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Capitolo 7: La riunione di Kotori

Davanti a lei sembrava ci fosse l'inferno.


Le solite strade abitate erano avvolte in un mare di fiamme cremisi. Le case in fila
una accanto all'altra, gli alberi sulla strada verso scuola o le piante nel parco, tutto ciò
che era infiammabile stava venendo bruciato da quelle fiamme ardenti senza
eccezione, a poco a poco, tutto stava diventando cenere.
Insieme al crepitio del fuoco, si sentivano i passi e le urla degli uomini in fuga, e ogni
tanto, si sentiva un forte suono simile ad un esplosione.
“Che... cos'è questo...?”
Davanti a quella scena così surreale, Origami poteva solo restare sorpresa.
Un'azione senza significato. Non si mosse mentre pronunciava quelle parole, era
ovvio che non fosse una mossa saggia.
Ma, nessuno potrebbe criticarla per averlo fatto. Aspettarsi che una ragazzina di 12
anni capisca al volo la situazione sarebbe troppo.
Questo perché mentre tornava a casa dopo aver fatto la spesa, le strade che aveva
visto quando era uscita si erano trasformate in qualcosa di totalmente diverso. Tutto
quello che poteva fare era inginocchiarsi lì dov'era cercando di calmarsi.
All'improvviso ––– in quel momento, Origami sgranò gli occhi.
(Papà, mamma.......!)
Sì, i suoi genitori dovevano essere ancora a casa.
Non appena se ne fu ricordata, Origami buttò subito a terra le buste che aveva in
mano, correndo verso casa.
Anche se una bambina come lei fosse corsa lì non avrebbe potuto fare nulla,
probabilmente loro erano già scappati. Ma Origami, confusa com'era, non poteva fare
un simile ragionamento. Poteva solo correre per le strade in fiamme.
Dopo alcuni minuti, Origami, finalmente arrivata a casa, fu colta dalla disperazione.
La sua casa non era stata risparmiata dalle fiamme cremisi.
(Come può essere successo....)
Non è che non ci avesse pensato. Ma anche così, prima di vederlo con i propri occhi,
Origami ci aveva sperato. Ma, non era possibile ––
(–––!?)
Poi, le spalle di Origami tremarono. Qualcuno aveva tirato un calcio alla porta
dall'interno.
E da lì uscì suo padre, che trasportava sua madre con la fronte malida di sudore.
(! Papà! Mamma!)
Origami lanciò un urlo disperato con tutta la sua forza per chiamarli.
(S-sei tornata, Origami!?)
(Sei ferita? Qui è pericoloso. Scappa!)
Con queste parole, suo padre tese la mano verso di lei e si avvicinò.
Origami era felicissima che loro fossero vivi. Il suo viso fu rigato dalle lacrime e lei
tirò su col naso più volte. Poi, anche lei tese la mano per prendere quella del padre ––
(–––––– Eh?)
All'improvviso, Origami disse questo, come se fosse successo qualcosa.
Nell'istante in cui Origami tese la sua mano, una luce accecante venne lanciata dal
cielo.
Ne seguì una forte onda d'urto e Origami venne lanciata in aria.
(Ah...!)
Dopo aver volato per molti metri e aver colpito un muro, tossì più volte.
Probabilmente si era rotta una costola, i fianchi le facevano male.
Faceva così male che stava per piangere. Ma, ora lei era più preoccupata per i suoi
genitori. Riusciva a malapena a trattenere le lacrime mentre si girava a guardare il
punto da cui era volata via.
––– Ma lì non c'era più nulla. La terra dove si trovavano i suoi genitori era sparita e si
era trasformata in un quello che sembrava un piccolo vulcano.
Si avvicinò barcollando.
Poi,
(Ah, aa..... ah... aaaaaaaaaaah –––)
Guardando quel che rimaneva dei suoi genitori su quella terra bruciata, i denti di
Origami tremarono.
La sua vista si annebbiò. Si sentiva come se il mondo si fosse distorto. Un mondo
cremisi che a poco a poco si tingeva del bianco e nero della disperazione che stava
divorando la mente di Origami.
Perché? Come? Queste domande senza significato le fluttuavano in testa, ripetute in
continuazione come se non potessero avere risposta.
(–––)
Origami alzò la testa. La luce che aveva bruciato a morte i suoi genitori. La sua
causa.
E poi... il suo corpo divenne ancora incapace di muoversi.
(Un an –– gelo....)
Mormorò queste parole come in trance. Lì –– c'era un angelo.
Ovviamente, lei sapeva benissimo che quello era qualcosa che non esisteva in questo
mondo. Ma Origami non conosceva altre parole per descrivere la creatura davanti a
lei.
La sua vista fu accecata dal dolore, non vedeva più bene, ma quella cosa lì sopra
aveva sicuramente una forma umana.
Sospesa nell'aria, come se stesse ammirando le strade in fiamme, una fine figura.
––– Probabilmente, era una giovane ragazza.
Aveva una mano sulla testa, il suo corpo tremava.
Non sembrava si stesse lamentando, piuttosto ––– sembrava che si stesse prendendo
gioco di lei.
(Sei stata tu...)
––– A mia madre e a mio padre.
Non riuscì nemmeno a finire la frase. Strinse i pugni con forza, digrignò i denti,
fissando con odio l'angelo che danzava sul mare di fiamme, con una voce piena
d'odio e risentimento.
(Io... non ti perdonerò...! Ti ucciderò... io ti ucciderò! Io –––– ti..........!)

In quel momento, Origami Tobiichi riprese conoscenza, aprendo gli occhi con
sorpresa.
“......, …...”
Anche se aveva dormito tutto il tempo, la sua respirazione era irregolare.
Dopo essersi seduta, Origami fece dei profondi respiri per regolare il suo battito
cardiaco. Aria con una lieve traccia di disinfettante si insinuò nel suo naso.
Tornata a respirare normalmente, Origami si guardò lentamente attorno, cercando di
capire dove fosse.
Un tetto bianco, un muro bianco. Con la punta dell'occhio, vide una sacca usata
probabilmente per la flebo.
Si rese subito conto di trovarsi nella stanza dell'ospedale della JGSDF, dove veniva
medicata sempre. Inoltre, era una stanza personale preparata solo per lei.
“........”
Senza parole, si strofinò la fronte. La sua testa era stata bendata con cura, ma era
bagnata a causa della sudorazione durante il sonno. Ovviamente, aveva altre bende
oltre a quelle sulla testa, e la sua vestaglia era umida. Origami si allargò i vestiti,
cercando di asciugarli.
Di norma non avrebbe mai sudato così tanto durante il sonno... forse, era a causa del
sogno che aveva appena fatto.
5 anni fa. La scena della morte dei suoi genitori.
Poco dopo era venuta a sapere dell'essere che glieli aveva portati via, che lei aveva
scambiato per un angelo.
Disastri viventi, spiriti. Quella creatura disumana aveva causato una potente
esplosione.
Ma ––– era tanto che non faceva più quell'incubo. Perché così all'improvviso?
“–––!”
Se ne ricordò, e trattenne il respiro.
Si ricordò del perché era lì.
“Shido.....!”
Chiamò il nome della persona che amava. Sì. Origami stava combattendo sul terrazzo
con uno spirito, Kurumi Tokisaki ––– e aveva perso conoscenza dopo essere stata
colpita.
