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Riflessioni sullo scrivere in italiano di ‘Angelo Luvison AEIT Comunicare in italiano su informatica, telecomunica- zioni, tecnologie digitali in modo chiaro, accurato, pre- ciso e lessicalmente corret- to pud sembrare un obietti- vo banale o futile, se non stravagante. Non é affatto cosi. Infatti, i tecnicismi set- toriali aumentano di giorno in giorno e manca il tempo per assimilarne i dirompenti anglicismi Sono stato tutta una mattina per aggiungere una virgola, e nel pomeriggio Iho tolta (Oscar Wilde) La lingua é prima di tutto uno strumento per pensa~ re, e soltanto successivamente serve a comunicare (Marco Bitfi) Rileggere, rileggere e rileggere, quanto pitt si pud. Lartigiano deve lavorare di fino. (Claudio Marazzini) Il contesto di riferimento Leducazione scientifica 8 necessaria per produrre scienziati, ma lo é altrettanto per educare il pubblico (Hans Bethe, Popular Mechanics, 1961) a rivista AEIT pubblica per lo pit articoli di Tnccone @ tutorial nelle sue aree tematiche, fra le quali ICT (Information and Communica- tions Technology), cioé l'ecosistema digitale della ICT societa dell’informazione, o infosfera (secondo Alvin Toffler, Luciano Floridi e altri), scenario ca- ratterizzato da parole-chiave come: intelligenza, connettivita e facilita di accesso (all’informazio- ne). La differenza tra rassegna (survey) e tutorial non @ sempre chiara a lettori e autori, ma una di- stinzione pragmatica e operativa pud essere la seguente [1]. Una rassegna discute lo stato del- Varte di un argomento pit: o meno ampio, fornen- do una panoramica della letteratura esistente & delle ricerche in corso. | tutorial si focalizzano maggiormente sugli aspetti metodologici e sugii strumenti utilizzati per investigare un settore di una discipiina, Usualmente, né una rassegna né un tutorial offrono contenuti nuovi, ma cié non ipedisce che il materiale sia presentato in modo originale, interessante, approfondito, con strate- gie argomentative che catturino l'attenzioné Anche se i loro confini sono spesso vaghi, una ibridazione fra queste due tipologie di articoli pud rappresentare un’occasione per dare maggiore valore alla pubblicazione. “Docendo discitur’, scriveva Seneca all'amico Lucilio con una locu- Zione che qui possiamo modificare in scribendo discitur, osservando che la scrittura di un testo & impossibile senza un'elaborazione in forma didat- tica della materia. Non solo. "Le parole (i pensie~ 1i, i ragionamenti, i discorsi) servono per mettere ordine tra / fatti ¢ per discuterli con gil altri. Per dare forma, come diceva Baudelaire”, rileva il flo- sofo Mauro Bonazzi [2]. Per di pid, un articolo di AEIT ha la caratteristica precipua di rientrare in quell'attivita pubblicistica Uaticlo ipropone aggiomato e amplato il rio editoriale "Rflesson silo severe in italano per Mando Digital’, pubblcato dala iste online Mando Digitale -Rassegna cra del store IC, ‘anno XVI, n. 72, novembre 2017, pp. 1-13, htp://mondodigtale ‘ianetnet/2017-5/EDITORALE_MD72.pdl.Ringrazio TAA nella persona del Drettore responsable dels rst, Viola Schatfonat, per i permesso di rutiizare i meteale origina AEIT numero 7/8 fy ty Comunicazione chiamata divulgazione, benché oggi si preferisca Parlare di comunicazione scientifica, perché i ri- cercatori non devono soltanto scoprire, ma anche comunicare, Invero, una distinzione c'é, come ‘spiega bene Bruno Arpaia [3]: “Noi tutti, in un mo- do, 0 nell'altro, siamo chiamati a partecipare a de- cisioni rilevanti su temi scientifici. E per questo che anche i ricercatori devono misurarsi con I' pinione publica, rendere conto di cid che fanno @ corcare un consenso democratico alle loro scol- te. Finiti nsomma i tempi della semplice «divulga- Zione», quando scienziati e giornalisti pensavano che il loro dovere fosse «spiegare» /a Verita a un pubblico ignaro che bisognava «educare» [...]”. Gia Alexander Pope raccomandava: “Bisogna in- segnare agli uorini avendo I’aria di non insegna- re affatto, proponendo loro cose che non sanno come se le avessero soltanto dimenticate”. Se poi riprendiamo la frase del fisico Bethe all'inizio di questo paragrato, diventa chiaro che l'educazio- ne scientifica @ basilare nel formare cittadini con- sapevoli, realizzando un consenso pubblico infor- mato. La finalita della divulgazione e dunque edu- cativa e culturale tanto di formazione quanto di informazione. || ruolo dello studioso non puéd limi- tarsi al chiuso del laboratorio o della torre d’avo- fio, a meno che non si voglia ricorrere a gazzet- tieri di preparazione @ competenze professional aiquanto dubbie. O, ancor peggio, a gruppi di in- teresse rumorosi @ a minoranze strepitanti, come