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UNITÀ DI RICERCA ALMA MATER STUDIORUM - UNIVERSITÀ DI BOLOGNA

Responsabile Scientifico Roberto Mingucci


Componenti dell’Unità di Ricerca
GIUSEPPE AMORUSO
CRISTIANA BARTOLOMEI
LUISA BRAVO
SIMONE GARAGNANI

Modellazione digitale
informativa per l’analisi
e la rappresentazione
del paesaggio urbano
Piani di recupero di centri storici: metodologie per il rilievo,
la rappresentazione e la costruzione di banche dati

Giuseppe AMORUSO
172 Dipartimento INDACO - Politecnico di Milano

Abstract In questa prospettiva si presenta una metodologia che può ri-


sultare utile alla lettura morfologica e all’analisi tipologica dei
The European cities historic centre is the best settlement of the tessuti antichi, un protocollo di gestione integrata del rileva-
urban complexity. Its image needs to be maintained through mento urbano in linea con la redazione e la gestione dei piani
guidelines for the urban survey and architectural documentation. di recupero e/o del colore.
A code-based representation for the traditional city and its La proposta è affidata alla definizione di una banca dati strut-
conservation areas (concerning the urban morphology and the turata ed al suo collegamento ad uno strumento di rappresen-
related typological issues) introduces a necessary innovation tazione grafica (gis-based, come già avviene nei settori della
about the state of the art improving quality in the forthcoming pianificazione territoriale ed ambientale).
plans for architectural composition, façade technology and colour La rappresentazione convenzionale dei dati di rilievo (e succes-
palette. An urban code allows to manage with great efficiency sivamente di progetto) delle componenti del paesaggio urbano
the whole interventions. It is necessary to define a scientific viene basata su percorsi visuali che costituiscono una documen-
process, a pipeline from survey (and representation) to the tazione speditiva e amichevole dell’ambiente architettonico ed ur-
rehabilitation master plan, that can be implemented trough an bano (con l’uso di modelli fotografici interattivi del tipo QTVR) e
information system. su percorsi tecnici, dal carattere più geometrico, documentativo
anche degli aspetti quantitativi (basati sulle tipiche proiezioni or-
togonali e sui modelli tridimensionali vettoriali).
Unità di Ricerca Alma Mater Studiorum - Università di Bologna

Il panorama nazionale ed internazionale Nella seconda fase, si procede alla individuazione dei modelli di
consultazione orientati alla documentazione di analisi alle varie
Il tema del recupero dei centri storici1 negli ultimi venti anni è fasi del processo, secondo criteri che consentano la scomposizione
stato sviluppato sul presupposto che qualunque forma d’inter- in elementi costitutivi delle Unità di Paesaggio; i modelli sono al-
vento su di una preesistenza necessita un’attenta analisi ed una tresì finalizzati alla realizzazione di cataloghi digitali, di tipo ma-
documentazione analitica2. L’esperienza conferma invece che nualistico, per il controllo della qualità architettonica e ambientale.
la documentazione preliminare al progetto è spesso raccolta in
modo sommario o, peggio, non adeguatamente valutata nel
momento del progetto. La tutela dei centri storici in Italia (figg. 1 e 2)
I casi analizzati testimoniano la necessità di un approccio
scientifico al rilievo e alla lettura del monumento e/o del tes- La tutela dei centri storici7 si fonda sull’art. 9, comma 2 della
suto urbano, confermando il principio che la correttezza delle Costituzione Italiana che obbliga la Repubblica a tutelare il pae-
scelte operate in fase di restauro o recupero dipendano diret- saggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
tamente dal grado di approfondimento delle analisi eseguite. Il centro storico è il luogo della complessità8, non solo dal
L’analisi di esperienze recenti, documentate in bibliografia e punto di vista della forma urbana ma anche del sistema di fun-
sul web, ha consentito di proporre una classificazione delle zioni e relazioni che si sviluppano e si radicano proprio all’in-
azioni sul recupero dei centri storici e del paesaggio urbano. Nel terno del suo tessuto.
contesto europeo, i casi analizzati si riferiscono principalmente Lo stato di sofferenza sociale e funzionale in cui versano già
agli indirizzi ed alla attuazione di Programmi Europei3 e, altresì, da molti anni è anche legato al degrado diffuso delle periferie
alla creazione di Banche Dati dedicate. caratterizzate da una segregazione delle funzioni e che ampli-
Invece nel contesto nazionale sono stati rilevati progetti che ficano sempre più lo squilibrio è l’inefficienza del sistema ur-
scaturiscono da Leggi e Finanziamenti a carattere nazionale o bano basato ancora oggi su un modello monocentrico. Lo
regionale4 ovvero sono stati presi in considerazione una serie di scenario suburbano ha intaccato anche i territori ed i paesaggi
Piani di recupero che per le loro caratteristiche sono da consi- della città storica, considerata l’unica città vera, fatta di quar-
derarsi come veri e propri casi di riferimento5; inoltre risultano tieri, strade ed isolati, e che diventa sempre di più come un
interessanti studi specifici, condotti localmente, indirizzati alla luogo per il consumo di arte, commercio e divertimento.
conoscenza delle tipologie insediative e delle componenti tec- In questo scenario globalizzato occorre definire una rappre-
nologiche di edifici collocati in centri storici: tali rilievi e disegni sentazione codificata della forma urbana e delle sue compo-
con illustrazione dettagliata delle caratteristiche tecnologiche nenti tipologiche (architettura e tecnologia delle facciate,
sono stati raccolti in forma di compendi denominati Manuali di materiali e colore) per sollecitare l’innovazione dello stato del-
Recupero6. l’arte e concertare gli interventi di recupero e manutenzione sul
Tale classificazione presenta lo stato dell’arte in termini di me- patrimonio urbano diffuso9.
todologie e strumenti per l’intervento sul patrimonio diffuso Tale processo di lettura e rappresentazione si deve configu-
storico, segnalando alcuni casi documentati nel contesto euro- rare come imprescindibile supporto tecnico-operativo ai neces-
peo e nazionale. sari e successivi piani di recupero.
1. Il centro storico di Morciano di Romagna (Rn), alterazione delle superfici storiche.
2. Il centro storico di Morciano di Romagna (Rn), banalizzazione delle componenti di
facciata.

