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SOMMARIO

EDITORIALE 3

LA PAROLA - TIZIANO BUSCA 4


IL CAPITOLO - ENZO HEFFLER 10
13
MASSONERIA E CHIESA CATTOLICA - NUCCIO PUGLISI 18
SAN GIOVANNI E GIANO - LUIGI MARIA BIANCHINI 21
LETTURE 23
EVENTI 27

E
D PENSATE CHE TUTTO CIO’ SIA UN BICCHIERE DI ACQUA
I
T VERSATO NEL MARE?
O
R Tiziano Busca
I Sommo Sacerdote
A
L Cari compagni, realizzato con il Premio Bancarella ed il Comune….
E sia un bicchiere di acqua versata nel mare??!!
la recente decisione assunta dal Rito
Scozzese 1 va contestualizzata e raccol- Pensate che la sala Rossa del Comune di Savona stra-
ta con la nuova consapevolezza che il colma di gente non conduca a nuove riflessioni? Che
nostro Corpo Rituale testimonia nei suoi lavori. Qui non abbia smosso le curiosità di quanto incidiamo
vorrei evitare considerazioni sul deliberato che ap- nelle coscienze dei fratelli sul piano culturale e della
prezzo. formazione?

Vorrei parlare di noi e del nostro cambiamento ormai Sarebbe un errore sottovalutare queste concretezze.
tangibile in ogni Capitolo.
Siamo passati da una testimonianza formale….da un Adesso registriamo i fatti positivi del lavoro ma non
grembiule e poco altro di qualche anno fa….ad un la- basta, dobbiamo avere una nuova consapevolezza che
voro rituale profondo, attento ed incisivo che ha pro- riguarda solo noi e su cui, da ora lo anticipo, non ci sa-
dotto una diversa immagine complessiva e tanti nuovi ranno più moratorie sulla gestione dei Capitoli sia sul
e giovani Maestri ci hanno onorato del loro ingresso. piano amministrativo che delle attività delle Segrete-
Tantissimi nuovi capitoli ed altri in arrivo già costitu- rie suio rapporti annuali e quanto altro sia strumento
iti. di gestione e radicamento negli Orienti.
E’ determinante dare contezza di serietà, A questo
Questo lavoro rituale ha dato consapevolezza e ric- proposito vorrei insistere sul fatto che un Capitolo
chezza di strumenti ai Massoni dell’Arco Reale che deve dare gli strumenti di lavoro completi ai compa-
nelle colonne delle loro Logge sanno di avere la for- gni ed un Capitolo è tale solo se ha tutte e tre le Ca-
za di attrazione iniziatica e simbolica per orgogliosa- mere Rituali.
mente testimoniare il Rito di York.
Abbiamo realizzato il nostro obiettivo: fare Maestri. Questo è il lavoro che da oggi inizia e nel 2019 va
Di questo se ne è accorta la Comunione, se ne sono completato.
accorti gli altri Corpi Rituali.
Per sostenere ognuno tutti siamo a disposizione.. io
Non abbiamo lucidato gli ottoni, abbiamo esposto i per primo.
tesori alla luce del sole.
Un grande abbraccio.
Pensate che i Convegni pubblici ogni settimana, i Li-
bri, la Newsletter, gli incontri presso le Università di
Oxford, Napoli, Urbino, la politica estera del Rito, la
rinascita dell’Alto Ordine del Gran Sacerdozio, dell’Or-
dine della Silver Trowel, dell’Ordine del Santo Sacer-
dozio dell’Arco Reale dei Cavalieri Templari, assieme
all’Ordine dei Cavalieri della Croce Rossa di Costan-
tino e le Grandi Assemblee Annuali con decine di de-
legazioni estere dall’Australia all’Africa, la costituzione
del Gran Capitolo in Albania.. e tanto altro..non ulti-
mo il recente Salone del Libro Iniziatico a Pontremoli
1
Con decorrenza immediata oggi 30 novembre 2018 il Supremo Consiglio del R\S\A\A\ ha deliberato l’incompatibili-
tà della doppia appartenenza al R\S\A\A\, per ogni Grado di questo e ad altri Riti, fatta eccezione per il Rito di York.
Tutti i Fratelli interessati dalla deliberazione devono definire l’appartenenza esclusiva al R\S\A\A\ o meno entro 30 giorni .
In difetto di tale comunicazione il Fratello appartenente ad altro Rito ad eccezione dello York sarà depennato dal R\S\A\A\
3
LA PAROLA

Tiziano Busca

Intervento del Sommo Sacerdote comp. Tiziano Bu- no intorno a quel tavolo non erano Maestri. E quindi,
sca al Conclave aperto del 17 novembre 2018 c/o Casa come si dice, c’è un peccato originale, per questo di-
Massonica. Borgo Albizi, Firenze. Trascrizione della ciamo che lavoriamo alla ricerca della parola perdu-
registrazione effettuata da un compagno. La redazio- ta. La parola dei Maestri non sedeva a quel tavolo e
ne ha ritenuto – in considerazione del fatto che quasi la ritualità che è stata riportata, pur mutuata su una
tutti i compagni ne conoscono la voce , il timbro, le conoscenza che era diffusa, apparteneva solo ai primi
pause e le cadenze, di non intervenire sulla trascrizio- due gradi.
ne se non per dargli una fluidità di lettura migliore,
ma lasciandolo intatto così che ogni compagno che lo Questa mattina, ho il piacere, assieme a voi, di aprire
legge, possa nella sua testa sentirlo, come se fosse li, un dialogo, facendo fisicamente in questo tempio una
davanti a lui. Volutamente il testo è stato graficamente serie di movimenti che vi e ci appartengono. Quan-
impostato sulle domane che il Sommo Sacerdote ri- do entriamo nel tempio, seguendo il Maestro delle
volge a se stesso e ai Compagni nello sviluppo del suo Cerimonie, che dovrebbe portare il bastone in senso
intervento. obliquo e invece lo porta verticalmente, (purtroppo il
meccanismo della ricerca e lo studio della conoscenza
iniziatica che ci insegna queste “piccolezze”, lo stiamo
Voglio cogliere questa occasione per smitizzare alcuni perdendo…) accompagna prima gli apprendisti, che
aspetti. restano in piedi al loro posto, poi i compagni infine
Maestri, successivamente il Maestro Venerabile, il 1 e
Così iniziamo a darci un po’ di carte d’identità: il no- 2 sorvegliante iniziano a squadrare. Quante volte ciò
stro è un corpo rituale che nasce prima della Masso- è stato fatto?
neria. Non per confrontarci con altri Corpi Rituali,
- vorrei che questo fosse estremamente chiaro,- ma
perché c’è un padre ed una madre della Massoneria
che si chiama “Ancient”, questo prima che arrivasse
un “Prete falso”, Anderson, che inventò quella che noi
oggi conosciamo e viviamo, la Massoneria moderna.

Però la Massoneria moderna aveva una sostanza pre-


cedente; la famosa Loggia di Londra che nasce all’in-
terno dell’”Osteria dell’Oca e della Graticola” nel 1717,
portava lì a cena delle persone che erano degli Iniziati,
che appartenevano al mondo delle Gilde, e che aveva-
no un grado: apprendisti e compagni. Ma che cosa si fa in realtà? In tanti diciamo: “si crea
una energia”. Si, anche! Ma c’è qualcosa di più. Perché
Anderson - un primo incontro a febbraio, un secondo questo Tempio, che non è solo struttura fisica, è in re-
a giugno - fa la Gran Loggia di Londra, prendendo altà quello che vediamo disegnato e raffigurato come
apprendisti e compagni e facendo solo due gradi, di l’albero Sefirotico. Ovvero è una via. Una via spirituale
quella che lui definì insieme a Newton ed a tutto il e una via materiale. Una Via che solo noi iniziati riu-
contesto dell’epoca, La Massoneria, e non fece il gra- sciamo a chiudere in una dimensione nuova.
do di maestro.
Perché non tutti possono essere massoni? Perché es-
Perché? Perché gli apprendisti e i compagni che era- sere massoni è un qualcosa di speciale. Non è un’eti-
chetta con una acacia o un pin dove c’è scritto GOI. È
un marchio che abbiamo dentro. È un simbolo nostro cuni elementi che forse non sono contestualizzati per
e questo simbolo nostro noi lo testimoniamo quando la loro precisa disposizione, come quando ai fratelli si
entriamo nel tempio. Mentre si procede alla squadra- chiede se sono contenti e soddisfatti e manifestamente
tura attorno a questo pavimento bianco e nero, che lo attestano… e tutti, secondo le proprie esperienze,
simboleggia la materia e la luce, il Maestro delle Ce- annuiscono verso il primo sorvegliante.
rimonie sta con il bastone in obliquo proprio perché
rappresenta la luce che entra all’interno del Tempio, Ma perché sono contenti e soddisfatti? Perché hanno
racchiudendo in questa dimensione, l’equilibrio che s’è compiuto il loro lavoro.
spezzato fuori - il Kaos - riportandolo in una dimen-
sione di spiritualità piena, nel tempio. Nello squadra- E qual era il loro lavoro? Lavorare la pietra. levigare se
re attraversa i segni zodiacali, costruisce una dimora stessi, limitare il proprio ego; squadrare la pietra sulla
sacra, luogo in cui noi rappresentiamo un qualcosa di quale stanno lavorando.
straordinario: la conoscenza. Osserviamo il Maestro
Venerabile che percorre la via di una vecchia ritualità E cosa mettevano nella pietra alla fine del compimen-
“Ancient”, sa che nell’apertura dei lavori viene chiesto to del loro lavoro? Un sigillo, un marchio che era l’e-
“dove vi recate?”: da Oriente a Occidente alla ricerca lemento su cui il primo sorvegliante, giudicava per le
della parola perduta…. poi accetta i misteri sostitutivi. corresponsione della paga. Non bisogna vergognarci
di chiamarci per quello che siamo, perché solo allora
Perché? Dobbiamo ritornare alla storia. Quando nel comprendiamo, diversamente, qual è il vero significa-
1816 la Massoneria Moderna di Anderson, diventata to della libertà.
più forte rispetto alla Massoneria Ancient delle logge
di York, che era la massoneria di Euburacum (ricorda- Quando un uomo è libero? Ovviamente quando non
tevi questa città), accettano di condividere un percor- ha le catene, ma quello è un prigioniero-schiavo, è
so comune. nasce così la Gran Loggia Unita d’Inghil- un’altra cosa! La libertà, - e ce lo dice sempre il rituale,
terra, dove in questo “aggrement” gli Ancient hanno - è la possibilità di scegliere di fare o non fare, di agire
l’autorizzazione a continuare a lavorare solo 3 gradi (e o non agire.
non più nei 7 gradi), ma portano dentro la struttura
dell’Ordine, la camera degli ex Maestri Venerabili per- Ma quando questo è possibile? Quando hai la tua di-
ché è lì che si costudisce la Parola. E’ in quello status, gnità di Uomo che è rappresentata dal lavoro; perché
cosa che noi non abbiamo, che viene riconosciuto il se tu non sei nelle condizioni di essere libero perché
segno, la parola e il toccamento del Maestro Venera- non hai un lavoro, tu non puoi esercitare il tuo diritto
bile. di libertà, vivi sempre in una condizione di dipenden-
za.
Ma chi è nella nostra organizzazione iniziatica il Ma-
estro Venerabile? È colui che traguarda la parte non Sotto questa luce, cosa ci rappresenta questa fusione
completa del Tempio che noi manifestiamo; quella di conoscenze iniziatiche, che sono riportate anche
parte scrostata, che ci consente di andare oltre quella all’interno della ritualità comune dell’Ordine?
dimensione e scegliere le pietre da portare, utili per la L’intelligenza e la sapienza di chi ci ha preceduto e ha
costruzione. È il Giblim. È colui che presiede i lavori. costruito, in questo percorso, il significato della via
E’ il “progetto evolutivo della trasformazione iniziati- iniziatica.
ca”. E’, in breve, la visione il progetto di Uomo.
Ma perché Maestri? Non potevamo essere chiamati in
La parola perduta, è una parola che ha un valore es- un altro modo? Perché Compagni? Perchè Apprendi-
senziale nella via iniziatica. È il nome e cognome, è la sti? Perché la via iniziatica nasce dalle Gilde e la Gil-
carta d’identità che ci consente - in una via sacra - di da è una forma di comunione di lavoro, dove l’uomo
non essere apolidi. che non ha conoscenza e non ha capacità d’impresa,
viene portato ad un percorso di lavoro materiale, ma
Qual è la parola sacra? La parola sacra è quella che sta che nello stesso tempo lo arricchisce anche sul piano
all’interno di un percorso di conoscenza; che ha una spirituale. Questa forma di spiritualità accompagnata
sua espressione, una sua identità, un suo senso. Quel- dal lavoro, gli consente di avanzare nei vari gradi. I
la che nella tradizione della vecchia Massoneria dei 7 diversi gradi con cui lui accetta questo percorso, rap-
gradi ti portava a raccogliere il senso del percorso, e ti presentano sia il significato della capacità per il lavoro,
fa trovare, - anche nell’attuale rituale dell’Ordine -, al- sia la capacità di raccogliere una ricchezza culturale

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che lo avvicina sempre di più proprio alla dimensione fa il viola, un colore sacro.
sacra, che è il luogo in dove ha sede la rappresentazione
più alta del valore e del significato della tradizione. Sei E sapete di chi è il colore viola? È il colore del Gran Sa-
Maestro! Sei Rabboni. cerdote, del Cerusico, del profeta del Re, di Salomone,
del Maestro sapiente.

Perché venivano foggiati gli abiti con questo colore?


Perché il senso di questa appartenenza era la sapienza:
parlava all’anima, Esculapio.

