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Settimanale di Preghiera Domenica 15 marzo 2020 - 3^ settimana Quaresima anno XXII N° 933

Non di solo Pane

Terza “Io volgo lo sguardo al


Signore, spero nel Dio della
Settimana di mia salvezza, il mio Dio mi
esaudirà” (Mi 7,7)

quaresima
Apostolato
della preghiera
Resta con noi
Resta con noi, Signore,
perché viene la notte.
Marzo Resta con noi che siamo così spesso rattristati
da tutte le notizie che vediamo e ascoltiamo.
Primo Venerdì 06/03
Resta con noi, che non sappiamo
leggere il senso delle cose più semplici
che abbiamo tra le mani.
Resta con noi, trasforma in gioia
le nostre amarezze e la nostra sfiducia,
i nostri scetticismi e le nostre paure.
Resta con noi, tu che sei risorto
e ci doni la grazia del tuo Spirito.
Resta con noi e insegnaci a trasformare il cuore del mondo.
(Carlo Maria Martini)

L’incarnazione e la passione sono la follia ra lungo le strade con l’angoscia del mio
dell’amore di Dio per farsi accettare dall’uomo desiderio insoddisfatto e con l’illusione di
peccatore. Dopo tale follia si capisce come il più aver trovato.
grande peccato sia il non credere all’amore di Dio Ti ho trovato davvero perché tu mi sei ve-
per noi. Noi possiamo dimenticarci di Dio: egli nuto incontro sulle mie strade di peccato:
non ci dimentica; noi possiamo allontanarci da uomo tra uomini, corpo benedetto che io
lui, Dio non si allontana. stesso aiutai a spogliare, flagellare; volto
Egli ci attende su ogni strada d’esilio, a qualun- santo che le mie labbra, come quelle di
que muricciolo di non so qual pozzo di quaggiù, Giuda, baciarono; cuore che trafissi……
ai piedi di qualunque albero di sicomoro...Ci at- Nessuna sete mai creò le sorgenti, né fece
tende, non per rimproverarci, neppure per dirci: scaturire acqua dalle sabbie. La tua sete in-
“Te l’avevo detto”, ma per coprirci della sua cari- vece mi ha dissetato chè se tu non venivi
tà, per salvarci persino dal guardare indietro con sulle mie tracce, se tu non ti lasciavi croci-
troppo rammarico. Dostojevski fa dire alla don- figgere da me, ti avrei forse cercato, non ti
na colpevole: “ Dio ti ama a causa dei tuoi pecca- avrei mai trovato. Signore, grazie di esserti
ti”. Non è esatto: Dio ci ama come siamo, per lasciato inchiodare sulla croce , per farti
farci diventare come ci vuole. trovare dal tuo crocifissore! Amen
Signore, grazie! Se io mi fossi accontentato del (P. Mazzolari, La più bella avventura, Brescia 1974,
desiderio di te, il quale mi portava a cercarti sen- 218.223)
za sapere dove ti avrei potuto trovare, sarei anco-

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 933 pagina 2


Santi del giorno: San Menigno di Pario, martire
(III sec.); san Zaccaria, Papa (VIII sec.).

“Il più alto grado della saggezza umana è saper piegare il


proprio carattere alle circostanze e rimanere calmi
interiormente a dispetto delle tempeste dell’esterno”.
Domenica
Marzo
3^ domenica di Quaresima
15
(Daniel Defoe)
TQ

