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COME E DOVE

GRANDE GUERRA
Alla scoperta dei musei all’aperto e degli itinerari
sulla Prima Guerra Mondiale in Friuli Venezia Giulia
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Linea Cronologica
La Prima Guerra
Mondiale

Anno 1914
28 giugno 1914 30 luglio 1914 3 agosto 1914
Durante una visita a Sarajevo, l’Arcidu- La Russia, politicamente ed etnicamente vi- Nonostante facesse parte della Triplice Alle-
ca Francesco Ferdinando, erede al trono cina alla Serbia, mobilita le sue truppe. anza, l’Italia si dichiara neutrale e non parte-
dell’Austria-Ungheria, viene assassinato cipa al primo anno di guerra.
assieme alla moglie da Gavrilo Princip, un 1 agosto 1914
giovane nazionalista serbo. La Germania, legata all’Austria-Ungheria 4 agosto 1914
dal patto di Triplice Alleanza, allerta il suo Dopo l’attacco tedesco al Belgio (che si era
28 luglio 1914 esercito e dichiara guerra alla Russia ed dichiarato neutrale), anche la Gran Bretagna
L’Austria-Ungheria, convinta del coinvol- all’alleata di questa, la Francia. entra in guerra a fianco della Triplice Intesa
gimento della Serbia in questo attentato, (con Francia e Russia).
dichiara guerra a quest’ultima dopo la sca-
denza del durissimo ultimatum inviato 5
giorni prima.

Anno 1915
26 aprile 1915 di Caporetto, la dorsale tra i fiumi Isonzo e sizioni non mutano. Altre azioni si concen-
Mentre sui fronti occidentali ed orientali Judrio ed i comuni di Cormons, Cervignano trano nelle zone del Monte Sabotino e del
dell’Europa si scatenavano durissime bat- e Grado. Monte Nero.
taglie, in Italia si sviluppa un acceso dibat-
tito tra neutralisti ed interventisti. Questo si 9 giugno 1915 18 ottobre / 4 novembre 1915
conclude con la firma del Patto di Londra in Inizia la cosiddetta “Guerra bianca”, ovvero La III battaglia dell’Isonzo vede un nuovo
cui l’Italia si schiera a fianco della Triplice gli scontri sul fronte dell’Adamello, caratte- attacco dell’Italia nelle zone di Doberdò del
Intesa. In caso di vittoria, veniva promesso rizzati da un terreno ed un clima molto osti- Lago, Monfalcone e dei Monti Podgora, San
il passaggio all’Italia di diversi territori, tra co viste le altitudini (circa 3000 metri). Michele e Sabotino. Ancora una volta l’eser-
cui Trento, Trieste, la Venezia Giulia, l’Istria cito austro–ungarico respinge l’attacco no-
(tranne Fiume) e parte della Dalmazia. 23 giugno / 7 luglio 1915 nostante le ingenti perdite.
Si svolge la I Battaglia dell’Isonzo che aveva
23 maggio 1915 come obiettivi l’attacco verso Tolmino, Go- 10 novembre / 2 dicembre 1915
L’Italia dichiara ufficialmente guerra all’Im- rizia ed il Carso. La difesa austro-ungarica La IV battaglia dell’Isonzo si svolge lungo
pero Austro-ungarico. Si apre un nuovo risulta molto efficace, facendo presagire che tutta la linea del fiume. Gorizia, considerata
fronte che va dallo Stelvio fino al Carso. su questo fronte si sarebbe combattuta non un centro di rifornimento importante per le
Comandante dell’Esercito italiano è il Gen. una guerra di movimento, ma di logoramento. truppe dell’Impero d’Austria e Ungheria vie-
Luigi Cadorna. ne pesantemente bombardata dagli Italiani.
18 luglio / 3 agosto 1915 L’arrivo dell’inverno interrompe le operazio-
24 maggio 1915 La II battaglia dell’Isonzo vede la conquista, ni sul fronte.
All’inizio dell’ostilità le truppe italiane ir- per una notte, del Monte San Michele da
rompono quasi ovunque oltre il confine. Sul parte delle truppe italiane. Il contrattacco
fronte dell’Isonzo viene conquistata la conca austro-ungarico risulta vittorioso e le po-
Regione Friuli Venezia Giulia
AUSTRIA
AUSTRIA

Arta Terme Tarvisio

A23

Tolmezzo

Gemona
SLOVENIA
del Friuli
Europa
San Daniele Cividale
Piancavallo del Friuli del Friuli Regione
Friuli Venezia Giulia
UDINE SLOVENIA
PORDENONE
Palmanova GORIZIA
Italia
A28
A4
TREVISO Aeroporto FVG
A4 Ronchi dei Legionari

Aquileia
VENEZIA

SLOVENIA
Lignano Grado TRIESTE
Sabbiadoro

COME ARRIVARE

In automobile In aereo In treno


Autostrade Aeroporto Regionale Trieste www.trenitalia.it
A4 Torino - Trieste 40 km da Trieste e Udine Call Center 89.20.21
A23 Palmanova - Udine - Tarvisio 15 km da Gorizia
A28 Portogruaro - Conegliano 80 km da Pordenone
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Progettazione e realizzazione: Five Zone Udine _ Cartografia: LAC Firenze_ Stampa: Grafiche Risma - Pordenone _ Edizione in lingua italiana stampata nel mese di giugno 2011
Testi a cura dell’Agenzia TurismoFVG _ Fotografie: Archivio Turismo FVG, G. Menis, M. Mantini, S. Stok, P. Bumbaca, M. Piteo.

INFORMAZIONI TURISTICHE
AGENZIA TURISMOFVG INFOPOINT TURISMOFVG di Gorizia INFOPOINT TURISMOFVG di Tolmezzo
Villa Chiozza - Via Carso, 3 corso Italia, 9 - 34170 Gorizia via della Vittoria, 4 - 33028 Tolmezzo (UD)
I - 33052 Cervignano del Friuli (UD) tel +39 0481 535764 / fax +39 0481 539294 tel +39 0433 44898 / fax +39 0433 467873
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piazza I° Maggio, 7 - 33100 Udine via Roma, 14 - 33018 Tarvisio (UD)
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via dell’Orologio 1, piazza XX Settembre, 11/B
angolo Piazza Unità d’Italia - 34121 Trieste 33170 Pordenone
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info.trieste@turismo.fvg.it info.pordenone@turismo.fvg.it
LEGENDA DELLA MAPPA

Confine nell’anno 1915

Fronte dopo 1a - 2a Battaglia d’Isonzo

Fronte dopo 6a Battaglia d’Isonzo

Fronte dopo 11a Battaglia d’Isonzo

MUSEI

SACRARI, OSSARI E CIMITERI

FORTI MILITARI
06

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04

03
02 01
Anno 1916
9 marzo / 15 marzo 1916 minori sul fronte dell’Isonzo. Ciononostante, Gorizia, voleva dirigere l’obiettivo verso Trie-
La V battaglia dell’Isonzo dura solo una set- l’esercito Austro-ungarico utilizza contro ste. L’attacco sul Carso, nella zona di Casta-
timana viste le condizioni climatiche e del quello italiano delle bombole di gas tossici gnevizza non portò però a nessun risultato
terreno. Gli attacchi principali (sul Carso, provocando in pochissimo tempo circa 2500 significativo.
a San Martino e nella zona di Tolmino) non morti e 4000 feriti.
sortiscono alcun effetto. 9 ottobre / 12 ottobre 1916
4 agosto / 17 agosto 1916 La VIII battaglia dell’Isonzo, sempre nella
15 maggio / 27 giugno 1916 La VI battaglia dell’Isonzo vede la conquista zona di Doberdò, fa indietreggiare l’esercito
Sull’altopiano di Asiago, dopo una lunga pre- da parte italiana della città di Gorizia dopo austro–ungarico di alcune centinaia di metri,
parazione, si scatena un’offensiva austriaca aver attaccato le alture circostanti, in parti- attestandosi nella zona del Monte Ermada.
che viene definita Strafexpedition (Spedizio- colare il Monte Podgora.
ne punitiva). Con molta difficoltà le truppe 31 ottobre / 4 novembre 1916
italiane riescono a ristabilire il fronte e bloc- 28 agosto 1916 La IX battaglia dell’Isonzo è il terzo tentati-
care l’importante azione che mirava alla di- Dichiarazione di guerra alla Germania. vo da parte dell’Esercito Italiano di sfondare
scesa nella pianura veneta. nella zona carsica del Vallone di Brestovizza,
14 settembre / 18 settembre 1916 tra Doberdò ed il Monte Ermada ma senza
29 giugno 1916 La VII battaglia dell’Isonzo è una nuova of- risultati significativi.
Nel mese di giugno vengono effettuate azioni fensiva italiana che, dopo la conquista di

