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Comune di Massa Di Somma

comune del pomodorino del piennolo Dop


Città Metropolitana di Napoli

STATUTO COMUNALE

Approvato con deliberazione del Consiglio comunale n.....del........

TITOLO I - Principi fondamentali


ART.1 - Statuto

1. Il presente Statuto costituisce l’atto fondamentale che informa e regola il Comune


di Massa di Somma.

ART.2 – Comune

II Comune di Massa di Somma:


- è l'ente espressione della comunità locale, dotato di autonomia costituzionalmente
garantita;
- rappresenta la popolazione insediata nel proprio territorio, ne cura gli interessi e ne
promuove lo sviluppo civile, sociale ed economico, nel rispetto delle leggi e secondo i
principi dell'ordinamento della Repubblica.
- ha autonomia normativa, organizzativa e finanziaria nei limiti della Costituzione e
della Legge;
- è titolare di funzioni e poteri propri ed esercita le funzioni attribuite, conferite o
delegate dallo Stato e dalla Regione, secondo il principio di sussidiarietà.
- svolge le sue funzioni anche attraverso l'attività e la collaborazione dei cittadini e
delle loro forme di aggregazione sociale.
- favorisce la più ampia partecipazione della popolazione alle scelte amministrative;
- riconosce e sostiene, in conformità alla Legge, le libere associazioni ed il
volontariato, quali momento di aggregazione e confronto su temi d'interesse della
comunità locale.
- assicura che i cittadini abbiano libero accesso alle informazioni sulla vita
amministrativa e sull'attività dell'Ente ed assume le misure idonee a realizzare il pieno
e paritario uso dei servizi pubblici, senza distinzioni dovute alle condizioni
economiche e sociali, al sesso, alla religione ed alla nazionalità.
- assicura il superamento degli squilibri economici, sociali e territoriali nella propria
comunità.
- garantisce la tutela e lo sviluppo delle risorse naturali, ambientali, storiche e culturali
presenti nel proprio territorio per assicurare una qualità di vita migliore alla
collettività.
ART.3 - Stemma e gonfalone

Il Comune ha lo stemma ufficiale cosi descritto: troncato: nel PRIMO, di azzurro al


campanile della chiesa della Beata Vergine Assunta in Massa Di Somma, d’oro, aperto
nel campo, finestrato di due in palo, dello stesso, sostenuto dal blocco di lava nero,
fondato sulla linea di partizione, di forma approssimativamente trapezoidale, esso
campanile accollato dalla vite di verde, nodrita centralmente nel blocco di lava,
pampinòsa di tre di verde, un pampino a sinistra, due a destra, fruttato di tre grappoli
d’uva , d’oro, due a sinistra, una destra;
Nel SECONDO, di rosso, al monte di somma di verde, fondato in punta e uscente dai
fianchi, sostenente a sinistra la parte superiore del Vesuvio, di argento, esso Vesuvio
munito del pennacchio di fumo d’argento, diffuso di fascia sin quasi al fianco destro.
Sotto lo scudo, su lista bifida e svolazzante di azzurro, il motto, in lettere maiuscole
d’oro, TENACITER RESTITUI.
Ornamenti esteriori da Comune.
GONFALONE: drappo di giallo, riccamente ornato, di ricami d’argento e caricato
dallo stemma sopra descritto con la iscrizione centrata in argento, recante la
denominazione del comune.
Nelle cerimonie ufficiali il gonfalone con lo stemma è accompagnato dal Sindaco che
indossa la fascia tricolore ed è scortato dai vigili urbani in alta uniforme.
Sono vietati l'uso e la riproduzione dello stemma e del gonfalone per fini diversi da
quelli istituzionali, salvo espressa autorizzazione della Giunta Municipale.
ART.4 - Territorio

1.Il Comune di Massa di Somma comprende la parte del suolo nazionale, 3,03 kmq,
confinante con i comuni di San Sebastiano Al Vesuvio, Pollena Trocchia, Cercola ed
Ercolano.

2.La casa comunale ha sede in Via Veseri n.5;

3. Le adunanze degli organi collegiali elettivi si svolgono nella sede comunale. In casi
del tutto eccezionali e per particolari esigenze, il consiglio può riunirsi nel luoghi
diversi dalla propria sede.

4. La modifica dell'ubicazione della sede comunale viene disposta dal consiglio,


sempre entro i limiti del centro del Comune .

