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Il Sole 24 Ore 10/03/20, 09:53

NORME E TRIBUTI Il Sole 24 Ore 10 MARZO 2020

EMERGENZA COVID-19

Cartelle e accertamenti fiscali, niente stop per le


impugnazioni
La sospensione prevista da Dl 11/2020 non sembra applicarsi agli atti tributari
In attesa di chiarimenti meglio impugnare gli atti in scadenza

Dalla lettura del Dl 11/2020 sulle misure straordinarie per lo svolgimento


dell’attività giudiziaria, i termini di impugnazione degli atti tributari quali
accertamenti, cartelle, irrogazione sanzioni, avvisi di liquidazione eccetera, non
sembrerebbero sospesi. Il condizionale è d’obbligo in quanto risulterebbe
veramente singolare che in una simile situazione, il governo non abbia inteso
prorogare i termini di scadenza degli atti tributari. Va da sé che in considerazione di
questi dubbi sarebbe auspicabile un tempestivo chiarimento anche perché si rischia
di danneggiare seriamente contribuenti e imprese interessate.
Vediamo i termini della questione. L’articolo 1 del decreto legge prevede che sino
al 22 marzo 2020 «le udienze dei procedimenti civili e penali pendenti presso tutti
gli uffici giudiziari» (salvo determinate eccezioni quali misure cautelari reali e
personali, minori, ecc) sono rinviate d’ufficio a data successiva al 22 marzo 2020.
In base al comma 2 sempre sino al 22 marzo 2020 sono sospesi i termini per il
compimento di qualsiasi atto «dei procedimenti indicati al comma 1». Stante il
chiaro rinvio ai procedimenti indicati al comma 1 sembra che la sospensione dei
termini attenga solo quelli pendenti presso gli uffici giudiziari e, peraltro, oggetto di
rinvio “automatico”.
Estendendo tali previsioni al processo tributario, come previsto dal comma 4 del
medesimo articolo («le disposizioni del presente articolo, in quanto compatibili, si
applicano altresì ai procedimenti relativi alle commissioni tributarie e alla
magistratura militare») sembrerebbero esclusi gli atti tributari in scadenza in questi
giorni.
Si tratta, più in particolare, degli avvisi di accertamento, atti di irrogazione
sanzioni, avvisi di liquidazione, cartelle di pagamento eccetera per i quali in questi
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giorni decorrono i previsti 60 giorni per la relativa impugnazione ovvero


centocinquanta giorni, nelle ipotesi in cui sia stata presentata istanza di adesione
(evidentemente solo per taluni di essi).
Non vi è dubbio che per questi atti nessun “procedimento” sia stato avviato,
tantomeno come prevederebbe il comma 1 «pendente presso gli uffici giudiziari».
Così, applicando letteralmente queste disposizioni, nessuna proroga interesserebbe
tali atti con la conseguenza che essi devono esser impugnati nei termini previsti (60
giorni ovvero 150), altrimenti si rischia che diventino definitivi. Del resto, l’unico
riferimento che si rinviene al settore tributario concerne l’estensione in quanto
«compatibile» delle predette disposizioni ai procedimenti relativi alle
«commissioni tributarie».
La relazione che illustra il decreto non chiarisce nulla al riguardo e quindi appare
ulteriormente fondata l’ipotesi che da queste disposizioni per quanto interpretabili
in modo ampio, non si possa dedurre la proroga dei termini di impugnazione degli
atti tributari in scadenza.
Occorre peraltro notare che il decreto della scorsa settimana che ha sospeso gli
adempienti tributari a beneficio dei contribuenti che erano ubicati nelle prime zone
rosse, in realtà pur riferendosi alle cartelle di pagamento e agli avvisi di
accertamento esecutivi, concerneva la sospensione dei versamenti, e non anche
dell’impugnazione.
In relazione a quanto precede, poiché appare inverosimile che in questo particolare
momento non vengano sospesi gli atti di accertamento, le cartelle e comunque tutti
gli atti impugnabili di natura tributaria, è auspicabile che l’eventuale estensione di
tali norme a detti atti venga chiarita in sede di conversione. Nel dubbio, imprese e
contribuenti dovranno prudenzialmente impugnare gli atti in scadenza onde evitare
che diventino definitivi.
Va evidenziato, infine, che il decreto si occupa in dettaglio di tutti i procedimenti
giudiziari (civile, penale, amministrativo, contabile) mentre per quello tributario, al
pari di quello militare, viene operata una generica estensione. Evidentemente si
trattava di competenze non dirette del dicastero che ha predisposto il
provvedimento, tuttavia sarebbe opportuno, stante la rilevanza della giurisdizione
tributaria, che vengano impartite direttive ad hoc anche per tale settore.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Antonio Iorio

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