Ed il parlare all’anima che cos’è? È vedere con gli occhi


di Dio. È vedere con gli occhi del Superiore. È il coglie-
re il senso di quello che è il tuo operare. Perché prima
ancora di sentire, il colore cambia la tua vibrazione,
nell’occhio, nell’energia e quando si diceva “ti curo con
Come succede tutto questo? In maniera molto sempli- gli occhi”, significava che ti leggeva l’anima.
ce. Storicamente è avvenuto con la costituzione delle
Gilde, ad Euburacum, luogo straordinario e sacro in Ma leggere l’anima che cosa significa? Conoscere stessi.
cui si fondono culture e conoscenze che appartengono Quindi in questo modo costruisci il tempio. E in quel
ad una dimensione di trasbordo di sapere del mondo Tempio hai la parola.
orientale verso il mondo occidentale. Il mondo celti-
co, del quale noi non parliamo mai, ma soprattutto, la Ma perché quel Tempio è uguale dappertutto?
lettura di quella dimensione (e guardo i fratelli con il Sono talmente uguali che in quel luogo il Magòs, il ma-
grembiule Emulation), hanno consentito di riscoprire estro dei maestri, realizza questa identità iniziatica e
quei valori dell’antica tradizione fino ad essere esempio questo spazio, proprio sotto il tempio del Re Salomone.
di questa identità. Ed è per questo che hanno l’azzurro
sui grembiuli! E lo realizza chi? Salomone. Hiram Abif e Hiram di
Tiro e vorrei parlare proprio di lui. Salomone notoria-
Perché si parla di massoneria azzurra? Perché si trae mente era un “americano del nord”, personaggio molto
ispirazione dall’azzurro delle Gilde. Se voi andate in importante del mondo ebraico, che si fa costruire un
Scozia e guardate gli stemmi ci sono simboleggiati tempio – come lode alla dimora del Signore - da uno
strumenti quali: la squadra e il compasso, le forbici ed che si dice fenicio. E il re era Hiram di Tiro.
un pettine, o un cappello o un caldaio; questi sono i
simboli distintivi delle Gilde dei ramai, dei cappellai, Ma voi ci credete veramente? In realità se noi andiamo
dei barbieri, dei muratori… e la Massoneria è rappre- a leggere quel percorso, ci rendiamo conto di una storia
sentata dalle Gilde. straordinaria! Quei signori erano i Cananei della tribù
di Dan.
Perché i fratelli non italiani e non francesi, hanno sul
grembiule i triangoli blu e rossi? E chi erano? Erano un popolo che era stato relegato
Perché la massoneria è rossa, è il marchio del simbolo in quell’area, la Palestina, dopo che erano stati sconfitti
dell’amore fraterno; è il sangue che ci unisce. Sangue di in un attacco che questi fecero, come popoli del mare,
razze diverse!!! Il termine razze è una espressione non verso gli egizi sotto il faraone Tolomeo. E vennero col-
negativa. E’ un’espressione iniziatica perché se non esi- locati lì, in quella zona dove ovviamente ne presero le
stessero le razze, non esisterebbe l’universalità masso- abitudini e le tradizioni.
nica. Perché le razze sono: Sam, Cam, Yafeth. Ed è per
questo che il segno della Massoneria ha il significato Ma questa gente, realmente da dove veniva? Da molto
dell’unione della diversità. Perché la Massoneria per- lontano! Forse dal Nord (potevano essere i Weses? for-
mette, costringere a guardare la diversità , a guardare se!), viaggiando per mare. Nei fatti, all’interno di questa
la luce degli occhi dell’uomo che è di fronte a noi come tribù che erano i Filistei, vi era la famosa setta Essena.
fratello. Quando si stravolge il senso della via iniziatica, Quindi. in un percorso a scendere e a salire, come la
la pietra inizia a rotolare dalla cima della montagna. probabile identità etnica di questo gruppo, incomin-
Ma ancora, l’unione di questi due colori ne fa un altro, ciamo a legare alcuni elementi. Provate ad immaginare
se vi fosse da parte di qualcuno la possibilità di legge- percorso intorno a quel simulacro.
re la promessa che viene fatta da un fratello che viene
iniziato nel rituale Emulation, ove si parla di Gomena.
Essa rappresenta la distanza tra la spiaggia ed il punto
in cui si manifesta l’alta e la bassa marea.

Di che colore era questa corda marina? Era rossa.

Perché nel tempio di Salomone troviamo questo ele-


mento, il rosso? Re Davide era regnate prima di Salo-
mone, e si avvaleva di due sacerdoti: uno si chiamava
Abiathar e l’altro Saddoc. Infatti, per governare il po-
polo aveva un Sacerdote nel palazzo ed uno che sta nel
luogo sacro dove era edificato il tempio.
Chi lo va a prendere? Sono tre le persone: primo, se-
I due sacerdoti ed il Re che funzione avevano? condo sorvegliante e maestro venerabile…
Quella di tenere unita la comunione degli uomini, su
due vie: il re sul piano materiale di governo, il sacerdo- Come muore Hiram? Con un colpo di maglietto sulla
te sul piano divino; ecco il motivo per cui all’interno fronte e cade.
del tempio ci sono le due colonne. Una sovrastata dal
globo terrestre, ed una sovrastata da una melagrana. Ma come lo risolleviamo, perché troviamo l’acacia?
Una è la colonna del re, una è la colonna dello spiri- Quella pianta ha un significato che chi vive la strada
to, del sacerdote, e questo lo ritroviamo anche in un degli Ancient, forse conosce. L’acacia è la manna. La
affresco di Raffaello che nella scuola di Atene ha te- roverella, incisa trasversalmente, produce questo li-
stimoniato proprio questo. A San Pietro, prima della quido che si solidifica e forma panetti di manna. L’a-
Cappella Sistina, nella parete a destra si trovano due cacia è l’unica pianta che vive nel deserto. Quell’uomo
personaggi, un Re ed un Sacerdote con la faccia di Mi- che viene sollevato, non viene sollevato a caso, viene
chelangelo che fa Pitagora e spiega il triangolo, con sollevato con i cinque punti della maestria.
la dea Atena Minerva ed Ercole, il Re ed il Sacerdo-
te, uno che tiene il globo terrestre e l’altra che tiene Noè come muore? Ebbro. Cade, batte la testa. Sem,
il globo dell’universo. È la via d’ingresso degli uomini Cam, Yafeth (e ritorniamo alla diversità delle razze e
ed è l’inizio del nostro percorso iniziatico. E’ l’albero all’identità del percorso) che cosa fanno? lo sollevano
sefirotico. È la via su cui noi iniziamo a costruire il no- con i punti della maestria. Ma se Hiram non è ucciso
stro percorso, è il momento in cui ritroviamo la nostra e muore, che cosa succede? Perché diciamo che è la
dimora per porci di fronte all’elemento più alto, quello pietra d’angolo per la costruzione del Tempio? Perché
del Maestro Venerabile, qui dove c’è il Libro Sacro, rap- viene deposto fra gli scarti di pietra, e lui che era il co-
presentando che cosa (da iniziati): rappresentando la struttore per eccellenza, diviene, è, la pietra cubica su
verità, Tipheret, il cuore. cui noi realizziamo il tempio.
Per questo la parola si costruisce attraversando il tem-
pio per raggiungere il piano della conoscenza superio- Hiram che cosa ha costruito? Il tempio. Quindi il si-
re; è in quel momento che noi raggiungiamo la nostra gnificato antico della conoscenza e della tradizione
arte evolutiva, sapendo che tra le pietre scartate trovia- della parola: e a chi ha lasciato il segreto della masso-
mo la pietra d’angolo per la costruzione del Tempio. neria? Perché abbiamo tre triangoli nel nostro simbo-
Qui si aprirebbe un altro tipo di discorso, di confronto lo. Chi rappresentano questi tre triangoli guardando
filosofico, ma di tipo iniziatico importante, che è la fi- i gioielli della tradizione scozzese, non i riti, ma della
gura del Maestro nella sua parte di elevazione, quando Scozia. Perché ci sono tre triangoli? Perché sono i tre
il Maestro Venerabile dice: Hiram è tornato tra noi. gran maestri: Hiram Abif, Hiram di Tiro e Salomone.
Hiram era stato ucciso dai compagni che volevano… Vedete Fratelli la via iniziatica ha due livelli di stra-
ma in realtà non è mai stato ucciso, perché i docu- ordinarietà. Uno che è quello della conoscenza ed è
menti su cui fondiamo il nostro percorso sono quelli quello della ricerca e che non può essere quello del-
sacri, gnostici, apocrifi ufficiali. Però è molto significa- la approssimazione, l’altro che la massoneria è una
tivo andare a vedere cosa succede all’interno di questo scienza sacra, una scienza perfetta, ed è nella ricerca

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della perfezione che troviamo la nostra via, il nostro se noi guardiamo con un occhio attento, come se per-
equilibrio, il nostro essere Uomo. Ho detto, - in questo corriamo una strada che da un lato ha una riga nera e
intervento a braccio e senza appunti, come si direbbe dall’altro una riga bianca e dobbiamo andare a cerca-
nel mondo profano, - tutte queste cose per cercare di re l’equilibrio, noi dobbiamo essere consapevoli che è
spiegare cosa vuol dire la “Parola”. La parola è la tradi- necessario fondere il sapere e leggere diversamente, da
zione, che ha un suo valore fonetico ma che ti riporta altri punti di vista, le rappresentazioni che ci vengono
alla ricerca dell’uomo verso il superiore. fatte.

Per questo nell’intervento precedente di Massimo


Agostini si parlava del Pellegrino Guerriero, relativa-
mente al percorso dei Cavalieri Templari del Rito di
York, perché la bellezza del mantello bianco, nascon-
de dentro un altro percorso. Quindi non è l’illusione
dell’apparenza che ci distingue. È il valore della so-
stanza che caratterizza tutti noi. In questa via di cono-
scenza il senso della via iniziatica, si chiude in quello
che è l’espressione più alta del segreto: il “Libro Sacro”,
la “squadra”, il “compasso”.

Ma cos’è questo simbolo che costantemente vediamo?


Questa e la Creazione. Questo è il segreto della Mas-
soneria. Qui sopra si ritrova la legge morale, la legge
Chi ci viene in aiuto? I testi sacri: La torre di Babele degli uomini, Il libro sacro che in Massoneria è un
ha un significato nella via dell’uomo, o no? La pietra libro bianco dove scrivi le tue parole, oppure la Bib-
ha un significato nella via della massoneria o no? Io bia oppure il Corano, ed è la ragione per cui non è
penso di sì. possibile essere, come iniziati, atei. La squadra, che
è l’Uomo, siamo Noi! E il compasso altro non è che
Sapete come si dice pietra in ebraico? È un’espressione Ermete Trismegisto.
che ha tre significati: vuol dire “padre”, “pietra” e “fi-
glio”. Infatti, io che percorro una via iniziatica, io che E sapete perché il Compasso è Ermete? Perché la Squa-
sono massone, ho intrapreso una via iniziatica, lavoro dra è Abramo, il Sacerdote della Terra. Nell’ incontro
sulla pietra e quindi lavoro su me stesso. Per andare tra Abramo (l’Uomo), e Melchisedec ( l’Assoluto, il
dove? Per andare verso il padre e quindi il mio per- Profumo) troviamo la via nel ritorno al superiore, la
corso è quello di un’elevazione spirituale; Io da figlio, sublimazione del significato della conoscenza che dal-
lavoro su me stesso, per andare verso il padre. la liberazione dei falsi “idoli”, ci riporta alla natura
originale. Come festeggiano Abramo e Mechidesec la
Non è detto che tutti gli uomini debbano seguire que- liberazione del figlio di Lot che.. torna al padre..? Con
sta strada. Uno può tranquillamente vivere la sua vita pane e vino. Questa è la massoneria! Il Libro Sacro è
materiale, godere delle possibilità gli vengono natu- il segreto, da una parte c’è la via gnostica e dall’altra
ralmente offerte, essere come il ricco Epulone o il re parte c’è una via dogmatica. Il Pane e vino è il mistero
Mida, però anche lui, ad un certo punto, sente il biso- della fede, nella via dogmatica. Il Pane e vino, invece,
gno di andare a vedere cosa nasconde il cielo. è la conoscenza nella via dei iniziati. L’uomo che rag-
giunge il suo superiore. L’uomo che è cambiato per
Gli uomini hanno sempre guardato verso l’alto, verso cui la sua dimora si trasforma in Tempio, diventa di-
il cielo. E allora cosa decidono di fare? Di costruire la mora sacra, acquisisce la parola della via e di se stesso,
torre. Una torre altissima che li portasse in cielo dico- ritrova la sua dimensione, capisce il senso del proprio
no le antiche scritture. La torre non è crollata, anche esistere.
se non era fatta di pietra, perché era fatta di mattoni
e quindi questa differenza lessicale ha un suo valore. Chiunque abbia un proprio lavoro nella vita profana,
secondo voi è nato per fare quel lavoro? No. Perché la
Ad un certo punto la costruzione non va più avanti. dimensione per cui loro sono qua nel tempio, con noi,
Perché? Perché quegli uomini hanno perso la parola non è l’esercizio della loro arte, è il cogliere il senso del
che è l’elemento distintivo dell’uomo iniziato. Quindi
loro viaggio. È l’attraversare questo mondo per rag- Il 30 novembre viene pubblicata sulla chatt del rito la
giungere la Luce, da iniziati. foto che ritrae il Comp. G.De Munno con il presiden-
te della Repubblica Albanese. Il Comp De Munno era
Perché sarebbe troppo bello che noi potessimo di- stato invitato al ricevimento in occasione della festa
sporre di tutto, senza sapere il senso per il quale noi della Indipendenza Albanese assieme al Comp. Ma-
ci siamo. Quindi la via dell’uomo è una via di ricerca, xim e altri massoni.
di identità e di valori che stanno all’interno di una via
iniziatica, una via di elevazione. 24 novembre il Gran Tesoriere Enzon Heffler presen-
ta il suo libro a Pavia nella sala Broletto conclude il
Sapete, quando la massoneria, e qui concludo, dopo Gramn Maestro dei Massoni Criptici Davide Berto-
il famoso periodo Anderson, aveva i simboli distintivi la. A Napoli indossano il Mantello 12 nuovi Cavalieri
che esaltavano il momento illuminista, quali simboli templari Taranto
usava? Il sole, la luna e la ragione. E non era una via
sacra. 15 novembre a Novara (piemonte) nel la Bellissima
casa Massonica 4 nuovi compagni cingono il grerm-
Per questo si sono ripresi i canoni formali della mas- biule capitolate alla presenza dei massoni dell’Arco
soneria inglese, che invece aveva il Libro, la squadra e Reale di Novarta, Imperoa e Como. Nella stessa sera-
il compasso. Gli altri simboli appartenevano al con- ta in Sardegna a Quartu Sant’ Elena nel Cap. Libertas
testo dell’universo, non all’identità dei valori di una Cepola 2 Maestri Installati cingevano il grembiule di
tradizione. Per questa ragione il ricomporre in una massone dell’Arco reale
dimensione unica gli elementi che costituiscono il
Tempio, sono la fusione di rappresentanza dei valori
dell’Uomo. Ma di quell’Uomo che rappresenta l’iden- A Montecatini Terme Mauro Cascio racconta l’Ordine
tità, se stesso. Io sono colui che è. degli Eletti Cohen