Il Santo del giorno: santa Luisa de Marillac


Parola di Dio
Nel volto del povero, nello sguardo del malato, nella voce dell'emargi-
in briciole nato: è qui che il riflesso della vita divina è più vivido. Per questo ser-
vire gli ultimi significa accostarsi al Dio di Gesù Cristo, che morendo
si è fatto compagno di tutti i sofferenti. Oggi questo messaggio profe-
Dio ci accompagna sem- tico è ancora l'anima del carisma della Figlie della Carità di San Vin-
pre cenzo de' Paoli, che percorrono in tutto il mondo la strada indicata
dalla loro prima guida, santa Luisa de Marillac. Nata a Parigi nel 1591,
Pagina curata da Don Luciano V. M. nel 1613 Luisa, nonostante desiderasse una vita da religiosa, fu data in
“ Dacci acqua da bere.” sposa allo scudiero e segretario della regina Maria de' Medici, Antonio
(Es 17,3-7) Le Gras, che morì nel 1625. Vedova, Luisa, guidata da san Vincenzo
Chissà quanto volte anche noi de' Paoli – incontrato nel 1624 – si dedicò al progetto della nuova
dicia m o, alm en o c on congregazione religiosa: il primo nucleo vide la luce tra il 1633 e il
l’intenzione del cuore, la stes- 1642. Morì nel 1660 ed è stata proclamata santa nel 1934.
sa frase degli Israeliti ribelli!
Spesso nonostante le evidenti
dimostrazioni d’amore e di vi- Vangelo: Gv 4,5-42
cinanza premurosa da parte di In quel tempo, Gesù giunse a una città della Samarìa chiamata Sicar, vicina al terre-
Dio, noi abbiamo il coraggio no che Giacobbe aveva dato a Giuseppe suo figlio: qui c'era un pozzo di Giacobbe.
Gesù dunque, affaticato per il viaggio, sedeva presso il pozzo. Era circa mezzogior-
di chiederci con acredine se lui no. Giunge una donna samaritana ad attingere acqua. Le dice Gesù: «Dammi da
sia veramente accanto a noi. bere». I suoi discepoli erano andati in città a fare provvista di cibi. Allora la donna
Questa è davvero un’offesa e samaritana gli dice: «Come mai tu, che sei giudeo, chiedi da bere a me, che sono una
donna samaritana?». I Giudei infatti non hanno rapporti con i Samaritani. Gesù le
una mancanza verso il Signo- risponde: «Se tu conoscessi il dono di Dio e chi è colui che ti dice: “Dammi da be-
re. Il popolo d’Israele quante re!”, tu avresti chiesto a lui ed egli ti avrebbe dato acqua viva». Gli dice la donna:
«Signore, non hai un secchio e il pozzo è profondo; da dove prendi dunque
prove ha ricevuto dalla pre- quest'acqua viva? Sei tu forse più grande del nostro padre Giacobbe, che ci diede il
senza di Dio, che si è manife- pozzo e ne bevve lui con i suoi figli e il suo bestiame?». Gesù le risponde:
stata con potenza nell’èsodo «Chiunque beve di quest'acqua avrà di nuovo sete; ma chi berrà dell'acqua che io gli
darò, non avrà più sete in eterno. Anzi, l'acqua che io gli darò diventerà in lui una
dall’Egitto fino a quel mo- sorgente d'acqua che zampilla per la vita eterna». «Signore – gli dice la donna –,
mento? Anche noi quante pro- dammi quest'acqua, perché io non abbia più sete e non continui a venire qui ad
ve riceviamo dalla sua presen- attingere acqua. Vedo che tu sei un profeta! I nostri padri hanno adorato su questo
monte; voi invece dite che è a Gerusalemme il luogo in cui bisogna adorare». Gesù
za benevola nella nostra vita? le dice: «Credimi, donna, viene l'ora in cui né su questo monte né a Gerusalemme
Se egli ci ha assistito finora, adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete, noi adoriamo ciò che cono-
sciamo, perché la salvezza viene dai Giudei. Ma viene l'ora – ed è questa – in cui i
certamente continuerà a farlo. veri adoratori adoreranno il Padre in spirito e verità: così infatti il Padre vuole che
Dovremmo sviluppare uno siano quelli che lo adorano. Dio è spirito, e quelli che lo adorano devono adorare in
sguardo di fede capace di farci spirito e verità». Gli rispose la donna: «So che deve venire il Messia, chiamato Cri-
sto: quando egli verrà, ci annuncerà ogni cosa». Le dice Gesù: «Sono io, che parlo
comprendere che Dio ci ac- con te». Molti Samaritani di quella città credettero in lui. E quando i Samaritani
compagna e spesso si manife- giunsero da lui, lo pregavano di rimanere da loro ed egli rimase là due giorni. Molti
di più credettero per la sua parola e alla donna dicevano: «Non è più per i tuoi di-
sta, anche se con modalità dif- scorsi che noi crediamo, ma perché noi stessi abbiamo udito e sappiamo che questi
ferenti da quelle che vorrem- è veramente il salvatore del mondo».
mo.

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 933 pagina 3


L’acqua del nostro pozzo meditazione di don Luciano Vitton Mea

Il brano della Samaritana che E’ evidente che quel pozzo, dono che stenza. Ma è il nostro pozzo, è la
l’Evangelista Giovanni ci presenta in Dio ha fatto al suo popolo in cammi- nostra acqua, sono le nostre energie,
questa III domenica di Quaresima è no nel deserto, rappresenta le profon- quel lieve movimento delle correnti
un vero e proprio itinerario di fede, dità della nostra stessa esistenza, le sotterranee che ci danno entusiasmo e
una piccola mappa per incontrare energie vitali, le motivazioni più vere voglia di vivere. Lì il Signore ci atten-
Gesù e quindi la felicità. Non possia- ed autentiche che possiamo trovare de. Non ha lo sguardo altero, non
mo approfondire in tutta la sua am- solo dentro di noi. Tutti abbiamo porta traccia della sua onnipotenza;
piezza e la sua profondità questo bisogno di attingere a quest’acqua, ha le sembianze di un mendicante e
sconvolgente e, secondo la mentalità tutti abbiamo bisogno di bere un sorso come tale ci chiede: “dammi da bere”.
del tempo, inopportuno incontro tra il di “noi”, per placare, seppur tempora- E’ la follia di Dio: Lui il Creatore si
Maestro e una donna che rimarrà neamente, la sete di felicità di cui fa creatura, Lui il datore di ogni do-
senza nome e che conosciamo sempli- abbiamo bisogno. E il primo rischio no ci chiede una goccia d’acqua. Preci-
cemente come la “samaritana”. Il che incontriamo sulla nostra strada è sa Bruno Maggioni: “E’ il para-
primo insegnamento che Giovanni ci quello di abbeverarci ad altre fonti, di dosso del Salvatore del mondo
lascia è quello di una vicinanza inti- non andare al proprio pozzo ma a che si fa bisognoso come gli
ma e strettissima di Dio alla nostra cisterne screpolate ed inquinate. Gesù altri uomini per avere la possibi-
vita. Non dobbiamo andare lontano lo incontri solo sull’orlo del tuo pozzo, lità di incontrarli nei loro stessi
per incontrare il Signore, non dobbia- cioè della tua quotidianità , sull’orlo bisogni e dare loro l'acqua che
mo percorrere itinerari lunghissimi o dell’abisso esistenziale che a fatica disseta. È la meraviglia di un
pericolosi per poterlo vedere o ascolta- intravedi con gli occhi accecati dai Dio che chiede per dare. L'ac-
re. Anzi, non dobbiamo cercarlo af- raggi infuocati dei caldi meriggi coglienza di una donna samari-
fatto perché è Lui che ci attende, è d’estate. E’ fondamentale gettare il tana da parte di un Giudeo deve
Lui che ci aspetta, nei caldi meriggi, secchio, attingere alle falde acquifere trasformarsi nella meraviglia
seduto sull’orlo del pozzo di Giacobbe che scorrono in noi. Non saranno del dell'accoglienza dell'uomo da
quando andiamo per attingervi tutto trasparenti, limpide, fresche; sul parte di Dio: un'accoglienza che
l’acqua che disseta l’arsura esistenzia- fondo del pozzo è depositato il fango, supera le discriminazioni, gra-
le, quella sete di felicità legata alla le torbide inquietudini delle debolezze tuita al punto da precedere ogni
finitudine della nostra natura umana. che caratterizzano ogni umana esi- conversione”.

