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BREVE DISCORSO
GIVRlDICOPOLITICO
Sopr’ il Contratto
Della Vendita di Pontremolí .
Celebrato dal Sig. Conteſtabüe di Caſtiglía .
Goucrnatorc dello Stato di Milano , '
Con la Sereniffima Republica di Genoua .
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Illuſtriſè.`Magiſtxàé5;
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.A Maeſtàdel CattolicoìMonarca `
` _ N.S.compatendolfàggra‘aio mà—
nifeſto , ‘che fù fatto-dal Sig. Con—
ceſtabile di Caſtiglia allî Pontre
` moleſi_ fedeliſſimi …,.ſuÒiç-Sudditi ,
, , ‘quando ſenza minima. .Cógnitio
nc di cauſa l’anno proffirno paſſato Ii ſzoczcopoſc alla
Sereniſíìma Republica di Genoua-,ean'çorchc con
lagrinje di ſangue imploraffero la diuîná giuſticia ,
mentre l’humana di queſto ſtaxogli erza negata , c0:
inandahorafflhe ſi ſent'anq quelle} ragioni , ,Che -va—
gliono-ad annulla-_contratto calmo1 pregiudícíalc
alla ſua corona .. z ,Menu-3, ſ1_ "tx‘acxauzhclancleſtinañ`
,mente-queſt'á _materia , fà; pqrçzp. memoriale ,al Sig.
-Conteſtabilezeémappreſentato cöbrcflità-.ló JágiOní
;che POteuapQ .rimanere la Vendita: 2 ;- Rif-‘12K ?11-er ſi
diſſe,chc Pontremoli era giuriſdíftiqng apnaczquiſip
_tata c-oll’armi ,z 'non 'comprata , -Ov dona-ca ,z ma _che
.ÎVQIontariameQÈe’s’era ſoggettaca con pani) di-non
.eſſer mai; i'n temp? Alcuno-àſiechg ëd; ;a-,lch Eri-dei#
pe. Si diſſcx che ritrbuaadofì 1.0. SxflcdtdiíMilano
nelle Preſſurejpiù vrgëti delle guerre gobo-,164 rñ.
ſoccorſc S.c,pn sdm.- lire, e gliene ,rimeſſe più
di.7 0m- `dçlkt quali cxa çrfldixpw- riſtabilire, :giu:
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Hull A 2 rato
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rato il patto , die mn-ſäkábbë‘maí 'nè alienato , nè
infeudato. Queſto memoriale,che S. E. non de
cretò, Îfi-îifflffeà-S-.M. , "e {bpfiaſi-qiìellöìhàìbtdínátb
ehe s‘eſh'mini là’vfe-'ri'cà de-I-lñ’eſpkcflb . Noi d'allîllluſ
tîrìſs. Magi-Mato-Mamaìnärio‘ñſiame-ñaíì‘eeciktáti
ad allega-percuccoqucllògçfle fijmſhxnòpoterfonda
tel-*e:mgímiflcflasflöffiflaÎ-riazMoſtîärergm'dLing;
sùleñprime; ‘che' Idgífltifflí'ètiöheidi Pontremoli vo
lóhtá-ríäffibnte ſi ſhttófióſë’aÎS.M. ciò-è n 'SSsDuchi
di -Milano;e-paſſat'cìflòpói-alla 'forza d'c pareizö: alla
nullità-"del
dando fiaälla contratcoypreu'a‘ndo
coronàsñ -- -ì- - ſi anche
~ -di-quàmo
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~ -- -Qgándode-e-línòlîlſhpèrío Ròmano,ef1`11’ÎItal-ía
inuîaſa da barbara naáoni,î'cóuct‘c' le; Prouin‘cîe ;e Cir
xàzfi ñΑcÒmPÒſèm .I :Alcune reſtómoeppreſſerda :Più
Pocehci. zñAÌeunefdäîtëzmed'e-ſimeſi ſÒttopofer‘o a
que/'Hi,- ChUPÒt’cuañÒ göuefaärtemdifehdefle ' A1
turìëfináhñentc‘ ‘fi fondà'ron'o la libertà , regendoſi
infórìnä 'dì-Repubìiea; 'zz ÎÎ ñ Ì ' r . . :
‘Pó'ntrcñ'röli‘ "non V’Òlſ’eiähái 'di ‘fatto ‘ſcuotere‘ il
- gio‘g‘p‘ deli-ag ſo'gg'et-tíone’zdeuìJmperio; c ?perche
offende Lem-mie dä’qlíelÎO-,Îpärfiùä'infiniti diſhſttí,
ſupflîéòìgl'ëliñſze'thdó{iñfvpl’eìílbî -fàr flà’tòîptopri’o ,
c‘ Maffi 'la gíùfrí‘lîdíttíeflç “indepen’dëme 'da' cutti-ì
ici-ſenza” Ia ;cſÒla‘fom-aflièà ſdi Ceſare .` " Orte-une
_ quantobrà'áäàäà dà ñ‘ìbffl ,’ è ‘finì-'a1' ;Ìéìäh’p’odi vTei)
ì ;4 "‘ dOſiO 1
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ddſioMagfló vedíehtexlreaäîlèrfleſſotſi Legge-ua . 'W i, (10,35_ pag,


L1 ‘pr-1m': pnurlegaq‘ſi ſent) Peëíîfl non ‘meno-per” 1
al’antrèlîiítà
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del tempo
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,-*ch‘e per la reiterata
q . ’ i ,y , A A .
deſÒ-Sëb‘l‘ì-
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11b.4.luob.'Pbtl1p.
lat-Lonedella Tëffa-z—ÈgUëta-ſótt «Enrico Te—rzo,'pe\r- Bç’rgomenſ-ſin cro
--che 'aélerñ-iuaíalle parcñídell’ontefice , ñ* bu’etó :ſosc’ZífézZmÎ-Î’ì‘înííi
.:Entire Aartwmealtri Vogliono , ‘3 ’edoppoñda ""”’°’²f;“39'
Soldati di Catl’Ottauo Rè ídí'Fí’äflcia. ì' ?Furono îíì‘agì'ífjíàîfſ;
però ‘cöfermäti ?claìFëdèríeÒ Seëondoñl’anno *I è: 2 6 . *MHP-'W "di“ -
e da L‘odeuj‘eo Battuto-‘l'anno Î g 2 ‘9.'quandò e'o‘me [c‘eri-inbzîîfiMediou
‘dice Gio. Villani ’ "paſsòîpcr Pontremo'li… ‘Sono ;EW?AK-27135:
autentiçhezq'n'eſte due ’confermationi-nell’melä- ‘C‘È‘Àzífffizfibfiff
?nio-,Ve ſonodi pìiù regiſtrare ne’ſt-'atu-ti, ‘ì i/qu-áli ;TGM-"#9153
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ſamſo plenaproua2 . 7~ Vme-ano
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con queſta-liberta .\ crongb. 13/0142..,
ſe; 23- »intento-r
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7 t'PöfitF'emolefi-z ‘c trattauanoco‘me POPÒlI-ÎÌÎJÙH. 7 45 i
‘così lcgg* ‘mo ‘iÎélleC’r‘onichbdí Pía²CB`n‘zañ,«'ſ`ctittc íflff‘”‘fl°"‘ìb"°'
da'OmìbertoLöèátí,²Che²lìanno 1›18'~I.’ñf_ecero alcu~ MMOL‘USJW_
c ncëóhüeh’t‘íòhí ‘co'Píaeen'tinìappx-eſſo’ Bardi ‘di ſer- 7. .
~,. . , .. … -\ z , .. .ó .:- , - . Gen~ñdeſs›'wrzmñ
3 uarſil Ynl àlttofedclta, -è-quml S agglu-flomo 552.2.;.n'flmuìgm de
‘molte differenzeîèh’erano ſrà'dil'o‘to,v ’ espercîhe " "‘Îfſsm “’5'
.doppo güëróggíoîpo inſienÎe-pe'raltre muffin con` zzszzçygz'jgég;
eluſe l’anno:: ‘1-94Jà‘pa‘ce, ‘° &l’anno :i bgíſi ’rîrſ— WW“ “mmm
. tláblllo
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’--ìllAÌít'OhLÒ—Oámpl e‘ ., _, Ct‘c-
› preffignemfo{.57.
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men-a --lìxtiuescläe,,,nella?,.pace'dt-Coſtanzas-accore
i_ -. ., ,___':,,`, ‘ IO 1demfo.108.
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"’dárönóímólt‘efdíffèë‘e’ñz’e‘nate frà lì oremefleſi, Pia~ ì‘ "fl".îììë
:dentinizéc Pentremdleſ ›. (Bönìa’uèátuka ?Angeli
"Eſtelle Crohîehe‘díîl’aüiëà;~ffi&Ce-,èlfflèèhtíndahído Iz fila-:ſolam
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4.
la guerra trà Federico Secondo J ö: i Breſciani ,li
Pontremoleſi, Parmigiani, e Piacentini ſeguitorno
le parti diCeſare, ö( giurorno vna lega inſiemea
danni di Bologna , e ſuo Veſcouato ., Concorſero
l’anno l 2 3 5. con i Milaneſi, Bologneſi, Parmigia
, ni, Piacentini, e Modaneſi in aiuto de Breſciani, e
Cor' in MW_ con quellifeceriolega. "f L u ſ . . .
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?jinlzx-IZIc-ÌZLÉÎÎ-îí; Era queſta liberta (ll ~gran' conſolationea quer