Anno 1917
12 maggio / 5 giugno 1917: Con la X batta- nenti per numero di uomini, vede un nuovo 28 ottobre 1917: Entrata a Udine delle truppe
glia dell’Isonzo riprende l’attacco italiano con attacco italiano lungo l’intera linea del fron- austro-ungariche.
l’obiettivo di raggiungere Trieste e rafforzare te. Ciononostante, la difesa austro - ungari-
l’occupazione di Gorizia. Con un attacco lungo ca resiste specie nelle zone dei Monti San 30 ottobre / 2 novembre 1917
l’intera linea le truppe italiane avanzano len- Gabriele ed Ermada. A Ragogna si verifica l’ultimo tentativo di
tamente ma un potente contrattacco nemico fermare l’avanzata nemica. La battaglia però
vanifica queste conquiste. 24 ottobre 1917 vede una nuova sconfitta italiana e la deci-
Un’offensiva austro-ungarica, sostenuta sione di spostare il fronte ancora più indie-
10 / 25 giugno 1917: La battaglia dell’Orti- dall’alleato tedesco, riesce a sfondare la linea tro, sul Fiume Piave.
gara cerca di sfondare la linea difensiva au- italiana nella zona di Caporetto e si dirige ver-
stro-ungarica sull’Altopiano dei sette Comu- so le Valli del Natisone e la pianura friulana. È 9 novembre 1917: Sostituzione del generale
ni per riprendere alcune zone perdute dopo definita come la disfatta di Caporetto. Cadorna con Armando Diaz.
la Strafexpedition. L’attacco però non riesce
e per diversi giorni si assiste ad una vera e 27 ottobre 1917 13 novembre / 26 novembre 1917
propria carneficina. Più di 6mila soldati ita- Inizia la ritirata caotica dell’Esercito Italiano Dopo il ritiro anche dal Cadore, l’Esercito
liani muoiono l’ultimo giorno di battaglia. e contemporaneamente anche della popola- Italiano riesce a contrastare una nuova of-
zione civile. Il Comando dell’Esercito indica fensiva austriaca che puntava alla zona del
17 agosto / 31 agosto 1917 il Fiume Tagliamento come nuova linea del Monte Grappa e la città di Bassano. Si tratta
L’XI battaglia dell’Isonzo, una delle più impo- Fronte. della I battaglia del Piave.

Anno 1918
28 gennaio / 31 gennaio 1918 D’Annunzio) l’Esercito Italiano riesce a re- battaglia finale di Vittorio Veneto. Il contem-
Nella battaglia dei 3 Monti l’offensiva italia- spingere l’ultimo attacco nemico che voleva poraneo disfacimento dell’Impero pone fine
na riesce a conquistare le cime del Col Del sfondare la linea del Piave specie nella zona alla guerra e sancisce la vittoria italiana.
Rosso, d’Ecchele e Valbella, sull’Altopiano di del Montello.
Asiago. È la prima vittoria dopo la disfatta di 4 novembre 1918
Caporetto. 23 ottobre / 3 novembre 1918 Viene firmato l’armistizio tra l’Italia e l’Au-
Battaglia del Piave e definitiva vittoria ita- stria-Ungheria. Le truppe italiane, come
13 giugno / 26 giugno 1918 liana. Una nuova offensiva italiana riesce a stabilito dal Patto di Londra, entrano a Tren-
Nella II battaglia del Piave o battaglia del sfondare le linee austro-ungariche dappri- to ed a Trieste.
Solstizio (così definita dal poeta Gabriele ma sul Monte Grappa e poi sul Piave con la
Grande Guerra
Alla scoperta dei musei all’aperto e degli itinerari sulla Prima Guerra Mondiale
in Friuli Venezia Giulia

In tutto il Friuli Venezia Giulia sono presenti luoghi, monumenti e musei che ricordano la Prima
Guerra Mondiale. Questa regione, a lungo terra di confine, è stata protagonista nei tre anni del
conflitto contro gli eserciti dell’Austria - Ungheria e della Germania. Dodici battaglie lungo il
fiume Isonzo, gli scontri sul confine settentrionale nel Tarvisiano ed in Carnia, il tentativo di
arrestare l’invasione dopo la disfatta di Caporetto sono gli episodi che fanno parte della storia e
che oggi si possono rivivere grazie ai musei all’aperto.
Qui si possono scoprire e toccare le trincee ed i camminamenti scavati dai soldati, le postazioni
difensive ed offensive e visitare i numerosi monumenti commemorativi, cimiteri ed ossari sia
italiani che austro-ungarici.
Una scoperta del territorio all’insegna della cultura e della storia.

Linea fortificata dei Plans - Val Dogna Piana Tagliamento - Ragogna Reperto bellico - Museo di Redipuglia

Camminamenti sul Pal Piccolo Dolina del XV Bersaglieri - Ronchi dei Legionari Parco Tematico Grande Guerra - Monfalcone
Musei
› Museo del Risorgimento › Museo della Grande Guerra › Museo della Grande Guerra di Gorizia
via XXIV Maggio, 4 - Trieste di Redipuglia Borgo Castello 13 - 34170 Gorizia
piazza Oberdan - Trieste via Terza Armata tel +39 0481 533926
tel +39 040 361675 34070 - Fogliano Redipuglia (GO) Orari di apertura:
Orari di apertura: tel + 39 0481 489024 dal martedì alla domenica 9-19
dal lunedì al venerdì 9 - 13 Orari di apertura: Ingresso: a pagamento
Ingresso: gratuito › periodo 01/04 - 31/09
da mart a dom 8:30-12 / 13:30-17 › Museo Storico Militare di Palmanova
› Museo Storico › periodo 01/10 - 31/03 Porta Cividale
del Castello di Miramare da mart a sab 8:30-12 / 13.30-17 33057 Palmanova (UD)
viale Miramare - 34151 Trieste giornate 1 e 4 novembre aperto tel +39 0432 928175 / +39 0432 923535
tel +39 040 224143 Ingresso: gratuito Orari di apertura:
Orari di apertura: dal lunedì al giovedì
tutti i giorni 9 - 19 › Museo della Grande Guerra 09-12 / 14:30-16:30
(chiusura biglietteria ore 18:30) San Martino del Carso venerdì, sabato e festivi 10-12
Ingresso: a pagamento via Zona Sacra Ingresso: gratuito
34078 San Martino del Carso (GO)
› Museo Associazione Culturale cell +39 338 2626267 › Museo Parco del Volo
F. Zenobi cell +39 340 5581378 / +39 335 6694277 via Campoformido, 137
loc. Caresana - Mackovlje,12 Orari di apertura: 33037 Pasian di Prato (UD)
San Dorligo della Valle-Dolina (TS) sab e dom 10-12 / 14-17 tel +39 0432 299359
tel + 39 040 368020 Ingresso: gratuito Orari di apertura: su prenotazione
Orari di apertura: su prenotazione Ingresso: gratuito
Ingresso: gratuito › Museo della Grande Guerra
di San Michele del Carso › Sala della Rimembranza
› Sala storica della Sezione ‘G. Corsi’ via Zona Sacra cima M. San Michele Comando Brigata Alpina Julia
via della Geppa, 2 - Trieste 34078 San Martino del Carso (GO) via S. Agostino, 8 - 33100 Udine
tel + 39 040 368020 tel +39 0481 92002 tel +39 0432 584008
Orari di apertura: su prenotazione Orari di apertura: Orari di apertura: su prenotazione
Ingresso: gratuito › periodo 01/04 - 31/08 Ingresso: gratuito
da mart a sab 08:30-12 / 13:30 - 16
e dom 08:30-12 / 14:30-17
› periodo 01/09 - 31/03
da lun a sab 08:30-12 / 13:30-16
giornate 1 e 4 novembre aperto
Ingresso: gratuito
Musei
› Sala esposizione di Cimeli › Museo Storico privato › Casa Rurale
Storici Militari del Friuli Occidentale frazione Trinco,1
via Roma, 18 “Generale Umberto Romei” 33040 Drenchia (UD)
33038 San Daniele del Friuli (UD) piazza IV Novembre, 10 tel +39 0432 721021
tel +39 0432 954350 frazione Ligugnana Orari di apertura: su prenotazione
Orari di apertura: su prenotazione 33078 San Vito al Tagliamento (PN) Ingresso: gratuito
Ingresso: gratuito tel +39 0434 81574
Orari di apertura: su prenotazione
› Museo della Grande Guerra Ingresso: gratuito
di Ragogna
via Roma, 23 - 33038 Ragogna (UD) › Museo Storico Militare › Museo Storico
tel +39 0432 954078 delle Alpi Giulie la Carnia nella Grande Guerra
Orari di apertura: piazza della Chiesa, 3 via Nazionale, 90 - Loc. Timau
martedì, giovedì e sabato, 15:30-18 33018 Cave del Predil (UD) 33026 Paluzza (UD)
Ingresso: gratuito tel +39 0482 2980 tel +39 0433 779168 / +39 0433 779292
Orari di apertura: Orari di apertura:
› Museo del Territorio › periodo 15/5 al 15/9 › giugno sabato e festivi 9-12 e 14-18
e Centro di Educazione Ambientale martedì-sabato 10-12 / 15-18 › luglio e settembre:
vicolo del Museo 2 domenica 10-12 da martedì a venerdì 14.30-18.30
33010 Dogna (UD) › periodo 04/12 - 15/01 sabato e festivi 9-12 e 14.30-18.30
tel +39 0428 93000 martedì-sabato 10-12 / 15-18 › agosto: tutti i giorni 9-12 e 15-19;
Orari di apertura: su prenotazione domenica 10-12 › ottobre: sab e dom 9-12 e 14-18
Ingresso: gratuito Ingresso: a pagamento Ingresso: gratuito
Sacrari, Ossari
e Cimiteri
SACRARI, OSSARI E CIMITERI ITALIANI

