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Centro Studi Règia Stazione Sperimentale di Pollicoltura

Alimentazione
e allevamento della gallina
Appunti dalle lezioni
La Fiera di Vita in Campagna - Montichiari 27 - 29 marzo 2015

2015
Centro Studi Règia Stazione Sperimentale di Pollicoltura

Alimentazione
e allevamento della gallina
Appunti dalle lezioni
La Fiera di Vita in Campagna - Montichiari 27 - 29 marzo 2015

Maurizio Arduin

Marzo 2015
Alimentazione e allevamento della gallina

Pubblicazione edita da
Centro Studi Règia Stazione Sperimentale di Pollicoltura
Via G.B. Conti n. 24 – Lendinara (Rovigo)
Marzo 2015

Autore
Maurizio Arduin, Centro Studi Règia Stazione Sperimentale di Pollicoltura

Informazioni
info@biozootec.it
www.biozootec.it

La bibliografia è disponibile presso l’Archivio Storico del Centro Studi Règia


Stazione Sperimentale di Pollicoltura: arduin@biozootec.it

È consentita la riproduzione di testi, foto, disegni, ecc. previa autorizzazione da


parte del Centro Studi Règia Stazione Sperimentale di Pollicoltura, citando gli
estremi della pubblicazione.
Centro Studi Règia Stazione Sperimentale di pollicoltura

INDICE

Introduzione ..................................................................................................... 5

Come si alimentano le galline ............................................................................. 7

Razioni e alimenti per galline .............................................................................. 10

Caratteristiche del pollaio ................................................................................... 13

Abbeveratoi per galline ...................................................................................... 15

Mangiatoie per galline ....................................................................................... 16

Recinzioni ........................................................................................................ 17

Parliamo di razze della specie pollo ...................................................................... 21


Centro Studi Règia Stazione Sperimentale di pollicoltura

Introduzione

L’alimentazione non è ne un fattore di crescita e neppure influenza fortemente la qualità carni.


Scopo dell’alimentazione è quello di mantenere gli animali in una costate situazione di benessere.
La somministrazione di razioni troppo energetiche favorisce un veloce accrescimento degli animali
predisponendo però il loro organismo ad attacchi parassitari da parte di coccidi e vermi. Razioni
scarse invece indeboliscono le galline favorendo l’insorgenza di malattie. È quindi necessario
distribuire una razione alimentare bilanciata che favorisca un armonico sviluppo, una buona
produzione e rafforza le difese immunitarie.
Diversi sono i modi per acquisire una miscela alimentare per galline ovaiole. La più semplice consiste
nell’acquistare una mangime commerciale che garantisca una buona qualità del prodotto. In questo
caso l’allevatore deve solo accertarsi della composizione del mangime e verificare l’assenza di
materie prime indesiderate analizzando il cartellino del mangime.
E’ inoltre possibile realizzare una miscela alimentare utilizzando alcuni integratori proteici oppure
servendosi solo di materie prime. Questo manuale raccoglie le indicazioni date in occazione della
Manifestazione di Montichiari trattando brevemente le modalità con cui si alimento gli animali e poi
illustrando alcune miscele aziendali consigliate. Sono inoltre riportate alcuni indicazioni sui ricoveri,
il pascolo e le razze consigliate.

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Centro Studi Règia Stazione Sperimentale di pollicoltura

Come si alimentano le galline

Nella gallina la prensione degli alimenti avviene con


il becco e le bevande vengono ingerite immergendo
il becco nel liquido e sollevandolo poi rapidamente
in modo che la piccola quantità di bevanda venga
facilmente deglutita. Dopo essere stato deglutito il
cibo arriva al gozzo che è considerato una dilatazione
dell’esofago e serve da serbatoio degli alimenti. Nel
gozzo gli alimenti vengono rimescolati e macerati
e subiscono una prima digestione enzimatica. In
seguito, dopo circa 24 ore, gli alimenti possano nello
stomaco ghiandolare dove vengono impregnati di
succo gastrico.
Segue poi lo stomaco muscolare dove si devono
trovare delle pietruzze la cui presenza è fondamentale Quando possibile le mangiatoie esterne possono
per la triturazione di erbe e verdure e di conseguenza essere sistemate su delle pedane e spostate
una maggiore assimilazione di vitamine naturali. La periodicamente per favorire il pascolo anche in aree
presenza di pietruzze (non polvere) può aumentare poco utilizzate dalle galline
anche del 10% la digeribilità delle granaglie.
Nello stomaco muscolare il cibo viene “triturato”
e questa azione corrisponde ad una vera e propria
masticazione. Le sostanza nutritive contenute negli
alimenti sono trasformate chimicamente dall’azione
dei vari enzimi, o fermenti idrolizzanti ad attività

specifica, in composti più semplici, solubili e facilmente


Le galline non devono abbeverarsi nelle pozzanghere diffusibili. Questi composti semplici sono assorbiti
perchè possono essere inquinate da animeli nell’intestino e distribuiti ai vari organi e tessuti per
selvatici; si consiglia di evitare la presenza di sopperire al consumo di materia e di energia derivato
pozzanghere dai complessi vitali dell’organismo.
Per elaborare un corretto programma di alimentazione
è importante conoscere, oltre al comportamento e
alla fisiologia digestiva, anche le esigenze alimentari
e nutrizionali delle galline e poi tradurre il tutto in un
corretto razionamento.
Per esigenze alimentari si intendono le caratteristiche
fisiche degli alimenti. Le galline, come gran parte
degli uccelli sono animali granivori e devono essere
alimentati prevalentemente con granaglie. Inoltre,
nella fisiologia digestiva degli alimenti, è previsto che
il cibo venga “macinato” nello stomaco muscolare che
funziona come un mulino e serve a macinare i diversi
alimenti. Gli alimenti da somministrare quindi non
devono avere una forma fisica omogenea “farine” ma
bensì presentarsi in forma e consistenza eterogenea.
Ideale pertanto nell’alimentazione delle galline sono