ART.5 - Finalità del Comune

1. Il Comune nell’ambito delle Leggi statali e regionali, si impegna a garantire per


quanto di competenza:

a) il benessere morale e materiale alla fruizione del tempo libero, allo svolgimento di
una generalizzata attività sportiva ed al soddisfacimento dei bisogni collettivi della
comunità;

b) la conservazione, la valorizzazione, la difesa ed il recupero dell’ambiente e del


territorio quali valori assoluti da preservare e custodire nell’interesse della comunità
locale, dell’umanità tutta e delle generazioni a venire;

c) l’attuazione piena dei diritti delle persone in uno spirito di solidarietà che coinvolge
con particolare riguardo quelli delle categorie sociali meno forti: i minori, i giovani,
gli anziani, gli inabili, i meno abbienti ed i portatori di handicap, garantendo, in ogni
caso, pari opportunità di genere;

d) la funzione sociale dell’iniziativa pubblica in economia, anche ai fini


occupazionali;

e) lo sviluppo dell’iniziativa privata da orientarsi a fini sociali, particolarmente nei


settori dell’agricoltura e dell’artigianato, del turismo, della cultura, del commercio e
dei servizi;

f) la tutela, la valorizzazione ed il recupero delle tradizioni locali, del patrimonio


culturale, storico, artistico, archeologico e paesaggistico quali valori da assicurare
prioritariamente alla fruizione della comunità locale nel rispetto dell’ordinamento;

g) forme adeguate di partecipazione per i non residenti;

h) la forte identità e vocazione comprensoriale nell’ambito del Parco Nazionale del


Vesuvio.

ART.6 - Principi

1. Per il raggiungimento delle proprie finalità, il Comune:

- favorisce la nascita e lo sviluppo delle libere forme associative;

- persegue la realizzazione dei programmi nel confronto costante con i cittadini in


clima di massima correttezza e trasparenza;

- favorisce la partecipazione degli enti, delle realtà territoriali, frazionali, delle


organizzazioni sindacali, delle formazioni sociali, religiose, economiche, culturali,
politiche e scientifiche;

- pubblicizza in forma adeguata gli atti amministrativi adottati;

- garantisce ai cittadini in forma singola od associata, in conformità alla Legge,


l’accesso agli atti alle strutture ed ai servizi del Comune;

- individua come criterio fondamentale la distinzione del ruolo politico da quello


amministrativo, valorizzando le competenze, gli organi e la professionalità del
personale ed individuando le rispettive responsabilità;

- organizza le proprie strutture in funzione dei bisogni e delle aspettative dei cittadini,
uniformandole ai principi dell’economicità dell’efficienza ed efficacia dei servizi,
anche attuando forme di decentramento ricorrendone le condizioni.

2. Costituisce principio di peculiare valore, la ricerca di rapporti con altre comunità e


popoli, anche attraverso gemellaggi e scambi culturali.

ART.7 - Funzioni del Comune

1. Il Comune di Massa di Somma ha competenza generale e rappresenta la comunità


massese, ne cura gli interessi e ne promuove lo sviluppo. Il Comune è titolare, delle
funzioni amministrative relative alla popolazione e al territorio comunale salvo che,
per assicurarne l’esercizio unitario, esse siano normativamente conferite alla Città
metropolitana, alla Regione o allo Stato, in base ai principi costituzionali disciplinanti
le singole funzioni.

2. Il Comune, conformemente ai principi costituzionali e della Carta europea delle


Autonomie locali, è titolare di funzioni proprie e di funzioni conferite dallo Stato e
dalla Regione, secondo Legge.
3. Le funzioni vengono espletate nel senso di consentire ed anzi favorire l’esercizio
delle attività che possono essere svolte adeguatamente dall’autonoma iniziativa dei
cittadini e delle formazioni sociali locali, a ciò adeguando i regolamenti comunali e
l’organizzazione amministrativa del Comune.

4. Per l’esercizio delle sue funzioni il Comune impronta la sua azione al metodo della
pianificazione e della programmazione. Anche quanto ai rapporti con i superiori
livelli di governo, il Comune concorre nei modi previsti dalla legge a definire gli
obiettivi della programmazione della città metropolitana, regionale e statale e
provvede, per quanto di competenza, alla loro specifica attuazione.

5. Per l’esercizio delle funzioni proprie o conferite il Comune si avvale di risorse


reperite secondo il principio costituzionale dell’autonomia finanziaria, perseguendo
gli obiettivi della rappresentanza, sviluppo e coesione sociale della comunità e della
efficace, efficiente ed economica gestione delle risorse e, ove previsto per legge,
attraverso risorse etero finanziate.

6. Il Comune disciplina l’attuazione coordinata con gli enti interessati degli interventi
necessari alla tutela ed alla piena integrazione sociale delle persone portatrici di
handicap.

ART.8 - Esercizio e funzioni delegate

1. La Legge può demandare al Comune l’esercizio di funzioni la cui titolarità resta


imputata a soggetti diversi.

2. Nel caso in cui il provvedimento di delega non contenga apposite direttive per
l’espletamento di dette funzioni, l’esercizio delle stesse è disciplinato dalla
legislazione in materia.