…fl.sgzzou. [ib. 6. popoli, ma non poteuano goderla a pieno ſenza
M" ‘5 ’ l’ appoggio di qualche maggior potenza . (Lu—indi
è, che alle volte paſſorno ſotto la protettione (le.)
Parmigiani, i quali l’anno I a 9 z. la rinontiorno per
le grani diſcordie della Terra, e paſſorno immedia
tamente a quella de Lucheſi, che l'i conſeruorno
ſin’all’anno l 3 r 3. , ö( all’ hora pur anch’eſſi ſtanchi
dall’accennate diſcordie la laſciorno, , Snbentrò
' ç ,ſi ' Giberto di Coreggio,e poco doppoil’ontremoleíi,
riconoſciuto il valore‘di Caſtrutio_ In‘terminelli ,
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chiamato volgarmente Caſtracani,loìçhiamorno
‘ ‘ "15
per protettore. ñ" Coſtui riuſcì Tiranno-,öèfù in
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- m legim”: in ei”: uitato Orlado Roffi,e meſſo nelle fortezze. ì‘ Tenco
:~irafol.47. r‘_ . . ì . - ,- ,
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i - ,il figliuolodi quello la recuperatione‘, ma indamo,
15_ _ e preſo vn poco (ll denaio,ſe ne parti, laſciado quel
Ia'cm lcgzmus m ' . , .
e-iusvita. paeſe non_ men libero dall armi , che;,dalle ſue pre
‘ tenſioni . Li Scaligeri Signori di Verona l’ anno
L 3 z 6-priu0rno _i_ Roffi di tutti i Stati z _e _sjimpadroñ_
'nirno
nirno di Pontremoli 133; EÎadimerito de Soldati‘,iì
quali preſero 4ooo.F.iorini , '7 ma furono `poi cac- Tor'rezz. 1871””. in
ciati, e ſtcttero quelli ſotto laprotettione de Fior"~ ZÎÎÎH’ÎLÎÉZ
tini. ‘3 Era quella Republica in continue guerre ,‘ì ""55'18
e come non pOÎeua ſe ſteſſa quaſi difendere , così/áfëìſfſ-infimh/fl
ſtimorno neceſſario` appoggiarſi a Signore di mag- ’i
gior potenza , inuocorno perciò la difeſa dell’ Arci
ueſcouo Gio. Viſcon’te Padrone di queſto Stato ,
ilñ quale’ volontieriììglíe la conceſſe , e promeſſe
difenderli ſempre, e protcgerli,acciò le foſſero con
ſeruate l‘e franchigie, che godeuano . Si ſcorge ciò
dalla löga ſua lettera,cl1e ſi ritrOua nell’A rchiuio.”
(Meſſe, la 'prima volta , clic-Pointremolippaflaſſe I’? líìb?o ;1;mmm
alloStato di Milano, e ſe bene vi paſsò, ſÎ-go-uer-m's anni .1338.f01.
nò ad ogni modo ſempre come Republica , e ſolo 7"
vi erano dal Viſconte, e poi da ſucceſſori mandati
gli-Officiali . Godeua nel re-ſto, e gode oggidì,con—
forme iltenor de ſuoi priuilegij, tutte le regalie .
Sono ſuoii Datij, i Fiumi, Molini, Hoſterie , e For
ni. Non piglia Sale-dal Prencipe; ma doue li piace
non alloggia , ne ſente‘ quei Dati} , che s’ impongo- ,
no alv reſto dello Stato ſi Ele’gge il ſuo Giudiceper ‘ ‘ì'
le'appellati‘oni nelle cauſe c—iuiiiìgz Hà goduto per il
paſſato tuctìe le confiſches-e condanne deÎ delitti, *6C
eletti gl’Offitiali per-quellefèmaflhe il Prencipe ſe
n’in’geriſieÎzrimettendole, ‘ö:riſc‘uotendole , come
`* i P12].-~
6
- to piacquan conſiglziogomralo . ‘ Vediamo ſoptaeiè
m líb-r-r-ós- in tib- mfim-ràper con due da Mülflia. *° {quali mofltano
áL‘L-'Ã'zìîlîlg‘ſií79ì-queſìa verità parente., lai-:em a che riconoſcimofi
poi cauſa: le; confiſc’hc odijzimortali ſitàPadani
mentre i confiſcati ſupponcnano eſſer &giura; le
condanne perliuori particolari a, fi; arma bene.. Laſi
:r ciarle al Principe.. [nobili banque-no Poxefià .ſos
"ì ”""Z;“"‘²"‘²°' pr’ i, Villani a i quali erano necefli’tari fornire (2,6*
{ſ‘cfg‘fm‘f"W-“ì-ccdouano i _e nogauanolîc_ ripreſaglie- ²>² vende*
1» dani-zi… lib.: c. uan? ’ a allenanënp ſcudi" e' çaſtçll‘l.dçugg`…lf`
7,. dictione, ‘ì ma 11 vendeuanoa‘ quelli del paeſe D.
,4 e non. a foraflieri, ì‘. Non_ ,riconoſccuano .e ne, di
;’;jìd-fl“‘“-‘ì"*3*‘* Preſente .riconoſcono 'qucſt’ I.lluſtriſsñ` `IVIagìſtrama
nella macerie_ de grani… , ma publicano grida.. pro:.
hibiſcono l’ eſtrgcrioni , e le concedono ., cio che
adñataxìíz.x..flrdemoſtrala giuriſdirc-íone aperta, ì’. Erano. e. ſono
. ’WW‘ °”"‘* ‘“4' ì” di preſente padroni delle porco della Terra', 'o .final
inl'.omnesp.cpuIi . _ , .
demfl-o :ur-DD- mente. m. altro non hanno mai' riconoſciuto i as
in c. cum acceſſi/ſent .
.37; aííemcoízífit: riconoſcono .il Padrone, queſto Stato, l‘annunci
…zi de Maffi. la miffione de gl Official! a Come fi diſſe. . e. nella r1?
ÎÎLZÉÎÎÃLÎ' "ZZ-É “Bait—ione, ,annua di as 9.8.- lire con_ quello di più
WWW“- dircmoa baſſo.- Chi può dunque dubitare-del eſ
preſſo? Baſſa”; ſcegli?, che ſi rittouano in'. queſto’
.poſſeſſo a ;o [hanno ſoſtenuti-ame. giudicij. z. mamme
L’anno x 6 ?9461.14.3de fi ,trattaua ..del Dario ’del‘ Boh
linofl ghxdicèilMagiſtra# Ordinario 5 dle di Quei’.
lo
7
10nonfipoteuagrauar il Pontrenioleſe. Si man-`
tenne di Milano ſin quando Franceſco Secondo
Rè di Francia,lo donò’al Conte PietroFranceſc0. o,
Noceti ſuo Camarierc , °° ö; Ambaſciadore in ffififfgffgfflſfi
Italia l’ anno r 520. il quale lo conſcruò ſin’eſſcîtd Reach-cdi
. . ‘ . - . . mtatc decorata; ,
al ‘1522. , ët all hora elsendo ſtafl rotti li‘Îrm-zpauzussez.
Franceſi , lo poſe inlibertà eſortandolo peròa ri— ZÃÉZ‘ÎÈÎZÎ'ÈJÈÎ
tornare ſortoliDuchi di Milano. Si gouemò alñ‘ì‘m‘ì'ìììſì‘ ”MK
cun tempo_ da ſe vhaucndo elletti orto . che amñ~
miníſtrauano giuſtitia , ma doppo ivan-dò al “‘
Duca Franceſco Secondo Sforza , e ſi rimeſſe`
ſotto la fila protettione , perche li. promeſſo'
conſcruar gl’antic-hi ſuoi priuilegii. ’f Stimando ~
la Maeſtà di Carlo Quinto, che lo Sforza haucſſe ”ma 26…, f,…
commeſſe alcune felonie, lo-priuò ,l’ anno 'I 52 6.}ÎZÌZÌZÉJZÈI’I’Z‘
dello fiato, ’7 e l’anno 152 8. diede Penn-:moli Guici‘rzz_lib.'
in feudoaSinibaldo Pie-ſco Ambaſciadore die Ge
noue-ſi ff‘ lotrateneroliFieſchiſin’all’anno r 546.
quandoGioLLuigi, vno di loro, veci-fi: Gioanne- ,,,idmîfiapüdm
rino Doria . -Si diſputò~ nel Senato diMilanoſè il ‘xffz‘féëf’u‘gfá-_În‘o'b‘
fr‘acello del delinquente doueu-a priuarfidil’ontre- in d con?! fa!"
moli, :ſcriſſe peìrl-anogatiua Orlando dallalVal—lxb.:z. “P " ` _
11:, ‘9- :contro il quale-hannopoi ÈflittOflltt—i Doc- pecmîzîmfl ,3,
coridiprima cílaſſe; 3°' i’quali ſono regiflrarí iam {Lbſgíféſì‘zfizíîjj
tomo particolare-ſtamjzaro d’ordine :della Serenrſl ;fffffgffiaffbf
fini-'z Bet-*publica di Genoua , intereſſata in queſta ;uff-;12‘199- mm
-puó—_o— ....- _.-. ...z-…ó...

B
y
cauſa
8
cauſa per alcun‘altri fendi che tratijene , ö: erano deſi
Fieſchi al tempo del delitto . Non ſtimornoiPon
tr‘emoleſi; che foſſe neceſſario diſputar quello ,che
dipendeua dalla loro volontà, e ricorſero a Ferdi—
nando‘Gonzaga, che gouernaua queſto ſtato per
la Maeſtà dell’Imperadore Carlo Vinto, rappre—
ſentandoli , che come s’ erano raccomandati alla
pi‘otéttione di Milano, ö( s’erano dichiarati-di vo-Î
let viuere con quella , :eſſendo liberi padroni .di ſe
ſnedeſimi ,così non poteuano in feudo ,ò iti altro
modo eſſer alienati ad altri particolari , ſenza , che
vi concorreſſe
all’ la loro
infeſiudatione volontà.
de Fieſchi Aggionſcro
, non haucuano, maiche

eſpreſſamente conſentito , ne tacitamente, ancor


che ilñti-mor' dell’armi di quelli , li hauèſſe impe
dito il ricorſo ad altri mezzi ‘, intendeuano però
app"artarſi, ritornando alla ptOtettion-e immediata
di
finechi
‘confoſſepadrone di Milano. Load'pregorno
particolari Amſibaſciadorſii in
accetta‘rli in
nome di S.M.troncate le ſuperſlue liti ,öt'a prome—
1 ` .
Ira leghi”: in libroterli di non alienarli mai più ad altro Principe. Li
rtjbrmatlanis anni
, 1535ſ01.163.a`ter. acetò
S. M. '3‘Ferdinando
Weſta non, evenne
promeſſe la' ratificatione
pioi apertamente di
‘, ma
T
”tifímtio enim non
;alam 'Pe’rbis fed
ſaffo daretur Cy—
s’eſeq’ui, ne ſi trattò'm’ai d’ alienarli ,‘ .ne. quando
Fm in ſuisr contr- il Sig. Conte di Siruela hebbc’ 'neceffitàí‘di ‘den’ai‘o‘
rorcnjîcqym. 70. , . _
~ lanno 164. r. öc lr Pontremoleſi lo ſoccorſjero ,con
1 ,.
lv
. . . . i 9 p V( ex Inflrumanrz)
’²
le accennare .5 om.lire , e la rimeſſa delle 7 om. vol-rxzflqnte in Illuſtr
. ' . . , . Magi/1mm.
ſero, che fiſtipulaſſem amplaſiorma, e ſi giuraſſe a;
queſto patto , 3‘ come fi giuro con promeſſa ,che :.[ZZliſamiÎpZ'nio
. . o \ - o 2-2 . -