Era estremamente preoccupata per lui e per Mana, per le ragioni di Kurumi (c'era
anche quella sottospecie di forma di vita che qualcuno potrebbe tranquillamente
confondere con un sacco di spazzatura, anche se sarebbe sempre meglio non notarla
affatto). Visto che lei era ancora viva, era molto probabile che anche gli altri lo
fossero. … Ma non poteva dire altro. In ogni caso, aveva bisogno di sapere.
Origami chiuse gli occhi cercando di ricordare tutto quello che poteva ––– in quel
momento, deglutì.
Mentre Origami veniva tramortita dai cloni di Kurumi, mentre lei si avvicinava a
Shido,
Dal cielo, era apparso qualcosa di incredibile.
“Lo spirito... del fuoco...!”
Origami si ricordò dell'immagine che era entrata nel suo campo visivo, parlando con
una voce imbevuta d'odio.
Lo spirito del fuoco. Nome in codice: [Efreet]. Lo spirito che 5 anni fa aveva dato
fuoco a Tenguu Nankou.
––– Davanti ai suoi occhi era apparso lo spirito che le aveva portato via i suoi
genitori.
“Ti ho trovato. Finalmente......”
Per 5 anni non aveva mai smesso di cercare il suo nemico. Con l'obiettivo di uccidere
il suo obiettivo anche a costo della sua vita. Anche se per pura coincidenza, Origami
lo aveva trovato.
Il suo cuore ricominciò a battere all'impazzata, e il suo respiro tornò ad affannarsi. Il
suo più profondo desiderio stava finalmente per avverarsi, e nella sua testa sentì una
sensazione simile all'estasi.
Ma... perché? Mancava qualcosa. Lo spirito del fuoco che era apparso sul terrazzo
––– il volto di [Efreet], rispetto a quello di 5 anni fa, era in qualche modo diverso.
Ma qual'era il problema? Anche pensandoci, non capiva perché. Origami ci pensò su
alcuni minuti prima di alzare la testa e scendere dal letto. Si mise le pantofole lì
vicino e si alzò.
Non era un problema se non riusciva a capirlo adesso. Visto che Origami era lì, ciò
voleva dire che anche Mana doveva essere in ospedale. Lei dovrebbe avere
informazioni più dettagliate.
Origami ignorò la confusione mentre camminava –– ma fu trattenuta dalla flebo che
aveva ancora attaccata al braccio.

Parte 2

“Dovrebbe... essere qui.”


Shido confrontò la mappa con quello che aveva di fronte, mormorando a bassa voce.
C'era scritto [Ospedale di Tenguu JGSDF]. Quello era il posto.
“Quella ragazza... spero stia bene...”
Ieri Mana, che era stata la prima a giungere in soccorso di Shido, si era battuta contro
Kurumi, che aveva fermato il suo tempo con il [Settimo proiettile – Zayin]. Doveva
aver subito molti danni.
Aveva sentito che adesso era stata trasferita nell'ospedale della JGSDF nelle
vicinanze, quindi lui era venuto a trovarla.
Dopo essere entrato, andò al bancone.
“Mi scusi...”
“Buongiorno, è la prima volta che vieni qui? Di solito c'è bisogno di una
raccomandazione...”
Non appena Shido cominciò a parlare, la ragazza alla reception lo interruppe.
“Ah, no. Sono qui per una visita. Posso sapere in che stanza si trova Mana
Takamiya?”
“Takamiya-san? È un parente?”
“Ecco... sì, sono un parente.”
Shido ci pensò e poi rispose.
Sì. Mana Takamiya era la vera sorella di Shido. … O almeno dovrebbe.
Lui non ricordava nulla, ma Mana continuava ad insistere... se lui avesse risposto di
no, ovviamente la ragazza del bancone gli avrebbe chiesto che tipo di relazione
avessero. Per ora era meglio fare finta di niente.
“Aspetti un attimo per favore.”
La ragazza si mise al computer.
Dopo qualche secondo sgranò gli occhi, guardando Shido ancora una volta.
“Ecco... mi dispiace, Mana Takamiya-san è in terapia intensiva. Al momento non può
ricevere visite.”
“Eh...!?”
Shido rimase sorpreso.
“È-è forse in pericolo?”
“Non saprei... non ho informazioni dettagliate...”
“Comunque, è una mia parente, e quindi ho tutto il diritto di –––”
“Sono veramente dispiaciuta... per il suo trattamento stiamo ricorrendo a tecnologie
che non possiamo mostrare ad estranei...”
“Che vuol dire... allora potrei chiederle un favore? Vorrei almeno vedere come sta...”
“A-anche così...”
La ragazza sembrò in difficoltà. E poi ––– in quel momento,
“––– Shido?”
Da dietro di lui, una voce familiare lo chiamò. Girandosi incuriosito, vide una
ragazza vestita da paziente, appoggiata al bastone della flebo.
“Origami?”
Sì. La sua compagna di classe, Origami Tobiichi.
Capelli lunghi fino alle spalle, una ragazza con un viso piuttosto attraente, simile a
quello di una bambola. La sua fronte era bendata, aveva braccia e gambe ingessate.
Origami lo guardò in faccia, tirando un sospiro di sollievo. Anche se la sua
espressione non era minimamente cambiata, ora era molto più rilassata.
“Stai bene?”
“... Nn. nn.”
Come dire, Shido si sentì in imbarazzo all'idea che qualcuno si preoccupasse per lui.
Si grattò la testa distogliendo lo sguardo.
Ma Origami continuò a esaminarlo mentre continuava a parlare.
“E Tohka Yatogami?”
“–––!?”
Rimase shockato dalle parole di Origami, si girò di nuovo a guardarla.
Era comprensibile. Tohka e Origami, quelle due cominciavano a litigare nel momento
in cui si vedevano. Al pensiero che Origami fosse preoccupata per lei...
Forse finalmente Origami si era decisa ad accettarla come sua compagna di classe e
adesso stava cominciando a comprenderla. In qualche modo Shido si sentì felice e
annuì esageratamente con la testa.
“Nn. Anche Tohka sta bene.”
“Tch.”
“Eh?”
“Niente.”
Per un attimo, la fredda e composta Tobiichi-ojou-sama aveva mostrato
un'espressione non sua, ma forse ci stava pensando troppo. A quel punto, Shido
sorrise un po' con amarezza.
“M-ma perché sei qui? Il reparto pazienti dovrebbe essere al primo piano, no?”
Lo sguardo di Origami non cambiò mentre rispondeva.
“Per scoprire il reparto di Mana. –– E tu?”
“Nn... ho capito. Anch'io sono venuto qui per Mana.”
“Capisco. Visita?”
“Nn sì, è così.”
“Solo Mana?”
“... Ecco... anche per te, Origami...”
“Capisco.”
La sua espressione non cambiò, ma sembrò che per qualche motivo il suo umore
fosse migliorato. Adesso Shido si sentiva in colpa.
“Bene, quindi dov'è Mana?”
“Ah, nn... a quanto pare è in terapia e non può incontrare nessuno. Quindi per ora
tutto quello che posso fare è...”
“... Se è così allora aspettare è probabilmente inutile.”
“Eh?”
“Non posso darti i dettagli, ma per quella terapia usano tecnologie top secret. A
nessuno sarà permesso di vederla fino a che non verrà spostata in un reparto normale.
Se provassi ad entrare verresti fermato.”
“.......”