ART.9 - Albo Pretorio

1. Gli obblighi di pubblicazione di atti e provvedimenti amministrativi aventi effetto


di pubblicità legale s’intendono assolti con la pubblicazione sul portale internet
istituzionale, salve le ulteriori modalità eventualmente previste dalla legge, in casi
particolari.

2. L’albo informatico deve essere strutturato con capacità e modalità operative tali da
consentire l’esaustiva ottemperanza a tutti gli obblighi di pubblicità, trasparenza e
diffusione delle informazioni previsti dalla legislazione vigente.
3.Il Sindaco individua con provvedimento formale il responsabile della tenuta
dell’albo pretorio e del rispetto degli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione
delle informazioni previsti dalla legislazione vigente.

TITOLO II - Ordinamento strutturale


ART. 10 - Organi

1. Sono Organi di governo del Comune il Consiglio comunale, il Sindaco, Il


Presidente del Consiglio Comunale e la Giunta comunale. Le rispettive competenze
sono stabilite dalla Legge, dal presente Statuto e dalla regolamentazione comunale
ove in vigore.

2. Il Consiglio comunale è organo di indirizzo e di controllo politico e amministrativo.

3. Il Sindaco è responsabile dell’Amministrazione ed è il legale rappresentante del


Comune; egli esercita inoltre le funzioni di Ufficiale di Governo secondo le leggi
dello Stato.

4.Il Presidente del Consiglio comunale è organo di indirizzo, di organizzazione e di


controllo amministrativo della attività comunale.

5. La Giunta comunale svolge attività propositive e di impulso nei confronti del


Consiglio comunale e compie tutti gli atti che non rientrano nelle competenze del
Sindaco, del Consiglio comunale e dei responsabili degli uffici e servizi, in
conformità di Legge.
ART.11 - Deliberazioni degli organi collegiali

1.Le deliberazioni degli organi collegiali sono assunte, di regola, con votazione
palese; sono da assumere a scrutinio segreto le deliberazioni concernenti persone,
quando venga esercitata una facoltà discrezionale fondata sull'apprezzamento delle
qualità soggettive di una persona o sulla condotta dalla stessa tenuta.

2. Le sedute del Consiglio e delle Commissioni consiliari sono pubbliche. Nel caso in
cui debbano essere formulate valutazioni ed apprezzamenti sulle capacità
professionali ed anche morali inerenti a “persone” il Presidente dispone la trattazione
dell’argomento “in seduta privata”.

2. L'istruttoria e la raccolta della documentazione a corredo delle proposte di


deliberazione è effettuata a cura dei Responsabili degli uffici; la verbalizzazione degli
atti e delle sedute del Consiglio comunale e della Giunta comunale è curata dal
Segretario comunale, o da altro dipendente all’uopo delegato dal Segretario comunale
stesso, secondo le modalità e i termini stabiliti dalla regolamentazione comunale.

3. I verbali delle sedute sono firmati dal Presidente (del collegio deliberante) e dal
Segretario comunale.

ART.12 - Il Consiglio Comunale

2. L'elezione, la durata in carica, la composizione e lo scioglimento del Consiglio


comunale sono regolati dalla Legge.

2. Il Consiglio comunale esercita le potestà e le competenze stabilite dalla legge e


svolge le proprie attribuzioni conformandosi ai principi, alle modalità e alle procedure
stabiliti nel presente Statuto e nelle norme regolamentari.

3. Il Consiglio Comunale è dotato di autonomia organizzativa e funzionale e,


rappresentando l’intera comunità, delibera l’indirizzo politico – amministrativo ed
esercita il controllo sulla sua progressiva attuazione.

4. Quando nel corso delle adunanze si presentano situazioni che non sono disciplinate
dalla legge, dallo statuto, e dal regolamento la decisione interpretativa è adottata dal
Presidente del Consiglio, ispirandosi ai principi generali dei predetti ordinamenti,
udito il parere del Segretario generale e dei Capi Gruppo presenti in aula.

4. Il Consiglio comunale, tra le altre funzioni previste dalla legge, definisce gli
indirizzi per la nomina e la designazione dei rappresentanti del Comune presso enti,
aziende e istituzioni e provvede alla nomina dei propri rappresentanti presso enti
aziende ed istituzioni, nei casi previsti dalla legge.

5. Il Consiglio comunale conforma la propria azione ai principi di pubblicità,


trasparenza e legalità, tendendo per tale via ad assicurare l’imparzialità e la corretta
gestione amministrativa.

6. Gli atti deliberativi approvati dal Consiglio comunale devono individuare gli
obiettivi da raggiungere nonché le modalità di reperimento e di destinazione delle
risorse e degli strumenti necessari.