.` o . \ * * [0 - (FDD-dc
mar ad altro Prmcrpe , o Republica, ſarebbero 1n—Pmáufſern4,,p,w
feudati,
\
ö; ialienatin . o (Lieſta
i . -
è. la verità . del fatto , öc ?TTT-oz?”
- - lÌ‘Cd ÌZ- IÌl
e prouata da Iſtorrcr verrdrchi -, a quali nella—noſtra »er .ir/tardi? , 3.1”.
\ \ . . , 33 in l.r.col.4.fl`.fi ter!.
facolta ſi da intiera credenza . , petaz'y'ibidë rana-z.
. .
Ricauramo da - queſta narratrone
~ - (Fr-*ur urat n. ”6.
, che Pontre-u;c…,,frùdeqmzw
moli per priuileg‘ij Imperiali moltiplicati, e conñ' P²’”””*ì’²d*"”"ì’²
. _ _ cauſam n. 1'. de pro—
fermarr da FCdCl‘lCO Secondo, e Lodourco Bauaro, bat-Caſſani” miu—
log-glor. mund. p. r.
è libero adrone della ſua oiuriſdittione ſalua la confinata-28
o n \ n u
D ñ
" uo .ſ0 mner Ì‘cftfr t ,
ſuperrorrta (ll Ceſare. Ricauramo, che ſi ſottopo-Zg— fcqm’tur .Scípio
ñ - - Theodor. in alle-nu.
ſe allaprotettione dello Stato Cl] Milano volonta- 5°,,,,,,7_q,,o,,,;,ìm
riamente , non fivedendo maffime, che in temp’ffí‘í‘itìëojáìffimff
alcuno ſia ſtato ſoggiogaro .l Adunque non po-7o- '
teua eſſer alienato a Signori Genouefi dal Protet-Bm.inz.z.fub n.2.
a o a .

, ‘ * "' ñ - (‘.ic excufaamnncr


tore, perche la protettrone non 1mporta ne .domi-[ib,z9,_,{lex,i…5/;
- - ~ - ~ ~ * ' - 15.”.15.lib.1..A'ló
nio , ne giuriſdittione , ma ſemplicemente la fa- hm_ 3m_ ,-n mf,
. ` di* difendere
colta * ' coll ’armi' ll
* luogo,chc ſi protege 11"“den…
beudal-Só.num.
config_.
ſenza .diminutione della ſua libertà. ‘.34 (Delta... {1-39-lÎb-1-H0Mlcá
, ., ,ancona .n.5 .1.
maſſima fù *largamente :prouata da Martino Ma- LMenolz/L1’n7conſ.
ñ - . * \ ~ .fl " - ~ - l o -Ùd

gerio , 3’ la quale ſortrfico con tanti fondamenti , ZÌLÎ,ÈZd,'Î,Ì,,, …,Î


'
clic ſarebbe temerario colui* , cbe ,voleſſe piu
'\ 100.71.19.23“ c .
Gaizmbfemtſifl.
diſcorrerne. Confefliamo , che 11 Pontremoleſij"éîìá‘îì-H-ſfflu
a Sua Maeſtà ſono hora‘aſtretti in molte coſe.) 35
ln ſuo truffa:. de
più di quello importa
"ì " ì" '
la ſemplice p‘rotettione, ve- ./{duomt- arma:. c.
xo. ubn.4 9.73!'.
*L , B 2 den' in ſprimisz aurc ?z
cumſeqq-Ù* in c. 15.4‘ n. ram/que ad :7.antea ante.”
in $9.ij n.1 r :4.aperrè probat 'Principe-m non poſſc
clic-nare Client” [imc _
ro
dendoſi, che obediſcono a tutte le gride , che quiui’
ſi publicano d’ ordine del Sig; Gouernatore , ö:
obediſconoal _Senato nelle vcauſe ciuili , ö( crimi
o o\' › o -
nali; C10 che moſtra la ſoggettlone , della quale
rantoſipregiano queipopoli ,.e .per la quale hora‘
tanto ſtrepitano . Ma è anche vero , che volontieri
a queſte coſe ſiſono aquietati col tacito cÒnſenſo ,
ffimando quaſi diuino il buon gouerno di tanto
Monarca,e de ſuoi Miniſtri : Non riſulta però ,
che omninamente habbino voluto priuarſi de loro
priuilegij,e perdere la total giuriſdittione, che li
- conceſiero gl’Imperadori . Reſtano per tanto ſo—
lamente Sudditi nelle coſe , alle quali fi ſono ſotto-i
poſti, &nell’altre conſeruano la primiera libertàxë‘z
36 _ Godono di preſente le regalie enontiate , e mai_
WWW? i” mf* quella
437.1ncrptt1flafen- , ,
gizui’iſdittione
ñ `
è ſtata
,
finembra-ta dallo
,
Stato
rcntiaſub n-z-Dtc- diMilano, nonſi puo drre adunque , che m queſta
zìlrpnſ-îóoſf‘bn-7- - vſfi ſ ñ . N .. v ‘ 37. `
1.m- Rol-mddnconſ. parte l- ano oggettatr. . lCClÎla7 CHIZ‘JIÎO , z
XXL-_46' “mm" che queſte prerogatiue moſtrano, che li ſtati che le
intercozìpbmdl' poſſedono', conſtrturſchmo Proruncra ſèparataá
Bnm— m co~ſ~ ua dali’ altre.. Con evocarnente. nel ndſtro caſo , e
fzrbn.77.78.é"79.ſ . . . ` , ` , . . ..
empre Pontremoli e ſtato come rale rrconoſtlütO-_
Non.fiÎ-dica,'cbe Vincislao inueſtìi’anno i 73 956. Ga—
leazzo Viſconti: non ſblo dello Sc-abodiùdilano ,
_ma di Pontremoli ,' e della-Luniggiaha ‘; com;
'
ljînumflìmo Lario L Vincci
- — i“
, .nè_inueſti.anco
"—— 'ió-M‘ i ñ Olo—
ia

e: -
. Ti'
glorioſa mernor’ia del Pr‘udentiffimo Filipp'o Se:.
condo. -Perche riſpondiamo , che quant’a,Pontre
moli l’Inueſtitura non derogò alle ragioni .del .rer
20,ö:a quellihche' già erano padroni della-’nude,
ſima giuriſdittioneprima,c`he Vincisiao, eCár’lo - , -38 ,
. . . . . ’ 33 _ ,— dd!e’-t‘t_.cumglo_flm
Wintomueſtrfleroi Duchi, .. ne ;l lmperadore cmemenxdcprreſc.
con tutta la ſua Maeſtàpuò priuare- il Vaſſallo 'del incamma,
l. Deçurionibus
[ib, n,
feudo, che li è ſtato conceſſo .daxſnoi 'anteceſſovi , WWW-"WWW’
”cm in e. z. (T in c.
quando non vr ſia cauſa dl‘dèlltto. .3’ Non ſolo ;gxffizffig
non può priuare il Vaſſallo, ma ne anco laLCittà ,iz-?Pit circa Pm
e luogo ,.al quale ha` donata.", la grurrſdrtnonea
. . . . .
4° mi am.3 9
AI’ontremoli già era ſtata qneflä rimeſtailiberañ c.Roſenrbzzlde pbeudó
romana!. 1 LP tot.
mente dalli preceſſori di-Vinci'slao- , .come habbia— Majin“. deam
mo viſto, 'e non hebbe luiſàco’ltà ,me flario.Q1—`inflZKÉd-ſfzíffiwflafiî
o \ o . n ._ , . o c l” o
to d’ rnfeudarla, e pero la loro mfeudanone s ln~traóî.dephcud.c.3.
- ~ - - , 4, - _com-l. anſub nu. 2..
tende ſenza pregiudizio de Pontremoleſ . . ~D1-,z<,~3, —
ñ Q d › E ’. o r F A ’ x '7

cranio Il; mcdefimo dell altra‘Inueſhtnra conceſſa 3……, ,.Îquflribi;


a Freſchi , la quale non muto lo ſtato diPonrree-ñ ag;
moli, ö( a quello nonñ pregiudicò. , .e -~ L .-2 *1. , . _ ,-. bene .Alberi-”puſ
ñ - ñ \ . 135.ſub,n..9.'vbrdz~
-r-Non ſi parla della donatione fatta dal Re dia; quod Prince”
Francia al Conte Pietro FranceſcoNoceti, perche non vultpreiudíu.
,e zum-z,… “…i ,
quello. òccu pò io:StatÎo .di Milano ſenzalegirimo “ì“m fi ’;j’lfflm
_ x‘ ` _ _ _ ` . uefiiret,e ecitDer.
micio,
. , .
e pero
..
le.
ſue durationiso
.
eoncefliom
,, . ì_ t . ..
flacone

quem c lega: in
coflſ-389-[Kb M. .4..
mualldeae ring-care daſucceſibrr.: :.;.R [conobbe-ro
queſta veritài mlédeſinii biochü ;c'h’ecómë accen
riàſfimg ſpontanemnenmnnnqtioma, _e ”1'er in 30W, ?LM-MW
. 7…— …ñ.-- ó.. ..- —-.. _.—

t. . z.. libertà
z... ..ñ...._.…
”'39:
I2
libertà i Pontrei‘noleſi d’ eleggerſi -quel Padrone}
che voleuano , (Lieſtiatto quand’ anche ~valida
a foſſe .ſtata la donatione 'del.Rè di Francia' moſtra ,‘
;LL-1; firma: che eſſendoſi con"eſſa priuatoz'dgl luogío , il Ducadi
“fido mfn-_Ì- Éanſ- dz* Milanomon iÎÎhaueua più cha. fare-x, *i* : “e quando da"
ſſ'ſſ' 4; ~ ‘Pontremoleſi fù nuouamente ?chiamato , quì vco-
minciò il nuouo contrattou Ne Îſi pretenda,;che
W" D“ìì‘ì” f?“ vi concorreſſe'ilconſenſoalmen‘tacitó ‘della-Terra;
:ic: violentaiuben— q a _ , .. , . . , .
di, ;di qjëffië‘á‘fz la qnale non s oppoſe,v perche .la paura della potenk
(Aprea ñ‘
vzÎzeazÃ-r Majíard- za de.,.Freſchi
. .
produſſeìil. ſilentlo; ei ſcriſſe]
. ,,
Impera;‘
d -,- it. om -193 - ñ - - -- ,- ‘ .
7,5,? ,iaia-2. Mager. dore.,:che foſſero.. .quelli accettati A, nel* qual caſo r,
ì" mm” ""”at'Dotto‘ri .rnonrdubitano del diſenſo ,L'o‘zt‘oltre dir
5.9,”.761.
A _ _ . _ v * n _i _l i~ * r o .
Vtffiffifwtm. quello nonpaſſqrnd l: z o. anni ., .che ſondpeceſſarr}
inuml-11:24:-711‘1’'m-adñrndurretitanico;v l'3 .Chiaramente peroqüando
:zxum
.' q - '.
da FlC'ſChl . rrtornorno
. ñ ñ - .
volontariamente alla . protet-ñ
.