Shido alzò un sopracciglio. Tencologie top secret. Probabilmente si tratta dei realizers
medici. Reine ne aveva parlato.
Il realizer, la tecnologia che trasforma l'immaginazione in realtà era il segreto di stato
più grande. Quindi era normale che ci fosse quel tipo di reazione.
“... Ho capito, tornerò domani.”
Dopo che Origami ebbe annuito, la conversazione finì. … Lei si limitò a fissare
Shido negli occhi.
Ci fu un lungo periodo di silenzio.
Stare in mezzo al corridoio di un ospedale non era esattamente il massimo, anche se
capiva che se qualcuno fosse passato di lì avrebbe avuto dei fastidi, come dire, aveva
perso l'opportunità di farlo.
Il suo viso continuava a sudare mentre le faceva una domanda un po' in difficoltà.
“U-uhm... Origami? Non... torni in camera?”
“Ci torno.”
“C-capisco. Bene, allora dovrei andare anche io...”
E poi, mentre Shido stava per girarsi verso l'entrata, all'improvviso Origami *Pata!*,
cadde in ginocchio sul pavimento.
“O-Origami!? Stai bene?”
Abbassandosi con fretta, la prese per le spalle e l'aiutò ad alzarsi. Sembrava che si
fosse fatta male quando era caduta, il suo naso e la sua fronte erano rosse.
A causa della caduta esagerata, i dottori e i pazienti lì vicino fecero espressioni
estremamente preoccupate. Ma Origami sembrò curarsene, fissando Shido.
“Non posso tornare in camera da sola.”
“..........”
“Accompagnami.”
“... Veramente io...”
“Accompagnami.”
“... Va bene.”
Shido annuì, arrendendosi.
“Allora, riesci a camminare da sola, Origami?”
“Difficile.”
“... D'accordo. Allora aspettami. Andrò a farmi prestare una sedia a rotelle.”
Poi, Shido provò ad alzarsi, Origami lo tenne per i vestiti.
“Uhm, qualcosa non va?”
“Non mi piacciono le sedie a rotelle.”
“Eh? Perché?”
“Soffro il mal d'auto.”
“........”
Chi cavolo è che soffre il mal d'auto su una sedia a rotelle dentro un ospedale?
… Per non parlare poi del fatto che lei è un membro dell'AST che se ne va in giro a
fare acrobazie in aria con una CR-Unit. C'erano un sacco di cose che voleva
chiederle, ma Shido decise di tenerle per se, almeno per ora.
“A-allora cosa dovrei fare?”
“Portami.”
“Eh?”
Incapace di immaginare Origami a dire queste parole, Shido non poté far altro che
rispondere con un'altra domanda.
No, ripensandoci questa soluzione gli era già venuta in mente... ma, come dire, non
avrebbe mai pensato che sarebbe stata quella Origami Tobiichi a proporgliela.
“Portami.”
“E-ecco...”
“Portami.”
“... Va bene.”
Conscio del fatto che ogni resistenza era inutile di fronte a lei, Shido porse la schiena
a Origami. In un attimo, lei salì su, stringendo forte Shido. Era difficile pensare che
lei si sentisse stordita vedendo quel movimento perfetto. Più che trasportarla, si
potrebbe dire che lei aveva preso possesso della sua schiena.
“Uu......”
Portare a letto Kotori che si era addormentata ormai era diventato di routine, quindi
era abituato a trasportare ragazze... ma, come pensava, in qualche modo era diverso.
Lei pesava un po' più di Kotori, ma a parte quello, adesso lui sentiva una sensazione
di morbidezza che solo le ragazza hanno. ––– Per dirla in breve, gli sembrava che lei
fosse più vicina di quanto dovrebbe.
“... Origami? N-non stai stringendo un po' troppo?”
“Niente del genere.”
Con queste parole, Origami strinse ancora la presa. Il suo seno, coperto da quella
finissima vestaglia, stava venendo premuto contro la schiena di Shido.
“Uu, gu...”
Da un punto di vista obiettivo, si potrebbe dire che Origami non fosse del tutto ben
sviluppata... ma, da vicino le sue capacità erano spaventose. Shido si sentiva il viso in
fiamme, e scosse la testa più volte per mantenere il controllo mentre spingeva con
una mano il palo della flebo di Origami.
“A-allora... Origami. Dov'è la tua stanza?”
“Ala est. Terzo piano. Numero 305.”
“Okay ––– ricevuto.”
Shido annuì per mostrare che aveva capito, e cominciò a camminare.
Seguendo le indicazioni dei cartello, passò dalla struttura centrale all'ala est. Poi –––
“Waaaah!?”
Mentre stavano per raggiungere il corridoio che connetteva le due strutture, Shido
lanciò un gridolino effeminato.
Le dita di Origami si stavano muovendo in modo sbagliato, lo stavano toccando
dappertutto come leccandolo.
“O-Origami. Mi fai il solletico.”
“Capisco.”
Con queste parole, le dita di Origami finalmente si fermarono. Tirando un sospiro di
sollievo, Shido ricominciò a camminare.
Raggiunta l'ala est, prese l'ascensore per il terzo piano, camminando seguendo le
indicazioni di Origami.
Dopo un po', sentì qualcosa dietro al collo.

Eppure, le braccia di Origami erano ancora attorno al suo collo. Shido aggrottò le
sopracciglia, rendendosi conto che qualcosa non andava. –– Capì subito il motivo:
insieme al suono tipico della respirazione, sembrava quasi che qualcuno gli stesse
alitando sul collo.
“O-Origami.......!?”
Hu—Ha—Hu—Ha—.
“Ferma un secondo...”
Hu—Ha—Hu—Ha—.
“Hey hey......”
In difficoltà, Shido si guardò dietro, ma...
“Hyi!?”
In quel momento il suo collo sentì qualcosa che non si aspettava e lui non poté fare a
meno di trasalire.
Anche se le mani di Origami erano ferme, Shido sentì comunque una strana
sensazione lungo la spina dorsale, molto simile al solletico.
“Cosa!? Che cosa hai appena fatto!?”
Shido riuscì finalmente a riordinare i suoi pensieri, scattando verso la stanza 305 e
mettendo Origami sul letto che era lì dentro.
“............”
Per qualche ragione, dopo essersi messa sul letto, Origami si leccò le labbra.
“Haa........ haa....”
Anche se non aveva camminato molto e Origami non era certo così pesante, adesso
Shido si sentiva veramente stanco. Si appoggiò sul muro per regolare la sua
respirazione.
Dopo circa un minuto e dopo essersi tranquillizzato, si guardò attorno.
La stanza era principalmente bianca. In uno spazio di circa 3 tsubo c'erano un letto,
un armadietto, un televisore e delle sedie, probabilmente aveva da poco ricevuto
ospiti perché c'erano fiori sul vaso vicino al letto e c'era un cesto di mele.
“A-allora Origami... io vado.”
Poi, non appena Shido ebbe finito di parlare, lo stomaco di Origami brontolò.
“? Non hai mangiato?”
Origami scosse la testa.
“Capisco... dovrei chiamare un'infermiera?”
“............”
Ma Origami alzò improvvisamente la testa, prendendo una mela dal cesto.
E poi, prendendo un coltello da frutta li diede entrambi a Shido.
“Sbucciala tu.”
“Eh? Aaah... va bene.”
