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Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M.

270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 65
Titolo: TRASMISSIONE E DISTRIBUZIONE
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

TRASMISSIONE E DISTRIBUZIONE
Per comprendere la struttura dei sistemi elettici conviene fare riferimento al seguente schema.
In effetti il sistema elettrico reale ha una conformazione a maglia e contiene diversi componenti
di ogni tipo, tutti i componenti sono interconnessi tra di loro.

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Tel: 031/7942500-7942505 Fax: 031/7942501 - info@uniecampus.it
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Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 65
Titolo: TRASMISSIONE E DISTRIBUZIONE
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

TRASMISSIONE E DISTRIBUZIONE
Notiamo che sono presenti diversi livelli di tensione, analizziamo i motivi che hanno portato a
tale scelta:
ƒ L’isolamento delle macchine e delle apparecchiature è proporzionale alla tensione. Gli
alternatori sono macchine con parti rotanti, hanno tensioni relativamente basse dell’ordine
dei 2-3 kV. I trasformatori non hanno parti in movimento per cui è più semplice isolarle, per
tale ragione si raggiungono livelli di tensione elevati (380 kV).
ƒ A parità di potenza apparente da trasportare (A=√3*V*I) conviene utilizzare tensioni elevate
con conseguenti correnti ridotte. Questa scelta implica minori sezioni dei conduttori e minore
peso degli stessi (struttura ridotta dei sostegni).
ƒ Sicurezza delle persone; è consigliabile tenere bassi i livelli di tensione nelle parti di impianto
accessibili alle persone (220/380 V)

Analizziamo separatamente i diversi tipi di stazioni di trasformazione dell’energia elettrica.


Faremo particolare riferimento alle stazioni di trasformazione secondarie (S3 nello schema). Le
stazioni di trasformazione hanno lo scopo di interconnettere due (o più) reti a tensioni
differenti.

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Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 65
Titolo: TRASMISSIONE E DISTRIBUZIONE
Attività n°: 1

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TRASMISSIONE E DISTRIBUZIONE
Stazioni di trasformazione primaria (S1 ed S2)
Le stazioni di trasformazione primaria S1 sono impiegate per innalzare il livello di tensione da
quello prodotto dagli alternatori (massimo 30 kV) al livello di trasmissione 220/380 kV.
Le stazioni di trasformazione S2 abbassano la tensione dal livello di trasmissione al livello di sub
trasmissione (120/150 kV).
In entrambi i casi il cuore delle stazioni è costituito dai trasformatori che ricevono energia alla
tensione primaria e la innalzano nelle stazioni tipo S1 o la riducono nelle stazioni tipo S2.

Stazioni di trasformazione secondaria (S3)


Le stazioni di trasformazione secondaria S3 sono impiegate per abbassare il livello di tensione
da 120/150 kV al livello di distribuzione 20 kV. Nelle immagini che seguono sono riportati alcuni
particolari di una stazione di trasformazione secondaria.

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Lezione n°: 65
Titolo: TRASMISSIONE E DISTRIBUZIONE
Attività n°: 1

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TRASMISSIONE E DISTRIBUZIONE
Si noti il
collegamento
elettrico alla linea
AT (150 kV). Il
collegamento
elettrico avviene
attraverso tre
conduttori
collegati in
derivazione alla
linea a 150 kV .

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Lezione n°: 65
Titolo: TRASMISSIONE E DISTRIBUZIONE
Attività n°: 1

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TRASMISSIONE E DISTRIBUZIONE
I conduttori di AT vengono collegati al trasformatore MT/BT attraverso un sistema capace di
provvedere all’isolamento, al sezionamento ed alla protezione.

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Lezione n°: 65
Titolo: TRASMISSIONE E DISTRIBUZIONE
Attività n°: 1

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TRASMISSIONE E DISTRIBUZIONE
In figura sono mostrate le quattro linee
in MT a 20 kV in partenza dalla
stazione.