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Alimentazione e allevamento della gallina

dei composti sbriciolati, o interi, di cereali diversi tra i 10 e i 15° C. Un’abbeverata con acqua tiepida
che presentano una granulometria e una consistenza determina una diminuzione delle sue proprietà
diversa. dissetanti, mentre un’abbeverata eccessivamente
Le galline inoltre si nutrono anche di erba e alimenti fredda può determinare un abbassamento della
verdi che non devono mai mancare nella razione. Erbe temperatura corporea con minor produzione di uova.
e verdure sono una insostituibile fonte di vitamine I problemi inerenti al susseguirsi delle stagioni (e
naturali che possono essere utilizzate solo se il quindi al variare della temperatura esterna) sono
materiali vegetale viene aggredito e sfibrato da dei maggiori in inverno, quando la rigidità del clima
sassolini di carbonato di calcio presenti nello stomaco porta alla trasformazione dell’acqua in ghiaccio. Nelle
muscolare. vasche esterne il problema invernale è costituito dalla
Per quanto riguarda le esigenze nutritive devono formazione sulla superficie di uno strato di ghiaccio che
essere considerate le caratteristiche chimiche e bisogna rompere ed asportare quotidianamente per
caloriche necessari alla sopravvivenza ed a sostenere evitare che gli animali alloggiati all’aperto abbiano a
le produzioni delle galline in allevamento. Razioni soffrire per l’impossibilità di abbeverarsi. L’assunzione
insufficienti, oltre a limitare la vitalità delle galline, di acqua gelata è comunque piuttosto rischiosa perché
determinano situazioni patologiche da “carenza” con comporta seri pericoli di gastroenteriti e congestioni.
conseguente perdita dello stato di benessere. D’estate all’inconveniente di un eccessivo
Razioni troppo “spinte” invece determinano squilibri riscaldamento dell’acqua di bevanda si può ovviare
alimentari con indebolimento delle galline a causa semplicemente collocando i contenitori all’ombra.
dello stress fisiologico necessario per trasformare Sempre nella stagione calda, può insorgere qualche
velocemente gli alimenti. Questa situazione di stress problema con le vasche all’aperto, dove l’acqua
determina la perdita dello stato di benessere e una ferma si popola di alghe e di larve di insetti: se poi
minore resistenza delle galline alle aggressioni da i contenitori dell’acqua si trovano sotto un albero,
virus e parassiti. potranno riempirsi di rametti e di foglie cadute,
soprattutto con l’inizio dell’autunno.
Acqua A tutti questi problemi si pone rimedio facilmente
effettuando frequenti operazioni di pulizia e di
L’acqua è da considerarsi tra le materie prime ricambio dell’acqua. L’abbeverata non va comunque
necessarie per l’alimentazione delle galline. trascurata anche perché il fabbisogno d’acqua è da
Proporzionalmente al loro peso, il fabbisogno d’acqua considerarsi frequente e regolare per cui, ricordando
si può infatti considerare due volte maggiore di quello che a differenza di altri principi nutritivi (zuccheri,
di ogni altro animale domestico. Normalmente la grassi, ecc.) l’acqua non viene immagazzinata
quantità di acqua consumata dalle ovaiole è 2-3 volte dall’organismo, è evidente la necessità che questa sia
superiore a quella del mangime ingerito. Il consumo sempre abbondante e disponibile.
può modificarsi sensibilmente (5 volte la quantità
d’acqua rispetto al mangime ingerito) nel caso di Il Centro Pilota Dimostrativo
elevate temperature ambientali. La temperatura “Biodiversità domestica”
ottimale dell’acqua fornita agli animali deve oscillare ad Albareto - Parma

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Alimentazione e allevamento della gallina

Razioni e alimenti per galline

Razione utilizzando un nucleo La miscela per galline viene così realizzata:


50% di mangime commerciale per pulcini;
commerciale 35 % di mais aziendale;
8 % di crusca di frumento;
Il consumo alimentare giornaliero di una gallina aggira 7 % di sassolini di carbonato di calcio.
attorno ai 110 - 150 grammi di miscela alimentare Alla miscela viene poi aggiunto sale da cucina in
secca. Nel caso in cui il numero delle galline sia misura di 20 grammi di sale ogni 10 chilogrammi di
rilevante è possibile acquistare un integratore proteico miscela.
commerciale, generalmente chiamato “nucleo”, e
miscelarlo con cereali aziendali.
La composizione media di un nucleo commerciale può
essere la seguente: 41-42% proteine grezze; 5-6%
grassi grezzi; 6-7% fibra grezza; 31-35% estrattivi
inazotati; 13-14% ceneri; 0,7% metionina.
In questo caso una razione aziendale per galline
ovaiole può essere così realizzata:
mais aziendale 36%;
cruschello 25%;
orzo 15%;
nucleo commerciale 16%;
sassolini di carbonato di calcio 8%.
Deve comunque essere sempre disponibile una
rastrelliera con foraggi freschi o secchi anche quando
le galline dispongono quotidianamente del pascolo.

Razione utilizzando favino


Il favino per la qualità dei suoi semi può essere
utilizzato a scopo zootecnico come importante fonte
proteica. Questa leguminosa può essere utilizzata
nell’alimentazione delle galline sostituendo la soia in
percentuali però non superiori al 10% della razione.
Le sue proteine sono infatti caratterizzate da uno
scarso contenuto di amminoacidi solforati e da una
minore digeribilità.
Alle galline ovaiole si consiglia pertanto la
somministrazione di una razione aziendale ottenuta
mescolando un mangime per pulcini (composizione
media : proteine grezze 23%; grassi grezzi 3-4%;
fibra grezza 4%; ceneri 7-8 %; metionina 0,4%) con
Razione utilizzando un mangime prodotti aziendali nel seguente modo:
per pulcini come integratoe mangime per pulcini 40%;
mais aziendale 35%;
Una corretta alimentazione dei riproduttori può favino 10%;
essere realizzata con una miscela aziendale costituita crusca di frumento 8%;
gusci d’ostrica 7%.
da granaglie aziendali e integrata con un mangime
Alla miscela così ottenuta viene aggiunto sale da
commerciale per pulcini. Le caratteristiche medie cucina in misura di 20 grammi ogni 10 kg di miscela.
della miscela commerciale possono essere le Se invece non volete utilizzare un mangime per
seguenti: proteine grezze 23%; grassi grezzi 3-4%; pulcini ma solo prodotti aziendali è possibile realizzare
fibra grezza 4%; ceneri 7-8 %; metionina 0,4%. questa razione:
I prodotti aziendali sono costituiti da mais, crusca di mais aziendale spezzato 62%;
frumento e devono essere integrati con gusci d’ostrica soia integrale spezzata 11%;
e sale da cucina. favino 10%;

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sassolini di carbonato di calcio 8%. apposite rastrelliere.


glutine di mais pellettato e sbriciolato 6%;
riso grana verde spezzato 3%. Razione utilizzando latte di capra
In ogni caso, oltre al pascolo, alle galline non devono
mai mancare foraggi verdi o secchi distribuiti in Il latte di capra o ciò che rimane dalla produzione
del formaggio può essere utilizzato nell’alimentazione
delle galline.
Nella formulazione della miscela bisogna tener conto
che il siero di latte di capra è principalmente energetico
e la razione non deve far ingrassare le galline.
Utilizzando esclusivamente materie prime e granaglie
una razione per galline può essere così costituita:
- mais aziendale in farina: 55%;
- soia integrale in farina: 15%;
- sassolini di carbonato di calcio 8%;
- pisello proteico in farina 8%;
- glutine di mais in farina: 6%;
- riso grana verde spezzato: 8%.
Questa miscela viene aggiunta al siero di latte di capra
(2 o 3 parti di farina e 1 parte di siero) formando un
pastone da somministrare agli animali. La consistenza
del pastone può variare in base al rapporto tra parte
solida e siero.
Un’altra razione, più comoda da realizzare, può essere
realizzata utilizzando un mangime per pulcini con la
apposite rastrelliere. seguente composizione media: proteine grezze 23%;
grassi grezzi 3-4%; fibra grezza 4%; ceneri 7-8 %;
Razione utilizzando pisello proteico metionina 0,4%.
Una razione per galline può essere così realizzata:
Il pisello proteico per la qualità dei suoi semi può
- 50% di mangime commerciale per pulcini;
essere utilizzato a scopo zootecnico come importante
- 30 % di mais aziendale;
fonte proteica.
- 13 % di crusca di frumento;
Questa leguminosa può essere utilizzata
- 7 % sassolini di carbonato di calcio.
nell’alimentazione delle ovaiole sostituendo la soia in
Alla miscela viene poi aggiunto sale da cucina in
percentuali però non superiori al 10% della razione.
misura di 20 grammi di sale ogni 10 chilogrammi di
Le sue proteine sono infatti caratterizzate da uno
miscela.
scarso contenuto di amminoacidi solforati e da una
Questa miscela viene aggiunta al siero di latte di capra
minore digeribilità.
(2 o 3 parti di farina e 1 parte di siero) formando un
Alle galline ovaiole si consiglia pertanto la
pastone da somministrare agli animali. La consistenza
somministrazione di una razione aziendale ottenuta
del pastone può variare in base al rapporto tra parte
mescolando un mangime per pulcini (composizione
solida e siero.
media : proteine grezze 23%; grassi grezzi 3-4%;
fibra grezza 4%; ceneri 7-8 %; metionina 0,4%) con
prodotti aziendali nel seguente modo: Il pane raffermo nell’alimentazione
mangime per pulcini 40%; delle galline
mais aziendale 35%;
pisello proteico 10%; Il pane è un ottimo alimento anche per le galline.
crusca di frumento 8%; È necessario però integrarne l’uso con alimenti che
sassolini di carbonato di calcio 7%. siano in grado di compensare le sue carenze nutritive.
Alla miscela così ottenuta viene aggiunto sale da Il pane infatti è un alimento poco proteico, solo
cucina in misura di 20 grammi ogni 10 kg di miscela.
8,0-8,5 % di proteine, e carente in sali e vitamine.
Se invece non volete utilizzare un mangime per
È comunque molto appetibile e la sua digeribilità è
pulcini ma solo prodotti aziendali è possibile realizzare
questa razione: inoltre molto elevata.
mais aziendale spezzato 62%; Per una più facile miscelazione del pane con il
soia integrale spezzata 11%; mangime è necessario ridurre in farina il pane
pisello proteico 10%; utilizzando anche un vecchio tritacarne a mano. Può
sassolini di carbonato di calcio 8%. anche essere realizzato un pastone che risulta molto
glutine di mais pellettato e sbriciolato 6%; appetito alle galline.
riso grana verde spezzato 3%. Non dimenticate che il pane deve essere sano e
In ogni caso, oltre al pascolo, alle galline non devono relativamente fresco; non deve essere sporco e non
mai mancare foraggi verdi o secchi distribuiti in deve presentare né muffe né parti bagnate.

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Centro Studi Règia Stazione Sperimentale di pollicoltura