- tione di queſto Stato, ſi dichiarorno , che non vole


Nmiufſfflmm_ uano mai più eſſer.irifetldati,ò alienati” con queſto
;iter coníl’á’ífdl‘ìf patto ſidiedero,‘il quale omninamente ſi d'eue oſi_
i'll”. 2” 'c ' ‘ - -o o , , ,

ſubn-ÎQÈMTZ P4- ſeruare, e non ſi può rompere 'dal Prrncrpe . 4;“ Anzrt
~ l ' ’- 1 - x o a -, A v ~ .

;ELEMLÉÎW s intende ſtabilito ſenz altra eſpreſſione per laxſém


plice ſoggettionetí- :“2:- ;:.' A "›'…% i - . .-.- .- ì “- “ '
:A J ‘là-,l
(

4; l :› Se 'nonſitrattaſſe'dí'protettore5nermenohatireba
…rex in d-allcgaÉ-be potuto il Principeralienar i Stati div Pontrern'oiia
9.ſ”bn-6-'Pe‘rflfmol .\ h ,*R~' o l P o o _. . v Ch .
ex [014 fubzefhonc mpercroc e tutt-r egm , e rincrpatt ancor e
ÎJLZTÃZÎZÎÃÎÎÃÎÌpotentrſſimr , e lleſl da qualſiuogliaſuperrore.- .alf
.- 15'"

.i . mero
13
mero Imperro , nOn èëaltrò , che “la-poteſtà di caſti
gare i-delinquenti,come ci laſciò ſcritto leiano..4í,
S’introduſſeroj Principati quandoſi riconobbe;che.- 45
la malitia humana era tanto creſciuta , che non 'laſ— ;Z fèfçìſ’gfcfflî
ciaua goder all”huomo quella communione , la
quale da principio nell’età dellÎoro ſù conſtituita, e
s’introduſſero per Vtilítà ſola del. medeſimo, - acciò
haueſſ'e… im’: ;fitperio're ida .chi ridori’ere - q'u-and‘o le
foſſe fattoraggrauio . .47.3 onde-il-Principe non può;
ne deue ſar quelle coſe che’ſoho contro' il ſim inſti- z7 _
tuto, ciò è contro l’vrilità de ſudditi. Dannoſiffima iÎJzſrſiÎii-LÎÎ.ÃÎ7ÎÃÎ`JÃÌ
è l’alienati'one,e però norÌli Îè.permeſſa-. Euidente ZÎZÈÎLÌJÎÈÌÌM'
ſi ſcorge il danno , mentre vediamo naturalmente
maggior aſſett'iìone,~ maggiori-’amore ,, e maggior
carità hauer li Prencipi verſo iſuoi antichi Vaſſàl li,
che verſo i nuou‘i I.: .. Nonhabbiiamo neceſſità di
mendicare que ſto 'danno nelſcaſoîdi Pontremoli , il
quale.-.dalla;ſdggettione d"vn Món‘arca ., e paſſatoa ’ m
quella'. d , ñ-vnza; Republica
, _ , . .
inferiore . .
ſenza minima relatmàColer.in c.
adaudíentíamndg.
chmpar-atrone.) Diceua però Salomone, 'ì‘ che 11 ”MZ
~ o ~ a . . de a ' t. ñ

Regno'* piccroio
'. non: perdona
' a ,Suddrtr.
= '* 1t mſg.“ W153;
Iocraterino t‘

-a Per’ſeflieſſd da politicize‘morzali "è-ſtiniato moltoäbffin‘ìf Tei-1;?,


P’lùVtilC a'popoli-ilpriueipatad’vm ſolo ,che la Re* 6- atè Gregor. Tizoñ
, . 4x k .
publica:. ;~ > .ma-ceſſa_. ogmdubbmſeu
… .- ._ . - . . -_
Suddrtidellña [oſat- de republic‘:
111…. c. 3. @ñ 4.1;”
z .‘. . ‘ ñ. s -
ſteſſa, ſonoancapacrde glìhonorr.,\e cariche , come i;rr.F-‘ '.B
MJZij-;szfgî
-^ '~ ~ * . ‘ * , '.
ſonoquellucheſoggracciono ’ ’ " Genoueſió, “TMW
aSLgnpri. I. Patria*: de ‘Pr/.ina
in’íirî

:.- flsv quando -


I4
quando non venghino aſcri'tti nei numero de' nobi—
liv .. .E giulio, ec iegirirno quei Principato ch’è ſtato
eretto dalla ſpontanea volontà del Cittadiniv . . Se
dunque ſiſonosoommefliail’lmperio‘d’vno, in che
modopoſſono eſſere' iramandaoi all’Irnperio d’ vu'
altro contro la loro vdòntà ?ie 'perche non ‘s' oſſer
1‘1anoilimitidae mandati” delle commiſſioni? Non
ſù farſi eletta -daΑBontnemÒlefi labpntà 'd‘eDuchi
- di Milano, e »doppo- di S. è. certo,si;,e perche ſi
pretende ñalimarli ad altri; i quali non ſOgnomo
mai riconoſcere pel‘ P’rencipi è Erano auamila ſog—
gettione sliberi padroni ,iöz Voiſero non i’ appoggio
de Signori Genoueſi, ma -di queſto ſtato , perche
dunque ſi ſmembrano da: quella? Wai-:do il Prin~
49 cipe ſi~conſtituiſſe col-conſenſo dei po.po.lo,<all²hora
ffiffi: Züéî-íllſîî‘fl”: il Principaooſì chiamaconſtituico in quel-lod’alcri ,
mittlf'eq‘; fa' c. 5. 5c nonſi può aliena-re iii pregiuditio de Cittadini,
. . - .@- nc ‘quali. lo ſteſſo hala
L‘iiiîſſiáflſſi‘effiena i ſemplice,
. . e nudazragrone
,. dei
;zlfffzg'ìmfflzóeſigî Principato . Porta queſte. tag-ioni perprouare ., che
?dſc ”Emma l’alienatione de ſt-ati‘non ſüſiſtflèü dettiffimo Vaſ
pflxàazxùzpcurz uio. “9 La-qniſtione ſèill’rincípe poſſa aliena“:
* . mſm-at. .. . .. , ,7 _ , .o
&imma-22 vray:. x.\›ſiad~dat1, 1 quali non vugiwnorconſenureal-l aílre
?ÎÎÎZZÌÎÌFZÎÎÎÌ natione, e non meno antica; che vcrontrtzou'erſa 'da
legiſti, öè-è più veraj-e piùſicura queliìopin‘ionexhe
‘mmm 'Foncvr-riſolue per-la’negaitiua. `ì° Se-parliamordeſſinſeu
mm refer:. . _ . . , .
ÌÉEÉEÎJÉÎW que-immette., ;che traſìnctce fl .ſolo
“— vrile
p i

I ’ w dirituri” text. de‘


Vſlle dominio, e riſerua al -I’rincipe il diretto, non ;HCl-;grazicszñ
- . . e M "HI
corre queſta propoſitione ſenza molti contraſti, e granda]. Baj): 4,
maſſime nello Stato di‘ Milano,
‘ doue la conſuetu— rm “P.” . ²9°‘
52
. \ - ' . . ~ Ce bal.incon .168.
dine feudale ha introdotto, che ſi poſſa infeudareſuſnmqflflmdz,
non ſolo al maggiore, ouero eguale , ì ' ma all’in- L“'a’b-conflscs- »u
_ ` . _ . 81. Ccancer. var. rc—
feriore , quando pero non reſiſtono particolari pri-ſaltii-;jb-zj-zîmm
o n- ` n ñ . fl 35,- ‘o Uſl-Su‘
urlegi),o conuentiom . ’² Ma ſe parliamo di quelle Freni-”giroande
_i o a o ~ ~ * - b . . . . _ ’U
alienation1,cheleuano anche ll diretto dominio ,ÎnflÎ-;Î’U‘ZZM4
ö( la ſuprema poteſta,e chiaro piu del Sole,che nonfiìſſ‘ “d““ìì’ì‘ì‘ \ \ o ‘ a \ ñ . i

può'il Rè tanto daneggiare laſua corona, ’3 ö( ſe Sfizi-Sg?”


o - o 0 mcr—
aliena non è obligato oſſeruare‘il contratto . Così _iaia-placida c. 2.
ſcriſſe Onorio Terzo Sommo Pontefice , ‘4 pai'laii-jubÎz-.z+foffſi7‘.ë~”
, . . - L'iſl i! [cet t

do del Rè' d ›Ongaria


* , il
* quale haueua venduti' alcu-{Îffîwìnîrëà’jgfí
b . . ` -

niStati, e giurato d'oſſeruare laſſvendita. Dice il fiäffif‘xffi’ffgſ;


Pontefice,che non ſi poteua alienare , ne mentgiu 49
rare, e doueua il Re riuocar l alienato. Baldo ’5 qui :edejpoíi’RT’i-OÎ-cg.
~ \ o , . _ ` ’ . 071-*

oſſeruo, che ſonoliPrencrpi obligati nella corona— 5 ?ſmflſſm


` o ~ n e u o “ſe on- . -

rione giurar di conſeruare,è non diſtraere le ragioni ,Zſjrìífdf‘ffi “mi


dello Stato.. Ecco, che Circonſcritta qualſiuogliain ”Wigwam d_
protettrone, non haurebbe poruto S. M. vendere Pofleum Hieronim.
liberamente-;il
_ . Pontremoleſe
. . .. 14…? 'f’alΔ t. .
Leo in der' .