Perché tu sei la parte di quella fiamma che ti ha dato La recente uscita per Tipheret - Gruppo Editoriale
origine e sei l’elemento su cui tu hai costruito, in que- Bonanno, del volume L’Ordine degli Eletti Cohen di
sta via di identità, il tuo passaggio verso una dimen- Robert Ambelain ha completato una serie di classici
sione superiore, per essere l’uomo del profumo quan- del pensiero del Martinismo delle Origini che l’editore
do un’energia raggiunge se stessa. E fai parte di quello catanese ha recentemente proposto, spesso per la pri-
che noi siamo, il famoso “Infiniti mondi” di Giordano ma volta, al pubblico italiano. A partire dall’edizione
Bruno. critica del Trattato sulla Reintegrazione degli Esseri di
Martinez de Pasqually e dalla prima edizione nella no-
Ecco perché la ricerca della parola è il grado di cono- stra lingua del Manoscritto di Algeri (e dell’Universo a
scenza che deve spingere, come un fuoco che ci brucia portata di mano), passando per gli scritti di Jean-Bap-
dentro, ciascuno di noi per avere il senso vero di una tiste Willermoz – le Lettere e I miei pensieri e quelli
via iniziatica, e potersi dire Massoni. Potersi dire Ini- degli altri gli ultimi usciti – e quelli di Louis-Claude
ziati, ed essere orgogliosi di dirlo! Ma avendo gli stru- de Saint-Martin di cui recentemente è stato ripropo-
menti per poterlo spiegare! Perché se gli strumenti sto il suo Diario di un Eletto Cohen. E ancora: l’A-
non li hai ed il tuo amico con cui vai a mangiare la nacrise di Pelagius, La Chiesa Interiore di Lopukhin,
pizza, ti dice ma cosa significa essere massoni? e lui Joseph de Maistre, Prunelle de Lière, i lavori di Papus
legge la Repubblica, e tu non gli sai rispondere su un e Chevillon, Bricaud, Sédir, Jaques Matter. Un’avven-
altro piano, allora ci vergogniamo… tura dello spirito ben affrescata da Mauro Cascio nel
Non ci palesiamo, siamo massoni del Pin! suo All’ombra della Riconciliazione.E proprio Mauro
Cascio è tornato sull’argomento in una conferenza a
Montecatini Terme davanti a un pubblico numeroso
e attento, per parlare di quei sette anni (1767-1774) di
vita dell’Ordine che tanto hanno influenzato il mondo
iniziatico occidentale.

9
IL CAPITOLO

Enzo Heffler

L’equilibrio tranquillizza, ma la paz- pensiero razionale che determini una scelta consapevole.
zia è molto più interessante (Bertrand Russel) Fu così che abbracciai il percorso del Rito di York, al cui
interno si trovano gli elementi del simbolismo e della fi-
Penso che le parole di Russel sintetizzino magnificamen- losofia necessari ad un Maestro per comprendere ciò che
te le mie motivazioni nella decisione di intraprendere il egli ha ricevuto. Mi potei rendere conto fin da subito,
viaggio nei Corpi Rituali. Malgrado le migliori inten- che il livello dei lavori si era modificato notevolmen-
zioni, il tempi in cui si transita sul terreno della Mae- te, in quanto si riteneva che tutto quanto si era vissuto
stranza non è mai sufficiente. Come gli atleti, occorre nell’Ordine costituiva elemento ormai acquisito. Si era
un continuo esercizio per poter praticare l’Ars Regia, e si è chiamati a guardare con terzietà, non nasconden-
altrimenti quando siamo chiamati a metterla in pra- do le difficoltà, cercando di sforzarsi di affrontarle con
tica non siamo sufficientemente capaci nel dare forma pensieri volti a dissolverle. Pertanto mi fu subito chia-
al progetto. Una sensazione che, alcuni Maestri, sento- ro che non era possibile ripercorrere quanto fatto agli
no vivere in loro stessi tanto da spingerli a cercare un inizi, ma, avendo cura di non disperdere la capacità
luogo ove proseguire il loro perfezionamento. Per que- di ascolto empatico, essere pronti a intervenire. Come
ste ragioni si sono sviluppati i Riti, che costituiscono un prima conseguenza la partecipazione alle Tornate del
luogo ove il maestro deve affinare i propri strumenti. Rito mi imponevano, a mio avviso, di intensificare l’ap-
profondimento della ricerca intensificando lo studio.
Un Maestro Libero Muratore dovrebbe essere interes- Questa attività mi ha consentito di migliorarmi, in
sato al proseguimento del suo percorso, non perché quanto si andava arricchendo il bagaglio di cono-
ciò sia la manifestazione di un vacuo miglioramento, scenze, semplificandola mia vita nei vari momen-
ma in quanto potrà meglio comprendere il sistema, le ti vissuti all’interno della Istituzione e all’esterno.
relazioni interdipendenti, la spiegazione dei grandi
simbolismi su cui è fondata la Libera Muratoria. Ogni La ricchezza di contenuti del Rituale, in Massoneria, è l’e-
momento di passaggio lungo la Via Iniziatica Tradizio- lemento base su cui il Fratello innesta il suo percorso, si
nale insegna un dovere che viene esemplificato in modo può pensarlo come l’humus che alimenta le radici di un
solenne, al fine di colpire profondamente. Ogni prose- albero che si staglia verso l’alto nel tentativo di toccare le
cuzione del percorso, a mio sommesso avviso, dve te- stelle. Sottrarsi dall’approfondimento dello studio della
nere di conto delle sfaccettature personali; in altre pa- Ritualità impoverisce, a mio parere, la propria linfa vitale.
role occorre ricercare quel cammino che consenta di Ne percepiamo l’importanza, quando, a causa di oggetti-
esaltare gli aspetti che maggiormente sentiamo nostri. ve difficoltà, si torna, dopo un certo periodo a partecipa-
Se riteniamo che la verticalità sia uno degli elementi da re ad una Tornata; Le ombre che ci sembravano stagliarsi
esaltare, ci si presenta un ben preciso tragitto, altresì se all’orizzonte scompaiono e il nostro essere torna a vive-
si conviene che occorra raffinare il senso di fratellanza re quell’energia con cui affrontare le difficoltà della vita.
possiamo sceglier di intraprendere un altro percorso.
Una sensazione che si percepisce, poiché il rito è un ele-
Ogni singola scelta, essendo personale, è ugualmente mento che va oltre la forma, poiché la sostanza viene for-
degna e deve esserci un rispetto assoluto che allontani nita dai Fratelli, il connubio gfra la rigorosità rituale e la
quei aspetti egoistici che, come abbiamo affermato, non qualitàn degli Iniziati consentono un distacco dai rumori
devono appartenere, in nessuna forma, ad un Iniziato della quotidianità al fine di osservare l’universo con qulla
e in particolare a colui che sia stato elevato al sublime necessaria terzietà che pone tutto al suo posto, ridimen-
grado di Maestro. Facendo tesoro di questa riflessione, sionando certe preoccupazioni e ponendo in luce altre
e grazie alla capacità di intuizione di un Fratello ho po- che so erano, erroneamente, minimizzate oltre misura.
tuto compiere una scelta che si è stagliata a perfezione Mi chiedi perché compro riso e fiori? Compro il riso per vi-
sul mio desiderio di prosecuzione del percorso iniziati- vere e i fiori per avere una ragione per cui vivere. Confucio.
co. Nella vita Massonica, i Fratelli sono sempre un ele- Quando abbiamo l’opportunità di incontrare nuova-
mento imprescindibile: essi permettono di avere quegli mente la maestosità della natura, possiamo rallegrare
elementi di conoscenza indispensabili per formare un i nostri occhi con i colori di fiori bellissimi il cui pro-
fumo riempie l’aria. Tutto è frutto di questo mondo, Anche qui ho ricevuto l’alto onore e il privilegio di sinte-
che troppo spesso dimentichiamo; siamo in grado di tizzare le aspettative, le speranze e gli obiettivi dei Fratelli
apprezzare la magnificenza dei suoi doni solo se sia- assumendo il ruolo di Gran Sacerdote. Tale esperienza mi
mo capaci di passare dal banale all’elaborato e al bello. ha permesso di osservare che un ruolo, cosiddetto apica-
le, deve essere interpretato tenendo conto dell’ambiente
Così colui che ha deciso, liberamente e spontaneamen- in cui si è chiamati a svolgerlo. Sicuramente quanto ac-
te, di abbracciare la Libera Muratoria non può rimane- quisito è un elemento indispensabile, ma occorre ricer-
se statico, ma deve trovare la forza per errare cogliendo care la forza di rimetterlo in discussione, al fine di esal-
ogni spunto per migliorarsi, ovvero trovare la capacità tare quegli aspetti che meglio testimoniano le sensibilità
di passare dal banale al complesso. Fi così che mi avviai dei Fratelli che compongono il Capitolo. In quanto, a mio
a vivere questo percorso sapendo che i Fratelli sarebbero avviso, il principio per cui ognuno si deve riconoscere
stati lì, come lo sono tutt’oggi, a stimolare la mia anima. nel disegno comune non può e non deve essere disatteso.
Testimoniare i principi della Libera Muratoria Universale Ma la difficoltà maggiore è maturare la capacità di man-
è l’impegno che ogni Iniziato si assume sapendo che que- tenere separati il cammino nell’Ordine sda quello nel
sto stile di vita comporta molti sacrifici. Occorre avere la Rito. Un Iniziato è chiamato nell’arduo compito di te-
consapevolezza che potremo incrociare persone le quali, stimoniare un modo di interpretare la vita secondo un
per formazione culturale o per altro motivo, ci vedono modello in cui sono esaltati, attraverso i simboli, le mi-
come frutto di chissà quali oscure ragioni. Essi non pos- gliori qualità filosofiche e umanistiche che gli apparten-
sono credere che, dopo una lunga giornata di lavoro, un gono. Fra queste occorre comprendere le relazioni inter-
uomo si metta giacca, cravatta, si cinga alla vita un grem- dipendenti della Libera Muratoria si esprimono su piani
biule, indossi guanti bianchi per confrontarsi su concetti diversi, slegati da regole gerarchiche. Non avere questo
come Libertà, Uguaglianza e Fratellanza, addirittura uti- obiettivo come stella polare, significherebbe non prose-
lizzando una forma di linguaggio che ritengono arcaica. guire su quel percorso di miglioramento tanto voluto.
Sono molto addolorato per loro, i quali ritengono che
la vita si misuri in tornaconto, in beni materiali; po- Quanto prima espresso è uno dei compi-
veri Maestro Don Gesualdo che scopriranno tardi ti a cui è chiamato colui che guida i Fratel-
quanto hanno perduto. Figure chen difficilmente, per li che appartengono ad un Corpo Rituale.
quanto ci impegneremo, cambieranno le loro convin- Se si pone al centro quell’esercizio per meglio com-
zioni: dovremo essere coscienti che questo peso grava prendere il significato profondo della Maestria,
sulle nostre spalle, senza che ciò freni il nostro viaggio. si dona a entrambi i percorsi un Inizio migliore.

E’ più facile spezzare un atomo che un pregiudizio. Chi dice che una cosa è impossibile, non dovreb-
Albert Einstein. be disturbare chi la sta facendo. Albert Einstein

Quando si sono vissute le esperienze, che la via Inizia- Un’utopia? Se tale è, credo che un Iniziato realizzi con
tica tradizionale ci propone, occorre metterle in pratica il suo lavoro il pensiero di Albert Einstein. Coloro che
igni giorno. Essere diga alla “profanità”, intesa come ces- si privano della volontà di trasformare ciò che ieri non
sare o piegare alla voce del proprio ego la ricerca dell’ar-c’era, in qualcosa oggi, perdono un elemento di slancio
monia fra materiale e spirituale. Le porte di un Tempio nel percorrere il sentiero della vita. Dobbiamo sforzarci
Massonico si aprono sulla vita reale e non su un mondo di fare del nostro meglio, non arrenderci mai, avere la
immaginario. Perciò se il futuro non esiste ancora e il forza di aspettare senza forzare gli eventi. Soffriremo,
passato non esiste più, possiamo agire solo adesso, per per quanto lottiamo non possiamo evitarlo, ma que-
questi motivi il dopo non è altro che la prosecuzione del sto ci aiuterà ad avere memoria di quanto abbiamo co-
nostro errare, seguendo la via che la prosecuzione del struito e del fatto che lo dobbiamo tenere stretto a noi.
nostro errare, seguendo la via che la nostra mente e il Ma il compito è reso meno aspro dalla presenza dei Fra-
nostro cuore tracciano di giorno in giorno: Avendo cura, telli, la condivisione di una visione comune della Libe-
rispetto e attenzione a ogni comportamento, special- ra Muratoria fa sì che ognuno sostenga l’altro durante i
mente quando si viene chiamati a ricoprire ruoli apicali. lavori. Una camera Rituale è la manifestazzione dell’e-
sperienza umana di coloro che hanno attraversato il ter-
Assumendosi su di se il peso di rappresentare le istanze reno della Maestria; per questo motivo, a mio avviso, si
dei Fratelli, stimolando i ricalcitranti, placando gli esu- operfa su un piano più alto ove alcuni messaggi devono
beranti, attraverso una gestione che generi le condizioni essere dati per acquisiti consentendo di volgere lo sguar-
per cui si arrivi a restituire più di quanto si è ricevuto. do ancora più in alto. Ma senza staccarsi dalla terra, se

11
si perde la dimensione umana, se ci si prende trop-
po sul serio impoveriamo noi stessi ma soprattutto
manchiamo al compito di forgiare uomini. In questo
mondo ove il alto umano stà assumendo sempre più
un ruolo di secondo piano, mentre i “metalli”, intesi
come egoismo, fanatismo, assumono una posizione
troppo centrale si rende necessario che i Liberi Mu-
ratori si ergano ad argine per fermare questa deriva.
Per questi motivi i Corpi Rituali in generale, e il Rito di
York in particolare, rivestono un ruolo centrale essen-
do il luogo ove le esperienze di coloro che hanno ma-
turato la capacità di praticare l’Ars Regia si fondono at-
traverso il confronto delle singole conoscenze. Motore
di questa amalgama è colui che riveste il ruolo di guida.