nel caso dei vaccini. ‘Anche i settori in cui si declina PCT - molt, se non tutti - possono richiedere un coinvolgimento del lettore al di ia degli aspetti strettamente tecni- ci. Si pensi, per esempio, alle implicazioni etiche dell'intelligenza artificiale nelle sue varie ramifica- zioni, dal machine learning ai robot umanoici (r- mando per questo argomento a [4). Un secondo aspetto rilevante @ che le aziende high tech richiedono oggi professionalita alta- mente qualificate portatrici di conoscenze svilup- pate sia in profondita sia in ampiezza, non solo legate a competenze ed esperienze settoriall. E dunque, una preparazione aperta e flessibile de- ve essere tanto profonda in verticale (in senso specialistico) quanto estesa in orizzontale (in senso relazionale), cioé “a forma di T”. Negli 1 Le assennate patole di Pascal: "Non mi si diea di non aver detto nulla di nuove: nuova & a dsposiione dell materi” ci icordano che la creatita si pud anche eserciare in modo non sconvolgente, per esempio, applicanda la semplice ars combinotora ais cosruzione di anagramm.. & maggiorragione, "aforiema pascaliano vale per la dvd guzione nella forma tanto di survey quanto di tutorial importante & non rcadere nelambito del verdeto, attibuito forse in modo apocifo 2 Sanwel Johnson, rguardante il tesio di un giovne scritore: “i! sua manosentto ¢ bello © onginale, ma Ja pare Bella non & onginale, © Ie parte originale non ¢ Bel. USA, le facolta STEM (Science, Technology, En- gineering, and Mathematics) pit all'avanguardia propongono questo modello formativo, attento alle necessita di operare in una realta globale. Nel seguito, sia pur con il distinguo precedente, mi riferird prevalentemente al termine “divulgazione” depurato dalla tradizionale connotazione negati- val, inteso invece come esposizione d'alto livello con un linguaggio semplice ma rigoroso a suppor to del ragionamento e dell’argomentazione (come modelo, indico la guida [5] di un maestro della co- municazione scientifica qual é Piero Bianucc)). In definitiva, una comunicazione strategica, perfor mativa e persuasiva, ma non resa univoca e dog- matica, o investita da valenze normative. Larticolo, con il conforto di molti riferimenti bliografici, affronta i principali nodi critici con sug- gerimenti e proposte, come la cura da dedicare al proceso di scrittura, edizione e revisione del te- sto, cioé a elementi stlistici e formali non meno importanti delle questioni di contenuto e sostan- za. (Alcune delle opere citate, se non sistemati- che, sono tanto divertenti quanto linguisticamen- te fondate). Anche se l'enfasi qui é sul ICT, perché corrispon- de alla mia esperienza professionale, spero che | lettori interessati alle altre discipline tecnico- scientifiche dell'AE/T - ad es., al settore energett- co © all’automazione - possano trarre una qual- che utilita dalle considerazioni seguenti La comunicazione teci Una prima conseguenza di quanto detto si pone sul piano dello stile espositivo: i ricercatori devo- no imparare a comunicare le loro materie (anche) in forma di narrazione, aneddoti e memoir, il sem- pre pill diffuso storytelling, che consiste nel coin- volgere emotivamente Il lettore generico con sto- rie, oltre che con il rigore di un percorso ragiona- to e di argomentazioni logicamente concatenate. La forma narrativa e Il taglio divulgative non pre- cludono affatto un impianto solido, ma significa- no che il tono dovrebbe essere chiaro, discorsivo, se non divertente, affabile e accattivante (friendly). E dunque, non solo lavori con il lin- guaggio accademico proprio delle riviste specia- listiche e settoriali, cio quelle che “servono per la carriera”. Nel contesto italiano, dove la pratica di scrivere saggi di alta divulgazione scientifica (e culturale), fino a qualche tempo fa, non era molto diffusa, le riviste AEIT e Mondo Digitale rappresentano due lodevoli eccezioni per il taglio e l’equilibrio degli articoli pubblicati Personalmente - il lettore mi perdoni la confes- “ae- juglio/agosto 2018 sione autoreferenziale - nei primi 35 anni di ricer catore, i lavori erano destinati prevalente- mente a riviste e convegni scientifici. Negli ultimi 15, sono passato gradualmente a scrivere in for- ma di comunicazione divulgativa sull'ICT. II meto- do di preparazione dei testi é stato lineare nel pri- mo periodo, ipertestuale con l'uso delle tecnolo- gie digitali e del web nel successivo, perché ba- sato SU Una assai maggiore quantita di materiali frammentari, eterogenei © poco organizzati a priori, Da ricercatore, la mia prosa era molto pit! asciutta, stringata, essenziale, tipica di un lavoro scientifico; successivamente si @ fatta (0, meglio, ho provato a farla diventare) pitt