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CINA

Si costituisce nel 1923 un governo nazionalista cinese guidato da Sun-Yat-Sen. Questo governo
provvisorio a Canton è sostenuto dal partito comunista cinese, fondato da alcuni intellettuali nel
1921, tra i cui membri c’è anche Mao Tse-Tung.
L’alleanza tra i due partiti è sancita da un accordo di Sun-Yat-Sen con l’Unione Sovietica. Questo
accordo rappresenta una grande rottura nel fronte diplomatico dei nemici della Cina.
Si forma intorno al partito nazionalista di Canton un esercito provvisorio che è disposto a
combattere contro “i signori della guerra”.
Nel 1925 Sun-Yat-Sen muore e al suo posto va Chiang Kai-shek, il quale, nel 1926, lancia la
“spedizione contro il Nord”, con l’obiettivo di conquistare il nord-ovest cinese e riunirlo alla Cina
del Sud, già controllata.
Il tentativo riesce, anche grazie ad un grande sciopero manifestato dagli operai a Shangai, oltre al
supporto delle popolazioni contadine della zona.
Chiang Kai-shek capisce che è arrivato il momento di sbarazzarsi dei comunisti. Nel 1927 ordina la
repressione dei comunisti di Shangai; ne vengono uccisi un migliaio. I signori della guerra non
ancora sconfitti accettano di allearsi con i nazionalisti. Nel 1928, a Nanchino, si forma un nuovo
governo nazionalista che proclama l’unificazione della Cina.
Si vuole modernizzare l’economia e la società cinese. La zona vicino al fiume Yangtze, vicino a
Shangai è occupata da bande criminali, che però sono tollerate, perché solo loro che hanno reso
possibile la repressione comunista ad opera dei nazionalisti.
Nell’accordo di Sun-Yat-Sen fatto con i signori della guerra non ancora sconfitti, è previsto che la
tassazione delle attività agricole sia affidata direttamente a loro o ai loro alleati.
Nelle campagne i contadini dispongono di eserciti propri che talvolta fanno incursioni nelle città,
danneggiando le attività commerciali.
Nella Cina meridionale gruppi comunisti sono riusciti a scappare alla repressione del 1927 e sono
sostenuti dai gruppi contadini ridotti in condizioni di miseria dai loro padroni. Tra questi, Mao Tse-
tung propone una rivisitazione delle teorie marxiste, volendo affidare ai contadini delle campagne (e
non agli operai delle città) il compito di una rivoluzione comunista cinese.
È una buona scelta:
- I comunisti cacciati dalle città si sono dovuti rifugiare in campagna;
- I contadini comunisti espropriano le terre dei grandi proprietari terrieri, lasciando per loro
quelle che riescono a coltivare da soli.
Appoggio contadino notevole; inizia una rivolta contro il governo di Chiang Kai-shek.
I giapponesi attaccano la Manciuria. C’è un problema; come può difendersi la Cina?
- Contrattaccando i giapponesi;
- Eliminando la fazione comunista per rafforzare l’egemonia interna
Chiang Kai-shek sceglie la seconda. Lotta contro i comunisti attraverso cinque “campagne di
annientamento”. Alla fine dell’ultimo attacco i comunisti sono accerchiati, sembrano non avere
scampo.
Riescono tuttavia a rompere l’accerchiamento. Con la “lunga marcia”, alla fine della quale si passa
da 100.000 a 10.000 comunisti, Mao Tse-tung riesce a salvare il partito comunista.
Loro sono i fautori della rivoluzione, loro i nemici dei giapponesi. Sono sostenuti dai contadini e
dalle città vicine. Riorganizzano in poco tempo un esercito.
Chiang Kai-shek tenta un accordo con i comunisti. I comunisti non faranno nessuna rivoluzione
comunista cinese, ma la zona da loro controllato diventa regione autonoma dello Stato cinese e in
più le armate comuniste diventano parte dell’esercito cinese.
Poco dopo l’accordo ci sarà l’attacco giapponese a Nanchino e Shangai.