ART.13 - Presidente del Consiglio

1. La Presidenza del Consiglio Comunale è attribuita al Sindaco.

2. E’ facoltà dell’Ente provvedere alla nomina del Presidente del Consiglio in


soggetto distinto dal Sindaco tra i consiglieri comunali. Lo stesso verrà eletto nella
prima seduta consiliare successiva all’elezione del Consiglio comunale o
successivamente, se del caso. Nella stessa seduta può essere eletto anche un altro
consigliere comunale cui attribuire le funzioni di Vice Presidente del Consiglio
comunale il quale sostituirà il Presidente del Consiglio, in caso di assenza o legittimo
impedimento per motivi di fatto o di diritto. Nel caso, in cui non sia designato il Vice
presidente del Consiglio Comunale, ovvero in caso di impedimento di quest’ultimo, le
relative funzioni sono svolte dal Consigliere anziano.

3. Per essere eletti alla carica di Presidente e Vice Presidente del Consiglio i candidati
dovranno riportare il voto favorevole della maggioranza assoluta dei consiglieri
assegnati.

4. Il Sindaco o Presidente del Consiglio, se nominato in persona diversa dal Sindaco:

a) rappresenta l'intero Consiglio Comunale, ne tutela la dignità del ruolo ed assicura


l'esercizio delle funzioni allo stesso attribuite dalla legge e dallo statuto;

b) convoca e fissa le date delle riunioni del Consiglio comunale, sentita la Conferenza
dei capigruppo ed il Sindaco, se questi non ricopre la carica di Presidente;

c) decide sull’ammissibilità delle questioni pregiudiziali e delle eccezioni procedurali


salvo che non intenda promuovere sulle stesse la decisione del Consiglio comunale;

d) ha poteri di polizia nel corso dello svolgimento delle sedute del Consiglio
Comunale;

e) convoca e presiede la Conferenza dei capigruppo;

f) insedia le commissioni consiliari, se costituite, e vigila sul loro regolare


funzionamento;

g) assicura adeguata e preventiva informazione ai capigruppo consiliari ed ai singoli


consiglieri sulle questioni sottoposte al Consiglio;

h) esercita ogni altra funzione demandatagli dalla Legge, dallo Statuto o dai
regolamenti dell’Ente;

5. Il Sindaco o il Presidente del Consiglio, se nominato in persona diversa dal


Sindaco, esercita la sua funzione con imparzialità, nel rispetto delle prerogative del
Consiglio comunale e dei diritti dei singoli consiglieri.
6. Il Presidente ha facoltà di prendere la parola in ogni momento e può sospendere o
togliere la seduta facendo redigere motivato processo verbale.

7. Il Presidente del Consiglio cessa le sue funzioni:

-in caso di dimissioni dalla carica, che devono essere rassegnate per iscritto, con
apposita nota indirizzate al Consiglio Comunale e sono valide, efficaci ed irrevocabili
dalla data di acquisizione al protocollo del Comune; nel caso in cui la Presidenza del
Consiglio comunale sia ricoperta dal Sindaco la rassegnazione delle dimissioni dalla
carica non comporta la rassegnazione delle dimissioni dalla carica di Sindaco;

-in caso di approvazione di una mozione di sfiducia motivata e sottoscritta da almeno


i due quinti dei consiglieri assegnati, portata in discussione almeno dieci giorni dopo
la sua formale presentazione e votata per appello nominale dalla maggioranza dei
consiglieri assegnati al Comune.

8. La nomina del nuovo Presidente viene effettuata nella stessa seduta consiliare,
subito dopo l’approvazione della mozione di sfiducia nei confronti del Presidente
precedentemente eletto. In ogni caso, fino alla nomina del nuovo Presidente del
Consiglio comunale, la presidenza è assunta dal Vice presidente e, in caso di assenza,
impedimento o dimissioni di quest’ultimo, dal consigliere anziano.

ART.14 - Sessioni e convocazione

1.L'attività del Consiglio comunale si svolge in sessioni ordinarie e straordinarie.

2. Il Consiglio Comunale è normalmente convocato in adunanza ordinaria per


l'esercizio delle funzioni e l'adozione dei provvedimenti previsti dalla legge e dallo
statuto nonché in adunanza straordinaria nei casi previsti dal regolamento. Il
Consiglio è convocato d'urgenza quando sussistono motivi rilevanti ed indilazionabili
che rendono necessaria l'adunanza.

2. Le sessioni ordinarie devono essere convocate nei tempi stabiliti dal regolamento
sul funzionamento del Consiglio comunale.

