Sei sulla pagina 1di 8

Geografia degli spazi dell'uomo, 24 novembre 2017

GEOGRAFIA DELL’ABITARE

MODALITA’ DI ESPANSIONE TOPOGRAFICA


Città è un sistema dinamico, città può inglobare altre città, unirsi ad altre città.
URBANIZZAZIONE E PROCESSI SPAZIALI
· FENOMENO DELL’ESPLOSIONE URBANA = il processo che porta all’ampiamento dei margini delle
città, città si ingrandiscono
· FENOMENO DELL’IMPLOSIONE URBANA = processo che porta all’avvicinamento reciproco delle
città maggiori
CONTROURBANIZZAZIONE = processo di deconcentrazione della popolazione urbana.
SUBURBURBANIZZAZIONE = processo di urbanizzazione nei comuni suburbani circostanti
RURURBANIZZAZIONE = dispersione di un habitat di tipo urbano nella campagna.
Sono 3 fenomeni di DECONCENTRAZIONE URBANA.
Modello del ciclo di vita urbano à sistema urbano è stato diviso in 2 parti: nucleo centrale e un anello
periferico che sta attorno al nucleo. Il nucleo + anello = sistema urbano. Modello si basa su 4 fasi,
che comprendono determinate caratteristiche sia del nucleo, sia dell’anello e del sistema urbano nel
suo complesso.
1.Fase di urbanizzazione: capacità del nucleo di attrarre popolazione. Forte concentrazione di
popolazione, variazioni demografiche all’interno del sistema urbano sono positive. Aumento della
varietà socio-economica e culturale.
2.Fase di sub-urbanizzazione: decentramento, urbanizzazione della zona periferica. Nucleo si svuota,
valore negativo, ma aumenta l’anello periferico, valore positivo.
3.Fase di dis-urbanizzazione: decentramento, perdita di attrazione della città, perdita significativa di
popolazione, di servizi e imprese, sistema urbano entra in crisi, valore negativo sia nel nucleo che
nella periferia. Predominano i fattori di uscita, repulsivi, non quelli d’ingresso. Ci si sposta in realtà
più dinamiche.
4.Fase di ri-urbanizzazione: ripresa delle funzioni urbane, concentrazione. Valore positivo nel
nucleo, negativa nella periferia, sistema urbano può essere positivo o negativo. Fenomeno
della gentrification = rioccupazione del centro storico da parte delle classi più abbietti, medio alto
livello sociale.
Modalità di espansione: a macchia d’olio (regolarità) o per disseminazione (discontinuità).
USO DEL TERRITORIO URBANO
Modelli strutturali: città può essere letta come un ecosistema, che per sopravvivere ed essere
efficiente ha bisogno di restare in equilibrio, è un equilibrio delicato. Per vivere ha bisogno di risorse
la cui grande totalità proviene dall’esterno. L’ecosistema nella sua vita interna produce un sacco di
residui, è in continua relazione con l’esterno, sia per importare elementi sia per far uscire elementi.
Ha bisogno di energia e materiali che permettono la sussistenza. Città è un ecosistema dipendente
dall’esterno (senza energia elettrica problemi). Città deve espellere i residui del ciclo di produzione
(rifiuti solidi urbani).
Posso semplificare come sono strutturate le città. Si distribuiscono e fanno delle scelte di strutture
idelizie in funzione al valore del suolo. Scelte organizzative della città sono legate al valore del suolo,
che non è uniforme.
Centro storico, centro su cui si basano i valori storici della città (municipio, chiesa, piazza..). attorno
al centro storico zone ad alta intensità abitativa e centro degli affari. Attorno a questo nucleo c’è una
zona verde. Poi zona industriale, zona rurale, impianti sportivi, insediamento intensivo delle villette
a schiera, e di nuovo periferia rurale.
MODELLO SPAZIALE AD ANELLI CONCENATRICI (anni 20)
1.CBD: central business district, centro degli affarià deve avere il massimo livello di accessibilità e
massimo valore dei terreni
2.Zona di transizione, quartieri etnici, degradati, media borghesia, ex insediamenti industriali
3.Residenze povere
4.Residenze medio basse
5.Residenza medio alta
6.Zona pendolari
MODELLO SPAZIALE A SETTORI
1.CBD
Il resto non è più su base radiale, ma su settori, poligoni che partono dal CBD e si irradiano verso
l’esterno.

MODELLO SPAZIALE A NUCLEI MULTIPLI


Individuano più CBD.
LA CITTA’ IVERO-AMERICANAàcittà coloniale, nucleo centrale, aree più deboli, zona di livello medio
attorno al centro e all’esterno le zone informali.
LA CITTA’ AFRICANAàal centro il mercato, accanto un quartiere coloniale, quartiere centrale
religioso, attorno quelli etnici, e all’esterno le grandi periferie

Geografia degli spazi dell'uomo, 27 novembre 2017

RETI URBANE
reti= le citta sono nodi di queste reti

due tipi di reti :


1. reti tecniche: infrastrutturali, con flussi sia materiali che immateriali (reti di
circolazione e trasporto e di comunicazione)
es. strade, ferrovie, metro, corridoi aerei ecc.
2. reti tra attori: basate su relazioni (di persone, associazioni, organismi, ecc.) costruite
su obiettivi chiari e su scelte metodologiche e progettuali condivise