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A tal fine si propongono alcune metodologie di rilevamento


della città storica in linea con la redazione di piani di recupero
e del colore e al fine di superare alcuni nodi sostanziali come la
mancanza di un’adeguata regolamentazione (non solamente i
riferimenti dati dall’art. 31 della legge 457/78) che garantisca la
tutela dell’esistente come risorsa fisica comune e la promozione
della qualità progettuale.
Inoltre si registra la mancanza di procedure codificate10 (capi-
tolato) per il rilevamento urbano dei centri storici che siano fi-
nalizzate alla conservazione attiva del costruito e che si
raccordino con i regolamenti urbanistici integrandoli con codici
prescrittivi e repertori tipologici. Alla codifica dell’analisi e della

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rappresentazione si affida la conoscenza, la comunicazione e la
gestione dell’informazione progettuale potendo altresì gestire e
rendere tra loro strettamente correlate le varie fasi del rileva-
mento.
La conoscenza e la descrizione codificata del tessuto storico,
opportunamente individuato per caratteristiche morfologiche, ti-
pologiche e strutturali, è necessaria per indirizzare il rilevamento
urbano. Il processo si struttura a partire dal rilievo degli elementi
varianti ed invarianti sino alla schedatura informativa dell’edifi-
cato e poi alla definizione di una normativa specifica mirata alla
tutela, all’intervento di conservazione e di recupero del costruito
urbano in situazioni ordinarie e/o di calamità naturali.
La situazione attuale è inquietante, gli interventi (aberranti,
banali e distorti) sui centri storici disattendono la conservazione,
il recupero delle volumetrie preesistenti e la successiva rivitaliz-
zazione finalizzata a renderli ancora vivibili e abitabili mante-
nendo però inalterati gli aspetti singolari che li caratterizzano.
C’è ancora un problema irrisolto: gli interventi, che assicurano la
permanenza delle classi sociali e delle attività produttive, com-
merciali ed artigianali, sono molto rari, forse inesistenti11.
Le innovazioni proposte in questa sede riguardano tanto il
metodo di approccio alle problematiche relative all’intervento
sull’esistente che la gestione dei dati conoscitivi e dello stesso
progetto d’intervento, rendendo tra loro comunicanti i diversi li-
velli di conoscenza, dalla scala architettonica del singolo manu-
fatto a quella più urbana. L’analisi dello stato dell’arte nel
campo degli interventi nei tessuti storici indica che il progetto di
conservazione non è oggi regolamentato e che il processo co-
noscitivo non è sufficientemente rigoroso.
L’acquisizione di informazioni storiche, geometriche, fisico–
materiche, strutturali e delle patologie di degrado è lasciata alla
coscienza e conoscenza del singolo, e quindi è passibile di gravi
lacune, cattiva interpretazione, manipolazioni, oltre che di ec-
cessiva soggettività procedurale che rende non confrontabili i
dati sui vari edifici. Si rende quindi necessario un approfondi-
mento sulla fase preventiva al progetto di conservazione che
consenta, normandone il flusso informativo dei dati, di acqui-
sire le informazioni relative alla geometria e alla struttura del
manufatto evidenziando le incongruità più significative e se-
guendo un iter completo, uniformato e veloce.
3. Il centro storico di Meldola (FC), incongruità tipologica del portico.
4. Il centro storico di Meldola (FC), finitura ad intonaco con materiali incongrui.

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Il rilevamento urbano dei centri storici (figg. 3 e 4)

Il rilevamento urbano dei centri storici12 si fonda su metodi e


strumenti oggi fortemente correlati e si indirizza alla definizione
degli obiettivi conoscitivi dei “rilievi” specialistici e della loro
rappresentazione e comunicazione.
Il processo si basa sulla ripetizione di azioni e sull’organizza-
zione per fasi che vanno inizialmente dal sopralluogo (con la
verifica delle condizioni di agibilità, sicurezza e operabilità) al
progetto di rilievo basato su una precisa previsione e program-
mazione delle operazioni di rilievo ed un’efficiente organizza-
zione logistica.
Quest’ultima fase permette di preparare le schede per la
raccolta dei dati, la scelta e il reperimento degli strumenti di
rilievo (strumentazione topografica, software di misura, mac-
china fotografica calibrata, ecc.), la preparazione del mate-
riale accessorio (tavolette, segnali artificiali, chiodi, cavalletti,
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ecc.), il reperimento di eventuali attrezzature d’appoggio


(scale, ponteggi, ecc. ), l’organizzazione delle squadre di la-
voro e la stesura dei primi eidotipi tramite il disegno a mano
libera e dal vero.
Ultimate tali operazioni si passa alla campagna di rilievo
che, dopo la verifica e l’eventuale modifica del progetto di ri-
levamento, consente lo svolgimento delle operazioni prelimi-
nari alla fase di misura (es. livellazione e segnalizzazione dei
capisaldi).
In questa fase si procede all’acquisizione delle misure attra-
verso la “battuta” dei punti di controllo necessari per la foto-
grammetria; dapprima la misura della rete di inquadramento
poligonale e poi le misure per la fotogrammetria direttamente
sulla facciata ed in numero sufficiente per le successive elabo-
razioni per il raddrizzamento e la mosaicatura.
Ulteriori indagini possono riguardare l’acquisizione di imma-
gini fotografiche stereoscopiche, l’elaborazioni di filmati a tec-
nologia QTVR (panorami cilindrici o sferici)13 e l’utilizzo di sistemi
laser di scansione14.
La fase di rappresentazione del rilievo ha inizio dalla prepara-
zione dei dati per utilizzo dei softwares di fotogrammetria e
dalle successive elaborazioni e fino alla scelta dei piani di proie-
zione che costituiscono l’output finale.
La rappresentazione si produce su piani orizzontali (restitu-
zione dei sistemi di inquadramento, delle trilaterazioni e degli
eventuali elementi di dettaglio) e su piani verticali tramite la re-
stituzione dei prospetti (interni od esterni) in relazione al piano
di riferimento per la fotogrammetria digitale.
Ancora la rappresentazione può avvalersi di modelli digitali
raster (i citati modelli fotografici panoramici QTVR) ovvero più
efficacemente vettoriali (basati sulla modellazione di solidi e su-
perfici).
L’utilizzo di tecniche di fotogrammetria digitale consente la
produzione di fotopiani e fotomosaici da singoli fotogrammi,
di restituzioni da software di fotogrammetria stereoscopica ov-
5. Il centro storico di Meldola (FC), rilievo fotogrammetrico con fotopiano che mostra 7. Il centro storico di Meldola (FC), rilievo fotogrammetrico con fotopiano e restitu-
il progressivo abbandono delle superfici colorate e l’alterazione tipologica delle com- zione del rilievo critico propedeutica alla classificazione delle componenti tipologiche
ponenti di facciata. L’elaborato mostra altresì la classificazione della facciata, la cate- di facciata.
goria di intervento (dal PRG), la tipologia edilizia, la classe di facciata ed il colore del
fondo consentito dalla normativa di piano.
6. Il centro storico di Meldola (FC), rilievo fotogrammetrico con fotopiano che mostra
il progressivo abbandono delle superfici colorate e l’alterazione tipologica delle com-
ponenti di facciata. L’elaborato mostra altresì la classificazione della facciata, la cate-
goria di intervento (dal PRG), la tipologia edilizia, la classe di facciata ed il colore del
fondo consentito dalla normativa di piano. 175

