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L'identikit del coronavirus tra sintomi e diagnosi

24 gennaio 2020, di Paolo Giorgi

Si tratta di un'ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune
raffreddore a sindromi respiratorie. Sono chiamati così per le punte a forma di corona che sono presenti sulla loro
superficie.
Cos'è il virus nato in Cina che sta preoccupando il mondo, tanto da portare il governo di Pechino alla decisione
drastica di mettere di fatto in quarantena intere città? Il suo nome non è molto evocativo: 2019-nCoV, che sta per
nuovo coronavirus. Un nome che però rimanda alle precedenti epidemie di patogeni "cugini", Sars (2002-2003)
e Mers (2012), di cui ormai sappiamo tutto.
Mentre dell'attuale virus ancora si sa poco. È possibile però tracciarne un primo sommario identikit, individuando
proprio gli aspetti comuni dei coronavirus. Si tratta, come si legge nel focus messo a punto dall'Istituto Superiore di
Sanità, di un'ampia famiglia di virus respiratori che possono causare malattie da lievi a moderate, dal comune
raffreddore a sindromi respiratorie. Sono chiamati così per le punte a forma di corona che sono presenti sulla loro
superficie.
I coronavirus sono comuni in molte specie animali (come i cammelli e i pipistrelli) ma in alcuni casi, se pur raramente,
possono evolversi e infettare l'uomo per poi diffondersi nella popolazione. Un nuovo coronavirus è un nuovo ceppo di
coronavirus che non è stato precedentemente mai identificato nell'uomo.
I coronavirus umani conosciuti ad oggi, comuni in tutto il mondo, sono sette, alcuni identificati diversi anni fa (i primi a
metà degli anni Sessanta) e alcuni identificati nel nuovo millennio. Eccoli: 229E (coronavirus
alpha), NL63 (coronavirus alpha), OC43 (coronavirus beta), HKU1 (coronavirus beta), e poi i più celebri, MERS-
CoV (il coronavirus beta che causa la Middle East respiratory syndrome), SARS-CoV (il coronavirus beta che causa la
Severe acute respiratory syndrome) e infine 2019 Nuovo coronavirus (2019-nCoV).
I sintomi più comuni di un'infezione da coronavirus nell'uomo includono febbre, tosse, difficoltà respiratorie. Nei casi
più gravi, l'infezione può causare polmonite, sindrome respiratoria acuta grave, insufficienza renale e persino la
morte. In particolare: i coronavirus umani comuni di solito causano malattie del tratto respiratorio superiore da lievi a
moderate, come il comune raffreddore, che durano per un breve periodo di tempo. I sintomi possono i ncludere: naso
che cola mal di testa tosse gola infiammata febbre una sensazione generale di malessere. A volte, inoltre, possono
causare malattie del tratto respiratorio inferiore, come polmonite o bronchite.
Questo è più comune nelle persone con preesistenti patologie croniche dell'apparato cardio-vascolare e/o
respiratorio, e soggetti con un sistema immunitario indebolito, nei neonati e negli anziani. Altri coronavirus umani che
hanno fatto il salto specie, come per esempio MERS-CoV e SARS-CoV, possono causare sintomi gravi. I sintomi
della sindrome respiratoria mediorientale di solito includono febbre, tosse e respiro affannoso che spesso
progrediscono in polmonite e circa 3 o 4 casi su 10 sono risultati letali.
I casi di MERS continuano a verificarsi, principalmente nella penisola arabica. I sintomi della sindrome respiratoria
acuta grave, per la quale non si registrano più casi dal 2004 in nessuna parte del mondo, includevano febbre, brividi e
dolori muscolari che di solito progredivano in polmonite. Data la poca specificità dei sintomi comuni dell'infezione da
coronavirus è possibile effettuare test di laboratorio su campioni respiratori e/o siero soprattutto in caso di malattia
grave.
È comunque importante, nel caso si verifichino sintomi, informare il proprio medico di eventuali viaggi o di recenti
contatti con animali (per esempio viaggi nei Paesi della penisola arabica o contatti con cammelli o prodotti a base di
cammello). I coronavirus umani si trasmettono da una persona infetta a un'altra attraverso: la saliva, tossendo e
starnutendo; contatti diretti personali (come toccare o stringere la mano e portarla alle mucose); toccando prima un
oggetto o una superficie contaminati dal virus e poi portandosi le mani (non ancora lavate) sulla bocca, sul nas o o
sugli occhi; contaminazione fecale (raramente).
Non esistono trattamenti specifici per le infezioni causate dai coronavirus e non sono disponibili, al momento, vaccini
per proteggersi dal virus. La maggior parte delle persone infette guarisce spontaneamente. Tuttavia, spiega l'Iss, è
possibile ridurre il rischio di infezione, proteggendo se stessi e gli altri, seguendo alcuni accorgimenti: lavarsi spesso
le mani con acqua e sapone per almeno 20 secondi o con soluzioni alcoliche; starnutire o tossire in un fazzoletto o
con il gomito flesso, utilizzare una mascherina e gettare i fazzoletti utilizzati in un cestino chiuso immediatamente
dopo l'uso; evitare di toccare gli occhi, il naso o la bocca con mani non lavate; evitare contatti ravvicinati con persone
che sono malate o che mostri sintomi di malattie respiratorie (come tosse e starnuti); rimanere a casa se si hanno
sintomi; fare attenzione alle pratiche alimentari (evitare carne cruda o poco cotta, frutta o verdura non lavate e le
bevande non imbottigliate); pulire e disinfettare oggetti e superfici che possono essere state contaminate. È possibile
alleviare i sintomi assumendo farmaci per i dolori muscolari, articolari e la febbre.