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Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 65/S1
Titolo: LINEE ELETTRICHE AT-MT
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

LINEE ELETTRICHE AT-MT


Una parte fondamentale dei sistemi elettrici è costituita dalle linee elettriche. Attraverso le linee
elettriche l’energia elettrica viene trasportata da un punto A ad un punto B. La realizzazione delle
linee è molto varia ed è legata fortemente al valore della tensione di esercizio. Nel seguito
considereremo separatamente le linee in alta e media tensione e le linee in bassa tensione.
Linee elettriche in AT e MT
Nel nostro schema sono denominate con L1, L2 ed L3. Possono essere molto estese (migliaia di
km). Possono essere aeree o in cavo. In genere sono costituite da tre conduttori. Nelle linee aeree
per valori elevati di tensione si nota un quarto conduttore posto alla sommità del traliccio detto
fune di guardia. La fune di guardia protegge la linea dai fulmini.
Distinguiamo fondamentalmente tra conduttori, sostegni, isolatori e apparecchiature di protezione
e manovra.
I conduttori hanno lo scopo di condurre la corrente elettrica minimizzando le cadute di tensione e
le dissipazioni di potenza per effetto Joule. Sono nudi cioè privi di isolamento; in effetti l’isolante
usato è l’aria che li circonda. I conduttori hanno sezione circolare e possono essere costituiti
anche da più di un unico conduttore. Ciascun conduttore ha un’anima di acciaio ad alta resistenza
meccanica ed un mantello esterno di rame o alluminio costituito da diversi conduttori avvolti ad
elica.
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Lezione n°: 65/S1
Titolo: LINEE ELETTRICHE AT-MT
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

LINEE ELETTRICHE AT-MT

L’immagine mostra un
conduttore per linee in AT.
E’ possibile individuare
l’anima centrale in acciaio ed
i conduttori in alluminio.

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Lezione n°: 65/S1
Titolo: LINEE ELETTRICHE AT-MT
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

LINEE ELETTRICHE AT-MT

I sostegni generalmente sono a


traliccio. Per le linee in MT in alcuni
casi sono costituiti da pali in c.a.
centrifugato. I profilati usati per i
tralicci sono in acciaio e sono
protetti dalla corrosione. Le
dimensioni e la forma dei sostegni
dipendono dalla posizione dei
conduttori e quindi dalla tensione.
Per bilanciare i parametri elettrici
della linea si cerca sempre di
realizzare la condizione in cui i tre
conduttori sono disposti ai vertici di
un triangolo equilatero.

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Lezione n°: 65/S1
Titolo: LINEE ELETTRICHE AT-MT
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

LINEE ELETTRICHE AT-MT


Gli isolatori sono i componenti che
collegano meccanicamente i
conduttori ai sostegni. Gli isolatori
devono garantire l’isolamento elettrico
tra sostegno e conduttore. I più diffusi
sono gli isolatori a cappa e perno in
cui si ha una campana di vetro o
porcellana. Gli isolatori devono avere
elevata resistività superficiale in modo
da limitare le correnti di dispersione;
elevata rigidità dielettrica in modo da
evitare la scarica al loro interno;
elevata resistenza meccanica. Nelle
linee si usano gli isolatori a
sospensione costituiti da una catena
di isolatori il cui numero è
proporzionale alla tensione della linea.

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Lezione n°: 65/S1
Titolo: LINEE ELETTRICHE AT-MT
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

LINEE ELETTRICHE AT-MT


Le linee in cavo usano generalmente
cavi tripolari con conduttori in rame. Lo
schema in figura rappresenta una
sezione di cavo tripolare. Individuiamo: il
conduttore vero e proprio, il materiale
isolante, lo schermo realizzato in
materiale metallico, il materiale di
riempimento e la guaina esterna di
protezione realizzata con materiale
isolante. L’isolante fino a 60 kV è carta
impregnata sotto forma di nastrature.
Per tensioni superiori ai 60 kV si usano
cavi ad olio fluido o cavi a gas
compresso. Il materiale isolante ha una
rigidità dielettrica RD [kV/cm]. Se le
sollecitazioni in tensione superano tale
valore si ha la distruzione del materiale.
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Lezione n°: 65/S1
Titolo: LINEE ELETTRICHE AT-MT
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

LINEE ELETTRICHE AT-MT


Le immagini mostrano un cavo tripolare con conduttori e schermi in rame ed un cavo unipolare
con conduttore in alluminio e schermo in rame.

