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L’imprenditore

Partendo dal gergo comune possiamo annoverare tra gli imprenditori un libero pro-
fessionista, un medico, un avvocato, un dottore commercialista…

Per definire meglio ed usare in modo opportuno il termine di imprenditore è neces-


sario che noi partiamo dalla realtà. In Realtà il termine di imprenditore é, prima di
essere un concetto di diritto, un concetto di economia. È stato elaborato in epoca
moderna per identificare uno dei soggetti del sistema economico, dove per siste-
ma economico intendiamo l'organizzazione sociale della produzione e della distri-
buzione della ricchezza. All'interno del sistema economico compaiono oltre all'im-
prenditore anche le figure del capitalista, del lavoratore e del consumatore.

- Il capitalista, offre il capitale per ricevere come corrispettivo una remunerazione


fissa che si chiama: interesse.

- il lavoratore offre il suo lavoro per ricevere come corrispettivo una remunerazione
fissa concordata che è il suo salario.

- Il consumatore è colui che domanda, per soddisfare i propri bisogni, determinati


beni e servizi.

L'imprenditore può essere definito come l’attivatore del sistema economico , altri-
menti detto inerte. Svolge cioè una funzione di intermediazione tra gli altri soggetti
del sistema economico ( capitalista e lavoratore ) e combina i corrispettivi fattori
produttivi ( capitale e lavoro ) in modo tale da ottenere un prodotto idoneo a soddi-
sfare i bisogni del consumatore .

Il Mercato è il luogo ideale di incontro tra domanda e offerta dei vari soggetti eco-
nomici, ( “ideale” perché si omettono l'interferenze di mercato).

Capitalista: Capitale vs interesse


Lavoratore: Lavoro vs retribuzione
Consumatore: Prezzo vs Bene/servizio
L'imprenditore si obbliga a corrispondere un compenso fisso ai capitalisti ed ai la-
voratori. Su di lui incombe, perciò, il rischio di non coprire con il ricavo dei beni e
servizi prodotti il costo dei fattori produttivi impiegati. Tale concetto passa sotto il
nome di: rischio economico. Quest'ultimo trova la propria remunerazione nel pro-
fitto, cioè la differenza attiva tra ricavi e costi. Ricavi − costi > 0

L'imprenditore ha anche il potere di dirigere la produzione , ovvero che egli è il


capo dell’impresa, detentore del potere economico, e decide: che cosa produr-
re, come produrlo, quando, quanto e dove.

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Imprenditore e capitalismo : excursus storico

Il concetto di imprenditore sorge tra settecento e ottocento con il passaggio da


quello che viene definito il capitalismo commerciale a quello che sarà definito il ca-
pitalismo industriale.

Capitalismo commerciale si sviluppa nel periodo che va dal medioevo al settecento,


in tale periodo il commercio è il fattore propulsivo del sistema economico . Produt-
tori di beni materiali (artigiani e contadini) erano su commessa di una figura che è
quella del commerciante. quest’ultimo dunque incarica, i contadini da un lato e gli
artigiani dell’altro, di produrre quei dati beni o servizi. Gli artigiani e contadini all’
epoca venivano chiamati lavoratori autonomi,( Marx li definiva dei produttori diretti)
nel senso che erano proprietari della propria bottega e quindi del prodotto che
creavano che poi vendevano al commerciante per potersi sostentare. La figura del
commerciante poco per volta permette la creazione di quella classe sociale che de-
finiremo la borghesia, che a differenza della classe sociale precedente ( l’aristo-
crazia) concepisce la ricchezza come mezzo per creare nuova ricchezza. Il com-
merciante, attraverso la propria attività, si arricchisce e tale ricchezza la Investe in
ulteriori attività per ampliare il proprio mercato.

In questo periodo nasce il capitalismo, ovvero l'utilizzo del capitale e il commercio


come mezzo per accrescerlo. Si parla di valorizzazione del capitale e del periodo
della cosiddetta accumulazione del capitale. L'avvento delle prime macchine indu-
striali segna il passaggio dal capitalismo commerciale a quello industriale: il capita-
lista che ha accresciuto la propria ricchezza nel periodo precedente si trova adesso
a potere investire quest’ultimo nella produzione industriale. Converte quindi il capi-
tale commerciale in capitale industriale. Per quanto riguarda i lavoratori autonomi
devono ora abbandonare quella che era la produzione propria di beni servizi e e tra-
sferirsi nelle grandi città per ottenere un lavoro presso queste strutture dotate di
questi macchinari ad alto valore tecnico e tecnologico. Tale concetto passa sotto il
nome di proletarizzazione degli artigiani e contadini, I quali conferiscono dunque
energia lavoro al proprietario dell’azienda.

Nel settecento la distinzione fra capitalista e imprenditore non era ancora ben defi-
nita. Solo con l'inizio dell'ottocento e con l'economista francese Jean-
Baptiste Say, che si è preoccupato di verificare che non sempre chi utilizza il capi-
tale nel processo produttivo ne è anche il proprietario, si è giunti alla netta distinzio-
ne fra imprenditore e capitalista. L’imprenditore dunque paga un interesse o un affit-
to per il capitale preso in prestito e, con il ricavo dei beni e servizi prodotti dai lavo-
ratori assunti, remunera il profitto con la propria attività di organizzatore del proces-
so produttivo e dirigente della produzione stessa ( assumendosi ovviamente il pro-
prio rischio economico).

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Dal concetto dell'economista francese perviene anche la definizione giuridica di im-
prenditore:

ART.2082CodiceCivile
E’ imprenditore chi esercita professionalmente una attività economi-
ca organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di
servizi

Professione intellettuale
All'interno della sua figura dell’imprenditore, quindi, oltre ad avere quella del produt-
tore ha anche quello del commerciante dato che produce e scambia beni e servizi.
Ci sono però attività che anche se esercitate professionalmente e al fine di produrre
beni e servizi, non danno luogo ad attività d’impresa.

Ad esempio un artista o un intellettuale vengono considerati anche imprenditori solo


dal momento che svolgono un ulteriore attività, diversa da quella intellettuale o arti-
stica solita, che è definibile in sé come attività di impresa. Ulteriore esempio può
essere rappresentato da un medico che oltre essere scritto ovviamente ad un albo o
elenco gestisce una casa di cura. Il fatto che esso sia iscritto all'albo dei medici .se-
condo il legislatore non rappresenta un imprenditore. Ma il fatto che esso sia gesto-
re di una casa di cura ed essendo quest'ultima definibile come attività d'impresa
risulta finalmente anch’egli imprenditore.

Quindi un professionista intellettuale non è un imprenditore, ma non si esclude il fat-


to che possa diventarlo dal momento che svolge un ulteriore attività definibile come
impresa , ponendo così la sua professione intellettuale come semplice elemento
accessorio.