Lo “Studio Esoterico del Sesso”, è un testo che


tratta un tema cruciale nella storia dell’esoteri-
smo: il ruolo delle energie sessuali e la loro tra-
smutazione sul piano più prettamente spirituale.

L’argomento era ben noto alla filosofia e alle scuole mi-


stiche dell’antichità, poi è transitato in un limbo tardo
medioevale, per essere riproposto dalla psicanalisi del
XX secolo, sia come pulsione energetica personale
(Freud) sia come aspetto più specificamente mistico-e-
soterico (Jung), aprendo così ad una rivisitazione pro-
fonda del tema e alla sua diffusione in ambiti di studio
anche non specialistici e/o riservati a cerchie limitate.

Auguri dalla Grecia.

Cari Compagni, unisco i miei più sentiti auguri a


quelli del Sommo sacerdote Mec Konstantinos Poli-
Sabato 12 gennaio ore 17:30 a La Spezia c/o Urban tis e i Grandi Ufficiali del Gran Capitolo dei Masso-
Center Via Cepernino Incontro Dibattito sul tema: ni dell’Arco Reale della Grecia a tutti voi e ai vostri
LA PAROLA PERDUTA DELL’UOMO CHE GUAR- cari per un Natale pieno di belli e felici momenti e
DA IL CIELO. un nuovo anno 2019 pieno di Pace, Amore e Gioia.
Presiede: Mario Bertocchi.
Coordina: Angelo “Ciccio” Delsanto. Intervengono:
Egidio Banti, Enzo Heffler, Eugenio Stretti, Ait Youunss
Lahoussain. Conclude: il Sommo Sacerdote del Gran ca-
pitolo dei Massoni dell’Arco reale comp. Tiziano Busca.
I NISTAROTH
di
Rabbi Šim’on bar Yoha’y

Traduzione Comp. Federico Pignatelli

I Nistaroth di Rabbi Šim’on bar Yoha’y (I segreti di Si sedette e iniziò a meditare [il passo] «Poi vide il Qe-
Rabbi Šim’on bar Yoha’y) è un testo che appartiene nita [Numeri, XXIV, 21]». Quando, meditando su que-
alla apocalisse ebraica della metà del II secolo che pre- sto, si rese conto che il regno di Ismaele sarebbe giunto
senta una interpretazione messianica della conquista [e avrebbe dominato su Israele], esclamò: «Non è suf-
araba della Palestina del primo seicento; e raccoglie ficiente quello che il regno malvagio di Edom ci ha fat-
i segreti che furono rivelati a R. Šim’on, durante i 13 to, dovremmo ora anche [subire il dominio] di quello
anni in cui si nascose in una grotta a causa delle per- di Ismaele?» Subito Metatron il principe della Presen-
secuzioni del Cesare re di Edom (vale a dire Roma). za gli rispose e disse: «Non temere, mortale, perché
Furono pubblicati, la prima volta, a Salonicco nel Il Santo, benedetto Egli sia, sta portando il regno di
1743 all’interno della stessa antologia di testi mi- Ismaele al solo scopo di liberare Israele da quello mal-
drascici che contiene il noto «Sēfer Eliyahu (Elia)». vagio [quello di Edom]. Egli, secondo la propria vo-
Questa versione del testo fu nuovamente editata da lontà, farà sorgere tra di loro un profeta, che sottomet-
Adolph Jellinek, a cura di, Bet ha-Midrash: Samm- terà la terra, ed essi la restaureranno con magnificenza.
lung Kleiner Midrash und Vermischte Abhandlungen Ma grande ostilità esisterà con i figli di Esav (Esaù)».
aus der Literatur Jüdischen (6 volumi; Lipsia, 1853-
1877; e ristampato a Gerusalemme da Bamberger R.Šim’on obiettò: «Da quando essi sono [intesi come]
& Wahrmann, nel 1938). Questo documento esca- la nostra liberazione?» Rispose: non ne aveva forse
tologico è la prima volta che viene presentato nella già parlato il profeta Isaia, quando disse [Isaia, XXI,
nostra lingua a cura del Comp. Federico Pignatelli. 7]: «E se vedrai cavalleria, coppie di cavalieri, uomini
che cavalcano asini, uomini che cavalcano cammelli,
Questi sono i segreti rivelati a R. Šim’on b. Yoha’y allora osserva attentamente, con grande attenzione»?
quando si nascondeva in una grotta a causa del- Perché è stato messo il cavaliere di un asino prima
le persecuzioni di Cesare re di Edom [vale a dire, del cavaliere di un cammello? Non si sarebbe dovu-
Roma]. Rimase in preghiera quaranta giorni e qua- to forse dire, cavaliere di un cammello, cavaliere di
ranta notti, e cominciò così: «Signore Dio, per un asino? [No, perché la sequenza testuale significa
quanto tempo ancora ignorerai le preghiere del che] quando colui che cavalca il cammello [Ismae-
tuo servo?» Immediatamente furono rivelati a lui le o Muhammad] comparirà, il regno governato da
i segreti escatologici e varie altre cose nascoste. quello che «cavalca un asino un puledro figlio d’asi-
na» [Zaccaria, IX, 9] si rivelerà [letteralmente «ini-
zierà a germogliare»] tramite il suo rappresentante
[vale a dire, Ismaele o Maometto]. Un’altra riflessio-
ne: il cavaliere di un asino [si distingue] nello [stesso]
momento in cui cavalca l’asino, di conseguenza, essi
[Ismaele] sono una liberazione per Israele come la li-
berazione [è associata con] colui che cavalca un asino.

Inoltre R. Šim’on riferì di aver appreso da Rabbi


Ismael che nel momento in cui quest’ultimo intuì
che il regno di Ismaele stava sopraggiungendo, la
terra sarebbe stata valutata quantitativamente con
corde1 secondo le parole della Scrittura [Danie-
le XI, 39]: «E la terra sarà ripartita per i salari»; che
avrebbero fatto cimiteri-praterie per [pascolare] be-
1 La parola «corde» non deve essere intesa nel senso stretto del termine, trattandosi di sartia di piccolissimo dia-
metro che si tende fra due punti per tracciare una linea dritta, quindi il passo è da intendersi: «avrebbero allineato degli
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stiame, e alla morte di uno di loro, questi sarebbe ravvicinati, e avrà tre contrassegni: uno sulla fron-
stato seppellito in un luogo qualsiasi, a piacimento; te, uno sulla mano destra, e uno sul braccio sini-
che avrebbero poi arato e seminato su questo luogo, stro. Pianterà alberi e ricostruirà le città in rovina e
come attesta la Scrittura: [Ezechiele IV, 13] «Così i fi- estrarrà le acque sotterranee per irrigare le pianta-
gli d’Israele mangeranno il loro cibo in uno stato di gioni in modo tale che i suoi discendenti avranno di
impurità». Perché stato di impurità? Perché [l’ubi- che nutrirsi. Tutti coloro che si leveranno per contra-
cazione] di questi campi di sepoltura non sarà nota. starlo, saranno sottomessi al suo potere, il paese ri-
marrà in pace durante il suo regno, e morirà in pace.
Meditò ancora su: «Poi vide il Qenita» [Nume-
ri, XXIV, 21]. Qual è stato l’oracolo che il mali- Sorgerà, poi, un altro re che si impegnerà per deviare le
gno [Balaam] pronunciò? Quando profetizzò che acque del Giordano. Chiamerà, per questo lavoro, po-
i suoi discendenti sarebbero sorti rendendo schia- poli lontani, da terre straniere, al fine di scavare e rea-
vo Israele, iniziò a gioire dicendo: «Etan è il vostro lizzare un canale per convogliare le acque del Giordano
luogo di dimora» [Numeri, XXIV, 21] vedo perso- ed irrigare così la terra. La terra rimossa, però, rovinerà
ne che sono solo occupate con i comandamenti di su di loro uccidendoli. I loro capi, informati [di questa
«Etan l’Ezraita» [Primo Re V, 11; Salmi LXXXIX, 1]. vicenda], si ribelleranno contro il re e lo uccideranno.

Il secondo re che sorgerà da Ismaele sarà un ami- Un nuovo re, forte e guerriero, sorgerà successiva-
co di Israele. Si impegnerà per porre rimedio alle mente. Una contesa scoppierà nel mondo durante il
violazioni, [eliminerà] le profanazioni del Tem- suo regno. Questo sarà, per te, il segno: quando vedrai
pio e [metterà mano] alla forma del Monte Moriah che il [gyrwn]3 occidentale ha ceduto - [ossia quello]
per renderlo piatto nel suo insieme. In quel posto, sul lato occidentale del [luogo di] preghiera dei figli
egli costruirà per se stesso un luogo di preghiera di Ismaele a Damasco - anche il suo dominio «cadrà».
sul sito della «prima pietra», come dice la Scrittura: [Ai figli di Ismaele] Anche se verrà ordinato il reclu-
«E impostare il nido sulla roccia» [Numeri, XXIV, tamento obbligatorio, il regno di Ismaele cadrà ugual-
21]. Intraprenderà una guerra con i figli di Esav mente. La Scrittura afferma a loro riguardo che: «Il
(Esaù) e ne sconfiggerà le truppe catturandone un Signore ha rotto l’asta del malvagio» [Isaia XIV, 5], in
gran numero, morirà in pace e con grande onore. cui [la parola] «asta» significa Ismaele. E chi è questo
malvagio? Si tratta di Marwan. Guerrieri figli di Qedar
Sorgerà, poi, un grande re da Asarmàvet [Gene- rimarranno comunque con lui, ma le popolazioni dei
si X, 26], ma regnerà soltanto per pochi anni. Infat- confini nord-orientali [del suo regno] si ribelleranno
ti, guerrieri tra i figli di Qedar insorgeranno contro e gli muoveranno guerra. Fra le sue forze tre grandi
di lui e lo uccideranno per innalzare al suo posto un formazioni di truppe disserteranno presso il Tigri e
altro re, il cui nome è Mry’w. Lo sceglieranno tra i l’Eufrate, e lui stesso fuggirà, ma sarà catturato ed uc-
custodi di greggi e mandrie di muli e lo innalzeran- ciso. I suoi figli saranno appesi su impalcature di legno.
no alla regalità. Appunto per questo [a causa della
sua origine], si dirà che da lui sorgeranno «quattro
braccia»2 che eseguiranno le riparazioni del Tempio.

Alla fine del regno delle «quattro braccia» giungerà un


altro re. Egli diminuirà le misure per la lunghezza, la
quantità e il peso, e godrà di tre anni di ordine. Una
controversia, però, scoppierà nel mondo durante il suo
regno, ed egli invierà potenti forze contro gli Edomiti.
Lì [a Bisanzio?] moriranno di fame, anche se saranno
loro offerte abbondanti provvigioni, che essi, però, ri-
fiuteranno [per cui] nulla gli sarà dato. I figli di Edom
prevarranno su quelli di Ismaele e li massacreranno.

Dopo questo, giungerà al potere un grande re che


governerà per diciannove anni. Questi sono i suoi E dopo questo sorgerà, per tre mesi, un re «arrogante»
segni distintivi: sarà di colore rossastro, avrà occhi [az panim], il cui regno malvagio dominerà su Israele
elementi per la ripartizione».
2 Riferimento alle quattro gambe degli animali, pecore e muli, tra i quali venne scelto.
3 Non è chiaro di cosa si tratti.
per nove mesi, come dice la Scrittura, un re forte di in questa gloria, come dice la Scrittura: «Ecco veni-
fronte: «fino a quando partorirà colei che deve parto- re con le nubi del cielo uno simile a un figlio d’uo-
rire» [Michea, V, 2]. E nascerà per loro il Messia della mo» [Daniele VII,13], e subito dopo è scritto che «Gli
stirpe di Giuseppe, che li porterà fino a Gerusalemme. furono dati potere, gloria e regno» [Daniele VII,14].
Esso restaurerà il Tempio e i sacrifici; il fuoco scen- Egli ucciderà col soffio [respiro] quel malvagio re
derà di nuovo dal cielo per consumare gli olocausti, a Armilos, come le Scritture predicono: «E col soffio
questo si riferiscono le parole della Scrittura: «In quel delle sue labbra farà morire l’empio» [Isaia XI, 4].
tempo molti si alzeranno contro il re del mezzogiorno
e uomini violenti del tuo popolo insorgeranno per dare
compimento alla visione» [Daniele XI,14]. Se non si
dimostreranno degni, giungerà il Messia della stirpe di
Efraim; altrimenti arriverà quello della stirpe di David.