• Rete urbana policentrica: caratterizzata da più centri urbani dotati di un’importanza


di rilievo e tra loro in equilibrio.
Non c'è un centro più importante dell'altro

• Rete urbana monocentrica: caratterizzata da un centro urbano nettamente più


importante degli altri
es. Francia -> sono individuati alcuni centri come Parigi -> determina tutta la rete
urbana francese (oppure Strasburgo, Lione, Bordeaux)

Da policentrismo a monocentrismo derivano:


• la capacità di attrazzione di un territorio sopra un altro
• i flussi pendolari
• la distribuzione geografica
• la distribuzione di ricchezza

Reti urbane: equilibrate e squilibrate


in base all’omogeneità della distribuzione dei centri
Sono squilibrate se c'è un centro forte e una periferia debole

aree marginali= squilibri territoriali


es. Montagna -> squilibrio e marginalità VS Pianura -> attrazzione
Se cambio scala esempio in Veneto: Cortina -> SI Sappada -> NO

es. in Italia Nord-> regioni ricche VS Sud -> regioni di squilibrio


Se cambio scala ancora dentro il Sud IT Basilicata -> marginale VS Lazio e Campania ->
NO

La rete urbana rappresenta l’insieme dei centri urbani di una determinata regione, con
relazioni reciproche

• di complementarità - rete urbana interconnessa. -> i centri più grossi parlano con
quelli più piccoli e viceversa -> concetto principale di ''rete''= connessione

• di subordinazione - rete urbana gerarchica -> centro superiore che domina gli altri
es. Prigi superiore a Lione, Nizza, Boreaux

Definita anche rete urbana polarizzata = quando si parla di flussi (di merci, persone
ecc.) indirizzati verso i poli principali
es. Polo commerciale al posto di centro commerciale
Polo turistico al posto di polo sciistico

Bisogna valutare il numero e la direzione dei flussi -> Più sono diretti verso un polo e più
sara importante

• città “indipendente” (al vertice della gerarchia), se il flusso maggiore si dirige verso
una città minore
• città “subordinata”, se il flusso maggiore si dirige verso una città più grande
Soglia: quantità minima di vendita perche un'attivita non chiuda
es. Scuola che chiude perche non ci sono bambini
Geografia degli spazi dell'uomo, 1 dicembre 2017

LA PARTECIPAZIONE -> percorso strutturato di condivisione con i destinatari finali dell'azione


stessa
Già negli anni '50 in ambienti anglossasoni attorno alla gestione della cosa pubblica in
particolare nella neccesita di condividere con i cittadini alcune scelte territoriali.
Negli anni '70 -> in campo urbanistico soprattutto si consolida l'idea che la pianificazione
urbanistica (la destinazione di usio di un territorio) deve coinvolgere i cittadini se no
sorgevano conflitti
La partecipazione serve a limitare i conflitti, le proteste.
Fallimento quindi delle strategie top-down (dall'alto verso il basso) e coinvolgimento dei
cittadini

In generale, l'idea di fondo è che le agenzie di sviluppo tra cui le amministrazioni devono
coinvolgere le popolazioni beneficiarie in ogni fase del ciclo di progetto (dall'individuazione
dei bisogni, all'esecuzione delle attività, fino alla valutazione dei risultati) per migliorare il
funzionamento e l'impatto degli interventi.
I vantaggi derivanti dalla partecipazione dei beneficiari (percorso di condivisione) possono
essere così riassunti:
• l'efficienza nell'uso delle risorse del progetto migliora attraverso una riduzione dei
costi di investimento e di gestione dovuta al contributo materiale della comunità, in
termini di lavoro volontario e di risorse finanziarie e in natura;
• l'efficacia aumenta utilizzando le informazioni e la conoscenza locale per identificare
bisogni e problemi e per evitare conflitti e incomprensioni; se la popolazione è
informata non avrò conflitti e quindi il percorso sara piu rapido
• la copertura degli interventi può essere estesa a un maggior numero di beneficiari;
diffusione più ampia
• la sostenibilità del progetto migliora se i beneficiari sentono di esserne "proprietari" e
si fanno carico della manutenzione e del funzionamento delle realizzazioni del
progetto dopo la sua conclusione, nel lungo periodo; la popolazione locale
condividendo il progetto lo farà proprio e quindi avrà cura di mantenere in efficenza il
progetto realizzato.
• l'auto-responsabilità e la fiducia in sé stessi vengono promosse contribuendo a
sconfiggere la mentalità della dipendenza e inducendo la gente a prendere l'iniziativa
e ad individuare soluzioni per i propri problemi.
Si supera l'idea che tutto può essere delegato, sconfiggere la mentalita dell' ''io non
centro'' e diventare protagonisti in prima persona

Noi siamo portati a considerare che ciò che è pubblico come qualcosa che non è nostro.
Pensiamo che ciò che è pubblico deve essere preso in carico da altri

Perchè pensiamo così?



• Crisi della rappresentanza politica e delegata; il modello che è stata la chiave di volta
dalla fine dei grandi poteri delle dittature è la rappresentatività attraverso le elezioni/
delega -> individuo dei rappresentanti e quelli devono occuparsi della ''cosa
pubblica''.

• Sfiducia nelle istituzioni rispetto ai processi decisionali;


Sfiducia nella chiesa, politica,giustizia che sono finite tutte all'ultimo posto.
In cosa abbiamo fiducia allora?

• Domanda di un maggiore protagonismo e impegno individuale e desiderio di


intervenire in prima persona per rispondere a vecchi e nuovi bisogni personali e
sociali; (20.30)
• Crescita di nuove forme di organizzazione del volontario sociale, del no-profit e di iniziative
di cittadinanza attiva.