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giustficato il in modo pit m9 che anche del brano. smitonali, rat- quasi imper- tituisce Conti- parte centrale sigiunge ad un 10 poi tre, Poi a, ¢su un solo Gianmario Borio Lreredita bartokiana nel «Secondo Quartetto» di Ligeti. Sel concetto di tradizione nella musica contemporanea 1. Nell’evoluzione delle categorie estetico-musiali di questi ult- amildeneint oecups una posizione paradigmatica il concetto di tradi- mi decMfentre in un’epoca come quella seriale, caratterizzata non Zions: sla rifleseione sulla storicta e sui nessi diacronici delle opers Cjuanto dallinsistenza sulla genesie sulla storia della produzione, il ftyame con la tradizione era pur sempre assicurato dal rapport di legame fa con la tecnica della scuola viennese, nella musics post: sania soprattutto per effetto della poetica negativistica di Cage ~ seriale ona un nodo centrale della riflessione compositiva € so: €$s0 aiNalla produzione pit recente, in particolare coi compositor Tica Netidono sotto Tetichetta di «Nuova Semplicita» il proble: che «Tin ealizione, del suo persistere o del suo annullamento ¢ ae esto un termine di discussione irrinunciabile per ogni feos diventat gel presente. Insieme al recupero senza mediazioni di forme nsicatE del passato (motivi, sviluppi, transizioni, chiusure) arin ie cpally si rimextono in gigco le categorie tipiche della nizzazion| wtstetica dell'espressione *: Timmediata percetuilita ¢ . L'autore francofortese ne vedeva il socials Pils continua produzione del nuovo, nella costruzione di corres g laseia comunicare perché non @ ancora dato un lin- 149 Ligeti guaggio normativo che lo racchiuda in sé; il rapporto con la tradizio- ne deve essere di natura critica, il suo salvataggio @ possibile solo nella distruzione dell’autorita che da essa promana: «La tradizione pud riemergere soltanto in cid che ad essa spietatamente si nega» ‘. Nella trattazione estetica di questi ultimi anni che si @ proposta di ovviare alle pecche della ‘negativita’ insita nell’ tradizionale (orientata essenzialisticamente al contenuto di verita ¢ a cui anche la teoria critica in parte si attiene) si @ affermata una concezione della tradizione pit flessibile e dinamica connessa ai termini complemen- tari di Rezeptionsgeschichte (storia della ricezione) e Wirkungs- geschichte (storia degli effetti). L’importanza della storia della rice- ione @ stata accentuata in sede di critica letteraria da Hi. R. Jauss che col suo lavoro ha inteso reinserire nel circolo ermeneutico una com- ponente finora trascurata dalle estetiche oggettivistiche: il soggetto ricettore, il lettore come destinatario (Adressat) dell’opera °. Jauss ritiene che ci si possa sottrarre sia allo storicismo, che nella sua opera di narrazione dell’origine di dati artistici aveva rotto i ponti che collegano le produzioni storiche con ’attuale pensiero estetico, sia allo psicologismo volgare, che dissolve le opere nella loro percezio- ne, solo collocando (cosi suona la seconda tesi «per una riscrizione € tifondazione della storia della letteratura>) «la percezione e gli effetti di un’opera nel sistema di riferimento oggettivabile che per ‘ogni opera nel momento storico del suo apparire risulta dalla pre- comprensione del genere, della forma e della tematica conosciute in precedenza e dall’antitesi di linguaggio poetico e pratico» *. In que- sto modo si attua un capovolgimento della concezione illuministica della tradizione; come ha osservato Dahlhaus ’, se si parte dalla storia della ricezione si accentuano anziché ill potere che proviene dalla tradizione le trasformazioni dei suoi clementi attraverso il modo di assorbimento e di appropriazione di creazioni del passato. L’essenziale non @ quindi piu la dipendenza del presente dal passa to, bensi Pinfluenza ¢ il condizionamento dellimmagine del passato a partire dalla coscienza del presente ® 2. Nel contesto dell’estetica musicale, a differenza della critica letteraria, la storia della ricezione & un aspetto ancora poco discusso se si eccettuano | contributi di Dablhaus, Lissa, Eggebrecht e T'ab- bozzo di Zenck per una sociologia della