Caratteristiche del pollaio

Pollai fissi
I ricoveri per galline devono essere dimensionati
a attrezzati con cura dato che devono ospitare gli
animali per circa un anno. La concentrazione delle
galline, all’interno del pollaio, deve essere di 4 capi
per metro quadrato di ricovero.
Bisogna prestare particolare attenzione nella
realizzazione delle aperture per il ricambio d’aria.
E’ importante evitare che gli animali siano investiti
direttamente da correnti d’aria e pertanto si consiglia
di schermare le aperture.
L’illuminazione naturale deve essere garantita con
finestre provviste di apertura preferibilmente a
vasistas.
Le galline devono disporre di sufficienti abbeveratoi,
sia all’interno che all’esterno del pollaio. In ogni caso
bisogna evitare che si formi umidità nella zona dove
questi sono collocati. A questo proposito è opportuno
sistemare, all’interno del pollaio, gli abbeveratoi
sopra il cassone raccogli feci, evitando così di bagnare
la lettiera permanente. Nel caso invece di abbeveratoi
esterni si consiglia di sistemarli o su cassoni in rete
o su piccole fosse colmate di ghiaino, in modo da
favorire il drenaggio dell’acqua eventualmente sparsa.
Il locale deve essere attrezzato con posatoi per
consentire il riposo notturno degli animali. Questi sono
realizzati in listoni di legno duro di cm 3,5 di base e cm
5 di altezza. Gli angoli devono essere smussati nella
parte superiore. I posatoi devono essere distanziati
tra loro di 30 cm ed essere sistemati ad un’altezza da
terra di 50/60 cm. Considerato che quasi il 50% delle
feci prodotte dalle galline viene raccolto al di sotto dei
posatoi, è necessario realizzare un cassone raccogli-
feci tamponando perimetralmente con tavole in modo
da evitare che gli stessi si imbrattino razzolando tra
le feci. Sotto i listoni deve essere collocata una rete
metallica con maglia non superiore a cm 5 x 2,5 in
modo da evitare che eventuali uova deposte cadano
sulle feci. Al posto di posatoi lineari è possibile anche
utilizzare dei piani lestellari. In questo casi almeno
1/3 del pavimento del pollaio deve essere ricoperto
da graticcio.
Il pavimento del pollaio, non occupato da posatoi,
deve essere ricoperto da un abbondante strato di
truciolo di legno o paglia tritata (10/15 cm). Questo
costituirà la lettiera permanente che ha il compito di
assorbire e far fermentare le feci degli animali.
Una buona lettiera (con un’umidità del 20-25%)
favorisce la fermentazione delle deiezioni, processo
endotermico che sterilizza anche l’ambiente
distruggendo le oocisti dei coccidi che invece si
moltiplicano invece in una lettiera umida.
Le galline devono inoltre poter disporre di un parchetto
erboso che consenta una superficie di pascolo pari ad
almeno 10 metri quadrati per capo.

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Alimentazione e allevamento della gallina

Pollai mobili
È anche possibile realizzare pollai mobili e componibili.
Un pollaio tipo può avere una base di m. 2 x 2 che
può ospitare circa 12 – 16 galline. La base del pollaio
viene realizzata con un cordolo di pietre per evitare il
contatto diretto del pollaio con l’umidità del terreno.
Le pareti sono realizzate con tavole di legno di abete
con spessore di 2,00-2,50 cm.
La facciata esposta a sud (metri 2,00 di base e 2,50 di
altezza) è provvista di grandi finestre che consentono
l’illuminazione del pollaio anche nelle giornate
nuvolose. Le finestre permettono un’apertura a
vasistas per la ventilazione naturale nel periodo
invernale. Nella parte inferiore, a 20 cm. dal suolo,
è presente un’apertura ( 30 cm. di altezza e 30 cm.
di lunghezza) che viene utilizzata per la ventilazione
naturale estiva.
Nel lato esposto ad Est è presente la botola d’accesso
con apertura verso l’esterno. È inoltre presente,
esternamente, un nido collettivo per la raccolta delle
uova.
Nel lato esposto ad Ovest è collocata la porta nidi individuali o nidi collettivi. I nidi individuali
d’accesso per l’allevatore che internamente accoglie sono “cassette” realizzate in legno, o altro materiale
una mangiatoia a tramoggia e una rastrelliera per la (metallo, plastica, ecc.), con queste dimensioni
distribuzione di erbe e verdure. medie: profondità e larghezza cm. 30-35, altezza cm.
35. I nidi collettivi invece sono costituiti da un unico
Nidi contenitore. L’accesso al nido collettivo è garantito da
un’apertura di cm 20 (base) per cm. 25 di altezza. La
Il nido è il principale accessorio del pollaio. Le uova raccolta delle uova può essere realizzata dall’esterno
devono infatti essere pulite e la loro raccolta deve del pollaio oppure possono essere realizzati dei sistemi
essere facile ed agevole. di raccolta a nastro che portano le uova direttamente
Per la raccolta delle uova possono essere utilizzati della camera di stoccaggio e confezionamento.

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Centro Studi Règia Stazione Sperimentale di pollicoltura

Abbeveratoi per galline

A B

A Abbeveratoio in plastica a sifone con


manico capacità 5 e 10 litri;

B Abbeveratoio automatico a sifone,;

C Abbeveratoio a sifone in lamiera zincata o


plastica, capacità 30 galline;

D Abbeveratoio lineare automatico,


lunghezza m 2,00 .

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Alimentazione e allevamento della gallina

Mangiatoie per galline

A B

A Mangiatoia a tramoggia in lamiera zincata con


coperchio: capacità da 5, 18, 40 e 70 kg;

B Mangiatoia a tramoggia in plastica con griglia


antispreco fissa: capacità 8 e 18 kg;

C Mangiatoia a tramoggia in plastica: capacità


10 e 18 kg;

D Griglia antispreco mobile;

E Tetto per mangiatoie all’aperto.


C

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Centro Studi Règia Stazione Sperimentale di pollicoltura

Recinzione

La recinzione dell’area a pascolo non ha lo scopo


di evitare la fuga degli animali ma bensì quello di
proteggere eventuali colture presenti nelle vicinanze
e soprattutto impedire la predazione da parte di
predatori. I polli possono infatti essere attaccati sia da
predatori selvatici (volpi, faine, ecc.) che da predatori
domestici come il gatto e i cani randagi.
A tale scopo si consiglia quindi di realizzare una
recinzione in rete metallica (maglie da 4-6 cm.) alta
circa 1,80-2,00 metri. I primi 50- 60 cm. di recinzione
possono essere realizzati con rete a maglia fine (mm.
12 x 70 circa) per impedire l’accesso ai mustelidi. Per
scongiurare lo scavalcamento da parte dei mustelidi,
di questa prima parte a maglia fine, è necessario
sistemare un filo elettrico alla fine della recinzione
a maglie piccole. Questa situazione può comunque
essere evitata, o realizzata in un secondo tempo, in
base alle necessità.
Per impedire invece lo scavalcamento da parte di
gatti e volpi si consiglia di realizzare una sporgenza,
verso l’esterno, di almeno 50 cm. alla sommità della
recinzione.
Altri possibili predatori possono essere i cani (anche
le volpi) che, nel tentativo di entrare all’interno del
recinto, possono scavare sotto la recinzione. A poco
vele interrare la recinzione per 30-40 cm. sotto il
terreno: se i cani, o le volpi, hanno sufficiente tempo
a disposizione possono scavare anche oltre 50 - 80
cm. sotto il terreno per arrivare al loro pasto.
Per difendersi quindi dallo scavo, operato da predatori
affamati, si consiglia allora di appoggiare sul terreno
50 cm. di rete esternamente alla recinzione.

La recinzione è sostenuta da pali (1) in ferro che


impediscono la salita da parte di predatori. Pali in
legno sono certamente più ornamentali ma più facili
da scalare. La recinzione (2) si sviluppa per un’altezza
di circa 1,80 - 2,00 metri. Per evitare che gatti e volpi
scavalchino la recinzione viene realizzato, sul margine
superiore della recinzione (a), uno sbalzo esterno di
circa 50 cm.
Per evitare che cani e volpi scavino un passaggio
sotterraneo si consiglia di stendere al di sopra del
terreno (b) e verso l’esterno, una striscia di rete ci
circa 50 cm legata alla base della recinzione verticale.

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Alimentazione e allevamento della gallina

Esempio di recinzione per allevamento estensivo di avicoli:


nella parte bassa è presente una rete anti scavo e antumistelide.

Recinzione vista dall’interno

Particolare della recinzione antiscavo:


dopo poche settimane la rete posta
sul terreno viene ricoperta di erba.

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Centro Studi Règia Stazione Sperimentale di pollicoltura

Particolare della recinzione


antiscavalcamento per evitare l’accesso a
gatti e volpi

Particolare della recinzione antimustelide (Faina,


Donnola, ecc.) costituita da una recinzione
elettrica posta al termine di una recinzione fine
che sormonta la recinzione normale.

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Parliamo di razze della specie pollo

Cosa si intende per razza Per ogni razza deve essere identificato un gruppo di
allevatori che la considerano tale che aderiscono ad
Il concetto di razza è sicuramente uno dei più un’Associazione dotata di propria personalità giuridica
controversi esistenti all’interno delle scienze e riconosciuta a livello nazionale”
naturali. Diverse sono infatti, in campo zootecnico,
le definizioni che negli anni sono state espresse.
Di seguito elenchiamo quelle che, a nostro avviso, Cosa si intende per razza autoctona
possono essere considerate le più significative:
Per dare questa definizione prendiamo spunto da
E. Borgioli (1985): “una razza è un complesso di quanto indicato dal Ministero delle Politiche Agricole,
Alimentari e Forestali (Dipartimento delle politiche di
individui della stessa specie, che si distinguono
sviluppo – Direzione generale dello sviluppo rurale)
per caratteristiche somatiche e funzionali proprie,
e indicato nel “Piano nazionale sulla biodiversità di
trasmissibili ai discendenti per ereditarietà”. interesse agricolo” del 14 febbraio 2008 ripreso anche
Considerato però che le variazioni somatiche e nelle “Linee guida Piano nazionale sulla biodiversità di
funzionali possono essere anche determinate interesse agrario” (2012) e nel Decreto del Ministero
da un insieme interagente fra un determinato delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (numero
patrimonio genetico e un determinato ambiente in 19536 del 01. 10. 2014) relativo al Disciplinare del
cui tale patrimonio si esplica, sono accettati come Registro Anagrafico delle Razze Avicole Autoctone.
discriminanti di razza i caratteri somatici appariscenti Da quanto sopra si intende per razza autoctona:
come il mantello (il piumaggio negli uccelli), la
pigmentazione, la forma delle corna, ecc.. “una razza originaria del territorio regionale, oppure
di origine estera, purché introdotte da almeno 50
Viene considerata come discriminante di razza anche
anni in esso ed integrate tradizionalmente nella sua
la capacità di adattamento a un determinato territorio
agricoltura e nel suo allevamento, strettamente legata
(bioterritorio pedoclimaticamente peculiare) dovuta al territorio di origine (bioterritorio) inteso come luogo
a diversi tipi di isolamento: ecologico, geografico, in cui si è adattata e caratterizzata nel tempo, grazie
culturale. all’azione degli agricoltori locali; è considerata razza
autoctona anche una razza attualmente scomparsa dal
Lush 1994: “La razza è un gruppo di animali territorio regionale, ma conservate presso allevamenti
domestici così definita per comune consenso dagli o centri di ricerca presenti in altre Regioni o paesi.
allevatori, un termine introdotto dagli allevatori per Le razze autoctone devono essere correttamente
poter comunicare, per il proprio impiego, e nessuno è identificate attraverso una caratterizzazione basata
autorizzato ad assegnare a questo termine un valore su una ricerca storico-documentale tendente a
scientifico né a criticare l’allevatore quando questi dimostrare il legame con il territorio di provenienza e
fuorvia la definizione formulata. È la parola e il modo le caratteristiche varietali che questo ha favorito nel
comune di dire degli allevatori che noi dobbiamo tempo, e una caratterizzazione morfologica, quando
accettare come definizione corretta” possibile, anche molecolare o genetica”

FAO 1999: “Ciascun sottogruppo specifico di animali


di interesse zootecnico con caratteristiche esteriori
Cosa si intende per prodotto
definibili e identificabili che può essere separato dagli
altri gruppi definiti in modo simile all’interno della tradizionale
stessa specie mediante stima visiva, o un gruppo per
il quale la separazione geografica o culturale da gruppi I prodotti agroalimentari tradizionali italiani (PAT)
fenotipicamente differenti ha indotto ad accettare la sono prodotti inclusi in un apposito elenco, predisposto
propria identità separata”. dal Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e
Forestali con la collaborazione delle Regioni. Nel
Sulla base delle attuali conoscenze in materia e di settore avicolo sono prodotti tradizionali gli incroci
quanto sopra indicato è possibile utilizzare, a livello di prima generazione, ottenuti tra razze autoctone,
zootecnico, questa definizione di razza: quando è possibile dimostrare che venivano praticati
tradizionalmente in un determinato territorio ed
“Un complesso di individui della stessa specie che si integrati nella sua agricoltura e nel suo allevamento
distinguono per caratteristiche somatiche e funzionali grazie all’azione degli allevatori locali. Un esempio
proprie trasmissibili ai discendenti per ereditarietà di Prodotto Avicolo Tradizionale è il pollo Brianzolo
con una stabilità non inferiore al 75% (3/4) e per ottenuto dall’incrocio di prima generazione tra galli
un periodo di almeno 3 generazioni consecutive. di razza Livornese e galline di razza New Hampshire.