3. La convocazione del Consiglio e l'ordine del giorno degli argomenti da trattare è


effettuata dal Sindaco o Presidente del Consiglio, se nominato in persona diversa dal
Sindaco, di propria iniziativa, o su richiesta del Sindaco, oppure di almeno un quinto
dei consiglieri. La riunione deve tenersi entro 20 (venti) giorni dalla data della
convocazione, se d’iniziativa del Presidente. Se la richiesta viene formulata dal
Sindaco o da altri consiglieri, il Presidente è tenuto a diramare la convocazione, con
relativo ordine del giorno, in cui siano inseriti gli argomenti proposti, purchè
rientranti nelle funzioni riservate per legge al Consiglio, entro dieci giorni dalla
ricezione della richiesta. La seduta deve tenersi entro i dieci giorni successivi alla data
dell’avviso di convocazione.

4. La convocazione è effettuata tramite avvisi scritti contenenti le questioni da trattare,


iscritte in ordine progressivo, seguendo l’ordine di trattazione, da consegnarsi a
ciascun consigliere comunale nel domicilio eletto nel territorio del Comune. La
consegna deve risultare da dichiarazione del messo comunale o da parte di soggetto
preposto o in forma postale elettronica all’indirizzo preindicato dal consigliere
comunale. L'avviso scritto può prevedere anche una seconda convocazione, la cui data
deve essere fissata a distanza di almeno ventiquattro ore dalla prima.

5. L’integrazione dell'ordine del giorno con altri argomenti da trattarsi in aggiunta a


quelli per cui è stata già diramata la convocazione, può essere effettuata, con le
medesime modalità indicate al comma precedente, ma deve essere consegnata a
ciascun consigliere comunale almeno 24 ore prima del giorno in cui è stata convocata
la seduta. L’integrazione dell’ordine del giorno può essere chiesta e disposta anche
dopo che una seduta di prima convocazione sia andata deserta o sia divenuta deserta
nel corso dei lavori. In tal caso, la seduta a svolgersi sarà di seconda convocazione,
per gli argomenti non discussi nella precedente seduta andata deserta o divenuta tale
durante i lavori, ma sarà di prima convocazione, per gli argomenti inseriti nell’ordine
del giorno aggiuntivo.

6. L'elenco degli argomenti da trattare deve essere affisso nell'albo comunale


informatico di norma almeno entro il giorno precedente a quello stabilito per la prima
adunanza e deve essere adeguatamente pubblicizzato in modo da consentire la più
ampia partecipazione dei cittadini.

7. La documentazione relativa alle pratiche da trattare deve essere messa a


disposizione dei consiglieri comunali nei tempi previsti dal regolamento in materia.

8. Le sedute del Consiglio sono pubbliche, salvi i casi previsti dal regolamento di
funzionamento del Consiglio Comunale.

9. Il Presidente ha facoltà di autorizzare riprese e trasmissioni radio televisive


(streaming) informando preventivamente tutti i partecipanti alla seduta consiliare che
dovranno manifestare per iscritto il loro eventuale dissenso alla ripresa e divulgazione
della propria immagine. E’ fatto esplicito divieto nelle sedute di fare interventi su dati
personali definiti sensibili ai sensi del D.Lgs. 196/2003 e ss.mm.ii... E’ tassativamente
vietata ogni altra attività privata di registrazione sotto forma di audio e video
dell’adunanza.

9. La prima convocazione del Consiglio comunale subito dopo le elezioni per il suo
rinnovo viene indetta dal Sindaco entro dieci giorni dalla proclamazione degli eletti e
la riunione deve tenersi entro dieci giorni dalla convocazione.

10. In caso di impedimento permanente, decadenza, rimozione, decesso del Sindaco si


procede allo scioglimento del Consiglio comunale; il Consiglio e la Giunta comunale
rimangono in carica fino alla data delle elezioni e le funzioni del Sindaco sono svolte
dal Vice Sindaco.

ART.15 - Linee programmatiche di mandato

1. Entro il termine di 60 giorni, decorrenti dalla data del suo avvenuto insediamento,
sono presentate, da parte del Sindaco, sentita la Giunta comunale, le linee
programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare durante il mandato
politico – amministrativo.

2. Ciascun consigliere comunale ha il pieno diritto di intervenire nella definizione


delle linee programmatiche, proponendo integrazioni, adeguamenti o modifiche,
mediante la presentazione di appositi emendamenti, nelle modalità indicate dal
regolamento del consiglio comunale. L’approvazione del documento contenente le
linee programmatiche di mandato deve avvenire con votazione palese e per appello
nominale.

3 Nei termini stabiliti dal regolamento sul funzionamento del Consiglio comunale, il
detto Organo provvede a verificare l'attuazione di tali linee, da parte del Sindaco e dei
rispettivi assessori, e dunque entro il 30 settembre di ogni anno é facoltà del Consiglio
provvedere a integrare, nel corso della durata dei mandato, con adeguamenti
strutturali e/o modifiche, le linee programmatiche, sulla base delle esigenze e delle
problematiche che dovessero emergere in ambito locale.

