Sei sulla pagina 1di 16

See discussions, stats, and author profiles for this publication at: https://www.researchgate.

net/publication/324517658

Edifici storici ed efficienza energetica. Palermo come scenario di


sperimentazione

Book · December 2017

CITATION READS

1 244

1 author:

Enrico Genova
ENEA
23 PUBLICATIONS   37 CITATIONS   

SEE PROFILE

All content following this page was uploaded by Enrico Genova on 14 April 2018.

The user has requested enhancement of the downloaded file.


EDIFICI STORICI ED EFFICIENZA ENERGETICA
PALERMO COME SCENARIO DI SPERIMENTAZIONE
di
Enrico Genova

40DUE EDIZIONI
TRAME DI ARCHITETTURA E TECNICA
Collana fondata nel 2015 e diretta da Tiziana Campisi
[Ogni volume della collana è sottoposto ad un processo di peer review anonimo]

Comitato Scientifico
Paola Ardizzola, Paola Barbera, Rasa Bertašiute, Tiziana Campisi, Xavier Casanovas, Giuseppe Di Benedetto, Fabio Fatiguso,
Giovanni Fatta, Emilia Garda, José Laborda Yneva, Renata Morbiducci, José Carlos Palacios Gonzalo, Clara Piccirillo, Robert
C. Pullar, Andrea Sciascia, Cesare Sposito, Gennaro Tampone, Calogero Vinci.

Progetto grafico Impaginazione Testo in inglese


Giuseppe Castrovinci Enrico Genova Enrico Genova

Vorrei esprimere alcuni ringraziamenti per l’aiuto, i consigli e gli spunti ricevuti nell’elaborazione di questo volume. La mia gratitudine va
innanzitutto al professore Giovanni Fatta, che ha seguito fin dall’inizio lo sviluppo della ricerca su cui il lavoro si basa, esaminandola
criticamente e verificandone la qualità scientifica. Sono riconoscente anche all’ingegnere Calogero Vinci per aver arricchito questo studio con
spunti e osservazioni preziose. Ringrazio il professore Tor Broström, dell’Università di Uppsala, per avermi indirizzato nello studio energetico
alla scala urbana e il dottore Fredrik Berg per i suoi suggerimenti; il dottore Ralf Kilian, che mi ha sostenuto nell’analisi termoigrometrica
delle calcareniti palermitane e nella simulazione energetica di edifici storici e, con lui, il personale del Fraunhofer-Institut für Bauphysik di
Holzkirchen, in particolare il professor Martin Krus per i consigli e le osservazioni, la dottoressa Cornelia Fitz e i tecnici di laboratorio May-
Britt Andersson e Dominik Wohlfartsstätter per l’aiuto essenziale nelle prove su conci di calcarenite, il dottor Thomas Schmidt per
l’elaborazione dei dati meteorologici impiegati nelle simulazioni termiche, gli ingegneri Marcus Fink e Matthias Pazold per il paziente controllo
dei modelli di edifici in WUFI Plus; l’architetto Mario Li Castri per gli acuti consigli sulla ricerca e per l’aiuto prezioso nella campagna di
misure presso la Galleria d’Arte Moderna di Palermo; l’Ufficio territoriale dell’ENEA in Sicilia nella persona dell’ingegnere Francesco Cappello
per la strumentazione fornita e per gli utili suggerimenti, la società AMG Energia di Palermo, la direzione e il personale della Galleria d’Arte
Moderna di Palermo per la disponibilità e la cortesia. Ringrazio anche il professore Giuseppe Trombino per avermi aiutato a inquadrare il
patrimonio storico palermitano nella normativa urbanistica ed edilizia vigente e il professore Marco D’Orazio per le sue puntuali osservazioni.
Rivolgo infine un ringraziamento particolare alla professoressa Tiziana Campisi, che ha fortemente stimolato questa pubblicazione.