l correnti biſogni-non furono, neanche baſtan‘ti _


per render valida queſt’alienarione. Poiche la puó_th ,mſffimnd'
blica neceſſitàmoh-ſi’deire" riparare col-danno parti- hifi-;TLX
colare d’vna 'Te tra ', ma colconcórſo di tutte , * ö: Dcc- o* ?Pnp/[qlc
- ‘ ’ ~ A ~ o ~ o ~ * I ~ ll-COÌlÎr-l ”I 7‘. -
ritrouandoſi aſtrettoil Prmcrpe per .la ſalute com- i.r.z.num.8. 054.
C mune, fubnuq..
.1- ‘ñ
T ñ l (i
S-ziiſcliam diſccpt. ' ' . _ _ .
…m donne-ten# mune, deue ſeruirſi dell‘ unpoſitione generale de ,
ì‘ bell. ofl . . . .
iiiniiSu-zr. deÎz-j: ?ir tributimon perdon ando ad alcun ſtato di perſone. t
"’"ì :e ‘ Nel caſo per-ò di queſta neceſſità quando s’am—
1} L' l. .Cdc
[ofiîffipfiſgdáfi c… mette ,- che poſſa rl- Princrpe
.. . .
riuocar non ſolo il. pu'.
foffdfgfficffig uilegio, ma il contratto, .vogliono i legiſt‘i , che ciò
iëallegetapfùbii.cglidiChial'i con particolardecreto. * Non può
I ñ o . ` \ \
m . farlo nondimenoſe queſta neceſſita non e c051 Yl'rr
Mcnocb i” conſ-
;o7n,,m,47,T,,,z,,gente,c h enonwpo
' ~* ' ſſ l - * v
aa trimentiproue d ›
ere,e non
iÉiſſſÎÈ”‘,‘,Ì’ZZ-Î,7;Îſàppid'ou’altroue-pigliarildenaro , 'ì‘ il che non
Z…? giprzzglëií-ſi preſume quandoſinon èveriſimile, e non' viene
o” . 4.) ñ 'ñ- . . ,
10- «mou- Bcllcn- eſpreſſo
i” ccnìlóó.n`.ç.76rfl ,
dallo ſteſſo-. Principe con l aſſiſtenza del ſuo
fecmnlo Wrà Bar— SUPrcmO CODſlglIO.., ,
d"1[°”'i”‘°"ſ"*8' Sonoindubitatc le'` precedenti propoſitioni, ö(
ſitb-Îl-IO- . `
Paſcal.. depm.,po_hora
n paſſareino alla forza_i del
. patto ſtabilito col
rrfl-ëar-Îzc-J-g-b Sig. Conte di Siruela-Gouernatore di qu eſto Stato ,.
77. .z .m- . .va . , . . , \
5`iipreiri7.lr.-11.(`onfil- quando l anno i 64 i.,preſe rl_denaio,che s acenno ..
H” 5'596
. . 9-
- Loſletuanza de contratti.celebrar_i co Sudditi,
a * ~ , e .

’22:2qu deue al Principe eſſer legge inuiolabile, e ſe bene


in Eccleſia. de con—` i
BMW ſu* in c_ l.Eddio’noſ’tro ' - haſottopoſt
Signore ` ’.a qqellq le leggi
. ',
É* ELENA 1:Zitti-on v ha pero ſottopoſt rcontratri- . 5
4 - P i” L'- I* 0 ~ ~
Di qurnaſ
` n o a

nouformfidelq ce, che ſe concede a liuello beni ſuor patrimoniali


In inni-‘7a def/id; Con patto, che non ſegua caducità, ancorche non ſi
P“""”°}‘à""' ì " paghi: l-a penſione,è~tenuto oſſeruarlo-í., ‘7 Prouano
Videatur era' an. . ,’ affiomatnt‘
_ ’*llteghſtl
' ' ’* ;8 c baſta vedere Vaſi
inter conſiëbeiäial
arm-'HW lÈ-i‘ub quio , ‘9 che .diſco-tre con fondamenti indubitati?
72.24.” eq. ra”. . . . . . , . . - .
m :Farini/ii mi. e moſtrano: politici. chela fede è‘ il primi-pal ſtro~
l LU* 12. Suarezin
dal/eg”. 9. a‘nu. i. ‘ e mento,
cum mult.feqq.
59
In Juſt-inn‘. Illlrſir.
:- tor.
v-v7 ' .. ———- r—óó—-—~ -~
-ñ- ---.. - v, …____…,
ññ. ._
...-.nu-”'—*—""S-ñ’ , 7n ’i .

. mento,, col
.
quale gl’lmperij ſi ſtabilíſcono, eſiT 7ren-v
dono immutabili . Lo prouaGio. Cochier nel ſuo
Teſoro `delli afloriſmi politici,al iibroflſecondofic a inc-:M MW
luiin ClO‘baſta rimetterſi. Non andiamo con an“l "P‘ I*‘-î-ſ’“”
n. r4. Cmu. in conf.
gomenti, ma reſtringiamoci al caſo. E commu—w-fubM-Éo-cum
‘ qq. Dec. m conſ.
niflima opinione, che quandoil Principe hà proñ 392.71”. 7. Oſaſe. in
meſſo aſudditidi non alienarli, ö: hà riceuuto ilZZZi, …PZJÎÎMZ
n u o o e o o .26- - C -

prezzo perla. redentione


*
, non ſi puo‘ piuappartare
" ſubnuflplffl e .
,ibozmmàsfrſlfi’
dalla promeſſa, ſotto preteſto di neceſſità- , ne d’aſl
i
i” “Mit-“436’013“
ſpeculo TrlnſlP-rll
ſoluta poreſt'à, öc l’opinione contraria è lontana‘dal brief- ll-ſiii 1m.
. . ~ ,- - , ,- . ver o imitatur E*
vero, impia,contto la ragion naturale,e delle gentILci-ndoqtior omnes,
,- o* o a n * ì ' E * V ñ ñ

ö( trapaſſa gi anguſti limiti del Prrncrpato,‘°r1:ò.chefeäſgfláífffiäîîj


conobbe S. M. la quale nel mandato delle infeuda-ñ ;Z111 :eff‘ſſlzflfjî
Due
tioni, ſonduncjuerle
eccettuò coſe già
leTe rr'e,che Î, che Prohibiſcono-
s’erano redentè. Iſa JFK-81;;
` ' * *,
vendita' di Pontrcmolijì-La prima' fondata' 'nella
ragion commune,che diſpone nonſi poter vendere
Stati liberamente , quando reſiſtono li Sudditi .~ La 6‘
ſeconda eſcindata nepatti giuratidi non faliénari-Lgiof. ”arabilír in r.
We ſt'e'due-ñ prohibitíoni operanoxheanchëne caſi ÌÎJzÎiÎſſi-ÉIÌÎZTZ'ÎÎIÎ-IÉÌ
permeſſi, non-fipeſiſſa 'vendere , r“ r3( alienandoſi{ZZÉÎÎÈZZJÌTÌAÎ
non-ſ1 traſmette ilídominio nel compratore .` “i ~ ";Èíféî-gfljzcffz
Sentiamoìlidbletto , ?che non" fix-S‘. M; :quell'athe cynflzóóſub nu. 19
preſeíl'dominiÒhÎPontreihdligepi-omeſſe non alieómo' a, _
narlo, m il ÌſìiſiorGouérnatorei e *Vici-Zret* Che fiji‘, :;:;,°;'Îj,:zz,;z
ricaua da queſiti! amara-@ente il .Vicerè , ö( con :‘3*‘“ì’²ſ²‘17* '
.. ‘x ` C, ` 2 la
18 -
la ſua promeſſaìobligò S;M.contrahendo come pro
curatore di quella . ‘3 La grand’auttorità,ch’hanno
iVicerè , e Gouernatori delle Prouincie , ö( l’ obli
*fj’g‘f‘fjffifägífjr-a‘tſ gatione de i loro Re dioſſeruare _i contrarſi,,che `ce~î`~
“Caeſar. 64 lebrano, ſi lege in Maſtrillo, _5* .e ſe nordiceſſimo,
de Magiflrat. [ib. 5. che non poſſono contrahere co’Sudditi, ſarebbe' .vn
‘ſó'pmoſi moſtrare, che S. M. voleſſe ingannare i medeſimi
Sudditi, i quali vedendo il ſuſtiruto con leReali
inſegne , penſano. ch’habbi la ſteſſa auttorità di chi
l’lià ſuſtituito. ‘F Non ſivegono queſt’inganni nel
Mzzmzenîf, …ma1. noſtro Monarcha,
8. ”la nu. 7;.11‘1). ' ò: è ſacrilegio
'i il penſarlo, non_
Amm-…nf 94_ n_ ſoſtenendo egli, che la ſua real parola data da Go
8:”. Bmdill-Polì-uernatori venghi meno. › v v i ,f .ì :c _.
nc.hb.3.c.13.n. 19. . . . .
zan-.z. Aggiongiamo, che la promeſſadel Sig. Conte di
Siruela ſu fatta in particolar tranſattione , approua
ta da Tribunali di queſta Città , i quali giudicorno ,
. che S.E.doueſſe pigliare le 5 om.lire in contanti,e la
66 rimeſſa delle 7 om. nel qual caſo non v’è chi dubiti
M ur..? ur anni” an—
nor.adil ampia, dell’obligatione del ſupremo-..né Concludiamo,
;XFN-7,122‘ng che il Gouernatore non obſlrgo S.M.ñ cp] diſtraherlj
e' `[.nii 1.80— ' '
”ſifilifbgfgolm le proprieta,ma col conſeruargiiele. E quando [o
‘-Iz-n-IQ-tom-zfl deue obligare , ſe non l obliga nelle coſe ,- che ſono
vciliffime alla ſua Corona?, ‘Fl-Habbiamo ſin quì
67 diſcorſo della vendita di Pontremoli, eom’e‘ſe foſſe
interprete: .nm-_es ſtata fatta da S. M. maqueſto non: èjizl {caſo ~ noſtro,
?mm-Maja…
md. l. LF. de off! ſi perche hà vendiitogSigrconteſtabile ſuo .Gouer

