiamo fatto esperien-
za: e sono pervenute fino a noi queste parole, e ci La smtsrRA E LA DESIRA DI DIO
hanno destati dal sonno e, dalla follia delf incredulith,
ci hanno convertiti alla salvezza della fede. Mi rivolgo ai figli del Regno dei cieli, mi rivolgo
Carissimi, vi parlo cosi, lieto certamente di que- a una stirpe risorta per l'eterniti, mi rivolgo al corpo

120 t2L
l-

di Cristo, alle membra di Cristo, al tempio di Dio. servare sempre a sinistra. E nella desffa cosa avreb-
Non E dawero questa la felicith: avere tigli in piena bero dovuto porci? Dio, l'eternith, gli anni di Dio
salute, figlie vezzose, dispense piene, molto bestiame, che non vengono mai meno, come sta scritto: E i tuoi
nessuno squarcio non dico nelle mura ma nemmeno anni non uerranno meno (5a1101, 28). In queste cose
nella siepe, nessun tumulto n6 baccano nelle piazze; dev'essere la nostra destra, in esse il nosro desiderio.
ma nelle case, nelle citt), ovunque pace, abbondanza Serviamoci di quel che si trova a sinisma limitata-
e sovrabbondanza d'ogni cosa? Non E dawero que- mente alla vita temporale; desideriamo di possedere
sta la feliciti? E dovrebbero i giusti evitare questo ti- in eterno cid che sta a destra. Anche se nuotate nella
po di feliciti? Ma non t'imbatti [a volte] in case di ncchezza, non vi attaccate il cuore poich6, se attac-
giusti dove tutte queste cose abbondano, dove regna cherete il cuore a cose instabili come le ncchezze,
proprio questa feliciti? Abramo non aveva forse in mettete a destra cid che deve stare a sinistra. Rawe-
casa abbondanza di oro, argento, figli, servi e bestia- detevi! Riconoscete l'abbraccio della Sapienza, della
me (Gn I2-B). Non capitd altrettanto al santo pa- quale d detto: La sua sinistra i sotto la mia testa e la
triarca Giacobbe? Fuggi in Mesopotamta per evitare sua destra rui abbracceri (Ct 2,6). Scrutate le profon-
[di scontrarsi con] suo fratello Esai. Servendo di- dita di questo santo cantico ardente d'amore; scruta-
venne ricco, al segno che, tornando in patria, pot6 te il Cantico dei cantici, il cantico delle nozze celesti
rtngraziare il Signore suo Dio perch6, mentre all'an- fra Cristo e la Chiesa. Cosa dice la sposa nei con-
data aveva attraversato il fiume avendo soltanto il fronti dello sposo? La sua sinistra 0 sotto la mia testa
suo bastone, adesso se ne tornava ricco di copiosissi- e la sua destra mi abbracceri. La sinistra sotto il capo,
mo bestiame e di numerosi figli (Gn )I-32). Che di- la destra invece sopra. Abbracciandola dall'alto, in-
remo? Che tutto questo non sia feliciti? Ammettia- fatti, un braccio di lui rimane pii alto della testa,
mo che lo sia, ma E la felicitd posta a sinistra. Che mentre la mano sinistra d sotto la testa. Dice: La sua
vuol dire: Posta a sinistra? E una feliciti temporale, sinistra ldl sotto il mio capo. Egli ciod non mi lasceri
mortale, corporale. Non t'impongo di evitatla a tutti sprowisto delle cose necessarie per la vita temp ota-
i costi, ma non devi confonderla con la feliciti della le, tuttavia la sua sinisffa rimami sotto la mta testa.
desra. Difatti, se la gente in parola d detta maligna e Non sari collocata pir) in alto della testa, ma resteri
vana, non B per il faffo che possedeva l'abbondanza sotto la testa, affinch6 la destra di lui possa abbrac-
di tutte quelle cose ma perch6 poneva a destra cid ciarmi promettendomi la vita eterna. Solo cosi infat-
che invece sarebbe dovuto rimanere a sinistra. Per ti Ia sinisma star) sotto la testa: se la destra le star) al
questo la loro destra ldl destra di iniquiti; per questo di sopra. E si adempiri quanto d scritto nella lettera
la loro bocca ba proferito uaniti (Sal t+1, 8): perch6 a Timote o: Auendo la promessa della uita presente e di
collocarono a destra cid che avrebbero dovuto con- quella futura (1 Tm 4,8). Dice: Auendo la promessa