ART.2238CodiceCivile

È Anche imprenditore…
“… se l'esercizio della professione costituisce elemento di un'attivi-
tà organizzata in forma d’impresa”
Nell’articolo 2082 del codice civile è da sottolineare la parola professionalmente. In-
fatti un prerequisito fondamentale e principale affinché un'attività di impresa venga
svolta in modo professionale è che essa deve avere una stabilità: abitualità e si-
stematicità dell'attività stessa esercitata. Ad esempio un’attività alberghiera ma-
rittima anche se viene esercitata solo in un determinato periodo dell'anno risulta che
essa viene esercitata in modo ciclico e non abitualmente: Ecco che, quindi, l'attività
alberghiera rappresenta un'attività di impresa.

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Secondo requisito anche esso di notevole importanza è che l'attività deve essere
svolta a scopo di lucro quindi finalizzata al guadagno. Non a caso infatti si parla di
imprenditore come soggetto che punta alla massimizzazione del profitto. Dal punto
di vista giuridico, per professionalità si intende che l'attività venga svolta solo se-
condo il criterio di obiettiva economicità; quindi non per forza a scopo di lucro
ma a condizione di pareggio di bilancio (le entrate pareggiano le uscite); oppure det-
to in maniera diversa: che l'attività rimborsa i fattori produttivi impiegati nel proces-
so produttivo. Questo significa che anche gli enti pubblici possono avere, all'inter-
no del proprio insieme, degli enti pubblici economici: ovvero che nascono sin dal-
l'inizio con l'intenzione di produrre in condizioni di pareggio di bilancio ( Un esempio
può essere rappresentato dall'ente pubblico enel, che sin dalla sua nascita sì è pre-
supposto di produrre energia in condizioni di pareggio di bilancio). Di conseguenza
la qualità giuridica di imprenditore non è negata a chi non persegua scopo di lucro
ma finché enti pubblici vengono considerati imprenditori bisogna che si producono
beni e servizi in condizione almeno di pareggio di bilancio ecco quindi che si indivi-
duano gli enti pubblici economici ( ART.2093 C.C. ).

Riassumendo, per professionalità della nostra definizione di imprenditore si intende:


non uno stato personale o una condizione sociale ma solo che l'attività svolta abbia
un’abitualità e sistematicità. Inoltre dal punto di vista giuridico si chiede che si attui
almeno il criterio di obiettiva economicità, ovvero che si riesca a pareggiare le spese
con i ricavi. Da questo punto di vista anche gli enti pubblici possono essere definiti
impresa ( detti enti pubblici economici ) a patto che venga soddisfatto il criterio di
obiettiva economicità. Infine per estensione il sistema giuridico italiano ha esteso
tale criterio anche all'imprenditore privato ma questa volta non con la condizione di
pareggio di bilancio ma con lo scopo di guadagno.

Imprenditore Commerciale e Agricolo


Libro quinto del CC.

Il nostro legislatore adesso si preoccupa di suddividere la figura dell'imprenditore in


nelle due macro categorie: commerciale e agricolo. Inoltre si avrà anche una un'altra
ulteriore distinzione tra imprenditore piccolo imprenditore non piccolo imprenditore

Articolo 2195 definisce il concetto di impresa commerciale e quindi di imprenditore


commerciale. L'imprenditore commerciale è tale se :

- esercita un'attività industriale diretta alla produzione di beni di servizi : Attività


produttiva pura e semplice che attinge direttamente ale materie prime trasfor-
mandole, oppure attività industriale intesa come approvvigionamento di fattori
produttivi, la loro organizzazione, con lo scopo di ottenere un prodotto da immet-
tere nel mercato;

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- un'attività intermediaria nella circolazione dei beni: classica figura del commer-
ciante che si occupa di comprare i beni e servizi sul mercato, E senza effettuare
nessun aggregazione di essi li ricede al mercato stesso.

- Un'attività di trasporto per terra per acqua e per aria

- un'attività bancaria o assicurativa: l'attività bancaria è definita come un'attività


commerciale. Infatti secondo l'articolo 1 della legge bancaria, si attribuisce ad
essa un'attività commerciale con funzione passiva e funzione attiva. La funzione
passiva e quella di raccolta di risparmio ( deposito bancario ); la funzione attiva
della banca invece è l'esercizio del credito ovvero il fatto di concedere a prestito il
denaro di cui si dispone a fronte della restituzione a tempi definiti del denaro con-
cesso insieme a degli interessi La funzione della banca è quindi definibile come
attività intermediaria per la circolazione di denaro. Infine anche l'attività assicura-
tive possono essere definite come imprese commerciali.

- Altre attività ausiliarie delle precedenti : attività esercitate da imprenditori per altri
imprenditori; adesso empio i mediatori o gli agenti di commercio.

L’ articolo 2135 definisce il concetto di imprenditore agricolo. Egli è tale se eserci-


ta un'attività diretta alla coltivazione del fondo alla silvicoltura allevamento degli
animali e attività connesse ( produzione, organizzazione dei beni prodotti: Agrituri-
smo.) Non appartiene a uno statuto speciale come quello degli imprenditori com-
merciali ma appartiene ad una sezione speciale la registro delle imprese a cui devo-
no essere iscritti ma solo allo scopo di dichiarare la loro esistenza , non hanno l'ob-
bligo di scritture contabili come imprenditori commerciali e non sono soggetti a pro-
cedure concorsuali (relative al fallimento) anche se dall'agosto del 2019 una modifi-
ca dell’ordinamento porterà anche i Piccoli imprenditori o gli imprenditori agricoli
essere sottoposti ad una procedura speciale nel caso risultino sovra-indebitati.

Per l'imprenditore commerciale lo statuto dell'imprenditore commerciale impone:

- l'iscrizione a registro delle imprese obbligatoria per tutti gli atti/fatti che concer-
nono i momenti più importanti della vita dell'attività d'impresa

- rappresentanza commerciale per gli ausiliari

- Tenuta scritture contabili obbligatorie

- Soggetti a fallimento e altre procedure concorsuali

Per l'imprenditore agricolo l'iscrizione al registro delle imprese ha efficacia dichiara-


tiva: gli atti e i fatti iscritti sono opponibili ai terzi, ossia che si presumono ad essi
sempre noti. I fatti non iscritti non sono opponibili ai terzi a meno che non si provi
che questi ultimi ne erano a conoscenza. In alcuni casi è anche costitutiva

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Enti pubblici Economici
- Gli enti pubblici economici possono essere definiti impresa commerciale se
l'esercizio dell'attività commerciale stessa è l'oggetto principale O esclusivo del-
l’ente ( Enel)

- Gli enti pubblici economici per i quali l'esercizio dell'attività commerciale risulta
un oggetto secondario non vengono definiti come imprese commerciali bensì
come imprese non commerciali.( , Enti pubblici territoriali). Non hanno l'obbligo di
iscrizione registro delle imprese e non hanno l'obbligo della tenuta di scritture
contabili.

Entrambe le categorie di enti pubblici economici sono esclusi, per legge, dalle pro-
cedure concorsuali e dal fallimento.