vero integrando l’informazione data dai modelli vettoriali intro-


ducendo textures mappate sulle facce.
Esistono forme ibride di restituzione basate sull’impiego cor-
relato di rappresentazioni raster-vettoriale, sulla redazione di
documenti di sintesi ipertestuali e multimediali e sull’utilizzo di
banche dati digitali.

Il rilievo fotogrammetrico dei fronti urbani (figg. 5, 6 e 7)

La fotogrammetria costituisce oggi un metodo moderno di mi-


sura dell’architettura e dei tessuti urbani. I principi della foto-

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grammetria rendono questo tipo di misura ancor più accurata
e scientifica; attraverso la gestione delle linee e dei punti di un
oggetto fotografato e conoscendo la loro esatta posizione e
successione in uno spazio riferito ed orientato, permettono di
trasformare immagini in prospettiva di oggetti reali in una pro-
iezione parallela, corrispondente ad un raddrizzamento in scala
(fotopiano).
In passato le procedure fotogrammetriche sono sempre state più spiccata, la fotogrammetria digitale fornisce una meto-
valutate con pregiudizio, a causa della complessità intrinseca dologia indispensabile per la corretta e scientifica restituzione
delle operazioni di trasformazione, che necessitavano di speci- di un’entità rilevata.
fiche conoscenze nell’ambito della geometria descrittiva e di Naturalmente tutto il processo parte dall’elaborazione dei dati
lunghi tempi di elaborazione legati anche a strumentazioni raccolti durante la fase di rilievo geometrico. Diventano, quindi,
complesse e costose. indispensabili l’accuratezza nella redazione degli eidotipi di ri-
Oggi, invece, grazie alla disponibilità di workstations a costi lievo a vista e la precisione nella rilevazione dei punti caratteri-
contenuti, si è giunti alla contrazione dei tempi di gestione stici necessari per il calcolo fotogrammetrico.
del processo e al raggiungimento di una precisione sempre Le procedure di utilizzo e i metodi di elaborazione delle in-
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formazioni, sia documentali che misurate, sono in fase conti- sformate in superfici orientate e proiettate, come textures,
nua di assestamento dopo che nel rilievo sono entrati con forza sulle facce del modello tridimensionale. In questa maniera si
gli strumenti digitali per l’acquisizione dei dati, per la loro ela- introduce un nuovo modo di misurare e disegnare il rilievo
borazione, per la loro rappresentazione e per l’archiviazione e d’architettura presentando come prodotto diretto del rileva-
interpretazione finale. Per tali innovazioni è ancora in via di de- mento un modello geometrico vettoriale più o meno raffinato
finizione una procedura standard di utilizzo che definisca il com- in relazione agli obbiettivi e alla scala di rappresentazione di
promesso tra qualità delle misure e correttezza della progetto.
rappresentazione. Nel rilevamento di un centro storico si utilizzano softwares
Attualmente, in relazione alle necessità specifiche del rilievo di fotogrammetrici che consentono la produzione di modelli 3d
architettura, i sistemi in uso sono basati sulla rettifica delle im- orientati e mappati e, successivamente, l’estrazione di proie-
magini digitali15 attraverso la misura di singoli fotogrammi o di zioni piane, denominate fotopiani. Il programma combina le
coppie di immagini riprese con il metodo stereoscopico; a tali si- possibilità dell‘elaborazione digitale dell’immagine co-
stemi si aggiunge un metodo speditivo di misura basato sul- struendo un mosaico di fotogrammi riferiti ad uno o più piani
l’impiego di più immagini monoscopiche sulle quali vengono di proiezione.
individuati una serie di punti omologhi. Tali sistemi permettono anche la produzione speditiva di im-
La comparazione delle tecniche di rilievo e di elaborazione dei magini raddrizzate in grado di integrare o perfino di sostituire
dati può essere condotta sulla base di alcuni passaggi chiave: in molti casi, la costosa generazione di un disegno vettoriale
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l’aspetto gestionale del progetto di rilievo, la flessibilità del si- tramite sistemi CAD. I programmi di raddrizzamento permet-
stema di misura in relazione alle conoscenze fotogrammetriche tono di trasformare immagini in prospettiva di oggetti piani ri-
richieste, i parametri di trattamento dei dati (formati, qualità, disegnandoli tramite una proiezione ortogonale corrispondente
trasmissione e controllo attraverso programmi CAD), le proce- ad un raddrizzamento in scala (ortofoto).
dure di orientamento interno e esterno (ove applicabili), la ri- La trasformazione di un’immagine prospettica in una proie-
costruzione vettoriale e grafica dell’oggetto in relazione alla zione ortogonale si fonda sull’applicazione pratica delle leggi
topologia, alla accuratezza geometrica e alla coerenza con il dell’omografia e perciò richiede la conoscenza di almeno 8 pa-
modello dei dati. rametri; a tale scopo, elaborando immagini riferite a superfici
L’utilizzo di software per la rettifica di singole immagini si piane, è sufficiente conoscere le coordinate di 4 punti di con-
basa sul principio che molte superfici dei fabbricati sono ri- trollo o le distanze tra i vertici di una rete16.
conducibili a dei piani e perciò le immagini fotografiche pos- L’utilizzo della moderna tecnologia fotografica permette l’uso