Non aveva ragione di rifiutare. Shido si mise su uno sgabello, prendendo mela e
coltello, mettendo il cesto sulle sue ginocchia e cominciò a sbucciare la mela.
Per Shido, che era abituato a cucinare, questo era veramente facile. Non ci mise
nemmeno un minuto a dividerla in otto spicchi e a metterle in fila su un piatto.
“Perfetto, ecco a te.”
Con queste parole, le passò il piatto. Ma Origami non sembrava soddisfatta,
scuotendo la testa. Non prese il piatto.
“? Che hai, Origami?”
“Imboccami.”
“Che...”
Shido rimase immobile con il piatto in mano e le sue spalle tremarono per un attimo.
Ma non poteva restare così per molto. Facendo finta di tossire, cominciò a parlare.
“No... almeno quello lo puoi fare no?”
“Mi è stato detto di evitare gli sforzi eccessivi.”
“Ma prima stavi camminando da sola.”
Origami lo ignorò, aprendo la bocca con un “Ah –––”.
“..., Sul serio... non mi lasci scelta.”
Sospirando, prese uno spicchio di mela e lo portò vicino alla bocca di Origami. Poi,
lei aggrottò le sopracciglia come se fosse veramente sorpresa.
“Se proprio non puoi muovere le mani almeno la bocca –––”
“........! Don!”
Non terminò la frase. Perché Origami morse improvvisamente la mela,
interrompendolo.
Origami guardò Shido mentre mangiava metà della mela, masticò e mando giù, poi
aprì ancora la bocca, sembrava che volesse anche l'altra metà in mano a Shido.
“Uh, a te.”
E poi, quando Shido le avvicinò la mela ––– Origami, mise in bocca la mela e le dita
di Shido.
“Uu!?”
Questo era oltre le sue aspettative. Emise un suono shockato.
“Ha, haha... sei proprio sbadata, eh?”
Shido sorrise debolmente, lasciando la mela nella bocca di Origami e riprendendosi le
sue dita. In quel momento, lei gli prese il polso, impedendogli di ritirarsi.
“Eh...? Eeeeh!?”
“..........”
Ignorando lo strillo di Shido, Origami non liberò il polso e cominciò a leccargli,
succhiargli e baciargli le dita. *Lick* *Lick lick* *Lick lick lick* *Suck suck* *kiss*
*suck*
“Hey, hey, Origami...! No, aspetta, davvero ––– O-Origami-san!?”
Shido urlò con voce acuta e cominciò ad agitare le mani nel panico, riuscendo
finalmente a sfuggire alla presa di Origami. Le dita di Shido e le labbra di Origami
erano ancora collegate da un sottile filo di saliva... che scena provocante, Shido non
riuscì a non arrossire.
“Grazie del pasto.”
Origami si pulì la bocca e unì le mani, abbassando la testa in un inchino. Shido si pulì
le mani mentre sudava freddo.
“V-va bene adesso?”
Shido aveva appena finito la frase quando Origami indicò il bagno.
“Quello.”
“Uh?”
Guardando nella direzione indicata da Origami, vide un semplice termometro
elettronico.
“Devo misurarmi la febbre.”
“Ahhh, giusto.”
Shido prese il termometro e lo passò a Origami. Ma Origami non lo prese.
“Uh, che hai adesso? Non volevi misurarti la febbre?”
“È difficile farlo da sola. Vorrei che mi aiutassi.”
“Eeeh?”
Shido aggrottò le sopracciglia.
“N-no no no. Non devi solo metterlo sotto il braccio?”
“Sforzo eccessivo.”
“..... Va bene va bene, ho capito.”
In qualche modo gli sembrava che lo stesse prendendo in giro ma non poteva farci
niente. Shido sospirò mentre estraeva il termometro dalla scatola.
“Adesso che me lo dici... come dovrei fare? Io non posso fare niente, no?”
“Siediti qui.”
Origami indicò il letto.
“Eh? Eeeh...”
Shido inclinò la testa guardando il suo posto, Origami si tirò su, sedendosi davanti a
lui dandogli le spalle, sembrava quasi che lui la stesse abbracciando. Sarà stata una
coincidenza ma adesso le loro posizioni erano invertite.
“! O-Origami...?”
Poteva quasi vedere la sua nuca bianco neve vicino ai suoi occhi attraverso gli spazi
tra i capelli. Shido distolse lo sguardo.
Ma Origami non ci pensò mentre sbottonava la sua vestaglia, mostrando il suo petto.
“...!? C-c-c-c-c-c-c-c-c-c-che stai facendo Origami!?”
“Quando Kurumi Tokisaki si è trasferita a scuola, tu eri attratto da quello che faceva.”
“Eh... eh?”
“Ho capito che essere aggressiva funziona.”
Origami mormorò a se stessa, afferrando la mano di Shido che reggeva il termometro.
E poi, la avvicinò lentamente alla sua ascella sinistra.
“––– Mettilo dentro, Shido.”
“......!?”
“Il termometro.”
Anche se tecnicamente non stavano parlando di nulla di indecente, Shido si sentiva
estremamente imbarazzato.
“No, questo... è veramente...”
“Se non ce la fai, allora per favore aiutami a lavarmi e a cambiarmi –––”
“Lo faccio! Non vedo l'ora di misurarti la temperatura, non aspettavo altro!”
“Capisco.”
Origami sembrò un po' delusa mentre annuiva, tornando a guardare avanti. Shido
deglutì mentre avvicinava il termometro all'ascella di Origami.
“.........!”
Poi, non appena la punta del termometro toccò la pelle di Origami, lei tremò.
“S-stai bene, Origami?”
“Sì. È solo... un po' freddo.”
“D-davvero...?”
Ricomponendosi, mosse di nuovo il termometro.
“..... Ah –––..... Uh –––”
Ogni volta, Origami faceva qualche suono che solo lui poteva sentire, gemeva e
ansimava con una voce indescrivibile.
La solita Origami non avrebbe mai fatto dato voce a suoni così gentili e seducenti.
Ogni volta che li sentiva, Shido si sentiva in paradiso.
“Uh... Shido, ancora ––– più in fondo, di più.”
“... Uhm, scusami.”
“Se... non lo... metti bene... allora non puoi... misurare.”
“S-sì.”
Le stava solo misurando la febbre, allora perché, perché si sentiva come se stesse
facendo qualcosa che non doveva? Forse era solo la sua immaginazione. Doveva
essere la sua immaginazione.
Shido cominciò a recitare il Prajna Paramita Sutra [1] (anche se i versi erano un po'
rivisitati) per calmare la sua mente e mise il termometro sotto l'ascella di Origami.
“Uuuh......”
Subito, Origami tremò un attimo,come se stesse soffrendo.
Poi, il suo respiro divenne più rapido.
“O-Origamiiiiiiiiii...?”
“––– Per favore, più forte.”
“P-potrei chiedere... p-perché?”
“Il termometro... cadrà.”
“Ah... così, nn... così va bene.”
Shido mise più forza per permettere ad Origami di reggere meglio il termometro.
Sì. non sarebbe riuscito a misurarle la febbre se il termometro fosse caduto, non
poteva farci niente. Era inevitabile. Era una legge universale che non poteva essere
aggirata da un mero umano come Shido.
Nelle braccia, nel petto, nello stomaco, la morbidezza e il calore di Origami furono
trasferite a Shido senza eccezione. E nelle sue narici si infilò un leggero odore di
sudore. Gli sembrava che qualcuno gli avesse aperto la testa e tirato fuori tutto quello
che c'era dentro, col risultato che adesso non ci capiva più nulla.