122 123
della uita presente e di quella futura. Cosa faremo nel
Ln ptccctI-E voLPI
tempo presente? Procureremo che la sinistra sia sot-
to la testa. E cosa faremo nel mondo awenire? La sua Molti eretici, alla pari con i pagani, si sono fab-
destra mi abbracceri. Cercate le cose necessarie alla bricati parecchie e svariate dirriniti e molte altre an-
vita temporale? Prima perd cercate il Regno di Dio, cora tr. hut ro immaginate. E anche se non le hanno
ciod quel che sta a destra, e tutte queste cose t'i saran- collocatenei templi, tuttavia, e cid d peggio, le hanno
no date per giunta (Mt 6, T). Dice: Avrete quaggii collocatenel lorocuore, divenendo essi stessi i templi
ficchezza e gloria e nel secolo futuro \a vtta eterna. di questiidoli falsi e ridicoli. Grande opera d spezza-
CioB: con la sinistra sosterrd la vosra debolezza, con re questi idoli nel proprio intimo e purificare il tem-
la destra coronerd la vostra perfezione. O che per ca- pio perch6 vi entri il Dio vivente, non un dio recente!
so gli Apostoli, quando lasciarono tutti i loro averi o t"tti costoro, sostenendo chi un'idea, chi un'altra, si
distribuirono ai poveri le loro sostanze, rimasero sen* sono forgiati tutta una serie di idoli diversi fra loro e,
za alcuna dcchezz,a in questo stesso mondo? Che ne nel momento stesso in cui svisano la fede sostituen-
E stato allora di quella promessa spettante i beni del- dola con le loro falsit), li diresti l'uno in contrasto
la sinistra: Riceueri in questo mondo sette uolte tanto con l'altro. Comunque, tutti rimangono nell'ambito
(Mt 19,29)? Promise un aumento, e in realti cos'B di terrene fantasie e in tali fantasticherie son tutti
mancato mai agli uomini di DioT Lincredulo possie- d'accordo. Diverse sono le loro opinioni: una sola e
de una casa o un numero limitato di case; al conra- identica B la loro vaniti. Di costoro d detto in un sal-
io all'uomo credente appartiene tutto un mondo di mo: Nella uaniti sono tutti uno solo (Sal 6t, 10)' An-
ricchezze (Pru 17,6). Vedi come sia piena la sua sini- che se in disaccordo per la varieti delle dottrine, tut-
stra che pur sta sotto la testa: Riceueri in questo rnon- taviasono uniti per la loro comune vaniti; e voi sape-
do sette uolte tanto. E vedi ora come la destra 1o ab- te che la vaniti sta di dietro, E alle spalle. Per questo
bracci: E nel secolct futuro la uita eterna (Mt 19, 29). quel tale si era dimenticato delle cose che stavano die-
Molto appropriatamente quindi in un altro passo, tro, ciod della vanit), e si protendeva verso le cose che
dove si parla ancora della Sapienza, E detto: I'lella sua aveva davanti, cio} verso la veriti, e correva a1la pal-
destra gli anni della uita, e nella sua sinistra le ric- ma della vocazione celeste ricevuta da Dio in cristo
chezze e l'onore (Pru 3, 16). Gesr) (cf . Flt 3, l)-Iq.Costoro invece sono d'accor-
(Enarratio in psalmum 14), 18) do nel tendere al peggio, anche se sembrano dissenti-
re l'uno dall'altro. Vien fatto di ricordare Sansone,
quando legd insieme le code delle volpi- (Gdc 15, 4) '
ie volpi ri,o il simbolo di tutti gli insidiosi, special-
mente degli eretici: ingannatori, imbroglioni, costoro
r25
t24
stanno nascosti e in agguato negli anf"ratti delle caver- pe: mettiamoci in agguato ad ambedue le uscite, af-
ne ed emanano anche un odore di morte. Conffo iinch6 la volpe, Se vorri uscire, sia cattutata. Ad
questo odore l'Apostolo dice: I'loi siamo il buon odo- esempio, chiediamo al manicheo, che si E fabbricato
re di Cristo iru ogni luogo (2 Cor 2, 15). Di queste vol- un dio recente e ha posto nel suo cuore un dio che
pi si parla anche nel Cantico dei cantici, li dove d det- non esiste:La sostanza di Dio B corruttibile o incor-
to: Prendeteci le piccole uolpi, che sterminaruo le uigrue ruttibile? Scegli cid che vuoi; esci da dove vuoi; non
e stanno nascoste nelle cauerne tortuose (Ct 2, l5). mi sfuggirai! Se dirai: ..E corrrttibile>>, non sarai la-
Prendeteci, ciod convincete. Tu prendi infatti colui pidato dal popolo, ma date stesso. Se invece dirai che
che convinci di falsiti. Piccole volpi erano quei tali bio a incorruttibile, in qual modo I'incorruttibile te-
che contraddicevano il Signore e gli dicevano: ln qua- me il popolo delle tenebre? Che, cosa potl4 fate al-
le potesti fai tu queste cose? E ad essi replicd Gesi: f incoiruitibile il popolo della corruzione? Che gli re-
Rispondetemi anche uoi una sola parola: ll battesimo sta se non dire: Noi sappiamo? Tuttavra, se risponde
di Giouanni donde i? Dal cielo o dagli uomini? Le vol- cosi non per ingannare ma dawero per Lgnoranza,
pi di solito hanno delle tane in cui si possa enrare da non resti pit u lungo nelle tenebre. Da volpe divenga
una parte e uscire dall'altra; ebbene, questo cacciato- pecora, cieda all'invibibile, all'incorruttibile, al solo
re di volpi ha posto le reti in ambedue le uscite. Dite- Dio, al Dio non recente.
mi: E dal cielo o dagli uomirui? Costoro si rendono (Enarratio in Psalmum 80,14)
conto che ad ambedue le uscite ha posto le reti per
catturarli e dicono tra s6: .le diremo cbe i dal cielo, ci
diri: Percbd non gli auete creduto? Giovanni infatti I ou,xrr DELLA Ctrm,se z