sono essere rettificate sfruttando la conoscenza dei parametri economico ed efficiente dell’elaborazione digitale dell’imma-
prospettici di un’unica prospettiva calcolata tramite l’indica- gine singola nell’operatività quotidiana.
zione di quattro punti di controllo. Il prodotto di rilievo è co- I vantaggi nell’impiego sono: la speditività, la necessità di la-
stituito da un fotopiano ossia un’immagine raster rettificata e vorare con costi contenuti (rispetto alla fotogrammetria ste-
scalata utilizzabile dai software CAD per le successive tema- reoscopica) e una precisione sufficiente per il rilievo
tizzazioni e/o restituzioni. architettonico; i limiti di utilizzo stanno nella applicazione a
Nei sistemi di misura basati sulla ripresa stereoscopica i punti oggetti o facciate piane o riconducibili a singole porzioni
omologhi possono essere misurati in maniera monoscopica; at- complanari e nella minore precisione assoluta (rispetto alla
traverso la visione stereoscopica, che impiega particolari occhiali fotogrammetria architettonica).
attivi a frequenza ovvero passivi polarizzati, è possibile arrivare A partire dalla restituzione fotogrammetrica tradotta in foto-
alla misurazione tridimensionale degli oggetti. In questo caso i piani si procede alla rappresentazione del rilievo critico (vetto-
differenti sistemi offrono procedure automatiche di misura ov- riale) dei fronti urbani che descrive le componenti di facciata
vero di correlazione tra le immagini sfruttando il riconoscimento oggetto del successivo piano di recupero. Il rilievo critico dello
delle caratteristiche di textures dei pixel. In questa maniera si stato di fatto, procedendo nella preparazione di un piano del
producono elaborati grafici vettoriali a filo di ferro a partire dalle colore, verrà poi corredato dalle prescrizioni di piano codificate
basi fotografiche orientate. a mezzo di simboli e colori in riferimento alle categorie pre-
I sistemi di fotogrammetria a più fotogrammi sono progettati scrittive e a quelle di incongruità.
per misurare oggetti a partire da due o più fotografie sovrap-
poste prese da differenti punti di vista.
La differenza sostanziale è che questi sistemi sfruttano l’in- Il rilievo critico e delle opere incongrue (figg. 8-12)
dividuazione sulle immagini di punti omologhi e linee mar-
cando gli elementi geometrici significativi degli oggetti da Il processo di promozione della qualità urbana e di ricostruzione
rilevare e producono al termine dell’elaborazione un oggetto del paesaggio urbano deve partire dal riconoscimento critico
3D vettoriale. Le immagini raster di partenza sono perciò tra- degli elementi incongrui17; si può definire come un oggetto
8. Il centro storico di Sasso Marconi (Bo), scheda di rilievo delle principali incongruità
ai sensi della Legge Regionale dell’Emilia Romagna 16 del 2002.
9-10. Il centro storico di Meldola (FC), le pavimentazioni dei sottoportici erano origi-
nariamente costruite con i ciottoli dei torrenti presenti nelle vicinanze del centro; oggi,
sempre più spesso, alla difficoltà di eseguire un restauro o ripristino corretto si assiste
alla loro sostituzione con materiali industriali incongrui o estranei alla tradizione locale
e con elevata impronta ecologica.
11-12. Il centro storico di Meldola (FC), rilievo delle pavimentazioni dei sottoportici con
la diagnostica del degrado e con le prescrizioni previste dal piano.
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privo di coerenza logica e non proporzionato, pertanto non identità costituisce un concetto centrale, nella enunciazione
congruo significa che non corrisponde alle necessità e alle della legge, poiché l’identità di una città è strettamente colle-
aspettative poiché è “sconveniente”, secondo la sensibilità co- gata alla riconoscibilità stessa dei suoi caratteri che esprimono
mune del luogo. fattori di unicità che spesso costituiscono una delle risorse del-
Il comma 1 dell’articolo 10 della citata legge cita l’impatto l’intero territorio.
visivo, le dimensioni, le caratteristiche tipologiche e funzio- L’identità dei luoghi, come elemento a cui riferirsi per stabilire
nali delle cosiddette opere incongrue: incongruità estetica le- cos’è incongruo e cosa no, non è un concetto astratto poiché,
gata a dimensioni, disegno-composizione, colore, stile; all’interno di una città, si manifesta attraverso le molteplici stra-
incongruità funzionale per dimensione, incompatibilità con il tificazioni prodotto di contaminazioni e culture. Non si può ne-
contesto/il tessuto, per usi impropri; e poi incongruità eco- gare la peculiarità dei centri storici che risultano autentiche zone
nomica, per l’eccesso di costi di gestione o di conservazione, omogenee urbane che ancora oggi, nell’era della cultura su-
che si lega ad un altro concetto assai importante che è la so- burbana, riescono ad esprimere una propria “identità” che va
stenibilità per la comunità. tutelata.
È necessario oggi intervenire, anche con demolizioni parziali, Il rilievo critico classifica le componenti di facciata secondo
per mitigare gli effetti di “disturbo” portati da edifici sulla quattro categorie di incongruità, ordinate in base alla gravità
identità storica, culturale e paesaggistica dei luoghi. La parola che è progressivamente decrescente: Incongruità tipologica,
13-14. Il centro storico di Meldola (FC), lo stato di particolare degrado dei paramenti
esterni e la mancanza di modelli cromatici per le facciate.