Piccolo imprenditore
Il piccolo imprenditore e tale se:

- resta nell'impresa il proprio lavoro ed eventualmente quello della propria famiglia

- Il lavoro dell'imprenditore e quello eventuale della propria famiglia possa essere


considerato prevalente rispetto al lavoro altrui o al capitale che viene investito

- Sono applicate le norme sull'imprenditore in genere ma non quelle specifiche


sono imprenditore commerciale.

- È iscritto nella sezione speciale del registro delle imprese e tale iscrizione a fun-
zione di certificazione anagrafica e di pubblicità notizia

- Non può essere sottoposto a procedura fallimentare lo altre procedure concor-


suali , qualora sia in possesso di requisiti di non fallibilità previsti dall'articolo 1
della L.F.

- Escluso dalla tenuta delle scritture contabili

ART.2083CodiceCivile
Sono piccoli imprenditori i coltivatori diretti del fondo, gli artigiani ,i
piccoli commercianti e coloro che esercitano un'attività economica
organizzata prevalentemente con il lavoro proprio e dei componenti
della famiglia.


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Impresa e Azienda

Azienda

ART.2555CODICECIVILE
L'azienda è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore
per l'esercizio dell'impresa.
I beni vengono organizzati ed assemblati dall’imprenditore per esercitare la propria
attività. Tale organizzazione definisce il termine giuridico di Azienda. Essa individua
quindi gli strumenti produttivi. Il complesso dei beni organizzati possono essere ce-
duti, venduti, affittati e non sempre la titolarità dell’impresa può coincidere con la
proprietà degli strumenti di produzione : si parla di Cessione d’azienda o di Circo-
lazione d’azienda. Essa richiede una forma scritta che è necessaria per menziona-
re tutti quei beni aziendali che vengono esclusi dal trasferimento e , nel caso fosse
un’impresa commerciale deve essere registrata nel R.I.. Tale trasferimento consiste:

- nel trasferimento delle proprietà, ossia dei beni di proprietà dell’imprenditore.

- Nel caso in cui vengano trasferiti anche proprietà che non siano dell'imprenditore
é necessario che chi acquista, subentri o succeda nei contratti stipulati dall'im-
prenditore per la sua attività. Contratti che possono essere : Aziendali, aventi ad
oggetto il godimento di beni aziendali; e contratti stipulati per l’esercizio dell’
azienda che non hanno ad oggetto beni aziendali ( c. Di lavoro subordinato,
contratti d’impresa in generale). Sono invece intrasmissibili all'acquirente i
contratti di carattere personale. Per quanto riguarda i contratti di lavoro su-
bordinato , l’articolo 2112 recita:

ART.2112CodiceCivile Mantenimento dei diritti dei lavoratori in caso di


trasferimento d'azienda.

In caso di trasferimento d'azienda, il rapporto di lavoro continua con il


cessionario ed il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivano.

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- Vale la deroga al principio generale:
ART. 2558 DEROGA AL PRINCIPIO GENERALE
Consenso del contraente ceduto non richiesto!vale anche per la cessione del
contratto di locazione dell’immobile; il contraente ceduto potrà recedere entro
3 mesi dalla notizia del trasferimento ma solo se sussiste una giusta causa .
- Cessione dei crediti: Gli importi devono essere corrisposti all’imprenditore
che decide di cedere l’ azienda, da parte del cessionario dal momento che il
trasferimento venga iscritto nel R.I. Un'azienda viene ceduta sia per atto Inter
vivos ( vendita, usufrutto, affitto oppure donazione, permuta, conferimento in
società) sia mortis causa (eredità).

ART: 2559 CESSIONE DEI CREDITI relativi all’azienda ceduta ha effetto


nei confronti dei terzi, anche in mancanza di notifica al debitore o di sua
accettazione, al momento dell’iscrizione dl trasferimento nel R.I.. Tutta-
via, il debitore che paga in buona fede all’alienante è liberato;

- Accollo dei debiti: cedente e cessionario sono obbligati a pagare, o l'uno o l'al-
tro, all’alienante.
ART. 2560 ACCOLLO ( art. 1273) DEI DEBITI : L’alienante è liberato dai
debiti relativi all’azienda ceduta solo se i creditori vi acconsentono. Per
le imprese commerciali , se i debiti risultano dai libri contabili obbligatori
, cedente e cessionario sono obbligati in solido per il loro pagamento.
( solo se l’imprenditore alienante è imprenditore commerciale non picco-
lo)
- Vige il divieto di Concorrenza:
DIVIETO DI CONCORRENZA (ART.2557 CC)

il trasferimento dell’azienda comporta per l’alienante l’obbligo di aste-


nersi dall’iniziare una nuova impresa che possa, per le sue caratteristi-
che, sviare la clientela dell’az.da ceduta. Tale obbligo può essere escluso
o ampliato dalle parti, non oltre però il limite temporale di 5 anni

Chi è il ceduto, il cessionario e cedente


L’alienante, proprietario dell’impresa, stipula un contratto con due parti dette ce-
denti. Se Una di queste decide di cedere la sua parte ad un terzo, detto cessionario,
essa prende il nome di ceduto.

Dunque ad esclusione dell’alienante, se viene stipulato un contratto tra A e B ed A


decide di cedere la sua parte a B, avremo che :

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- A è il cedente

- B è il ceduto

- C è il cessionario

L’Avviamento
L’azienda è caratterizzata da un complesso di beni. I singoli beni che la compongo-
no hanno un determinato valore. Se essi vengono coordinati ed organizzati per
l'esercizio aziendale tale da produrre profitti, assumono un plusvalore (valore gene-
ralmente superiore a quello individuale). Il maggior valore che tali beni acquistano
quando sono organizzati per l'uso aziendale è detto avviamento dell’azienda.

Differenza tra Impresa e Azienda


Azienda e impresa sono concetti che generalmente nel gergo comune vengono de-
finiti come sinonimi, giuridicamente parlando sono mondi completamente diversi.

L'azienda, infatti, è un complesso di beni organizzati dallo stesso imprenditore de-


stinati all'attività di impresa.

Quest'ultima, quindi, desume la sua nozione legislativa da quella dell'imprenditore:


un'attività economica organizzata al fine della produzione e dello scambio di beni o
di servizi e rappresenta giuridicamente un’attività.

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Il codice Civile

Definizione, origine e struttura

Il codice civile è una fonte di diritto generale ,( vale per tutti) ,raccolto in un unità di
contesto. Tale raccolta di leggi è detto appunto codice. In origine il codice civile
rappresentava una delle due parti di un codice più competo . Quest’ultimo infatti,
oltre ad avere come parte principale quella del codice civile, aveva una seconda
parte detta codice di commercio . Entrambe poi vennero accorpate sotto il nome
generale di codice civile . Il Codie civile antecedente a quello odierno è tutt’ora pre-
sente in paesi come la Francia, il Portogallo ed altri paesi.