Un re malvagio, il cui nome è Armilos, salirà sul tro-


no; calvo, con gli occhi piccoli e una fronte rugosa;
l’orecchio destro chiuso e il sinistro aperto. Per cui,
se una persona buona dovesse parlare con lui, dovrà
rivolgersi all’orecchio chiuso, e se una persona malva-
gia dovesse parlare con lui, si rivolgerà, invece, all’o-
recchio aperto. Esso è figlio di Satana ed una pietra
[statua], si recherà a Gerusalemme, con il Messia della
stirpe di Efraim, entrando dalla porta orientale, per
incitare alla guerra, come dice la Scrittura: «guarde-
ranno a me, a colui ch’essi hanno trafitto» [Zaccaria
XII,10]. Israele andrà in esilio, per quarantacinque
giorni, in un deserto sconosciuto alimentandosi di
piante saline e radici di salvia e di ginestra, poi sarà
Il Santo, benedetto sia, farà segnali ad Israele per ra-
testato e raffinato, come dice la Scrittura: «E metterò
dunarlo e portarlo tutto a Gerusalemme, come dice
quel terzo (di loro) nel fuoco, etc.». [Zaccaria XIII, 9].
la Scrittura: «Con un fischio li chiamerò a raccolta»
Il Messia della stirpe di Efraim morirà lì, e Israele lo
[Zaccaria X, 8]. Un fuoco scenderà dal cielo per di-
piangerà. Dopo questo il Santo, benedetto il suo nome,
struggere le fondamenta della città per una profon-
rivelerà a loro il Messia della stirpe di David, ma Isra-
dità di tre cubiti4 , e gli stranieri non circoncisi e gli
ele vorrà lapidarlo affermando: «Menzogna, poiché il
impuri saranno eliminati dal suo interno; quindi una
Messia è già stato ucciso, e non c’è un altro destinato a
ricostruita e decorata Gerusalemme scenderà dal cie-
sorgere»; lo sdegneranno, come dice la Scrittura: «Di-
lo; in essa settantadue pietre preziose rifulgeranno da
sprezzato e abbandonato (dagli) uomini» [Isaia LIII,
un’estremità del mondo all’altra. E tutte le nazioni ver-
3]. Si ritirerà e si nasconderà a loro, come la Scrittu-
ranno a [deliziarsi] al suo splendore, come afferma la
ra dice in seguito: (ibid.) «Simile a quello dinanzi al
Scrittura: «E le nazioni verranno alla tua luce» [Isaia
quale ciascuno si nasconde la faccia». Ma a causa di
LX, 3]. Una mishkan5 ricostruita scenderà dal cielo,
grandi difficoltà in Israele, essi si rivolgeranno a mo-
quella che fu piegata in Zebul, perché così Mosè la
tivo della [loro] fame e sete al Santo, benedetto il suo
percepì sotto ispirazione profetica, come dice la Scrit-
nome, e Lui si rivelerà a loro nella sua gloria, come
tura: «Tu lo porterai e lo farai» [Esodo XV, 17]. Israele
promette la Scrittura: «E tutti gli uomini insieme la
vivrà in pace per duemila anni; banchetterà con le car-
vedranno» [Isaia XL, 5]. E il Messia Re avrà origine

4 Del cubito ebraico esistono tre versioni, la prima lo misurava in 44,45 cm circa e lo suddivideva in 6 tefachim
(palmi), la seconda era misurata in 51,8 cm. e una terza, invece, considerava la misura dal gomito fino alle nocche della
mano chiusa, circa 38 cm.
5 Con la parola mishkan, in ebraico, letteralmente «residenza» o «dimora» si intende il Tabernacolo,
15
ni del Beēmôth6, del Leviatano7 , e Ziz 8. Sarà Israele ferma la Scrittura: «I malvagi torneranno nello Še’ol12
ad abbattere direttamente il Behēmôth; Ziz, invece, ». Israele verrà dopo di loro, e il Santo, benedetto il
dilanierà il Leviatano con i suoi artigli ma dopo Mosè suo nome, chiederà: «Chi avete adorato?» risponderà:
verrà e sopprimerà «Ziz» lo spietato. Alla fine dei due-
mila anni, il Santo, benedetto il suo nome, siederà su
un trono di giudizio nella valle di Giosafat9 , allora
immediatamente i cieli e la terra si consumeranno e
svaniranno: il sole avrà vergogna e la luna sarà in im-
barazzo; le montagne tremeranno e le colline saranno
scosse [cfr Isaia LIV:10]. Le porte del Ghehinnom10 si
apriranno nell’Uadi11 , e il terzo giorno [si apriranno]
i cancelli di Eden a est, come la Scrittura attesta: «In
due giorni ci ridarà la vita; il terzo giorno ci rimet-
terà in piedi, e noi vivremo alla sua presenza [Osea
VI:2]: questo [verso] si riferisce ai giorni del Messia,
che sono duemila anni [cfr. Salmi XC:4]. Questo «ter-
zo giorno» è il Giorno del Giudizio, e povero lui se
è tra coloro che decederanno durante quel giorno! Il
Santo, benedetto sia, provvederà a far passare davanti
a Se ogni nazione, e dirà a ciascuna: «Tu che adoravi
«Tu, Signore, sei nostro padre, da sempre ti chiami no-
dei d’argento e d’oro, vedi ora se sono in grado di prov-
stro redentore» [Isaia LXIII:16]. Le nazioni del mon-
vedere per te»! Subito saranno immolate, come con-
6 Behēmôth è la bestia gigantesca del cap. 40 del libro di Giobbe; parola che viene però tradotta, dalla Vulgata, con
ippopotamo. In verità Behemot è il plurale di «behemàh» che significa bestia. Ora il termine ebraico «behemot» è il ge-
nere di plurale che posto a entità singolari indica ciò che è indefinibile, incomprensibile e di notevoli dimensioni. Quindi
Behemot starebbe ad indicare, una bestia di grandi dimensioni la cui zoologia umana non riesce bene a definire, e non
di un ippopotamo. Del resto al versetto 17 dello stesso capitolo si Legge: «Rizza la coda come un cedro», e l’ippopotamo
ha una piccolissima coda non paragonabile certamente ad un cedro. Inoltre poco dopo, al versetto 19 si Legge: «Esso è la
prima delle opere di Dio; solo il suo creatore può minacciarlo con la spada», passaggio che richiama i «tanninim ha ghe-
dollim» di Genesi I, 21: «Dio creò i grandi mostri marini e tutti gli esseri viventi che sono […]», ossia le prime creature
animali ad essere create hanno l’attributo di «ghedollim» (grandi) nel senso di giganti. Inoltre viene detto (versetto 15)
che Behemot è stato creato come l’uomo, nel senso dell’indefinibilità. Infatti il verbo ebraico usato per creare l’uomo e i
«tanninim haghedollim» è lo stesso termine: «bara creò», mentre viene usata una parola diversa per tutti gli altri animali.
7 Delle numerose creature - simboliche o reali - citate nelle Sacre Scritture, il libro di Giobbe ne presen-
ta una coppia particolare per le caratteristiche descritte: il Behemot che abbiamo di già veduto ed il Liwyātān (Le-
viatano). Il termine Liwyātān è parola ebraica che significa «contorto», a «spirale». Nella Bibbia ebraica e nel-
le versioni italiane la parola Liwyātān è quasi sempre lasciata non tradotta poiché l’interpretazione rimane incerta.
Secondo un Midraš, racconto rabbinico, il Liwyātān fu creato il quinto giorno: originariamente Dio creò
un maschio e una femmina, ma per il timore che la specie si moltiplicasse a dismisura distruggendo
il mondo uccise la femmina, riservandone la carne per il banchetto che sarà dato ai giusti alla fine dei tempi.

8 Ziz è un termine che compare soltanto due volte nella Bibbia, precisamente nei Salmi (Salmo L, 11 e LXXX, 14) e si
tratterebbe di un animale unico, che la tradizione ebraica individuerebbe in un uccello gigante, la creatura più straordinaria del
cielo simile a un grifone, è secondo i racconti tradizionali, talmente grade da poter nascondere il sole con la sua apertura alare.
9 Questa valle, che viene menzionata in Gioele III, 2, è un luogo confinante con un’altra valle chiamata Cedron che si
trova tra la spianata delle Moschee e il Monte degli ulivi. Tradizionalmente è indicato come il luogo del Giudizio Universale.
10 La traduzione di questa parola, Ghehinnom, con Inferno sarebbe certamente imprecisa (ma non ce ne
sono delle altre); per lo Zohar rappresenta più una specie di purgatorio, un regno spirituale in cui le anime vengo-
no purificate dalle macchie causate dal loro comportamento sulla Terra. Tale purificazione, ma soltanto per gli
israeliti, è un periodo di dodici mesi; per i pagani invece la pena è eterna; ma anche in questo caso occorre preci-
sare che la parola «eterna» non ha lo stesso significato che generalmente gli si attribuisce, per la Qabalah e lo
Zohar significa soltanto «per un lunghissimo tempo». Per questi motivi preferiamo mantenerla in lingua.
11 L’Uadi è il letto di un fiume, una specie di canalone in cui scorre o scorreva un corso d’acqua a flusso non continuo.
12 Con Še’ol, l’Antico testamento intende il regno dei morti e impropriamente la parola viene tradotta con Inferno.
Generalmente la parola viene usata insieme ad un altro termine «Abaddon», che significa luogo di rovina, di desolazione.
do si lamenteranno nel Ghehinnom con queste paro- no sostenuto installandolo come re. Costruirà conte-
le: «Vediamo se Egli giudicherà il suo popolo Israele nitori di bronzo che riempirà [con] argento e oro, e
come ha giudicato noi!» allora il Santo, benedetto sia, li accumulerà sotto le acque dell’Eufrate, per conser-
passerà con Israele attraverso il Ghehinnom, e tutto varli per i propri figli; ma, in realtà sono destinati ad
sarà come acqua fresca dinanzi loro, come attesta la Israele, come dice la Scrittura: «Ti consegnerò tesori
Scrittura: «Chi ha aperto la breccia li precederà; for- nascosti e ricchezze ben celate» [Isaia XLV:3]. Duran-
zeranno e varcheranno la porta e usciranno per essa te il suo regno le regioni occidentali si ribelleranno,
» [Michea II:13], e dirà: «se dovrai passare in mezzo ed egli invierà lì molte truppe, ma [il capo della ribel-
al fuoco, non ti scotterai, la fiamma non ti potrà bru- lione] le sconfiggerà. Ancora una volta [questo quar-
ciare» [Isaia XLIII:2]. I peccatori presenti tra Israele to re] invierà truppe numerose, ma gli occidentali le
saranno gettati nel Ghehinnom per dodici mesi, ma sbaraglieranno e prenderanno dimora nella loro terra.
dopo quel [periodo] il Santo Uno, benedetto il suo
nome, li trarrà fuori e li stabilirà in Eden, dove po- E questo sarà il segno per voi, quando si vedrà che
tranno godere dei suoi frutti, così come dice la Scrit- all’inizio di una settimana c’è pioggia, e nella seconda
tura: «Il tuo popolo sarà tutto di giusti» [Isaia LX:21]. [settimana] le «frecce della fame» saranno mitigate,
Disse R. Šim’on: il Santo Uno, benedetto Egli sia, darà ma nella terza una grave carestia, con una quarta
il segnale per il raduno a chi si trova alla foce dei senza fame, ma [anche] senza sazietà, e una quinta di
fiumi d’Egitto, ed essi verranno ed inizieranno una grande appagamento; una stella apparirà da est con
guerra in Egitto. Il primo re che li guiderà e li porterà un segno su di essa, quella è la stella di Israele, come
avanti, sarà uno schiavo ribellatosi al proprio padro- dice la Scrittura: «Una stella spunta da Giacobbe
ne, come dice la Scrittura: «Dice il Signore [...] a colui etc.». [Numeri XXIV, 17]. Se brilla, è buon segno per
la cui vita è disprezzata, rifiutato dalle nazioni» [Isaia Israele. Poi il Messia della stirpe di David comparirà.
XLIX:7], - quello considerato abominevole fra le na-
zioni; vale a dire, i Cananei - allo «schiavo dei poten- E questo sarà il segno per voi, quando vedrete che
ti» (ibid.). Egli si ribellerà contro il proprio padrone e il [gyrwn] orientale di Damasco è caduto, anche il
gli altri che si ribelleranno contro i loro saranno da regno di quelli d’Oriente cadrà. Poi la liberazione
lui riuniti, e a poco a poco cresceranno conquistando sboccerà [letteralmente «germoglierà»] per Israele. Il
il regno con la forza. Faranno la guerra con gli isma- Messia del lignaggio di Davide arriverà, e loro (sic!)
eliti, uccideranno i loro guerrieri, e prenderanno andranno a Gerusalemme per gioire in lei, come
possesso della loro ricchezza e delle loro proprietà. dice la Scrittura: «Gli umili prenderanno possesso
Sono uomini ripugnanti, vestiti di nero e prove- della terra e gioia in abbondanza di pace» [Salmo
nienti dall’Oriente, sono rapidi ed impetuosi, come XXXVII, 11]. Che Dio nella sua misericordia, invii
dice la Scrittura: «La nazione crudele e impetuosa». rapidamente il liberatore nella nostra epoca, amen!
Essi saliranno alla montagna dell’altezza di Israele
con l’intenzione di abbattere il Tempio e divellerne
le porte, ma [invece] soffriranno amaramente (?).

Quattro re sorgeranno su di loro: due di loro saran-


no principi e due di loro capi. Il primo [...] (?) e an- 14 novembre. Si risveglia nel Cap. Ichnusa di Cagliari il
che il re che regnerà dopo, si comporterà in modo compagno massone dell’Arco Reale V.D. che fu pietra
umile, i suoi occhi saranno dolci ed i suoi capelli miliare dello York in Sardegna. A Udine 1 Maestro In-
eleganti, morirà in pace, nessuno al mondo racco- stallato cinge il grembiule di massone dell’Arco Reale.
glierà tributi per suo conto. Dopo di lui sorgerà un
re accompagnato da conflitti. Dislocherà eserciti 10 novembre 3 compagni Maestri In-
lungo il fiume Eufrate, ma tutti cadranno in un solo stallati del Capitolo Tevere (Lazio) cingo-
giorno, lui fuggirà, ma verrà catturato e per tutto il no il grambiule di Massoni dell’Arco Reale.
tempo in cui sarà tenuto prigioniero ci sarà pace nel
mondo. I suoi fratelli regneranno su tutte le terre.