aveva reso testimonianza a cristo. .se diremo: E datta


terrA, il popolo ci lapida, perchd lo cctnsidera un profe- Sia benedetto il Signore, cbe non ci ha lasciati in
ra. Rendendosi conto che da una parte e dall'altra c'e- preda ai loro denti (Sal tZl, 6). Che eravamo infatti
ra la rete per catturarlt, rispondono Nctn lo sappiamo.
E il Signore: Neppure io ui dico in quale potesti faccio
queste cose (Mt 21, 23 -21).Voi dite di non sapere cid
7
Questo sermone faparte di un gruppo di sermoni tenuti a
Cartagini, nell'occasione dilla festa di San Cipriano. La doman-
che sapete; io non vi dico cid che chiedete. Non aven- da chE Agostino si pone B la seguente: che senso ha,-per un mar-
do osato uscire da nessuna delle due parti, siete ri- tire, dire In.l Signore non lo ha lasciato in preda ai denti dei per-
masti nelle vostre tenebre. Obbediamo anche noi, se secutori, qrandJpoi ha dovuto consegnare la sua vita? In realti,
possiamo , alla parola di Dio che dice: Prendeteci le anche ,. to.tr.uti, perseguitati, infieriti, Cristo non d stato rinne-
gato; d. contrario, i stato affermato con tale forza che le comuniti
piccole uolpi che sterminaruo le uigne. Vediamo se an- Ihe si riuniscono a celebrare Cipriano possono dirsi, con buona
che noi siamo capaci di prendere qualche piccola vol- ragione, nate dal sangue del sanio martire. Gerusalemme, il nuo-