discorsiva, am- miccante, espressiva per venire incontro alle esi- genze del lettore-fruitore, anche se, forse, non ci sono riuscito completamente, perdendo in conci- sione. Come il solito, il giudizio spetta al lettore. In ogni caso, le neuroscienze hanno dimostrato che scrivere Un testo a mano @ molto diverso dal comporlo su PC e che consultare pagine scritte @ altra cosa dal leagere pagine web, perché si modificano gli schemi cognitivi e mentall. Un'ul- teriore criticita/opportunita @ rappresentata da Internet come inesauribile fonte di informazioni da fruire in tempo reale. Pua anche darsi che io venga presto sostituito da un algoritmo di intelligenza artificiale - come ac- cade in un certo giornalismo [4] - non solo per la senescenza ma anche per la migliore funzionalita dell'algoritmo, Curiosamente, gia nel 1953 (un anno ormai lontano), Roald Dahl, maestro di sto- rie grottesche e spiazzanti, pubblicava il raccon- to visionario Lo serittore automatic (The Great Automatic Grammatizator) [6], nel quale la mag- gior parte degli scrittori, compreso il fittizio auto~ re del racconto, si vedeva costretta a cedere la propria identita a una macchina costruita ad hoc, perché assai pill rapida ed efficace degli umani ict lI secondo problema - ancora stilistico @ formale, piu che di sostanza (anche se “Le style c'est homme méme” owvero “Lo stile & I'uomo", de- clamava il conte di Buffon) - @ che dallo scrivere in inglese nella varieta nordamericana sono pas- sato a redigere testi nella nostra lingua. La difficolta risiede nel fatto che si tratta di un nuo- vo italiano, un tecno-italiano ibridato con linglese. Cercherd di spiegarmi, pill avanti, con esempi, senza prendere posizione rispetto a chi deplora Vinsegnamento esclusivamente in inglese nelle universita statall (si veda, solo per dire, la levata di scudi dell’emerito linguista Francesco Sabatini in una trasmissione televisiva [7]), 0 a chi, come il compianto Tullio De Mauro (8), constata I"ji)resi- ——_ & + # # & | stibile ascesa degli anglicismi/anglism?. La prima questione @ di anni recenti, mentre la seconda - accettazione acritica dell'invadenza degli anglici- smi- @ una vexata quaestio che nei mass media si ripresenta come i fiumi carsici: scorrendo lunga- mente sotto il suolo prima di tornare in superficie. Faccio notare, di passaggio, che i forestierismi - non solo gli anglicismi - sono per lo pits da noi pronunciati male, allitaliana, soprattutto da perso- naggi mediatici d’ogni sorta: conduttori, opinioni- sti, intrattenitori, giornalisti. Si pensi a: award, bi- partisan, Bluebeny, career, colleague, committee, continental, control, debt, default, development, doubt, Edinburgh, Edward, Eliot (Elliott), employer ed employee, engineer ed engineering, Evans, fre- quency, friend e friendly, gear e Gere, image © imaging, impact, interference, interesting, know- how, Linkedin, management, networking, outsour- ce @ resource, parameter, performance, program ming, psychology, purchase, referee, relax, report, reset, reserve, response, review, signal processing, spinnaker, Stephen, suspense, whistelblower, Yorkshire, ecc. Per non parlare del francese stage, del tedesco Jakob, dello svedese Nobel, e di una marea di altri termini, fra cui robot (termine di ori- gine ceca, non francese). Per leggere e ascoltare la pronuncia corretta de!- inglese nelle sue varieta basilati di British English 0 American English basterebbe interroga- re uno qualsiasi dei tanti autorevoli e aggiornati Dictionary disponibili online, dal Merriam-Webster al Cambridge, dall’Oxford al Macmillan. E pur ve- ro che: “The United States and Great Britain are two countries separated by a common language”, cioé “Gli Stati Uniti e la Gran Bretagna sono due Paesi separati da una lingua comune”, come os~ servava un po” paradossalmente il sempre arguto George Bernard Shaw. E veniamo agli esempi promessi. Primo esempio lI quaderno di settembre 2017 del “Sole 24 Ore” su Big Data Analytics [9] si rivolge alle aziende perché colgano le opportunita insite in questo settore per sviluppare il proprio business, orga- nizzandosi in modo coerente. Gia dall'indice bal- zano all'occhio termini che vanno da Data Scien- tist a Journey, da trend a Business Intelligence, da startup a Data Governance, da Smart Techno- logies a delivery. | contenuti del fascicolo ~ cura~ to da professori ¢ ricercatori de! Politecnico di Milano - sono dawero eccellenti ¢ rappresenta- no un must per ogni azienda innovativa che vo- glia cogliere il valore nascosto nei dati, a vantag- gio di prodotti, processi, servizi, logistica, orga- zazione interna, integrazione (piattaforme con- divise) con i decisori (gli stakeholder), ecc. | mol- EIT -nume a0: