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QUANDO L’ARTE SI FUSE CON LA PUBBLICITÀ PER DARE VITA

ALL’AFFISSIONE ESTERNA

Categories: News, Novita'19 Marzo 2020

Anche oggi in un tempo di cambiamenti


tecnologici e sociali epocali, il poster resta un
validissimo mezzo per comunicare i contenuti più
diversi, specie a livello locale, dove il passaggio dei
pedoni e delle auto è intenso. Oggi poi le nuove
tecniche digitali mettono a disposizione un outdoor
fatto di pannelli a LED gestibili da remoto che
interagisce e si relaziona con gli abitanti con un
impatto comunicazionale stravolgente, offendo la
possibilità di mostrare video, anche interattivi, con
pannelli nei formati più diversi che sia adattano ai
diversi contesti architettonici. L’outdoor stimola,
intrattiene, coinvolge e interagisce con il pubblico
target mostrandopotenzialità incredibili in ambito
creativo.
Ma chi ha dato vita a tutto questo? Un litografo
francese, Jules Cheret, riconosciuto come il padre
del manifesto moderno. I manifesti di Cheret
(seconda metà dell‘800) modificarono in profondità
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il linguaggiodell’affissione dell’epoca, non solo per il
passaggio al colore tramite lacromo-litografia, ma
soprattutto per la scelta di dare il massimo rilievo
all’immagine in contrapposizione alla parte testuale
ridotta ai minimissimi termini. Un espediente questo
che ha reso la comunicazione esterna
particolarmente efficace e rapida da decodificare da
parte dei passanti al fine di promuovere spettacoli
teatrali, negozi, industrie e prodotti (medicine e
bevande in particolare).
Cheret per primo capì l’importanza mediatica del
colore. A questo fine modificò il processo di stampa
dell’epoca passando dall’utilizzo di una sola pietra
per la stampa all’utilizzo di tre pietre, una per ogni
colore primario, per stampare manifesti a colori
particolarmente ricchi e attenzionali.
La potenza mediatica del manifesto a colori
esprimeva un’emotività inconsueta per promuovere
commercialmente eventi e prodotti ben superiore a
quella dei giornali dell’epoca in bianco e nero e
senza possibilità di riprodurre fotografie, se non al
tratto.

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Le figure femminili presenti nei manifesti di Cheret
sono considerate ancora oggi le antesignane delle
modelle della pubblicità. Sposando per la prima
volta l’arte con le esigenze dell’industria e del
commercio per promuovere beni e servizi, Cheret,
insignito, per il contributo fornito alla
comunicazione commerciale, della Legion d’Onore,
dette vita al grande business della pubblicità
esterna, oggi giustamente ridefinita outdoor per la
sua eterogeneità. L’outdoor rappresenta la forma
pubblicitaria che più delle altre affascina e dialoga
direttamente con il consumatore, proprio nell’area e
nel momento dove il bene ed il servizio vengono
erogati.

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