Preghiamo la Contemplo: Tempo della misericordia


Parola

Infondi, Padre, lo
Nell’attesa della seconda venuta che il peccatore sia disposto a
Spirito di Gesù per-
ché siamo integri e del Figlio di Dio, quando giudi- perdonare il prossimo.
stabili nel seguire le cherà il mondo alla fine dei tem- Accusare gli altri per scusare se
tue vie. Siamo lonta- pi, la Chiesa vive il tempo della stessi affretta il tempo della
ni dalla perfezione
nell’amore, ti chie- misericordia. condanna da parte di Dio.
diamo però di cer- Dio nella sua grandezza Il perdono negato al fratello si
carti sempre, di cu- d’animo dà testimonianza di ritorcerà inevitabilmente contro
stodire ogni giorno i
tuoi comandi, di non pazientare, di offrire sempre u- se stessi, perché con la misura
metterci al di sopra na nuova occasione di penti- con la quale si misura, saremo
di nessuno, di non mento al peccatore, prolungan- misurati.
considerare nessuno dogli i giorni di vita. (P. Cormio, La Quaresima)
nemico o estraneo.
Tuttavia il perdono di Dio esige

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 933 pagina 4


Santi del giorno : Sant'Eusebia, badessa (VII
sec.); san Giovanni de Brebeuf, martire (1593

“La vita ha valore soltanto se è un fuoco


che rinasce continuamente”.
Lunedì
Marzo
16
(Pierre Vallèry-Radot) 3^ settimana di Quaresima

TQ

Il Santo del giorno: santi Ilario e Taziano.


Parola di Dio
Davanti all'avanzare di forze che vorrebbero cancellare la
in briciole memoria storica per riscriverne una a uso e consumo dei
propri interessi, che cosa salvare se non le voci dei testi-
moni e i ricordi delle loro vicende? Fu proprio questo che
Dio ci parla nella quoti- nel 568 fece il patriarca di Aquileia, Paolino, quando fu
costretto a lasciare la sua sede a causa dell'invasione dei
dianità
Pagina curata da Don Luciano V. M.
Longobardi del re Alboino. Il pastore aquileiese, infatti,
decise di portare con sé le reliquie dei santi Ilario e Tazia-
“C’erano molti lebbrosi in Israele, ma
nessuno di loro fu purificato, se non Naa- no. Il primo era stato vescovo di Aquileia, il secondo era il
màn, il Siro. (2Re 5,1-15a) “suo” diacono: secondo la tradizione essi subirono il mar-
tirio il 16 marzo dell'anno 284, durante il regno dell'impe-
Certe volte ci aspettiamo che ratore Numeriano che rimase sul trono tra il 283 e il 284.
Dio si manifesti in modo e- Questi due testimoni del Vangelo fondamentali per l'inte-
clatante. Invece, quando ci ro Nordest, oggi sono patroni di Gorizia.
chiede di aprire i nostri occhi
per scoprire la sua potenza
nella quotidianità, restiamo
confusi e non sappiamo più
dove cercarlo. Naamàn , pa- Vangelo Lc 4,24-30
gano, si rende conto che gli In quel tempo, Gesù co-
viene chiesto soprattutto di minciò a dire nella sinagoga
fidarsi. Nessuna penitenza o a Nàzaret: «In verità io vi
prova disumana per ricevere dico: nessun profeta è bene
la guarigione sperata. Egli de- accetto nella sua patria. An-
ve soltanto credere nella Pa- zi, in verità io vi dico: c'era-
rola che Dio, attraverso il no molte vedove in Israele
profeta gli rivolge. Se facessi- al tempo di Elìa, quando il
mo attenzione a quanto Dio cielo fu chiuso per tre anni
e sei mesi e ci fu una grande carestia in tutto il paese; ma a nessu-
ci dice nella nostra quotidia-
na di esse fu mandato Elìa, se non a una vedova a Sarèpta di Si-
nità, senza andare a cercare dóne. C'erano molti lebbrosi in Israele al tempo del profeta Eli-
chissà quali conferme straor- sèo; ma nessuno di loro fu purificato, se non Naamàn, il Siro».
dinarie, probabilmente vi- All'udire queste cose, tutti nella sinagoga si riempirono di sdegno.
vremmo più sereni e contenti. Si alzarono e lo cacciarono fuori della città e lo condussero fin
Dio si prende cura di noi, e se sul ciglio del monte, sul quale era costruita la loro città, per get-
vogliamo vedere la sua sal- tarlo giù. Ma egli, passando in mezzo a loro, si mise in cammino.
vezza, dobbiamo puntare gli
occhi proprio sulla quotidia-
nità.