Enrico Genova
EDIFICI STORICI ED EFFICIENZA ENERGETICA. PALERMO COME SCENARIO DI SPERIMENTAZIONE ISSN 2499-3530
ISBN: 978-88-98115-23-5 Quarto volume della Collana: Trame di Architettura e Tecnica Trame di architettura e tecnica
[Testo stampato]
© 40due Edizioni - Via Cluverio 13 - 90138 Palermo
Telefono/Fax 091 333975 - Internet http://www.40due.com - E-Mail info@40due.com
Tutti i diritti di traduzione, di memorizzazione elettronica e di riproduzione sono riservati. Nessuna parte di questa pubblicazione può essere riprodotta in alcuna forma,
compresi i microfilm e le copie fotostatiche, né memorizzata tramite alcun mezzo, senza il permesso scritto dell’Editore e degli Autori. Ogni riproduzione non autorizzata sarà
perseguita a norma di legge. Nomi e marchi citati sono generalmente depositati o registrati dalle rispettive case produttrici.
Finito di stampare nel dicembre 2017 dalle Officine Tipografiche Aiello & Provenzano.
INDICE
PREFAZIONE 7
Marco D’Orazio
INTRODUZIONE 11
Enrico Genova
CAPITOLO 1 17
IL MIGLIORAMENTO ENERGETICO DEGLI EDIFICI STORICI
SOSTENIBILITÀ, CONSERVAZIONE E TUTELA

CAPITOLO 2 45
CAMPI D’INDAGINE E PERCORSI DI RICERCA
IL COSTRUITO STORICO FRA ENERGIA E AMBIENTE

CAPITOLO 3 75
TECNICHE DI MIGLIORAMENTO ENERGETICO
PRASSI E INNOVAZIONI PER L’ARCHITETTURA STORICA

CAPITOLO 4 109
IL MIGLIORAMENTO ENERGETICO E L’ARCHITETTURA STORICA DI PALERMO
CONTRIBUTO A UN QUADRO GENERALE DI CONOSCENZE