Il quarto re che sorgerà su di loro sarà un uomo avido


di argento e di oro; alto, di carnagione scura, anziano
con molte rughe. Ucciderà tutti coloro che lo aveva-

17
MASSONERIA E CHIESA CATTOLICA
Nuccio Puglisi

La lotta tra le due Istituzioni ebbe inizio nel 1738 con A quell’epoca, la Massoneria era una società come le
la bolla di scomunica “In eminenti” di Clemente XII. altre nell’ambito della vita inglese. Era il periodo in cui
A quell’epoca, la Massoneria era una società come le si contrapponevano due dinastie: quella cattolica de-
altre nell’ambito della vita inglese. gli Stuart e quella protestante degli Hannover. Inizial-
mente, la Massoneria si schierò a favore degli Stuart
Tra le cose che ho notato negli ultimi tempi è il tenta- e successivamente apertamente con quella degli Han-
tivo da parte della Massoneria di volersi legittimare nover.
di fronte ai profani e di instaurare un colloquio con Tale decisione determinò una presa di posizione da
la Chiesa cattolica. Ad essere sincero, questo tentativo parte del papato che reagì con la bolla di scomuni-
di legittimazione da parte della Istituzione Massonica ca. È indubbio che il problema fu di carattere politico
di fronte al “volgo” mediante l’apertura pubblica dei piuttosto che religioso, come affermato da molti stu-
Templi con visite guidate mi sembra alquanto diosi e come si può leggere “tra le righe” nella stessa
La lotta tra le due Istituzioni ebbe inizio nel 1738 con bolla: «contro le bande clandestine note con il nome
la bolla di scomunica “In eminenti” di Clemente XII di massoni” affinchè “ questa categoria di persone non
patetica, perché si pretende di spiegare in qualche ora distrugga la casa del Signore”, ma anche “per altri mo-
la simbologia esoterica che a mio avviso, ai più non tivi a noi noti, giusti e legittimi”. Questi motivi non
interessa e si viene a profanare la sacralità di un luogo furono mai specificati, ma quasi tutti gli esperti, vi in-
solo per consentire ad alcuni di soddisfare la propria travidero il sostegno del papato agli Stuart. Il Papa, in
curiosità. Mi sembra invece oltremodo valido, l’orga- quanto capo di uno Stato sovrano, poteva intervenire
nizzazione di conferenze aperte al pubblico, patroci- politicamente per perorare la causa degli Stuart, ma,
nate dal Rito di York, in cui si discute di esoterismo, in tale veste, non avrebbe potuto pronunciare alcu-
cabala, alchimia etc, che dimostrano come la Mas- na scomunica, per cui per poter intervenire contro la
soneria sia studio approfondito della cultura esoteri- Massoneria era necessaria una motivazione teologica
ca invece che una aggregazione di faccendieri senza e religiosa. L’ultima scomunica papale contro la Mas-
scrupoli o, peggio ancora, un covo di mafiosi. soneria porta la data 1902 con la bolla Annum ingres-
si a firma del Papa Leone XIII.

Successivamente, gli eventi parlamentari come la boc-


ciatura della mozione Bissolati (1908) contro l’inse-
Fatta questa premessa, quello che mi preme trattare è
gnamento religioso nella scuola elementare che fu una
il rapporto tra Massoneria e Chiesa cattolica, anche se
grossa conquista per la Chiesa cattolica, anche perché
mi rendo conto che questo sia un argomento alquanto
a votare contro ci furono molti parlamentari massoni,
complesso per poter essere trattato in maniera esau-
cosa che creò nella Massoneria del tempo una scissio-
stiva in quanto implica questioni di ordine diverso
ne di notevoli proporzioni ; lo scoppio della grande
come quello storico, filosofico, scientifico, dottrinale,
guerra che portò il fascismo al potere, il quale si sca-
morale etc.
gliò contro la Massoneria dichiarandola fuori legge,
concedendo al Vaticano vari riconoscimenti; la pre-
La lotta tra le due Istituzioni ebbe inizio nel 1738 con
occupazione del comunismo subito dopo la seconda
la bolla di scomunica “In eminenti” di Clemente XII.
guerra, fecero si che la Chiesa cattolica pose in secon- metodi. La Chiesa cattolica si sente latrice di un mes-
do ordine il “pericolo massonico”, senza comunque saggio, o meglio ancora, detentrice di una verità di
cambiare opinione nei suoi confronti. provenienza divina, e, come tale, dogmatica, assoluta
fino al punto di far ritenere eretico chi, già battezzato
Verso la fine degli anni sessanta, dopo il Concilio Va- se ne allontana, passibile fino a qualche secolo fa, di
ticano II conclusosi l’8 Dicembre 1965 sembrò che da eliminazione fisica mediante il rogo (Giordano Bru-
parte della Chiesa potesse esserci un ammorbidimen- no ad esempio). La Massoneria, invece, propone un
to. Tra il 1969 ed il 1979, esponenti della Chiesa cat- metodo di ricerca che porti alla scoperta della verità
tolica e della Massoneria si incontrarono diverse volte propria da confrontare con quella degli altri, senza ap-
ed i segnali furono tali da far scrivere a Padre Giovan- piattire la propria coscienza e conoscenza sul dogma.
ni Aprile nella prefazione a “Massoneria e Chiesa Cat- Se la Chiesa rifiuta un dialogo con la Massoneria ed
tolica: ieri, oggi e domani”, (ed. Paoline, Roma 1982), ogni tentativo di approccio da parte di quest’ultima
che “conoscersi, stimarsi, dialogare e, chissà giungere viene sistematicamente respinto, mantenendo inva-
un giorno a collaborare in qualche settore, a vantaggio riato il giudizio di condanna che praticamente è una
dell’Uomo, non significa accettare tutta l’altra ideolo- riconferma della scomunica, non deve essere un pro-
gia capitolare su punti irrinunciabili di fede, né rila- blema della Massoneria.
sciare decreti di canonizzazione! Significa solo incon-
trarsi con gli altri fratelli, lontani forse, ma pur sempre Penso che sia giusto che ognuno sostenga e difenda
fratelli e guardarsi sinceramente e cordialmente negli i propri ideali e le proprie credenze, ma demonizza-
occhi e nel cuore”. re chi fa la stessa cosa per credenze ed ideali diver-
si sinceramente non mi sembra un comportamento
La nuova formulazione del Codice Canonico del te- corretto. Il prof. Giuliano Di Bernardo quando era il
sto 2335, divenuto 1374, relativo alla condanna della Gran Maestro del G.O.I. propose il riconoscimento
Massoneria, eliminando il termine “setta massonica” e reciproco delle rispettive essenze con il contestua-
sostituendo “scomunica” con “giusta sanzione” deter- le impegno del rispetto delle reciproche e specifiche
minò la sensazione che si potesse aprire almeno una dottrine concludendo con una ipotesi di conciliabili-
porta per un confronto tra le rispettive posizioni. tà “anche se limitata al piano etico”. Nel momento in
cui, annota il Prof Di Bernardo, sia la Chiesa cattolica
Tale porta venne letteralmente sbattuta in faccia che la Massoneria si trovano nello stesso ambito nel
dall’attuale Papa Emerito Benedetto XVI , allora Car- difendere i valori morali e spirituali, improntati alla
dinale Ratzinger, prefetto della Sacra Congregazione trascendenza, anche se intesa diversamente, contro
della Dottrina della Fede il quale, tramite l’Osservato- ogni manifestazione del materialismo e dell’ateismo
re Romano del 26 settembre 1983, il giorno prima che che rappresentano nel mondo contemporaneo le cau-
il nuovo Codice Canonico andasse in vigore, ribadì se principali di quella crisi dei valori che disorienta
che nei confronti della Massoneria “rimaneva immu- ed opprime le nuove generazioni, perché , pur man-
tabile il giudizio negativo della Chiesa” per cui si con- tenendo la propria specificità, non partecipare ad un
tinuava a considerare i massoni “in stato di peccato progetto comune per la soluzione dei gravi problemi
grave e non ammissibili alla Santa Comunione”. che affliggono l’uomo contemporaneo?

Tutta questa storia mi porta a fare alcune considera- A risposta, che fu data mediante un editoriale di ol-
zioni. tre 10 pagine , tramite la rivista dei Gesuiti, La Civil-
tà Cattolica, con il titolo “La Chiesa e la Massoneria
È evidente che la Massoneria e la Chiesa cattolica, per oggi” ribadì quanto affermato dal Cardinale Ratzin-
la natura del rispettivo essere, sono da sempre su posi- ger nel 1983 e pubblicato dall’Osservatore Romano e
zioni distanti tra di loro. Le verità a cui si richiamano quindi l’inconciliabilità tra le due Istituzioni attraver-
le due Istituzioni sono e rimarranno, a mio parere, to- so una serie di deliranti spiegazioni che alla fine vole-
talmente inconciliabili: rivelata e, perciò indiscutibile vano significare che tutto quanto è e fa la Chiesa Cat-
quella della Chiesa Cattolica, da ricercare quella della tolica vale per tutti e per ognuno, perché solo quello
Massoneria. è giusto e perfetto, tutto il resto è errore e menzogna.
Ora, se la Chiesa Cattolica, oppone alla Massoneria
La differenza mi sembra non di poco conto, differenza i suoi dogmi, le sue dottrine e le sue verità rivelate è
che si sostanzia anche nelle finalità e soprattutto nei un diritto ed un dovere perfettamente rispettabile che

19
da quelle proprie , e ciò in nome di quella li- affinchè tu la possa esprimere”. Quale espressio-
bertà di pensiero e di coscienza che non deve ne migliore di questa può sintetizzare il con-
mancare in un uomo e in una società civile. Il cetto di tolleranza? Se la religione cattolica ha la
problema della tolleranza emerse ed emerge in presunzione di essere depositaria della “Verità”
maniera evidente proprio nel rapporto del citta- allora tutte le altre religioni non hanno valenza,
dino con la religione. tutti si trovano ai suoi occhi in peccato grave,
il colloquio con rappresentanti di altre religio-
La Chiesa Cattolica ha avuto sempre una vera e ni ha solo ed esclusivo valore politico. Doman-
propria fobia nei confronti dell’eresia, più pre- do: possibile che la storia non abbia insegnato
sunta che vera fino a fare uso spietato del rogo niente, possibile che non sia stato fatto tesoro di
e della forca, mediante la Santa Inquisizione. tanti errori fatti in passato? Se io credo nel Dio
S. Roberto Bellarmino, persecutore accanito creatore, lo cerco nel mio cuore, mi compor-
e spietato di Giordano Bruno e di Tommaso to nella vita seguendo i principi etici e morali,
Campanella, spiegò che il supplizio per gli ere- questo Dio potrà condannarmi alla dannazione
tici era da considerare un atto di carità, per loro eterna solo perchè sono Massone?
e per il popolo cristiano, nel senso che, con la
morte ne guadagnavano, mentre vivendo più a
lungo, andavano ad aggravare la loro posizione,
in quanto commettendo altri errori (?), andava-
no ad aumentare le pene eterne.

Nella nostra attuale società, una persona capace


di dire una colossale stupidaggine come questa,
verrebbe messa al “bando” , ma nel 1600 queste
persone in nome di una “verità rivelata” manda-
vano a morte i propri simili tra atroci sofferenze.
Come dimenticarsi di Galileo Galilei, che venne
accusato di eresia, sempre da S. Roberto Bellar-
mino, ed arrestato dal Tribunale dell’Inquisizio-
ne solo perché sosteneva la teoria Copernicana
di sfericità della terra contro quella Tolemaica
che la credeva piatta, e che fosse la Terra a girare
intorno al Sole e non il contrario come voleva
Tolomeo? Risultato: carcere a vita, commutato
in confino nella sua villa di Arcetri, ad abiurare
la dottrina copernicana, nonchè alla recita set-
timanale di salmi penitenziali. Praticamente la
morte intellettuale e scientifica che anticipò di
10 anni quella corporale nel 1642. In compenso
la Chiesa cattolica, anche se parzialmente, si è
ravveduta riconoscendo di avere infierito con-
tro lo scienziato; solamente che per riconosce-
re questo errore ci sono voluti “solamente” 350
anni e questo grazie a Papa Giovanni Paolo II.

Senza volere togliere nulla ai meriti di tanti stu-


diosi che coniugarono i valori della tolleranza,
da Montaigne a Locke, da Spinoza a Bayle, Vol-
taire ne diede la misura precisa quando, ad un
suo interlocutore che gli manifestò un convinci-
mento contrario al suo, gli disse: “ Non condivi-
do la tua opinione, ma sono pronto a dare la vita
SAN GIOVANNI E GIANO
Luigi Maria Bianchini

San Giovanni Battista è il battezzatore, venerato in


Oriente e in Occidente. Il suo nome è d’origine ebrai- Latium deriverebbe da latus largo, latere, essere in esi-
ca1, derivando da Yehohanan, composto da Yoh o Yah, lio, proprio a memoria del transfuga padre di Giove.
abbreviazione di Jahweh, Dio e da hanan, ‘ebbe mise- Janus è custode di tutte le Januae, porte, in particola-
ricordia’, significando complessivamente ‘Dio ha avu- re di quella Aurea dalla quale entra nell’area sacra l’e-
to misericordia’. Lo si dava a figli lungamente attesi. nergia. E’ anche il dio di tutti gli inizi, l’iniziatore in-
vocato anche prima di Giove, in ogni rito, in ogni
Battesimo di Cristo di Giovan Francesco Romanelli cerimonia, presiede anche i passaggi nel tempo: Janus
Elisabetta deriva dall’ebraico Eli-sheba, “Dio e sette”, il Bifrons ha una testa, anziana, guarda verso l’indietro,
numero della perfezione, quindi, Dio è perfezione. Zac- il passato, e l’altra, di giovane verso l’avanti, il futuro.
caria, in ebraico Zekhar Yah, da zekar, ricordare e Yah, dio,
quindi, Jawè s’è ricordato. Entrambi di famiglie d’origine Allo spazio è deputato, invece, Janus Quadrifrons,
sacerdotale, erano ormai anziani e non avevano avuti Quadrifronte, che controlla i quattro punti cardina-
figli, che ormai avevano rinunciato ad avere. A Zaccaria, li. La tradizione è antichissima e presente in modo si-
mentre effettuava servizio al tempio, apparve l’arcangelo mile anche presso altre popolazioni –non in Grecia-.
Gabriele che gli annunciò la nascita del figlio tanto de- In sanscrito, la parola yana, simile al latino janua, si-
siderato. Non ci credette, chiese un segno: sarebbe stato gnifica anch’essa porta, passaggio, da quella di casa a
muto fino alla nascita del figlio. Dopo la circoncisione quelle della grande città, tutte a lui dedicate tramite il
del neonato, il padre, recuperato il linguaggio, intonò il rito d’invocazione e d’evocazione, vietate dalla religio-
cantico Benedictus, riportato nel Vangelo di san Luca. ne cristiana. La porta, la soglia è la separazione tra il
Giovanni sarebbe stato destinato al servizio del Signore, dentro e il fuori, il noto e l’ignoto: il Bifronte è, ovun-
come nazir, annunciatore di grandi novità in Israele e a que, quindi custode di tutte le porte, mentre quello
predire l’avvento del Messia. Il profeta Giovanni si ritirò Giano Bifronte. Palazzo Magnani. Reggio Emilia
a lungo nel deserto, sede privilegiata in cui vedere Dio. Quadrifronte, l’Arco di Giano a Roma che, appunto,
guarda verso i quattro punti cardinali, era aperto duran-
Due sono i santi dal nome Giovanni, entrambi collegati al te il periodo di guerra e chiuso durante la pace. Giano
Sole, agli equinozi, quello d’estate del 24 giugno e quello difendeva anche i bimbi, assieme al dio Vaticanus, che
invernale del 27 dicembre. La trasposizione nelle lingue deriva da vates, vaticinum. In alcuni giorni, il sacerdote
europee, in particolare, il latino, è Johannes, Giovanni, il emetteva i responsi, i vaticinia. Altro nome era Vagita-
nome più diffuso, abbreviato in Gianni e, in alcune zone, nus, dio che protegge il vagito dei neonati, dio delle pri-
Gianno ed è assimilabile al latino Giano. Ma le similitudi- me espressioni verbali del bambino, quella che noi defi-
ni non si arrestano alla grafia e alla pronuncia del nome. niamo lallazione, considerata espressione d’una divinità
occulta che con questi suoni “senza significato”, dava
Vediamo chi era la divinità latina. Janus Pater De- l’impronta a tutta la sua vita futura. Peraltro, U e V, in la-
orum Deus, Giano Padre, dio degli Dei, importan- tino, si pronunciano allo stesso modo, quindi, l’inizio di
tissimo per tutti i tipi di passaggio, reali o simbolici. vaticanus diventa da va, ua, ua-ua, per il bimbo, ed ecco-
Controllava l’accesso energetico a Roma di un mon- ci alla lallazione. Giano ha anche le chiavi dell’ingresso
te particolare, il Gianicolo, “ottavo” colle di Roma, della ianua coeli: a lui, col subentrare del Cristianesimo,
sulla riva destra del Tevere, tipicamente difensivo si sostituisce san Pietro, custode delle chiavi del Paradiso.
contro gli etruschi, che li avevano scacciati più d’u-
na volta. E’ la residenza del dio Giano, che era stato il La figura di Giano ci mise secoli per essere dimenticata
primo re del Lazio e aveva ospitato e nascosto il dio dal popolo, tanto che nel 1300 è ancora rappresentato
Saturno scacciato dal Cielo dopo la rivolta di Giove. nelle chiese di St. Denis di Parigi e nelle vetrate di Notre