Il codice civile era il codice della borghesia fondiaria e andava a disciplinare il diritto
di proprietà, ovvero i contratti e il modo di acquisto della proprietà dei beni . L’og-
getto era dunque la ricchezza mobiliare e la sua conservazione.

Il codice di commercio era il codice della borghesia industriale e commerciale e


conteneva quei contratti che erano disancorati dai beni.

Come regola di base , tra i due codici prevale quella di commercio .

Con l’unificazione si viene a creare un unico codice . Siamo nel periodo del fasci-
smo (1942) e non esiste più il concetto di classe ma di corporativismo , per questo
si riuniscono i due codici insieme.

Il nostro codice non è un codice fascista ma Tecnocratico ovvero stilato da vari giu-
risti e successivamente modificato per adattarlo alle esigenze della realtà. Nasce
quindi in un periodo di necessita di avere il superamento delle diverse classi.

Il codice civile costa di quasi 3000 articoli divisi in 6 libri

I libri sono divisi titoli, i titoli in capi, i capi in sezioni, (a volte le sezioni in paragrafi),
ogni paragrafo in articoli e gli articoli in commi.

- 1. Persone e famiglie

- 2. Successioni Mortis causa

- 3. Proprietà

- 4. Obbligazioni e contratti

- 5. Imprese e società

- 6. Tutela dei diritti

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I segni distintivi dell’imprenditore e i diritti di privati-
va
La ditta: è il nome sotto il quale l’ imprenditore individuale svolge la sua attività.
Deve contenere almeno il cognome o la sigla dell’imprenditore . Quest’ultimo ha
l’uso esclusivo di essa . Non può essere ceduta separatamente dall’azienda. Purché
possa avvenire il trasferimento della ditta è necessario il consenso di chi vende la
nostra azienda. Se questo passaggio dovesse avvenire per mortis causa, la dita si
trasmette all’erede, salvo diversa disposizione prevista dal testamento. Per aziende
ad uso commerciale la ditta deve essere registrata nel Registro delle imprese .

L’insegna è il segno distintivo dei locali nei quali si svolge l’attività d’impresa.

Il marchio è il segno distintivo dei prodotti e delle merci. Ciascun imprenditore ha il


diritto di avvalersi del marchio ed esso può acquisirsi tramite registrazione presso
l’ufficio italiano brevetti e marchi. È prevista anche la tutela giudiziale del marchio.

Tra i diritti di privativa vi sono :

- Diritto d’autore: spetta alle opere artistiche e letterarie. Può essere di tipo morale
e patrimoniale. Il diritto morale è il diritto di rivendicare la paternità nei confronti
dell’opera, non ha limiti di tempo, non può essere venduto o ceduto. Inoltre l’au-
tore in questo modo ha il diritto di opporsi a varie deformazioni e modificazioni
all’opera di ritirare l’opera dal commercio per gravi ragioni morali. Il diritto patri-
moniale invece è il diritto di publicare l’opera e di utilizzarla economicamente e
suo essere ceduta agli eredi , ritirata a causa di imprevisti , e dura 70 anni oltre al
suo tempo di vita.

- Diritto Di inventore : siamo in campo industriale e innovazione. Può essere divi-


so in diritto morale dell’inventore , che spetta all’autore dell’invenzione, e non è
cedibile; e in diritto patrimoniale ,ovvero quello di sfruttare economicamente l’in-
venzione. Esso però sorge solo in seguito alla loro brevettazione, ovvero dopo
aver presentato apposita domanda. Il diritto di brevetto è trasferibile e può essere
anche concesso in licenza, ovvero usando il bene senza essere proprietari del il
diritto di brevetto . Il diritto dura 20 anni dal deposito della domanda di conces-
sione e viene meno se l’invenzione non si attua entro 2 anni dalla concessione.

Se l’invenzione viene fatta da un lavoratore dell’azienda, esso, il prestatore del la-


voro , ha il diritto di essere riconosciuto padre dell’invenzione, e come regola gene-
rale ,il diritto patrimoniale spetta tendenzialmente al datore di lavoro. Ivi vi sono tre
possibilità :

- Invenzione di servizio: se l’invenzione da parte del prestatore è stata conse-


guenza di un contratto che ha come oggetto la creazione di questa invenzione

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ecco che il diritto morale rimane al prestatore mentre quello patrimoniale al dato-
re di lavoro

- Invenzione di azienda: Se l’invenzione è sempre conseguenza di un contratto di


lavoro senza però che l’invenzione stessa sia oggetto del contratto di lavoro , ac-
cade che al datore di lavoro spetta sempre il diritto patrimoniale dell’invenzione
mentre al prestatore oltre al diritto morale , spetta un equo premio.

- Invenzione occasionale: Se l’invenzione del prestatore, creata facendo uso dei


mezzi disposti dall’azienda, oltre quelli morali, spettano al lavoratore dipendente
anche i diritti patrimoniali. Tuttavia il datore può esercitare il diritto di opzione,
ovvero che può chiedere di acquistare, o di brevettare l’invenzione all’estero die-
tro corrispettivo in denaro entro 3 mesi dall’atto.

Statuto dell’imprenditore commerciale


È disciplinata nel C.C negli artt. 2203-2221

Le caratteristiche proprie dell’imprenditore commerciale sono :

- capacita di agire

- Il registro delle imprese

- Scritture contabili

- Rappresentanza commerciale

La capacita di agire

È l’attitudine del soggetto a compiere atti giuridici mediante i quali acquistare diritti
o assumere doveri.

- Presuppone di essere in grado di provvedere ai propri interessi, essere maggio-


renni.

- Presuppone la capacita di intendere e volere ossia di rendersi conto delle conse-


guenze giuridiche dei propri atti comportamentali. ( capacita naturale di agire) .
Se si è interdetti ( ovvero che si è privati della capacità di agire a causa di u abi-
tuale infermità mentale) è nominato un tutore che provvede alla gestione d’impre-
sa; Se si è inabilitati ( infermità mentale men grave ad esempio i prodighi o chi
abusa di alcol e stupefacenti) è nominato un curatore.

Per atti giuridici si intende gli atti destinati a produrre effetti giuridici. Possono esse-
re:

- dichiarazioni di scienza ( confessione giuramento)

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- Dichiarazioni di volontà ( es. contratti )

Molti tra gli atti di impresa presentano il carattere di atti giuridici di volontà, (quindi i
contratti ad esempio), e prevedono la capacita di agire.

L’art. 320 afferma che il tribunale può autorizzare l’esercente la patria podestà a
continuare in nome del figlio l’esercizio d un impresa comm.le: ad esempio i genitori
posso dirigere l’impresa lucrando sei profitti ma è il figlio che russa imprenditore e
subisce eventuali perdite sulla gestione.

L’art. 424 recita allo stesso modo per l’interdetto

L’emancipato ( art.390) , ovvero il minore che si sposa, può esercitare ex novo la


figura dell’imprenditore e dirigere un’ attività d’impresa.