› Sacrario di Redipuglia › Ossario di Oslavia › Tempio Ossario di Udine


Direzione Sacrario Militare Direzione Sacrario Militare Redipuglia Direzione Parrocchia S. Nicolò
di Redipuglia - via Terza Armata tel +39 0481 489024 Tempio Ossario - tel +39 0432 236081
34070 Fogliano di Redipuglia (GO) Ossario di Oslavia - tel +39 0481 5317 Piazzale XXVI Luglio - 33100 Udine
tel +39 0481 489024 Loc. Oslavia - 34170 Gorizia
› Ossario di Timau
› Cimitero degli Eroi di Aquileia › Ara Pacis di Medea Museo della Grande Guerra di Timau
Basilica di Aquileia Comune Medea - via Torriani, 5 Medea tel +39 0433 779168 - 779292
via Sacra Aquileia tel +39 0481 67012 via Don Titta Bulfon
tel +39 0431 91067 via Ara Pacis - 34076 Medea 33026 Timau - Paluzza (UD)

SACRARI E CIMITERI STRANIERI

› Cimitero Austro-ungarico di Prosecco › Cimitero Austro-ungarico che portano alla città stellata, in pros-
Lungo la strada provinciale n°1 che da di Fogliano Redipuglia simità di Porta Aquileia (porta della
Prosecco porta a Santa Croce, poco Sulla Strada Statale 14 provenendo da cinta muraria per l’accesso in città) si
dopo aver superato il centro del paese Trieste, a qualche centinaio di metri seguono le indicazioni per Codroipo.
di Prosecco, si incontra a sinistra un dal Sacrario di Redipuglia in direzione Poco dopo sul lato sinistro di un ampia
piccolo sentiero segnalato che condu- Fogliano, si incontra sulla sinistra il curva a destra, si identifica il cimitero
ce alla dolina dove sorge il cimitero cimitero austro-ungarico di Fogliano austro-ungarico di Palmanova il cui in-
austro-ungarico del Paese. Redipuglia. gresso principale si apre sulla strada.

› Cimitero Austro-ungarico di Aurisina › Cimitero Austro-ungarico › Cimitero Austro-ungarico di Valbruna


Il cimitero militare austro-ungarico di di Brazzano Da Valbruna proseguendo verso la Val-
Aurisina si trova in fondo ad una dolina All’interno del cimitero civile della fra- saisera si incontra il Cimitero austro-
non distante dall’autostrada A4. Usci- zione di Brazzano (Cormons), in via ungarico che conserva ancora il nome
re dal paese seguendo il sentiero CAI Pittoni, vi è un’area riservata ai cadu- originale “Cimitero degli eroi” (Hel-
n. 47 e subito dopo aver attraversato il ti austro-ungarici della Prima Guerra denfriedof).
sottopassaggio autostradale, attraver- Mondiale.
sare il prato che si apre davanti, vol- › Ossario germanico
gendosi un po’ a sinistra. › Cimitero Austro-ungarico L’ossario di Col Pion, mai compiuto, si
di Palmanova trova sulla sommità del Colle Pion, che
Uscendo dal casello autostradale di sovrasta il Ponte di Pinzano, nei pressi
Palmanova e seguendo le indicazioni di Ragogna.
Forti Militari
della
Grande Guerra
Fin dall’antichità la valli hanno sempre pletata dalle batterie di Modeano, Titia- Il Forte della Bernadia: si trova lungo la
rappresentato il rischio più grande di in- no e Pertegada. Oggi grazie ai progetti strada tra Sedilis e Villanova in comune
vasione da parte di una popolazione osti- di ripristino storico e di valorizzazione di Tarcento. Costruito tra il 1908 e il 1913,
le. Per questo motivo, sulle alture che turistica alcune di queste fortificazioni a causa delle mutate condizioni operati-
dominano i fiumi e le valli sono sempre e batterie d’arresto sono state ripristi- ve e della lontananza dal fronte venne di-
state costruite delle fortificazioni, anche nate e rese visitabili e facilmente rag- sarmato dopo il primo anno di Guerra ed
durante la Prima Guerra Mondiale. giungibili. abbandonato. Circondato da due fossati,
il forte era armato con 4 cannoni (cal.149
Seguendo il corso del Tagliamento sud- Il Forte S. Margherita: si trova nell’a- mm A) in torri corazzate girevoli di 360° e
dividiamo il sistema difensivo in 3 zone: bitato di S. Margherita del Gruagno 4 cannoni (cal.75 mm) in batteria.
1 - Fortezza Alto Tagliamento-Fella (Moruzzo). Costruito tra il 1909 e il
Comprendeva le opere di Chiusaforte, M. 1910, come quasi tutte le opere della Forte di Osoppo: recentemente ristrut-
Festa, M. Ercole ed Osoppo oltre agli ap- Fortezza del Medio Tagliamento, è stato turato, il forte fu un sito di importanza
postamenti per batterie di Col Curnic, M. disarmato già nel 1915 ed adibito a ma- strategico militare nei diversi periodi sto-
Sflincis, M. San Simeone, Sant’Agnese e gazzino. Recentemente acquistato dal rici del Friuli Venezia Giulia già dall’an-
M. Cumieli. Comune, è stato sottoposto ad opere di tichità. Durante la Grande Guerra era
2 - La fortezza Medio Tagliamento ripristino che lo rendono oggi visitabile. destinato ad ospitare 4 bocche da fuoco
Comprendeva i forti di Col Roncone, Circondato da un fossato, era stato ar- di medio calibro (149 mm A –acciaio- ) in
Fagagna, Santa Margherita, Tricesimo, mato con 4 cannoni (cal.149 mm A) in torri corazzate girevoli di 360°, 4 canno-
e M. Lonza (Bernadia), con gli apposta- torri corazzate girevoli di 360° e 6 can- ni (cal.75 mm A) in batteria all’aperto e
menti per batterie di Pinzano, Ragogna noni (cal.75 mm A) in batteria all’aperto. 2 mortai da (149 mm G - ghisa), mentre
Alta, Ragogna Bassa, Buia, M. Faeit, M. la parte sotterranea ospitava gli alloggi, i
Campeon, Flaipano, M. Pocivalo, Modo- Forte di Col Roncone - Rive d’Arcano: servizi e le riserve per l’artiglieria.
letto e Ciuc dal Ronco. si trova al termine di una strada ster-
3 - La fortezza Basso Tagliamento rata poco prima del bivio per Arcano La Fortezza di Chiusaforte: si trova a
era organizzata sulle teste di ponte di Superiore. Oggi la zona militare dove si ovest di Chiusaforte, è stato costru-
Codroipo e di Latisana. La testa di ponte trova il forte è abbandonata e la strut- ito sul Col Badin e rappresenta uno
di Codroipo comprendeva l’opera di Be- tura è in ottime condizioni. Venne rea- straordinario esempio di fortificazione
ano (a protezione della ferrovia e della lizzato tra il 1909 ed il 1911 e armato militare in buone condizioni, recente-
strada da Udine), Rivolto (a protezione con 4 cannoni (cal.149 mm A) in torri mente rispristinato. Nel forte troviamo
della strada da Palmanova) ed era com- corazzate girevoli di 360° e 6 cannoni alcune strutture al servizio dell’opera
pletata dalle batterie di Sedegliano, S. (cal.75 mm A) in batteria all’aperto e come: casematte, cucine , edifici, ma-
Martino e Varmo. La testa di ponte di La- diverse mitragliatrici per la difesa rav- gazzini, ed i depositi sotterranei per
tisana comprendeva le opere di Rivarotta vicinata. Informazioni: Associazione l’artiglieria. Il suo armamento preve-
e Precenicco (a protezione della ferrovia MHC c/o IAT San Daniele del Friuli deva 4 cannoni (cal.120 mm G –ghisa)
e della strada per Venezia) ed era com- tel +39 0432 940765 in torri corazzate girevoli di 360.
AVVERTENZE PER UN CORRETTO UTILIZZO DELLA MAPPA TURISTICA