1 M. Cepeda Fuentes,S. Cattabiani,I nomi degli italiani, Newton Compton ed., 1992, pag 224

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Dame di Chartres. A Giano è dedicato l’inizio dell’an- ìnferi risorge e va ai segni zodiacali superiori e ritorna
no, caput anni, il mese relativo, infatti, si chiama Gen- nel segno dell’Ariete a illuminare e fecondare la Terra:
naio. Ianus e Ioannes sono suoni praticamente sovrap- Ecce Agnus dei qui tollit peccata mundi. Ritornando
ponibili. Dei due Giovanni, al Battista (da immergere, a Giovanni, è sovrapponibile all’antico culto di Giano,
dalla prima modalità del battesimo, dell’iniziazione dio della pace, protettore nell’antichità dei Collegi di
cristiana mediante immersione completa) è affidato il operai e architetti che, celebravano ai solstizi perché il
solstizio d’estate e all’Evangelista quello d’Inverno, gli fondo del loro culto era, come quello degli iniziati, in
stessi in cui si festeggiava Giano nei Collegia Fabro- ogni tempo, nella venerazione della Grande Madre Na-
rum2. Molti templi dedicati a Giano, col cristianesimo, tura. Giano è anche emblema dei massoni che devono,
furono distrutti e al loro posto, erette chiese dedicate con la faccia di anziano barbuto che guarda indietro,
ai santi Giovanni. Giano è anche il dio dell’iniziazio- tenere conto degli insegnamenti del passato e dell’espe-
ne, il battesimo è un’iniziazione. Si è passati quindi da rienza, per preparare le vie dell’avvenire, con la faccia
Giano, che va in pensione, ai santi Giovanni, Il capo- di giovane che guarda avanti. La trasposizione da Gia-
danno romano, come in altre popolazioni e religioni, no bifronte ai due Giovanni ha fatto sì che siano stati
tra cui quelle ebraiche, originariamente era a marzo, mantenuti come patroni del culto della Natura. Il dog-
quando, con l’arrivo della primavera, comincia a ri- ma informatore è quello della ragione, simboleggiata
nascere la vegetazione, la vita e la guerra. Romolo lo dalla geometria, mediante la squadra e il compasso e
dedicò al padre Marte, appunto, dio della guerra. Al la morale è quella di pace del vecchio Giano, ormai in
tempo di Numa Pompilio, fu trasportato a gennaio pensione. Per tali motivi, nell’occidente giudaico-cri-
e dedicato a Giano. Giano è collegato anche al dio stiano con profonde e importanti radici greco-romane,
Sumero AN, D’ANU è la contrazione di DINGIR AN, il Vangelo di Giovanni è stato scelto come libro sacro,
guardiano dei punti d’entrata e uscita della luce del venendo letti i primi versi, perlopiù, da noi, in italiano.
Sole o vita o energia. Giano, come An, come Giovan-
ni. I simboli dei solstizi, le porte del cielo, sono emble-“In principio era il Verbo il Verbo era presso
mi del culto solare, fondamento di tutte le teogonie. Dio e il Verbo era Dio Egli era in principio pres-
so Dio: tutto è stato fatto per mezzo di lui, e sen-
Le vecchie confraternite avevano ereditato dalle isti- za di lui niente è stato fatto di tutto ciò che esite.”
tuzioni iniziatiche precedenti, dagli antichi collegia
latini, a esempio, l’uso di festeggiare con i solstizi la In principio era la parola, il concetto, lo spirito, l’es-
Natura, il Sole che si rinvigorisce e poi s’indebolisce, senza, non la materia, l’oggetto. Nulla di palpabile, di
che rimane di più o di meno sull’orizzonte, cioè co- realmente apprezzabile e dimostrabile. Un discorso
mincia a nascere o a morire. Le varie credenze suc- che si ripropone nel tempo, senza sosta, la potenza
cedutesi nei tempi s’incentrano tutte nel corso del e la potenzialità da cui tutto può derivare e nascere,
Sole. Già Platone diceva che fin dalla più remota an- inverandosi e realizzandosi. Chiudo questa tavo-
tichità, i Greci adoravano il Sole, la Luna, gli Astri, la con la prima versione greca dell’inizio del Vange-
ed erano gli stessi dei che nei tempi erano diventati lo di Giovanni, in cui il termine originale tradotto
Ercole, Bacco, Apollo, Diana, trasposti per i Roma- poi nel latino verbum e nell’italiano parola, per indi-
ni in Diana, Cerere, Mercurio, Plutone, Esculapio. care come questo avesse una multivalenza di signi-
Nel Cristianesimo, un dio nasce da una vergine ce- ficati che potrebbero fornire significati interpreta-
leste, al Solstizio d’Inverno, quando il Sole comincia tivi diversi e più ampli rispetto a quelli tradizionali.
a rinascere. Tutti i popoli, verso il 25 dicembre, cele-
brano un dio –a es. il dio Mitra-, adorato come nume
solare, giorno chiamato in India Mattino degli Dei. e
lentamente cresce per, alfine, morire e risorgere all’E-
quinozio di Primavera, dopo essere sceso nelle regioni
ìnfere, vince le tenebre e rinasce all’Equinozio di Pri-
mavera, quando il Sole si solleva nei cieli, il tutto per
redimere l’umanità e ridare la vita. La Pasqua –passag-
gio, in ebraico- è proprio il passaggio del Sole che dagli

2 antichi sodalizi rimasti nelle epoche repubblicane e imperiale e successivamente nel tempo, controlla-
ti dal Senato. L’antica architettura è connessa con le religioni e gli arnesi connessi con verità etiche, mezzi segre-
ti d’iniziazione rituale, J. Fort Newton, The Builders, a story and study of freemasonry, 1914. Guerinon dice che
i carpentieri quelli che programmavano il tutto, erano i costruttori, successivamente sono derivati fabbro, falegname,
muratore, costruttore navale, l’architetto è il punto d’arrivo nei panni del maestro, R. Guenon, Muratori e carpentieri
L
LA COSTITUZIONE A FUMETTI E
T
Una iniziativa dei Capitoli abruzzesi del Rito di York T
con la prefazione di Tiziano Busca U
R
E

Per ricordare i 70 della Repubblica la Loggia Diomede di Pescara ed i Capitoli del Rito di York dell’Abruzzo
hanno stampato con i disegni di Natalino Clemente una narrazione a fumetti della Costituzione Italiana
con la prefazione di Tiziano Busca che viene distribuita ai ragazzi delle scuole

Celebrare la Costituzione della Repubblica Italiana. Nel tempo in cui tutto si consuma e si misura attra-
verso il “veloce e subito”, questo lavoro magistralmente illustrato da Nat Clem sembra voler spolverare la
memoria, lucidare un cimelio dimenticato. Ma non è così; anche sul piano pedagogico il lavoro dell’autore
è fondamentale per tutti: uomini e donne, cittadini di questo Paese, imprenditori, insegnanti, operati ed
anche – mi sia concesso – smemorati!
La Costituzione è la nostra Carta di Identità in cui dichiariamo, al mondo, i nostri valori di Uomini che
credono nella democrazia popolare, nella libertà dei singoli, nel rispetto dei diritti civili politici e religiosi,
nei doveri che consentono, nel rispetto specifico, lo sviluppo di una socialità solidale, libera, e di pari op-
portunità. Un equilibrio tra meriti e bisogni in cui ciascun italiano può trovare la lettura del suo futuro.

La Costituzione Italiana deve essere, per ciascun uomo libero, come una bussola per i marinai: deve darci
la via, deve consentirci il diritto di esercitare la più alta tra le manifestazioni umane e cioè la Parola.
Il logos, l’espressione di intimità che in ciascuno suggella la fiamma naturale, e la Sapienza che nasce dalla
cultura e dall’esperienza per porci sempre sul piano del dialogo, della comprensione, della ricerca dell’altro.
Una trasmissione di esperienze e di conoscenze che, come per i protagonisti delle illustrazioni, raccolgono
la Storia per conoscere gli errori degli Uomini e le tragedie di cui essi sono capaci.

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E In un tempo in cui tutto sembra difficile e complesso la lettura della Carta Costituzionale è come l’acqua ad
T una pianta nella arsura estiva: rigenera, dà nuova vita, apre nuovi orizzonti di consapevolezza e soprattutto
T deve farci ben riflettere sul buon uso dei diritti di cittadini.
U Anche nei momenti in cui le dinamiche sociali ci fanno cogliere la sensazione di un disagio, di una esclusio-
R ne, di insicurezza, di paura, la nostra Costituzione deve esserci luce perché in essa possiamo trovare, leggen-
E dolo, due cose fondamentali: come evitare il peggio della nostra storia recente e che nell’esercizio dei diritti di
cittadini abbiamo la risposta ai bisogni di dignità, libertà, uguaglianza.
Ritroviamo il ‘Silenzio delle pietre’ che nei cippi, nelle lapidi, nelle testimonianze di monumenti delle fosse ar-
deatine, o tra le pietre del Carso, le foibe, gela il sangue della ribellione per la libertà e manifesta il segreto del
silenzio che segue l’urlo contro la tirannia; «Il silenzio delle Pietre» è un proteggersi dal baccano, dall’igno-
ranza, è il luogo dove l’orizzonte, che ci è stato donato dai tanti eroi che hanno combattuto contro il fascismo
e il nazismo, ha la luce della speranza di pace e rispetto tra gli Uomini.

La Costituzione ci insegna che è nella condivisione e nell’amore con l’altro che troviamo il nostro guadagnato
silenzio. È uno spazio unico, non è qualcosa su cui si possa intervenire dopo. La Costituzione ci insegna che
la reazione è qualcosa che non devi far nascere.

La Costituzione ci insegna che la diversità di idee di religione, di etnia non può essere oggetto di odio e di
pregiudizio, cerco, sconsiderato, immotivato e antistorico figlio della superficialità e dell’ignoranza.
Non puoi ragionare quando domina l’assurdo. La Costituzione ci insegna la consapevolezza di essere cittadini
capaci di calmare gli animi affinché l’assurdo non accada. Ci insegna anche ad usare il tempo e non dobbia-
mo perdere tempo, perché le conseguenze che vincano i poteri della discriminazione, della reazione politica,
finanziaria e sociale possono essere devastanti per l’UOMO. Disabituati come siamo alla riflessione ed alla
testimonianza dei valori fondanti dei consorzi sociali di libertà, tolleranza e fraternità vince nel mondo “del
tutto veloce e subito”, il sensazionalismo e la rabbia.
La Costituzione e la Democrazia sono il muro che si erge contro i ‘Pieni di Rabbia’ testimoni di coloro che
chiedono la ‘delega alla soluzione dei problemi’, che si oppongono al valore della politica come strumento di
civiltà delle differenze, contro coloro per i quali l’Illuminismo è un retaggio ingombrante e un convivio cul-
turale di cui è bene fare a meno.

La Costituzione è il ‘libro d’Oro dei Valori degli Italiani’ in cui tutti hanno dato il meglio della loro Sapienza e
Spiritualità: cattolici, socialisti, comunisti, massoni, liberali, ebrei, partigiani, giuristi, imprenditori, docenti,
per consentire alla nostra Patria un progetto di Risorgimento Civile, di libertà, uguaglianza e tolleranza nel
rispetto della dignità dell’Uomo dal bisogno attraverso il lavoro e la Conoscenza.

Illustrare la Costituzione Italiana, cogliere il senso attraverso il segno che la illustra, rendere nella immagine
la sintesi di un messaggio unico e profondo di valori universali per consegnare ancora oggi ai giovani un
messaggio di speranza, descrive da solo il lavoro e la sensibilità civile e sociale dell’autore, segni distintivi di
coloro che hanno compreso il valore dei simboli e delle conoscenze.
E LO YORK A SAVONA PER CONTINUARE A PARLARE DI CABALA
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E 1 dicembre 2018
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Grande successo a Savona, grazie all’impegno del Capitolo York di Imperia dell’EGS Flavio Franco, per il
settimo modulo del “Risorgimento della Tradizione. Il Ritmo nuovo della Qabalah”, l’iniziativa che nell’ulti-
mo anno il Rito di York ha proposto a Milano, Benevento, Novara, Crotone, Trieste, Compiano. In un luo-
go davvero splendido e significativo: la sala rossa del Comune, per l’occasione piena di tantissime persone.
Luca Dellisanti ha introdotto i lavori, definendo la Cabala, il suo rapporto con il mondo ebraico, passando in
rassegna i concetti più importanti di una sapienzialità così stretta al mondo e al simbolismo massonico. Massi-
mo Agostini è tornato a riferirsi al femminino sacro, citando le espressioni e dalle figure classiche cabalistiche,
dalla Shakinah a Lilith. Mauro Cascio, il cui ultimo libro si intitola significativamente La Sapienza di Re Salo-
mone. Massoneria e Cabala, si è soffermato sull’importanza degli studi filosofici, soprattutto di discipline quali
la Logica, perché il Logos è quanto unisce gli uomini, là dove tutto il resto è ‘espressione’ e ‘rappresentazione’.
Le conclusioni sono state affidate a Tiziano Busca, Sommo Sacerdote del Gran Capitolo del Rito di York, che
ha sottolineato l’importanza della figura dell’iniziato, che ha il dubbio nel cuore e la certezza come approdo.