––– E poi, in quel momento si sentì il suono acuto del termometro che riportò Shido
sulla terra.
“Ha!”
Shido sgranò gli occhi e tirò fuori il termometro dall'ascella di Origami.
“Ah........”
A quel punto, Origami tremò ancora, ma lui si distrasse guardando i numeri sul
termometro.
“36.2... n-normale direi.”
“... Capisco.”
Origami parlò con un po' di dispiacere, abbottonandosi lentamente la vestaglia. Poi, si
girò di nuovo verso Shido.
“Shido.”
“C-che c'è...?”
“S-sei veramente... bravo.”
“... D-davvero?”
Shido non aveva idea di cosa intendesse, ma aveva la sensazione che se l'avesse
chiesto si sarebbe ritrovato ancora più nei guai, quindi scosse la testa e rispose.
––––––––––––––––––––––––––––––––
1) Preghiera buddhista.
“A-allora... io adesso vado via. Origami, riguardati.”
Shido si alzò, passando attorno alla schiena di Origami e scendendo dal letto. In
questo modo, andò alla porta. Però,
“––– Un'ultima cosa?”
Origami lo chiamò da dietro.
“... Cosa c'è?”
Aveva una brutta sensazione. Che cosa poteva volere adesso? –– Ma, Origami disse
qualcosa di inaspettato.
“Ieri. Sai dirmi cosa è accaduto dopo lo scontro con Kurumi Tokisaki? ––– Dovrebbe
essere apparso un altro spirito dal cielo. Aveva un Abito Astrale simile a un kimono,
uno spirito di fuoco.”
“––––”
Shido trattenne il respiro.
Nella sua testa suonò un campanello d'allarme. Origami stava sicuramente parlando
di Kotori.
“Ti ricordi?”
“... Ah, sì.”
Shido esitò un po' prima di annuire.
Lei non ricordava nulla, ma Origami aveva visto Kotori, era inutile nasconderlo. Più
che altro, se Shido avesse detto di non aver visto nessuno spirito sarebbe parso
sospetto.
Non sapeva se Origami avesse notato o meno il suo panico, ma lei continuò a parlare
con calma.
“Quella volta, prima che Kurumi Tokisaki mi tramortisse ––– vorrei che tu mi dicessi
dove si trova lo spirito del fuoco.”
“No... quello, come dire, anche io ero svenuto, nemmeno io so dirti molto.”
“... Capisco. Se ti ricordi qualcosa, vorrei che me lo dicessi immediatamente.”
Origami tirò un sospiro di sollievo.
“S-sì.”
Shido annuì, ma si sentiva stranamente a disagio.
Origami era un membro dell'AST. Uccidere gli spiriti era la sua missione. Quindi era
normale che volesse sapere quanto più possibile su un nuovo spirito... ma , come dire,
sembrava che ci fosse qualcosa che non andava con lei.
“Perché lo vuoi sapere...?”
“Perché...”
Origami si fermò a metà del discorso, mordendosi le labbra prima di continuare.
“Ti ricordi quello che ti aveva detto?”
“Quando...?”
“I miei genitori sono stati uccisi da uno spirito.”
“––– Sì... mi ricordo.”
Shido annuì. Non potrebbe mai dimenticarselo. Il motivo dell'odio di Origami verso
gli spiriti, verso la calamità che le aveva portato via la famiglia. Nell'incidente di 5
anni fa.
“5 anni fa, la causa di quell'incendio a Tenguu Nankou, lo spirito che ha bruciato vivi
i miei genitori ––– è stato quello spirito di fuoco.”
“Co ––––”
Shido rimase senza parole.
Si mise una mano sullo stomaco, gli sembrava che i suoi polmoni potessero esplodere
ogni volta che respirava. Ogni respiro era doloroso e sentiva di stare per vomitare.
Inspirò, ed espirò profondamente. Lo fece ancora, ripensando alle parole di Origami.
––– Ma la sua mente non poteva dimenticare tutto così facilmente.
Lei... lo aveva detto sicuramente.
Lo spirito di fuoco aveva ucciso i suoi genitori.

–– Kotori ha ucciso i suoi genitori.

“–– Sempre, l'ho cercato in continuazione. Una ricerca continua, infinita.”


Sembrava che non si fosse accorta della confusione di Shido, Origami continuò a
parlare.
“E l'ho trovato. Alla fine l'ho trovato.”
Uccidere. Uccidere. Lo devo uccidere. Con queste mani.
Ho vissuto per questi 5 anni con quest'unico obiettivo.
Per questo motivo, sono entrata nell'AST.
Per questo motivo, ho preso un Realizer.
Per questo motivo, mi sono allenata in continuazione.
Tutto questo, sono per uccidere quel criminale.
Tutto questo, per battermi con lo spirito del fuoco.
Tutto questo, per uccidere [Efreet].
Con una forza e una rabbia che non potevano essere descritte, Origami continuò a
parlare come i trance.
La sua espressione era vuota. La sua voce era piatta. Non faceva movimenti esagerati.
Ma anche così, le sue parole trasudavano un odio e un risentimento che avrebbero
fatto tremare chiunque avesse avuto la sfortuna di sentirle.
[Efreet]. Questo doveva essere il nome in codice di Kotori dopo che si era trasformata
in uno spirito.
––– 5 anni fa. Coincideva con il racconto di Kotori.
“Ma, come può essere, non dirmi che... quella ragazza –––”
“? Sai qualcosa?”
Origami inclinò la testa di lato. Shido negò con forza.
“No no... proprio no.”
“Capisco.”
Origami cominciò ad evitare lo sguardo di Shido. Subito, lui si sentì senza forze dopo
che Origami lo ebbe lasciato. Ma, non aveva intenzione di lasciar cadere l'argomento.
“O-Origami.”
“Che c'è?”
“Non fa niente se non puoi dirmelo... ma se possibile, vorrei che mi dicessi quello che
sai su quello spirito. P-perché... magari potrebbe aiutarmi a ricordare...”
Origami sembrò essere d'accordo con lui.
“Quel giorno, stavo tornando a casa dopo aver fatto la spesa.”
Origami cominciò a raccontare con voce calma. Il fatto che i suoi genitori, che si
erano ritrovato in mezzo a quella catastrofe, erano riusciti a sopravvivere. Ma poi,
apparve quello spirito, che uccise i suoi genitori davanti agli occhi di Origami. A
causa della sua vista confusa non era riuscita a vederla in faccia. Non molto dopo,
però, scoprì il nome dello spirito che aveva causato tutto quello: [Efreet].
Era accaduto 5 anni fa, ma lei parlò senza interrompersi mai. ––– Era come se lo
avesse vissuto ieri.
“..........”
Shido la ascoltò fino alla fine, e il suo cuore cominciò a battere sempre più forte
come infastidito.
Questo perché Origami non gli aveva dato l'informazione che voleva.
Ovvero –– quello spirito era completamente diverso da Kotori.
Per lui, le possibilità che Kotori avesse eliminato i genitori di Origami erano pari a
zero.
“––– Questo è quanto.”
Solo quello, Origami si era fermata prima di dargli l'informazione che voleva.
Una prova. Non importava quanto piccola fosse. Voleva la prova che Kotori non
fosse la colpevole, fece una domanda.