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 933 pagina 5


Noi familiari di Dio lo seguiamo o lo eliminiamo? a cura di don Luciano

sciuto e subirà la sorte via fino in fondo.


dei profeti di tutti i tem- E’ il Signore, che condu-
pi: il rifiuto e la morte. ce gli eventi e che ha il
Nella città dove tutto ha potere di dare e ripren-
avuto inizio, col suo con- dere la sua vita.
cepimento e maturazio- La vedova e il lebbroso
ne silenziosa, con la sua stranieri hanno accolto il
crescita in età, sapienza e dono di Dio, hanno rico-
grazia, i suoi compaesani nosciuto il vero Dio da
vogliono già ucciderlo, adorare.
Gesù non è accettato dai suoi ma la sua ora non è Noi familiari di Dio con
proprio perché invita a riflet-
giunta. il battesimo, lo eliminia-
tere sul fatto che Dio distri-
Il Verbo di Dio ha abita- mo o lo seguiamo, lo ri-
buisce i suoi doni a chi, al di
là della razza, mostra di a- to a Nazareth e i suoi conosciamo nella nostra
vere un cuore sincero e dispo- non l’hanno accolto. vita?
nibile. Gesù passa in mezzo a
loro continuando il cam-
Gesù è il messia atteso; mino; non può fermarsi,
non viene però ricono- deve percorrere la sua

Contemplo: Signore non mi manchi la stretta della tua


Preghiamo la mano
Parola

Ti prego: non togliermi i Concedimi di non essere un


Signore, rendici
santi come tu sei pericoli ma aiutami ad affrontar- vigliacco usurpando la tua gra-
Santo. Infondi sag- li. zia nel successo; ma non mi
gezza e semplicità manchi la stretta della tua mano
Non calmar le mie pene ma
perché non con-
aiutami a superarle. nel mio fallimento.
danniamo noi stes-
si, profanando il (Rabindranath Tagore)
Non darmi alleati nella lotta
tuo Nome con in-
della vita …..eccetto la forza
ganno o menzogna
verso il prossimo. che mi proviene da te.
Non donarmi salvezza nella
paura, ma pazienza per conqui-
stare la mia libertà.

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 933 pagina 6


Santi del giorno:Sant'Agricola, vescovo (VI sec.);
santa Gertrude di Nivelles, religiosa (626-659).

“Il tempo matura ogni cosa; con il tempo ogni cosa


diventa evidente; il tempo è padre della verità”.
Martedì
Marzo
17
(Francois Rabelais) 3^ settimana di Quaresima

TQ

Il Santo del giorno: san Patrizio


Parola di Dio Il Vangelo è il dono più prezioso per l'umanità e per il
in briciole nostro pianeta, la radice di quel regno d'amore che ogni
battezzato, prendendosi cura degli ultimi e del Creato, è
chiamato a costruire ogni giorno. San Patrizio incontrò
in Irlanda la bellezza di una terra ricca e lo splendore del-
Fare la volontà del Si- la luce della fede, per questo decise che in mezzo a quel
gnore popolo avrebbe dato il proprio contributo per costruire il
Pagina curata da Don Luciano V. M. Regno di Dio. Era nato in Britannia nel 385 ma a 16 anni
era stato rapito e portato in Irlanda come schiavo: in
“Accoglici, Signore, con il cuore contrito e
con lo spirito umiliato.” (Dn 3,25.34-43) quella condizione approfondì la propria esperienza di
fede. Sei anni dopo riuscì a fuggire, a tornare in patria e a
La richiesta di misericordia è al formarsi per diventare prete. Nel 432 tornò in Irlanda da
centro del racconto del profeta evangelizzatore in mezzo alle tribù locali, prima da prete
Daniele. Azarìa chiede miseri- poi da vescovo; un'opera a cui si dedicò fino alla morte
cordia per lui e per il popolo; nel 461.
chiede a Dio il perdono. Prima
ricorda a Dio tutte le sue pro-
messe e la sua misericordia e
ppoi gli chiede perdono. Vangelo Mt 18,21-35
Quando Dio perdona, il suo In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il
perdono è così grande che è mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò per-
donargli? Fino a sette volte?». E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino
come se “dimenticasse”. E’ a sette volte, ma fino a settanta volte sette. Per questo, il regno dei
tutto il contrario di quello che cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva
cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che
facciamo noi. Noi non dimen- gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di resti-
tichiamo quello che gli altri ci tuire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e
quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato
hanno fatto e questo perché a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò
non abbiamo il cupore miseri- ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò
cordioso. Possiamo anche per- andare e gli condonò il debito. Appena uscito, quel servo trovò uno
dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo
donare, ma non sempre riu- e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo com-
sciamo a dimenticare. Imparia- pagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con
me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in pri-
mo a perdonare come perdona gione, fino a che non avesse pagato il debito. Visto quello che acca-
Dio. Chiediamo al Signore che deva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire
al loro padrone tutto l'accaduto. Allora il padrone fece chiamare
ci aiuti a dimenticare. La Qua- quell'uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto
resima allora, ci prepari il cuo- quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver
re per ricevere il perdono di pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sde-
gnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse
Dio. Ma riceverlo e poi fare lo restituito tutto il dovuto. Così anche il Padre mio celeste farà con
stesso con gli altri: perdonare voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
di cuore, dimenticando.

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 933 pagina 7


“ Perdonare di cuore” a cura di don Luciano Vitton Mea - Parroco di Bovegno

sione; è un dono da rice- condonato dal Padre no-


vere dal Padre e da rega- stro: la salvezza e la vita
lare ai fratelli sempre. ci sono state date gratui-
E’ una delle richieste tamente.
che ogni giorno e più Segno del perdono rice-
volte al giorno rivolgia- vuto, accolto, assimilato
mo al Padre, papà no- in noi è la capacità di
stro. E’ espressione perdonare anche noi “di
dell’amore che libera, la- cuore”, cioè totalmente,
scia andare, non chiede dal di dentro, con since-
Se non perdonerete di cuore, vendetta o condanna rità, per far circolare in
ciascuno al proprio fratello, il per il male o torto subi- noi e attorno a noi la vita
Padre non vi perdonerà. to. nuova, l’amore vero, la
Gesù ci chiede di perdo- Gesù ha chiesto al Padre gioia piena.
nare sempre, senza cal- di perdonare proprio nel
colo e misura. Il perdo- momento più doloroso,
no nasce dalla compas- sulla croce.
Il nostro debito è stato