126 127
quando, noi deboli, avevamo terrore dei forti; noi negli Atti degli Apostoli, poich6 vendettero tutto
umili, dei grandi; noi poveri, dei ricchi; noi bisognosi, qt*.rto possedevano e deposero il. ptezzo dei loro be-
di chi era nell'abbondanza? Che eravamo se il nostro rri ui piecli degli Apostoli, perch6 venisse distribuito a
aiuto non fosse stato nel nome del Signore, di lut, cbe ciascuno secondo il bisogno (cf. At 4, )4-35). Hai ri-
ba fatto il cielo e la terua lSal 1,21, 8)? Rallegratt, ralle- cevuto i velli delle tue pecore tosate. Quel gregge ri-
grati, Gerusalemme: rallegrati anche tu, non lasciata sali dal bagno del santo battesimo. Tutte generarono,
in preda ai denti dei cacciatori; rallegrati anche tu: hai perch6 adempirono i due comandamenti. Ricordate,
anche tu i denti. I tuoi denti conxe un gregge di pecore avete ricordato, da persone bene edotte, avete accla-
tosate (Ct 4,2). Ltrai anche tu i denti, Gerusalemme mato quando ho fatto riferimento ai due comanda-
santa, Citt) di Dio, Chiesa di Cristo, hai anche tu i menti; non ho detto quali fossero, nondimeno, dal-
denti. Ti si dice nel Cantico dei Carutici: I tuoi denti co- l'acclamazione ho avuto la prova della vostra perspi-
me un gregse di pecore tosate che risalgono dal bngno, cacia. Li avete riconosciuti. Tuttavia ne parlerd per
generano sempre delle coppie e non ui i sterile iru mez- coloro che pii di rado frequentanolaChiesa. Dice il
zo ad esse (Ct 4, 2). Bene, bene che non hai avuto ti- Signore, dice il Maestro assolutamente verace, dice il
more dei denti di Babilonia. Denti di Babilonia furo- Principe dei martirt: Aruerai il Signore luo Dio con tut'
no i poteri secolari, denti di Babilonia furono i mae- to il tio cuore e con tutta la tua anirna e con tutta la tua
stri di riti illeciti. Non sei stata lasciata ai loro denti. mente; e arnerai il prossimo tuo come te ste:ssct. In que-
Riconosci i denti tuoi: fa' tu cid che quelli vollero fa- sti due comandamenti i compendiata tutta la Legge e i
re. Volgi 1o sguardo a te stessa: hai anche tu i denti. I Profeti (Mt 22,37-40). I tuoi denti vinsero appunto
tuoi denti come un gregge di pecore tosate. Che vuol si- perch6 generarono tali coppie. Si dice a te che hai di
gnificare: di pecore tosate? Coloro che depongono pe- iali denti, si dice a te, o Chiesa, nella figura del bea-
si secolari. Che vuni significare: di pecore tosateT Co- tissimo Piero: Alzati, uccidi e ruarugia (At 10, D). Al'
loro che depongono i velli, come gravami del peso se- zati fu detto a Pietro - quando un recipiente fatto
colare. I tuoi denti erano quelli di cui E stato scritto scendere dal cielo conteneva tutti i popoli in figura di
arrimali - a Pieuo che avevafame,, ciod alla Chiesa de-
siderosa: Alzati, perch6 soffri la fame? Alzati, ti d sta-
vo popolo d'Israele, non deve preoccuparsi della persecuzione, in
questo anzi deve trovare il motivo della sua gioia. L)el resto, stan- to approntato il cibo. Hai i denti, uccidi e mangia. Uc-
do al Cantico dei Cantici, anche la Chiesa ha i suoi denti. e taii cidi cid che sono, fa' cib che sei, uccidi cid che sono,
denti sono costituiti dagli stessi martiri: essi sono come un gregge trasforma in cid che sei.
di pecore tosate, perch6 hanno deposto ogni peso del mondo: ri- (Sermo )D/8,)')
salgono dal bagno, perch6 provengono dal Battesimo; generano
sempre delle coppie, perch6 adempiono i due comandamenti del-
l'amore.

128 129
UN,INTE,RI,RETAZIoNE ARITMoLoGICA 8
vacillare in ogni sorta di dotrina. Il numero, di cui
si E detto, esprime la conferma certa e indubbia del-
Sul testo del Cantico dei Cantici: Sessanta sono la sctenza.
le regine, ottanta le concubine e le fanciulle senza nu- (De diuersis quaestionibus 83, 55^)
mero.Il numero dieci pud significare la scienza uni-
versale. Se lo si applic a alle cose interiori e intelligi-
bili, indicate dal numero sei, e lo si moltiplica per
sei, si ha sessanta; se invece lo si applica alle cose ter-
rene e comuttibili, che si possono indicare col nu-
mero otto, e si moltiplica per otto, si ha ottanta. Le
regine raffrgurano quindi le anime che regnano sulle
cose intelligibili e spirituali. Le concubine invece so-
no quelle che ricevono una ricompensa terrena; di
loro si dice: Hanno gii riceuuto la loro ricompensa
(Mt 6,2). Le fanciulle senza numero sono le anime
che non possiedono una scienza definita e possono