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Scarsa qualità progettuale, Degrado materiale e perdita di iden-


tità e Degrado materiale.
Tale rilievo consente di classificare l’architettura, i materiali e
i colori di una facciata in un lessico articolato in categorie criti-
che e omogenee di elementi morfologici, compositivi, tecnolo-
gici, nonché impianti ed arredi 18.

Il rilievo tipologico dei fronti urbani: la classificazione


delle facciate (figg. 13 e 14)

Le diverse tecniche di finitura delle facciate rendono necessaria una


classificazione tipologica dei fronti, allo scopo di indicare per cia- Con paramento murario a vista
scuna classe le più opportune norme prescrittive e di raccoman- Tale classe si riferisce a facciate con paramento murario a vista
dazione in relazione alle finiture di facciata, alla presenza di che utilizza materiali lapidei; tale tipologia è frequente nei pa-
apparati decorativi e pittorici, agli intonaci ed al colore19. L’inda- lazzi padronali; solitamente per questi edifici il PRG attribuisce
gine tipologica dei centri storici di Meldola e Morciano di Romagna categorie di Restauro scientifico ovvero Restauro e risanamento
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ha individuato sette tipologie di facciata20 definite come “Classi di conservativo.


facciata”; tale classificazione è funzionale alle caratteristiche stori-
che e tipologiche dei suddetti centri e supporta le scelte specifiche Con decorazioni architettoniche
dei piani; in tal modo si rende complementare alle Categorie d’In- Tale classe si riferisce a facciate che presentano un articolato
tervento ed allo indagine delle Tipologie Edilizie indicate dalla clas- apparato decorativo basato sul lessico degli ordini architetto-
sificazione vigente di PRG. Tali classi sono così definite: Semplici nici: portali, cornici, lesene, marcapiani, colonne-pilastri e sporti
cromia non definita, Semplici con cromia definita, Con paramento decorati. In tale categoria rientrano gli edifici padronali, i pa-
murario a vista, Con decorazioni architettoniche, Con decorazioni lazzi per appartamenti e l’edilizia specialistica in riferimento
pittoriche, Estranea al contesto e Compromessa. anche alle tipologie edilizie classificate dal PRG (se vigenti). Per
tali facciate il piano consente il consolidamento e il ripristino
Semplici con cromia definita degli apparati impedendo i fenomeni di banalizzazione della
Tale classe si riferisce a facciate che presentano finitura ad in- composizione di facciata o la sostituzione di elementi tipologici
tonaco tinteggiato e che sono giudicate di cromia congruente con altri incongruenti.
con la tavolozza dei colori di piano ovvero che ricadono in am-
biti particolarmente significativi o in prossimità a monumenti o Con decorazioni pittoriche
ad edifici di grande rilievo storico-artistico, per le quali il Piano Tale classe si riferisce a facciate con importante apparato
del Colore individua prescrizioni cromatiche vincolanti. decorativo affrescato e decorazioni dipinte realizzate in
Tali facciate sono giudicate semplici anche in relazione alla loro tempi recenti, decorate a trompe l’oeil o con semplici cornici
diffusione costituendo una tipologia ordinaria per il centro storico e fasce marcapiano dipinte. Sono comunque una testimo-
e si caratterizzano per una ripetuta tinteggiatura che nel tempo nianza significativa di una tradizione decorativa che merita
può avere avuto differenti colorazioni. Normalmente sono prive di essere conservata impedendo i fenomeni di alterazione
di apparato decorativo ovvero presentano alcuni elementi di or- delle cromie e delle composizioni originali o l’occultamento
nato semplici e si caratterizzano mediante la colorazione degli in- con intonaci.
tonaci, la cui tinta può essere mutuata da quella esistente oppure Per tali caratteristiche si raccomanda solitamente di compiere
ripresa in base a rilievi stratigrafici. un’analisi stratigrafica specifica o altre diagnostiche per definire
le caratteristiche delle finiture presenti e delle tecniche pittori-
Semplici con cromia non definita che adottate.
Tale classe si riferisce a facciate appartenenti al tessuto edilizio
ordinario, per le quali viene consentita una maggiore libertà nella Estranea al contesto
scelta del colore lasciando al progettista la scelta della tinta di Tale classe si riferisce a facciate appartenenti ad un edificio
progetto fra quelle individuate dalla tavolozza dei colori di piano non contestualizzato e che presenta caratteri di incongruenza
e secondo un’armonica combinazione con gli edifici in adiacenza. dal punto di vista tipologico, compositivo e formale.
Inoltre la classificazione della facciata in tale categoria deriva dalla Tale categoria esprime un carattere di incongruità tipologica
mancata congruenza del colore esistente con i colori di tavolozza e necessità di interventi mirati a mitigare o risolvere l’impatto sul
ovvero dalla presenza di finitura ad intonaco non tinteggiato. centro storico.
15. Il centro storico di Meldola (FC), il rilievo cromatico e la caratterizzazione croma-
tica delle principali componenti di facciata.

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Compromessa L’analisi delle qualità cromatiche di un centro storico eviden-


Facciata profondamente alterata nei caratteri tipologici, com- zia le tecnologie di finitura e le decorazioni di facciata che, per
positivi e formali ovvero fortemente degradata per la quale oc- tradizione, si indirizzano alla composizione dei murali (intonaci
corre un progetto di ripristino del fronte in armonia con gli e velature)22, all’inserimento di elementi lapidei o di laterizio a
edifici adiacenti e la quinta stradale. faccia vista e alle tinte adoperate per ferri (balaustre e roste) e
Lo stato alterato della facciata ne causa un giudizio di incon- legni (serramenti e portoni).
gruità tipologica e pertanto sarà oggetto di interventi strutturali Il tradizionale e ricorrente strato di intonaco permetteva di
e morfologici consistenti. conseguire importanti risultati funzionali ed estetici: la tipica
unità cromatica dei paramenti ma anche una soluzione pra-
tica per eliminare i difetti costruttivi del supporto di laterizio
Rilievo cromatico dei fronti urbani (fig. 15) o di pietra.
Le facciate dei centri storici, incluse quelle di monumenti,

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Il colore rappresenta un elemento storico, fondamentale, caratte- religiose o civiche, erano quasi sempre trattate con patina-
rizzante e di grande significato estetico per l’immagine dei centri ture, velature e scialbature; oggi alcuni interventi di restauro
storici. Gli orientamenti teorici e le metodologie per la sua tutela sbagliati tendono a rimuovere le antiche finiture, lasciando
rappresentano un “problema relativamente recente”21; il movi- un “faccia vista” senza colore, ritenendo con una valutazione
mento moderno ha dapprima bandito il colore dalla progetta- errata, che questa è la vera espressione dell’architettura tra-
zione, giudicandolo ideologicamente e successivamente ciò ha dizionale.
causato una perdita di consapevolezza tecnica portando ad in- Pertanto la città storica perde progressivamente la propria im-
terventi inadeguati e sconsiderati. Pertanto occorre tutelare, sal- magine basata su una tavolozza di colori che cambia da regione
vaguardare e conservare il colore alle diverse scale di lettura del a regione, dovuta alla presenza di velature e coloriture storiche,
costruito ma anche inquadrarlo nella sua dimensione storica. di cui, fortunatamente, rimane traccia nei piani alti, risparmiati
16-17-18. Il rilievo fotografico con modelli interattivi a tecnologia Quick Time Virtual
Reality ad immagini immersive. Collegando i singoli nodi (piani, cilindrici o sferici) è
possibile realizzare un itinerario di visita all’interno del tessuto storico così come è pos-
sibile sostituire all’ambiente di navigazione fotografico (raster) un’ambientazione tri-
dimensionale vettoriale ad immagini mappate.

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dalla fretta e dalle pressioni commerciali che agiscono sui ba-


samenti.
Gli elaborati di rilievo cromatico pertanto sintetizzano grafi-
camente i dati necessari per il successivo ripristino e progetto.
Essi riportano, a partire da una campionatura eseguita diretta-
mente sul rilievo fotogrammetrico digitale, le qualità cromatiche
riferite alle seguenti categorie: Fondo Basamento, Fondo Ele-
vazione, Fondo Sottoportico (se esistente), Ornato Basamento,
Ornato Elevazione, Materiali Lapidei, Ferri, Legni.