“N-non c'è altro...? Quello, e lo spirito che hai visto ieri ––”
Ma proprio in quel momento...
“–– A tutti coloro che sono attualmente in visita. L'orario di visita per oggi è
terminato. Tutti colore che sono ancora all'interno dell'ospedale sono pregati di uscire
il prima possibile. Ripeto ––”
Un annuncio riecheggiò per tutto il corridoio, interrompendo la frase di Shido.
“Cosa?”
Origami inclinò la testa, ma lui fece cenno di no con calma.
“N-niente –– niente. Riguardati, Origami.”
Lei annuì, e Shido se ne andò senza darle il tempo di parlargli ancora.
C'era ancora un po' di tempo, ma lui non riusciva a chiederglielo di nuovo. Anche se
era stata colpa dell'annuncio, non poteva chiederglielo di nuovo.
––– Lui... aveva paura.
––– La prova che lo spirito apparso 5 anni fa fosse veramente Kotori.
“..........”
Provò a non fare rumore mentre chiudeva la porta, si girò verso il corridoio e
cominciò a camminare.
Era un corridoio d'ospedale, quindi era meglio non correre.
Ma, era come se non sapesse cosa fare, e accelerò il passo senza accorgersene per
cercare di sincronizzarsi col suo battito cardiaco, le sue scarpe facevano rumore.
“.....”
Poi, l'unica cosa che costrinse Shido a fermarsi, nonostante lui volesse uscire il prima
possibile, fu il telefono nella sua tasca. Lui rispose alla chiamata.
“Sì... pronto?”
“... Pronto, sei tu, Shin?”
“Reine-san?”
A causa della sua fretta non aveva guardato il nome della persona che lo aveva
chiamato, ma lo scoprì subito grazie alla voce assonnata e al soprannome 'Shin'...
anche se si conoscevano da tempo ormai, Reine ancora non riusciva a ricordare il
nome di Shido.
“... Ah. Hai già fatto visita a Mana?”
“Sì... credo.”
“...? Che risposta vaga.”
“È sotto operazione, non ho potuto parlarle.”
“... Hmmm, capisco.”
Reine rispose con voce bassa e addolorata.
“? Qualcosa non va?”
“... No, niente. A parte questo, Shin, potresti tornare immediatamente alla 'Fraxinus'?
Riguarda Kotori...”
“..........!”
Il nome pronunciato da Reine lasciò Shido senza parole.
L'aspetto di Kotori prima che lui se ne andasse dalla 'Fraxinus' e le parole di Origami
cominciarono a mischiarsi e questo gli causò un incredibile dolore alla testa.
“È-è successo qualcosa a Kotori!?”
“... No, non preoccuparti. È solo un incontro per decidere una strategia.”
“Una strategia?”
Shido aggrottò le sopracciglia e Reine rispose con un “......Sì”.
“... Shin, conquistare Kotori sarà davvero difficile per te... ma in questo caso, hai un
gran bel vantaggio rispetto a quando hai approcciato Tohka e Yoshino.”
“Vantaggio?”
“... Sì. Per un semplice motivo. Lei è diversa dagli spiriti che appaiono dal nulla, il
bersaglio è stato con te per molto tempo. I suoi hobby, le cose che le piacciono, i
posti che frequenta, le cose che vuole e altro... La quantità di informazioni che
abbiamo in questo caso è moto maggiore rispetto agli altri spiriti. … Inoltre, abbiamo
ancora un giorno per pianificare tutto, e stavolta abbiamo una data precisa. Ma non
possiamo sfruttare il tutto appieno se tu non ci sei.”
“H-hai ragione.”
Era senz'altro vero. Conquistare Kotori in modalità comandante era quasi
improponibile, ma il discorso era diverso se si teneva conto delle informazioni a sua
disposizione. Sotto quest'altro aspetto, Kotori era il più facile dei bersagli.
“Quindi, ho radunato i membri dell'equipaggio che hanno compreso la situazione,
insieme terremo una riunione per decidere il da farsi per l'appuntamento di
dopodomani.”
Era ovvio, Shido annuì con forza.
“Ho capito. Se posso aiutare, allora sono con voi.”
“Ti ringrazio per l'appoggio. ––– Allora ti recupereremo con la 'Fraxinus'. Potrei
chiederti di tornare a casa prima?”
“Sì, ho capito. ––– Ah, Reine.”
“... Uh? È successo qualcosa?”
“È solo che... vorrei sapere, anche se è stato 5 anni fa. Kotori –––”
“... Kotori?”
Chiese Reine. È solo che, Shido ripensò a quello che aveva sentito prima. Forse
perché non aveva pensato bene a cosa chiedere ––– o forse non voleva parlare a
Reine, il subordinato di Kotori e la sua amica, di un'accusa del genere.
“... No, niente.”
“.......? D'accordo. Allora, ci vediamo dopo.”
Con queste parole, Reine attaccò. Shido premette il pulsante in silenzio e rimise il
telefono in tasca, camminando a passi pesanti.

Parte 3

“Shido!”
Shido usò il teletrasporto della 'Fraxinus' per spostarsi all'interno della nave, e lì ad
aspettarlo c'erano Reine e Tohka, che non si era nemmeno cambiata e lo accolse
vestita con un'uniforme militare come quella di Reine.
“S-sei tu, Tohka. Ti sei sve ––”
Senza aspettare che Shido finisse la frase, Tohka gli si gettò al collo.
“U-uwa!”
Sorpreso da quell'azione improvvisa, il suo corpo divenne rigido. Tohka non sembrò
curarsene mentre avvolgeva le sue braccia attorno al collo di Shido e stringeva.
“Nuu! Shido! Stai bene! È fantastico!”
“S-sì... grazie a te.”
Sorrise amaramente mentre la prendeva per le spalle, indicando che era ora di
lasciarlo. Tohka “Uuh”, mormorò a bassa voce, capendo cosa voleva dire Shido e
stava per lasciare la presa ––
“... Uu?”
Quando sentì qualcosa di sospetto e aggrottò le sopracciglia avvicinando il suo viso a
quello di Shido.
Come se stesse cercando di identificare un odore, cominciò ad annusarlo.
“C-cosa c'è? Qualcosa non va, Tohka?”
“No... è solo che hai un odore fastidioso. Mi chiedo perché... dovrebbe essere un
odore piacevole, ma quando l'ho sentito mi è venuta la nausea, o forse sarebbe meglio
dire che mi ha fatta arrabbiare... Aaah, giusto, è molto simile all'odore di Origami
Tobiichi.”
Disse Tohka guardandolo negli occhi. Che olfatto incredibile. Il cuore di Shido stava
per saltare via.
“–––! N-n-n-n-n-n-n-n-no, te lo stai solo immaginando.....!”
“Uu... davvero? Allora sarà così. Perché dovresti avere lo stesso odore di Origami
Tobiichi? Che stupida sono. Per avere il suo odore, avresti dovuto come minimo
portarla in spalla.”
“...! I-infatti. Non è possibile che questo accada!”
“... Basta chiacchierare, Shin.”
E poi, Reine, che se ne stava in un angolino a fissarli, scosse leggermente la testa
mentre parlava. Con la sua solita aria assonnata, sembrava che stesse per
addormentarsi lì dov'era.
“Ah... sì, scusami.”
“... Mm, da questa parte allora. Tohka, potresti restare qui a giocare con Yoshino nel
frattempo?”