8 Agostino di una spiegazione aritmologica del verso: il


numero dieci significa la scienza universale, il numero sei indica
le cose interiori e intellegibili,llnumero otto le cose teruene e cor-
ruttibili. Fatte le dovute moltiplicazioni risulta che le sessanta
regine sono le anime che regnano sulle cose intelligibili e spiri-
tuali; le ottanta concubine sono quelle che gii ricevono una ri-
compensa terrena, secondo Mt 6, 2; le fanciulle senza numero
sono le anime che non possiedono una scienza definita e posso-
no vacillare nella dottrina. Le speculazioni sui numeri erano
molto frequenti e lo stesso Agostino mostra molte volte di non
disprezzarle: le teorizza anzitutto nel De musica, con un'argo-
mentazione che pud risalire alla tradizione pitagorico-platonica.
Le nozioni sul senso dei numeri facevano parte della formazio-
ne del tempo: <<Les PBres de l'Eglise ont presque tous recherch6
avec soin Ie symbolisme des nombres employ6s par I'Ecriture>>
[G. Bnnov , Notes compldmentaires a Oeuures de saint Augustin,
vol. 10, Paris 1952,7)41.

BO BI
il

sero piedi, - e cid awiene in ogni momento della sua


vita - ne contrae quei debiti per cui deve supplicare:
UN FONDAMENTALE Rimetti a noi i nostri debiti (Mt 6,12),8 cosi viene pu-
SENSO CRISTOLOGICO rificato da colui che lavd i piedi ai suoi discepoli, e
che mai cessa di intercedere per noi. A questo punto
ci sono venute in mente le parole che dice la Chiesa
nel Cantico dei Cantici: Mi son lauati i piedi; come po-
trd alcora sporcarrneli? rct 5, )'): parole che essa dice
quando ,rro1. andare ad aprire al pii bello-ma i figli
La sseuELA DEL c'HR/srus HUMTLIS degH uomini, che B venuto da lei e bussa chiedendo
che gli si apra la porta. Di qui d nata la questione [...]
Memore del mio debito, credo sia venuto il mo- .o.n. la Chiesa possa temere, camminando per rag-
mento di pagarlo. Mi conceda di pagarlo colui che mi giungere Cristo, di sporcarsi i piedi che ha lavato col
ha concesso di contrarlo. Chi mi ha donato la cariti battesimo di Cristo.
della quale sta scritto: Non abbiate debiti uerso nessu- Dice la sposa: lo dormo, ma il mio cuore ueglia.
no, se ruon quello dell'amore scambieuole (Rm 13, 8), Sento il rnio diletto che bussa alla porta. Si sente la vo-
mi conceda altresi il dono della parola di cui mi rico- ce dello sposo, che dice: Aprimi, sorella mia, miA ami-
nosco debitore verso quelli che amo. Si, ho tenuto so- ca, mia tolo*ba, mia perfetta; ho la testa pregna di ru-
spesa la vostra aspettativa per spiegarvi, come mi B giada, i riccioli zuppi di gocce notturne. E lei risponde:
possibile, in che modo si possa andare a Cristo cam- Ho suestito la tunica; come indossarla ancora? mi son
minando per tema, mentre ci vien comandato di cer- lauati i piedi, come sporcarmeli di nuouo? Gt S, 2-3).
care le cose che stanno in alto, non quelle della terra. Mirabile arcano, sr.rblime mistero! Dunque essa teme
Cristo infatti B in alto, assiso alla destra del Padre; ma di sporcarsi i piedi, andando ad aprire a colui che ha
d certo che egli d anche qui in terra, per cui disse a lavato i piedi ai suoi discepoli? Si, ha paura, perch6
Saulo, che in terra infieriva: Perchd mi perseguiti? (At deve carnminare sulla terra per andare a lui, che an-
9, 4) . Ci siamo posti questo problema osservando che cora sta in tema non avendo abbandonato i suoi che
il Signore lavd i piedi ai discepoli, bench6 i discepoli qui sono rimasti. Non ha detto egli stesso:-Ecco, io so-
fossero puliti e non avessero bisogno che di lavarsi i io ,on uoi sino alla fine dei secoli? E non ha detto an-
piedi. In quel fatto ci sembrava di dover capire che che: Vedrete i cieli aperti, e gli angeli di Dio salire e di-
mediante il battesimo viene lavato, si, l'uomo tutto in- scendere sopra it Figtio dell'uomo? Se salgono verso di