In linea di principio le escursioni non vanno mai presenza delle vipere, non infrequente nei luoghi.
condotte da soli; inoltre non è consigliabile av- Inoltre nel caso di ritrovamenti fortuiti di ordigni
venturarsi nelle frequenti caverne o nelle cavità bellici non bisogna maneggiarli e qualora si rin-
naturali se non si è accompagnati da speleologi venissero in luoghi di passaggio, segnalare la loro
o comunque da persone esperte dei luoghi e so- ubicazione ai Carabinieri.
prattutto senza una valida fonte di illuminazione.
Per gli itinerari montani (09-10-11-12) è consi-
D’estate o nei periodi caldi cercare di evitare le gliabile una buona preparazione fisica.
zone in battuta di sole o pietrose per la possibile
Il Cimitero degli
Eroi di Aquileia e
l’Ossario di Oslavia
CIMITERO DEGLI EROI DI AQUILEIA OSSARIO DI OSLAVIA
Nel 1915 le salme di tanti caduti del Carso cominciarono ad L’imponente Ossario, che sorge sulla Quota 153, venne eret-
essere raccolte nel cimitero di Aquileia. Quando si cominciò to nel 1938 su progetto dell’architetto Ghino Venturi; vi sono
a traslare le salme dei caduti all’interno dei grandi Sacrari e raccolte le spoglie di 57.201 soldati italiani (36.440 ignoti),
Ossari, le salme sepolte nel cimitero di Aquileia non vennero e di 539 soldati austriaci (di cui solo 138 identificati); tutti
spostate. Questo accadde per una serie di ragioni tra cui, questi resti sono stati esumati da circa 60 cimiteri di guerra
non ultima, la consapevolezza che da Aquileia era partita la sparsi nella zona tra Gorizia e Tolmino, in Slovenia.
salma del Milite Ignoto. Il 26 ottobre 1921, nella Basilica di L’Ossario è formato da una torre centrale e da tre torri late-
Aquileia, la madre di un caduto disperso, irredentista, Ma- rali, situate ai vertici di un triangolo, con sottostanti cripte.
ria Bergamas, scelse una tra le undici bare di soldati senza Le torri sono collegate tra loro con gallerie sotterranee.
nome, raccolti su varie località del fronte. Il feretro ricevette
gli onori militari e venne trasportato all’Altare della Patria. Dall’alto, in volo, si può notare come le 4 torri e la lunga
Le altre dieci salme rimaste ad Aquileia furono tumulate nel gradinata d’accesso siano state posizionate con uno schema
cimitero di guerra retrostante la basilica. Lo stesso cimitero ben preciso: la struttura sembra infatti creare una grande
accolse in seguito anche la salma della gradiscana Maria croce depositata su un colle, richiamando i motivi religiosi
Bergamas. All’interno del campo santo si trovano importan- del Golgota e del martirio.
ti gruppi marmorei quali il “Sacrificio” di Edmondo Furlan, I loculi dei caduti identificati sono disposti lungo le pareti dei
“Pietà” di Ettore Ximenes e l’arcosolio in pietra, progettato tre ordini di galleria della torre centrale e di quelle latera-
dall’architetto Cirilli, realizzato in asse con la basilica che li, mentre gli ignoti sono tumulati in tre grandi ossari posti
sovrasta la tomba dei 10 militi ignoti. al centro delle torri laterali. Nella torre principale s’innalza
Ogni Primo novembre la Fiaccola Alpina della Fraternità una grande croce in marmo scuro mentre nella sottostante
proveniente da Timau, rende omaggio a tutti i caduti. cripta sono sepolti tredici caduti decorati con la Medaglia
d’Oro al Valor Militare. Tra queste, il generale Papa, il gene-
Informazioni: rale Trombi e il generale Catalocchino.
Basilica di Aquileia: tel +39 0431 91067
All’esterno, vicino alla torre di sinistra, è stata collocata una
campana denominata “Chiara” che suonava ogni giorno al
vespro, mentre nel piazzale antistante il Sacrario è stato
eretto un cippo in memoria dei 55 Volontari Giuliani che per-
sero la vita sui campi di battaglia del Medio ed Alto Isonzo.

Informazioni:
Direzione Sacrario Militare di Redipuglia
tel +39 0481 489024 / fax +39 0481 488120
Ossario di Oslavia: tel +39 0481 5317
Il Sacrario
di Redipuglia
Redipuglia è il più grande Sacrario militare italiano della Pri- Nei gradoni sono sepolti i 39.857 soldati noti, in ordine al-
ma Guerra Mondiale. Percorrendo l’imponente monumento fabetico dalla lettera “a” del primo gradone, alla lettera “z”
realizzato con pietra bianca del Carso, opera dell’architet- del ventiduesimo. Sul ventiduesimo gradone, inoltre, due
to Giovanni Greppi e dello scultore Giannino Castiglioni, è grandi fosse comuni ai lati della Cappella dedicata ai caduti,
possibile iniziare un itinerario fra trincee e memorie stori- raccolgono le salme dei 60.330 soldati ignoti. Al centro del
che che si completa con la visita al vicino Museo all’aperto primo gradone troviamo inoltre la salma della crocerossina
del Comprensorio difensivo della Dolina del XV Bersaglieri. Margherita Orlando, unica donna qui tumulata.
(vedi itinerario 03) Sulla sommità, sopra la Cappella, sono ben visibili tre croci
in bronzo, simbolo sia del sacrificio per la Patria sia della vo-
L’attuale ossario, inaugurato il 18 settembre 1938 dopo due lontà da parte del combattente di elevarsi a Dio. Due concetti
anni dall’inizio dei lavori, si presenta come una grande gra- ai quali si ispira l’architettura del Sacrario.
dinata che raggiunge la cima della Quota 89. Sull’antistante Colle Sant’Elia, cippi ed epigrafi ricordano il
Dopo aver superato i proiettili posti sui torrioni d’ingresso, primo cimitero di guerra dedicato agli “Invitti della 3ª Ar-
la catena d’ancora del Cacciatorpediniere Grado ed i resti mata”, inaugurato il 24 maggio 1923 e successivamente tra-
della trincea blindata (sulla destra), si percorre la via eroica, sformato in “Parco della Rimembranza”.
delimitata con le 19 lapidi di bronzo a destra ed a sinistra, Nelle sue vicinanze si trova anche il Museo della Grande
per giungere poi ai piedi del vero e proprio ossario, dove Guerra “Casa 3ª Armata” e il cimitero austro-ungarico dove
un epigrafe firmata da Emanuele Filiberto di Savoia indica riposano 14550 soldati a meno di 1 km in direzione Sagrado.
l’ingresso al cimitero. In primo piano c’è la tomba del Duca
D’Aosta (comandante della III Armata) ed alle sue spalle cin- Informazioni:
que blocchi di pietre con le salme di cinque generali, alcuni al Direzione Sacrario Militare di Redipuglia
fianco del Duca d’Aosta nelle sue scelte belliche. tel +39 0481 489024
Dietro alla linea dei generali si elevano i ventidue gradoni con Sentieri di Pace - I.A.T. Fogliano Redipuglia
scolpita ripetutamente la parola “presente” sul bordo supe- tel +39 0481 489139
riore.
01 CARSO

Monte Ermada
Il Monte Ermada fu un luogo strategico per il controllo del Dal vicino osservatorio si gode un ottimo panorama su Ia-
Vallone di Brestovica e dei passaggi via mare verso Trieste. miano (Jamlje), Doberdò (Doberdob), il Vallone di Brestoviz-
Il Monte, mai conquistato da parte italiana, offre al visitato- za (Brestovica Dol) e il Carso di Comeno (Komenski Kras).
re la possibilità di ammirare il complesso campo trincerato Proseguendo verso Case Coisce - Kohišce ˇ si segue per buo-
austriaco, formato da più linee difensive e svariati ricoveri, ni tratti la seconda linea trincerata austriaca, che si snoda a
scavati nel terreno o costruiti utilizzando le cavità naturali. cavallo della dorsale delle Quote 289, 280 e 279, con la pos-
Partendo dall’abitato di Ceroglie, lungo il percorso ad anello sibilità di osservare i numerose strutture in cemento armato
si raggiungono inizialmente la “Grotta del Motore” (3719 VG) e gallerie artificiali costruite lungo il suo tracciato.
e la “Grotta del Monte Ermada” (4501 VG) per poi incontrare Prima di raggiungere la Quota 298 e cominciare la discesa
gli ingressi della “Grofova Jama” o “Grotta del Fuoco” (cono- verso Ceroglie - Cerovlje, si possono anche visitare le grotte
sciuta al tempo della guerra come “Salvator Hohle”). Karl e Zita.

ULTERIORI INFORMAZIONI SULL’ITINERARIO

PER MAGGIORI INFORMAZIONI INFORMAZIONI UTILI


› TurismoFVG Trieste › Logistica: parcheggio vicino alla › Periodo consigliato: primavera, autunno
tel +39 040 4378312 piccola chiesa (posti macchina limitati) e primi mesi invernali.
› Sentieri di Pace › Sentieri: C.A.I. n°3 e n° 8 Durante il periodo estivo è necessario
tel + 39 0481 489139 › Difficoltà: escursionistica assicurarsi che i sentieri siano puliti.
› Durata dell’escursione: dalle 3 alle 6 ore
COME ARRIVARE (variabile in relazione alle aree scelte)
Partenza dal paese di Ceroglie, raggiungibile › Atrezzatura: calzature robuste
da Sistiana (S.S. 14) seguendo le indicazioni (fondo sterrato), pantaloni lunghi,
per Visogliano e girando a sinistra appena una buona scorta d’acqua ed una pila
oltrepassato il cavalcavia dell’autostrada. per chi volesse inoltrarsi nelle caverne.
02 GORIZIA E COLLIO

Parco Tematico
di Monfalcone
Sulle alture del Carso alle spalle della cittadina di Monfal- Il Parco è poi completato anche dal sito della trincea Cuzzi,
cone si può visitare il Museo all’aperto del Parco Tematico compresa tra la Quota 98 e Quota 104, poco dopo la Grotta
della Grande Guerra. Il Parco, aperto nel 2005 ed esteso su Vergine e dalla Quota 77, in località Sablici sopra il Lago di
circa 4 kmq, è uno dei siti più recenti aperti in regione ed Pietrarossa. Ogni ambito è segnalato da chiare indicazioni
offre ai visitatori la possibilità di osservare questa zona di esplicative ed orientative, mentre gli spostamenti sono age-
guerra, conquistata, persa e riconquistata più volte dall’E- volati da numerosi sentieri ed una buona viabilità forestale.
sercito italiano tra l’estate del 1916 ed il maggio del 1917. Il Parco Tematico della Grande Guerra permette così una
A differenza degli altri musei all’aperto che solitamente visita in sicurezza anche agli escursionisti meno esperti (se-
sono strutturati su un percorso unico a più tappe, il Parco gnavia CAI 83, 84).
Tematico della Grande Guerra di Monfalcone offre la possi- Particolarmente importanti sono le quote 121, 85 e 77 che
bilità di tre ambiti che, a seconda del tempo a disposizione, rappresentarono i baluardi della difesa austro - ungarica sul
possono essere visitati tutti assieme o singolarmente, a se- basso Carso.
conda della loro divisione che è:
› 1 ridotta di quota 121;
› 2 trincea e Dolina della Selletta - quota 85 “Enrico Toti”;
› 3 trincea Joffre e Grotta Vergine;