Contemplo:
Preghiamo la Vivere di misericordia
Parola
Il Signore ci insegna a non ave- tri. Tenere fisso lo sguardo sul
Padre, vuoi essere a- re paura di seguirlo, perché la Figlio di Dio ci fa capire quanta
mato come tu ci ami e speranza che poniamo in Lui strada dobbiamo ancora fare;
noi dovremmo mette- non sarà delusa. Siamo chiamati ma al tempo stesso ci infonde la
re in gioco tutta la no-
stra persona: cuore,
quindi a imparare da Lui cosa gioia di sapere che stiamo cam-
anima, mente, forza; significa vivere di misericordia minando con Lui e non siamo
ma noi amiamo solo per essere strumenti di miseri- mai soli. Coraggio, dunque, co-
noi stessi e chiamiamo cordia. Vivere di misericordia raggio! Non lasciamoci togliere
“dio nostro” l’opera
delle nostre mani; fac-
per essere strumenti di miseri- la gioia di essere discepoli del
ci rivivere e donaci cordia: vivere di misericordia è Signore…...Non lasciamoci ru-
l’intelligenza dello Spi- sentirsi bisognoso della miseri- bare la speranza di vivere questa
rito per comprendere cordia di Gesù, e quando noi ci vita insieme con Lui e con la
le tue vie e seguire Ge-
sù.
sentiamo bisognosi di perdono, forza della sua consolazione.
di consolazione, impariamo a (Papa Francesco)
essere misericordiosi con gli al-

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 933 pagina 8


Santi del giorno:Sant'Anselmo II di Lucca (o da
Baggio), vescovo; san Salvatore da Horta.

“Abbiamo più forza che volontà; ed è spesso per trovare


scuse con noi stessi che immaginiamo che le cose siano
Mercoledì
Marzo
18
3^ settimana di Quaresima
impossibili.” (Francois de La Rochefoucauld)
TQ

Il Santo del Giorno: san Cirillo


Parola di Dio A più di 16 secoli di distanza le diatribe teologiche
in briciole dei primi secoli potrebbero apparire come esercizi
virtuosistici retorici, ma in realtà la Chiesa moder-
na affonda le proprie radici proprio in quegli aspri
Dio è sempre accanto a dibattiti. Quel confronto, purtroppo, non fu sce-
noi vro da condizionamenti politici e spesso furono le
Pagina curata da Don Luciano V. M.
più grandi figure a fare le spese di queste ingeren-
Osserverete le leggi e le metterete in prati-
ze. Lo conferma la storia di Cirillo, vescovo di
ca. (Dt 4,1.5-9)
Gerusalemme dal 348 al 386, ma esiliato per ben
tre volte. Il motivo del contendere era la questione
Dio è più vicino a noi delle
cristologica, che fu risolta solo con il Concilio di
persone che ci amano, delle
cose a cui teniamo, della no- Costantinopoli nel 381. In tutto questo, Cirillo,
stra stessa anima. La cosa dav- dottore della Chiesa, diede contributi preziosi le
vero incredibile è che questa cui influenze sono arrivate fino al Vaticano II.
presenza è perenne: Dio, cioè,
ha promesso la sua presenza
accanto a noi per sempre, sen-
Vangelo Mt 5,17-19
za condizioni. Il punto, caso-
mai, è che siamo noi ad allon- In quel tempo, Gesù disse ai suoi
tanarci da lui. Per questo moti- discepoli: «Non crediate che io sia
vo Mosè dice al popolo di venuto ad abolire la Legge o i Pro-
guardarsi bene da dimenticare feti; non sono venuto ad abolire,
questa verità, di tenerla sem- ma a dare pieno compimento. In
pre presente nel cuore e nella verità io vi dico: finché non siano
mente: è questa la vera garan- passati il cielo e la terra, non passe-
zia per poter essere fedeli rà un solo iota o un solo trattino
all’alleanza che il popolo ha
della Legge, senza che tutto sia av-
stipulato con Dio sul monte
venuto. Chi dunque trasgredirà uno
Sinai. Questo vale anche per
noi: mai dobbiamo dimentica- solo di questi minimi precetti e insegnerà agli altri a fare altret-
re questa presenza accanto a tanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li
noi; rischieremmo di sciupare osserverà e li insegnerà, sarà considerato grande nel regno dei
la più grande opportunità del- cieli».
la nostra vita.

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 933 pagina 9


Il Signore risponde alla chiamata dell’uomo a cura di don Luciano

“Il Signore nostro Dio è conoscere in una relazio-


vicino a noi ogni volta che ne personale e libera.
lo invochiamo”. “Così non ha fatto con
Sta in questo la saggezza nessun’altra nazione”,
del popolo. canta il salmo.
Infatti, prima di ogni leg- In questo senso Gesù non
ge, è il Signore che ha a- è venuto ad abolire, ma
vuto ed ha cura del suo piuttosto a portare a com-
popolo, il Signore che ri- pimento proprio questa
sponde alla chiamata relazione. E noi che per il
dell’uomo e si fa vicino. battesimo siamo in lui,
“Gesù non abolisce la Legge
antica, ma la porta a compi- Di questo si può vivere, diventiamo un si a questo
mento confermando a essa tut- questo è da ricordare e da incontro che compie ogni
to il suo senso con la propria insegnare ai figli e ai figli legge lasciandola in avanti
persona e le proprie opere. Ge- dei figli. verso il regno.
sù interiorizza le esigenze della La fede è un incontro, un
Legge, che diviene allora la via evento, una vita. Il Signo-
per mettersi al suo seguito e re nostro Dio si è fatto
diventare suoi discepoli. “