Registro delle imprese

La sua funzione é quella di permettere alle imprese destinate al mercato di far co-
noscere la propria attività nei confronti dei terzi e tutelare quest’ultimi attraverso l
informazioni relative alle vicende più importanti dell’impresa.

Per tempo il R.I era stato previsto ma non attuato. Vi sono iscritti: gli imprenditori
commerciali, le società ,i consorzi e le società consortili con attività esterna ed enti
publici che hanno come oggetto esclusivo o principale un attività commerciale. Vi e
una sezione speciale dove vi sono iscritti società semplici , piccoli imprenditori
esercenti attività commerciali e imprese artigiane; Essi sono iscritti con funzione di
pubblicità notizia e certificazione anagrafica. Inoltre sono presenti imprese agricole
o coltivatori diretti o società semplici che si occupano di attività agricola.

Le scritture contabili

Secondo lo statuto, l’imprenditore commerciale è obbligato a tenere le scritture


contabili che hanno lo scopo di controllare l’attività dell’impresa nell’interesse di
tutti quei soggetti che hanno a che fare con quest’ultima ,ovvero: i singoli creditori,
oppure l’insieme dei creditori in caso in cui l’impresa non riesca a far fronte a quelli
che sono i pagamenti dei propri debiti; pertanto si viene ad istaurare una tutela nei
confronti dei creditori in caso di insolvenza ( impossibilità economica da parte del-
l’imprenditore di restituire le somme in denaro, offerte dai creditori, a loro stessi.

La scrittura contabile vale dunque come mezzo di prova per:

- i terzi contro l’imprenditore ( art.2709)

- Tra imprenditori , a favore dell’imprenditore

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Si ha la possibilità di ottenere un decreto ingiuntivo avverso il debuttar, interroga
dell’art.2697

Le scritture contali che devono essere tenute regolarmente e sono essenzialmente


due:

- libro giornale: deve indicare giorno per giorno le operazioni relative all’esercizio
dell’impresa

- Libro degli inventari: viene redatto all’inizio dell’esercizio ed a ogni anno, e con-
tiene l’indicazione e la valutazione delle attività e passività dell’impresa. Si chiude
con il bilancio e il conto profitti-perdite. Permette di determinare il patrimonio esi-
stente in un dato momento.

La rappresentanza commerciale

È una forma speciale di rappresentanza a tutela della libera circolazione della


ricchezza.

Sono tre le figure principali della rappresentanza:

- Institore: viene incaricato per la gestione dell’ esercizio dell’impresa o di una


sede secondaria o di un ramo particolare

- Procuratore: può compire per l’imprenditore atti pertinenti all’esercizio dell’im-


presa;

- Commesso : esercita un attività di concetto o di ordine ma non ha funzioni diret-


tive.

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Il concetto di società
Secondo l’Art.2247

Con il contratto di società  due o più persone conferiscono beni o servizi per l'eser-


cizio in comune di un'attività economica  allo scopo di dividerne gli utili.

Secondo l’Art.2249

Le società che hanno per oggetto un attivista economica commerciale sono tipizza-
te nei capi 3 e seguenti del codice civile.

Le società che invece hanno per oggetto l’esercizio di un attività diversa sono rego-
late dalle disposizioni sulla società semplice; possono tuttavia essere costituite se-
condo uno degli altri tipi. Regolati nei capi III e seguenti di questo titolo.

In Italia il sistema delle società si presenta come un sistema chiuso. Infatti non è
possibile scegliere un tipo di società che non è prevista dal C.C. a differenza di
quella che invece è la libertà contrattuale.

La società come contratto

Infatti in genere la società si costituisce come un contratto, ovvero che essa è un


accordo a cui partecipano 2 o più persone ( eccezione le srl o spa unipersonale ); è
quindi un contratto prurilaterale con comunione di scopo, cioè con un fine comune
di tipo economico ( “utili”). Nel nostro ordinamento , altri accordi che vedono più
soggetti con lo stesso scopo in comune ,sono le associazioni che è si , un organiz-
zazione collettiva e costituita con uno scopo in comune ma, a differenza del con-
tratto di società, esso non è di natura economica ma ideale, ( sindacati, partiti poli-
tici ); le associazioni inoltre vengono dette a struttura aperta , ovvero che gli asso-
ciati possono uscire ed entrare senza dover apportare modificazioni al contratto
iniziale che ha costituito l’associazione.

La società come impresa collettiva

La società è un attivista economica , concetto che abbiamo già definito con la defi-
nizione di imprenditore. In più , però, essa viene esercitata in comune tra loro da
due o più persone : rappresenta quindi una forma di impresa collettiva. Infatti la so-
cietà si presenta come un vincolo contrattuale a cui Devono sottostare le parti par-
tecipanti. A differenze delle imprese vere e proprie, le società possono anche essere
occasionali, quindi viene meno la definizione di professionalità vera e propria vista
con l’imprenditore.

Le parti della società conferiscono i beni che andranno a costituire, per tutta la vita
della società, il patrimonio sociale o patrimonio della società. Con il termine “confe-

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rire” si indica la prestazione di dare/fare ma vincolato all’esercizio in comune di un
attività, oppure il trasferimento della proprietà dei beni del socio alla società. Dun-
que, con il conferimento, si ha la costituzione del patrimonio sociale, passaggio del
rischio relativo al bene conferito alla società e l’acquisto dello status di socio. La
società, infine, ha l’obiettivo di ottenere un profitto , un utile , che poi verra diviso tra
le parti.

Diritto di Obbligazione

Per diritto di obbligazione o diritto di credito o diritto personale si intende il dirit-


to che spetta agli uomini sugli altri uomini. A differenza di esso, Il diritto reale è in-
vece il diritto degli uomini sulle cose . L’obbligazione è un vincolo che lega un sog-
getto all’altro per l’esecuzione di una data prestazione suscettibile di valutazione
economica ( prestazione economica). Si può distinguere tra :

- soggetto ATTIVO dell’obbligazione , detto Creditore, al quale spetta il diritto di


esigere una data prestazione

- Soggetto PASSIVO dell’obbligazione detto debitore ,il quale è tenuto ad eseguire


una prestazione. La prestazione è quanto dovuto dal debitore al creditore: è l’og-
getto dell’obbligazione.

Tipologie di società

Le società possono essere suddivise in due macrocategorie:

Le società di persone:

- i soci hanno una responsabilità illimitata e solidale per le obbligazioni sociali, ov-
vero che il socio risponde dell’adempimento delle obbligazioni sociali con tutti i
suoi beni , presenti e futuri ,il che vuol dire avere da parte del socio un rischio di
impresa illimitato. Il concetto “solidale” si intende che il creditore sociale può
scegliere a propria discrezione il socio a cui rivolgersi ed esigere da lui l’adempi-
mento per l’intera obbligazione. La responsabilità illimitata vale per : s.n.c. ( tutti
i soci senza possibilità di eccezioni); S.s. ( tutti i soci, ma con possibilità di patto
contrario per alcuni di essi); S.a.s. ( solo per i soci accomandatari ,ovvero per
quei soci che sono gli unici a poter amministrare la società e che rispondono in
solido in caso di debiti non pagati, e non per quelli accomandanti che godono
del bonifico della responsabilità limitata e che quindi non hanno diritto all’ammini-
strazione della società ma partecipano alla divisione degli utili).