ULTERIORI INFORMAZIONI SULL’ITINERARIO

PER MAGGIORI INFORMAZIONI a piedi verso via del Carso, seguendo le indi- (10 min. dall’ingresso di via del Carso).
› TurismoFVG Gorizia tel +39 0481 535764 cazioni stradali “parco tematico della Gran- › Sentieri: sentieri CAI e carrarecce forestali
› Iat Monfalcone tel +39 0481 494229 de Guerra”. Al terzo ambito si accede da Via- ben segnalate.
› Gruppo speleologico Amici del Fante le San Marco raggiungendo salita Mocenigo, › Difficoltà: turistico
tel +39 0481 40014 dalla quale si prosegue seguendo le indica- › Durata dell’escursione: da 1 a 4 ore
› Sentieri di Pace tel +39 0481 489139 zioni stradali “parco tematico della Grande (variabile in relazione alle aree scelte)
› Sito del parto tematico Guerra”. Il Parco tematico è raggiungibile (a › Attrezzatura: calzature robuste (fondo
www.comune.monfalcone.go.it piedi) anche dalla Stazione ferroviaria, in ca. sterrato), pantaloni lunghi, una buona
15. min. scorta d’acqua ed una pila per chi volesse
COME ARRIVARE inoltrarsi nelle caverne.
Autostrada A4, uscita Monfalcone est. Per i INFORMAZIONI UTILI › Periodo consigliato: primavera, autunno
primi due ambiti immettersi in via Colombo, › Logistica: disponibilità di parcheggi per e primi mesi invernali.
proseguire per via Romana fino a raggiunge- autovetture in piazzale Tommaseo e
re piazzale Tommaseo, dal quale si prosegue per pullman in piazzale Salvo D’Acquisto
03 GORIZIA E COLLIO

Fogliano
Redipuglia
A poca distanza dal Sacrario di Redipuglia, si trova il Mon- Dalla Dolina, attraverso i camminamenti, si raggiunge la li-
te Sei Busi con il suo grande Museo all’aperto denominato nea fortificata in cemento armato del Monte Sei Busi che,
“Comprensorio difensivo della Dolina del XV Bersaglieri”. Il con il suo campo di battaglia, mostra quanto anomala sia
Museo si collega con il Parco Tematico della Grande Guerra stata la guerra sul Carso, dove la distanza tra le opposte
di Monfalcone e con il Monte San Michele e si sviluppa sui trincee era molto ridotta. Lungo tale linea sono ancora vi-
territori dei comuni di Fogliano Redipuglia e Ronchi dei Le- sibili le molte targhe ed epigrafi create dai soldati durante
gionari. Nella Dolina del XV Bersaglieri sono ancora presenti questo periodo.
i resti di un ospedale militare ed una fossa comune, segnala-
ta da una preziosa iscrizione dell’epoca.

ULTERIORI INFORMAZIONI SULL’ITINERARIO

PER MAGGIORI INFORMAZIONI Proseguendo verso destra si raggiunge una INFORMAZIONI UTILI
› TurismoFVG Gorizia area di sosta in ghiaia dalle quale parte il › Sentieri: carrarecce ben segnalate
tel +39 0481 535764 sentiero per visitare la Dolina dei Bersaglieri e brevi tratti di sentiero ben segnalati.
› Sentieri di Pace e le due doline ad essa collegate. › Difficoltà: automobilistico-turistico
tel +39 0481 489139 Dal parcheggio, proseguendo a piedi in di- › Durata dell’escursione: da 1 a 3 ore
rezione Doberdò del Lago, si incontra dopo (variabile in relazione alle aree scelte).
COME ARRIVARE alcune centinaia di metri la linea trincerata › Attrezzatura: calzature robuste (fondo
Dai Piedi del Sacrario di Redipuglia imboc- in cemento armato del Monte sei Busi. Se- sterrato), pantaloni lunghi, una buona
care la strada che conduce alla sua cima. guendo i sentieri che costeggiano si rag- scorta d’acqua ed una pila per chi volesse
Poco dopo la metà della salita si incontra giunge la cima del Monte Sei Busi e gli altri inoltrarsi nelle caverne.
un bivio segnalato da un capitello in pietra. siti recentemente ripristinati. › Periodo consigliato: praticabile tutto l’anno.
04 GORIZIA E COLLIO

San Michele
del Carso
Il Monte San Michele (in realtà alto solo 275m. s.l.m.) fu il Poco più in basso, si trova il paese di San Martino del Car-
principale baluardo austro-ungarico sul Carso isontino. so. Il Valloncello dell’Albero Isolato, il Cippo del 4° Honved,
Venne aspramente conteso fino alla conquista da parte nelle vicinanze del cimitero civile, la cosiddetta “Area delle
italiana nell’agosto 1916. Dichiarata Zona monumentale Battaglie” con la Trincea delle Frasche, il Cippo Filippo Cor-
dal 1922, oggi conserva numerose ed interessanti tracce. ridoni ed il Cippo Brigata Sassari, assieme al Parco lettera-
Parzialmente visitabili sono la Caverna del Generale Luka- rio G. Ungaretti presso l’azienda Vitivinicola Castel Vecchio,
chich, lo Schönburgtunnel e la Galleria Cannoniera della 3ª rappresentano i punti principale di questa seconda parte
Armata. Di notevole impatto visivo è il cosiddetto percorso dell’itinerario. Tutti questi luoghi immersi nella tranquillità
dei cippi che si snoda lungo il crinale del Monte fino quasi carsica sono ancora oggi testimoni di un passato nel quale
a congiungersi con la linea italiana teatro il 29 giugno 1916 diverse nazioni si affrontarono armi in pugno. A memoria di
del primo attacco condotto con i gas da parte dell’esercito ciò al centro di San Martino si trova una lapide riportante i
austro-ungarico. Dall’ampia balconata del piazzale antistan- versi della poesia “San Martino del Carso” di Giuseppe Un-
te il museo si gode oggi di una splendida vista sulla piana di garetti ed un museo privato della Grande Guerra.
Gorizia ed è possibile comprendere quale sia stato il fonda-
mentale ruolo strategico dei monti San Michele, Sabotino e
Calvario nella difesa della città di Gorizia.

ULTERIORI INFORMAZIONI SULL’ITINERARIO

PER MAGGIORI INFORMAZIONI il museo, il cippo Honved e la targa con la per autovetture e pullman nel parcheggio
› TurismoFVG Gorizia +39 0481 535764 poesia di Giuseppe Ungaretti. Sulla stessa antistante il museo
› Museo del Monte San Michele strada dopo circa un chilometro si incontra › Sentieri: carrarecce, C.A.I. N° 76
tel +39 0481 92002 un bivio con indicazione Doberdò del Lago. › Difficoltà: automobilistico-turistico
› Gruppo Speleologico Carso Dopo un paio di km incontriamo a sinistra › Durata dell’escursione: da 1 a 3 ore
tel +39 340 5581378 un’area di sosta con sfondo sterrato dalla (variabile in relazione alle aree scelte)
› Sentieri di Pace tel +39 0481 489139 quale diparte il sentiero C.A.I. 77 che at- › Attrezzatura: Calzature robuste
traversa l’area delle battaglie. Sulla strada (fondo sterrato), pantaloni lunghi,
COME ARRIVARE Sagrado - San Martino del Carso, dopo circa una buona scorta d’acqua ed una pila
Da Sagrado seguire le indicazioni per San 4 chilometri, si incontra l’Azienda Vitivinicola per chi volesse inoltrasi nelle caverne
Martino e San Michele e fermarsi sul piazza- Castel Vecchio al cui interno si trova il Parco › Periodo consigliato: tutto l’anno
le del Museo. Dal piazzale parte il sentierio letterario Ungaretti.
per visitare le quattro cime e la linea italiana ITINERARIO San Martino del Carso:
sulla quale venne utilizzato il gas. Per San INFORMAZIONI UTILI › Logistica: disponibilità di parcheggi
Martino si torna indietro sulla stessa strada ITINERARIO Monte San Michele: per autovetture e pullman alla Crosere
e si raggiunge il centro del paese per visitare › Logistica: disponibilità di parcheggi (circa 10 min. a piedi)
05 GORIZIA E COLLIO