x. . ..i natore .
. 1 9
natore. Amminiſtrano queſtiGouernatori la real
giuriſdittione, ma non poſſono alienarla ſenza ſpe
cial mandato . ‘8 Non ſolo qui fù venduto ſenza
mandato, ma contro gl’ordinieſpreſſi, e tanto at—
teſta S. M. nella lettera, che ſcriue , ſi chela vendita ` - 68
` . . \ . latè M4flrill.de1\”—
enulla per diffetto di poteſta , e tutti reſtano OP"gdír.zt.lib.5.c.6.jub
preſſi da marauiglia , come il Sig. Conteſtabile; in LLÌZÎZÎÎQÈLÎÃ
coſa
la M.diS. tanto rilieuomandato
vn’amplo procedeſſe alla ciecatutt’iluo-
d'infeudare . Diede ;2:51 ſi
ghi, e,Terre,manon d’aliçnare il ſupremo domi
nio. Anzi nelle ſemplici infeudarioni, furono ec
cettuate le Terre inſigni, ch’hanno fortezze, ſono a
a A.
confini d’altri Prencipi, e quelle , che ſi ſono reden—
re, con lo sborſo di contanti . ,
Terra inſigne è Pontremoli, com’a baſſo moſt ra-`
remo, hà trè forte`zze, ſtà a confini di Toſcana , e di
Lombardia , ciò che la ragion com-mune pondera` 6
per renderla inalienabile , ‘9 e finalmente ſi com'- Suarezingdqlleg. 9.
prò la redentione, comediceſſimo , era però eccet—ÉÎ" ZLZLPF'KZ‘LÃÎÃ
tuata . Deuonodi piu li feudi eſſer venduti all' haſ- ”‘LCWÈQ" “-²*ó
ta publica ſotto pena della nullità . 7° Queſto non Zaffi-;gp
all’haſta publica, ma clandeſtinamente è ſtato alie- n.7. La; 8.culſebqq. c.
nato.
delle alienationi,
Comandano e Regie
gl’ ordini
rendite
reali-,che
paſſi_ peril Teſore-
dénaio "“7
ffmfn‘zfl’?
‘_”ſí"{2,23%

ria. * Veggaſi ſe queſto la toccò mai. Non de- conſ-so.n.3oz.zzb.r


uonoi Gouematori nelle materie di giuſtitia di
..A
ſ ` "' ` * ſentire
`a o
ſentire da’Magiſtrati ,* " e così gli vien comman
dato nelle ſegrete inſtruttioni. Il Sig.Conteſtabile
71 contro le ccnſulte eſpreſſe del Senato Eccellentiſſ~ _
ZÎNT'ZÌÈÎLDON di queſt’Illuſtriſs: Tribunale vende appoggia:
to al parere di pochi miniſtri d’vna Gionta , a' quali
non totcaua la cognitionc di queſto fatto . Le
Gionte quà ſi numerano frà i maggiori aggrauij
dello Stato . Daneggiano la giuſtitia , mentre con
i'ſpedienti procedono ſenza l’ordinaria cognitionc,
auiliſconoiTribunali eretti per il buon gouerno
de’ſudditi, e cauſano mille mali. 7‘ Dannoſiſſima
à 7,0"!sz ?mn-e poi qucſta vendita alla Corona, non'ſolo perche
Troreg-tit-dedeleg- il prezzo ricauato e Vile, ma per ll pregrudrcro , che
cari . ui cflFiÌialis . . . \ . . ,
periti'. ne ſentono ll Stati di S. M. Non ſara fuori di propo
ſito per moſtrare queſto pregiuditio , deſcriuere lo
fiato di Pontremoli con breuità.
Quanto all’vniuerſale delli Appuani Liguri,cbe
- ' horaſi chiamano Pontremoleſi , 73 baſtantemente
î‘ffizbîçſgî‘fíînfl‘fſcriſſe Liuio, ’7‘* ö: altri di que’tempiziquali moſ
ì”ſ“ì";:"”'”" rrano la gloria loro, elſingulat virtù nelle coſe mili—
fzíif‘üffif 40- tari , 'hauendo contraſtaro longamcnte il dominio
ì alla potentiſſima Republica di Roma. Signoreg—
' giaua _quella Prouinciala Città Metropoli chiama
ta Appua, 6c in luogo diquella, che reſtò diſtrutta
da Marco SëproníoCó'ſole,fi`i fabricat'o Pó'tremoli,
come legiamo in due verſi anticliiſlinii , che ſono
nella
'ſ .QLL -.e_.---.-.._’..À—.'-Î. -

3r
nella Torre principale della Te tra . Dicono queſti
Appuaſhm quonìlam Marco celebrata Catone.
Sempron@ [aac 6877245, lozſtorzſizzmque Píj .
Che Pontremoli ſia ſtato fabricato dalla diſtrut—
rione d‘Appua è indubitato appreſſo li Scrittori. 7’ 7;
Ricco è nobile Caſtello lo chiama Fra Leandro Al
berti nella de ſcrittione d’Italia , e Fra Giacomo Fi- Egg’t‘fîfíju’f’fiz;
lippo Bergamaſco nelle Croniche vniuerſali del 3-1” Prim- lle-ì” i»
Cronic-S.Cmei: Lu
Mondo, lo numera nelle Città di Toſcana , e dice ecc-in Trinidad-lib
. . ` . . 4. apud 'Pbilippzmz
eſler quella ricca , e nobile , aggionge non ſaper da Fc’rraríuminlcricò’
chi, c di che tempo ſoſſe fabricato vnluogo cosrîffiíjſíjäjíáî
celebre con fortiſſimiCaſtclli, ripieno di ſontuoſi ““4" WWW-ì"
.. . . . . . . deflr‘PÈ-ltdlfllnä’ñ‘*
Monaſterii, e (ll ſuperbiſſime caſe (ll Cittadini . Il éîlflflmimz mſi-;r
. . . . . . . \ bzfl-m dcſcnpt. L1—
Giuſtinianidoue deſcriue la Liguria afferma,chegurfoz.u.dzer.
Pontremoli è groſſo Caſtcllo, ch’hà 8 oo. fochi con
trè fortezze, che gl'liabitatori ſono ripartiti in Le
giſti, Medici, Procuratori, Nocari, Mercanti, Arte;
fici, buoniSoldati,e buoni Capitani, e conclude ,,
che il Signor di quella giuriſdittio‘ne può facilmen`
te armate piu di 2 ooo.huomini . E lodato per la‘
fortezza da S. Antonio Arciueſcouo di Fiorenza 6
. . . . 7
nelle ſue Croniche vniuerſali, ö( dall Argentario Hoc legimmi” a”—
- ~ -
nelle ſue memorie iſtoriche , . e .riqui/ſimis
i,… (jeſi-rip”:(UZ-’1.1“
a…, ñ
Oggidi fà ſei milla anime, conſerua vna nobiltà ZZ?“Ã'HÎZÈ:
'
incorrotta, e Vi' ſitrouano Cinque
' ' ' di' quelle ma!”
familie L‘rejëentiur in A*
Romana P.
che lo edificotno doppo la diſtruttione d'Appu'a , 7‘ mizar.
' ’ le
’ ` ' ’ ’ ’ ’L— "am—'ZTÎ" .

22
le quali erano in que’ tempi Padrone di Caſtelli, e
ſempre ſi ſono conſeruate con gran decoro . La ſua
giuriſdittione gira 6 o. miglia , la larghezza è di ſe
deci, ö( la longhezza di dodeci. Confina da ſet
tentrione, e L'euante con li Sereniflimi Gran Duca
di Toſcana, e Duca di Parma , a mezzo giorno con
liSignori Marcheſi Malaſpini, öc a ponente con li
Signori Genoueſi. E ripartita in 7 7. Ville, farà 2 2.
milla anime. Hà ſotto di sè due MarcheſatiGio—
uagallo, e Caſtagnetolo . Il ſito è non men delirio
ſo, che fruttifero, poiche gode della pianura , delle
colline adornate d’vliui, e Vitti,ö( della Montagna,
non-nuda,öèalpeſtrc,ma carica di Caſtagne, con
le quali ſi mantengono i Contadini . In ogni tempo
hàhauutihuominiſingolari in tutte le ſcienze, e
maſſime nella facoltà legale , de quali ſi ſono ſerui—
ti , e ſi ſeruono continuamente tutti li Principi
d’Italia. i
Porreſſinio qui ſtenderſi molto, e riferirne vn’
infinità ,- Ci baſterà però hora toccarne alcuni,che
ſono lodati da Scrittori. Dice il Caſtillione nel ſuo
Cortigiano, che il Pontefice raſſettò la Ruota di
Roma quando eleſſe di quella Auditore Gio.Lucca
Caſtellini, che’prima hauea ſtampatc alcune lettu—
re canoniche , e mori poi Veſcouo di Reggio in
Lombardia. Ferdinando Vghello Fiorentino nella
ſua
,.

.
ſualcalia Sacra; ì non ſi ſatia di comandare Gio..
2z `
Gabrielli Atciueſcouo di Piſa, e riferiſce VH’ClÒgiOÙ'bL54432,73‘,i
che ſù fatto nella ſua morte. Gio. Tomaſo Para* `
ſacchi Aſcendente
ínſifempo d’vno diSforzeſchi
, che li Duchi quelli,chedominauano'
quì ſcriuonó
queſtóScato,fù impiegato ne principali ogffiitijf, e `
p‘alèò all’altra-vita, mentre era Giudice 'al ſegx‘zdîëel `
Gallo di Milano _, hauendo prima add-ittionate '
l’o’pere delVecchio Socino, 'ì Antonio Oppicini ~
hà Vn' Conſiglio Rampato in quelli dell’ Alba . ° Il ſoma…?cream.
medeſimo Alba lpda‘l’ompeo Reghini , P Gaſparoz‘áfflìfììwfflm'
Tranchedini hà vn’altro conſiglio in quelli diVin-eflmnfil ° .
. ‘i Paulo Granutio
cenzo ſuſa-10,' . Lucheſe nelle. -792
p _ _
ſue conclufioni, ñ‘ nominaGaſparo Galbiati perÉÎpÎonfi597`m`PſiW
vno de' primiAuuocati della Corte di Roma; Giro-ef; ,04,25, 1,1,_ z,
lamo Magonio fà honoraciffima mentione diFa-Tbemmfló_ ,L 1_
britio Maraffi, chiamandolo Huomo integerrimo , wrſ-Pvrqu-Îm
e conſultiflimo. ~‘ La 'dottrina di Pietro Ca’ualliſi
ſcopre nelle opere'Ciuili , e criminali, ch’hà publi- s
cate , e nonv’- in Toſcana doue eſercítòle mag—j’jb‘ìjféſàfmììffi 7'
gioricatiche'sñ’che ſi diano à Miniſtri di Giùſtiçia `
preſſo que'l‘A‘
time ſu'ſie S. chi nOn eſageri
Pa’tti,"eMitiáoſe anch’
maniere. oggidìCarini
Antonio Ie'oc’f
Lettore
tor prímàziod‘ellò
Fiſcale d‘i'Fibren'za ,Scudiò di Piſa,
'e lódaco e poi Audi-
daſiFranceſco _An-i” conſ- c _
- -, . l . H... . -\ ñ `Ù`CXMLCOnſÎLll<
ſaldo*
‘;ñ :ì a‘*1:7ÎYÎÎÎOttaudo
` (Sunm-Îſuo
- D '` fratello' ~, `che (Uliustintcr
Aſiuu'ocato" c'ójll’efl
F“"ſi'HW‘ſſ‘ſſ/ZB‘
2 4.- a
.Auuocato inſigne in Rerum-hà-
figlij, e particolarmente ,quelli .’ſtampacimolti
.che chce‘r'no'nÒ le