Contemplo:
Amiamo Dio poiché egli ci ha amati per primo
Preghiamo la
Parola Mio Dio, quanto ci ami, tu che za di un si immenso amore, di-
per noi hai voluto essere spro- mostrato e dichiarato in maniera
Signore Gesù, sii no- fondato in questo abisso di sof- così toccante e commovente,
stra difesa dagli in- ferenze e di disprezzo, tu che in allo scopo di indurci con ciò ad
ganni del Nemico.
Cingi i nostri fianchi
tal modo hai voluto darci tante amare Dio a nostra volta, ad a
con la tua verità , do- lezioni, ma innanzitutto, soprat- amare l’essere così amabile che
naci la corazza della tutto, hai voluto dimostrarci il ci ama tanto.
giustizia, i calzari del
Vangelo, lo scudo
tuo amore, quest’amore inaudi- Amiamo Dio, poiché egli ci ha
della fede, l’elmo della to grazie al quale il padre ha da- amati per primo.
salvezza, la spada del- to il suo unico Figlio, e l’ha da- (Charles de Foucauld)
lo Spirito, cioè la Pa-
rola di Dio, viva, effi-
to in mezzo a tali sofferenze e
cace, tagliente, pene- tali umiliazioni allo scopo di in-
trante fino al cuore. durci, con la vista, con la certez-

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 933 pagina 10


Santi del giorno: San Giovanni, abate (VI sec.);
beato Marcello Callo, laico martire.

“Solo chi sa essere paziente con se stesso, chi sa


aspettare, potrà raccogliere i frutti della
Giovedì
Marzo
19
3^ settimana di Quaresima
maturità.” ( Anselm Grùn)
TQ

Il santo del giorno: san Giuseppe


Parola di Dio
La genitorialità è la forma della storia, perché in essa è
in briciole contenuto il senso del cammino dell'umanità: ogni rela-
zione è l'espressione di quella paternità e maternità a cui
ogni essere umano è chiamato. La solennità liturgica o-
dierna di san Giuseppe offre l'opportunità per celebrare
La paternità di Giuseppe la vocazione alla paternità, cioè alla custodia della vita.
continua anche oggi Una vocazione che può avere diverse forme, tutte riflesso
Pagina curata da Don Luciano V. M. di quella prima azione di Dio nell'atto della creazione.
Giuseppe, che è tra i testimoni più cari alla devozione
Il Signore Dio gli darà il trono di Davide
suo padre. popolare, era un'uomo giusto, che, come Maria, accolse
un progetto più grande di lui. Ciò però non significò per
(2Sam 7,4-5a.12-14a.16) lui rinunciare alla funzione di padre, anzi: il suo silenzioso
Come tutte le parabole profeti- "sì" lo trasformò nel "padre dei padri" e nel sapiente tes-
sitore tra antico e nuovo, tra la generazione dei patriarchi
che anche questa si presta a
e quella degli apostoli.
molte interpretazioni. Anzitut-
to, è evidente che il profeta
Natan si riferisce al frutto del-
le viscere di Davide, cioè suo
figlio Salomone. Sarà lui, infat- Vangelo Mt 1,16.18-21.24a
ti, a compiere il desiderio di
suo padre di costruire un tem- Giacobbe generò Giuseppe, lo spo-
pio a Dio. Ma tali parole la- so di Maria, dalla quale è nato Gesù,
sciano intravedere un altro chiamato Cristo. Così fu generato
grande personaggio: è il Messia Gesù Cristo: sua madre Maria, es-
promesso. Questa parola, dun- sendo promessa sposa di Giuseppe,
que, si realizza in Gesù, il qua- prima che andassero a vivere insie-
le porta a compimento tutte le
me si trovò incinta per opera dello
promesse dei profeti. Ma sa-
Spirito Santo. Giuseppe suo sposo,
rebbe inconcepibile pensare al
Cristo senza che il nostro poiché era uomo giusto e non vole-
pensiero si rivolga a suo padre, va accusarla pubblicamente, pensò
Giuseppe. Egli, con la sua pre- di ripudiarla in segreto. Mentre però stava considerando queste
senza discreta ma forte, pro- cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli dis-
tesse il Figlio di Dio e permise se: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te
a tali profezie di realizzarsi in Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene
tutta la loro portata. La sua dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai
paternità continua e si estende Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».Quando
a tutta la Chiesa, finchè ogni si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l'an-
battezzato giunga alla pienezza gelo del Signore.
della vita cristiana.

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 933 pagina 11


San Giuseppe: l’uomo evangelico pagina curata da Don Luciano

Giuseppe aderisce con l’eccomi di Maria, Gesù


amore alla sua vocazione nascerà, crescerà, matu-
e missione. Uomo fedele rerà, vivrà e morirà co-
e saggio, è per noi mo- me salvatore del popolo,
dello di sequela del Si- Dio tutti i popoli.
gnore; prende con sé
Gesù da bambino, ragaz-
Maria e Gesù crescendo
insieme a loro nella fede. zo, giovane, uomo avrà
Sposo innamorato e ri- certamente imparato
spettoso, figura del giu- tanto da lui: credere, la-
sto giudice, che discerne vorare, amare, risponde-
Anche Giuseppe, come Ma- con giustizia e amore, re a Dio.
ria, obbedisce alla missione obbedendo a Dio, senza San Giuseppe accompa-
che Dio gli affida, e rinun- condannare: è già l’uomo gni e custodisca anche
ziando alla generazione se- evangelico. noi nella nostra vocazio-
condo la carne, accoglie il Fi- Permette a Dio di agire ne di figli di Dio e nella
glio che nasce dalla vergine nel nascondimento e nel nostra missione di testi-
per opera dello Spirito Santo, silenzio. moni di Gesù Salvatore.
facendogli da padre. Per il suo si, come per