Monte Calvario
e Gorizia
Nel primo anno di Guerra il Monte Calvario, conosciuto an- La visita inizia dal centro della città dove si possono ammi-
che con il nome di Podgora, fu luogo di aspre battaglie. rare nei pressi del Giardino Pubblico la Statua del Fante e
Il Monte, situato a nord-ovest della città di Gorizia, divenne sia quella dedicata ad Enrico Toti, uno dei simboli della Prima
il simbolo degli sforzi bellici delle truppe italiane per la con- Guerra Mondiale caduto sulla quota 85 di Monfalcone. Da qui
quista della città sia il simbolo delle truppe austriache per si prosegue per giungere dopo circa 4 chilometri ad Oslavia,
difenderla. La battaglia incominciò il 17 luglio 1915 quando, sede dell’omonimo Ossario che raccoglie oltre 57 mila resti
inizialmente, gli italiani conquistarono il Naso di Lucinico; tra il di soldati caduti nelle diverse battaglie combattute in questa
15 e 17 novembre 1915 gli italiani occuparono la linea difensi- zona.
va austriaca lungo il vallone delle Acque; il 20 novembre 1915 Sempre in automobile è possibile dirigersi sul Monte Calva-
venne occupata la Quota 240 ed il 7 agosto 1916 le Brigate Cu- rio seguendo la strada Località Vallone dell’Acqua. Dopo cir-
neo, Casale e Pavia sfondarono le linee difensive austriache ca due chilometri di salita si trova, circondata da cipressi, la
del Calvario, arrivando sulla sponda destra dell’Isonzo. tomba dello scrittore triestino Scipio Slataper, mentre sulla
cima di questa simbolica altura si trovano diversi monumen-
ti come l’Obelisco dedicato ai vari reparti che combatterono
qui, lo spiazzo con Tre Croci ed il Cippo dedicato ai Volontari
Giuliani.
Si ridiscende verso il capoluogo isontino giungendo al sot-
topasso ferroviario dedicato ad Aurelio Baruzzi. L’itinerario
prosegue sulla strada principale che riporta a Gorizia, ov-
vero il Viadotto Ragazzi del ’99 ed attraversando il ponte 8
Agosto. Rientrati in città, si possono seguire le indicazioni
che portano al Castello di Gorizia dove ha sede il Museo.

ULTERIORI INFORMAZIONI SULL’ITINERARIO

PER MAGGIORI INFORMAZIONI COME ARRIVARE › Difficoltà: automobilistico


› TurismoFVG Gorizia Itinerario automobilistico in città › Durata dell’escursione: da 1 a 3 ore
tel +39 0481 535764 e nei dintorni di Gorizia. (variabile in relazione alle aree scelte
per la visita).
› Associazione Culturale Isonzo INFORMAZIONI UTILI › Attrezzatura: calzature comode, pantaloni
info@isonzo-gruppodiricercastorica.it › Sentieri: strada e qualche carrareccia. lunghi, ed una buona scorta d’acqua.
› Logistica: strada facilmente praticabile › Periodo consigliato: praticabile
con pullman, zone parcheggio pullman tutto l’anno.
in città o ai piedi dell’Ossario di Oslavia.
06 GORIZIA E COLLIO

Monte Sabotino
Il Monte Sabotino, con i suoi 609 metri, controlla l’accesso Il museo evidenzia numerosi resti, italiani ed austro-unga-
alla città di Gorizia, in un tratto della valle dell’Isonzo e della rici, di trincee, camminamenti, postazioni, tunnel, ricoveri e
pianura Isontina. Durante la Grande Guerra diventò una fra comandi. A guerra finita il Monte fu dichiarato Zona monu-
le cime più ambite e più difficili da conquistare per l’eser- mentale (1922) ed allestito a parco della memoria, con cippi
cito italiano. La sua posizione consentiva agli osservatori commemorativi ed epigrafi. Le tre piramidi che si incontrano
austro-ungarici di controllare gli spostamenti delle truppe sul percorso segnano la linea di partenza delle colonne ita-
del Regno d’Italia fino a Gradisca e dirigere efficacemente il liane durante la sesta battaglia dell’Isonzo, simboli di me-
tiro della propria artiglieria. Il Monte passò in mano italiana moria ancor oggi ben identificabili.
il 6 agosto 1916; quasi in concomitanza cadde (il 7 agosto) il Raggiunto il rifugio/museo ai piedi della cima sono facil-
Colle Calvario ed il 8 agosto dello stesso anno i reparti italia- mente raggiungibili e visitabili la Caverna del 3° Genio 310°
ni entrarono a Gorizia. Compagnia e la Caverna Armata.
Proseguendo sulla dorsale che conduce in cima si può ap-
prezzare il panorama e comprendere l’importanza strategi-
ca di tale quota. Da questa, percorrendo il sentiero di testa,
si raggiunge la Quota di San Valentino.

ULTERIORI INFORMAZIONI SULL’ITINERARIO

PER MAGGIORI INFORMAZIONI COME ARRIVARE › Sentieri: carrarecce e sentieri CAI


› TurismoFVG Gorizia Valico di Casa Rossa a GO, Solkan, Hum, conducono alla cima ed alle gallerie
tel +39 0481 535764 ˇ Vrhovlie e Plave. Dopo circa 2 Km
Gornjace, d’artiglieria
imboccare una strada a destra seguendo › Difficoltà: automobilistico-escursionistico
› Gruppo per le ricerche Archeologiche le indicazioni Pod Sabotin, dopo circa 7 Km › Durata dell’escursione: 3 ore
e Storiche nel Goriziano arrivo al rifugio/museo. › Atrezzatura: calzature robuste (sterrato),
tel +39 347 4420060 pantaloni lunghi, buona scorta d’acqua,
INFORMAZIONI UTILI una pila per inoltrarsi nelle caverne.
› Logistica: strada percorribile in macchina › Periodo consigliato: primavera, autunno
con zona parcheggi ai piedi del museo. e i primi mesi invernali.
07 CIVIDALE E VALLI DEL NATISONE

Monte Kolovrat
Lungo le Valli del Natisone, durante la Grande Guerra il Co- una piccola deviazione verso il cimitero di Volfango si può
mando Supremo italiano dispose la costruzione di un vasto visitare il monumento ai caduti del dismesso cimitero Mili-
e ben articolato sistema difensivo per proteggere le unità tare. Dal Passo, oltrepassato il monumento in ricordo a Ric-
dislocate sul Carso e sull’Isonzo. Questo grande patrimonio cardo di Giusto, primo caduto italiano in guerra, si prosegue
storico riguardante la 2^ e 3^ linea difensiva italiana è stato a sinistra lungo la strada che conduce alla catena del monte
recentemente ripristinato e valorizzato. Le mulattiere ed i Kolovrat dove, raggiunto Passo Zagradan (insenatura tra il
camminamenti aperti dal genio militare, le trincee, le trac- Monte Piatto/Trinski Vrh ed il Na Gradu) si possono ammi-
ce lasciate dai soldati oggi sono a portata di mano, facili da rare e percorrere trincee, tunnel scavati nella roccia, resti
raggiungere utilizzando i vari percorsi CAI. Sulla strada che di fortificazioni e rovine militari. Da qui, proseguendo ver-
porta al Passo Solarie, punto di partenza dell’itinerario, con so il bivacco Zanuso, attraverso un sentiero a mezzo monte
si raggiunge la cima più alta della catena, il Monte Nagnoj
(1192m), dalla quale si può ammirare un ampio panorama.
Per rientrare al rifugio si prosegue lungo il sentiero che si
snoda sul valloncello sottostante il bivacco che scende verso
Kras. Al primo bivio dopo 300 metri si gira a sinistra e si pro-
segue per altri due chilometri attraverso prati e boscaglie
giungendo infine al rifugio.

ULTERIORI INFORMAZIONI SULL’ITINERARIO

PER MAGGIORI INFORMAZIONI seguire oltrepassando Azzida in direzione › Difficoltà: automobilistico-turistico


› TurismoFVG Udine Drenchia. Dopo circa 12km, a Clodig, prose- › Durata dell’escursione: 3 ore
tel +39 0432 295972 guire per Clabuzzaro, attraversare i paesi di › Attrezzatura: calzature robuste
Obranche e Lombai in direzione Crai. Poco (fondo sterrato), pantaloni lunghi,
› IAT Valli del Natisone prima di quest’ultimo, sulla destra, si trova il una buona scorta d’acqua ed una pila
tel +39 0432 1714559 bivio per Passo Solarie (circa 2 Km). per chi volesse inoltrasi nelle caverne
› Periodo consigliato: primavera e autunno.
COME ARRIVARE INFORMAZIONI UTILI
Da Cividale seguire la S.S. 54 fino all’inro- › Logistica: presenza di parcheggi sul Passo.
cio di Ponte san Quirino (circa 5 km) e pro- › Sentieri: C.A.I. 746
08 FRIULI COLLINARE
E SAN DANIELE DEL FRIULI