ragioni del SigDuca di Bracciano . ſopr’il Principi*


todi Piombino‘. Vn ſuo Conſigliopurelíiñìritroua.
u , frà quelli di Proſperofarinaccio ‘, ì.. .orlando ça*:
Zlíèäfi": uagnuollo hauea principiata ;larſta'mpa dël-…ch
ÉÎJZÎBÌÌJÎ', tomo delle ſue deciſioni z. e `nella-172 1:.. fà‘ gtàndìenë
E?”* ‘433* ue, e v’inſerîſce
cornij a Tomaſova ſuorc'onſiglio
Parafièchi ;Veggafi l’inſtmt-q
Ziò d’uaoche
rione, che ſtampò *Belifla'rio .Barat'aechiî per la'ÉPÎW‘
tica del noſtro foro di .Pontremoli,î eda‘efla riſulxa- \
ranno le lodi, che merito in- rio’rd-inar quel ſtile con
ſcrittura sì ben digeſta ,' che ſi ſerua 'per leg,
ge inuiolabiles Gio. Paulo v-Dodi doppo hauer con
Agrand’applauſo eſercitate tutte le Ruoce d’ Italia ‘,
ſi ritirò ad vna virtuoſa ſolitudine, nella ſua Cala , e
compoſe molt’ opere , che giacciono. ſepolti: ap
preſſoi ſuoi heredis Due 'ſono le'principali . La
prima intitolò Grammatica ſmi!. e _la ſeconda_ ”i
x ”Lilia [ra-i:. Carlo-Reghiniàchiàlhato conſulente
In conſñ+66-i›-Prì~- eruditiflimo da Gio. Cefalo," e Claudio ſuo figli
ſiſſ" nolo, che fù vno de Vicarij generali , Giudice `
del Gallo in queſta Città di Milanosnotninato a
S.M. per Weſtore del Magiſtrat’ñordinario, prima;
che foſſe fatta la prouifione morì , doppo eſſerſi ace
Cab-ia. in &ma-r. quiſtato *titolo d’eſimip DOTT‘: 7 Puluio Galli 'ſia
' de aquira.5._ lib- l. c.ſſ
1 00.711” Punto
²5
putato da tutti vno de migliori Dettori della -ſua
età, paſsò allFaltra vita,mentr’eraCapi ano di Giuſi
titia in Siena, e preuenuto da morte erba,non po
tè dar l’vltima mano a molt’ opere, che quaſi haue
ua perfette . Ottauio Villani Padre di chi ſcriue , ſi.
vide in trè anni Auuocato Fiſcal Regio di queſta
Città di Milano , Senatore , B egente del Supremo
Conſiglio d’ Italia in Madrid , ö( impiegato ne’ più.
grau’intereffi del noſtro Monarca . Auantí paſlaſſe
à queſte cariche,fù riconoſciuto per ottimo legiſta
da Cyriaco ,ì e doppo fù lodato com’ Ottimo POll* m .M fam_ fa_
tico da molt’Hiſtorici, “Angelo BelmeſſerLche fà’ ;gf-c- :31-b- Prin
Segretario di Stato dell’A.S. di Modona, e dalla’ aa
* o Vicinan- G Id…
medeſima honorato della Contea dr Gotano, e Tr— 'a- Tom'mfîî, ,,,3
colla , fà lodato da Caluino,"’Gio.F|-anceſco Ma.. 'WP-D‘ :o etiam
memiln’t Calici”, in
'
raffi fù encomrato, * Battrſta
da Gio. ' Gargrareo
' …‘c fiat. d
, e fng-MÃMÎÎZZ 't
Carlo Para‘ſacchi degno figliuolo di Beliſſario ,~ fù 7-1239-bb
nominato con gran ſtima dallo ſteſſo Ciriaco . ‘f‘ La m8@ 15m. m’è.;
modeſtía non permette , che parliamo de viuenti, 254;; 5,225; ,g
mà non li può laſciar di raccordare Martio Venta-ñ‘zz".o‘jfflffiſw
rini , i cui Conſiglij già publicati mo‘ſtrano l’emi- m conſ— cc
nente ſua ‘eru‘ditione, e l’opere . che rien pronte per [ib-tz. M
la ſtampa,daranno à díuedere, che non inuidra bra-9720.5441.”
migliori moderni profeſjlöri della giuriſprudenza .' PM“? ì ‘3'
Anche di preſente numera r Òo.Dott‘ori, coſe tutte,
che Obligotno .il. M agifi rat’ originario di queſta `Crt'`
~' ` a ta
26
ſtà aſc'ri'uere aS-:MJ’a'nno 16’40 a zoldi D‘ecembre
ec ch‘era degno,e doueua eſſer eretto in Città, coine
IzaflzoÎraüatñd-rre ſtà eſſe lo’ numera GIUſCPPC Oldrado,ec ‘en-lenta»
Cì’lPt-lnprdìllld-lñſu a .
…4.17. mente, perche ha\ tutte le qualita
- \ . .
, che deue 4 .
hauere
-Mguffif MW, vn luogoinſigne,fflequali‘furono molto ben con— '
Siziîiìfiif‘íſfîfì‘ëlfidffi‘e da 'ramo Tri-bumba‘- -ñ ² - 'ñ
;1b n-xs- ' Vna giuriſdittione tant@ infigne -, vna Terra di sì
frate prerogatiue ,Le Rata: alienati-_1 _per 2 oo. m. pezze
da otto reali'. ,Se quello `&pre-,220 giuſto , non .ſi parf
77 li 'più della diſpoli—tione della: legge ſeconda. 77,
@da rcſcilrd. ’end, Ben-'ſ1 ſcorge', che nonfù ;alienata dal- fiiofiignore;
‘ma da chi poco ;conſiderò ſir-njili `f_Î=Ìcen'cle\.ñ 'Il Sig.
Conte di Siruela vende il e feudo di Malgrato al Sig.
._ Marcheſe Ariberti per 6,0. m. ſcudi, e non è la mi
leſrma parte del Pontremoleſe, E da quanto in quà
li Stati d’…Italia(per vn palmo de quali ſi fanno guer
re crudeliſiìme) cosr baſlàmente fi prezzanoPE così
flima‘to Pontremoli,’che Vittorio Siri nel ſuo Mer
gg curio, 33 dice eſſerſi trattato di darlo al Sig. Duca
;ib.3.fol-8u.
di Parma in cambio del Ducato di Caſtro , ö(
aggionge,che per eſſere quella vna pezza in riguar
pdo del ſito, del paflaggio, e confinante a ſuoi Stati
molto 'importante, non era forli per rifiutarla . P0
uero Pontremoleſe ridotto al valore di 2 00m- pez
ze . Altre volte ſono ſtati offerti millioni,e S.M.
.con ragione, non hà voluto priuarſi sì bella ‘proñ,
prieta.
prietà i Il poco danaro ’ricauato‘ da queſta ven
dita, già è conſumato‘, e non v’è reſtato ſe non il
pentimento. Ben dice‘flìmo in altri ſcritti, che gi
rauanole monete , e ſi dileguauano come nieue al
Sole, e .li Stati durauano col Mondo. Si predicò
queſta leſione a S.E., e ſ1 predicò a’Miniſtri,che trat
rauano la vendita , ma fù vano ogni sforzo . Penſino
hora le SS. VV. il modo di ritrouare il prezzo per
redimcrlo, già che in tanto male fù riſeruato il con
ſenſo di S.M. la quale non hà voluto approuare ,
perche non è ragionevole . Fù detto che la neceſ~
ſità dello ſtato sforzaua alla vendita. Se queſto è,
ö( il denaio s’è ſpeſo per i biſogni di tutto lo Stato ,
deue quellohora concorrere alla redentione. ì" [/a] u. iäxddmontr;
Non laſciaranno di concorrerui ancoliſteſſi Fon-"W ’-lìb-I-C-î-ſw
. , 71.84'” fin.ibí [Lindo
trelnoleſi col Proprio ſangue Per l ardente deſidc- autem fit a ienatz-o
6.1‘ 77143714 Rcipublí
rio,che tengono di ritornare ſort’il fcliciffimo go .ae neceflirate, m.
i . ` , tum poflea Rc'rmmz
‘UL-[HO dl v . , ‘ contribueredcgetad
Qij non termina il pregiuditio della Corona ſi ”PPìdì‘mì‘cdì-mnd‘?
Queſto luogo è la porta per la quale s’entra in Toſ`
cana , ö(
Sicilia alloè quello
Statoìdiche vniſce le Spagne
Milano. . , Napoli, 5C1 ſ _

anndo'EnriC-o Quarto andò a danni del Ponte-Ì


fice l’ anno 11111447 paſsò: per .Pontremoli con eſerñ’
cito di 5.6.nì-.Fa'ntizìe‘è o. rn. Canalli, öci Pontres
.:i .- D z moleſi
73 . . 28
Lm’omt. t bn…:tcll. l , , i . .
2n_Înn.1l-lc‘reglñlfol_ó moleſr a llll s- oppoſcro .,73 Vr paſsò_ Federico I. no**
rum 9. aco — . z
1z!»p_33zrgomcnj`.in minato Barbarollal anno r r 6 8.venendo da Roma,
ÎÎIÈgÃÎZÎd’ m I… c dall! medeſimi li fà Vietatod pulſar, e sforzato Cil
79 . n ‘ o * , › ` \ , ñ -

m_ſol_ ”WMde pertrre ll .camino per altri luoghldcoſccll con] ani


Rc-gn-ItaI-l/b;\4f01- to d Oppizzone Matchele Mal-alpina . 79 Vi paſso
mz/Ji 597-infizmnm . ._ . o .
1167- . Federico Secondo. La Cauallena di Coradino ,
8.3 , p o . ~
rigenera regthal. che andaua all acqurſto di Napoli 8° Franceſcov
Îſſzofijífîjjífflffì Primo Sforza Duca di Milano, e Nicolò Picinino
Wi_ pjffol_ 2:glanno 14291qnandoandomo. in ſqccorſo de Lu*
p ?fix-;Zelſí-[ffgä’ffll cheſicqntrorFrorentiniz-Î! ;Vrpaſso lÎanno I 327.
i _82 _h Lodoulco Bauaro . 8' V1 paſso GIO. Paolo Man~
,lei-’1.223% frone Capitano de Vinitiani, che andaua in ſoccor
f‘ì‘,"'ſi““”' “ì' 1°' ſo di Piſa , “3 e da Pontremoleſi fù conſtrett‘o ritor
'3) * o , \ i * _ z
8 h' nar a` dietro 77, Carl Ottauo Re di Francia , quand
.Angel.iri3Cronic ’ _ , 8 ` _
‘Farm-e 11b- 4-f01-ando all acqurſtodiNapoh. 4 WI dlCC Arnoldo
457* qqlb ſl Ferone , 8’ che allolutamente impediuanoiPon
ÎZDÃÎ'” m ' 4 o tremoleſiil paſſoaCarlo,ſe nonsmterponeua con‘
8 ñ O C i . . .