CAPITOLO 5 121
LE MURATURE STORICHE PALERMITANE
CONTRIBUTO ALLA CARATTERIZZAZIONE TERMOIGROMETRICA

CAPITOLO 6 165
TIPOLOGIE EDILIZIE E PRESTAZIONI ENERGETICHE
APPLICAZIONE AL MANDAMENTO CASTELLAMMARE

CAPITOLO 7 197
INTERVENTI PER IL PATRIMONIO STORICO DI PALERMO
ANALISI DI TRE EDIFICI RAPPRESENTATIVI

BIBLIOGRAFIA 231
6

ABSTRACT

E nergy efficiency is a substantial requirement for buildings but, as far as the architectural heritage is concerned, its necessity
and the related consequences are subjects of debate. Since they represent the artistic and technical culture of the past,
historic buildings can be considered as non-renewable resources to be preserved for the generations to come. On the one
hand, economic incentives and savings can promote energy upgrade measures which may appear not always acceptable for
a preservation aim. On the other hand, keeping historic buildings in use is essential to their conservation. As a consequence,
reducing the gap of energy performance with refurbished constructions would be of primary importance.
The energy upgrade techniques well-established in recent constructions imply significant risks for the architectural
heritage, if their extension to its improvement is uncritical. Nevertheless, the priority of conservation does not necessarily
conflict with the need of energy efficiency. Decades of structural reinforcements demonstrate that the detailed analysis of
a historic building suggests even relevant possibilities to enhance its performance and at the same time to respect and
maintain its aesthetic, material and construction features. Similarly, energy upgrade solutions compatible with cultural
value can be identified focusing on the peculiarities of each building and taking into consideration the hygrothermal behaviour
of traditional constructions.
This work deals with the energy efficiency of historic buildings by focusing on performances and compatible improvements
of the envelope. The study involves local contexts, where the characteristics of the architectural heritage are comparable
and strategies specific to the building stock can be developed through an analysis of features related to its energy performance.
In order to demonstrate this assumption, the architectural heritage of Palermo has been chosen as the main case study.
The first part of this work contextualises energy efficiency in the field of historic architecture. In the first chapter this topic
is considered as part of the wider concept of sustainability, in connection with the principles of conservation, restoration and
protection of historic buildings. The second chapter reviews the most relevant paths of scientific research, while the third
discusses several energy upgrade measures, proposed by literature and sometimes applied to monumental buildings as well.
The methodology followed in the case study of Palermo can be extended to different local contexts. It is described in the
fourth chapter and ranges from the envelope component to the urban scale. As to the area of Palermo, the methodology is
related to the detailed data available about materials and construction techniques of its architectural heritage and to the local
regulation for the preservation of historic constructions.
Following this multi-scale approach, the fifth chapter discusses the results of laboratory and in situ measurements aimed
at describing the thermal and hygrometric properties of local historic masonry. The sixth chapter categorises part of the historic
centre of Palermo on the basis of building geometry, aggregation in the urban fabric and conservation restraints. The main
purpose is relating the typologies set by the local urban regulation to the energy performance of buildings. The seventh chapter
analyses three constructions, selected as representative of the corresponding building category. Their current performances
and the effectiveness of envelope upgrade measures are assessed through dynamic thermal simulations. The interconnection
of these scales of analysis provides a contribution to a general framework of knowledge, which would support the compatible
energy improvement of the architectural heritage of Palermo.
7
PREFAZIONE DI MARCO D’ORAZIO

I l tema dell’efficienza energetica del patrimonio edilizio esistente, anche di


valore storico, ha avuto negli ultimi anni un particolare impulso, soprat-
tutto da quando è apparso chiaro che le strategie comunitarie messe in atto
per una maggiore efficienza del patrimonio edilizio, se indirizzate solo alle
nuove costruzioni, avrebbero portato, in molti paesi tra cui l’Italia, a risultati
quasi marginali, visto il peso limitato che ha ed avrà nel futuro la nuova co-
struzione rispetto al recupero e viste anche le strategie comunitarie volte alla
progressiva riduzione del consumo di suolo per nuove edificazioni.
Realizzare pochi nuovi edifici anche se a “energia quasi zero” rischia di
non cambiare di molto l’asset dei consumi energetici del comparto, soprat-
tutto in paesi come l’Italia, nei quali il peso delle nuove costruzioni, inten-
dendo quelle costruite almeno negli ultimi 20 anni, è del tutto limitato
rispetto alla dimensione complessiva del patrimonio immobiliare. Gli edifici
residenziali con più di 50 anni nei quali viviamo sono infatti ben il 60% del
patrimonio edilizio complessivo.
Buona parte dell’edilizia storica è oggi attivamente utilizzata non solo per
funzioni residenziali ma anche, dato il pregio che molti edifici hanno per ca-
ratteristiche e posizione, per funzioni lavorative, aspetto che apre una serie
di questioni importanti, giustamente sottolineate nel testo dall’autore e rela-
tive al rapporto complesso tra istanze di tutela e di adeguamento funzionale,
aspetto che comprende in sé anche il tema dell’efficientamento energetico e
delle problematiche ambientali di livello superiore a questo collegate.
Se il patrimonio edilizio storico fosse costituito dalle sole emergenze delle
quali è pur ricco il nostro paese si potrebbe facilmente liquidare la questione,
come già avviene per altri aspetti prestazionali, facendo prevalere, per tali
beni, le istanze di tutela a quelle d’uso. Tuttavia occorre considerare che il
patrimonio edilizio storico nel nostro paese è diffuso al punto che un approc-
cio che fa prevalere l’istanza conservativa tout court è di fatto inapplicabile
perché rischia di cozzare con le necessità ambientali primarie, oramai non
più differibili, cui è legato l’efficientamento energetico.
L’efficientamento energetico rappresenta infatti il mezzo del quale si sono
8