- Ciascun socio I. R. È amministratore della società e della sua rappresentanza di


fronte a terzi

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- Intrasferibilità della qualità di socio senza il consenso degli altri soci ovvero che
non si possono cedere le proprie quote senza il consenso degli altri soci, sempre
ad eccezione del socio accomandante che può tranquillamente trasferire le sue
quote.

La società di capitali:

- I soci hanno un responsabilità limitata, ovvero che i soci, in caso di indebitamento


della società, rischiano solo i beni che hanno conferito nella società, ad eccezio-
ne dei soci accomandanti ella S.a.p.a.

- Il potere di amministratore è dissociato dalla qualità di socio; infatti essa consen-


te solo di concorrere con il proprio voto a nominare quelli che saranno gli ammi-
nistratori, che possono essere scelti tra i soci e non soci.

- La qualità di socio è trasferibile liberamente, diventa perciò un valore di scambio


destinato alla circolazione

Definizione di Contratto

Accordo di due o più parti per costituire, regolare, o estinguere un rapporto giuridico
patrimoniale, ovvero che abbia una valenza economica.

Riepilogando
La società risulta essere dunque una forma di esercizio collettivo dell’impresa, un
organizzazione di persone e beni preordinata e coordinata al raggiungimento di uno
scopo produttivo mediante l’esercizio in comune di un’attività economica.

Esistono anche società con un unico socio , esse sono : S.R.L e S.P.A.

Le società di persone sono:

- Società semplice S.S.


- Società in nome collettivo S.N.C.
- Società in accomandita semplice S.A.S.
La società di capitali sono:

- Società per azioni S.P.A.


- Società in accomandita per azioni S.A.P.A.
- Società a responsabilità limitata S.R.L.
Tali società hanno scopo di lucro.

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Vi sono poi altre società che hanno scopo mutualistico ovvero che vi è un mutuo
supporto da parte dei soggetti che la costituiscono per rendere più forte la società.
Tali società sono :

- società cooperative
- società di mutua assicurazione

Le società di persone
Società Semplice (SS)

È la forma più elementare di società. Definita nel libro V, capo II, dagli articoli
2251-2290 CC.

Ha per oggetto l’esercizio di un attività economica lucrativa non commerciale. Ha


una forma elementare perché non è richiesta una forma scritta per l’atto costitutivo
e non è richiesto un minimo di capitale sociale, ne lo stesso capitale sociale. È pre-
vista una sua iscrizione al registro delle imprese ma esclusivamente per funzione di
pubblicità notizia. In una società semplice lo status di socio si acquisisce solo per il
fatto di aver concorso con la propria volontà la costituzione della società. I soci
hanno poi dei doveri e dei diritti.

L’autonomia patrimoniale

Caratteristica che, in generale, troveremo per le società di persone è che esse sono
caratterizzate dall’autonomia patrimoniale imperfetta: il patrimonio sociale è solo
in parte insensibile alle vicende relative ai patrimoni individuali dei soci e viceversa.
Il concetto di autonomia patrimoniale è un termine con il quale, di norma, si suole
indicare il grado di separazione che esiste tra il patrimonio di una persona e quello
di un’altra persona, fisica o giuridica. Essa permetterà di evidenziare quanto profon-
da sarà la divergenza tra il patrimonio personale del socio e quello della società. Per
le società di persone, essa è detta, appunto, imperfetta, per indicare che in queste
forme societarie i soci rispondono alle obbligazioni societarie con il proprio pa-
trimonio (con annesse eventuali eccezioni per le S.A.S.) Dunque, i debiti che la so-
cietà ha contratto in nome proprio espongono comunque il socio alla necessità di
dover far fronte alla loro estinzione con le loro risorse. L’autonomia patrimoniale im-
perfetta determina i seguenti effetti:

- I creditori particolari del socio, finche dura la società, non possono aggredire il
patrimonio sociale per soddiscfarsi.

- Il creditore sociale può far valere i propri diritti direttamente nei confronti del socio
illimitatamente responsabile; quest’ultimo, per evitare l’escussione del proprio pa-

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trimonio, può evocare l’escussione preventiva del patrimonio sociale indicando
specificatamente i beni sui quali il creditore possa agevolmente soddisfarsi.

L’amministrazione

L’amministrazione della società può essere sia disgiuntiva che congiuntiva e può
appartenere ad uno o a più soci; può essere deliberata dalla maggioranza dei soci.

- l’amministrazione disgiuntiva spetta esculisavamebte ai soci amministratori con


sponsabilita illimitata, disgiuntamente (ovvero scollegato) dagli altri soci; essi
possono prendere decisioni senza coinvolgere la parte restante dei soci.

- L’amministrazione congiuntiva che puo ese prevista nell’accordo prevede che per
poter svolgere le operazioni relative alla gestione della società è necessario il
consenso di tutti i soci amministratori. Dunque i singoli amministratori possono
solo compiere gli atti urgenti per evitare danni alla società.

Può capitare che ci sia un unico socio amministratore (amministrazione disgiuntiva


ovviamente) e in tal caso è possibile che venga richiesta solo l’opinione della mag-
gioranza dei soci e non della loro totalità. Alla amministrare ha una responsabilità
che è solidale. Esiste in capo ad ogni amministratore un obbligo di controllo dell’o-
perato degli altri amministratori. Per liberarsi da tale responsabilità i singoli ammini-
stratori, nel caso di amministrazione disgiuntiva, posso provare di aver svolto un
buon controllo sull’operato e di avere gestito in modo corretto e diligente l’ammini-
strazione della società.

La responsabilità

A fianco della gestione della società vi è anche la rappresentanza di essa. Per rap-
presentanza si intende il potere di esprimere all’esterno la volontà della società e di
agire in nome di essa stessa. Come regola generale essa spetta a ciascun socio
amministratore e riguarda tutti gli atti giuridici compiuti per giungere a quello che è
l’oggetto sociale della società. Nel caso di amn. disgiunta ogni socio può decidere
di compiere quelle operazioni che verso l’esterno hanno ipotere di vincolare la so-
cietà nei confronti dei terzi. È possibile che venga stilato un patto tra i soci per limi-
tare all’ interno l responsabilità solidale con l’esterno ma esso vale solo e e portato
a conoscenza di soggetti terzi con mezzi idonei, altrimenti non vale .

Lo scioglimento del rapporto sociale

È possibile che il rapporto sociale venga sciolto con riferimento ad un sol socio o
nei confronti di più soci. Lo scioglimento del rapporto può avvenire in vari modi ,
come: morte, recesso volontario, esclusione.