Contemplo:
L’amore per ogni cristiano: un programma di vita
Preghiamo la
Parola
L’amore è per ogni cristiano il sole e fa piovere sopra i buoni e i
Padre, nessuno come programma della sua vita, la legge cattivi. Gesù, perché ama tutti,
Abramo, ha reso si- fondamentale del suo agire, il cri- non teme di stare con i peccatori
cura per noi la tua
promessa, nessuno terio del suo muoversi. Sempre e in questo modo ci rivela chi è
come Giuseppe ha l’amore deve prendere il soprav- Dio. Se Dio, dunque, è così, se
reso visibile la tua vento sulle altre leggi. Anzi: Gesù è tale, anche tu devi nutri-
paternità divina, nes- l’amore per l’altro deve essere per re identici sentimenti. Se non hai
suno come Gesù si è
occupato fino in fon- il cristiano la solida base su cui l’amore per il fratello, a Gesù
do delle tue cose, può legittimamente attuare ogni non piace il tuo culto. Non gli
nessuno come Maria altra norma. Gesù vuole amore e interessa la tua preghiera,
ha accolto lo Spirito la misericordia è una sua espres- l’assistenza alla messa, le offerte
Santo. Donaci di vi-
vere in comunione sione. Ed egli vuole che il cristia- che puoi fare, se tutto ciò non
con questi tuoi eletti. no viva così anzitutto perché Di- fiorisce dal tuo cuore in pace con
o è così. Per Gesù, Dio è prima tutti, ricco di amore verso tutti.
di tutto il Misericordioso, il Padre
(Chiara Lubich)
che ama tutti, che fa sorgere il

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 933 pagina 12


Santi del Giorno: San Giovanni Nepomuceno,
sacerdote e martire; santa Maria Giuseppina.del
cuore di Gesù.

“Non si muore ricchi di ciò che si è compiuto, ma


poveri di ciò che non si è compiuto.” (Frèdèric Dard)
Venerdì
Marzo
20
3^ settimana di Quaresima

TQ

Il Santo del Giorno: santa Claudia e compagne


Parola di Dio
La cura e la difesa delle vita è una "vocazione" che appartie-
in briciole
ne in modo speciale alle donne: in un modo o nell'altro è la
loro voce che da sempre si alza più forte per dire no alla vio-
lenza. Così fece un gruppo di donne cristiane ad Amiso, oggi
Dio ci dona sempre la in Turchia, all'inizio del IV secolo, probabilmente al tempo
sua misericordia dell'imperatore Massimino Daia (305-313). Proprio per aver
Pagina curata da don Luciano protestato contro la violenza della persecuzione anticristiana
“ Togli ogni iniquità, accetta ciò che è be- Claudia venne arrestata assieme alle compagne Alessandra,
ne……..” (Os 14,2-10) Eufrasia, Matrona, Giuliana, Eufemia e Teodosia. Avevano
Rivolgersi agli idoli è osato opporsi all'autorità e in più, nonostante la flagellazione
un’esperienza che lascia vuoti subita, si rifiutarono di rinnegare la propria fede e di sacrifi-
e infelici. Questo perché ci si care agli dei, motivo per cui vennero gettate in una fornace
rende conto che sono opera ardente.
delle nostre mani e, per quan-
to possano darci eccitazione
ed euforia, alla fine si rivelano
per quello che sono: oggetti di
pietra, muti e senza vita. Per
questo, la Quaresima può esse- Vangelo Mc 12,28b-34
re, per ciascuno di noi, il mo- In quel tempo, si avvicinò a Gesù uno degli scribi e gli do-
mento per individuare quali mandò: «Qual è il primo di tutti i comandamenti?». Gesù
sono quegli idoli ai quali ab-
rispose: «Il primo è: “Ascolta, Israele! Il Signore nostro Dio
biamo venduto il nostro cuore.
è l'unico Signore; amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo
Il secondo passo può essere
cuore e con tutta la tua anima, con tutta la tua mente e con
quello di scacciarli definita-
mente dalla nostra esistenza, tutta la tua forza”. Il secondo è questo: “Amerai il tuo pros-
per volgerci finalmente simo come te stesso”. Non c'è altro comandamento più
all’amore del Dio vivente. Egli grande di questi». Lo scriba gli disse: «Hai detto bene, Mae-
non ci giudica né ci condanna, stro, e secondo verità, che Egli è unico e non vi è altri all'in-
ma è sempre pronto a donarci fuori di lui; amarlo con tutto il cuore, con tutta l'intelligenza
gratuitamente la sua misericor- e con tutta la forza e amare il prossimo come se stesso vale
dia. Però non ci può essere più di tutti gli olocàusti e i sacrifici». Vedendo che egli aveva
spazio per lui se prima non gli risposto saggiamente, Gesù gli disse: «Non sei lontano dal
facciamo largo, liberandoci di regno di Dio». E nessuno aveva più il coraggio di interrogar-
tutto ciò che ci appesantisce e lo.
non ci permette di essere liberi
per lui.

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 933 pagina 13


Essere nel regno di Gesù pagina curata da don Luciano

Il Regno di Dio vicino a Dio, l’unico Signore, è


noi è Gesù, in mezzo a stato da noi accolto e
noi. celebriamo il vero culto.
Ascoltando e amando Gesù ama così il Padre, il
Gesù apparteniamo a lui, prossimo, noi.
al suo regno, dove Per amore è diventato lui
l’unica legge è l’amore stesso olocausto e sacri-
che coinvolge tutto ficio: nell’eucaristia, sa-
l’essere: cuore, anima, cramento dell’amore,
mente, forze. continua ad offrirsi e ad
Gesù sollecitato da uno scri- L’amore si diffonde e amarci.
ba unifica tutta la legge abbraccia il prossimo, ci Viviamo l’amore: guste-
nell’unico precetto dell’amore aiuta a diventare noi remo la gioia di essere
verso Dio e verso il prossimo. stessi prossimo, special- nel suo regno e di regna-
Chi pratica questo amore, mente dei più poveri, so- re con lui già ora.
anche se non ha conosciuto il li e scartati.
Vangelo, è vicino a Dio ed è Vivendo questo amore
da lui guidato nella vita. facciamo esperienza che