Schedatura tecnica dei fronti urbani (figg. 16-20)

Tale schedatura costituisce una sintesi delle informazioni pro-


venienti dal rilevamento ma anche un collettore delle specifi-
che tecniche dell’intervento sulla facciata e pertanto risulta utile
per valutare la coerenza della proposta progettuale con le pre-
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visioni (e prescrizioni) di Piano.


Scheda anagrafica e delle prescrizioni previste dal Piano
sulle facciate. Ogni scheda ha per oggetto una singola unità
edilizia e tutte le sue facciate. La scheda contiene informa-
zioni generali sull’unità edilizia e sulle sue condizioni d’uso
attuali, i dati per la sua individuazione cartografica (catastale
e di PRG), la eventuale presenza di fonti storiche, e alcuni dati
metrici per definire la consistenza del fronte urbano. La
scheda inoltre si interfaccia con gli elaborati di Piano e con-
tiene (in allegato) un report delle principali prescrizioni in or-
dine agli interventi ammissibili, e suscettibili della necessaria
e preventiva autorizzazione comunale per ogni facciata e per
ogni singolo elemento di facciata in ordine agli interventi di
natura compositiva, ai materiali utilizzabili, alle cromie pre-
scritte o ammissibili, alle metodologie di restauro e manu-
tenzione, alla sostituzione o eliminazione di parti e/o elementi
incongrui.
Scheda con descrizione delle specifiche dell’intervento sulle
facciate. Questa scheda rappresenta elaborato tecnico fonda-
mentale ed obbligatorio per la presentazione e l’istruttoria di
progetti d’intervento sulle facciate o su parti di esse. La sua
compilazione è cura del progettista, in conformità alle istruzioni
per la sua compilazione, e costituisce parte integrante il pro-
getto dei lavori e va allegata alla richiesta di autorizzazione.
Contiene inoltre informazioni anagrafiche sull’unità edilizia
e sulle sue condizioni d’uso, nonché informazioni dettagliate
ed aggiornate relative allo stato attuale della facciata, distinte
per ogni singolo elemento di facciata, in ordine ai materiali,
alle cromie, al valore dell’elemento ed al suo stato di conser-
vazione. Contiene inoltre la descrizione degli interventi pre-
visti e progettati per ogni facciata e per ogni singolo elemento
di facciata in ordine ai materiali, alle cromie, alle metodologie
di restauro e manutenzione, alla sostituzione o eliminazione
di parti e/o elementi. La scheda consente di istruire il neces-
sario parere istruttorio da redigersi a cura dell’Ufficio Tecnico
19. La struttura logica di costruzione della banca dati dal tessuto urbano al sistema edi-
lizio.
20-21. La modellazione digitale informativa per l’analisi e la rappresentazione del pae-
saggio urbano: dal rilievo fotografico ad immagini immersive (QTVR), alla documenta-
zione di rilievo e di progetto, alla implementazione della banca dati.

181

Comunale. La scheda consegnata, unitamente agli altri ela-


borati di progetto, su supporto informatico consente di co-
stituire un archivio digitale dei fronti del centro storico poiché
è compilata tramite un database relazionale che consente di
svolgere rapidamente operazioni di ricerca e comparazione
tra i dati contenuti nella banca dati.

La modellazione digitale informativa (figg. 21-33)

I metodi per affrontare scientificamente il rilevamento dei cen-


tri storici si sono modificati sostanzialmente negli ultimi anni

Modellazione digitale informativa per l’analisi e la rappresentazione del paesaggio urbano


come dimostrato dalla specializzazione di alcuni corsi universi-
tari e dalle innovazioni metodologiche e strumentali che inte-
grano nei processi conoscitivi ed analitici anche i sistemi di
misura image-based. La disciplina appare oggi complessa anche
alla luce della integrazioni dei metodi e delle strumentazioni di-
gitali. Appare necessario procedere ad una corretta elabora-
zione delle immagini di rilievo, (che possono essere rettificate,
raddrizzate e mappate o rese immersive) così come definire la
codifica dei dati estratti da misure digitali (consentendo di de-
finire un quadro conoscitivo complessivo ed ampliabile). La ri-
cerca propone un protocollo di elaborazione delle immagini
garantendo il mantenimento delle necessarie specifiche di qua-
lità; in particolare ci si riferisce all’estrazione di informazioni me-
triche, dimensionali e volumetriche, alla registrazione dei
parametri del colore e all’estrazione di modelli vettoriali e ra-
ster interattivi.
Si è introdotta la Modellazione digitale informativa23 come
una modalità di analisi e rappresentazione del paesaggio ur-
bano che definisce un protocollo di gestione integrata dei dati
provenienti dal rilevamento urbano e rappresentazione del pae-
saggio urbano in funzione della successiva redazione e gestione
di piani di recupero e/o del colore. Il processo analitico si impo-
sta sulla costruzione di modelli fotografici immersivi ai quali si
abbina la documentazione di piano del colore per poter poi co-
struire la banca dati complessiva. La struttura logica di costru-
zione della banca dati si fonda sulla lettura del tessuto urbano
(metodi e strumenti) dalla quale deriva la definizione articolata
del lessico urbano e architettonico (suddiviso in coperture, ap-
parato decorativo di facciata, apparato decorativo del portico,
serramenti, ferri, impianti tecnologici, elementi di arredo).
Un aspetto di innovazione è quello della gestione comples-
siva dell’informazione in linea con l’attuazione di piani di recu-
pero e/o del colore, collegando le banche dati ed i rilievi
specialistici ai modelli fotografici immersivi che si possono ot-
tenere in maniera speditiva con strumenti image-based. In que-
sta maniera è possibile implementare, come già avviene nei
settori della pianificazione territoriale e degli archivi tecnici pa-
trimoniali24, strumenti informativi gis-based per la gestione e
recupero delle componenti tipologiche, costruttive e materiche
dei centri storici italiani.
22. Le principali metodologie di rilevamento urbano, laser scanning e fotogrammetria, 25. Le metodologie di intervento nei centri storici.
a confronto. 26-31. Le metodologie di modellazione fotografica con immagini immersive.
23-24. La rappresentazione e la documentazione del paesaggio urbano, un’applica-
zione a Morciano di Romagna (Rn).