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Ancona
Originaria dell’Italia centrale è di tipo mediterraneo, vivace
e forte. È una razza rustica a ridotto ritmo di crescita. Ha
una buona attitudine alla produzione di uova con buona
fertilità.
Peso medio del gallo: 2,2 – 2,5 kg
Peso medio della gallina: 1,8 – 2,2 kg
Peso minimo dell’uovo 50 grammi
Colore del guscio: bianco
Tarsi gialli a macchie nere fini, lisci e senza piume
Pelle gialla
Piumaggio: nero picchiettato bianco

Bianca di Saluzzo
Altre denominazioni: Bianca di Cavour
Originaria del Piemonte presenta una taglia medio –
leggera. Ha buona attitudine alla produzione di uova e
carni di qualità.
Peso medio del gallo: 2,5 – 2,7 kg
Peso medio della gallina: 2,0 – 2,1 kg
Peso minimo dell’uovo 50 grammi
Colore del guscio: bianco
Tarsi gialli
Pelle gialla
Piumaggio: bianco

Bionda piemontese
Originaria del Piemonte è una razza ruspante con forma
raccolta e robusta. Soggetti precoci e con elevata
deposizione. Buona la produzione di carne.
Peso medio del gallo: 2,5 – 2,8 kg
Peso medio della gallina: 2,0 – 2,3 kg
Peso minimo dell’uovo 55 grammi
Colore del guscio: bruno rosato
Tarsi gialli
Pelle gialla
Piumaggio: fulva a coda nera

23
Alimentazione e allevamento della gallina

Ermellinata di Rovigo
Originaria del Veneto è una razza con buone attitudini
alla produzione di uova e di carne con accrescimento
abbastanza rapido.
Peso medio del gallo: 3,0 – 3,5 kg
Peso medio della gallina: 2,2 – 2,6 kg
Peso minimo dell’uovo 55 grammi
Colore del guscio: da rosato a bruno
Tarsi gialli
Pelle gialla
Piumaggio: classica ermellinata

Livorno
Originaria del’Italia centrale è un pollo leggero, vivace
e vigoroso, portamento elegante ed armonioso nelle
proporzioni. Presenta ottime capacità di deposizione,
impenna mento precoce, crescita veloce e scarsa attitudine
alla cova.
Peso medio del gallo: 2,0 – 2,7 kg
Peso medio della gallina: 1,8 – 2,4 kg
Peso minimo dell’uovo 55 grammi
Colore del guscio: bianco
Tarsi gialli
Pelle gialla
Piumaggio: diversi

Mericanel della Brianza


Originaria della Lombardia è stata selezionata agli inizi del
secolo partendo da polli rurali nani allevati allo stato brado
e con spiccata attitudine alla cova.
Peso medio del gallo: 0,7 – 0,8 kg
Peso medio della gallina: 0,6 – 0,7 kg
Peso minimo dell’uovo 35 grammi
Colore del guscio: da crema a bruno
Tarsi giallo zafferano
Pelle gialla
Piumaggio: bianco

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Alimentazione e allevamento della gallina

Millefiori di Lonigo
Originaria del Veneto è un pollo di tipo mediterraneo a
triplice attitudine: carne, uova
e cova. Razza rustica con buone produzioni di carne ed
una discreta tendenza alla cova e alla cure della prole
che la rende perfetta balia per razze prive di questa
caratteristica.
Peso medio del gallo: 2,5 – 3,0 kg
Peso medio della gallina: 2,0 – 2,4 kg
Peso minimo dell’uovo 60 grammi
Colore del guscio: bianco
Tarsi color giallo
Pelle gialla
Piumaggio: millefiori

Modenese
Originaria dell’Emilia Romagna è una razza di taglia medio
– grande di ottima rusticità.
Peso medio del gallo: 1,3 – 1,5 kg
Peso medio della gallina: q,0 – 1,1 kg
Peso minimo dell’uovo 40-45 grammi
Colore del guscio: bianco
Tarsi gialli
Pelle gialla
Piumaggio: dorata frumento e dorata frumento blu

Mugellese
Originaria della toscana è una razza nana utilizzata nelle
aziende agricole come chioccia. Razza con buona rusticità
è anche una buona ovaiola.
Peso medio del gallo: 0,7 – 0,8 kg
Peso medio della gallina: 0,6 – 0,7 kg
Peso minimo dell’uovo 55 grammi
Colore del guscio: bianco
Tarsi color chiaro
Pelle bianca
Piumaggio: scuro con collo oro

26
Centro Studi Règia Stazione Sperimentale di pollicoltura

Abbonati al Bollettino di BassaCorte

Il Bollettino di BassaCorte è un servizio di Assistenza


Tecnica Specialistica istituito dal Centro Studi Règia
Stazione Sperimentale di Pollicoltura.
È rivolto ad allevatori e appassionati che per lavoro,
integrazione del reddito o hobby, si dedicano alla
conservazione della biodiversità e all’allevamento di
animali di bassa corte per produzioni di qualità.
Più in particolare il bollettino è rivolto:

