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Il “cambio di passo” dei risparmiatori.

Gentili Risparmiatori,

ho il piacere di illustrarvi il progetto che insieme ad alcuni colleghi sto sviluppando in questo primo periodo
del 2015. L’esigenza è nata per migliorare sempre più la qualità del servizio di Consulenza Indipendente
unendo le nostre competenze con un continuo confronto per realizzare un “gioco di squadra” vincente per
il Risparmiatore.

Desidero quindi entrare nel dettaglio; la situazione generale dei mercati finanziari ha confermato una realtà
che al momento sembra debba proseguire per un tempo non brevissimo:

1) Rendimenti negativi o quasi delle obbligazioni governative in UE; Un report di Citigroup calcola che
circa il 25% del totale dei bond governativi dell'area euro presenta rendimenti negativi sul mercato
secondario. La sola Germania presenta interessi negativi su quasi metà dell'intero debito pubblico
collocato e oltre il 30% sui titoli con scadenza superiore ai 12 mesi. Il 20% dei bond olandesi ha tassi
negativi, il 19% della Finlandia e il 6% dell'Austria.
2) Le analisi delle banche di investimento mondiali guidano tutte verso queste considerazioni:
Incertezza dei mercati azionari, pur con situazioni molto diverse (Stati Uniti, Europa e Giappone
solo per citare i paesi sviluppati); prezzi molto cari delle azioni americane (con una economia che ha
il suo andamento positivo ma che ogni tanto ha anche dati non sempre in linea); Area Euro che
stenta a riprendersi con molte difficoltà e con notevole lentezza.
3) Andamento delle economie dei mercati emergenti a macchia di leopardo.
4) La discesa dei prezzi degli immobili si è fermata, confermando però una situazione di stabilità che al
momento non sembra garantire una ripresa delle quotazioni. Qua vorrei spendere qualche riga in
più perché uno dei grandi difetti di molti risparmiatori Italiani è stato quello di concentrare i propri
risparmi sul mattone con la certezza che tanto i prezzi sarebbero sempre saliti (e psicologicamente
più sicuri delle azioni, solo perché non si vede il prezzo dell’immobile finché non si vende). Questo è
stato vero per diversi decenni, ma non in tutti i periodi; ora però molti si trovano con capitali
sostanzialmente illiquidi o resi tali per la mancanza di volontà a vendere con l’illusione che prima o
poi risalirà (in finanza comportamentale questo errore viene definito “errore di ancoraggio”,
ancoraggio a prezzi passati che non è detto torneranno). Questa situazione ci fa capire che la
diversificazione è un dogma che va sempre applicato per evitare di trovarsi con “tutte le uova nello
stesso paniere”… quando cade. E qua non voglio dilungarmi nei costi di IMU e rischi che l’affittuario
non rispetti i pagamenti.
5) In questa generale situazione è inevitabile che il Risparmiatore “fai da te” si trovi spaesato (non sa
dove mettere i soldi), in certi casi spaventato e senza dubbio inconsapevole di quello che gli viene
proposto dalla propria banca. Non dimentichiamoci che per la banca i prodotti migliori sono quelli
che hanno un elevato margine di guadagno, che si traduce in un maggior costo e minor rendimento
per il cliente. Resta altresì vero che per offrire rendimenti “appetibili” le banche indirizzano i clienti
ad investire in prodotti rischiosi e costosi senza però spiegare a quali rischi e costi il Risparmiatore si
espone.
6) Per finire una situazione che caratterizza i mercati finanziari nella loro globalità è la mancanza di
decorrelazione che distinguevano invece le diverse asset class nei decenni precedenti. (in sostanza
vuol dire che in passato quando le azioni scendevano i rendimenti delle obbligazioni salivano e
viceversa, consentendo così con una semplice diversificazione, di tamponare la volatilità degli
investimenti) . Oggigiorno le relazioni fra le diverse classi di investimento non sempre seguono la
vecchia teoria classica.

Diventa quindi fondamentale individuare quei pochi strumenti (in primis fondi comuni) che adottano
strategie il più decorrelate possibili con gli andamenti dei mercati, sia azionari che obbligazionari.

Il progetto che stiamo quindi portando avanti è ed stato quello di individuare, mediante continui confronti
direttamente con i gestori, alcuni fondi, che riteniamo possano adottare diverse strategie ognuna con
caratteristiche diverse, ma tutte rivolte al contenimento della volatilità.

L’obiettivo è di rendere il portafoglio dei Risparmiatori più solido e meno influenzato dagli eventuali
drawdown (discese drastiche) dei mercati.

Un'altra esigenza che in alcuni portafogli è fondamentale è il recupero delle perdite. Purtroppo la fiscalità
negli investimenti finanziari non consente a tutti gli strumenti di compensare le minus pregresse.

Per aiutare il risparmiatore sono stati creati strumenti specifici che consentono, in base al proprio profilo di
rischio, di recuperare le perdite sino ad azzerarle.

Il “cambio di passo” che deve avere chi ha a cuore i propri risparmi è un cambio di mentalità; questo porta
a non adattarsi (a volte per pigrizia mentale) solamente ai prodotti della propria banca perché questo limite
obbliga il Risparmiatore a mettere i propri soldi in strumenti inefficienti che non gli consentono di
raggiungere i propri obiettivi.

Cordiali saluti

AR Financial Planning s.r.l.c.r.