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- Se un socio muore, come regola generale, il C.C. impone che gli altri soci devono
liquidare la quota del socio deceduto agli eredi di quest’ultimo, a meno che gli
altri soci non preferiscono cessare dl tutto l’esercizio della società o di far suben-
trare gli eredi del socio deceduto al posto di quest’ultimo.

- Le modalità di recedere volontariamente dal contratto variano a seconda se l’ac-


cordo iniziare era stato costituito a tempo indeterminato (senza termine della so-
cietà) oppure a tempo determinato (a termine finito). Se la società è stata costitui-
ta a tempo indeterminato o per tutta la vita dei singoli soci, il socio può recedere
dalla società quando lo ritiene opportuno, con un preavviso di almeno 3 mesi. Nel
caso d società costituita a tempo determinato il socio può recedere dalla società
solo nei casi previsti nel contatto sociale oppure quando esiste una buona causa.

- Un socio può essere escluso dalla società a causa di un mancato adempimento


agli obblighi che derivano dal contratto sociale e dalla legge, nonché per la limi-
tazione delle proprie capacita di agire (ad es.: inabilitazione del socio per con-
danna di una pena che porta l’interdizione temporanea di publichi uffici). L’esclu-
sione del socio considerato è deliberata dalla maggioranza dei soci. Il socio che
viene escluso po impugnare l’altro di esclusione davanti al tribunale e puo richie-
dere la sospensione dell’esecuzione. Se la ostra sosiega e compota da due soci
ecco che sarà il tribunale su domanda di uno dei soci chiedere l’esclusione del-
l’altro socio.

Il pagamento delle quote deve avvenire entro 6 mesi lo scioglimento della società.
L’importo che spetta al socio uscente si determina verificando il patrimonio della
società quel giorno e quella che è la partecipazione del socio stesso nella S.S..

La liquidazione

Dunque, una volta che si ha lo scioglimento della società, essa non cessa di esiste-
re ma si apre una fase particolare: la liquidazione; essa ha lo scopo di convertire in
denaro il patrimonio sociale e di procedere al pagamento dei debiti sociali; infine di
ripartire tra i soci l’eventuale residuo attivo. La società si puo sciogliere per diverse
cause:

1. Il decorso del tempo;

2. Per il conseguimento dell’oggetto sociale o l’impossibilità sopravvenuta di con-


seguire l’oggetto sociale;

3. Volontà di tutti i soci;

4. Mancanza della pluralità dei soci (se entro 6 mesi questa non viene ricostituita);

5. Per altre cause previste dal contratto sociale.

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È possibile attuare una proroga “tacita” che permette di continuare ad esercitare il
rapporto sociale. La società diventa quindi a tempo indeterminato. Nel caso in cui vi
sia lo scioglimento della società, bisogna seguire un iter specifico.

Una volta sciolta la società, gli amministratori possono solo attuare provvedimenti
urgenti e non possono fare altro. Vengono attuati inoltre dei soggetti, detti liquidatori
, che sono nominati o direttamente dai soci o dal presidente del tribunale. Il liquida-
tore di fatto si deve occupare di gestire la società per un tempo necessario per po-
tere vendere tutti i beni disponibili nel patrimonio della società, pagare i debiti sociali
e con il residuo attivo liquidare gli altri soci. Il passaggio formale dall’amministratore
al liquidatore avviene e attraverso l’inventario e con se la consegna dei documenti
sociali. I liquidatori dirigono insieme agli amministratori l’inventario dal quale risulti
lo stato attivo e passivo dell patrimonio sociale. L’inventario deve essere sottoscritto
da entrmsbe le figure. È il documento che attesta il passaggio di consegna e deve
essere firmato sia dal liquidatore che dall’amministratore. Per stato attivo del patri-
monio sociale si intende i beni e le somme di denaro della nostra società. Per stato
passivo si intende l’insieme dei debiti della società.

I liquidatori non possono intraprendere provvedimenti di gestione sociale se non


strettamente necessarie per liquidare il patrimonio sociale. Se dovessero compiere
altre azioni ne risponderebbero con la propria responsabilità. I liquidatori una volta
ottenuto in denaro il patrimonio della società non possono dare ai soci, nemmeno in
minima parte, il ricavato, finché non sono stati pagati i soggetti che vantano dei de-
biti verso la società o comunque finché non siano state accantonate le somme ne-
cessarie per pagare questi debitori. Se non vi sono le somme necessarie per estin-
guere i debiti, i liquidatori possono chiedere pro quota, ossia l’anticipo dei versa-
menti delle quote di partecipazione, agli altri soci, o se occorre, ulteriori versamenti
relativi all’importo del debito che deve essere saldato; importo che verra ovviamente
ripartito tra tutti i soci.

Società in nome collettivo

Libro V capo III, Art 2291-2312 CC (leggerli)

Anche se regolata dagli articoli sopraelencati, si rimanda alle norme ella società
semplice in mancanza di disposizioni specifiche, in quanto proprio per quanto rigida
i rapporti interni non è dissimile da quella della società semplice. (2293)

È il vero prototipo della società di persone a cui si fa riferimento. La ragione sociale,


cioè il nome di tale società, deve contenere i nomi di uno o più soci seguito della
sigla SNC. Viene utilizzata sia per attività lucrative commerciali che non, e segue lo
statuto dell’imprenditore commerciale. Sono obbligatorie le scritture contabili ed è
previsto un atto costitutivo scritto obbligatorio.

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Autonomia patrimoniale

Regola fondamentale è che tutti i soci siano solidali e illimitatamente responsabili


per le obbligazioni sociali nella nostra società. infatti, L’autonomia patrimoniale im-
perfetta della s.n.c. è più rigida di quella della società semplice, in quanto la re-
sponsabilità dei soci per le obbligazioni sociali ha il carattere di:

- responsabilità solidale ed illimitata, ovvero che il creditore può rivolgersi a qua-


lunque socio facente parte della società aggredendo il patrimonio passato, pre-
sente e futuro di ognuno di essi.

- Responsabilità sussidiaria, ovvero che i creditori sociali devono prima aggredire il


patrimonio sociale e poi, dopo la chiusura della liquidazione, i soci.

Per quanto riguarda i debiti del singolo socio, finche la società dura, il creditore non
può chiedere la liquidazione del socio debitore. A differenza della società semplice il
patto siglato tra soci non ha nessuno effetto nei confronti di terzi.

L’atto costitutivo

L’ articolo 2295 mostra cosa un atto costitutivo deve indicare. L'atto costitutivo del-
la società, redatto da un notaio, deve indicare:

1) il cognome e il nome, il nome del padre (1), il domicilio e la cittadinanza dei soci;

2) la ragione sociale;

3) i soci che hanno l'amministrazione e la rappresentanza della società;

4) la sede della società e le eventuali sedi secondarie;

5) l'oggetto sociale;

6) i conferimenti di ciascun socio, il valore ad essi attribuito e il modo di valutazio-


ne;

7) le prestazioni a cui sono obbligati i soci di opera;

8) le norme secondo le quali gli utili devono essere ripartiti e la quota di ciascun
socio negli utili e nelle perdite;

9) la durata della società.