182
Unità di Ricerca Alma Mater Studiorum - Università di Bologna
32-33. Modellazione digitale informativa per l’analisi e la rappresentazione del rilievo
urbano e la gestione dei piani di recupero.

183

Modellazione digitale informativa per l’analisi e la rappresentazione del paesaggio urbano


184

NOTE città. Un grande complesso non può essere un edificio solo. Una città non è
fatta di corridoi e di sale, una città è fatta di strade e piazze, di isolati e di mo-
1
Nel volume di Pier Luigi Cervellati, Roberto Scannavini, Bologna: politica e numenti.”
9
metodologia del restauro nei centri storici, Bologna 1974, il centro storico è Cfr Giuseppe Amoruso, I centri storici italiani, la sostenibile tradizione del
così definito: “un insediamento in cui sono presenti edifici, organismi, uomini costruire in rivista dell’Istituto Nazionale di Bioarchitettura Bioarchitettura n°
ed ambienti, che si tende a conservare -fisicamente e socialmente- ed in cui è 57-58, pagg. 38-43, 2009
10
necessario che siano presenti vincoli e norme di tipo giuridico contrastanti ed Cfr Codici prescrittivi per il disegno della città contemporanea (con Cri-
in alternativa al normale meccanismo di mercato”. Si consulti anche il più re- stiana Bartolomei), in A cura di Pierangelo Boltri. Sui codici del disegno di pro-
cente saggio di Matteo Sanapo, I centri storici come beni culturali: un percorso getto. Seminario Codici del disegno di progetto, Coordinamento Scientifico
difficile, Rivista Aedon, n° 2, 2001 Alberto Pratelli, Cooperativa Universitaria Studio e Lavoro Milano, 2007
11
2
Cundari Cesare (a cura di), Il rilievo urbano per sistemi complessi. Un nuovo Nonostante l’art. 6 della Carta di Venezia sul Restauro (redatta nel 1964)
protocollo per un sistema informativo di documentazione e gestione della città. reciti: “La conservazione di un monumento implica quella delle sue condizioni
Nel volume si presenta una selezione di materiali prodotti per una ricerca na- ambientali. Quando sussista un ambiente tradizionale, questo sarà conservato;
zionale MIUR nel 2002 avente come scopo quello di realizzare un sistema in- verrà inoltre messa al bando qualsiasi nuova costruzione, distruzione e utiliz-
formativo per il rilievo e il progetto urbano. zazione che possa alterare i rapporti di volumi e colori”, gli sventramenti oggi
3
Tra i programmi della Comunità Europea che si indirizzano particolarmente sono sostituiti dal restauro conservativo che è necessario ma evidentemente
al settore dei beni culturali, degli insediamenti tradizionali e dei centri storici oc- non sufficiente.
12
corre citare il Programma Cultura con uno stanziamento complessivo previsto Per le metodologie di rilevamento si può fare riferimento al volume di
di circa 400 milioni di Euro. Per l’Italia il Programma Cultura è impegnato su Mario Docci e Diego Maestri, Manuale di rilevamento architettonico e urbano,
questi obiettivi: (i) stabilire condizioni per nuove opportunità imprenditoriali Laterza, Bari 2009; per la metodologia di rilevamento dei centri storici si può
nel settore cultura e attività culturali; (ii) accrescere la qualità della vita dei cit- consultare Giuseppe Amoruso Il piano del colore nei centri storici in Rivista bi-
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tadini, la fiducia e il benessere sociale; (iii) valorizzare, tutelare e rendere mag- mestrale urbanistica e ambientale dell’Istituto Nazionale Urbanistica INU - UR-
giormente fruibili le risorse culturali del Mezzogiorno. Si può considerare il più BANISTICA INFORMAZIONI, volume 214, Roma, 2007
13
importante strumento di indirizzo delle politiche comunitarie nel settore della Cfr Giuseppe Amoruso, Il rilievo virtuale come strumento di rilievo spedi-
cultura, della sua ricaduta sociale e urbana e dello sviluppo economico ad essa tivo: alcune prove sperimentali (con Laura Baratin) in Atti del Seminario Inter-
collegato. nazionale di Studi Valmontone “Gli strumenti di conoscenza per il progetto di
4
Si fa riferimento all’Art. 10 della L.R. Emilia Romagna n° 16 del 2002 restauro”, Roma 2003 e Modelli digitali integrati per il rilievo e il restauro dei
“Norme per il recupero degli edifici storico-artistici e la promozione della qua- monumenti (con Cristiana Bartolomei), in Atti del XXVI° Convegno interna-
lità architettonica e paesaggistica del territorio” In particolare si cita un articolo zionale delle discipline della rappresentazione, UID Facoltà di Architettura Uni-
che caratterizza la legge stessa, purtroppo ad oggi quasi inapplicata. versità degli Studi di Genova, Lerici 2004
14
Art. 10. Opere incongrue, progetti di ripristino e interventi di riqualificazione Per una dettagliata comparazione tra i sistemi di misura image based e i
del paesaggio sistemi a scansione laser si può far riferimento a Remondino, F., El-Hakim, S.,
1. Ai fini della presente legge si definiscono opere incongrue le costruzioni e 2006 Image-based 3D modelling: a review pubblicata su The Photogramme-
gli esiti di interventi di trasformazione del territorio che per impatto visivo, per tric Record, Vol.21 (115), September 2006, pp. 269-291
15
dimensioni planivolumetriche o per caratteristiche tipologiche e funzionali, al- La fotogrammetria è la tecnica che permette di ottenere informazioni sullo
terano in modo permanente l’identità storica, culturale o paesaggistica dei spazio naturale o sugli oggetti fisici attraverso la ripresa, la misura e l’inter-
luoghi. pretazione di immagini fotografiche. Si basa sui principi della geometria pro-
2. Non rientrano nella nozione di opere incongrue gli immobili costruiti in vio- iettiva e descrittiva già descritti da Filippo Brunelleschi nel suo trattato sulla
lazione di norme di legge o di prescrizioni di strumenti di pianificazione terri- prospettiva del 1417 e sui principi dell’ottica geometrica (La notion de capteur
toriali e urbanistici ovvero realizzati in assenza o in difformità dai titoli abilitativi, optique, Keplero 1604).
per i quali trova applicazione la disciplina in materia di opere abusive. Per una trattazione di base sul tema si rimanda al testo G. Bezoari, C. Monti,
... A. Selvini, Fondamenti di rilevamento generale, Hoepli, Milano. Per un’appro-
4. Il Comune, nell’ambito del Piano strutturale comunale (PSC), può indivi- fondimento sullo stato dell’arte si rimanda al testo di Fabio Remondino, Image-
duare le opere incongrue presenti nel proprio territorio, definendo gli obiettivi based modeling for object and human reconstruction, 2006 Ph.D. Thesis, ETH
di qualificazione del territorio che con la eliminazione totale o parziale delle No 16562, Institute of Geodesy and Photogrammetry, ETH Zurich.
16
stesse si intendono realizzare e gli indirizzi e direttive in merito agli interventi Un fotopiano è costituito dall’elaborazione di un’immagine digitale singola
da attuare. che assume valore metrico grazie all’introduzione di punti di controllo e risulta
5. Il Comune, con il Piano operativo comunale (POC), disciplina gli interventi non più affetta dalla deformazione prospettica indotta dalla ripresa fotografica
di trasformazione da realizzare per l’eliminazione totale o parziale delle opere e dalla distorsione ottica causata dall’obbiettivo fotografico. Il fotopiano deriva
incongrue e per il ripristino e la riqualificazione paesaggistica, architettonica o da un processo di raddrizzamento prospettico e perciò risulta rappresentato in
ambientale del luogo, in conformità alle previsioni del PSC. formato raster e in scala reale (1:1). Dalle singole immagini elaborate è possi-
5
Cfr i Piani di recupero dei centri storici di Palermo, Padova, Urbino e Lecce. bile comporre un mosaico sino alla totale copertura del fronte da rilevare; tale
6
Tra i principali Manuali si possono consultare quelli di Città di Castello mosaicatura può essere fatta, in maniera semi-automatica, avendo la possibi-
(1998), Roma (1998), Genova Antica (2006) e quello della Regione Abruzzo lità di ottimizzare il montaggio, l’allineamento o la sovrapposizione dei foto-
(2004) editi dalla DEI – Tipografia del Genio Civile. grammi adiacenti. La misura di un numero minimo di quattro punti di controllo
7
Come è noto, il Testo Unico in materia di beni culturali e ambientali non (individuati sulle superfici considerate piane) consente l’applicazione delle due
fa riferimento ai centri storici, dato che si è “avuto cura di mantenere inalte- equazioni ad otto incognite che risolvono le relazioni proiettive tra l’immagine
rate quelle formulazioni delle due leggi fondamentali (l. 1089/39 e l. 1497/39) in prospettiva e la sua trasformazione piana.
17
che hanno ormai assunto nella consolidata esperienza giuridica un valore quasi Cfr la già citata Legge Regionale 16 del 2002 dell’Emilia-Romagna, che ha
sacrale per la definizione di contenuti sostanziali delle discipline dei beni cul- introdotto la definizione di “incongruità”.
18
turali e dei beni ambientali”. Le categorie omogenee evidenziate, con la loro articolazione in elementi
8
Per un’esauriente trattazione sulla necessità di una città policentrica ed i e componenti, sono di seguito elencate: Coperture (Manto di Copertura, Co-
suoi risvolti sullo sviluppo economico, sociale e commerciale della città euro- mignoli, Gronde e pluviali, Abbaini e lucernari, Terrazze piane, Volumi incon-
pea, si rimanda al libro di Leon Krier, oggi già tradotto in sette lingue, Archi- grui), Apparato decorativo di facciata (Fondo basamento, Fondo elevazione,
tettura. Scelta o Fatalità, Laterza 1995. Tra le affermazioni su cui riflettere: Zoccolatura, Marcapiano/Cornici, Cornicione, Lesena, Portali (foro, cornice),
“Una città non è come una grande casa. Una casa non è come una piccola Finestra (foro, cornice), Bancale, Mensole e Modiglioni, Balconi, Soglie), Ap-
185