dotati moltissimi paesi per ridurre le emissioni connesse all’utilizzo di com-


bustibili fossili nella gestione degli edifici e pertanto non può essere consi-
derato aspetto del tutto secondario. In quasi tutti i paesi europei il comparto
delle costruzioni pesa tra il 30% ed il 40% dei consumi energetici comples-
sivi e conseguentemente contribuisce significativamente alle emissioni di
greenhouse gas, al surriscaldamento globale e ad impatti di altra natura.
L’efficientamento del patrimonio edilizio esistente non è pertanto un ele-
mento differibile o da considerare secondario rispetto ad altre istanze e va
affrontato nella sua complessità.
Purtroppo il tema presenta particolari difficoltà. Come giustamente sotto-
linea l’autore il tema non si risolve semplicisticamente proponendo soluzioni,
modelli predefiniti, da applicare estensivamente, come oggi si tenta di fare
nella nuova costruzione. È necessaria un’analisi rigorosa dei singoli casi, date
le particolarità geometriche, d’uso, costruttive ed anche di contesto che carat-
terizzano il patrimonio diffuso; casi dai quali, come dimostra l’autore, è pos-
sibile tuttavia trarre indicazioni di maggiore valenza generale. È necessario
nella progettazione di questi interventi comprendere e minimizzare gli im-
patti generati alle diverse scale.
Alle tradizionali valutazioni di tipo energetico-economico codificate dalle
diverse direttive comunitarie, occorre associare valutazioni circa gli altri tipi
di impatti che si possono creare sotto il profilo della salubrità degli ambienti
e della tutela ambientale, senza dimenticare gli aspetti più squisitamente cul-
turali connessi con le ovvie necessità di tutela.
Migliorare le prestazioni energetiche in un edificio storico passa infatti
quasi sempre attraverso modifiche importanti dell’impianto costruttivo, com-
porta modifiche nelle condizioni igrometriche degli ambienti e conseguen-
temente può impattare anche sulla salubrità degli ambienti.
Gli interventi sono quasi sempre discontinui, date le complessità geome-
triche e le ovvie necessità di tutela e questo ha importanti implicazioni sotto
il profilo termico e soprattutto igrometrico proprio in tali discontinuità con
possibili problematiche conservative.
A queste valutazioni occorre associare valutazioni anche di natura ambien-
tale, ricordando la strumentalità dell’efficientamento. È necessario valutare,
alla scala dell’intero edificio, i profili ambientali delle soluzioni nel ciclo di
vita e comprenderne le implicazioni economiche nel rapporto tra investi-
mento iniziale e periodico.
9

È proprio la consapevolezza di questa complessità che guida l’autore ad


affrontare una pluralità di temi dei quali dimostra piena padronanza.
Partendo da una riflessione tra sostenibilità e tutela e dalla necessaria, pur
se minuta, conoscenza delle proprietà dei materiali, degli elementi della co-
struzione, l’autore traccia un percorso che va dal piccolo al grande, come ne-
cessariamente deve essere, e cerca in questi passaggi di trovare quegli
elementi utili a trasformare una conoscenza particolare e legata ad uno spe-
cifico patrimonio, sotto il profilo dei materiali, delle tipologie, in indicazioni
di valenza più generale, pur nella consapevolezza della specificità che neces-
sariamente deve caratterizzare questi temi.

Marco D’Orazio
Università Politecnica delle Marche
10

Palermo in “Le città d’Italia viste dal cielo” (Stabilimento di costruzioni aeronautiche, non datato).
11
INTRODUZIONE