- a chi vuole conservare la biodiversità locale


allevando razze autoctone o locali e vuole far parte del
Programma Nazionale di Conservazione delle razze
avicole confrontandosi anche con altri allevatori;
- agli Agriturismi che allevano pollame destinato alla
ristorazione agrituristica e vogliono razionalizzare le
diverse attività zootecniche producendo al costo più
basso uova e carni di qualità da proporre ai clienti;
- alle Fattorie Didattiche che vogliono avere
La nostra Associazione collabora inoltre con Enti,
informazioni, allevare gli animali tipici del loro territorio
Associazioni, Ditte e Gruppi organizziando e/o
e organizzare attività didattiche e dimostrative in
partecipando a Corsi e Incontri di formazione
grado di differenziare l’offerta educativa ottenendone
o aggiornamento. Agli incontri in aula segue la
anche un certo reddito;
realizzazione di dispense elettroniche gratuitamente
- a chi alleva pollame allo scopo di integrare il
distribuite ai partecipanti al corso. Le pubblicazioni
reddito e cerca una risposta per risolvere i problemi
sono inviate anche agli iscritti al Bollettino di
burocratici e riuscire a vendere uova e prodotti
BassaCorte.
macellati valorizzando al meglio il suo lavoro;
- a chi alleva pollame per autoconsumo e vuole
ottenere prodotti genuini per la sua famiglia o gli
amici e desidera trovare ogni mese consigli pratici
su come alimentarli nel migliore dei modi utilizzando
materie prime genuine e prodotti del territorio;
- agli hobbisti che allevano gli avicoli per passione
e cercano una guida mensile su come riprodurre e
allevare al meglio i loro animali ottenendo dei veri
campioni.

Tra i diversi servizi offerti dal Bollettino di BassaCorte


anche le pubblicazioni elettroniche.
Di seguito si elencano le Pubblicazioni elettroniche
disponibili agli abbonati al Bollettino di BassaCorte.

Guarda l’elenco
delle pubblicazioni elettroniche
disponibili agli iscritti al Bollettino di BassaCorte.
Iscriviti al Bollettino di BassaCorte

27
Alimentazione e allevamento della gallina

Padovana
Originaria del Veneto è un pollo medio-leggero, elegante,
vivace ed ornamentale; con corpo mediamente lungo
caratterizzato dal ciuffo voluminoso e dalla barba molto
sviluppata. Viene generalmente allevata in purezza e per
la produzione di uova. La carne è magra, di colore bianco
rosato, di sapore molto delicato. .
Peso medio del gallo: 1,8 – 2,5 kg
Peso medio della gallina: 1,5 – 2,0 kg
Peso minimo dell’uovo 50-60 grammi
Colore del guscio: bianco
Tarsi colore blu-ardesia (grigio-piombo)
Pelle bianca
Piumaggio: diverse colorazioni

Pepoi
Originaria del Veneto è una razza nana, rustica, facile
da allevare e consigliata per la commercializzazione del
pollo-porzione. I polli Pépoi presentano buone masse
muscolari del petto, ottime per lo spiedo; le carni sono
molto saporite. Spiccata attitudine alla cova e alla cura dei
pulcini.
Peso medio del gallo: 1,3 - 1,5 kg
Peso medio della gallina: 1,0 – 1,1 kg
Peso minimo dell’uovo 40 - 45 grammi
Colore del guscio: rosato
Tarsi gialli
Pelle gialla
Piumaggio: dorato

Polverara
Originaria del Veneto è una razza medio-leggero con
portamento elegante, un ciuffo ritto sulla testa e sporgente
in avanti. Razza rustica che si presta bene all’allevamento
all’aperto. Produce eccellente carne morata ed è buona
ovaiola.
Peso medio del gallo: 1,8 – 2,2 kg
Peso medio della gallina: 1,3 – 1,8 kg
Peso minimo dell’uovo 50 grammi
Colore del guscio: bianco
Tarsi verde salice e color piombo
Pelle bianca
Piumaggio: bianco, nero

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Centro Studi Règia Stazione Sperimentale di pollicoltura

Robusta lionata
Originaria del Veneto è una razza con buona attitudine
alla produzione di uova e di carne con accrescimento
abbastanza rapido. Razza medio-grande dotata di buona
robustezza.
Peso medio del gallo: 4,0 – 4,5 kg
Peso medio della gallina: 2,8 – 3,3 kg
Peso minimo dell’uovo 55-60 grammi
Colore del guscio: rosato
Tarsi gialli
Pelle gialla
Piumaggio: fulvo/lionato

Robusta maculata
Originaria della Romagna è una Razza medio - pesante con
buona attitudine alla produzione di uova e di carne. Precocità
media.
Peso medio del gallo: 4,0 – 4,5 kg
Peso medio della gallina: 2,8 – 3,3 kg
Peso minimo dell’uovo 55 grammi
Colore del guscio: rosato
Tarsi gialli
Pelle gialla
Piumaggio: maculato

Romagnolo
Originaria della Romagna è una razza primitiva.
Ottima la rusticità.
Peso medio del gallo: 2,2 - 2,5 kg
Peso medio della gallina: 1,9 – 2,0 kg
Peso minimo dell’uovo 55 grammi
Colore del guscio: bianco
Tarsi evalente grigio piombo.
Pelle bianco avorio
Piumaggio: diversi

29
Alimentazione e allevamento della gallina

Valdarnese bianca
Originaria della Toscana è una razza dotata di ottima
rusticità e elevata capacità di adattamento alle
condizioni climatiche avverse. La gallina presenta
forte attitudine alla cova, ed è pertanto una
mediocre produttrice di uova. Le carni sono di
qualità eccellente.
Peso medio del gallo: 2,9 – 3,3 kg
Peso medio della gallina: 2,0 – 2,5 kg
Peso minimo dell’uovo 50 grammi
Colore del guscio: bianco avorio
Tarsi giallo arancio
Pelle gialla
Piumaggio: bianco ma non candido

Tirolese
Originaria dell’Alto Adige è una razza robusta ed elegante,
lunghezza del corpo media, ciuffo caratteristico poco
voluminoso e indirizzato verso avanti, e barba ben
sviluppata. Le femmine hanno una buona attitudine alla
cova. Generalmente allevata su masi in modo estensivo
con pascolo, produzione di carne e uova.
Peso medio del gallo: 2,0 – 2,6 kg
Peso medio della gallina: 1,7 – 2,1 kg
Peso minimo dell’uovo 50 grammi
Colore del guscio: bianco candido e biancastro
Pelle bianca
Piumaggio: tutte le colorazioni

Trentina
Originaria del Trentino è una razza a lento
accrescimento di forma armonica di tipo
“mediterraneo”. Razza a duplice attitudine che si
presta bene all’allevamento biologico
Peso medio del gallo: 2,3 – 3,0 kg
Peso medio della gallina: 2,0 – 2,4 kg
Peso minimo dell’uovo 50 grammi
Colore del guscio: bianco
Tarsi gialli
Pelle gialla
Piumaggio: dorato

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La novità per galline sane ed uova genuine!