tero; ma, siccome poi deve vivere in questo mondo lui perch6 b su in alto, come pomebbero poi a lui di-
calcando quasi Tatenacon gli affettiumani, quasi fos- r...rd.t. se non fosse anche qui in terra? Dice perci|
t32 B3
la Chiesa: Mi son lauati i piedi; dourd dncora sporcar- verse mansioni stiano attenti a non sporcarsi i piedi
meli? Ella parla cosi in coloro che, purrficati d'ogni con il desiderio della lode umana, cercando di piace-
macchia, possono dire: Desidero di essere sciolto da re agli uomini. Chi, invece, volentieri e religiosamen-
questo corpo ed essere con Cristo; d'altra parte rimane- te [1scolta, non d tentato di vantarsi delle fatiche al-
re nella carne d piD ruecessario per uoi (Fil I,23-27). trui, e, lungi dal gonfiarsi d'orgoglio, gode di ascolta-
Parla cosi in coloro che predicano Cristo e gli aprono re la voce della veriti del Signore con una gioia che d
la porta, affinch6, per mezzo della fede, egli abiti nel propria solo all'umilt). E nella persona di quanti vo-
cuore degli uomini. Parla cosi in quanti esitano a lun- lentieri e umilmente amano ascoltate, e conducono
go prima di assumere un ministero che non si reputa- una vita tranquilla dedita a dolci e salutari occupazio-
no sufficientemente idonei a svolgere senza pericolo ni, che la santa Chiesa trova le sue delizie e dice: Io
di colpa, nel timore che, dopo aver predicato agli al- dormo, ma il mio cuore ueglia. Che vuol dire: io dor'
tri, vengano riprovati essi stessi. E infatti pir) sicuro ffio, ma il mio cuore ueglia, se non: mi riposo per
ascoltare la veriti che predicarla; perch6, quando si ascoltare? Il mio tempo libero non d destinato a colti-
ascolta si custodisce l'umilt), mentre quando si predi- vare la ptgrtzia, ma a raggiungere la saptenza. lo dor-
ca d difficile che non si insinui in chiunque quel ranto mo, md il mio cuore ueglia: mi tengo libero da ogni
di vanagloria che basta a sporcare i piedi. preoccupazione per contemplarti come mio Signore.
Teniamo conto, dunque, dell'esortazione dell'a- La sapienza dello scriba si deue al suo tempo libero; e
postolo Giacomo: Sia ognuruo pronto ad ascoltare, tar- chi non si disperde nell'azione diuenta saggio (Sir )8,
do a parlare (Gc I,19). A sua volta, un altro uomo di 25).Io dormo, ma il mio cuore ueglia, ciod sospendo le
Dio dice: Fammi udire la tua lieta e gioconda parola, ed occupazioni ordinarie e la mta anrma s'immerge nel-
esulteranno le ossa da te fiaccate (Sal50, 10). E qrrur- l'amore divino.
to vi dicevo prima: quando si ascolta la veriti, si cu- Se non che, mentre nella persona di quanti cosi
stodisce l'umilt). E un altro ancora dice: Iiamico del- soavemente e umilmente riposano la Chiesa gusta le
lo sposo, che gli sta uicino e lo ascolta, esulta di gioia al- sue delizie, ecco che bussa colui che dice: Cid che io
la uoce dello sposo (Gu 3,29). Gustiamo il piacere che ui dico nelle tenebre, uoi ditelo in piena luce; e cid cbe
proviamo nell'ascoltare la Veriti che parla denmo di ascoltate all'orecchio, predicatelo sopra i tetti (Mt 10,
noi senza stepito alcuno. E cosi, quando la Veriti ri- 27).La sua voce bussa alla porta gridando Aprimi, so-
suona esteriormente attraverso la voce del lettore o rella rnia, mia amata, colornba mia, perfetta mia; bo la
del predicatore, di chi la proclama o la spiega, attra- testa piena di rugiada, i miei riccioli di gocce notturne.
verso l'insegnamento, l'incoraggiamento e l'esortazio- Comi a dire: Tu riposi e la porta B chiusa dinanzi a
ne di chi ne ha f incarico, come anche attraverso i can- me, tu godi nella quiete riservata a pochi mentre, per
ti ed i salmi, tutti coloro che attendono a queste di- il moltiplicarsi dell'iniqurtd,,la cariti di molti si raf-
134 B5
il