L a conservazione dell’architettura storica è essenziale per trasmettere la


cultura artistica e tecnica del passato, che è parte sostanziale del patri-
monio identitario di una comunità. Quest’esigenza deve confrontarsi con
un’auspicabile fruibilità degli edifici storici e con la conseguente necessità di
soddisfare un numero crescente di requisiti, tra i quali l’efficienza energetica.
Il patrimonio edilizio esistente, preponderante sulle nuove costruzioni, è
decisivo per rendere il settore edilizio più efficiente nel consumo delle risorse.
La parte più ampia è costituita da fabbricati realizzati a partire dalla fine della
seconda guerra mondiale, sui quali sono possibili interventi di riqualificazione
energetica più estesi ed efficaci rispetto a quelli praticabili nell’architettura
storica. Peraltro quest’ultima rivela prestazioni migliori rispetto a molti edifici
recenti, perché le soluzioni costruttive e distributive che la contraddistin-
guono tenevano conto della necessità di adattare la fabbrica alle condizioni
climatiche locali, indipendentemente dal supporto di una dotazione impian-
tistica avanzata, spesso invece indispensabile negli edifici realizzati a partire
dal secondo dopoguerra.
L’istanza dell’efficienza energetica non può trovare risposta in un adegua-
mento acritico degli edifici storici, che con il loro portato culturale possono
considerarsi alla stregua di risorse non rinnovabili. Pertanto le norme comu-
nitarie e nazionali ammettono che le costruzioni soggette a tutela deroghino
rispetto ai requisiti di efficienza energetica stabiliti in ambito edilizio. Que-
st’impostazione limita la diffusione di interventi di riqualificazione non com-
patibili con la conservazione dei caratteri formali e materici del patrimonio
culturale. Tuttavia coinvolge in modo limitato l’architettura elencale, che ca-
ratterizza l’ambiente costruito storico in modo spesso preponderante e per-
mane come testimonianza della cultura e delle specificità tecniche locali.
Gli incentivi per la riqualificazione energetica, che sembrano indirizzare il
progettista più verso la sostituzione dei componenti che verso la riparazione,
stimolano a intervenire anche sul patrimonio storico. Inoltre nella proprietà
pubblica, cui afferiscono molte architetture monumentali, un impulso non
trascurabile deriva dalla necessità di contenere i costi di gestione, e in pro-
12

spettiva dal ruolo esemplare che la normativa europea attribuisce all’ammini-


strazione pubblica rispetto agli obiettivi comunitari di efficienza energetica.
Allo stesso tempo la riqualificazione del patrimonio edilizio recente, ac-
crescendo il benessere degli utenti e riducendo i costi di gestione, tende ad
aumentare il divario prestazionale rispetto agli edifici storici e incide poten-
zialmente sul loro uso, che è condizione essenziale per la conservazione. Que-
st’ultima, però, non si contrappone necessariamente a una maggior efficienza
energetica, per la quale sono concrete le possibilità d’integrazione con le pra-
tiche consolidate del restauro e del recupero, specialmente negli interventi
di consolidamento strutturale.
Nel dibattito scientifico attuale è dunque ampiamente condivisa la pro-
posta di estendere all’efficienza energetica il concetto di miglioramento, con-
trapposto a quello di adeguamento. Seguendo quest’approccio, diffuso da
decenni in materia di sicurezza strutturale e accessibilità, si mira ad accrescere
il più possibile le prestazioni energetiche dell’edificio storico senza valicare i
limiti della compatibilità con i suoi caratteri materici ed estetici.
Il primo capitolo di questo volume inquadra l’efficienza energetica nella
più ampia cornice della sostenibilità in edilizia e ne esamina i legami con i
principi della conservazione, con la disciplina del restauro, con la tutela del
patrimonio culturale. Quest’intreccio è evidente nei documenti normativi e
nelle guide tecniche oggi disponibili, spesso accomunati dal riconoscimento
della necessità di un approccio multidisciplinare.
I campi d’indagine attraverso i quali le ricerche scientifiche approfondi-
scono il miglioramento energetico degli edifici storici, spaziando dalla scala
del componente tecnico a quella territoriale, sono ripercorsi nel secondo ca-
pitolo. Il terzo espone una breve disamina di interventi, proposti in letteratura
e talvolta applicati anche in architetture di grande rilievo, sebbene non sem-
pre conciliabili con le esigenze della conservazione.
Il volume si concentra soprattutto sulle misure di miglioramento dell’in-
volucro edilizio. Poiché queste incidono sulla materia storica e sul delicato
equilibrio termico e igrometrico della costruzione tradizionale, intervenire
sugli impianti appare meno impervio. Infatti l’inserimento e la sostituzione
di componenti impiantistiche sono molto efficaci nel ridurre i consumi ener-
getici e nell’assicurare condizioni di benessere per gli utenti. Sebbene inva-
sive, non di rado queste misure possono avvantaggiarsi dell’impatto che
sarebbe comunque prodotto sull’edificio per dotarlo degli impianti ritenuti
13