“Uh? Non posso stare con Shido?”
Le sopracciglia di Tohka erano a forma di 八 mentre fissava Shido, e lui si sentì in
colpa –– ma visto che si trattava di una riunione su come conquistare Kotori, sarebbe
stato meglio far sapere il meno possibile a Tohka.
“Scusami, Tohka. Devo fare una cosa.”
“Uuu... e va bene.”
Tohka mise il broncio, ma ubbidì e se ne andò.
“... Bene, andiamo allora.”
Con queste parole, Reine cominciò a camminare barcollando. Shido la seguì in fretta.
Passando per corridoi che non aveva mai visto prima, arrivarono finalmente davanti a
una grande porta. Non appena Reine vi si mise davanti, si sentì uno squillo e la porta
si aprì.
“... Bene, entra.”
Era molto spazioso all'interno. Al centro c'era un grande tavolo circolare molti
membri dell'equipaggio seduti lì intorno. Evidentemente questo era il posto per le
riunioni strategiche.
“... Cerchiamo dei posti vuoti.”
Reine camminò barcollando nella stanza, sedendosi su una sedia libera. Shido fece lo
stesso e si mise accanto a lei. Davanti a lui c'erano un display e una tastiera.
Sembrava che ogni posto ne avesse uno.
E poi, un uomo seduto al posto del comandante si schiarì la gola e si alzò in piedi.
Capelli lunghi fino alla schiena, un volto che non sembrava giapponese. Era il
classico uomo che trovi negli shoujo manga.
Kyouhei Kannnazuki. Il vice-comandante della 'Fraxinus' e al contempo il vice-
comandante della squadra di combattimento. Ora che Kotori era in quarantena, lui
veniva subito dopo nella linea di comando.
“È bello vedervi tutti qui. A causa dell'attuale situazione d'emergenza, permettetemi
di prendere il posto del Comandante. Io, Kannazuki, condurrò questa riunione. ––
Shido-kun, è senza dubbio un onore averti qui.”
“No, è solo il mio dovere.”
Shido annuì e Kannazuki continuò soddisfatto.
“Bene, passiamo subito all'argomento principale. Quelli che già sapevano della
situazione del Comandante, quelli che lo hanno scoperto solo da poco... non importa
chi, per favore aiutateci. ––– L'argomento di oggi e la pianificazione
dell'appuntamento tra il Comandante Itsuka e Shido-kun, che si terrà dopodomani.
Per favore, forniteci tutte le informazioni a vostra disposizione e facciamo in modo
che dopodomani sia un giorno perfetto per il Comandante.”
Kannazuki guardò i membri dell'equipaggio che erano lì –– e fece un profondo
respiro.
“... Shin, faresti meglio a coprirti le orecchie.”
“Eh?”
Reine disse questa frase all'improvviso, Shido inclinò la testa, incuriosito. E poi –––
“Molto bene, ragazzi. Gentili membri del 'Ratatoskr'. È un evento importante per la
dea che noi tutti amiamo. È giunto il momento di ripagare la sua gentilezza.
Comandante! Comandante Kotori Itsuka! Il nostro supporto è di vitale importanza!
Avete tutto quello che serve!”
“SISSIGNORE!!!”
Dopo la dichiarazione di Kannazuki, i membri dell'equipaggio attorno al tavolo
risposero in coro. Quelle urla terribili scossero l'aria, le onde sonore echeggiarono sui
muri e sul pavimento e si abbatterono sui timpani di Shido.
“C-che sta succedendo!?”
Kannazuki non notò la situazione di Shido e continuò a parlare.
“Volete essere ricompensati dal Comandante!?”
“SISSIGNORE!!!”
“Volete vedere il sorriso del Comandante!?”
“SISSIGNIRE!!!”
“Volete strisciare sul pavimento mentre il Comandante vi prende a calci con il tacco
del suo stivale!?”
“SISSIGNO... eh?”
Sembrava che l'ultima non avesse tutto questo supporto. Kannazuki fece una finta
tosse.
“È giunto il momento! È giunto il momento di mostrarle il nostro amore! Gridatelo a
squarciagola! Il nome che noi tutti veneriamo!”
“KO-TO-RI!!”
KO-TO-RI!!
LO-VE-KO-TO-RI!!”
La sala riunioni era in fibrillazione. Non era la risposta ad un ordine, era più
l'incitamento allo spettacolo di una idol.
“Molto bene! Allora cominciamo il rapporto! Il desiderio del nostro Comandante, la
speranza del nostro Comandante, per far sì che si avverino, dobbiamo fare in modo
che lei si innamori!”
“Ricevuto!”
In risposta a Kannazuki, i membri dell'equipaggio usarono le apparecchiature davanti
a loro per inviar i dati.
Shido scosse la testa con le orecchie che ancora gli fischiavano.
“C-cos'era... quello?”
“... Beh, il fatto è che... tutti quanti amano Kotori.”
“Ah...”
Shido parlò mentre sudava freddo, quando si sentì uno strano rumore dall'altra parte
del tavolo. Veniva da un uomo magrolino con un accenno di capelli bianchi. Il suo
nome era ––– [Il Presidente] Mikimoto.
“Vice-Comandante! Andò io per primo!”
“Molto bene, hai il permesso di parlare!”
“Sì! Abbiamo soprattutto bisogno di un regalo! Sappiamo cosa le piace, quindi
dovrebbe essere più facile guadagnare il suo favore rispetto agli altri spiriti! Noi tutti
sappiamo che il Comandante adora i lecca lecca! Se le diamo un lecca lecca dal gusto
originale e glielo diamo ––!”
“NO! Troppo ingenuo! Per quello che ne sai, credi davvero che questo basti per
superare il suo amore per i lecca lecca!? Incidi queste parole a fuoco nel tuo cuore!
La cosa che la tua lei ama di più, è la cosa più difficile da ottenere per te!”
“...! M-mi dispiace!”
“Il prossimo!”
“Io!”
Seguendo gli ordini di Kannazuki, si alzò un altro uomo. Il suo tratto distintivo erano
gli occhiali tondi, era [Dimension Breaker] Nakatsugawa.
“Da una compagna di scuola del Comandante, una certa Kana Kiotome-chan, ho
sentito dire che il Comandante ha sviluppato recentemente un certo attaccamento per
un gioco per cellulare, Mister Pig –––”
“Fermo un momento, questo dove cavolo l'hai saputo!?”
Shido gridò senza pensare mentre Nakatsugawa rivelava un largo sorriso e alzava il
pollice.
“Non preoccuparti, l'ho pagata bene per questo, non rivelerei mai informazioni sul
'Ratatoskr', ho interpretato alla perfezione il ruolo dello [stalker pervertito che va
dietro a Kotori-chan]!”
“Ma che cavolo sta succedendo qui!?”
“Haa...... haa..... hey, bella bambina, quella persona che era con te era tua amica,
vero....? Dimmi qualcosa su di lei e ti darò dei soldi...”
“Questo è peggiooooooo! E poi, questa Kana-chan è veramente il tipo di persona che
tradirebbe un'amica per soldi!?”
“Sembra che sua madre sia gravemente malata, le servono assolutamente soldi. Dopo
averci pensato molto ha deciso di parlare. Ma poi ha abbracciato il suo cuscino e si è
messa a piangere per il senso di colpa.”
“Mi dispiace, Kana-chan, non ne aveva idea!”