Ragogna
Forgaria
e San Daniele
Dal 2007 nel Friuli collinare è presente il Museo all’aperto della Gran- Il terzo itinerario va dal Ponte di Pinzano alla batteria permanen-
de Guerra con il suo centro a Ragogna (Udine). Vengono proposti quat- te di Col Colàt. Sul ponte è affissa una lapide dedicata agli ultimi
tro itinerari sulla Battaglia che tra il 30 ottobre e 4 novembre cercò soldati italiani che hanno difeso questa zona mentre proseguendo
di fermare l’avanzata austro - tedesca, integrati poi dal Museo della lungo la SP4 verso Pinzano una mulattiera sulla destra sale sino
Grande Guerra, presso la Biblioteca Civica a San Giacomo di Ragogna. ai resti dell’ex Sacrario germanico. Tornati sulla strada principale,
si arriva nel centro abitato e si prosegue lungo la cima del Col
Il primo itinerario riguarda il complesso fortificato del Monte di Ra- Colàt dove è presente la piazzola per i cannoni in barbetta (ovve-
gogna. Dalla località Tabine si cammina verso il Castello di Reunia e ro bocche di fuoco con una struttura difensiva) da 149 mm, una
l’ex strada bellica, da dove inizia la visita al Monte vero e proprio con polveriera interrata, il montacarichi di sei metri e mezzo, alcune
la Batteria permanente “Ragogna Bassa” dotata di riserve, case- casematte e l’ingresso in pietra.
matte, un vecchio impianto idrico e le piazzole su cui venivano posi-
zionate i pezzi di artiglieria da 149mm. Successivamente un sentiero Il quarto itinerario coinvolge più comuni ed è assolutamente ne-
che attraversa la dorsale del Monte porta alla Batteria permanente cessario disporre di un mezzo di trasporto. Il punto di partenza è
“Ragogna Alta” con polveriere blindate, il Forte del Cavallino, le trin- il ponte di Cornino e l’Isolotto del Clapat dove le Brigate Genova e
cee di seconda linea ed i capisaldi del Cret dal Louf e della Spice. Siracusa rallentarono l’avanzata delle truppe bosniache. In dire-
zione Peonis è ancora visibile la strada di guerra Cornino - Trasa-
Il secondo itinerario porta alla scoperta del campo trincerato au- ghis mentre da Forgaria e San Rocco si prosegue sul Monte Prat,
stro-ungarico di Ragogna, costruito dopo aver oltrepassato il Ta- la Val Tochel ed infine al Cuel di Forchia da dove un sentiero porta
gliamento. Un percorso che parte all’incrocio tra Via San Remigio e alla cima del Monte Cuar, con l’osservatorio ed una mulattiera
Via del Lavoro dove si trova un nido per mitragliatrici e, lungo una precedente alla Grande Guerra. Infine a San Daniele del Friuli una
carrareccia che conduce verso il Tagliamento, si trovano le feritoie lapide posta sul Colle del Castello ricorda la battaglia del 30 ot-
di un blockhaus sotterrato, dei bunker ed un groviglio di trincee con tobre 1917 ed è possibile visitare il museo bellico allestito dalla
due epigrafi della 4° Compagnia Corso Tecnico Imperial - Regio. locale sezione dell’ANA.

ULTERIORI INFORMAZIONI SULL’ITINERARIO

PER MAGGIORI INFORMAZIONI COME ARRIVARE › Sentieri: strade asfaltate e sentieri segnalati
› TurismoFVG Udine Dal Museo della Grande Guerra di Ragogna › Difficoltà: itinerari 1-2-3: escursionistico;
tel +39 0432 295972 seguire le indicazioni fino alla località Tabine itinerario 4: automobilistico-escursionistico
e poi seguire la segnaletica “1915-1918 Luo- › Durata dell’escursione: variabile
› Gruppo Storico Friuli Collinare ghi della Grande Guerra / Sentieri” a seconda degli itinerari
tel +39 0432 95407 › Attrezzatura: Calzature robuste
› Museo della Grande Guerra di Ragogna INFORMAZIONI UTILI (fondo sterrato), pantaloni lunghi,
www.grandeguerra-ragogna.com › Logistica: parcheggio auto in loc. Tabine, una buona scorta d’acqua, ed una pila
pullman in centro a Ragogna. Itinerari per chi volesse inoltrarsi nelle caverne
1 e 3 usare 2 auto per completare l’anello; › Periodo consigliato: autunno
itinerario 4 usare un mezzo di trasporto.
09 TARVISIANO

Val Dogna
e Jôf di Somdogna
La Val Dogna in passato rappresentò un importante via com- ro, si trovano il Plan del Spadovai con la Cappella ai caduti
merciale verso il Norico. Agli inizi del 1900, prima che la del Battaglione Gemona e pregevoli resti di ricoveri, coman-
Grande Guerra scoppiasse, i viaggiatori provenienti dall’Im- di e altre strutture militari. Se si desidera invece salire lo Jôf
pero austro-ungarico che entravano nel Regno d’Italia at- di Somdogna il percorso non presenta particolari difficoltà,
traverso il confine di Pontebba - Pontafel incontravano come anche se è richiesta una certa attenzione nell’ultimo trat-
primo paese del Regno il Comune di Dogna. Con l’avvicinarsi to data la friabilità del terreno. Dalla Sella di Somdogna, si
dello scoppio della Guerra le cime della Valle vennero rite- raggiunge il laghetto superiore si segue il sentiero CAI 651
nute strategiche ed i comandi militari italiani fecero costrui- fino ad imboccare il sentiero CAI 610 a sinistra. A quota 1600
re, al posto delle mulattiere di fondovalle, una strada (agosto metri, quando il panorama si apre, si può già ammirare la
1914 - primavera 1915) che comprendeva gallerie, ricoveri zona che circonda lo Jôf di Somdogna. Continuando lungo il
per truppe, piazzole di sosta ed una teleferica a supporto del sentiero ben segnato, ai lati si intravedono resti in muratu-
rifornimento. Le strutture difensive scendevano dalla strada ra di vari ricoveri. Prestando un po’ di attenzione all’ultimo
attuale fino al torrente Dogna per poi risalire sul versante tratto del percorso, in quanto accidentato e franoso si rag-
opposto dove, ancora oggi, si possono scorgere i resti del- giunge la croce di vetta dove si apre un panorama stupendo
le trincee blindate. La linea fortificata dei Plans, per la sua sulla Valdogna e sulla maestosa parete nord del Montasio.
particolare collocazione e per la mole dei lavori eseguiti, Sulla cima, oltre alla grande croce che ricorda i caduti della
venne più volte visitata dal Re d’Italia Vittorio Emanuele III. Grande Guerra, si trovano anche numerose gallerie, trincee
A poca distanza (circa 2 chilometri), proseguendo sul sentie- in calcestruzzo e resti di ricoveri.

ULTERIORI INFORMAZIONI SULL’ITINERARIO

PER MAGGIORI INFORMAZIONI COME ARRIVARE


› TurismoFVG Tarvisio tel +39 04282135 Uscita Carnia-Tolmezzo, proseguire su S.S.n 13 Pontebbana
› Comune di Dogna tel +39 0428 93000 fino a Dogna. Dopo l’ingresso in paese c’è il bivio per Val Dogna.

ITINERARIO DEI PLANS ITINERARIO JÔF DI SOMDOGNA


Da Dogna proseguire per Val Dogna fino ai Stavoli dei Plans Da Dogna si prosegue per Val Dogna fino alla Sella Somdogna (circa
(circa 12Km.) dove si parcheggia. Il sentiero diparte poco prima di 18 Km) dove si parcheggia e si imboccano i sentieri C.A.I. 651 e 610
una curva a sinistra che immette in una galleria stradale. Difficoltà: escursionistico. Durata dell’escursione: da 2 a 5 ore
Difficoltà: automobilistico-turistico. (variabile se si decide di effettuare o meno il percorso ad anello).
Durata dell’escursione: da 1 a 2 ore Attrezzatura: Calzature robuste (fondo sterrato), pantaloni lunghi,
(variabile in relazione alle aree scelte per la visita). una buona scorta d’acqua, ed una pila per chi volesse inoltrarsi
Attrezzatura: Calzature robuste (fondo sterrato), pantaloni lunghi, nelle caverne. Periodo consigliato: autunno e primi mesi estivi.
una buona scorta d’acqua, ed una pila per chi volesse addentrarsi Nota: La visita può essere completata con una sosta al Museo del
nelle caverne. Territorio di Dogna, che nella sua sezione relativa alla Grande
Periodo consigliato: primavera, estate, autunno e i primi mesi Guerra analizza anche le vicissitudini degli abitanti di queste valli
invernali. durante la Guerra.
10 TARVISIANO