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Lezione n°: 65/S1
Titolo: LINEE ELETTRICHE AT-MT
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

LINEE ELETTRICHE AT-MT


Apparecchiature di protezione e manovra.
Prima di prendere in esame le apparecchiature consideriamo due fenomeni di fondamentale
importanza.
Sovratensioni. In un sistema elettrico possono manifestarsi delle tensioni sensibilmente superiori a
quelle di normale esercizio. Possiamo distinguere tre sovratensioni di origine interna dovute a
chiusura e apertura di circuiti, rapide variazioni del carico, fenomeni di risonanza, guasti. Si hanno
anche sovratensioni di origine esterna dovute a fenomeni di induzione ad esempio dovuti a
fulminazione della linea.
Le sovratensioni possono portare al cedimento dell’isolamento con danni irreparabili ai materiali
isolanti e conseguenti cortocircuiti con conseguenti danni.
Sovracorrenti. In un sistema elettrico possono manifestarsi correnti superiori e quelle di normale
esercizio. Tali correnti possono essere dovute ad un sovraccarico transitorio, ad esempio
l’avviamento di un motore asincrono, o ad un sovraccarico permanente, ad esempio un
utilizzatore che assorbe una potenza maggiore rispetto a quella preventivata. Le sovracorrenti di
guasto si hanno nel momento in cui l’impedenza del circuito diminuisce (ad esempio in condizioni
di corto circuito).

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Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 65/S1
Titolo: LINEE ELETTRICHE AT-MT
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

LINEE ELETTRICHE AT-MT


Sezionatori ed interruttori. L’apertura o la chiusura di un circuito possono avvenire o quando non
circola corrente, o quando circola una corrente paragonabile alla corrente nominale del circuito
oppure quando circola una sovracorrente. L’apertura del circuito avviene attraverso sezionatori o
interruttori. Entrambi i dispositivi creano un allontanamento tra due elettrodi originariamente in
contatto in fase di apertura del circuito, un avvicinamento in fase di chiusura del circuito. In
entrambi i casi si ha un arco che se permane a lungo può portare alla distruzione del dispositivo.
Un interruttore automatico è un apparecchio capace di stabilire, portare ed interrompere correnti in
condizioni normali; inoltre è capace di stabilire, portare per una durata specificata e interrompere
correnti in condizioni anormali (esempio il corto circuito). Gli interruttori possono essere unipolari o
multipolari. La manovra può essere manuale o automatica gestita da un relè che interviene ogni
qualvolta rileva condizioni anormali di funzionamento (anomalo valore di tensione, anomalo valore
di corrente, corrente dispersa verso terra ecc). Negli interruttori per pervenire ad un rapido
spegnimento dell’arco si usano diverse tecniche. Il fluido usato negli interruttori è l’esafluoruro di
zolfo SF6. Questo gas usato come fluido dielettrico contenuto nella camera di interruzione consente
di “minimizzare” gli effetti dell’arco. Le caratteristiche fondamentali degli interruttori sono la
tensione nominale, la corrente nominale, il potere di interruzione nominale (la massima corrente
che è in grado di interrompere).

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Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 65/S1
Titolo: LINEE ELETTRICHE AT-MT
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

LINEE ELETTRICHE AT-MT


I sezionatori sono dispositivi in grado di interrompere la continuità del circuito a vuoto. Nelle
linee in esame generalmente sono del tipo a coltello, sono visibili in modo da assicurare
l’avvenuto “sezionamento” della linea. Le manovre di apertura e chiusura dei sezionatori
devono avvenire ad interruttore aperto.
Riportiamo i simboli grafici per

SEZIONATORE

INTERRUTTORE

INTERRUTTORE AUTOMATICO

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Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 65/S1
Titolo: LINEE ELETTRICHE AT-MT
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

LINEE ELETTRICHE AT-MT

Gli scaricatori sono dispositivi di protezione contro le


sovratensioni. Essi sono costituiti da due elettrodi
affacciati posti ad una certa distanza: uno di essi è
connesso alla linea da proteggere, l’altro è collegato
direttamente a terra. Quando la tensione di linea
supera la rigidità dielettrica dell’aria interposta fra le
punte dello scaricatore, si verifica un arco, che
costituisce la via preferenziale attraverso la quale si
scarica la sovratensione. La distanza fra le punte
dipende dal valore della tensione per la quale si
desidera che avvenga l’innesco dell’arco.

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Lezione n°: 65/S2
Titolo: COSTANTI ELETTRICHE DELLE LINEE
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