ART.16 - Commissioni

1. Il consiglio comunale potrà istituire con apposita deliberazione, commissioni


permanenti, per il preventivo esame di argomenti da sottoporre poi a decisione
dell’intera assemblea consiliare, nonché commissioni temporanee o speciali, per fini
di controllo, di indagine, di inchiesta, di studio. Dette commissioni sono composte
come da regolamento in materia.

2. Le Commissioni permanenti costituiscono articolazioni del Consiglio Comunale ed


esercitano le loro funzioni concorrendo ai compiti d'indirizzo e di controllo politico-
amministrativo allo stesso attribuiti, mediante la valutazione preliminare degli atti di
competenza consiliare. Riferiscono al Consiglio sulle eventuali indagini conoscitive
relative al funzionamento dei servizi, all'attuazione dei programmi, progetti ed
interventi, alla gestione di aziende, istituzioni ed altri organismi dipendenti dal
Comune.

3. Le commissioni possono invitare a partecipare ai propri lavori il Sindaco, gli


Assessori, organismi associativi, funzionari e rappresentanti di forze sociali, politiche
ed economiche per l’esame di specifici argomenti.

4. L’organizzazione dei lavori, il funzionamento, la composizione, i poteri, e le forme


di pubblicità degli atti delle commissioni verranno disciplinate come da regolamento
in materia.

5. La delibera di istituzione dovrà essere adottata a maggioranza assoluta dei


consiglieri assegnati.

ART.17 – Consiglieri comunali

1. I consiglieri comunali rappresentano l’intera comunità locale, alla quale sono


costantemente chiamati a rispondere politicamente. Lo stato giuridico, l’entrata in
carica, le modalità di presentazione e l’efficacia delle dimissioni, nonché la
sostituzione dei consiglieri sono disciplinati dalla legge.

2. Le funzioni di consigliere anziano sono esercitate dal consigliere che ha ottenuto la


maggiore cifra individuale, costituita dalla cifra di lista sommata con i voti di
preferenza individuale conseguiti. A parità di voti è consigliere anziano il più anziano
dì età.

ART.18 - Diritti e doveri dei consiglieri

1.Le modalità e le forme di esercizio del diritto di iniziativa e di controllo del


consigliere comunale, previsti dalla legge, sono disciplinati dal regolamento.
2. I Consiglieri hanno diritto di presentare interrogazioni, interpellanze, mozioni e
proposte di deliberazione. Le modalità e le forme di esercizio del diritto di iniziativa e
di controllo dei consiglieri comunali sono disciplinati dal regolamento sul
funzionamento del consiglio comunale. Il Regolamento disciplina altresì le modalità
ed i termini per il recapito degli avvisi di convocazione del Consiglio e delle altre
comunicazioni del Presidente, anche con riferimento all’onere di elezione di un
domicilio o alla designazione di un domiciliatario nel territorio comunale, in caso di
residenza del consigliere al di fuori del territorio comunale, nonchè con riferimento
alla facoltà di consentire l’invio e la ricezione con modalità informatiche.

2. L’esame delle proposte di deliberazione e degli emendamenti, che incidono in


modo sostanziale sulle stesse, è subordinato all’acquisizione dei pareri previsti dalla
legge, in osservanza del principio del “giusto procedimento”.

3. Ai sensi del presente Statuto si intende per “giusto procedimento” quello per cui
l’emanazione del provvedimento sia subordinata alla preventiva istruttoria corredata
di pareri tecnici, contabili ed alla successiva comunicazione alla Giunta ed ai
Capigruppo consiliari.

4. I consiglieri comunali hanno diritto di ottenere dagli uffici del Comune nonché
dalle aziende, istituzioni o enti dipendenti, tutte le notizie e le informazioni utili
all'espletamento del proprio mandato. A tal fine essi hanno diritto di visionare gli atti
e documenti anche preparatori e di conoscere ogni altro atto utilizzato ai fini
dell’attività amministrativa. Non è ammesso opporre rifiuti atti a limitare il diritto del
consigliere comunale all’esercizio delle proprie funzioni di indirizzo e controllo.

5. In relazione ai dati ed alle informazioni acquisite, i consiglieri sono tenuti al


segreto secondo le specifiche prescrizioni di legge.

6. I consiglieri hanno diritto ad ottenere da parte del Sindaco un'adeguata e preventiva


informazione sulle questioni sottoposte all'organo di cui sono membri, anche
attraverso l'attività della conferenza dei capigruppo.