Shido si mise la testa tra le mani, poi, un uomo di mezza età ––– [Bad Marriage]
Kawagoe si alzò in piedi.
“Vice-comandante, è il mio turno.”
“Molto bene. Procedi pure.”
“Sì. ––– Per prima cosa, guardi qui. È un'immagine del 2 di Maggio.”
Kawagoe premette alcuni pulsanti vicino alla sua mano. Sullo schermo apparve
l'immagine del ponte dell'areonave.
Kotori era seduta nella postazione del Comandante. Sembrava che avesse appena
finito il suo lavoro. Kotori “Uu......” si stirò massaggiandosi le spalle e parlò.
“... Phew, che stanchezza. Vorrei tanto andare alle terme per rilassarmi una volta
tanto.”
“.......!”
Quella scena eccitò tutti i membri dell'equipaggio lì presenti.
“H-ha detto... terme.....”
“Sì. Il Comandante vorrebbe sicuramente andarci. ––– E qui, avrei una proposta.”
Mentre parlava, cambiò l'immagine in quella di un tradizionale hotel termale.
“Garantisce la tranquillità che desideri. Rigenera il corpo e l'anima, un riposo in tutta
libertà! Quattro giorni e tre notti alle terme Tsukimihara! Con le terme, aiuteremo il
Comandante a rilassarsi e a sentirsi libera!”
“I-interessante...!”
“E non è finita. In quelle terme, in un certo periodo ––– è aperto il bagno misto!”
“Co........”
Ancora una volta tutti quanti tremarono. Kawagoe allargò entrambe le braccia
emettendo un'aura terrificante.
“Secondo i dati che ho raccolto, l'ultima volta che Shido-kun e il Comandante hanno
fatto il bagno insieme è stato 5 anni fa!”
“C-come fate a sapere anche questo......!”
Le urla di Shido furono perfettamente ignorate. Kawagoe continuò a parlare
appassionatamente.
“Anche se i due non sono consci del fatto di essere parenti di sesso opposto, Shido-
kun è stato inconsciamente attratto dall'improvvisa crescita di sua sorella, e lo stesso
vale per il Comandante, anche lei ha iniziato a sviluppare un particolare interesse per
il corpo del fratello...! I loro sentimenti più reconditi prenderanno il sopravvento sulla
ragione. I due si toccheranno senza volerlo mentre ognuno si accorge della presenza
dell'altro...! Ovviamente la scena sarà filmata da telecamere di qualità molto
maggiore delle solite.”
“S-sììììììì.........”
Tutti cominciarono ad urlare. Anche se c'erano delle donne lì, per qualche ragione
erano tutti carichi per l'eccitazione. Era come se o scopo originale del meeting fosse
quello.
“E l'ultima notte, i momenti felici stanno per giungere al termine. In quel momento, il
Comandante riuscirà finalmente a trovare il coraggio per parlare '….Hmpf, solo per
stanotte, possiamo dormire insieme'.”
“....! ….!”
I membri dell'equipaggio sembrarono a disagio e spaventati.
“Senza sapere chi ha preso l'iniziativa prendendo la mano dell'altro, i loro corpi si
avvicineranno tra loro. E finalmente le loro labbra si incontreranno! Aaah, è qualcosa
da festeggiare! Comandante! Questo è qualcosa da festeggiare...!”
Kawagoe si coprì gli occhi con le mani. Guadando meglio sembrava quasi che stesse
piangendo. Tutti quanti a parte Reine sembrarono commuoversi e avevano le lacrime
agli occhi.
“Shido-kun... ti affidiamo il Comandante...”
“Ti prego, dalle la felicità.”
“Uwawa....”
Con tutti quegli sguardi in lacrime puntati su di lui, a disagio, Shido si grattò la
guancia.
“No, anche se dite così......”
“! Codardo! Come fai a definirti un uomo!?”
“Esatto! Per favore assumiti le tue responsabilità!”
“Non darò mai il Comandante ad uno come te!”
Sembrava che tutti quanti si fossero trasformati nel padre di Kotori. Si mise una mano
in fronte, in difficoltà.
“Aah, ma il piano era eccellente! Ti darò una medaglia di Santa Kotori!”
“La custodirò con cura!”
Kawagoe si colpì il palmo con il pugno, inchinandosi con rispetto. Shido lo fissò e si
girò per parlare con Reine.
“Posso sapere... cos'è una medaglia di Santa Kotori?”
“... Medaglie con una foto di Kotori, le fa Kannazuki.”
“... Ah.”
Come dire, non era certo una medaglia da custodire così gelosamente.
E poi, Reine si rivolse ai membri che avevano più o meno deciso qualcosa.
“... Comunque, con quattro giorni e tre notti andremo fuori tempo limite.”
“... Ah.”
Tutti rimasero a bocca aperta, guardandosi a vicenda.
Sulle loro facce apparve un'espressione indecisa.
“U-uwu... sembra che sia così. Non potremmo semplicemente accorciare i tempi?”
“Non possiamo! La struttura portante dell'intero piano sta nell'avvicinare i due nei
primi due giorni, usando l'ultima notte come passo decisivo..........!”
“... Inoltre, più che quello che farebbe Kotori, a me sembra più quello che voi
vorreste che facesse.”
“Ah..........!”
Dopo quest'affermazione di Reine, tutti quanti rimasero senza parole.
“Uu ––– che facciamo...”
Kannazuki si lamentò con voce addolorata. Guardandolo, Reine sospirò.
“... Beh, non credo ci sia bisogno di qualcosa di così complicato.”
“Allora vuoi dire che...?”
“... Hai ragione. Shin, Kotori ti ha mai parlato di un posto dove vorrebbe andare?”
“Un posto dove vorrebbe andare... eh?”
“... Sì. Magari qualcosa che hai sentito dire da lei, o da altri. Se possibile, preferirei
che fosse un posto di cui ti ha parlato lei stessa. Direttamente a te, sottintendendo che
le piacerebbe andarci con te. Sarebbe il massimo.”
“G-giusto...”
Shido mise la ano sul mento. Se si parlava di un posto in cui lei voleva andare con lui
–––
“... Ci sono, ho trovato. Guardando una pubblicità, mi sembra di averla sentita dire
che le piacerebbe andare al Parco Acquatico di Eibu......”
“... Nn, capisco. Allora perché non andante lì?”
Reine parlò un po' a bassa voce.
“M-ma va bene? Quando l'ha detto, non era in modalità Comandante ma in modalità
Sorellina, lo sai?”
“... Non importa. Non è che si tratti di un'altra personalità come nel caso di Yoshino.
Non sarebbe meglio dire che in quel momento era in uno stato in cio le risultava più
semplice esprimere i suoi sentimenti?”
“Sì........”
Ma Kannazuki aggrottò le sopracciglia con aria dolorante.
“Parco Acquatico, eh? Beh, per un appuntamento va senz'altro bene, ma senza un
piano prestabilito...”
Gli altri sembravano dello stesso parere di Kannazuki. Nessuno sembrava essere
troppo d'accordo e avevano la bocca a へ.
“... Ma se scegliessimo il Parco Acquatico potremmo vedere il costume da bagno di
Kotori.”
“...........”
Solo quella frase di Reine bastò a lasciare tutti senza fiato.
… Il piano dell'operazione da cui dipendevano il destino di Kotori e del 'Ratatoskr' fu
stabilito semplicemente con quello.