Contemplo:
Preghiamo la Il perdono da Dio
Parola
Una delle più grandi provocazioni davvero essere restituito alla piena
Padre, sei nostra fidu-
della vita spirituale è ricevere il per- responsabilità di figlio? Voglio dav-
cia: vegliaci nel cammi-
no, rendi il cuore inte- dono da Dio. C’è qualcosa in noi, vero essere totalmente perdonato in
gro e buono, affinchè esseri umani, che ci tiene tenacemen- modo che sia possibile una vita del
non confidiamo più in te aggrappati ai nostri peccati e non tutto nuova? Ho fiducia in me stesso
noi stessi e abbiamo ci permette di lasciare che Dio can- e in una redenzione così radicale?
compassione di chi celli il nostro passato e ci offra un Voglio rompere con la mia ribellione
soffre. Il soffio dello inizio completamente nuovo. Qual- profondamente radicata contro Dio
S pi rito disperda che volta sembra persino che io vo- e arrendermi in modo così assoluto
l’ingiustizia, la parola glia dimostrare a Dio che le mie te- al suo amore da far emergere una
di Gesù ci apra alla nebre sono troppo grandi per essere persona nuova? Ricevere il perdono
speranza che non dissolte. Mentre Dio vuole restituir- esige la volontà totale di lasciare che
muore, perché portia- mi la piena dignità della condizione Dio sia Dio e compia ogni risana-
mo frutto in ogni tem- di figlio, continuo a insistere che mi mento, reintegrazione e rinnovamen-
po. sistemerò come garzone. Ma voglio to.
(Henry Nouwen)

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 933 pagina 14


I santi del giorno:San Serapione di Thmuis,
vescovo; santa Benedetta Cambiagio Frassinello.

“Il mattino: un’ora di decisione, di slancio, di


entusiasmo, un’ora che restituisce all’uomo la freschezza
della sua volontà; una partenza; l’inizio di un
Sabato
Marzo
21
3^ settimana di Quaresima
viaggio.” (G. Roy)
TQ

I santi del giorno: san Nicola di Flüe


Parola di Dio
Non sono l'arroganza o la prepotenza gli strumenti
in briciole per costruire la concordia e la pace sociale: la prospe-
rità di una nazione si regga sulla capacità di unità nella
ricerca del bene. È questo il messaggio che san Nicola
di Flüe affida non solo alla Svizzera, di cui è patrono,
Vangelo: Lc 18,9-14
ma anche all'intera Europa. Era nato nel 1417 presso
In quel tempo, Gesù disse anco- Sachseln, nel Canton Obvaldo, e aveva da sempre so-
ra questa parabola per alcuni gnato una vita da religioso. Ma prima di realizzare il
suo desiderio seguì un percorso tortuoso: fu contadi-
che avevano l'intima presunzio- no, soldato, sposo nel 1445, padre di 10 figli, magi-
ne di essere giusti e disprezzava- strato, deputato alla Dieta federale. Nel 1467, con il
no gli altri: «Due uomini saliro- permesso della famiglia, si ritirò a Ranft nei pressi di
un dirupo. La vita di preghiera e penitenza lo rese un
no al tempio a pregare: uno era punto di riferimento per i suoi connazionali, che gra-
fariseo e l'altro pubblicano. Il zie a lui scongiurarono una guerra tra Cantoni nel
fariseo, stando in piedi, pregava 1481. Morì nel 1487.
così tra sé: “O Dio, ti ringrazio
perché non sono come gli altri
uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e
neppure come questo pubblica-
Medita
Il modo di pregare ha radici nella nostra religiosità; an-
no. Digiuno due volte alla setti-
che pregando diciamo con la bocca quello che sentiamo
mana e pago le decime di tutto nel cuore.
quello che possiedo”. Il pubbli- La parabola di oggi ci mostra due figure emblematiche:
cano invece, fermatosi a distan- il fariseo, scrupoloso osservante della legge, e il pubblica-
za, non osava nemmeno alzare no che prende coscienza dei propri peccati per chiederne
gli occhi al cielo, ma si batteva il il perdono. Il primo più che pregare è salito al tempio per
petto dicendo: “O Dio, abbi farsi vanto della propria presunta giustizia, il pubblicano
invece non osa avvicinarsi più di tanto al Signore, sa di
pietà di me peccatore”. Io vi di-
dover rispettare una doverosa distanza, che solo Dio può
co: questi, a differenza dell'altro, colmare. C’è una sentenza finale: chi si esalta sarà umiliato e
tornò a casa sua giustificato, chi si umilia sarà esaltato.
perché chiunque si esalta sarà Ecco la caratteristica della vera preghiera, l’umiltà del
umiliato, chi invece si umilia sa- cuore, la splendida virtù che tutto ci fa sperare dalla bontà
rà esaltato». di Dio e a lui ci fa attribuire il vero merito del bene che
riusciamo a fare.

Non di solo pane Tempo di Quaresima - Numero 933 pagina 15


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con la causale “contributo spese
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15 marzo 2020 -3^ settimana di Quaresima -
Settimanale di preghiera per la famiglia

Coordinatrice Anno XXII - n. 933


Fiorella Elmetti Domenica 15 marzo 2020
Anno A - Anno XXII - N° 933

Redazione Chiuso il 06/03/2020


don Luciano Vitton Mea, Numero copie 1350
don Carlo Moro, don Fabio Marini,
Stampato in proprio
don Diego Facchetti, Fiorella Elmetti,
Tiziana Guerini, Cristina Sabatti e Marina Tanfoglio

Grafica e stampa
don Luciano Vitton Mea

Ideato da
don Luciano Vitton Mea