7. Il Consigliere comunale è tenuto a partecipare a tutte le adunanze del Consiglio.

9. Il Consigliere che si assenta definitivamente dall'adunanza deve, prima di lasciare


la sala, avvertire la segreteria perché sia presa nota a verbale.

10. Ciascun consigliere comunale è tenuto a fornire, con le modalità appositamente


determinate ed entro il termine indicato nella delibera di convalida degli eletti, i dati
occorrenti per l’adempimento degli obblighi di pubblicazione di cui all’art. 14 del
D.Lgs. 14 marzo 2013, n. 33. La mancata o incompleta comunicazione dei dati
suddetti comporta l’irrogazione, a carico del consigliere inadempiente, della sanzione
amministrativa pecuniaria di cui all’art. 47 del medesimo D.Lgs. n. 33/2013 e
ss.mm.ii.

11. Il Consigliere comunale è responsabile, personalmente, secondo la normativa


vigente, dei voti espressi in favore o contro i provvedimenti deliberati dal Consiglio.

ART.19 - Dimissioni, sospensione, rimozione, decadenza dalla carica di


consigliere comunale

1. Le dimissioni dalla carica di consigliere comunale debbono essere redatte per


iscritto, sottoscritte personalmente, indirizzate al Consiglio comunale e presentate
personalmente all’Ufficio Protocollo del Comune, che le assume immediatamente
nell'ordine temporale di presentazione. Esse sono irrevocabili sin dalla loro
presentazione e sono immediatamente efficaci. Se non vengono presentate
personalmente, le dimissioni devono essere sottoscritte con firma autenticata nei modi
di legge e devono essere presentate al protocollo generale del Comune da persona
munita di delega, la cui sottoscrizione sia stata a sua volta autenticata nei modi di
legge, in data non anteriore a cinque giorni. Salvo quando ricorrano i presupposti per
avviare la procedura di scioglimento, a norma dell’art. 141 del D.Lgs. n.267/2000 -
TUEL, il Consiglio comunale deve provvedere alla surroga dei consiglieri
dimissionari entro e non oltre dieci giorni dalla data di presentazione delle dimissioni
seguendo l’ordine di acquisizione delle stesse al protocollo generale.

2. Qualora nel corso del mandato si rilevi l’esistenza di una causa di incandidabilità
del consigliere in carica, ai sensi dell’art. 10 del D.Lgs. n. 235/2012, il Consiglio
Comunale deve dichiarare la nullità dell’elezione del consigliere, con conseguente
annullamento della relativa convalida e decadenza dalla carica. La decadenza di
diritto dalla carica si determina, in ogni caso, dalla data di passaggio in giudicato della
sentenza di condanna, per i delitti di cui all'articolo 10 del D.Lgs. n. 235/2012 o da
quella in cui diviene definitivo il provvedimento dell’autorità giudiziaria che
commina una misura di prevenzione. La medesima conseguenza si determina in caso
di emersione di una delle situazioni indicate all’art. 60 del D.Lgs. n. 267/2000 come
causa di ineleggibilità, o di una delle condizioni di incompatibilità indicate agli artt.
63 e ss. D.Lgs ultimo citato, ove non rimossa.

3. Il Consigliere comunale può essere rimosso dalla carica, con decreto del Ministro
dell’Interno, quando compia atti contrari alla Costituzione, o per gravi e persistenti
violazioni di legge o per gravi motivi di ordine pubblico ai sensi dell’art. 142 del
D.Lgs. n. 267/2000.

4. Il Consigliere è sospeso di diritto ove sia stato notificato dal Prefetto al Consiglio
Comunale un provvedimento giudiziario che comporti la sospensione, per uno dei
casi di cui all’art. 11, commi 1 e 2, del D.Lgs. n. 235/2012. Inoltre, il Consigliere può
essere sospeso a norma dell’art. 142 del D.Lgs. n. 267/2000, con provvedimento
prefettizio, nelle more del decreto di rimozione per atti contrari alla Costituzione o per
gravi e persistenti violazioni di legge, qualora sussistano motivi di grave ed urgente
necessità. Il Consigliere sospeso non può esercitare alcuna funzione connessa con la
carica, e non è computato al fine della verifica del numero legale per la validità delle
sedute del Consiglio comunale. Il Consiglio comunale, nella prima seduta successiva
alla notifica del provvedimento di sospensione del Consigliere, delibera la temporanea
sostituzione, a norma dell’art. 45, comma 2, del D.Lgs. n.267/2000. La sospensione
cessa di diritto allo scadere dei termini di cui al comma 4 del precitato art. 11 del
D.Lgs. n. 235/2012, ovvero quando, prima di tale scadenza, sia stato comunicato un
provvedimento giudiziario dal quale derivi la cessazione. Tale provvedimento deve
essere tempestivamente pubblicato all’albo pretorio informatico del Comune e di esso
viene data notizia nella prima seduta successiva del Consiglio Comunale, cui ha
ovviamente diritto a prendere parte il Consigliere, se reintegrato nelle funzioni.
Viceversa, se la sospensione è cessata per far luogo alla dichiarazione di nullità
dell’elezione, alla decadenza dalla carica o alla rimozione per una delle cause di cui ai
commi precedenti, il Consiglio comunale, nella prima seduta utile, provvede alla
surrogazione.