necessari ad assicurarne la fruibilità. Tuttavia la qualità ambientale interna


non può essere demandata interamente agli impianti, soprattutto se rilevanti
sono le criticità dell’involucro. Anche per quest’ultimo, peraltro, migliora-
menti significativi delle prestazioni energetiche possono essere resi compatibili
da avanzate condizioni di degrado, dalla necessità di manutenzione, da inno-
vazioni tecniche e scientifiche.

L e peculiarità che contraddistinguono l’edificio storico non consentono


di generalizzare soluzioni codificate di miglioramento energetico. Le pra-
tiche del restauro e del recupero mostrano infatti che le scelte progettuali
sono molto influenzate da criticità e potenzialità della singola costruzione.
Per individuare misure compatibili di efficienza energetica è dunque es-
senziale un’analisi accurata dell’edificio storico, fondata sulla ricerca docu-
mentaria, sul rilievo di dettaglio, sulle indagini strumentali. Contestualmente,
un quadro generale di conoscenze sulle prestazioni energetiche del patrimonio
architettonico favorirebbe la diffusione di buone pratiche d’intervento. A tal
fine è necessario circoscrivere l’analisi ad ambiti locali, nei quali le caratteri-
stiche materiche, costruttive e formali degli edifici storici siano omogenee.
L’esame dei caratteri ricorrenti del patrimonio storico locale è adatto a
elaborare strategie d’intervento e criteri progettuali, poiché le informazioni
che fornisce hanno un dettaglio sufficiente per valutare a scala edilizia e ur-
bana l’impatto e l’efficacia di molteplici misure di miglioramento energetico.
Da questi presupposti muove l’approfondimento per l’architettura storica
di Palermo, che, esposto nella seconda parte del volume, nasce da una ricerca
svolta fra il 2013 e il 2015 presso l’Ateneo palermitano nel corso di dottorato
in Architettura (Recupero dei contesti antichi e processi innovativi nell’ar-
chitettura). Il ricco patrimonio edilizio della città è uno scenario interessante
di sperimentazione, perché numerose ragioni, dalla sua stratificazione secolare
al degrado che l’ha afflitto a partire dalla seconda guerra mondiale, mettono
in risalto molte tra le difficoltà e le potenzialità che connotano il migliora-
mento energetico degli edifici storici.
La metodologia adottata, descritta nel quarto capitolo, può essere appli-
cata a contesti anche molto diversi, in funzione delle informazioni accessibili
per il patrimonio storico locale. Essa riprende approcci consolidati nelle at-
tuali ricerche sull’efficienza energetica dell’architettura storica e impiega più
scale d’indagine, dal componente edilizio all’aggregato urbano.
14

Passo preliminare è la raccolta di dati rappresentativi sulle caratteristiche


termiche e igrometriche dei materiali e dei componenti tecnici diffusi nel pa-
trimonio architettonico indagato. Infatti le informazioni disponibili, che de-
rivano soprattutto da norme tecniche generali, non esauriscono la ricca
varietà materica e costruttiva della tradizione locale.
Il quinto capitolo tratta dunque delle murature in conci di calcarenite con-
chiliare, largamente diffuse nella tradizione palermitana. Attraverso prove di
laboratorio si sono raccolti dati termoigrometrici su campioni lapidei prove-
nienti da edifici ottocenteschi. Parallelamente, per mezzo di misure in opera
si è stimata la conduttanza termica di pareti storiche.
Estendendo lo studio a una varietà più ampia di murature e agli altri com-
ponenti tecnici d’involucro, si possono valutare in modo attendibile le pre-
stazioni dell’architettura storica locale e i potenziali miglioramenti energetici,
analizzando questi ultimi rispetto al comparto edilizio e a un numero limitato
di edifici che ne esprimano i caratteri salienti.
Seguendo questa metodologia, Palermo costituisce un interessante scena-
rio di sperimentazione anche grazie agli strumenti che la ricerca scientifica e
la legislazione locale hanno sviluppato per la sua conservazione: infatti, ac-
canto a una vasta letteratura sulla storia e sulla costruzione dell’architettura
palermitana, si pongono come strumenti imprescindibili d’indagine il Piano
Particolareggiato Esecutivo e il Manuale del recupero del centro storico.
Obiettivo di questo studio è contribuire a integrarli con l’istanza del miglio-
ramento energetico.
Alla scala urbana il P.P.E. regola le attività edilizie nel centro storico me-
diante un approccio tipologico. Le caratteristiche considerate includono la
consistenza dell’edificio, il suo impianto distributivo, l’aggregazione nel tes-
suto urbano, che hanno stretta attinenza con le prestazioni energetiche. Inoltre
le modalità d’intervento che il Piano stabilisce per ciascuna tipologia si ri-
flettono sulle possibilità di miglioramento.
Nel sesto capitolo, un’analisi per categorie edilizie rivisita la struttura ti-
pologica del P.P.E. in base sia ai caratteri morfologici, dimensionali e aggre-
gativi degli edifici, sia alle prescrizioni di tutela imposte dal Piano.
L’applicazione riguarda il mandamento Castellammare, che esprime con
buona approssimazione la varietà architettonica del centro storico.
La descrizione per categorie consente d’individuare un numero contenuto
di costruzioni rappresentative. Studiandone le prestazioni energetiche attuali
15

e potenziali è possibile dedurre indicazioni valide per l’intero comparto edi-


lizio, quindi indirizzare gli strumenti di pianificazione e sviluppare criteri di
miglioramento per il patrimonio storico locale.
Gli edifici rappresentativi permettono anche di elaborare modelli proget-
tuali, nell’accezione indicata dal Manuale del recupero del centro storico. In-
fatti essi illustrano una metodologia di progetto e suggeriscono soluzioni di
miglioramento, di cui è possibile verificare la compatibilità e l’efficacia ri-
spetto alle specificità della singola costruzione.
Il settimo capitolo conclude lo studio analizzando tre architetture paler-
mitane, rappresentative di alcune delle categorie edilizie proposte. Mediante
simulazioni termiche in regime dinamico si confronta l’efficacia di possibili
interventi sull’involucro e si valuta il miglioramento delle prestazioni rispetto
allo stato di fatto. Così si esplora sui tre edifici uno dei risvolti della metodo-
logia proposta, cioè la possibilità di elaborare linee d’indirizzo adatte alle pe-
culiarità dell’architettura storica locale.
Concentrandosi su alcuni aspetti del miglioramento energetico degli edi-
fici storici, l’analisi esposta in questo volume contribuisce a definire un qua-
dro generale di conoscenze per il patrimonio architettonico di Palermo.
Anche per un contesto più ampio i risultati dello studio e i numerosi spunti
di approfondimento possono suggerire criteri di miglioramento compatibili
con la conservazione dell’architettura storica.
16

Il porto di Palermo in “Le città d’Italia viste dal cielo” (Stabilimento di costruzioni aeronautiche, non datato).
240

finito di stampare
nel mese di dicembre 2017

presso le Officine Tipografiche Aiello & Provenzano


(Bagheria, PA)

View publication stats