fredda. La notte d immagine dell'iniquiti; la rugiada e ro che sono freddi; cid accadri soltanto quando ri-
le gocce notturne sono coloro che si raffueddano e ca- sorgeranno i morti. Trovandosi percid in difficolti
dono, facendo raffreddare il capo del Cristo, ciod im- per mancanza di predicatori, e ricordando quei suoi
pediscono che Dio sia amato: Dio, infatti, d il capo di membri, sani nella dotrina e santi nei costumi ma or-
Cristo. Costoro vengono portati sui capelli, ciod so- mai spogli del loro corpo, la Chiesa geme e dice: Ho
stenuti solo con i sacramenti visibili senza giungere ad deposto la tunica, come posso rimettermela? Come
una partecipazione profonda e piena. Egli bussa per possono, ora, rivestirsi della carne di cui sono state
scuotere dalla loro quiete gli uomini santi dediti alla spogliate quelle mie membra che, annunciando fervi-
medrtazione, e grida: Aprimi, tu c/te, in virti del san- damente il Vangelo, riuscirono ad aprire la potta a
gue che ho versato per te,, sei tnia sorella, in forza del- Cristo?
l'unione che ho realtzzato con te sei la ruia amata, gra- Poi, rivolgendosi a quelli che in qualche modo
zie al dono dello Spirito Santo sei la rnia colomba, in porebbero annunziare il Vangelo, che potrebbero
virtr) della mia parola che con maggior pien ezza hai guadagnare e guidare il popolo e cosi aprire la porta
ascoltato nella tua meditazione sei la nzia perfetta: a Cristo, ma che temono di cadere esponendosi ai pe-
aprimi e predicami. Come pomd entrare in coloro che ricoli dell'azione, dice: Mi sono lauati i piedi, dourd
mi hanno chiuso la porta, se non c'd chi mi apre? E sporcarmeli di nuouo? Se uno infatti non pecca nel
come potranno udire, se non c'd chi predica? parlare, i un uomo perfetto. Ma chi i perfetto? chi d
E cosi coloro che prediligono la calma medita- ih" i., qualche modo non vien meno in questo dilaga-
zione delle cose divine e rifuggono dallafatica e dal- re di iniquiti e raffreddarsi di cariti? Mi sono lauati i
le difficolti dell'azione, non ritenendosi capaci di piedi, doturd sporcarmeli di nuouo? Inoltre, leggo ed
ii
esercitare il ministero attivo in modo irreprensibile, ascolto, Fratelli miei, non uogliate essere in molti a far
vomebbero, se fosse possibile, che i santi Apostoli e da maestri, sapendo cbe ui toccherd un piD seuero giu'
gli antichi predicatori della veriti risuscirassero per dizio, tutti infatti manchiamo in molte maniere (Gc ),
affrontare ancora l'iniquiti drlagante, a cansa della l-2). Mi son lauati i piedi, dourd sporcarmeli di nuouo?
quale si B raffreddato il fervore della carith. Ma, a no- Ma ecco , mt alzo e apro. O Cristo, lavami i ptedt, ri-
me di coloro che gi) sono usciti dal corpo e si sono metti a noi i nostri debiti poich6 non si E spenta del
spogliati della tunica della carne (bench6 da essa non tutto la nostra cariti, poich6 ancbe noi li rimettiamo ai
siano separati per sempr.), lu Chiesa risponde: Ho ruostri debitori (Mt 6, tZ). Quando ti ascoltiamo, esul-
deposto la tunica, co?fle posso rimettermela? IJn gior- tano con te in cielo le ossa umiliate (cf.. Sal50, 10). Ma
no essa riprender) questa tunica, e, in coloro che ne quando ti predichiamo, camminiamo con i piedi in
sono stati spogliati, la Chiesa si rivestiri della carne; terra per venire ad aprirti la porta. E percid, se ci rim-
non perd adesso, adesso che occome riscaldare colo- proverano ci turbiamo, se ci lodano ci gonfiamo d'or-