5. I Consiglieri decadono dalla carica per ingiustificate assenze a tre sedute


consecutive del Consiglio o a cinque nel corso dell’anno.
6. Il Consigliere Comunale deve giustificare la propria assenza mediante
comunicazione scritta e motivata al Presidente del Consiglio, il quale è tenuto a darne
comunicazione al Consiglio.
7. Qualora un Consigliere Comunale sia rimasto assente a tre sedute consecutive del
Consiglio senza fornire alcuna giustificazione, il Presidente lo invita a presentare per
iscritto le ragioni dell’assenza entro il termine di 10 giorni e pone l’argomento
all’ordine del giorno della prima riunione del Consiglio Comunale successiva alla
scadenza del termine. Il Consiglio Comunale, se ritiene prive di fondamento le
giustificazioni addotte dal Consigliere, può deliberare a maggioranza qualificata dei
2/3 dei suoi componenti la decadenza e procedere contestualmente alla surrogazione.
ART.20 - Gruppi consiliari

1. I Consiglieri comunali possono costituirsi in gruppi, secondo quanto previsto nel


regolamento e ne danno comunicazione al Segretario Comunale. Qualora non si
eserciti tale facoltà o nelle more della designazione, i capigruppo sono individuati nei
consiglieri, non componenti la Giunta, che abbiano riportato il maggior numero di
voti per ogni lista.

1. I Consiglieri comunali eletti nella medesima lista formano, salvo diversa


comunicazione, un unico gruppo consiliare. Le comunicazioni in ordine alla
formazione dei gruppi vanno effettuate al Presidente del Consiglio, al Sindaco ed al
Segretario comunale entro il termine previsto dal regolamento.

2. Ciascun gruppo consiliare deve essere composto nei termini previsti dal
regolamento comunale.

3. E' istituita, presso il Comune di Massa di Napoli la conferenza dei capigruppo,


quale organo di consulenza del Presidente del Consiglio per l’esame di argomenti di
interesse generale, in via preliminare rispetto alla discussione in Consiglio comunale.

4. La conferenza dei capigruppo viene sentita, salvo i casi di urgenza, prima della
formale convocazione del consiglio comunale, in merito agli argomenti che
s’intendono iscrivere all’ordine del giorno. In tale sede i singoli capigruppo possono
proporre l’inserimento di ulteriori argomenti, i quali, ove assentiti, verranno iscritti di
seguito a quelli indicati dal Sindaco e dal Presidente del Consiglio. Per i casi
d’urgenza la convocazione della conferenza dei capigruppo può essere sostituita da
informale comunicazione per le vie brevi degli argomenti da trattare nella seduta.

ART.21 - Sindaco
1. Il Sindaco è eletto direttamente dai cittadini secondo le modalità stabilite dalla
Legge, che disciplina, altresì, i casi di ineleggibilità, di incompatibilità, lo stato
giuridico e le cause di cessazione dalla carica.

2. Il Sindaco è il legale rappresentante del Comune ed è l'Organo:

- responsabile politico dell'Amministrazione e giuridico, in conformità di Legge, del


funzionamento dei servizi comunali;

- che esercita le funzioni attribuitegli dalle Leggi, dallo Statuto, dai regolamenti;

- che sovrintende all'espletamento delle funzioni statali o regionali attribuite o


delegate al Comune;

- che esercita poteri di indirizzo, di vigilanza e controllo sull’attività degli Assessori


comunali e delle strutture gestionali ed esecutive.

3. Il Sindaco, sulla base degli indirizzi stabiliti dal Consiglio comunale, provvede alla
nomina, alla designazione e alla revoca dei rappresentanti del Comune presso enti,
aziende e istituzioni.

4. Il Sindaco è inoltre competente, sulla base degli indirizzi espressi dal Consiglio
comunale nell'ambito dei criteri indicati dalla Regione e sentite le categorie
interessate a coordinare gli orari degli esercizi commerciali, dei pubblici esercizi e dei
servizi pubblici, nonché, previo accordo con i responsabili territorialmente competenti
delle Amministrazioni interessate, degli orari di apertura al pubblico degli uffici
pubblici localizzati nel territorio, considerando i bisogni delle diverse fasce di
popolazione interessate, con particolare riguardo alle esigenze delle persone che
lavorano.