Cor.p.7f%á77_f(î aníOt'Fltl Gio. ?acciaio Tſlllltlorflllquale haueusì.


80.101‘. 1.1.0. o o a
:lv 8+cOmm_fib_ nel a erra mo t amrcr,öc agolonöe Argentone,
7.5.7. 8
Degrfîiscëallorlib. che ſein quei paſſi dalla
ne,eraimpoſſ1bile, che lega ſi foſſe
andaſſe fattaſiquell’eſer--`
auanri oppoſitío—
ìf°['²²"3ſſ’;²3' cito. Vi paſsò Maſsimiliano ritornando dell’ aſſe
Infuis
1,1,,7….memor. hifi. * ' *
ledlLluomO: 37 - Carlo -
Vinto - .i
dnglonoſa me -
87 moria , che andaua all’acquiſto di Tuneſi, cö s 8 oo.
Moi-19288
Corſo]. 490. Ion. p' Tedeſchi , öt s’imbarcò alla Spetia. "3 Eper con

Iou. lib.34.-fol.3 56. Cluclcſc


ſor. lib.3 ;ſol-401, ~ .
2 ‘ rr
9 Vrde :tm- ,Îz-.ttcr .:t'—
cludere
no fatta tutti
quellaquelli'clëc
ſtrada . "ſon’entrati in Toſcana
Se S. M.vuole han- Co/ÎÎſifoì-Î/zſſàirä
inuiar quiui ífffflw M- u;- »zu 1213.'
Eſercito ouero à Napoli,doue lo mandata non’ha— ’fai'm*
uendo Pontremoli? E quando da Toſcana ſi tentarà
inuadere Milano , come reſtarà eſſendo priuato di
queſt’antcmurale, e di paſſo tantoimportante per
tener lontan’i nemici e (Dando i Francefi deſide
rauano gl’anni paſſati ſoccorrere il Sig.Duca di Par-ñ‘
ma,i cui Stati erano dalle noſtr’armiánödati perche
`non lo ſoccorſe roëPontrcmoli lo impediua,che ſcr
:ra iſtretti paſſi de mont-i,peri quali ſivà a Parma . " A ad s: ~
'Che giouaa Lucheſila protettione .di S. M. non‘ hawaii.“ /Î-ÎÎÎÌÎÎIÎÎÌ
uendo Pontremoli da p0terli ſoccorrere? Non reſ-'ÃÈÃÎ'M 7' ‘WM‘
' tando Pontremoli
vmandare inquefioalla
StatoCorona , come
da Spagna, ſi potranno‘
Napoli, e Sici
lia ſo’ccorſi di Soldati, negando il paſſo li SS. Geno
tìeſi, ö: eſſendo impedito quello di Finale da Serc
niſſimi Duchi di Mantoua P Non‘v’è altra ſtrada ſe
‘nonquella. .Sisbarca a Maſſa Terra diquell’rin—
`"rsip’e , eſeudjo Imperiale, ſ1 paſl-a peri Marcheſati de':
' - Malaſpinifflgionge a Pontremoli, di doue
sÎentra nei Stati del Sign. Principe Doria,che conti—t
nano a Bobio primo luogo dello Stato di Milano-.` *
E forſi queſta ſtrada impraticabile Z‘ Non per certo;
&lapraticorno le Compagnie ‘de Capitani 0110;;
-- . frio,
frio,goc Pecorelli'l’aniſſio I 6 3 4.5; l’anno r 6 3 8.1i terzi
delliMaeſtridiCampo Frà Vincenzo della Mara,
ö: DonRícardi
cheſe Michele Lopez , con 400. Caualli del Mar-i -
Fiorentino.
Non entriamo noi nelle recondite materie di
ſtato, perche nonènoſtra materia, ma non laſcia
mo di raccordare per conuincer maggiormente la
leſione,che l’ingrandimento del Principe vicino,
da politici'communemente ſi ſtima molto nociuo .
E perche hora contro queſìa regola tanto aſſentata,
s’ingrandiſſe volontariamente d’ vna Prouineia in~.
tiera , e d’vn palio tanto geloſo, la Republica diGe~
noua? Li Stati di Fiorenza, di Parma, e di Genoua,
ſono diuiſi dal Pontremoleſe. E che prudenza ſarà,
con queſt’alienatione, Vnirli inſieme P Prepondera
forſi il Vil prezzo di 2 oo.m.pezze a queſta maffima?
Riſpondino i zelanti miniſtri del ſeruitio di S.M.,
che in ciò a loro ſ1 rimettiamo. ‘
V’è Vn’altra conſeguenza di gran rilieuo, che
diſſuade l’alienatione , e moſtra il danno graue del
`

lt
la Corona . Pontremoli è capo deila Prouincia Lu—
lo”. in ’vít. illuflr.negg1ana, ” e 'come li Signori Duchi di Milano in ‘
?ir-in *vira ;Matbei
l’icccomir. lib. 7. eſſa hannó viue ragioni, così ſempre v7eſièrcitor
F013:.
no la ſuprem’ autorità. I SignoriMarchcſi Malaſ
pini ad ogni modo ſi ſuppongonoävmcramente Im
peri‘ali,
-ar
penali, ef pretendono _di nonni-riconoſcere queſto
ſtato ; ancorçhc‘ lîhabhinoſzÎ-ch. riconoſciutò, co
’me ſi-ricaua dainfinità, ,i-;ſçxitmrc {che'ſi ritxóuano
{nell’ArchiuioRegioz
ì -Vincislao Fanno; _i 3,9 minimi-ii;di
' fl.; . tutta
.3; r; Aquellal’xo-`
.

uinçia'Gio. Galeazzo Viſconte-Duca ‘di‘ Milano, e


l’Anno 4:4? 6.ñÎ-`Si,gíſniondò .-COlÈlfiermòla mçdçſima
inueſtitura a- GioMaria Angle figlia olo-diñGio, ,Gaj
leazzo Maffimiliano ne_ inueſti,do__pò -l’annor4‘9 5,’.
Lodouico Sforza , eSforza
Franceſco_Se`condo Carlol’anno;
Quoto *1,5 llazconfermò
'2. _9.,ç doppo-là

conceſſe l’ anno r 540. all’Inuittiſſìmo ',Rè_ Philippq


Secondo. - ' -
_Nonfù l’inueſtitura ſenz’effetto, ma leggiamo;
chel'anno I 3 9 9_. Gio. Galeazzo ;prima illuçfiixo,
preſe il poſſeſſo della Prouincia, e_ fù comefl’adro- ,
ne riconoſciuto da tutti li SS.Marc’heſi,› Malaſpini,? Itçlegimiiîin-çſihb.
Leggiamo anche, che frà gl’ Ambaſciadori,de; 'Sud- "WWW‘
' dici, i quali accompagnorno il funerale_ di Giof Ga:
leazzo,v’erano quellidellaLuneggiana., ,‘5 r "’5' 66
a ì .
_Con -
queſto fondamento li~ Pontremokſi' in
. Va…
.. in
.Apudeundem
4,1154, Cor.

*tempi d' ordine de’ Signori fiouexnatori preſero;


Trcggiana , Madrignano, Suuero,e Caſtagnetolo;
öc con il medeſimo S M. acquiſtò) Giouagallo, e,
Malgrate. Con’che armihora manterrà viue le ſue
- ' * ragioni
.3“;
'ragioxìëi,~non hauendo Pontremoli? Reſtano_ affat
to eſtinte _, perche li Stati dell’ A. di Parma diſuniſ
'cono Milano dalla Luneggia‘na , Non andaremo
molto_ lontani per moſtrarne l’ effetto . Treggiana
groſſo feudo del Marcheſe Guiglielmo Malaſpina ,
'non ſolo perle antiche ragioni, 'ma per particolari
- conuentioni dello ſteſſo Marcheſe . obediſſe a S. M.
la quale v’hà ſempre tenuto preſidio di Soldati. A
pena ſi ſeppe l’alienatione di Pontremoli , ö: a pena
entrò in poſſeſſo la Republica , cheſi vendicò in
libertà. S. E. hà hora mandato vn Delegato,ancor~
che altro vi ſia neceſſario , öt ſe non ſi troua modo
d’ aſtringerlo , non ſolo ſi_ conſeruarà libero quel
Marcheſe , ſpaleggiato da armi foraſtiere , ma ſe
guiranno il di lui eſempio gl’alrri tutti. Per 2 oo.m.
pezze ſarà adunque alienato Pontre moli , e la Pro
` uincia intiera di Luneggiana P '
’ _Chiudano queſta ſcrittura i ſeruigi fatti da quel
la Terra a S.M. vltimamente quando ſi guerreggia—
ua col Si .- Duca di Parma. Occupò a proprie ſpe
ſe a ‘quel ÎA. molte fortezze , cioè Borgo Val di ‘L'a
dr'o, Ber‘cetrÒ-,Boſcm Corniglio, Val di Mozzolla ,
Val de Cauaglieri, 6C altri luoghi importanti. Son
queſte le Coſe che ſi' ’conſiderano per valutare i
Stati, e quello che I‘Òntremoli' fà trattandoſi di ſet—`
uire al ſuo Prencipe .T ` Tanto
5I
t Tanto baſìa per la materia, che ſi tratta, e pei
moſtrare l’inualidità del contratto, ö: i] pregiudi
tio di S. M. ſupplirà coſe di maggior rilieuo,la ſom# ì
ma prudenza di tanto Tribunale , alla cui cenſura ſi
_ſettopongono quefii ſcritti.
Milano r 2.Maggio r 6 49.'

Laus Deo ,Deiparxquirgini Mariai &e;


10.Bapr. Paraſèccml. Choir-*mn
[en/ir, MediolaniAdam-mr
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Villanm LC-Mdidam'

Maffi!. '
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