parato decorativo del portico (Zoccolatura Portico, Pilastri e colonne, Intra-


dosso portico, Pavimentazione portico, Serramenti (Vetrina, Porta/Portone, Sa-
racinesche, Finestra (telai), Oscuramento), Ferri (Cancelli/Inferriate, Parapetti
finestre, Parapetti balconi, Roste), Impianti tecnologici (Tubazioni e cassette
Gas, Tubazioni e cassette Acqua, Cavi elettrici e telefonici, Citofoni e campa-
nelli, Buche delle lettere, Condizionatori, Parabole e antenne, Corpi Illuminanti
privati), Elementi di arredo (Targhe toponomastiche, Numeri civici, Segnali stra-
dali, Epigrafi votive e storiche, Targhe arti e mestieri, Insegne pubblicitarie, Ba-
checa, Contenitori espositivi, Contenitori distributivi, Tende).
19
Consulta Giuseppe Amoruso, Metodologie di analisi e rappresentazione
dei centri storici in Giuseppe Amoruso, Roberto Mingucci Rethinking the city.
Projects for a new urban quality La rappresentazione del paesaggio urbano, pp.
35-58, Alinea Editrice Firenze, 2007
20
Tale classificazione si riferisce alla normativa dei Piani del Colore del cen-
tro storico di Morciano di Romagna (Rn) e Meldola (FC).
21
Consulta Patrizia Falzone, Rilievo e progetto del colore nell’architettura

Modellazione digitale informativa per l’analisi e la rappresentazione del paesaggio urbano


storica. Orientamenti teorici, fini, metodologie in Giuseppe Amoruso, Roberto
Mingucci, Rethinking the city. Projects for a new urban quality - La rappresen-
tazione del paesaggio urbano, Alinea Firenze 2007.
22
L’immagine dei centri storici dell’Emilia-Romagna, ha evidenziato un’al-
tissima frequenza di paramenti finiti ad intonaco secondo una molteplice va-
rietà di caratteristiche chimiche e cromatiche. Altresì per i paramenti murari
lasciati “a faccia vista” si riscontra sovente l’utilizzo di patinature, velature e
scialbature, eseguite con prodotti naturali a base di calce o a cocciopesto.
23
Consulta Roberto Mingucci in Disegno Interattivo, PATRON Editore, Bolo-
gna 2003
24
Consulta Rethinking the city. Projects for a new urban quality - La rapp-
resentazione del paesaggio urbano (con Roberto Mingucci), Alinea Firenze
2007 e A Code to Retrieve the Lost City, in Matthew Hardy & Robert Adam (a
cura di), Atti del convegno internazionale “The Venice Charter Revisited: Mod-
ernism & conservation in the postwar world“ Cambridge Scholars Publishing,
London 2008.