Jôf di Miezegnot
e Piccolo Miezegnot
Una delle caratteristiche della Prima Guerra Mondiale è stata per gli escursionisti con il nome di Ricovero Battaglione Gemona.
senz’altro la diversità di luoghi e terreni su cui si sono affrontati Da qui, una traccia lungo un fianco ghiaioso (prestare attenzione)
gli eserciti italiani ed austro – ungarici, dalle alture del Carso alle conduce alla cima su cui è stata posta una croce in ferro e da cui
colline di Ragogna fino ad arrivare alle vette delle Alpi Giulie e Car- si può godere del panorama meraviglioso. Da questo punto è ben
niche. Tra tutte queste zone, le montagne senza dubbio furono il visibile anche un’altra valle che ci porta alla scoperta di un secondo
luogo più pericoloso e difficile viste le condizioni del terreno ed il itinerario, quello del Piccolo Miezegnot (1954 metri s.l.m.) lungo la
clima non certo mite. Nella zona delle Alpi Giulie ad esempio non ci Val Saisera. A differenza del primo itinerario, compiuto su quello
furono grosse battaglie – se si escludono quelle nell’estate del 1915 che era una montagna del Regno d’Italia, la Val Saisera ed il Piccolo
e del luglio 1916 sul Piccolo Miezegnot – ma il numero di decessi Miezegnot facevano parte della Carinzia (fino al 1918). È possibile
fu comunque alto date le dure condizioni di vita. Per questo motivo giungere su questa cima direttamente dallo Jôf di Miezegnot, ma si
molti luoghi alpini hanno ospitato dei piccoli cimiteri improvvisati tratta di un percorso adatto solo ad escursionisti esperti. Più facile
come si può vedere salendo verso la vetta dello Jôf di Miezegnot è partire dall’abitato di Valbruna, lungo la Val Canale, ed iniziare la
(2087 metri s.l.m.), raggiungibile partendo dalla Sella di Somdogna risalita attraverso la Val Saisera, dove è possibile proseguire fino al
(vedi itinerario 09). Come per l’itinerario dello Jôf di Somdogna, an- cimitero austro – ungarico o deviare a destra sul sentiero CAI 607
che in questo si tratta di un’escursione alpina per cui è necessaria che dagli 800 metri di altitudine porta fino ai 1480 di Malga Rauna.
una buona preparazione fisica. Il primo tratto del sentiero CAI 609 Da questa base si raggiunge in poco tempo la Cappella Zita, co-
è boschivo ma la mulattiera è ben segnalata e sale con andamento struita nel 1917 dai soldati austro – ungarici e dedicata alla moglie
regolare fino a giungere su una spalla erbosa dove a destra sono dell’imperatore. Proseguendo lungo il sentiero i possono ammirare
visibili le lapidi del piccolo cimitero di guerra. Proseguendo, dopo resti di ricoveri e grotte che erano state utilizzate per scopi militari
poche decine di metri si raggiungono i ruderi del villaggio di guerra mentre all’orizzonte si vedono alcune cime circostanti e, più lon-
sorto in una conca. La straordinarietà è dovuta all’accuratezza del- tano, il Monte Lussari con il suo santuario mariano distrutto dagli
le costruzioni in un territorio così aspro (sorge a 1890 metri s.l.m.) italiani nel 1915 (e ricostruito 10 anni più tardi). Fuori dal bosco si
e con un clima, esclusa l’estate, certamente poco ospitale. Recen- giunge rapidamente sulla cima dove nei pressi è stata posta una
temente alcuni resti sono stati ristrutturati e riconvertiti a bivacco lapide in ricordo dei combattimenti del luglio 1916.

INFORMAZIONI SULL’ITINERARIO JÔF DI MIEZEGNOT INFORMAZIONI SULL’ITINERARIO PICCOLO MIEZEGNOT

Da Dogna si prosegue per Val Dogna fino alla Sella Somdogna Giunti a Valbruna, proseguire a piedi lungo la strada sterrata della Val Sai-
(circa 18 km) dove si parcheggia e si imbocca il sentiero CAI 609 sera e imboccare il sentiero CAI 607 prima del cimitero austro - ungarico.
Difficoltà: escursionistico Difficoltà: escursionistico
Durata dell’escursione: 2 ore Durata dell’escursione: 4 ore (6 proseguendo sullo Jôf)
Attrezzatura: Calzature robuste, pantaloni lunghi, una buona scorta Attrezzatura: Calzature robuste (fondo sterrato), pantaloni lunghi, una
d’acqua, ed una pila per chi volesse inoltrarsi nelle caverne buona scorta d’acqua, ed una pila per chi volesse inoltrarsi nelle caverne
Periodo consigliato: estate, primi mesi autunnali Periodo: primi mesi estivi, autunno

Informazioni: TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135 Informazioni: TurismoFVG Tarvisio tel +39 0428 2135
Informazioni: Comune di Dogna tel +39 0428 93000 Informazioni: Comune di Malborghetto-Valbruna tel +39 0428 60023
11 CARNIA

Freikofel /Cuelat
Il Freikofel, perso e riconquistato a fasi alterne come il Pal erano 37 strutture) e poi la selletta (m.1545) dove si trova una
Piccolo e Pal Grande, mostra oggi un importante spaccato lapide con una croce di ferro a ricordo dei caduti. Risalendo il
di storia delle Alpi Carniche e, in particolare, di quel territo- crinale erboso si arriva alla base del Cuelat.
rio che veniva definito “Zona Carnia”. Imboccando la strada
sterrata che porta alla cima del Monte, si attraversa una cava Per arrivare alla cima ci sono due modi: percorrendo il sen-
abbandonata. La strada, che diventa prima sentiero CAI 401 tiero CAI 401 e poi il 413 da ovest oppure seguendo il preca-
e poi mulattiera, porta alla Cappella eretta nel 1915 dagli Al- rio tracciato sud-ovest sui resti della mulattiera di guerra.
pini del btg. Val Tagliamento, presso il Pal Piccolo di Sotto. Questo secondo percorso è consigliato solo agli esperti in
Proseguendo si raggiungono prima i resti di alcuni fabbricati quanto molto esposto.
militari presso l’attuale casera Pal Piccolo (in tutto i fabbricati
Utilizzando il primo percorso si arriva in prossimità della
cima dove si raggiungono i resti di una imponente linea di
trincee recentemente ripristinate, dalle quali e facilmente
raggiungibile la cima. Da qui sono visitabili e percorribili re-
sti di trincee blindate, camminamenti, ricoveri in superficie
e sotterranei ed il Monumento di Vetta.

Al rientro, dopo aver percorso lo stesso tracciato ovest op-


pure quello orientale (CAI 413) che porta al Pal Grande, si
può visitare nel paese di Timau il Tempio Ossario dei caduti,
il monumento all’Eroina Maria Polzner Mantil ed il Museo
della Grande Guerra il quale ha dedicato una sezione alle
Portatrici Carniche.

ULTERIORI INFORMAZIONI SULL’ITINERARIO

PER MAGGIORI INFORMAZIONI il confine fra Italia e Austria (Passo Monte › Difficoltà: escursionistico
› TurismoFVG Tolmezzo Croce Carnico circa 11km). Sulla strada per › Durata dell’escursione: 2 - 4 ore
tel +39 0433 44898 il valico parcheggiare al quarto tornante nei (variabile in relazione alle aree scelte).
› Associazione Amici delle Alpi Carniche pressi della casa cantoniera. Sul lato oppo- › Attrezzatura: Calzature robuste (fondo
tel +39 0433 779168 sto della strada si imbocca la strada sterrata sterrato), pantaloni lunghi, una buona
che assieme ai sentieri CAI porta alla cima. scorta d’acqua ed una pila per chi volesse
COME ARRIVARE inoltrarsi nelle caverne.
Uscita Carnia Tolmezzo, proseguire in dire- INFORMAZIONI UTILI › Periodo consigliato:
zione Tolmezzo. Proseguire sulla S.S. 52 bis › Sentieri: strada sterrata, sentiero dalla tarda primavera all’autunno
fino a Timau (circa 23km) e poi verso C.A.I. 401 e 413 e mulattiera.
12 CARNIA

Pal Piccolo
L’intero complesso fortificato, sorto sul versante est del pas- Riprendendo la salita e soffermandosi a visitare le varie gal-
so, faceva parte dello sbarramento militare dell’epoca, co- lerie che si incontrano, si raggiunge il piano sottostante la
struito per impedire una penetrazione attraverso il passo da cima dove è possibile salire a destra lungo un piccolo cami-
parte dell’avversario. Nell’ambito del Museo all’Aperto del no attrezzato con staffe e cavo oppure continuare a sinistra
Pal Piccolo sono stati ripristinati finora circa 50 siti storici passando accanto ad altre postazioni ricostruite, accessibili
che permettono di farsi un’idea su come doveva presentarsi tramite scalette di legno.
la zona all’epoca. Sulla vetta, si trovano un complesso sistema di fortificazioni
Il Naso delle Mitragliatrici è il settore del Museo all’Aperto austriache ed il vicino Trincerone Italiano.
più facile da raggiungere. Il punto di partenza è il parcheggio Per ritornare al parcheggio mantenere il sentiero CAI 401
dalla parte austriaca del confine di stato, vicino all’elica del- seguendo le indicazioni per il Passo di Monte Croce Carnico.
la centrale eolica. Giunti all’ingresso del sentiero si seguono
le indicazioni “Kleiner Pal-MG Nase”.
Lungo il percorso si incontrano una serie di postazioni in ca-
verna con i resti di un linea elettrica, il complesso delle ope-
re militari austro-ungariche del versante occidentale del Pal
Piccolo e la grande trincea situata sulla sommità del Naso
delle Mitragliatrici. Da qui si può scendere al parcheggio o
proseguire verso la cima. In questo caso bisogna prestare un
po’ di attenzione, in quanto il sentiero in più punti acquista
una pendenza decisa con alcuni tratti scivolosi che, comun-
que, sono stati attrezzati.

ULTERIORI INFORMAZIONI SULL’ITINERARIO

PER MAGGIORI INFORMAZIONI Italia e Austria (Passo Monte Croce Carnico una buona scorta d’acqua ed una pila
› TurismoFVG Tolmezzo circa 11km). per chi volesse inoltrasi nelle caverne.
tel +39 043344898 › Periodo consigliato:
INFORMAZIONI UTILI dalla tarda primavera all’autunno
› Associazione Amici delle Dolomiti › Logistica: ampio parcheggio sul passo
tel +39 0481 44551 › Sentieri: dal Passo sentiero C.A.I. 401
› Difficoltà: escursionistico
COME ARRIVARE › Durata dell’escursione: da 2 - 4 ore
Uscita Carnia Tolmezzo, proseguire in dire- (variabile in relazione alle aree scelte).
zione Tolmezzo, poi S.S. 52 bis fino a Timau › Attrezzatura: calzature robuste
(circa 23km) e proseguire sino al confine fra (fondo sterrato) , pantaloni lunghi,