COSTANTI ELETTRICHE DELLE LINEE


Il funzionamento delle linee elettriche è caratterizzato da quattro parametri detti costanti
elettriche della linea che sono: la resistenza elettrica e l’induttanza, le quali sono da considerarsi
in serie ai conduttori della linea; la capacità e la conduttanza di dispersione, che sono da
considerarsi in parallelo tra coppie di conduttori ed ogni conduttore con il terreno. La resistenza
e la conduttanza danno luogo a dissipazione di potenza, l’induttanza e la capacità non
provocano dissipazioni ma scambi energetici fra la linea ed i campi magnetico ed elettrico. Per
quanto detto la trasmissione di energia lungo una linea è sempre accompagnata da variazioni di
corrente e di tensione tra la partenza e l’arrivo. Analizziamo separatamente le quattro
grandezze. Considereremo tronchi di linea aventi lunghezza pari ad un kilometro.
Resistenza
La resistenza elettrica di un conduttore di lunghezza pari ad un km e sezione pari ad s mm2 è
esprimibile come R=ρ1/s dove ρ è espresso in Ω*mm2/km. Per il rame si ha a 20° ρ=17,8
Ω*mm2/km, per l’alluminio si ha ρ=28,3 Ω*mm2/km. Per temperature maggiori o minori di 20°
la resistività ρt alla temperatura t del materiale varia secondo la legge ρt=ρ20[1+α20(t-20)] in
cui per il rame α20=0,0039, per l’alluminio α20=0,0040.

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Lezione n°: 65/S2
Titolo: COSTANTI ELETTRICHE DELLE LINEE
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

COSTANTI ELETTRICHE DELLE LINEE

Induttanza dei conduttori


Una linea percorsa da corrente può essere immaginata come una o più spire attraversate da
corrente. Se le correnti variano sulle spire si generano forze elettromotrici indotte tenute in
conto tramite un coefficiente di auto induzione L. In effetti L tiene in conto anche dei fenomeni
di mutua induzione.
Se consideriamo un conduttore di una linea monofase o trifase a conduttori simmetrici avremo
L=10-3(0,46log10(2D/d)+0,05) H/km in cui D è la distanza fra gli assi dei conduttori, d è il loro
diametro.
Moltiplicando tale induttanza per la pulsazione otteniamo la reattanza
Xl=ωL Ω/km.

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Lezione n°: 65/S2
Titolo: COSTANTI ELETTRICHE DELLE LINEE
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

COSTANTI ELETTRICHE DELLE LINEE


Capacità fra conduttori e rispetto al suolo
Ogni conduttore rispetto agli altri e rispetto al suolo costituisce un particolare condensatore, si
individuano le armature costituite ad esempio da i due conduttori, ed il dielettrico costituito
dall’aria che li separa. La capacità dei vari condensatori cresce con la lunghezza della linea. Se
la linea trasporta correnti alternate e tra le armature dei condensatori di capacità C si ha una
tensione V si avrà una corrente capacitiva I=ωCV, sfasata a 90° in anticipo sulla tensione V. Per
studiare linee in cui non è possibile trascurare tale fenomeno (linee con tensioni superiori ai 66
kV e distanze oltre 100 km) si suddivide la linea in tronchi (ad esempio di lunghezza pari ad
1km) e si deriva al centro di ogni tronco un condensatore di opportuna capacità.
La capacità totale equivalente di un km di linea bifilare (quella che tiene in conto della capacità
tra i due conduttori e delle due capacità esistenti tra i due conduttori ed il suolo) con diametro
dei conduttori uguale a d, distanza tra i conduttori pari a D, ed altezza h dal suolo molto
maggiore della distanza D vale C12=0,012/[log10(2D/d)]. Per linee trifilari con i conduttori
disposti ai vertici di un triangolo, per valutare gli effetti capacitivi sul funzionamento della linea,
si dovranno considerare nel caso di tre capacità a triangolo C∆=2/3*C12, nel caso di
collegamento a stella CY=2*C12.

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Lezione n°: 65/S2
Titolo: COSTANTI ELETTRICHE DELLE LINEE
Attività n°: 1

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COSTANTI ELETTRICHE DELLE LINEE


Conduttanza di dispersione
Lungo le linee sono presenti delle correnti di dispersione che possono provocare notevoli
dissipazioni di energia. Tali correnti circolano per difetto di isolamento fra i conduttori senza passare
attraverso gli utilizzatori. Il valore di tali correnti dipende dal valore della tensione e dal valore della
resistenza di isolamento cioè dalla distanza tra i conduttori e dalla conduttanza superficiale degli
isolatori. Per i normali isolatori a sospensione si hanno 1-3 Watt in condizioni di bel tempo, 5-20
Watt con tempo piovoso. Quando la tensione di esercizio V supera il valore critico Vc le correnti di
dispersione tra i conduttori risultano elevate a causa del cosiddetto effetto corona. Si ha una scarica
distruttiva nel momento in cui il campo elettrico (che è massimo nelle vicinanze dei conduttori)
supera la rigidità dielettrica dell’aria. In questi strati si ha una scarica che comporta perdite di
energia. Quando la tensione di linea V supera il valore di tensione critico VC si hanno le seguenti
perdite per effetto corona
pc= 3,44*(f/δ)*[√(r/D)]*(V-Vc) W/km in cui f è la frequenza, r è il raggio dei conduttori in cm, d è la
distanza tra i conduttori in cm, δ è la densità dell’aria. Complessivamente indicando con pd le
perdite in watt/km dovute alla dispersione ordinaria e con pc le perdite in watt/km dovute all’effetto
corona si hanno le perdite totali pt=pd+pc. Se V è il valore efficace della tensione tra i conduttori si
ha che la conduttanza di dispersione equivalente G∆ per ogni km vale G∆=pt/V2 S/km.