Secondo l’articolo 2298, l’amministratore che ha la rappresentanza della società


può compiere tutti gli atti che rientrano nell'oggetto sociale, salve le limitazioni che
risultano dall'atto costitutivo o dalla procura. Le limitazioni non sono opponibili ai
terzi, se non sono iscritte nel registro delle imprese o se non si prova che i terzi ne
hanno avuto conoscenza.

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Doveri e diritti

L’articolo 2301 indica che tra i doveri, oltre all’obbligo di eseguire i conferimenti, è
sancito ad ogni singolo socio il divieto legale di concorrenza e di partecipare come
socio illimitatamente responsabile ad altra società concorrente. Inoltre tra i diritti ri-
conosciuti a ciascun socio della S.N.C., si rileva che hanno il diritto di percepire la
propria parte do utili in misura proporzionale al conferimento prestato. Se si verifica
una perdita del capitale sociale, non può farsi luogo a ripartizione di utili fino a che il
capitale non sia reintegrato o ridotto in misura corrispondente.

Le regole che disciplinano l’amministrazione nella società in nome collettivo sono le


medesime dette per la società semplice. A carico degli amministratori è previsto
che devono effettuare le scritture contabili, indicare negli atti e nella corrispondenza
la sede della società e l’ufficio del registro delle imprese presso cui è iscritta.

Liquidazione

Gli articoli 2308 e 2272 disciplinano lo scioglimento della società, che oltre ad avve-
nire secondo le regole imposte per la società semplice, avviene per provvedimento
dell'autorità governativa nei casi stabiliti dalla legge, e, salvo che abbia per oggetto
un'attività non commerciale, per la dichiarazione di fallimento.

I liquidatori vengono nominati dalla maggioranza dei soci o dalla sentenza del tribu-
nale, e la loro nomina deve essere pubblicata entro 30 giorni nel registro delle im-
prese. Dall'iscrizione della nomina, la rappresentanza della società, anche in giudi-
zio, spetta ai liquidatori. Compiuta la liquidazione, i liquidatori devono redigere il bi-
lancio finale, in cui viene indicato l’importo finale disponibile e proporre ai soci, me-
diante raccomandata, il piano di riparto ovvero come redigere e con quali importi gli
utili ad ogni singolo socio. I documenti s'intendono approvati se non sono stati rifiu-
tati nel termine di due mesi dalla comunicazione. Con l'approvazione del bilancio i
liquidatori sono liberati di fronte ai soci e devono chiedere la cancellazione della so-
cietà dal registro delle imprese. Dalla cancellazione della società, i creditori sociali
che non sono stati soddisfatti possono far valere i loro diritti nei confronti dei soci e,
se il mancato pagamento è dipeso da colpa dei liquidatori, anche nei confronti di
questi. Le scritture contabili ed i documenti che non spettano ai singoli soci sono
depositati presso la persona designata dalla maggioranza e devono essere conser-
vati per dieci anni a decorrere dalla cancellazione della società dal registro delle im-
prese.

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Società in accomandita semplice

Anch’essa è una società con scopo commerciale lucrativa e la sua disciplina segue
le norme siglate per la SNC. Inoltre è una forma di società che segna il passaggio
tra la società di persone e quella di capitali.

Nella SAS, vi sono due tipologie di soci diversi tra loro che devono esistere “ab ini-
tio” e se uno delle due tipologie dovesse venire a mancare durante la vita della so-
cietà ed entro 6 mesi non venisse sostituito il socio vento meno, essa dovrà neces-
sariamente sciogliersi.

Le due tipologie sono:

- Socio Accomandante: non assumono responsabilità verso terzi-creditori ed


hanno il solo obbligo di versare i propri conferimenti senza partecipare alla ge-
stione sociale

- Socio Accomandatario: ha la responsabilità illimitata gestendo e partecipando


ala gestione della società, e rispondono con il proprio patrimonio personale sia
pire per via sussidiaria, delle obbligazioni sociale.

Dunque, i soci accomandanti sono obbligati solo ai conferimenti e sono esclusi dai
poteri amministrativi; mentre i soci accomandatari in virtù della loro posizione, par-
tecipano all’amministrazione della società, sono personalmente e solidamente re-
sponsabili verso i creditori per le obbligazioni sociale e devono sottostare al divieto
di concorrenza stabilito per la società in nome collettivo. Alla società in accomandi-
ta semplice si applicano le disposizioni relative alla società in nome collettivo, in
quanto siano compatibili con le norme seguenti. La società agisce sotto una ragione
sociale costituita dal nome di almeno uno dei soci accomandatari, con l'indicazione
di società in accomandita semplice. L’ esclusione dei soci accomandanti dalla ge-
stione della società non comporta tuttavia che essi siano completamente privi di
potere inerenti all’amministrazione. Infatti, l’accomandante che consente che il suo
nome sia compreso nella ragione sociale, risponde di fronte ai terzi illimitatamente e
solidalmente con i soci accomandatari per le obbligazioni sociali. Possono, inoltre,
prestare la loro opera sotto la direzione degli amministratori e, se l'atto costitutivo lo
consente, dare autorizzazioni e pareri per determinate operazioni e compiere atti di
ispezione e di sorveglianza. Infine, Essi hanno diritto di avere comunicazione annua-
le del bilancio e del conto dei profitti e delle perdite, e di controllarne l'esattezza
consultando i libri e gli altri documenti della società. Il socio accomandante che
contravviene a tale divieto assume responsabilità illimitata e solidale verso i terzi per
tutte le obbligazioni sociali e può essere escluso a norma dell'articolo 2286.

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L'atto costitutivo deve indicare i soci accomandatari e i soci accomandanti. I soci
accomandatari hanno i diritti e gli obblighi dei soci della società in nome collettivo.
L'amministrazione della società può essere conferita soltanto a soci accomandatari.
Per la nomina degli amministratori e per la loro revoca, sono necessari il consenso
dei soci accomandatari e l'approvazione di tanti soci accomandanti che rappresen-
tino la maggioranza del capitale da essi sottoscritto.

Per quanto riguarda il trasferimento della quota di partecipazione, quella del socio
accomandante è trasmissibile per “mortis causa” senza consenso di tutti i soci.
Inoltre, salvo diversa disposizione dell'atto costitutivo, la quota può essere ceduta
“inter vivo”, con effetto verso la società, con il consenso dei soci che rappresentano
la maggioranza del capitale. Il trasferimento della quota dei soci accomandatari in-
ter vivos, invece, è considerata modificazione dell’atto costitutivo e deve avere di
regola il consenso di tutti i soci. In caso di mortis causa, si procede secondo l’arti-
colo 2284 della SS.

Per la liquidazione della società si seguono le regole viste per la SNC, con la diffe-
renza che i creditori possono aggredire limitatamente anche quella che è la quota
degli accomandanti in sede di liquidazione e non sul patrimonio personale.

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