B6 B7
fl

goglio. Lava i nosmi piedi che prima erano puliti, ma


che si sono sporcati camminando sulla terra per veni-
re ad aprirti. INDICE
(ln lohannis euangelium tractatus, 57)

INrnoouztoNE (dt Armando Genouese) pag. 5


5
I. Premessa 5
2. La struttura 7
9
4. Linterpretazione del Cantico nell'ese-
11

5. Liruterpretazione del Cantico nell'ese-


T7
2T
l. Premessa 2L
2. Lidea generale sul Cantico 25
S.Iioscuriti del Cantico. Liesercizio . )t
4. Il tema ecclesiologico 35
5. I
simboli del Cantico e I'esperienza
mistica . . 40
6. Uru fondamentale senso spirituale: la
sequela del Christus humilis 5t

BTSLIocRAFIA ESSENZTALE . . 55

138 B9
ltl

TESTI Prcfezia cristologica pag. 99


Un profumo che si spande
Correre dietro iI profumo
Umsa cIENERALE sut- CaNrrco . pag. 59 I-lordine dell'amore .
Profeta impropriamente detto 59 Nulla va amato pii di Dio
60 Tutto tntzia dalla fede . .
Nutrire l'uomo interiore con un'interpre- Senza fede l'uomo non compie nessuna
62 opera buona .
6) Prima di Cristo e dopo di Cristo .
65 Dio E nella quiete e sempre oPera
Il rigore del peccato e il calore dell'amore
67
Un amore forte, robusto e vigoroso
Un'espertenza di fede e di amore nascosta
Essere degni del sacramento ricevuto
67
La ferita dell'amore B salutare
La sinistra ela destra di Dio
7L
Le piccole volpi .
7T
I denti della Chiesa
Uimmensa luce della sapienza e il grande
Un' interpretazione aritmologica
ardore della cariti 78
La formica di Dio 80
UN I-oNoAMENTALE sENSo cRISToLoGICo
Essere santi tra le difficolti della vita 84
La sequela del Christus humilis
Una Chiesa di santi e di giusti? 87
Una, cattolica, madre di santi 89
Battesimo visibile e grazia invisibile 94
Splendida, candida, perch6 salvata . . 95
Nera e bella 97

I srusolr DEL CaNuco r, r psppruENZA Mr-


STICA 99

140 r41
PICCOLA BIBLIOTECA AGOSTINIANA 29. La. Crupsa, pp.256
30. I-Eucanrsria, pp. 168
)L. La nRcE, pp. 168
volumi pubblicati 32. Fpor, SpEnaNza CRrutA, pp.200
T. La sapIrNza, pp. 160
0. Giovanni Paolo II - <AcosrrNo D'IppoNA>>, pp. 192
1. La vsncrNrrA coNSACRATA, pp. L76
2. La orcxrrA DEL MMRrMoNro, pp. 160
3. Mra uRlns, pp. 128
4. La nrcoxcILIAZroNE cRrsrIANA, pp. 240
5. La Elr-osoFrA ANTrcA, pp. 160
6. Ir Marsrno, pp.96
7. I noxacr E rL LAVoRo, pp, 152
8. Sul sacsnoozro, pp. )12
9. Crpno E vrrA rN coMUNr., pp. Il2
10. IlcotrnarrrMENTo cRrsrrANo, pp. 104
11. La Rrcoll^, pp.264
L2. Marua <<DIcNrrAS TERRAE>>, pp.240
t3. Vnnso LA vERrrA, pp. I44
14. Coxoscpns E AMARE, pp. 152
L5. IlDrsconso DEL Srcxonn suLLA MoNTAGNA , pp.256
t6. LR vnna RELTGToNE, pp. I92
T7, La orcNrrA DELLo srATo vEDovrLE, pp. 128
18. Pruua cATECHEST pER I NoN cRISTTANI, pp. 208
19. Ix c,tuurxo vERSo LA pATRrA, pp.392
20. Ijaurcrzm, pp. I52
2t. Lagprrpzzt, pp. 192
22. La pRscHrERA, pp. 192
T. Sp,ssualrrA E AMoRE, pp. 160
24. h- Narar-E, pp.200
25, I Solu-oeur, pp. 176
26. La xaruna DEL BENE, pp. 120
27. La rnor cRrsrrANA, pp. 160
28. Sprruro E LTBERTA, pp. L44