La qualità delle uova nasce da ciò che mangiano le galline.

Per questo, accanto a cereali e farine attentamente selezionati, è


necessario introdurre nella loro alimentazione una adeguata quantità
di carbonato di calcio, che favorisce l’assimilazione delle vitamine e la
produzione di uova dal guscio robusto.

Per risolvere il problema basta fornire loro, in ciotole dedicate, la


giusta quantità di ForteGuscio. Ricavato esclusivamente da cave
sotterrane prive di impurità e di inquinanti, in provincia di Verona,
ForteGuscio è naturalmente ricco di carbonato di calcio e, introdotto
nella dieta, permette di allevare galline sane.

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I nostri Servizi di Consulenza

Il Centro Studi Règia Stazione Sperimentale di Pollicoltura, come previsto dallo Statuto dell’Associazione,
attua servizi di consulenza a favore di Aziende Agricole, Ditte, Società, Associazioni ed altre forme di impresa
riconosciute. In particolare, tra le diverse attività, negli ultimi anni abbiamo acquisito esperienze nelle attività di
seguito elencate.

Indagine storica sulla biodiversità la qualità delle loro produzioni, nessuno li conosce,
nessuno li ha mai considerati.
legata a un determinato territorio In queste situazioni la valorizzazione delle razze
autoctone o dei prodotti locali può portare ad una
Grazie ad un archivio storico ben fornito e
qualificazione del lavoro delle imprese zootecniche
continuamente arricchito si realizzano indagini
aumentandone il reddito. Alcune nostre esperienze
storiche sulle antiche razze domestiche che hanno
dimostrano come è possibile ridare dignità a
accompagnato lo sviluppo della zootecnia italiana. Allo
produzioni rurali legate alla tradizione e al territorio.
scopo viene redatta una esposizione ordinata di fatti e
avvenimenti del passato quali risultano da un’indagine
critica. In questo modo si ottiene un’acquisizione Predisposizione di progetti
di notizie che consentono di stabilire l’autenticità di di fattibilità e disciplinari per
una razza, o di un prodotto, e la sua presenza in un allevamenti condotti con metodo
determinato comprensorio. La ricognizione storica
sulle razze rustiche individua inoltre le connessioni biologico
reciproche con la realtà agricola del tempo per cui
è lecito tracciarne un’evoluzione nel tempo e nello L’applicazione del Regolamento Comunitario sulla
spazio. zootecnia biologica dà ai consumatori la garanzia di
acquisire prodotti di origine animale sani e genuini
offrendo agli agricoltori una preziosa opportunità di
Programmi di recupero della reddito.
biodiversità e ricostituzione delle
produzioni legate al territorio Allevamenti alternativi

Buona parte della nostra biodiversità zootecnica è I nuovi orizzonti che si stanno aprendo per le imprese
andata persa nel corso del secolo appena passato agricole mettono a disposizione dell’allevatore nuove
a causa di un abbandono ingiustificato di alcune opportunità di reddito. I miglioramenti ambientali per
produzioni allora considerate non produttive. Oggi la attività faunistiche, l’allevamento della selvaggina a
cultura e le esigenze dei consumatori sono cambiate e scopo faunistico o alimentare e tante altre sono attività
le antiche tradizioni vengono valorizzate e promosse. alternative che richiedono, per il loro conseguimento,
Molte razze non più presenti nel nostro territorio una sofisticata “tecnologia naturale” e una esperienza
possono però essere recuperate e riportate/riadattate non indifferente.
nel bioterritorio d’origine. Anche le produzioni legate Queste conoscenze sono messe a disposizione
al territorio )incroci storici di prima generazione) di allevatori che sanno trovare nelle produzioni
possono essere riproposti ad imprese agricole alternative una risposta alle opportunità di reddito
interessate a riqualificare le proprie produzioni. che il mercato sta offrendo.
Questi allevamenti alternativi (lepre, starna, struzzo,
maiali allo stato brado, ecc.) richiedono la disponibilità
Piani di conservazione e/o di ambienti naturali, non prevedono investimenti
miglioramento razze autoctone onerosi e mantengono uno stretto legame con
l’ambiente e le tradizioni.
Per condurre con efficacia un’attività di conservazione
di razze autoctone è necessario procedere in modo
corretto con iniziative che, di volta in volta, servono a
Predisposizione di strategie
consolidare i risultai raggiunti e preparano il terreno commerciali
per iniziative di valorizzazione.
in base all’esperienza acquisita si attuano programmi Si predispongono programmi di fattibilità e strategie
per la conservazione della variabilità genetica delle produttive per Aziende Agrituristiche, Fattorie
razze autoctone e, successivamente, l’attivazione Didattiche, Agri – Gril, Vendita dei prodotti con “Filiere
di programmi di miglioramento genetico per attività corte” o “a chilometro zero”, strategie per vendita dei
economiche. prodotti in azienda, Mercati Contadini o Porta a porta.

Programmi per valorizzazione Supporto all’imprenditoria


razze autoctone e produzioni giovanile
legate al territorio
Si provvede a definire programmi di sviluppo per
A volte si allevano animali che la tradizione ha da “Primo insediamento” con definizione dei modelli
sempre tramandato ma che non hanno un nome, aziendali, degli investimenti e dell’organizzazione dei
non hanno una storia: a parte la tradizione orale, e lavori.
Marzo 2015

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