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Analisi
Così il vaccino anti-Covid è diventato un affare da 2 miliardi in un giorno
Il 18 maggio, dopo che il gruppo Moderna ha annunciato i risultati preliminari della sperimentazione, corsa generalizzata ad emettere azioni

 Servizio di Morya Longo


20 maggio 2020

4 min

Mentre tutti sperano che possa prima o poi sconfiggere il coronavirus, il vaccino
allo studio nei laboratori di mezzo mondo un risultato l’ha già ottenuto. Non in
campo sanitario, ma in quello finanziario. In Borsa. Non solo ogni mezzo annuncio
e ogni inizio di sperimentazione viene festeggiato sul listino con rialzi da capogiro,
ma ogni notizia di questo tipo viene anche sfruttata dalle società del settore
biotecnologico e farmaceutico per collocare (a prezzi rialzati) nuove azioni in Borsa.
Per raccogliere soldi, sfruttando l’onda dell’entusiasmo in Borsa. Prima
annunciano, poi passano all’incasso.

Il caso Moderna
Il caso più clamoroso è avvenuto lunedì 18, quando il gruppo Moderna ha
annunciato i buoni risultati della prima fase della sperimentazione di un vaccino
anti Covid-19: l’intera Wall Street si è impennata lunedì, in un’euforia forse
neppure così giustificata dato il carattere preliminare dei test, e in serata Moderna e
altre 5 società del settore biotecnologico ne hanno approfittato per collocare nuove
azioni in Borsa. A prezzi maggiorati rispetto a quelli che avrebbero ottenuto solo un
giorno prima. Morale: in poche ore queste società (alcune delle quali neppure hanno
nulla a che fare con il Covid 19) hanno raccolto in Borsa più di 2 miliardi. Se cura il
coronavirus ancora non si sa, ma di certo il vaccino di Moderna cura i bilanci delle
società del settore.

IL COVID 19 METTE LE ALI AI TITOLI BIOTECH


Andamento alla Borsa Usa di alcune aziende del settore dal 21 gennaio. Dati in %
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Novavax (480,0%)

500

400
Moderna (282,0%)

300 Bellerophon (162,8%)

Vir Biotech (143,5%)


200 Incyte Corp (22,6%)
Bio-Techne (20,4%)
Gilead (19,4%)
100
Kristal Biotech (3,9%)
Clovis (-4,2%)
0 hexo (-49,7%)
Iqvia Holdings (-13,9%)
2020 mar apr mag

Fonte: Reuters • Creato con Datawrapper

Il vaccino vale subito 1,3 miliardi


Il caso di lunedì 18 è davvero significativo. Durante la giornata di Borsa, Moderna
(società biotecnologica Usa attiva nella ricerca di un vaccino contro il Covid-19)
annuncia i buoni risultati preliminari del suo vaccino. Stiamo parlando della
cosiddetta Fase 1 della sperimentazione, dunque molta strada deve ancora essere
percorsa dalla società prima di cantare davvero vittoria. Ma la Borsa Usa, che guarda
sempre avanti (soprattutto quando gli investitori hanno tanti soldi e non sanno
dove metterli), è stata presa da una vera e propria euforia che lunedì ha contagiato
tutte le Borse mondiali: Moderna, tutto il settore biotech e l’intera Wall Street hanno
iniziato a correre.

E cosa c’è di meglio da fare se non approfittare di un aumento dei prezzi per
collocare nuove azioni al volo? Così in serata, lunedì stesso, Moderna ha lanciato un
collocamento pubblico di azioni per 1,3 miliardi di dollari. La società ha giustificato
il fatto che i fondi servono per le necessità legate allo sviluppo del vaccino e
soprattutto per la sua distribuzione.

Un atto di fede?
Sta di fatto che ancora un vaccino non c’è, ma 1,3 miliardi di dollari sì. Il mercato,
sottoscrivendo queste azioni, fa un vero atto di fede: Moderna vale in Borsa circa 30
miliardi di dollari pur senza fare quasi alcun ricavo, dato che non ha ancora alcun
prodotto sul mercato. E il vaccino anti Covid-19 è ancora in una fase molto
preliminare della sperimentazione. «Investire nel settore biotech è così - osserva
però Lorenzo Biasio, Single Security Research Equity di Credit Suisse -. Se si investe
sulla società giusta che scopre un vaccino o una cura per malatie oggi incurabili il
guadagno in Borsa sarà elevatissimo, altrimenti saranno alte le perdite. Chi investe
in questo settore lo sa: poche società ce la faranno, altre no». Del resto - aggiunge -
per farcela queste aziende hanno bisogno di capitali per investire in ricerca.

Effetto onda
Ma se Moderna ha sfruttato il suo stesso annuncio per collocare azioni, tante altre
società - come evidenziato anche da Businessinsider negli Usa - si sono messe in
scia. E nell’euforia generale ne hanno approfittato anche alcune che fanno altro
rispetto a vaccini anti-Covid. Nella stessa serata di lunedì altre 5 aziende del settore
hanno infatti collocato azioni nello stesso modo. Dando uno sguardo ai filing della
Sec, emerge per esempio che Novavax (che dal 21 gennaio ha registrato in Borsa
una performance stellare del 480%) ha lanciato al volo - lunedì 18 - un collocamento
di azioni da 250 milioni di dollari. Neppure Krystal Biotech si è fatta sfuggire
  l’occasione: sempre in serata ha annunciato un’offerta di azioni ordinarie per un

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totale di 125 miliardi di dollari.

E lo stesso l’hanno fatto Clovis Oncology (azienda attiva nel settore anti-cancro) per
circa 89 milioni di dollari, Bellerophon Therapeutics (che ha annunciato un
collocamento di azioni) e Gossamer Bio che ha collocato azioni per 125 milioni di
dollari più un bond convertibile da 200 milioni di dollari. Insomma: tra Moderna e
tutte le altre, quell’annuncio sul vaccino e il conseguente rialzo in Borsa ha è valso
per molte società una raccolta fondi fulminea per un totale di oltre 2 miliardi di
dollari. E altre aziende sono in scia ancora.

L’esuberanza (irrazionale?)
Il punto è che l’annuncio di Moderna è ancora preliminare, e per avere un vaccino
servirà tempo. Tra l’altro è anche capitato che la Borsa prendesse cantonate in
passato su sperimentazioni simili. In questo caso sarà la storia a dire come andrà a
finire la vicenda di Moderna: ci auguriamo tutti che vada a buon fine il prima
possibile. Certo è che il vaccino anti-Covid 19 si sta dimostrando una macchina da
soldi prima ancora di vedere la luce, grazie a una combinazione di fattori: aziende
che dosano con scaltrezza annunci e raccolta-fondi sul mercato da un lato,
investitori pieni di soldi grazie alla liquidità stampata dalle banche centrali
dall’altro.

E qui si arriva al vero problema delle Borse. L’abbondante liquidità stampata dalle
banche centrali da qualche parte deve andare. Gli investitori puntano o sugli stessi
titoli che comprano le banche centrali (titoli di Stato, corporate bond ecc), oppure in
Borsa sui settori più immuni dalla crisi del coronavirus (tech o farmaceutici).
Morale: una gran quantità di denaro si riversa su un gruppo abbastanza ristretto di
aziende, che non si lasciano sfuggire il momento di gloria. Sperando non sia una
bolla.

 PER SAPERNE DI PIÙ Riproduzione riservata ©

Morya Longo
Vicecaposervizio
 @MoryaLongo

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