ricezione musicale ° Tra i vari possibili modelli di ricezione e di trasmissione della tradizione (ascoltatore/opera, interprete/partitura, regole compositi- ve/nuova composizione) scelgo qui come oggetto di indagine il siste- ma di influssi e corrispondenze intercorrenti, all’interno di uno stesso genere musicale, tra due compositori della prima e della seconda fase della musica moderna. Il genere é il quartetto d’archi, cio® un genere depositario di profondi significati umani e gravido di storia per la tra- 150 con la tradizio- & possibile solo «La tradizione lente si nega» *. siz proposta di ica tradizionale }eacui anche la concezione della sini complemen Je) © Wirkungs- storia della rice- 1H. R. Jauss che utco una com- che: il soggetto JPopera °. Jauss jenella sua opera otto i ponti che ero estetico, sia lla loro percezio- una riserizione percezione e gli tivabile che per risulta dalla pre- ica conosciute in ratico» ®. In que- fone illuministica se si parte dalla fere che proviene enti attraverso il ioni del passato. resente dal passa- gine del passato renza della critica sora poco discusso Eggebrecht e Vab- musicale °. trasmissione della regole compositi- ii indagine il siste- terno di uno stesso della seconda fase chi, cioé un genere di storia per la tra- Le opere dizione musicale europea. Ed @ proprio questo genere ad offrire uno degli esempi pit. indicativi def persistere di wna tradizione nella musica contemporanea "° L’affermazione di Adorno che col Quartetto op. 28 di Webern si sia registrato il defintivo declino di questo, genere insieme alla co Statamione della sua scomparsa nella musica post-weberniana '! @ tmvaffermazione obiettiva (in quanto confortata dai fatti degli anni Cinquanta) e nello stesso tempo crassamente falsificante. Per invali- Gare quella profezia basterebbe menzionare il fatto che in questi tltim! decenni si sono continuate a scrivere opere estremamente significative per quartewo: si pensi ai quartetti di Ligeti Letostawski, quelli di Scelsi, di Lachenmann fino a Fragmente- Stille, an Diotima di Luigi Nono. Adorno aveva alluso alla possibi- lita di sopravvivenza del genere «nel caso in cui i compositori diven- gano pili crtici nei confronti dei procedimenti seriali»s questa even- Bralita, prospettata all'inizio degli anni Sessanta, si @ pot realizzata, tuttavia’non come ripresa dei «mezzi soppressi della musica da camera» elemento tradizionale nelle nuove composizioni non & costituito tanto dalla tecnica compositiva, quanto da un criterio di ordine tatetico: la pretesa di livello artistico. R. Stephan ha sottolineato il fatto che proprio il tentativo di realizzare la maggior ricchezza di rapporti possibile rappresenta uno degli essenziali momenti del per- cipere della tradizione nella musica moderna '*. Cid non deve tutta- via significare che non si possano affatto mettere in relazione le Inoderne tecniche compositive con quelle del passato, ma solo che, in questo caso, ci si dovra limitare all’esplicitazione di «tradizioni sotterranee> o di «modelli compositivi>. ‘Unicamente in questa direzione, e non nella vana ricerca di affinita strutturali, deve procedere T'esame della ricezione di Bart6k in Ligeti, Infine, la questione della tradizione o, secondo la pregnante formulazione di Ernst Bloch, dell’seredita» dovrebbe essere posta non solo dal punto di vista della storia della ricezione, ma anche da Guello della storia degli effeu. In questo ambito il momento tradi- onale, il modello compositivo non & oggetto a cui si riferisce il processo di ricezione, bensi soggetto, cid che determina e esercita Aegl effet a partie da esso la nuova creazione accoglie in sé qualita ‘che ne rivelano la discendenza storica ¢ i processi di emancipazione Su di cid un esempio. Che nelle prime battute del IV Quartetto di Bartok venga esposta una superficie sonora che comprende tutte le note dello spazio cromatico o che nella «Burletta» del VI Quartetto un flissando di terza sia da eseguire un quarto di tono pit grave, non Bimase senza conseguenze nel quartetto di Ligeti. Dal punto di vista Storico questi momenti segnalano la tendenza precoce a superare il 151