Più libri più liberi nella Nuvola di Fuksas. Anche Tipheret alla Fiera
dell’editoria

Anche Tipheret a «Più libri più liberi», la Fiera Nazionale della piccola e media editoria che si svolgerà a
Roma, presso la Nuvola di Fuksas all’Eur, dal 5 al 9 dicembre. L’occasione per conoscere i nuovi prodotti
editoriale dell’editore catanese, dal saggio di Enzo Heffler ai saggi di Nuccio Puglisi, dalle vignette di Al-
merindo Duranti a Federico Pignatelli, da La Massoneria parla all’uomo di Tiziano Busca a La Sapienza
di Re Salomone di Mauro Cascio. Appuntamento con per il firmacopie il 7 alle 17, presso lo Stand A67
Si è chiusa a Roma la Fiera della piccola e media editoria «Più libri più liberi», presso la Nuvola di Fuksas. Tra
gli espositori anche Tipheret, il marchio del Gruppo Editoriale Bonanno che in questi anni si sta distinguendo
per qualità e completezza del suo catalogo, nell’ambito degli studi massonici. In questo intenso fine settimana si
sono tenuti degli incontri con alcuni importanti autori per il firmacopie. Stefano Bisi, Gran Maestro del Grande
Oriente d’Italia, autore di Massofobia. Tiziano Busca, Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei Liberi Muratori
dell’Arco Reale - Rito di York, autore de La Massoneria parla all’uomo. Dalla Tradizione un progetto ribelle, una
sorta di Manifesto programmatico che è già un piccolo caso editoriale. Mauro Cascio, presente con le sue ultime
curatele (Ambelain. de Cléré) e con i suoi lavori La Sapienza di Re Salomone e Lo schiaffo a Benedetto Croce.
TIZIANO BUSCA OSPITE DI ANDREA DI LEONARDO E
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“La Massoneria è la scelta nuova per chi non ha fretta” N
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L’uomo ha sempre guardato in alto. Lo strumento è una scala ed è dentro di sé, valori, cono-
scenze, sapienzialità antiche che in molti casi non ci appartengono più. È la stessa differen-
za che c’è tra il pellegrino e il viaggiatore. Il pellegrino si gode il viaggio, lo assapora, si sofferma.
Il viaggiatore deve arrivare a destinazione a ha fretta. Lo aspetta, dopo il viaggio, la quotidianità.

Tiziano Busca, Sommo Sacerdote del Gran Capitolo dei Liberi Muratori del Rito di York, è stato ospi-
te su Eterne Verità di Giuseppe Tamo della rubrica di Andrea Di Leonardo, per parlare di «La Masso-
neria parla all’uomo. Dalla Tradizione un progetto ribelle» il libro nato la scorsa estate da lunghe chiac-
chierate informali con Mauro Cascio ed Egidio Senatore e pubblicato di recente da Tipheret - Gruppo
Editoriale Bonanno. È avvilente una Massoneria che non sappia dire più niente all’uomo. «La Mas-
soneria può sembrare complessa e difficile, ma è lo specchio più profondo di noi stessi, ma è uno spec-
chio difficile con cui fare i conti, perché ci troviamo sostanzialmente nudi di fronte alle nostre debolez-
ze, alle nostre passioni. Provare a ricostruire altrimenti la nostra identità pone nuovi problemi, che
vanno oltre a quanto raccontato da certa stampa e da prese di posizione spesso dettate da ignoranza.
L’uomo ha sempre guardato in alto. Lo strumento è una scala ed è dentro di sé, valori, conoscenze, sapien-
zialità antiche che in molti casi non ci appartengono più. È la stessa differenza che c’è tra il pellegrino e il
viaggiatore. Il pellegrino si gode il viaggio, lo assapora, si sofferma. Il viaggiatore deve arrivare a destina-
zione a ha fretta. Lo aspetta, dopo il viaggio, la quotidianità. La Massoneria è la scelta nuova per chi non
ha fretta. Spiegare cosa sia un iniziato non è semplice ma lo direi così: un nuovo Adamo. Chi è uscito da
vecchi rapporti, al centro del creato, ad un certo punto esce e si misura con una condizione materiale,
che lo pone in conflitto con persone e cose, con la cultura, con la società. E quando quest’uomo si guarda
ha voglia di salire una scala allora trova identità, consapevolezza. Qui non esistono segreti. La Massone-
ria ha un segreto che è quello di assegnare a ciascuno di noi una chiave di lettura diversa dal quotidiano.
Il segreto della Massoneria è talmente evidente che è rappresentato da tutte le immagini che possono essere
ricercate in ogni spazio e in ogni luogo: il libro sacro, la squadra, il compasso». Insomma. C’è il problema della
Ricerca. «Il Massone non ha schemi. Per questo diciamo che è un Ribelle. Quando la dignità dell’uomo viene
offesa c’è la lotta contro la realtà sociale. L’uomo per poter essere libero deve lavorare. Abbiamo cercato in questo
lavoro di trovare gli anelli, le congiunzioni, gli anelli di questi passaggi. Ci siamo soffermati sul Rinascimento.
Sull’uomo nuovo edificato in base ai valori di una cultura europea. È quello che veniva da lontano, dalle gilde».

Che cos’è, allora, l’iniziazione massonica al di là da quanto racconta la stampa scandalistica? «Quando uno
arriva ad un percorso di rilettura di sé non lo fa sulla base di quello che viene raccontato. La storia del-
la Massoneria è la storia di una grandezza, ma la grandezza è data dagli uomini che l’hanno interpreta-
ta, non dall’Istituzione in sé. È un percorso fatto anche, ma non esclusivamente, di studio, di conoscen-
za. L’iniziazione è una scommessa: trovare la propria identità, come bagnarsi nel Giordano è il simbolo
di una rigenerazione. Si comincia una via, si prende una strada che è fatta di pietra, della voce del verbo
costruire. Perché siamo muratori. Nell’ambito di uno spazio sacro. Si fa presto a dire che la Massoneria
è il ritrovo di tutti i delinquenti, a buttare il fango del sospetto, mai accertato peraltro. Si fa presto a ca-
lunniare. La Massoneria è la ricchezza dello sguardo di chi sa vedere anche la ricchezza dell’altro e che
dà modo, se ascoltata, di far leggere diversamente i problemi». E di questo si deve preoccupare oggi la
Massoneria: delle mafie, dei fenomeni migratori. Perché la Massoneria cerchi sì ia definizione del compi-
to ontologico dell’uomo ma non si preoccupi poi solo di universali astratti, ma dell’elevazione dell’uomo.

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«La Massoneria deve saper leggere i bisogni, deve anticiparli i problemi. Cioè la lettura di un uomo che
V ama l’altro uomo.Io non posso semplicemente accogliere un uomo che fugge. Io devo far sì che nel suo
E ambiente quell’uomo trovi risposta ai suoi bisogni. Solo allora avrà dignità. Questa accoglienza non dà di-
N gnità. Questi ragazzi non hanno comunque lavoro, dimensione. Non vedo grandi episodi di razzismo».
T La conversazione è poi proseguita parlando del ruolo della Massoneria nel Risorgimento, ripercor-
I rendo le pagine del libro, perché la Massoneria ha fatto l’Italia, suoi sono tutti gli uomini che hanno co-
struito l’idea di Nazione. «Una pedagogia civile. Citiamo, nelle chiacchierate, spesso Nathan, sia come
sindaco che come Gran Maestro del Grande Oriente d’Italia. In quell’agire c’era tutto, c’era Giordano
Bruno, c’era il Rinascimento, c’era l’illuminismo, c’era l’idealismo. Ed è questa pedagogia civile che ci do-
vrebbe far riscoprire figure come Adriano Olivetti, e la sua economia a misura di uomo. È questa peda-
gogia civile che ci ha avere in odio questa Europa, che è solo l’Europa delle banche. Chi dice che questa
è solo l’Europa della Finanza ha ragione. Come fa un apostolo della Verità a metterlo in discussione? C’è
solo Capitale e Mercato, non è l’incontro delle genti. Sono valori che calpestano quelli massonici, il con-
cetto di uguaglianza. Perché la bara non ha tasche, come ne ‘A Livella ci ricordava il massone Totò».
Cosa dire delle campagne di stampa contro la Massoneria? «Non voglio sminuire l’eventua-
le pericolo, tutto da dimostrare, di patologie che anche statisticamente riguardano una par-
te minima. Ma si tratta di una raccolta, violenta, di Fake News. Fatte da chi non sa, da chi non
conosce la Massoneria». Andrea Di Leonardo ha infine ricordato il primo lavoro di Tiziano Bu-
sca, «Rito di York. Storia e metastoria», sempre edito da Tipheret. (redaz. Dal Blog dell’Arco reale)
E SPECIALE GRANDE ASSEMBLEA 2019
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Carissimi Compagni, al fine di iniziare a comunicare, in Italia e all’Estero, l’importante appuntamento


della nostra Grande Assemblea per l’anno 2019, Vi informiamo che :

La Gran Assemblea 2019 si terrà a Roma presso lo Sheraton Hotel Parco de Medici il 03-04 Maggio 2019.
Sono state opzionate 130 Camere per i Fratelli sino al 29 Febbraio 2019. I Compagni possono contattare
direttamente l’Hotel per la prenotazione facendo riferimento alla “Convezione Rito di York” :

Camera Singola € 121,00 a notte + City Tax € 6,00 a notte;


Camera Doppia € 143,00 a notte + City Tax € 6,00 a notte;

Per la sera del 04 Maggio 2019 è stata organizzata una “Cena di Gala” al costo di € 55,00 a persona.

Gli importi sono tutti I.V.A. inclusa.

Stiamo lavorando per eventi collegati per gli ospiti e i familiari.

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ROMANIAN YORK RITE OFFICE – TEL/FAX : +40.21.315.41.01 - CELL : +40.751.05.05.05

ROMANIAN MASONIC WEEK


DEDICATED TO THE 20 YEARS ANNIVERSARY
SINCE THE RE-OPENING OF THE ROMANIAN YORK RITE MASONRY

June 3-8, 2019, Bucharest, Romania

Monday, June 3rd, 2019, PHOENICIA Grand Hotel, Bucharest

08:00 – 09:00 Registrations

09:00 - 3 days trips organized by Romanian York Rite to visit the


Castles and Monasteries from the North of Moldavia

Wednesday, June 5th, 2019, PHOENICIA Grand Hotel, Bucharest

20:00 Arrival from the trip to the hotel

Thursday, June 6th, 2019, RIN Hotel, Otopeni

15:00 – 16:00 Registrations

Knights of York Cross of Honour – KYCH

16:00 – 17:00 Jaques de Molay Priory no. 85

Celebrating 5 years since the Order was founded in Romania

17:00 – 18:30 Stated Meeting of “Romanian Dignity” Lodge no. 103

19:00 - Dinner

e-mail: office@yorkrite.ro ; www.yorkrite.ro 1


ROMANIAN YORK RITE OFFICE – TEL/FAX : +40.21.315.41.01 - CELL : +40.751.05.05.05

Friday, June 7th, 2019, York Rite Templu, Peris

15:00 – 16:00 Registrations

16:00 – 17:00 Holy Royal Arch Knight Templar Priests - HRAKTP

King Solomon Tabernacle no. 82

Celebrating 5 years since the Order was founded in Romania

17:00 – 19:00 The Grand Commandery of Knights Templar of Romania

Symposium dedicated to the celebration of 10 years since the


Grand Commandery of Romania was founded

19:00 - Dinner

Saturday, June 8th, 2019, PHOENICIA Grand Hotel, Bucharest

09:00 – 10:00 Registrations

10:00 – 11:00 Order of the Rose

Celebrating 15 years since the Order was founded in Romania

11:00 – The Grand Chapter of Royal Arch Masons of Romania

The Grand Council Europe of the Allied Masonic Degrees -


AMD

Symposium dedicated to the 20 years anniversary since the re-


opening of the Romanian York Rite Masonry and 5 years
celebration since the Grand Council of the Allied Masonic Degrees
in Romania was founded

Saturday, June 8th, 2019, IMPERIAL Ballroom, Bucharest

Romanian York Rite – AMD Gala Dinner


19:00 -
(All Brethren an their Ladies are welcome – Black Tie)

e-mail: office@yorkrite.ro ; www.yorkrite.ro 2


RITO DI YORK
GRAN CONCILIO
DEI MASSONI CRIPTICI D’ITALIA
aderente al Gran Concilio Generale Internazionale
IL GRAN CANCELLIERE Charter del 16 marzo 1977

prot.: 2018-35/YR-I/GCCM-MP

A Tutti i Gentili
Compagni dei Concili d'Italia

Natale 2018

Auguriamo a Voi Amati Compagni e alle Vostre Sacre Famiglie un Natale pieno di Miracoli e di Tanto
Bene, Uniti nell'Uno Vi Abbracciamo Tutti.

Il Gran Maestro ed il Consiglio dei Gran Dignitari dei Massoni Criptici D'Italia

Studio Dott. Marco Patti


Via Trieste n.09 -95014- Giarre (CT)
Tel. 095/939287
grancancellieremarcopatti@gmail.com
In Hoc Signo Vinces

RITO DI YORK

“Misericordia e verità s’incontreranno, giustizia e pace si baceranno”. (Salmo 84)

Sandro Botticelli – “Natività mistica” 1501

La Gran Giunta della

Gran Commenda dei Cavalieri Templari d'Italia

formula i migliori auguri affinché possiate trascorrere un felice e gioioso Natale 2018.

Non nobis Domine, non nobis, sed nomini tuo da gloriam