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Lezione n°: 65/S2
Titolo: COSTANTI ELETTRICHE DELLE LINEE
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

COSTANTI ELETTRICHE DELLE LINEE


Per linee trifasi si dovranno considerare tre conduttanze pari a G∆ derivate a triangolo tra i fili
oppure tre conduttanze a stella pari a GY=3*G∆.
Per una linea trifase a tre fili aventi diametro pari ad 8 mm, posti a distanza D=1m in condizioni di
normale pressione atmosferica , la tensione critica per l’effetto corona Vc=95.000 V. La perdita di
energia è pari a 100 W per ogni km di conduttore alla tensione V=100.000,: La perdita raggiunge i
500 W/km se la tensione sale a 150.000 V.
Una fase di un tratto di rete di lunghezza pari ad un km può essere rappresentata tramite un
doppio bipolo come quello mostrato di seguito.

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Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 65/S3
Titolo: IMPIANTI ELETTRICI 3
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

PERDITE DI POTENZA E CADUTE DI TENSIONE

Consideriamo una linea trifase a conduttori simmetrici e carico equilibrato. Se introduciamo un


neutro fittizio possiamo studiare la singola fase.
Avremo in partenza la potenza
Pp=3EPIPcosφp
All’arrivo la potenza
Pa=3EaIacosφa
La differenza p=Pp-Pa è la perdita di potenza sulla linea.
Il rapporto
μ=Pa/Pp è il rendimento della trasmissione alle condizioni di carico considerate.
La differenza ΔE=Ep-Ea è la caduta di tensione stellata tra partenza ed arrivo.

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Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 65/S3
Titolo: IMPIANTI ELETTRICI 3
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

PERDITE DI POTENZA E CADUTE DI TENSIONE


Linee con capacità e conduttanza trascurabili
Sono linee con capacità e conduttanza trascurabili tutte le linee aeree con tensione nominale
inferiore a 66 kV e lunghezza inferiore a 100 km.
La corrente tra l’arrivo e la partenza rimane invariata. Ia=Ip=I, il circuito equivalente è riportato in
figura.
La reattanza di un filo di linea vale X=X’l dove l è la lunghezza della linea e X’ è la reattanza di un
kilometro di linea. La resistenza di un conduttore vale R=R’l dove R’ è la resistenza di un kilometro
ed l è la lunghezza della linea.

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Corso di Laurea: INGEGNERIA INFORMATICA E DELL'AUTOMAZIONE (D.M. 270/04)
Insegnamento: ELETTROTECNICA
Lezione n°: 65/S3
Titolo: IMPIANTI ELETTRICI 3
Attività n°: 1

Facoltà di Ingegneria

PERDITE DI POTENZA E CADUTE DI TENSIONE


Al circuito sopra riportato corrisponde l’equazione alla maglia
Ep=Ea+RI+jXI
A cui corrisponde il seguente diagramma vettoriale.
Per valutare la caduta di tensione stellata fra partenza ed arrivo si può utilizzare la seguente
espressione semplificata:
ΔE≅(Rcosφa+Xsenφa)I
La caduta di tensione, per un dato valore della corrente di linea, aumenta all’aumentare
dell’angolo di sfasamento del carico. Nel caso in cui il carico ha natura ohmico-capacitiva si ha
un aumento di tensione sul carico (effetto Ferranti). Quanto visto ci consente di regolare la
tensione nella stazione di arrivo variando il fattore di potenza del carico ad esempio inserendo
opportuni condensatori statici.
PERDITE DI POTENZA SULLA LINEA
In arrivo si ha Pa=EaIcosφa
In partenza
Pp=EpICosφp
La perdita di potenza sulla linea per ogni fase vale p=RI2

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Titolo: IMPIANTI ELETTRICI 3
Attività n°: 1

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PERDITE DI POTENZA E CADUTE DI TENSIONE

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